Addio alle vecchie oliere o bottiglie di olio extravergine d’oliva sprovviste dell’etichetta conforme alla normativa e del tappo “anti-rabbocco“. Ce lo fa sapere lo SDGZ-URES.
La legge 30.10.2014, n.161 denominata Legge europea 213-bis, con l’art. 18, modifica in parte la precedente legge 14.01.2013, n. 9 “Norme sulla qualità e la trasparenza della filiera degli oli di oliva vergini” in vigore dal 1 febbraio 2013
“Gli oli di oliva vergini vanno proposti agli ospiti, in tutti i locali, bar con cucina, mense incluse, in contenitori forniti di idoneo dispositivo di chiusura in modo che il contenuto non possa essere modificato senza che la confezione sia aperta o alterata. Forniti anche di sistema di protezione che non permetta il loro riutilizzo dopo l’esaurimento del contenuto originale indicato in etichetta. Sono fatti salvi comunque gli usi di cucina e di preparazione dei pasti. Le sanzioni per il mancato rispetto dell’obbligo vanno da 1000 a 8000 euro.
La legge europea 213-bis apporta anche modifiche per quel che riguarda l’indicazione dell’origine sulle etichette dei recipienti, come previsto dalla legge 9/2013, la quale regola anche la classificazione degli oli di oliva vergine, la trasparenza e tutela del consumatore, il funzionamento del mercato e la concorrenza e il controllo delle frodi nel settore. Comunque ci sono ancora dubbi sulla esatta definizione di quali siano i dispositivi di chiusura previsti dalla legge (i c.d. “tappi anti-rabbocco”), testimoniati dalle prese di posizione critiche o dubbiose apparse sui siti e blog di settore.”
Per avere maggiori informazioni, sempre L’URES ci invita a leggere questo articolo, uscito su Ilsole24ore e a visitare questo sito.
presto i ne dirà anche che mudande che bisogna portar per legge…