12 Maggio 2020

Il Parco Zoo Punta Verde e la salvaguardia degli animali

el sunto Il Parco Zoo Punta Verde, chiuso per il lockdown, si trova in una situazione di emergenza. Una importante realtà ambientale da salvaguardare

Oggi ho letto sul quotidiano locale la notizia della situazione di emergenza in cui si trova il Parco Zoo Punta Verde. Essendo una struttura privata e dipendendo quindi totalmente dall’introito dei biglietti, è abbastanza intuibile quale possa essere stata la perdita in questo periodo di lockdown, che è coinciso proprio con la normale apertura e il normale svolgimento delle attività didattiche con le scuole.

Al Parco Zoo Punta Verde ho fatto la mia tesi sui lemuri. Ci ho trascorso praticamente quasi due anni, da marzo a novembre, a osservare il comportamento di queste piccole proscimmie del Madagascar trapiantate in Friuli, per valutare l’impatto dell’uomo e delle altre specie ospiti sul loro comportamento. Ma ovviamente non è la mia tesi il tema di questo post, per quanto in quel periodo avessi un principio di coda ad anelli che mi stava spuntando.
Al Parco Zoo di Lignano, in quel periodo, ho trovato un ambiente splendido fatto di persone innamorate del proprio lavoro e ben consce dell’importanza, della difficoltà e della responsabilità di veicolare il giusto messaggio ai visitatori.

Io a Punta Verde ci sono andato per i lemuri, punto. E perché passare due anni di tesi in Madagascar era evidentemente fuori budget. Ci sono andato con il più classico dei pregiudizi: Zoo=cattivi, Riserve=buoni.
Ma fin da subito ho capito che la mia visione era ferma a decenni fa.
I parchi zoo moderni (se si può ancora usare il termine “moderni”, visto che ormai è una cosa che fanno appunto da decenni) sono in realtà un’importante tassello nella conservazione della natura. Lo fanno attraverso diverse strade:

In primis fungono da “serbatoio genetico” di molte specie per le quali la distruzione dell’habitat naturale tende a rendere la loro protezione in situ (ovvero nel loro ambiente, dove in un mondo perfetto dovrebbero stare) sempre più difficile. Non esistono più animali presi dalla natura per finire negli zoo. Gli animali degli zoo sono tutti nati in cattività e molti fanno parte appunto dei programmi di salvaguardia, con scambi tra zoo europei per mantenere la variabilità genetica a un livello ottimale per una futura reintroduzione in natura, quando (e soprattutto se) i problemi nei loro habitat naturali saranno risolti.

La seconda azione è appunto quella di dare una mano ai progetti di salvaguardia degli habitat naturali. Raccolte fondi, sensibilizzazione, finanziamento della ricerca. Ho assistito a diversi incontri al Parco Zoo con i ricercatori brasiliani che si occupano della protezione nella Mata Atlantica del leontopiteco dorato, specie ospitata a Punta Verde. Oltre a studiarne il comportamento e la distribuzione, si ritrovano ovviamente a interfacciarsi con la realtà sociale locale, dove vanno ricercate e contrastate le motivazioni della deforestazione in atto. Il loro importante lavoro sul campo è reso possibile solo dall’aiuto del Parco Zoo di Lignano, e di rimando, quindi, dai visitatori del Parco stesso.

La terza azione, non meno importante delle altre, è quella di educare alla sensibilità ambientale. Ed è la più difficile, perché un visitatore lasciato troppo a se stesso potrebbe uscire dallo zoo con un messaggio di “possesso della natura”, ovvero “anche mi voio un lemure a casa, che cocolo”. Invece si tratta di accompagnare la visita e l’ovvia meraviglia ed emozione nel vedere gli animali dal vivo (ospitati in ambienti ricostruiti al meglio) con una continua opera di divulgazione e sensibilizzazione sulla condizione in natura della specie e su come i nostri comportamenti vanno a influire sull’ambiente in generale.
Parte importante di questa azione sono ovviamente le attività didattiche con le scuole.
Sospese, purtroppo, anche quelle causa coronavirus.

Il Parco Zoo Punta Verde normalmente riapriva i battenti in marzo, per proseguire la sua attività fino a novembre. Con la chiusura prolungata, si ritrova dunque ad aver perso già quasi tre mesi di biglietti, più tutte le attività con le scuole. Un situazione sicuramente d’emergenza che necessita di un aiuto repentino.

Come si può dare una mano?

Acquistando, per voi o da regalare a parenti e amici, i biglietti/abbonamenti online così da non farvi cogliere impreparati alla riapertura. I biglietti hanno data aperta con scadenza 1° novembre 2021, mentre gli abbonamenti verranno attivati il giorno della riapertura.

Donando attraverso un bonifico sul conto corrente intestato a Parco Zoo Punta Verde srl  IBAN IT91I0306963919100000002442, tali donazioni verranno utilizzate per garantire la gestione  quotidiana. Il bonifico dovrà essere accompagnato da una mail con l’indicazione del vostro nome, perché il giusto ringraziamento.

Le aziende possono acquistare dei biglietti da donare ai dipendenti o clienti. I biglietti possono essere acquistati in lotti da 50 pezzi, non hanno scadenza e possono essere usufruiti indistintamente da adulti e bambini. Qua ulteriori informazioni

Wish list di Amazon: in questa lista dei desideri ci sono una serie di oggetti indispensabili per i keeper per la realizzazione di arrichimenti per gli animali fondamentali per garantire il loro benessere.

Tag: .

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.