17 Marzo 2020

Per sentieri dimenticati, sopra il golfo senza navi

el sunto Chi ha la fortuna di vivere nella periferia, dovrebbe scoprire i vecchi sentieri che connettevano abitualmente città e selvatico.

Il vecchio torrente è quasi senz’acqua. I sentieri sono senza manutenzione e, a lato dei sentieri, i muretti a secco, sudore del lavoro di secoli, sono a terra.
Eppure, fino a qualche decina di anni fa, tutta questa tessera di paesaggio era vitale.
Questi sentieri ci dicono di uno stile di vita abbandonato, ovvero di una società che nell’ultimo secolo si è fortemente rinnovata, accantonando segni del passato così vicini, ma così lontani.
Forse anche per noi è giunto il tempo di realizzare o subire grandi cambiamenti.
In questi giorni, a tratti, nel Golfo non ci sono barche, canotti o navi.
Tra gli alberi e tra le nuvole, oltre la paura, l’ansia e la sofferenza, la luce riesce a filtrare e a specchiarsi.
C’è spazio non solo per sospirare, ma anche per l’immaginazione.
C’è spazio non solo per subire, ma anche per creare concretamente.

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