30 Novembre 2014

La valle dell’Isonzo in bicicletta

el sunto Due giorni di viaggio in bici, nella bellissima valle dell'Isonzo. Il resoconto dell'avventura

Sabato 13 e domenica 14 settembre 2014 l’ associazione Bisiachinbici, con l’ aiuto logistico del camper club “Foce dell’ Isonzo”  ha organizzato una gita di due giorni in bicicletta alla scoperta dell’ affascinante valle dell’Isonzo, fiume transfrontaliero che  è stato teatro di grandi battaglie durante la prima guerra mondiale.
Ci siamo ritrovati sabato mattina alle 8.30 presso la stazione di Tarvisio, entusiasti e pronti a pedalare nonostante la pioggia ed il tempo grigio. Dario, il camperista che si è offerto di accompagnarci durante questa avventura , era già lì con il suo camper e sua moglie, pronto per caricare alcuni bagagli di troppo ed a scortarci lungo la strada, nell’ eventualità di qualche problema alle bici o ai ciclisti.

isonzo in bici
Dopo la fredda partenza sotto la pioggia abbiamo scaldato subito le gambe pedalando fino al paese di Predil (Riebl in tedesco) dove ci sono le omonime cave. Dopo una veloce tappa al bar per asciugarci e riscaldarci abbiamo fatto visita al museo della miniera. le due guide, ex minatori, ci hanno accompagnato lungo i cunicoli fino nel cuore della montagna spiegandoci la storia della miniera e raccontandoci il tipo di vita dei minatori. Tornati infine in superficie ci siamo rimessi in sella per raggiungere il lago di Predil e dopo alcuni faticosi tornanti, il passo Predil che a 1156 metri s.l.m. ci ha fatto poi entrare in Slovenia. isonzo in bici 2Una lunga discesa ci ha fatto passare  sotto il monte Mangart, attraverso il paese di Log pod Mangartom fino ad arrivare a Bovec/Plezzzo dove ci siamo fermati per una piccola pausa e per ammirare la vecchia fortezza austroungarica e l’ orrido che il fiume ha qui scavato in profondità tra le rocce. Ancora pochi km e ci siamo fermati in centro del paese per la tanto agognata pausa pranzo e per una bella foto di gruppo in piazza, finalmente sotto la luce del sole, timidamente spuntato in  mattinata. Nel pomeriggio abbiamo continuato a seguire il corso del fiume Isonzo che qui si snoda tra ghiaioni e forre dove l’ acqua color smeraldo ribolle tra sassi e tronchi, mentre noi pedalavamo tranquilli attraversando piccoli paesini di montagna circondati da stalle e pascoli verdi.
isonzo in bici 3Sul far della sera siamo arrivati alla nostra prima tappa; Kobarid/Caporetto dove abbiamo alloggiato in una locanda in centro del paese. Qui poi abbiamo cenato tutti assieme, con Dario e consorte compresi, che erano già arrivati prima di noi ed avevano avuto i tempo di visitare  l’ ossario ed il cimitero di guerra che sorgono sulla collina che domina il paese.
La mattina della domenica dopo un’ abbondante colazione in locanda abbiamo visitato assieme ad una guida il museo dellla Grande Guerra, che ha avuto proprio a Caporetto alcuni tragici sviluppi. Il museo ben curato e pieno di reperti è foto si è dimostrato molto interessante, anche perchè la guida era molto brava a catturare la nostra attenzione ed a spiegarci passo passo le varie mosse degli eserciti austroungarico e italiano.
Finita la visita siamo ripartititi e sempre seguendo il corso del fiume su stradine secondarie e seguiti dal nostro angelo protettore camperizzato, siamo arrivati a Tolmin dove ci siamo fermati per un caffè e per procurarci il pranzo al sacco , che abbiamo consumato qualche km dopo a Most na Soci, sulle rive del lago formato da uno sbarramento sull’ Isonzo. Il posto è veramente carino, le acque, qui  calme, del fiume sono circondate da boschetti di salici e panchine sulle quali riposarsi ed osservare le canoe e le barchette che solcano la superficie d’ acqua. isonzo in bici 4Ripartiti, abbiamo pedalato fino a Kanal, paesino arroccato sulle rocce tra le quali il fiume ha scavato il suo percorso e dove abbiamo trovato una  pasticceria con terrazza panoramica da dove goderci lo spettacolo delle acque smeraldine che scorrevano sotto di noi.
Ultimi km sulla strada statale, l’unica in questo tratto dove la valle è piuttosto stretta e siamo infine arrivati a Solkan, dove abbiamo potuto ammirare il famoso ponte, il più grande del mondo ad arcata unica costruito in pietra tagliata; ultima tappa presso il kayak bar di Solkan per gustarci assieme l’ ultima birra Lasko della gita e per la foto di gruppo finale .Dopo pochi colpi di pedale siamo giunti a Gorizia presso la stazione ferroviaria, il nostro punto di arrivo dove ci siamo salutati ed abbiamo ringraziato Dario e sua moglie per il loro prezioso supporto e la loro compagnia!

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