11 Maggio 2016

Il crowdfunding civico di Kapamo

el sunto Roberto Gilli, fondatore della start up a vocazione sociale Kapamo, scommette che i triestini raccoglieranno i fondi per una app dedicata ai migranti.

Kapamo (una parola composta da due termini in esperanto, che significano capacità e amore) è la prima start up innovativa a vocazione sociale del Friuli Venezia Giulia. Ha lanciato un crowdfunding per migliorare una app dedicata ai migranti che transitano per Trieste ed estenderla a Gorizia. Vediamo di capire meglio i motivi del progetto e della scelta di finanziamento con il fondatore Roberto Gilli.

Non parliamo nemmeno del luogo comune qualunquista contro i migranti con il telefonino…

E perché no? Parliamone. Lo smartphone è uno strumento eccezionale per chi intraprende viaggi disperati. Con un ottimo rapporto costi/benefici, ti permette di avere mappe sempre aggiornate, raccogliere informazioni essenziali, inviare le tue coordinate con il GPS per chiedere soccorso… Purtroppo è facile stigmatizzare il gruppetto di migranti seduti e chini davanti a uno schermo, associandoli ai giovani o agli svogliati eccetera. È il pregiudizio verso le nuove tecnologie che si unisce a quello verso chi arriva.

Roberto, tu lavori da vent’anni nel campo delle nuove tecnologie; quale percorso ti ha portato all’idea e allo sviluppo di questa app?

Con Kapamo abbiamo deciso di mettere le nuove tecnologie al servizio della disabilità. E pensiamo al termine “disabilità” non in modo binario (c’è/non c’è), ma dinamico e contestuale. Pensaci: se tu arrivi in un paese di cui non conosci lingua e alfabeto sei temporaneamente “disabile”. In seguito a un incidente, puoi essere disabile fino a quando non recuperi l’uso degli arti inferiori. In tal senso, i migranti sono portatori di una disabilità legata al contesto che non conoscono ancora.

E seguendo questa logica possiamo leggere le disabilità come “bisogni speciali”, più che di mancanza di capacità.

Esatto: non si tratta solo di lottare contro lo stigma, ma di vedere soluzioni pratiche a bisogni leggermente diversi da quelli della maggioranza della popolazione. Possiamo utilizzare la tecnologia per bypassare varie disabilità. Le rampe di accesso per le carrozzine sono l’esempio più evidente, ma in campo cognitivo ci sono casi analoghi. Pensa alle difficoltà di comunicazione che può avere una persona autistica, che invece (ve ne sono) comunica senza problemi via smartphone o tablet con una app apposita. Kapamo si occupa proprio di casi come questo.

presentazione knulp

 


Quali sono i “bisogni speciali” dei migranti cui va incontro la vostra app?

Quando transitano per una città, hanno bisogno di ottenere informazioni strutturate e leggibili per sopperire alle proprie necessità. Finora, queste informazioni ti vengono fornite dagli operatori dell’accoglienza. Che oggi passano ore di lavoro a ripetere a ogni persona, per decine e decine di volte dove si trova il pronto soccorso o che documenti servono per ottenere la tessera sanitaria.

In quali lingue saranno date le informazioni con la app?

Italiano, inglese, francese e pashtu. Un’altra caratteristica importante è che saranno tutte scritte in “linguaggio facile da leggere”: una metodologia di redazione dei testi che assicura la comprensione autonoma dei contenuti, che sono stati pensati con operatori di Caritas, ICS e Casa delle Culture (che svolge corsi di lingua italiana per i migranti) e poi riletti assieme ai migranti e semplificati per renderli più immediati.

Le informazioni che fornite sono solo pratiche? Una parte della “disabilità contestuale” di un migrante è legata anche alle difficoltà di rapportarsi ai nostri contesti culturali – penso soprattutto al diverso ruolo che le donne hanno in alcune delle società di provenienza dei migranti.

Il problema esiste ma la app non è così ambiziosa. Un passo alla volta, abbiamo deciso di iniziare dalle necessità pratiche e uguali per tutti. Questa è l’impostazione delle app analoghe di cui si sono dotate città come Berlino.

Parliamo del crowdfunding. La cifra da raggiungere è modesta (3000 euro), il progetto di evidente utilità per gli operatori. Probabilmente un finanziamento da parte dei “portatori di interesse” vi avrebbe fatto arrivare la cifra senza difficoltà.

Ma i cittadini di Trieste e Gorizia sono i primi “portatori di interesse”, non credi? Il crowdfunding è anche un piccolo esperimento sociale di Kapamo, per vedere se i triestini sono disposti a dedicare una piccola cifra a un progetto degno di una città che vuole presentarsi come accogliente. Trieste ha fatto molto molto di più ai tempi dell’esodo nel secondo dopoguerra.

Non credi che si tratta di due realtà molto differenti per azzardare un paragone?

Certo che le condizioni sono differenti! La cosiddetta “emergenza migranti” di oggi ha portato in città un migliaio di persone, niente a confronto del periodo in cui i campi profughi erano pieni. E il mito del soccorso ai fratelli italiani non rispecchia la realtà storica: nella mia famiglia che ha lasciato quelle terre si racconta del pregiudizio contro “’sti istriani che xe vignui qua e ne porta via el lavor”. Non è la stessa risposta che oggi riserviamo agli afghani?

Condizioni differenti, mentalità analoga.

Credo che sia naturale provare diffidenza nei confronti di chi arriva e in qualche modo modifica un luogo che senti “tuo”. Compreso il vicino di pianerottolo. Ma andare oltre questa diffidenza è un gesto di civiltà, di apertura. Tanti ne sono stati fatti, nei confronti degli esuli che oggi vivono qui si sentono ”triestini di origine istriana” (o dalmata). Meno ne sono stati fatti nei confronti delle persone fuggite dalla guerra nell’ex Yugoslavia che hanno salvato Trieste dal declino demografico negli anni Novanta, e che a loro volta oggi fanno parte del tessuto della società locale. Oggi una parte del mondo dell’informazione alimenta sospetto e paura, a fronte dell’immigrazione con i numeri più contenuti. Sta a noi scegliere da che parte stare.

Per conoscere meglio Kapamo: http://www.kapamo.org/
Pagina facebook: Kapamo – App migranti

Il crowdfunding chiuderà il 21 maggio!
Per partecipare: App migranti – Produzioni dal basso

 

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5 commenti a Il crowdfunding civico di Kapamo

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