27 Luglio 2020

Occhio all’attrezzo: la scelta consapevole dei metodi di pesca

el sunto “Occhio all'attrezzo” è il terzo principio di sostenibilità promosso del progetto “Dal profondo del piatto” di Area Marina Protatta di Miramare

I metodi di pesca non sono tutti uguali e sono caratterizzati da una diversa sostenibilità ambientale. Spesso questa informazione ci sfugge, perché il mondo della pesca professionale è poco conosciuto dal grande pubblico. Così magari ci facciamo influenzare dall’idea romantica di una pesca sportiva con la canna o al contrario immaginiamo che tutto si risolva con una grande rete a strascico.

Nella realtà, esistono molti metodi di pesca differenti che stanno tra questi due estremi. Pensiamo ad esempio alle nasse, vere e proprie trappole usate principalmente per i crostacei, o alle reti da posta, che a differenza di quelle a strascico vengono semplicemente disposte nel mare per qualche ora per poi essere ritirate. Oppure i palangari, vere e proprie lenze posizionate in mare nell’attesa che qualche pesce abbocchi.

I differenti metodi di pesca hanno i loro pro e i loro contro. Alcuni infatti possono causare danni accidentali all’ecosistema. Questi possono essere danni all’habitat, come ad esempio nei metodi di pesca che rovinano il fondale marino (strascico di fondo, draga idraulica, rapido) o danni diretti alle specie non di interesse commerciale, attraverso la cattura accidentale. Più uno strumento di pesca è selettivo, più esso andrà a pescare solo le specie bersaglio, evitando dannosi sprechi. Difficilmente ad esempio pescando a strascico si potrà avere un controllo sulle specie catturate. Molto più selettive le nasse, o le reti da posta, che permettono di liberare eventuali specie indesiderate.

L’informazione sui metodi di pesca usati per la cattura è contenuta nel cartellino del pesce che acquistiamo in pescheria. Facendo un po’ di attenzione e preferendo i metodi meno impattanti, potremo contribuire con la nostra scelta alla sostenibilità del mare.

Il contest grafico del progetto “Dal profondo del piatto” di questa settimana tratta proprio il tema dei metodi di pesca, con dodici lavori tra cui votare quello che maggiormente ne riassume il principio:

OCCHIO ALL’ATTREZZO

Non tutti i metodi di pesca sono uguali! Gli attrezzi più sostenibili sono quelli che non distruggono gli habitat e consentono di catturare solo le specie per cui vengono usati (sono cioè più selettivi). Prediligi le specie pescate con nasse, palangari e reti da posta; evita quelle catturate con draghe o reti a strascico.

Ecco gli elaborati, che si possono votare sulla pagina dell’Area marina Protetta di Miramare a questo link.

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