19 Dicembre 2016

Bici fuori dagli stalli? I vigili taglieranno la catena e la lasceranno incustodita

el sunto Taglio della catena e bicicletta lasciata incustodita. Questa la proposta nel nuovo regolamento di Polizia urbana

L’articolo 6 del nuovo regolamento di polizia urbana, in approvazione in consiglio comunale all’inizio del prossimo anno, recita: “E’ vietato l’aggancio dei velocipedi e degli acceleratori di andatura ai pali di sostegno della segnaletica stradale e ai semafori, ai manufatti pubblici, agli arredi urbani, ai monumenti, al verde pubblico, a saracinesche, a cancelli, a ringhiere o a qualsiasi altro supporto esistente. E’ consentita, da parte degli operatori, l’apertura di lucchetti, catene ed ogni altro sistema di fissaggio dei velocipedi e degli acceleratori di andatura.

Per parola di Monica Canciani, capogruppo della Lega Nord in IV circoscrizione, solo le biciclette ormai chiaramente abbandonate verranno sequestrate, le altre, quelle nuove, saranno semplicemente lasciate lì senza la catena. Questo allo scopo di prevenire la sosta al di fuori degli stalli. Il ciclista, conscio che la bicicletta resterà in balia dei ladri, eviterà di legarla lì.

In copertina, la foto portata come esempio di una bicicletta che subirà il taglio della catena (ma senza sequestro). Sullo sfondo, un furgoncino in divieto sullo spazio riservato alla manovra del bus cerca di non attirare troppo l’attenzione.

Una punizione di questo tipo mi sembra così inverosimile che onestamente non credo che vedremo mai un vigile applicarla, tagliando una catena e lasciando la bicicletta lì come se nulla fosse, facilitando di fatto il “lavoro” di chi invece dovrebbe essere perseguito.

Visto che il numero di stalli in città è sicuramente di gran lunga inferiore alla richiesta (qua la mappa 2014 con quelli previsti), tuttavia, la principale conseguenza di questo regolamento sarà che per evitare il furto della propria bicicletta molti saranno spinti a lasciarla a casa, scegliendo un altro mezzo per spostarsi, andando a contribuire al già poco sostenibile traffico cittadino.

Questo va in chiaro contrasto con il programma di Dipiazza, forse il sindaco con il più ambizioso progetto di sviluppo della ciclabilità di Trieste, tanto da voler ben 1 bicicletta ogni 9 auto (questo il punto del programma: “Va dato atto che lo sviluppo della mobilità ciclabile, avendo come obiettivo a medio termine un 10% degli spostamenti urbani, può portare numerose ricadute positive alla nostra città: meno smog, meno traffico, più facilità di parcheggio per chi si muove in auto, un economia più forte grazie al rilancio del commercio locale e del turismo e più a misura di persona”).

E’ evidente che questo regolamento otterrà l’effetto opposto, per cui non resta che sperare in una sua repentina revisione.
Giusto punire le infrazioni di tutti gli utenti della strada, ma forse vanno valutate meglio le priorità. Non vorrei vedere vigili impegnati a tagliare catene di biciclette come quella della foto mentre in via Carducci abbiamo una corsia e mezza inesistente a causa della seconda fila selvaggia.

O tipo:
sosta

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