2 Dicembre 2014

Stereotipi di genere: abbattiamoli già dalla prima infanzia!

el sunto Per abbattere stereotipi di genere e le discriminazioni è necessario partire dall’educazione, il prima possibile. Ora c'è c'è Il gioco del rispetto.

Un italiano su tre sostiene che la violenza domestica sulle donne è un fatto privato da risolvere dentro le mura domestiche, per uno su quattro se una donna resta con il marito che la picchia diventa corresponsabile della violenza. Si tratta di stereotipi triti, luoghi comuni secolari che sembrano duri a morire.  Lo sostiene la sociologa Giorgia Serughetti in un articolo apparso su Pagina99 qualche giorno fa.

screen-shot-2014-03-12-at-11-01-23Per abbattere questi stereotipi e di conseguenza le discriminazioni tra uomo e donna è necessario partire dall’educazione, il prima possibile. Diverse scuole hanno iniziato dei percorsi formativi per insegnare agli studenti a rispettarsi fra di loro e rifiutare la violenza, ma la maggior parte di questi interventi avviene nelle scuole primarie, secondarie o superiori, quando  gli stereotipi di genere sono già ben radicati nei ragazzi.

Per questo un gruppo di esperte ha ideato “Pari o dispari? Il gioco del rispetto” , progetto che parte dalle scuole dell’infanzia, quando cioè i bambini sono ancora terreno fertile per i concetti di libertà di espressione e di comportamento, al di là degli stereotipi.

Il progetto, che ha visto la luce nel 2013 con una prima edizione sperimentale cofinanziata dalla Regione Friuli Venezia Giulia, ha coinvolto quattro scuole dell’infanzia della regione, una per ogni provincia. Ora il progetto, uno tra i primi in Italia e in Europa, vede anche l’adesione del Comune di Trieste. Ha preso infatti il via oggi alle 16.30 nella nuova sede dell’ Associazione Laby* in via Cicerone 4 “Il gioco del rispetto – bambini e bambine che si rispettano”, un percorso formativo per le insegnanti e gli insegnanti delle scuole dell’infanzia comunali di Trieste, per superare stereotipi e discriminazioni. Successivamente verranno distribuite le scatole de “Il gioco del rispetto” alle scuole che hanno aderito e verranno fatti giocare bambini e bambine. Al termine del periodo di gioco verranno raccolti i risultati del progetto.

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Cos’è il Gioco del rispetto?

Si tratta di un un kit ludico-didattico rivolto a bambini e bambine dai 3 ai 6 anni d’età, che vuole promuovere il rispetto reciproco e il superamento degli stereotipi che sono alla base di molte discriminazioni. Si tratta quindi di una vera e propria scatola di giochi, i cui contenuti sono stati curati da uno staff scientifico composto da Daniela Paci, insegnante della scuola dell’infanzia, e Lucia Beltramini, psicologa. Entrambe si occupano da anni di progetti di ricerca e di formazione sul tema della violenza contro le donne.

Il progetto si avvale inoltre del contributo professionale di Benedetta Gargiulo e di Konstantina Mavroidakos, che hanno curato la parte grafica e creativa dei materiali e hanno scritto e illustrato la storia di “Red e Blue”, presente nel kit.

*Laby

L’Associazione Laby lavora nell’ambito delle pari opportunità, dando alle persone, soprattutto alle donne, gli strumenti per migliorare le condizioni di lavoro e di benessere personale. In particolare, LABY è un punto di riferimento per le Istituzioni e per le associazioni che a Trieste si occupano di politiche di lavoro, politiche sociali e sostegno alle pari opportunità. Gran parte delle azioni proposte da LABY sono rivolte alle donne e alla loro maternità, essendo questi i casi più vulnerabili dal punto di vista sociale ed economico. Per questo LABY mette a disposizione i suoi spazi e le sue competenze per fornire formazione professionale, una rete di sostegno e supporto psicologico. Per saperne di più: www.laby.trieste.it

Le immagini utilizzate sono tratte dal sito giocodelrispetto.org. Il gioco del rispetto è anche su Facebook.

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