17 Dicembre 2015

Emozioni e applausi alla prima di “Come cavalli che dormono in piedi”

di Flavia Delben

La Galizia, regione tra la Polonia e l’Ucraina, storicamente una delle province che componevano l’Impero Austro – Ungarico fino al 1918. E’ in questi territori e su tutto il fronte orientale con un salto temporale di cent’anni che ci conduce l’avvincente racconto di Paolo Rumiz, scrittore, giornalista, viaggiatore e grande narratore. Siamo in guerra? Sì, siamo in guerra dal 1914. Con queste parole si avvia la scena di ”Come cavalli che dormono in piedi” fino al 21 dicembre al Rossetti di Trieste in Sala Bartoli.

Come un Omero contemporaneo Rumiz riesce a dar voce alle anime dei ragazzi del 97°, rievoca le gesta dei 25 mila sepolti senza nome che con addosso la divisa austriaca lasciarono le nostre terre per andare a combattere lungo quel lontano infinito fronte orientale. Ragazzi per troppo tempo rimossi dalla storia e dalla memoria perché scomodi ai governi sia dei vinti che dei vincitori che si sono susseguiti dal termine della Grande Guerra. Sono gesta di dolore, di sofferenza di morte.

Sono ballate, sono canzoni, sono accompagnamenti le note che riecheggiano sul pentagramma del cantautore e compositore Stefano Schiraldi , ricche di sentimento e sensibilità, invadono la sala rendendo ancor più struggente l’atmosfera.

Le letture di brani tratti dal libro di Paolo Rumiz che dà il titolo allo spettacolo sono magistralmente letti dall’attore Paolo Fagiolo.

Lo spettatore si ritrova catapultato in un mondo fatto di anime, ricordi e luoghi lontani, dal palcoscenico giungono emozioni, coinvolgimento, non c’è retorica tra le parole che come dardi vanno dritte a colpire il cuore. Copiosi e molto meritati sono stati gli applausi a fine rappresentazione.

Per rievocare la narrazione si consiglia la lettura del libro di Paolo Rumiz “ Come cavalli che dormono in piedi” edito da Feltrinelli.

Per risentire la voce di Stefano Schiraldi si ricorda il suo CD uscito da poco “Trombeta stonada”.

Da febbraio al CSS di Udine si potrà rivedere Paolo Fagiolo in scena con lo spettacolo “Il treno”.

Flavia Delben

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