1 maggio strada per opicina
11 Novembre 2014

Quante volte è stata liberata Trieste?

el sunto Trieste, una storia tormentata ma vissuta con passione.

Sulla questione delle liberazioni di Trieste, sollevata nell’ultimo Scampolo di storia, Riceviamo e pubblichiamo un articolo di Stojan Spetič, già pubblicato nel 2005 in “La rinascita della sinistra”.

Quante volte è stata liberata Trieste? Una storia tormentata ma vissuta con passione
di Stojan Spetic

Trieste è stata nel dopoguerra una città al centro di una contesa internazionale, a lungo centro di tensione ai confini della guerra fredda. Ne fanno fede i libri sulla “corsa per Trieste” tra il maresciallo Tito ed il generale Alexander, ma anche la diatriba su chi abbia effettivamente liberato la città nei giorni piovosi tra la fine di aprile e l’inizio di maggio 1945. La “vulgata” revisionista più recente insinua che la città sia stata liberata dalle unità militari del Cln insorte il 30 aprile 1945, cui sarebbe seguita nei giorni 1 e 2 maggio l’occupazione militare jugoslava, durata poi per 40 giorni di terrore e stragi, malgrado la massiccia presenza di truppe neozelandesi ed americane, entrate a Trieste dopo i partigiani di Tito. Non basta dire come andarono le cose veramente. Le vicende storiche vanno capite anche nella loro logica intrinseca. A ciò sono pertanto dedicate queste righe e riflessioni.

E’ vero, il Cln triestino, di cui non facevano parte i comunisti e che aveva rifiutato l’appello del Clnai di collaborare con gli alleati della Resistenza jugoslava, il 30 aprile ’45 liberò dal carcere del Coroneo don Marzari che a meno di cento metri dal comando delle Ss da un balcone incitò all’insurrezione contro i tedeschi occupatori. Volontari del Cln, in gran parte militari della Guardia civica collaborazionista, hanno occupato alcuni palazzi del centro issandovi bandiere italiane, praticamente senza spargimento di sangue. I tedeschi avevano infatti sgomberato la città da gran parte degli effettivi, concentrandosi in periferia, sul Carso ad Opicina, per fermare l’avanzata dei partigiani del IX Korpus sloveno e della IV Armata dell’Esercito jugoslavo. I tedeschi volevano garantirsi la ritirata verso il territorio austriaco e, quando capirono che i partigiani puntavano anche su Gorizia e Monfalcone, decisero di barricarsi nel Castello di San Giusto e nel palazzo del tribunale, attendendo gli alleati occidentali per arrendersi.

I comandi militari della Resistenza jugoslava e slovena avevano infatti deciso già nel ’44 il piano di azione per la liberazione di Trieste per la quale prevedevano uno “status” di porto franco all’interno della federazione jugoslava. Piani ovviamente contrastati dal Pci che proponeva di rimandare la questione dei nuovi confini dopo la vittoria comune sul nazifascismo. Per organizzare l’insurrezione dei lavoratori triestini contro il complesso militare tedesco e fascista la “Osvobodilna fronta” (Fronte di liberazione sloveno) costituì un Comando militare cittadino cui venne dato il compito di raccogliere armi e volontari.

Nelle principali aziende triestine – il porto, i cantieri, l’arsenale, la fabbrica macchine – vennero costituiti battaglioni di “Unità operaia” in cui entrarono migliaia di lavoratori italiani, sloveni, croati. L’ordine di insurrezione venne dato nel momento in cui alla città si stavano avvicinando da nord il IX Korpus dei partigiani sloveni e da sud la IV Armata dell’Esercito jugoslavo.

Per capire meglio l’interesse di queste unità militari per Trieste che raggiunsero dopo una lunga marcia forzata, va chiarita la loro composizione ed il loro ruolo storico. Il IX Korpus, composto da alcune migliaia di partigiani, operava nella zona tra le Alpi Giulie, il Collio goriziano, il Carso triestino. Era composto in gran parte da volontari provenienti dalla Venezia Giulia, Gorizia, Monfalcone e Trieste. Erano sloveni in maggioranza, ma molti erano anche italiani e friulani. Assieme al IX Korpus combatterono anche i garibaldini friulani che nelle giornate decisive vennero dirottati verso Lubiana che liberarono il 9 maggio. Un episodio che dimostra i rapporti a volte tesi e comunque complessi tra le resistenze italiana e jugoslava, tra Pci e Pcj.

La IV Armata dell’Esercito popolare jugoslavo era invece composta da combattenti croati, ma vi facevano parte anche le “Brigate d’oltremare”. Si trattava di giovani della Venezia Giulia che il fascismo fece confinare in Abruzzo, Sardegna ed altre regioni meridionali per impedirgli di raggiungere le brigate partigiane. Dopo l’armistizio dell’ 8 settembre ’43 questi giovani a decine di migliaia raggiunsero Gravina e Bari nelle
Puglie per essere poi trasportati dagli alleati oltre l’Adriatico verso le isole dalmate. Inquadrati nell’esercito jugoslavo questi giovani affrontarono i tedeschi e gli ustascia in Bosnia e nella Lika, nelle ultime settimane della guerra liberarono Fiume ed infine Trieste. Molti di loro non “occuparono” Trieste ma semplicemente tornarono a casa loro, nella propria città, nei villaggi di periferia dai quali vennero strappati ancora imberbi.

L’insurrezione dei battaglioni di “Unità operaia” ben presto coinvolse la popolazione dei rioni popolari come Sant’Anna, San Giacomo, Servola, Roiano, Barcola e Rozzol. Ai combattimenti con le guarnigioni tedesche parteciparono anche volontari con il bracciale del Cln, in particolare al Faro della Vittoria sopra Barcola ed a San Giacomo.
Per il resto le unità del Cln, permeate da sentimenti antislavi più che anticomunisti, ebbero nei confronti dei partigiani jugoslavi atteggiamenti ostili ben ricambiati. Non fidandosi di un Cln che aveva sempre rifiutato la collaborazione e verso militari che fino a pochi giorni prima vestivano divise di formazioni militari collaborazioniste che avevano giurato fedeltà al Fuhrer ed alla Wehrmacht e che avevano scortato verso i lager in Germania decine di treni carichi di ebrei del Triveneto, i partigiani di Tito li disarmarono intimandogli di rompere le fila e tornarsene a casa.

Ma la battaglia decisiva e più sanguinosa si scatenò ad Opicina, sul Carso, dove i tedeschi concentrarono le loro truppe. La battaglia durò alcuni giorni. I caduti si contavano a centinaia, forse più di mille. I cadaveri dei soldati tedeschi vennero inumati in una foiba vicina. In seguito i loro resti vennero esumati e seppelliti nel cimitero militare di Costermanno. Malgrado ciò la foiba vuota continua ad essere considerata monumento nazionale e tappa obbligatoria di visite di presidenti e ministri durante cerimonie commemorative. Mentre infuriava la battaglia di Opicina, dal Carso scesero verso Trieste le brigate partigiane slovene del IX. Korpus guidate da combattenti locali, tra cui mio padre. Asserragliati nel Tribunale ed al Castello di San Giusto i tedeschi si arresero soltanto il 2 maggio di fronte ad ufficiali dell’Esercito di Tito e delle unità neozelandesi nel frattempo sopraggiunte da Monfalcone, dove si erano incontrate con i partigiani sloveni e friulani.

I primi giorni della liberazione, mentre nelle strade di Trieste si svolgevano manifestazioni a favore della sua annessione alla Jugoslavia di Tito, vennero fermate alcune migliaia di persone, in gran parte presunti fascisti, collaboratori dei tedeschi, membri della famigerata “banda Collotti”, ma anche altri, sospettati di avversare la “soluzione jugoslava” per Trieste. La gran parte tornò a casa dopo formali interrogatori,
altri vennero giudicati dal tribunale militare dell’Esercito jugoslavo e giustiziati. Altri ancora vennero avviati nei campi di prigionia nell’interno della ex Provincia di Lubiana. Alla fine della seconda guerra mondiale, la popolazione triestina fu profondamente lacerata e tali divisioni si riflettevano anche nell’atteggiamento nei confronti delle vicende legate alla sua liberazione. La maggioranza dei lavoratori ed i triestini di lingua slovena accolse i partigiani di Tito come liberatori. Nei rioni popolari e nella periferia vi fu un’aria di festa, mentre la classe media e la piccola borghesia italiana visse la presenza partigiana come occupazione straniera e quindi invisa, da combattere.

E già il 5 maggio vi furono nel centro cittadino manifestazioni “per l’Italia” represse con la violenza dai soldati di Tito. Crebbe la tensione tra i partigiani, il potere popolare da loro instaurato nell’ambito di un progetto di rivoluzione socialista, e gli alleati occidentali. Qualsiasi incidente di una certa gravità rischiava di scatenare una nuova guerra. Così a metà giugno le truppe jugoslave lasciarono Trieste ed il suo immediato circondario. Gli alleati rsimasero altri nove anni, fino alla soluzione concordata del “problema di Trieste”.

Una storia tormentata, complessa, ma vissuta con passione da migliaia di donne e uomini, compagni comunisti italiani, sloveni e friulani, uniti nelle parole d’ordine di “fratellanza” tra i popoli per la quale vale la pena di combattere ancora.

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361 commenti a Quante volte è stata liberata Trieste?

  1. Bonobo ha detto:

    Una sola volta, il 12 giugno fu liberata dopo tanti anni passati a subire le dittature fascista, nazista e titoista, i cittadini triestini avevano finalmente ritrovato la libertà, seppur sotto amministrazione alleata. Perché cacciare una dittatura per instaurarne un’altra non vuol dire liberare!
    è una questione di termini: sostituirsi ai secondini scarcerando solo i complici, lasciando prigionieri tutti gli altri, non si può definire liberazione!

  2. Von Locke ha detto:

    Se vogliamo fare un sofisma lessicale, allora diciamo pure che i nuovi secondini “liberarono” la città dai vecchi secondini. Così facciamo contento chi preme per utilizzare il termine “liberare”.

    Fu l’Armata Rossa che liberò i polacchi dal nazismo, qualcuno se la sente di dire che la dominazione sovietica non fu per loro criminale quanto la precedente nazista?

  3. effebi ha detto:

    12 giugno 1945 – LIBERATA da tutti i totalitarismi e false fratellanze allora in circolazione…

  4. Sandi Stark ha detto:

    Trieste non è mai stata liberata. Gli invasori del 1918 sono ancora in città.

  5. john remada ha detto:

    Stesso discorso vale per Monfalcone , allora…a meno di un colpo di mano dei bengalesi….magari gli cambiano anche nome , a es. Cittamonfalgong o Monfalcodacca.

  6. MARCANTONIO ha detto:

    Jonn a Monfalcone le realizzazione e’ vicina

  7. aldo ha detto:

    Nel 1945 Trieste xe stada liberada dai invasori del 1382 – complici i traditori delle casate – tornadi qua nel 1943. Pel resto ghe penseremo con calma – noi triestini no gavemo furia – a far tornar i celti al’inizio del’età del’oro del prossimo ciclo. Però el festival celtico xe za un bon inizio.

  8. SERGIO ZERIAL ha detto:

    Ricordo al signor Aldo che i nostri avi, almeno parlo dei miei, andarono a Vienna nel 1382 a domandare protezione all’imperatore, essendo vessati dai veneziani, poi se lei sa un’altra storia ce la racconti saluti sergio

  9. capitano ha detto:

    Churyumov-Gerasimenko libera!
    Cacciamo gli invasori terrestri!

  10. Federica ha detto:

    Grazie per l’articolo, dettagliato e preciso, che da’ una prospettiva corretta su quello che successe a Trieste fra il 30 aprile e il 2 maggio…..

  11. Sandi Stark ha detto:

    @7 La vardi che nel 1382, quei roti bori de vendui ai veneziani, i iera stai scazai fora de la citä a piade in tel daur. E Marco Ranfo traditor, no xe mai più tornà in cità e su le rovine delle sue case i gaveva butà el sal in modo che no cressi più niente. E ben che mai che xe andà cussì, se no iera per l’Austria Trieste saria un soborgo de Muja e saria ancora paludi che nianche Mussolini e tute le camice nere ciuciando co’ le cannuccie de paja… gaveria mai rivà a bonificar.

  12. Italo ha detto:

    Trieste è stata liberata quando l’ultimo soldato titino lasciò la città. Purtroppo l’Istria, Fiume e Zara sono ancora sotto occupazione.

  13. aldo ha detto:

    @12 Tuti falsi storici dei ocupatori austriaci e dei traditori dela nobiltà che li ga iutai. Quel’ato de dedizion xe ilegitimo indi per cui resta valido l’ato de dedizion de prima verso la Republica de Venezia. De conseguenza quando nasserà de novo la Serenissima col referendum del Veneto, noi gaveremo dirito de far parte de la nova republica. Go za pronte tute le carte!

  14. Fiora ha detto:

    @15
    😀 😀 😀
    oh là ! Un I have a dream suportà dala storia, organizà a norma del noto palpitante presente (“carte pronte”), proietà verso un radioso futuro.
    Dopo i tui contributi seri dei ultimi threads me mancava l’aldo burlon!

  15. Sandi Stark ha detto:

    Se iera “illeggittimo” el voto dei 140 consiglieri delle 13 casate, xe più “legittimo” el voto de annession all’Italia? Però la me disi quando xe sta fatto un referendum de annession perchè no me ricordo la data. No me ricordo nianche, quando mio papà gaveria votà la Costituente e la Costituzion de l’Italia, no el me gaveva mai contà e mi me ricordo solo i referendum de Pannella.

  16. vfiore ha detto:

    “Primavera a Trieste”; i fratelli Fonda Savio; Trieste italiana. Deal with it.

  17. Stefano M. ha detto:

    SS brutto non riuscire a farsi una ragione di quello che è successo. Brutto vivere la Storia non come qualcosa che è passato ma come una ragione di vita. Come unica ragione per andare avanti ad odiare sempre è comunque. Un giorno le cose cambieranno, perché così è la storia, ma non avrai più una ragione di vita sconfitto dal tempo e dalla storia. Ma il tempo, anche se a Trieste non sembra va avanti inesorabilmente e frazie a Dio, ti porterà via con il tuo odio mascherato da verità.

  18. Stefano M. ha detto:

    Il voto delle casate non esiste e non esistono documenti di questo voto. Ricordo a ss che era una oligarchia economica a comandare.

  19. Tergestin ha detto:

    Trieste veramente sta ancora spetando de esser liberada.
    No xe un mistero che piu un governo xe oprimente e piu el conta al suo popolo de gaverlo liberado. De fato da un secolo a ‘sta parte l’unico accenno de democrazia e sopratuto prosperita’ lo gavemo avudo soto i angloamericani. Dopo, xe tornade le disgrazie.

  20. aldo ha detto:

    La dedizion de Trieste al’Austria xe ilegitima. Ma fazemo finta per un momento che la sia legitima e vedemo cossa sucedi. In sto caso le carte disi che Trieste va ala Francia. Infati nel 1809 Trieste vien uficialmente ceduda da l’Austria ala Francia con el tratato de Schoenbrunn. Nel 1813 i austriaci ne ocupa militarmente, ma el tratato xe sempre là. Quindi tuto quel che vien dopo no xe valido e Trieste xe Francia.
    In conclusion, Trieste xe Serenissima perchè la dedizion al’Austria xe ilegitima, ma, anche se fussi legitima, Trieste saria comunque Francia pel tratato de Schoenbrunn. Carta canta! Altro che taliani, austriaci, tedeschi, yughi, mericani, tuti ocupatori ilegitimi.

  21. Fiora ha detto:

    @21
    “le carte disi..carta canta…” te me ricordi sempre de più qualchedun, aldo….
    tutina mimetica per aringar le folle o te te ga una mise più adeguada a le tue istanze de filiazion?
    😉

  22. ciccio ha detto:

    Wikipedia e la storia deturpata. Il caso Presbite.

    http://www.wumingfoundation.com/giap/?p=19327

  23. aldo ha detto:

    @Fiora, visto che a Venessia xe acqua alta me meterò i trombini e una tuta impermeabile. In subordine, pela Francia, una tenuta haute couture.

  24. Sandi Stark ha detto:

    “Illegittiima” la dedizion a l’Austria e “legittima” la vostra occupazion del 1918. Sè pezo de Manolo quando el se rampigava su le superfici specchiate dei grattacieli de Nev York. E po’ “legittimo ” e “illegittimo” no xe lessico vostro, gavè plagià Giurastante.

  25. Fiora ha detto:

    @26
    ahio Sandi, temerario! te “lo” ga nominà! no ne bastava la piova? ‘desso su Trst se abaterà fulmini e saete…disuasive de qualche corteo suo de lori 😉

  26. effebi ha detto:

    domando: come mai tutti i combattenti anti fascisti italiani xe stadi mandadi lontan de Trieste (a “liberar” la Slovenia…) e appena qualche settimana dopo i li ga “portadi” in città a cose fatte ? (vedi “Natisone” in città appena il 17 maggio)
    “Perché non siamo venuti prima ? Perché non siamo entrati noi a liberare Trieste ? Già, questa domanda ce la siamo posta anche noi”.
    …se lo chiedeva il comandante della “Fratelli Fontanot” Bruno Steffè.

    La stessa cosa accadde p.es. pure a Pola, Fiume… qualcuno forse voleva l’esclusiva della “liberazione”:
    “L’obiettivo fondamentale (per gli jugoslavi) era Trieste e cioè NON far partecipare alla liberazione della città i nostri partigiani”
    Lo scriveva Paolo Sema, antifascista, comunista di Pirano.

    Il primo maggio Trieste fu “liberata” ?

  27. S. Mocavero ha detto:

    SS un mare di odio e niente più.

  28. Iole ha detto:

    Bongiorno a voi.
    Lezo tanti commenti che me lassa un pocheto disorientada.
    Xe verità storica che Trieste ga fato parte del teritorio austriaco, definido legale a tuti i efeti come parte de quela patria; tale patria ga de fato governado Trieste e el suo teritorio dal 1357 fin ala fine dela prima guera mondiale, quando Trieste, che per alcuni xe stada proditoriamente sotrata ala sua patria natural per regarghela all’Italia contro el parere de tuti o de bona parte dei triestini.
    Una domanda vien spontanea: come mai alora Trieste, in tanti ani e anorum, no se ga mai sognado de meterse a parlar tedesco?

    Penso anca che no se possi contestar el fato che el triestin, pur avendo inseride nel medesimo anca vocaboli de altre etnie; e penso che sia logico supor che, essendo la città e el suo emporio de fato internazional, ( e qua bisogna render onor al merito perchè xe grazie anca a Maria Teresa d’Austria, che ga favorido i commerci tramite i contati maritimi, e i triestini ga pensado ben de ciamar o acetar che venissi ciamado Borgo Teresiano la zona antistante el porto medesimo), e qua torno a prima dela parentesi, credo che tanti vacaboli che no xe italiani, i xe semplicemente un componente naturtalmente acetado dala popolazion residente.
    Ma indiferente; resta el fato che in 1357 anni de governo austriaco, i triestini ga sempre parlado el dialeto talian.
    Xe indiscusso che i triestini iera contenti del’aministrazion austriaca; ma xe anca indiscusso che i itrestini i era prima de tuto italiani; e comunque no i gaveva gnanca lontanamente el desiderio de gaver Tito, come amministrator. Noi gaevmo podù evitarlo grazie ale trupe aleate, altri popoli xe stadi conglobai nela Republica Federativa Jugoslava e, morto el loro amato Tito, tuti ga preteso de esser quel che i ieraporima che Tito ghe metessi el becco: libero popolo in libero proprio stato.
    Scuseme per la lunga esposizion; ma me par che la iera doverosa.

  29. maja ha detto:

    cara signora Iole, quel che me par indiscusso, a giudicar dai suoi commenti, xe che lei la gabbi una idea dei triestini ben precisa, e xe una concezion che escludi dal novero dei triestini tuti i non-italofoni.
    che i triestini iera primo de tuto italiani xe un’idea sua, se la me permeti, e xe un’idea che no solo no xe induscussa, ma la xe anche sai, sai discutibile.
    trieste va ben oltre via madonnina, la sa?

  30. iole ha detto:

    cara omonima, “prima che tito ghe metessi becco” la jugoslavia esisteva zà come stato e la iera stada invasa da italia e germania.

  31. sfsn ha detto:

    Iole,
    inanzituto grazie perchè te esprimi el tuo punto de vista senza agressività.
    Te rispondo (per quel che peso mi):
    innanzituto le categorie nazionali (italian, tedesco, sloven) xe conceti che xe saltai fora con el romanticismo, dunque alla fine del ‘700-inizi ‘800. Prima la maggior parte dele persone gnanche no se poneva el problema de cossa iera: da un punto de vista statale i iera suditi de un o del altro sovrano, a prescinder da che lingua i parlava. Inoltre el multilinguismo iera una prassi sai più difusa de quel che no se pensi.
    Col romantiscismo (anche perchè – decapità el re in Francia – bisognava trovar un altro motivo per farghe sentir ai citadini l’apartenenza a un stato, visto che el concetto de suddito stava colassando) se ga imposto el criterio dela lingua. No però nel impero asburgico, che essendo vecio stile, continuava a aver come collante el conceto de fedeltà ala corona e sopratuto iera un impero multietnico e no mononazionale, per cui se gavessi imposto el tedesco ghe sarìa saltadi per aria tuti i inteletuali romantici e i ris’ciava la rivoluzion e la dissoluzion. Fondamentalmente a Trieste no se ga mai parlà tedesco perchè xe sta le autorità austriache a non imporlo. Viceversa in Italia e nei stati nazionali in genere (ancora de più in Francia) xe sta proprio lo Stato a impor l’uso dela lingua nazionale.
    Inoltre no va dimenticà che la popolazion de Trieste parlava el dialeto triestin perchè iera la lingua franca che permeteva de capirse tra tuti i imigrai (che iera furlani, carsolini, sloveni del interno, dalmati, serbi, greghi, ecc.) Quanto al parlar italian, quel iera una minoranza: parlar italian significava poder aver accesso a incarichi e posti de lavor più allettanti (quei che adesso definissimo “coleti bianchi”) perchè l’aparato de potere liberalnazionale che gestiva un saco de posti de lavor “appetibili”, ghe permeteva l’accesso a sti posti solo a chi che rinunciava al suo passato de immigrà e abbracciava in toto la cultura italiana.
    Perciò mi penso che sta grande italianità de Trieste in realtà sia sta un strumento per partecipar a una scalata sociale.
    Iole, l’error storico che se fa più spesso xe giudicar el passato con le categorie mentali dell’oggi: conceti come nazion e lingua xe tropo moderni per valutar la storia dei ultimi 500 ani de Trieste.

  32. Tergestin ha detto:

    @ Sfsn

    “Perciò mi penso che sta grande italianità de Trieste in realtà sia sta un strumento per partecipar a una scalata sociale”

    Esatto. Ai primi del novecento, lo spiega ben Purini nel libro “metamorfosi etniche”, accadeva anca in Istria, dove molte famiglie de contadini zercava el salto de qualita’ sociale italianizzandose. La generazion successiva peraltro gaveva tuti i motivi validi per no ritornar ale origini dato che iera rivade le camise nere per cui oltre che sociale el motivo per restar italianissimi iera per tanti anca de incolumita’.

    E via via de generazion in generazion semo rivadi a oggi, dove te trovi decine de migliaia de ‘sti discendenti de istriani che tuona e ziga all’italianita’ pur gavendo dei cognomi de evidente ed innegabile origine slava.

  33. Iole Fonda ha detto:

    Cara maya, fino ad ora, nissun me ga spiegado perchè, in 1357 anni de storia “patria” austriaca, i triestini o, meio le terre, che no so come altrimenti definir se no Venezia Giulia, Istria e anca Dalmazia, le ga continuado a parlar dialeto triestin, istrian e dalmato., dialetti chiaramente de origine italiana: questo, malgrado che chi che comandava o amministrava fussi austriaco.
    E a dir el vero la storia dei 1700 tedeschi, poveri sempi che invece de star in Castel de Sangiusto come tuti i commilitoni, e andava passeggiando per Trieste in attesa de esser infoibai dai
    partigiani titini, le me par una flocia bela e bona.
    Insomma, i triestini se ga sognado che quei 1600 e passa morti de gente dela cità, i xe stadi infoibadi dai titini; tra lori, anche el signor Bin, che abitava dove abitavo mi.
    La foiba de Basovizza no iera piena de tedeschi, ma de triestini colpevoli solo de esser italiani.
    Ah; mio papà se ciamava Igino Fonda, el iera nato a Piran,come tante sue generazioni precedenti. e come i vari Tamaro, Ravalico e altri ancora.
    Quando se smetterà di contar flocie? Cussì no aiutè nissun a pacificar i animi; mai gavessi pensado che, dopo tanti ani, ghe fussi ancora tuto questo odio nel’animo de chi voleva a tuti i costi far parer Trieste austriaca o slovena.
    Adesso vado; ma tornerò per far testimonianza de cossa go podudo constatar quando che son finalmente andada a conosser Piran, sperando che no ve metè a contestar anche i morti sepolti là: fino a un certo ano, tuti nomi italiani; e dopo, solo nomi slavi. Iera rivai i liberatori.
    E i residenti xe stadi costreti a scampar, per no esser infoibai!
    La storia, spero, un giorno la farà giustizia, se i storiografi i sarà onesti.
    No ghe xe proprio nissun, che ga el coragio de dir la verità?

  34. iole ha detto:

    cara omonima, la se vadi a leger el censimento del 1910, cussì la vederà che in istria i italiani iera 147.000, i sloveni 55.000 e i croati 168.000. in dalmazia po’ croati e serbi iera 700.000 e i italiani apena 20.000. e per trieste, i italiani iera 118.000 + 38.000 regnicoli, e i sloveni 57.000 (e comunque trieste nel 1800 gaveva solo 30.000 abitanti. nel 1910 iera rivada a 230.000, oto volte tanto, perchè iera una zità praticamente fata tuta de imigrai). son d’acordo, no stemo contar flocie.

  35. maja ha detto:

    siora Iole (con la maiuscola, no l’altra), la pensi che mio nono inveze xe nato a spalato, in quela dalmazia dove che secondo lei se parlava (solo?) un dialeto chiaramente italian. solo che lui la sua città la ga sempre ciamada split, perchè el se ciamava josip babić.
    l’altro nono se ciamava josip anche lù, solo che no el parlava croato, ma sloven, e el xe nato soto l’austria a 9 km da via madonina. le none invece se ciamava entrambe marija, con la j de jota proprio come mi, se no ghe dispiasi tropo.
    e se no la se offendi, ghe podessi consigliar de farse un giro anche in cimitero de sant’anna, dove che su certe tombe prima se legi tomažič e dopo tomasi.
    andemo, dei, signora Iole, rispetto per i sentimenti (anche patriotici) personali e le memorie familiari, ma che el rispeto sia per tuti. per tuti i triestini, signora Iole, che no xe solo quei che la volessi lei.
    (in ultimo, la invito a leger ancora una volta el comento de sfsn, se no xe tropa fadiga.)

  36. maja ha detto:

    (perchè la parla de foibe rivolgendose a mi, po’, proprio no go capì.)

  37. Iole ha detto:

    Son andada a vederme el censimento del 1910; pecà che el xe tuto scrito in tedesco, o almeno cussì me par. Pertanto, no go capido un tubo; se qualchedun, gentilmente, el me fa la traduzion ghe saria riconoscente. Ah; maja, intendevo parlar per tuti, no solo per lei; ma devo creder che lei no la sapi cossa che xe le foibe? Me par strano; ma in fin dei conti la vita xe anca fata de robe strane.
    In quanto al cimitero de Piran, no la ga colto el vero senso. I morti prima de l’arivo dei titini iera italiani. Quei dopo, iera i liberatori che i li ga soppiantano, fasendoli scampar perchè i ris’ciava de far una bruta fine, i nativi del logo, là residenti da generazioni.
    Volemo dir che a Padriciano no i iera accolti a migliaia, quei che scampava? Là, e in tuta Italia, anca in Sardegna.
    O la vol dir che prima de l’arivo del compagno Tito, tuti i abitanti xe stadi italianizzai nel nome, per decenni e decenni, e no i xe ga mai ribelladi? Che fifoni, eh?
    Me vien de rider, se no fussi de pianzer.
    Comunque sia, continuerò a frequentar sto sito, in particolar per veder cossa ancora se dirà sula liberazion de Trieste; mi ghe iero, nel 1945; e lei, maja? La liberazion xe rivada con le trupe aleate, che ga fato filar via i partigiani slavi.
    Nel 1954, quando Trieste xe tornada all’Italia, ghe iero anca mi in Piaza Unità, sa?
    Ma cossa parlo a far; quando no se vol verzer mente e oci, xe un parlar invano.
    Ciao, signori. Leto tuto? Go parlado in dialeto; e la gramatica del medesimo xe italiana, da secoli e secoli.
    Spero solo che lezi anche qualche sloven, verso el qual popolo no go rancori.
    Aufiderseen e …. no lo so dir, in sloveno, me dispiasi.

  38. iole ha detto:

    cara omonima, me par che trieste xe l’unico posto al mondo dove che (una parte dei) abitanti i considera un merito el fato de parlar una (o adiritura due) lingue in meno inveze che in più.

  39. maja ha detto:

    Iole, in rodine:
    – nel censimento i nomi dei posti xe tri- o bilingui: tedesco-italian-sloven.
    mi no parlo tedesco, ma questo lo capisso lo stesso:
    im ganzen – totale
    deutsch – tedesco
    italienisch – italiano
    slowenisch – sloveno
    serbisch-kroatisch – serbo-croato
    e l’ultimo che suppongo essere “altro”.

    – le foibe le conosso, saria impossibile no conosserle anche volendo.
    – riguardo al cimitero de piran go colto benissimo el senso, ma forsi la xe lei che no la ga colto el senso dell’invito a controlar i cognomi anche sule tombe de sant’anna.
    – mi no ghe iero nel 45, ma ghe iera i miei noni, incluso quel de spalato. lori nei primi giorni de magio no i se disperava e no i se serava in casa, ma i festegiava e i balava in strada.

    signora, no xe per desiderio de contraposizion che ghe digo ‘ste robe, ma per sugerirghe che trieste xe casa de gente con tradizioni e memorie diverse. se la vol rispeto per la sua memoria, forsi la dovessi acetar che ognidun ga una propria memoria e una propria verità. e dopo ghe saria anche i fatti storici documentati.

    (la sua speranza che qualche sloven staghi legendo xe esaudida, signora. ghe stago anche rispondendo. me par strano che no la gabi ancora capido. nasvidenje (se disi cussì).)

  40. Fiora ha detto:

    @41
    ” Trieste xè casa de gente de tradizioni e memorie diverse…”
    mi me comincio a preocupar…per la terza volta nel arco de un mese o poco più, su tre argomenti diversi e ‘diritura su sto terzo, la madre de tute le barufe, QUOTO! 😀
    Per solenizar l’evento scomoderò diritura pirandelo e il grande maestro akira kurosawa
    così è se vi pare e rashomon.
    Pioveva in Piaza quel ’54 e sta bacuca iera sule spale de papà e no podeva dir la sua no savendo parlar. ma indelebile el ricordo de tuta la piaza gremida fin sul molo Audace che scandiva Italia,Italia…un delirio! la sera prima papà pianzendo gaveva mezo stritolà un soldatin ‘pena rivà e messo de pianton fora dela caserma de Montebello, che forsi savendo che “Trieste xè casa de gente de memorie e de tradizioni diverse…” gaveva equivocà e se iera quasi ritrato impaurì,finché mama no gaveva zigà ” lassilo, che te ghe fa mal” e toscaneggiando bentornati la gaveva dà a quel disperado abbraccio paterno la giusta connotazion.
    Mi nell’agone no me ingolfo più, perché su sto argomento più che le floce, le cifre, i cognomi resentai conta el sentimento de apartenenza. Senza prevaricar che xè posto per tuti!

  41. Fiora ha detto:

    .. a onor del vero (e senza virgolete , perché lo so ‘ssai condiviso) col senno di poi , mai più un slavazon compagno a zigar italia in piaza .

  42. Iole Fonda ha detto:

    Ben Fiora, no pioveva solo che in piaza, pioveva anca fin dove che iera Monfalcon; perchè de la xe cominciada la fila de triestini che szpetava lew truppe italiane; mi iero in cità a spetarli, e cò xe rivado un camion de berszaglieri go fato la mia parte e ghe go spiumado el capel per ciorme le piume per ricordo. Iera anca navi de soldai italiani in porto; me ricordo che un mulo ga tentado de rampèigarse su per la gomena de atraco: quel, mi no savevo, ma el saria diventado mio marì.
    Per mi, una roba xe l’amor patrio e una xe l’amor per i governanti i governanti, che i se lo devi meritar, el mio amor; e in sto momento e in altri, no i se lo ga meritado proprio.
    Ma l’Italia per mi xe el mio paese, la mia casa, la mia città, la mia region e i miei connazionali; e no finirò mai de amarla.
    E me sednto orgogliosa de esser italiana, anca se no go alcun merito; orgogliosa de quei che xed vignudi prima de mi, e che ghe ga fato onor. Orgoliosa dela sua arte, espressa in tuti i campi; per dir, orgogliosa de Leonardo da Vinci, de Colombo, de Vespucci, de Marconi, de Verdi e de tuti i operisti, e via discorrendo, che no voio annoiarte o annoiarve.
    Te me dirà che anca altri ga avudo gente famosa e meritevole; e non lo nego certo mi.
    Go girado el Web, in zerca de notizie. Nele tere che xe stade per secoli sotto l’Austria, i popoli ga continuado a usar la lingua o el dialeto madre, no el tedesco; za questo disi ciaro che tedescofoni no i iera.
    In prevalenza, nele tere Giuliane, tra le quali meto l’Istria e almeno parte dela Dalmazia (tere che go visitado più volte, quando che finalmente gavevimo podù permeterse una machina) no go mai dovesto rimpianzer de no saver parlar altro che l’italian e el dialeto triestin: go trovado trovado sempre gente, in negozi e ristorzanti, ma anca tra la popolazion incontrada per strada, che me ga no solo capido, ma anca risposto nel dileto che parlavo mi; il che, me permeto de dir, doveva esser el dialeto che i parlava anca in casa; perché i fioi, che pò diventa grandi, xe in casa che i comincia a usar la parola, no?
    Ogi, pol darsi, no xe più cussì; però de una roba son certa. No me son sognada i cortei senza fine che cantava fratelli d’italia, passando pel corso soto le finestre de l’uficio dove mi lavoravo; no me son sognada le bagnade coi idranti per disperder la fola che ineggiva ala propria patria in piaza Unità; no me son sognada la fiulmana de gente senza fine che spetava l’arivo dei soldai italiani, nel 1954.
    Quando xe stado el momento che il Generale Wintherton, che comandava le trupe aleate a Ttrieste, dovev apfresentarse in Comun, ma ghe xe vignuda la tremardela e el ga preferido andar dirfetamente, con l’elicotero, a bordo dela nave.
    Me ricordo, che in qjuei momenti iero drio dela Piaza Unità, già Piaza Granda, perché iera impossibile trovar posto in piaza, appunto.
    Me ricordo che tuti noi volevimo romper el cordon de polizia, dove che i pèolizioti se tigniva man per man per serar le file. Me ricordo che un omo vizin de mi el ghe ga dito a un questurin: “No gavemo gavù paura dei soldai inglesi: odsvevmo gaver paura de voi, che xe dei nostri?
    Sa cossa xe sucesso? I polizioti i se ga vardado in faccia, e man a man i ga rotto el cordon e i ga messo le man longo dei fianchi. Mi ghe go domando come mai i ne lassava passar malgrado l’ordine cont<rio, e un polizioto me ga risposto: " Quando siamo in altre parti d'Italia, ci chiamno servi dei padroni. Quì siamo i vostri amici…grazie".
    Probabilmente te dirà che

  43. iole fonda ha detto:

    me xe vidnudo ofra un aviso che diseva: “Sembra che tu abbia già scritto questo articolo”
    niente niente se fa el copia incolla?
    E xe anca la seconda volta, che me sucedi.Xe un modo disonesto de proceder; voi difensori dela patria de no so chi, essendo che qua i xe tuto fuorchè italiani, usè questo metodo?
    Se no son ben aceta, disemelo de facia, no de scondon. Cussì prendo atto che questo sito el xe verto solo per chi disi “Drek, ti porca de italiana”.
    Viva la democrazia, eh? Semprechè i democratici i disi e i fazi quel che volemo noi, no quel che xe giusto.
    Se no xe cussì me scuso, ma se xe cussì, dsiaselo ciaro.
    Bon venerdì.
    Iole Fonda

  44. maja ha detto:

    signora Iole, no son dela redazion, ma me sento de poderla tranquilizar. nissun la vol butar fora, la xe ben aceta, perchè questo sito xe sempre sta verto a tuti e ale opinioni più disparate.
    probabilmente, senza rendersene conto, la ga fracà do volte el tastin “commento all’articolo” . per quel ghe xe vegnù fora quela scrita, perchè la ga posta due volte el stesso comento.

  45. Fiora ha detto:

    Ga ragion Maja. E quatro! basta orpo o sto minestron bietnico ne diventa lamio senza un fià de pevere 🙂
    Tranquila Donna Iole. xè frequente l’aviso te ga fracà do’ volte e xè ecumenico per tuti co’ se fraca do’ volte ..sia per Talian (de sentimenti ,digo ) che per Sloven ( parimenti).
    e sempre ben ritrovada a Lei!

  46. capitano ha detto:

    Ancora con sta storia dell’0rgoglio…

    “I could never understand ethnic or national pride. Because to me pride should be reserved for something you achieve or attain on your own, not something that happens by accident of birth. Being Irish isn’t a skill, it’s a fuckin’ genetic accident. You wouldn’t say, ‘I’m proud to be 5’11”. I’m proud to have a predisposition for colon cancer.’ So why the fuck would you be proud to be Irish, or proud to be Italian, or American or anything?”
    -George Carlin

  47. Fiora ha detto:

    @45
    ” Drek ti, porca taliana…” ???!!! Ma per carità!
    La se fidi. Sicuramente mi cussì no ghe stavo qua, Donna Iole.

  48. Fiora ha detto:

    @48
    e i snob che posta per albionico?’ Ndemo dei con sto tuo reiterado vezzo mon capitain!
    mi no go problemi,ma me par che no xè el logo

  49. maja ha detto:

    che sia scriti in italian, triestin o albionico, la signora iole me dà l’impression de esser comunque bastanza impermeabile ai comenti non in linea coi suoi. pecà.

  50. Tergestin ha detto:

    Ma no, tranquilli, ogni tanto scata la loika dei titini cativi e le foibe.

    Mi digo che no xe gnanca utenti, xe tipo un bug messo aposta per impenar i comenti dato che cambia i nick e la scassadura de maroni e piagnisteo incluso xe piu’ o meno uguali.
    Tipo el generator de articoli de Libero che se usava anni fa, per chi se ricorda.

  51. Moki ha detto:

    Tristezza e anocra tristezza nelleggere diatribe infinite sullanostra città. Mi sembra che non si riesca a capire che la Storia è Storia non realtà. Che interpretare con gli occhi di oggi il passato non serve a nulla.

  52. capitano ha detto:

    @52 Per mi internet la usa massimo in 10 in tutto il mondo. Per forza gà de eser qualchidun già passa de ste parti.

  53. giampaolo Lonzar ha detto:

    @ VARI : Come go già dito tempo fa mi me sento triestin italofono !!! no go niente che el passato de la mia famiglia sia ligado ala Italia continentale. Questa nova teoria che la dedizion a l’Austria i la definissi ” farloca” xe solo perché quel che xe vero ghe da’ fastidio a questo neo- iredentismo dove fin 20 ani fa chi sventolava el tricolor jera fassista adesso anche el PD gà el “logo ” come el Partito Liberale de Malagodi e anche tuti i altri partiti gà el tricolor. Se l’Austria fossi stada sto grande paese ditatoriale ghe gavessi obligà parlar tedesco a tuti e inveze ognidun gà parla la sua lingua e la Corona Austriaca jera stampada in 13 lingue, nianca l’Euro de ‘desso ! e guarda inveze che chi che ne gà liberà la prima volta ne gà obligà a parlar solo italian , gà cambià i cognomi e anche i nomi dei paesi e gà anche fato le legi raziali !!! No se se rifà na verginità perché xe nato Cristoforo Colombo,Dante ,Raffaelo etc etc. anche perché i continua ‘vanti con sta lojka dela superiorità culturale . Bon se anche xe cussì che i Italiani fassi i artisti che i xe bravi , ma che no i staghi govenar perché proprio i xe negai !!!

  54. ciccio ha detto:

    wikipedia e la storia deturpata. il caso Presbite. su giap!

    http://www.wumingfoundation.com/giap/?p=19327

  55. john remada ha detto:

    Ciccio….il presbite qui interessa poco o niente, e il tuo tuco ancora meno; il fatto che ambedue siano fuori dalle scatole tonifica l’ambiente , e senza che li rammenti si sta ancora meglio.

  56. sfsn ha detto:

    me dispiasi, iole fonda me pareva una persona con cui se podeva discuter, inveze me sembra che proprio no la scolti quei che dà un’interpretazion diversa dela sua.
    Comunque provo a ribadir quel che go scrito nel comento 33:
    1. la popolazion dela Venezia Giulia no ga parlà tedesco perchè l’Impero asburgico no ga imposto el tedesco come lingua dello Stato. No perchè iera bon, ma perchè no gaveva interesse a tedeschizzar la popolazion: no iera un stato nazion. Xe i stati nazionali a aver obligà (con le bele o le brute) la popolazion a omologarse linguisticamente.
    2. no se pol valutar avvenimenti passai con la mentalità de adesso.
    3. el fato che Iole gabi partecipà ai avenimenti no significa che quel che la ga visto sia “La Verità”: ognidun interpreta i eventi storici secondo la propria otica personale. Sicuramente ghe xe persone che ga vissù quei medesimi avenimenti e che li interpreta in maniera del tutto oposta.
    Tanto per far un esempio: xe probabile che un borghese bianco ricco che viveva a Johannesburg ricordi el periodo dell’Apartheid come un’età dell’oro, ma me sembra innegabile che per el nero povero che stava a Soweto sia sta un periodo orribile.

  57. capitano ha detto:

    Beh su una cosa è interessante del link di wuming ovvero quello della narrazione della storia.
    Qualcuno conosce quella degli stati nazionali? Come sono nati, dove, le conseguenze, etc etc?

  58. sfsn ha detto:

    capitano,
    grazie per la splendida citazion al tuo comento #48, che ga el stesso significato de quel che gaveva dito el vescovo Luigi Fogàr “Nascere italiani non è né un merito né un vanto” (val per italiani, sloveni, tedeschi, inglesi, russi, thailandesi ecc. ecc.)
    Quanto ala tua ultima domanda, te rimando al splendido libro de Eric Hobsbawm “L’invenzione della tradizione”. Xe una spiegazion su come i stati nazionali nel corso del ‘800 se ga inventà tradizioni, storie e miti per crear un senso de appartenenza che fussi convincente (e cogente) per i cittadini

  59. giampaolo lonzar ha detto:

    VARI :no xe una question de star mejo o pezo ! I tempi cambia e questo xe inelutabile , qua semo sempre ale solite mi no xe che devo far o no far qualcossa ! mi devo ‘sser un altro . A Soweto no xe che i ghe ga dito che el devi diventar bianco e pensar come un bianco, lù el se gà ba ù per diriti e dignità sue personali.

    Pò siora Jole no se ricorda ben , Winterton ( e no Wintherton) no xe ‘nda via in elicotero ! quela volta no se usava tanto !

  60. capitano ha detto:

    sfsn, grazie, in realtà in Europa ci siamo massacrati per secoli su questa idea dello stato nazione. E’ una forma di associazione umana talmente innaturale che nel corso dei secoli hanno dovuto imporla con massacri e violenze tali che hanno trasformato questo continente nel più sanguinario di tutto il mondo.
    Non contenti gli europei se ne sono andati anche in giro per il mondo a imporlo.
    Trovatemi un conflitto attuale che non sia causato da quella volontà residuale tutta europea di imporre uno stato nazionale. Non ci sono conflitti, caso strano, solo in quei luoghi dove le popolazioni indigene sono state completamente sterminate.
    Nel 45 in Europa ci si è fermati (in parte, vedi Balcani) per il solo motivo che come diceva qualcuno la prossima guerra l’avremmo combattuta con le clave.

  61. Iole Fonda ha detto:

    sfsn. Me scuso se no go scrito giusto, ma spero se capissi a chi rispondo, oltre che a tuti..
    Dunque, l’Austria no ga imposto de usar la lingua ufficiale, che saria stada, oviamente, quela austriaca.
    La seconda domanda xe: quala iera alora la lingua o el dialeto che l’Austria non ga voludo indicar come vietado, e che pertando ga continuado a usar le popolazioni aministrade dala sudeta Austria? Per quel che so mi, gavendo visitado più volte l’Istria, e la Dalmazia, con poche variazioni, xe stao un dialeto che se rifazeva ala gramatica italiana; el che no escludi afato che ghe fussi chi parlava sloven o dalmato.
    Se le popolazioni de queste tre tere no le iera per niente italiane, perché continuar a usar un tale dialeto italofono? Per i turisti de Trieste, che proprio no i capiva el sloven o el dalmato?
    Altra domada: risulta da carte uficiali che l’esodo istrian ga riguardado 350.000 persone circa;
    se, nel cimitero de Piran, i morti prima del arivo dei liberatori partigiani i gaveva nomi italiani xe dovudo al fato che i cognomi sloveni o de altro cepo iera stai italianizzadi e i xe diventadi tuti sloveni o comunque non italiani, poni un quesito: visto che Piran, Isola, Capodistria eccetera xe scampada tanta de quela gente da far lievitar el numero dei esuli a trencentocinquantamila (circa) )xe per questo che tanti sloveni o de cepo simile ga trovado posto dove abitar, no? De dove i xe vignudi fora, questi transfughi?
    La Foiba de Basovizza. Se in questa foiba xe stadi estrati circa 1.600 corpi, e dopo la xe stadda serada perchè no se finiva de estrar cadaveri, de chi i iera, visto che a Trieste inn quaranta gioirni gh ne xzde scomaprsi altetanti se no de più?
    I corpi estrati iera de tedeschi infoibai dai partigiani e no de italiani, disi qualchedun: asserindo che quei tedeschi i iera stai caturai dai partigiani che i li ga trovai in giro per la cità; come za go dito, i tedeschi i iera asseragliai in Castel de Sangiusto e nel Tritunal, dove in quest’ultimo gnanche a stivarli ghe ne stava 1.700. Dei tedeschi se pol dir tuto, ma no che i iera sempi.
    No me ricordo chi, ga parlado dela tomba de sti ultimi; me dispiasi, no ricordo dove che i saria inumadi. Sde me se ripetessi el posto voleria controllar, e spero che tuti voi me credi che no me piasi parlar a vanvera, de quel che no so.
    A Trieste iera anca girada la vose che a infoibar quei povereti morti, iera stai i tewdeschi; basta pensar ai morti de Bassano, impiccai sui alberi del viale principal; o ai morti de Trieste, al Collegio musicale Tartini de Via della Geppa, impicai ben in vista ala popolazion, per constatar che i tedeschi voleva che i morti i fussi easposti per insegnarghe al popolo la sorte che ghe spetava, se i se dava de far contro l’esercito tedesco.
    Go scrito tanto; me riservo, se gaverè la pazienza de legerme, a contarve un fato mio personal sucesso quando iero picia e iera tempo de guera; personalmente go bon motivo de sentirmi grata, e lo sarò per sempre, a chi che per tre volte ga salvado la vita a mia mama, pur potendo portarsela via e coparla: un tedesco, un partigian e un federal fascista.
    Per cui, spero, no stè pensar che parlo come parlo perchè gò un animo vendicativo e rabioso.
    Xe che, fin de picia, go sempre combater se gavevo ragion; ma iero anche pronta a riconoscer co gavevo torto, se i me dimostrava che cussì iera.
    Bon San Nicolò a tuti-

  62. maja ha detto:

    Iole, in Istria tuti parlava talian (o meo, el dialeto istroveneto) perchè iera la lingua dela classe dominante, non perchè i istroveneti (o italiani) i iera in magioranza. i comandava, signora, e per quel tuti se adatava a parlar la lingua del paron.

    se la ga voia, la provi a leger qua:
    http://www.kozina.com/premik/indexita_porocilo.htm

    no xe sai longo e xe scrito in italian.

  63. maja ha detto:

    (ups, go scrito “talian”. me xe scampà, pardon.)

  64. iole ha detto:

    dala foiba de basovizza no xe stadi estrati 1600 corpi cara omonima. xe stadi estrati 12 (dodici) corpi.

    scrivi Galliano Fogar:

    Quanto all’avvenuto recupero di ben 600 salme, di cui 23 di soldati neozelandesi, dalla sola foiba di Basovizza, di cui aveva scritto il Pitamitz, rilevavo che di questa ingentissima riesumazione non vi era notizia sulla stampa italiana di Trieste fino al 31.12.1950 e che neppure il libro del Bartoli, uscito undici anni dopo (1961), ne parlava. Si trattava di una omissione assai strana anche perché il Comune di Trieste di cui Bartoli era stato sindaco dal 18 luglio 1949 al 17 settembre 1957, si era formalmente impegnato con regolare delibera dell’aprile 1949 ad estrarre a sue spese le salme dalla voragine di Basovizza (cosa poi rivelatasi impossibile per gravi motivi tecnici).

    Perciò se la riesumazione di 600 corpi fosse stata compiuta in questo periodo ed anche oltre, il Bartoli ne avrebbe sicuramente scritto nel suo libro uscito nel 1961. Qui aggiungo, a completamento delle precisazioni che ho fatto a «Storia Illustrata», che neanche nella cronistoria di Livio Grassi, “Trieste- Venezia Giulia 1943-1954”, Roma 1960, che fa
    l’apologia delle posizioni e delle tesi del gruppo collaborazionista confindustriale triestino e che dedica diverse pagine alle foibe e deportazioni, vi è notizia delle 600 salme recuperate a Basovizza. E neppure ne parla padre F. Rocchi nel suo opuscolo “Le foibe di Basovizza e Monrupino”, Roma 1959(si badi anche in questo caso alla data) e che il Pitamitz indica ai lettori come una pubblicazione da consultare. Il Rocchi invece sostiene che nelle due foibe ci sarebbero circa 4.500 salme fra civili e militari tedeschi e italiani e ciò sulla base di non meglio precisate «relazioni di testimoni oculari e da notizie ricavate da vari enti e dallo stesso Ministero della Difesa». Egli informa inoltre che i vari tentativi di recupero delle salme erano fino ad allora falliti e che il Commissariato per le Onoranze ai Caduti in Guerra aveva disposto la chiusura della bocca delle due voragini, sia pure con piastre smontabili, cosa che poi avvenne.

    Di questa misteriosa estrazione «di oltre 600 salme tra le quali quelle di 23 soldati neozelandesi in divisa», dà notizia -invece, nei termini sopra indicati, il numero del 4 maggio 1955 (anche qui si tenga presente la data) di «Difesa Adriatica» organo dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia che a quell’epoca era presieduta da Libero Sauro, già comandante della milizia fascista in Istria durante l’occupazione nazista.

    L’informazione di poche righe è contenuta in un sommario riepilogo su Le foibe istriane colme di
    cadaveri. Vi si precisa che i 600 corpi erano stati estratti dalla foiba di Basovizza. Questo recupero dovrebbe comunque essere avvenuto in una data’ imprecisata tra il maggio ’45 e il giugno ’55: il citato numero di «Difesa Adriatica» che lo sostiene è del maggio 1955. Ma,come ho detto, di un così grosso avvenimento il Rocchi non fa alcuna menzione nel suo opuscolo che riguardava proprio la foiba di Basovizza oltre a quella di Monrupino, opuscolo il cui testo venne integralmente pubblicato sulla stessa «Difesa Adriatica» del 26-31 ottobre 1959 sotto il titolo “Per i morti delle foibe i fiori e il ricordo degli esuli” (senza alcuna aggiunta redazionale che
    ricordasse l’estrazione delle 600 salme). Né di esso parla il sindaco Bartoli nel suo libro uscito nel 1961 e compilato con l’apporto di enti e associazioni interessate al problema degli infoibati e deportati scomparsi.

    Ritengo pertanto, alla luce delle constatazioni qui descritte, che la notizia dei recupero di 600 corpi dalla foiba di Basovizza debba ritenersi infondata.

    E’ vero invece, come ho scritto a «Storia Illustrata», che la stampa locale diede notizie e cifre sulla riesumazione di salme da numerose foibe del Goriziano e Triestino (parte delle quali situate in località poi passate alla Jugoslavia col Trattato di Pace). In data 16.7.1948 la «Voce libera» riepilogava i dati raccolti dal Comitato recupero salme infoibati dopo 50 interventi (con l’ausifio della Polizia Civile, dei Vigili del Fuoco e del Gruppo Rastrellatori Mine) in foibe della Zona A. Complessivamente in due anni di lavoro erano state estratte 865 salme, delle quali 449 di civili e 416 di militari italiani e tedeschi oltre a 3 angloamericani. Altre 401 salme erano state ritrovate non dal predetto Comitato, in fosse comuni e in «bunker». Di esse la metà circa erano militarí in gran parte caduti in combattimento. Da notarsi che dalle cronache della stampa prima e dopo il 1948 e fino al 1950, risulta che i recuperi nelle singole foibe riguardarono al massimo qualche decina di corpi e ciò nei casi migliori, quando si riusciva a superare coi mezzi a disposizione le gravi difficoltà di esplorazione e riesumazione. Mai risulta che da una sola foiba – e tanto meno da quella di Basovizza – siano stati estratti centinaia di corpi.

    http://www.didaweb.net/fuoriregistro/leggi.php?a=6977

  65. iole ha detto:

    p.s. il rapporto dei anglo-americani sui ritrovamenti nela foiba de basoviza xe stadi publicadi sul picolo el 31 genaio 1995

  66. Iole Fonda ha detto:

    No go trovado una edizion del “Piccolo” del 31 gennaio 1995.
    Ma go leto tuto quel che ga scrito Galliano Fogar.
    Me domando solo che una roba: Come mai tuto quel che xe scrito no lo ga mai sentido comentar, tra i mii concittadini, (da nissun), se iera davero una roba cussì granda, la bugia dela Foiba de Basovizza?
    Me ricordo che anca Cossigas, de certo no fascista ne appartenente alla destra storica o no, Xe vignudo a render onor ai infombai nel Giorno del ricordo. Me meti un poco in sospeto che se gabi voludo chiuder l’ingresso dela foiba: se no ghe xe niente de veder, perchè mai se impedissi l’acesso?
    Altra roba: ricordo che, morto Tito, e con la rivoluzion messa in atto dai popoli della grande Repubblica Federativa yugoslava che i voleva esser liberi e no serbi, q

  67. Iole Fonda ha detto:

    go strucado de novo el boton sbagliado del commento. Continuo.
    La Serbia gaveva deciso de ritirarse, e la ga domandado de passar per Trieste per no far tuta la strada girandoghe, me par, intorno. Cossiga ga dito de sì, i triestini ga dito de no. E I serbi i se ga fato tuta la strada.
    Come la metemo? Fin che iera Tito, viva Tito; e dopo smrt Serbia?
    Ve dirò; voio cercar altre notizia in merito alla Foiba; e dopo ve saverò dir.
    Perchè una roba xe certa: i 4o giorni dei titini i xe stadi per tante famiglie giorni de luto. Quei che iera scomparsi, i xe tornai? E, quedsto posso giurarlo, el signor bin el ghe iera in quela Foiba: perchè xe la che xe sta trovada la sua carta de identità, insieme a corpi che no xe stado possibile de individuar. E, dito per inciso, el sior Bin no xed più tornado a casa; ah, el andava d’accordo con la moglie, e i gaveva una fia.
    Spero de rivar a lezer qualcosa anche per conto mio, e ve saverò dir.

  68. sfsn ha detto:

    a Iole Fonda:
    1. l’Austria no ga mai vietà de parlar o scriver in nissuna lingua o dialeto (a differenza dell’Italia);
    2. el fato che se usi un dialeto italofono no indica automaticamente che se sia italiani. Due esempi: a casa mio nono e mia nona (e dopo mio papà) ga sempre parlà triestin, ma no i se ga mai sentì italiani: prima i se sentiva austriaci, dopo i iera per la creazion del TLT. Secondo esempio: i ticinesi dela Svizzera parla italian, ma lungi da loro pensar de farse annetter dall’Italia!
    3. I sloveni e i altri “de cepo simile” (bela espression razzista) immigrai a Kp, Piran e Isola xe rivai in parte dall’interno della Slovenia e dalla Jugo, non diversamente de quel che xe successo a Trieste nel 1918-1921 quando in città se ga trasferì decine de migliaia de italiani del Regno.
    4. El numero de 350.000 esuli se lo ga inventà padre Rocchi. Se se va a veder el censimento del 1936, nei territori della Venezia Giulia cedudi alla Jugoslavia dopo la guerra iera presenti 264.800 italiani. Ciò significa che o tra i profughi iera anche sloveni e croati (il che conferma che l’Istria no iera cussì monoliticamente italiana), opur che i profughi iera de meno. El censimento dell’Opera profughi del ’58 indica i profughi totali in 220.000
    4. Sula foiba de Basoviza ga za risposto esaurientemente iole al comento 66. Me piasessi saver su che fonti la se basa lei (Iole Fonda) per sta eresia dei 1.600 corpi estratti. Se lei no la ga mai sentì dir dai sui concittadini che la storia dela foiba de Basoviza xe una flocia, forse xe perchè la frequenta giri che xe fortemente nazionalisti. Mi personalmente go sentì fin de picio triestini che contava che la foiba de Basoviza xe svoda o che i ga tirà su cinque-dieci de lori massimo. Per no parlar de quando che go comincià a domandarghe informazioni ai veci che abita a Basoviza.
    No ghe xe venù el sospeto, inoltre, che la foiba xe stada serada perchè efetivamente no iera niente dentro e che lassarla verta podeva confermar che i partigiani no la gaveva doprada, fazendo cascar tuto el castel de carte antislavo?
    Finisso con una storia personale: quando el 1° maggio xe rivai i partigiani mio nono (quel altro) che iera diretor de scola e dunque tesserà fascista, xe sta arrestà e portà in caserma de Via Donandoni. El giorno dopo el xe tornà a casa, disendo che i zercava un che gaveva el cognome come el suo solo che finiva in -elli inveze che -etti, come che iera lui. Se i partigiani gavessi copà i arestai solo perchè i iera italiani no credo che i se gavessi fato problemi a infobar anche mio nono.

  69. Gianluigi Rupel ha detto:

    @ 70
    confermo che anche mio nonno che iera iscritto al PNF xe stà prelevado dai partigiani e che 2 giorni dopo xe tornà a casa senza che nissun ghè gà tolto un cavel

  70. Iole f. ha detto:

    Se pol saver perchè tuti i se afana a convincerme che i disi quel che xe efetivamente sucesso?
    Per esser certa che cussì sia, mi go bisogno de sentir anca la parte aversa, perchè, se no ve xe acorti, qua se tropo pochi per poder afermar che tuto xe sucesso proprio come gavè dito. Inoltre, anca quei che no xe d’acordo xe tropo pochi. Imagino che se ghe scrivo al Picolo de Trieste, e che me se rispondi che xe sucesso come che disè voi, non poderò certo contestar che sia la verità, no?
    Portè pasiensa. A mi me piasi esser certa.
    Iole

  71. sfsn ha detto:

    Iole,
    se la vol confrontarse con persone che disi la sua, almeno la se degni de leger i interventi dei altri e a risponder puntualmente ale obiezioni che ghe vien fate (possibilmente citando le fonti). Se inveze la zerca conferme ghe basta cior una qualsiasi publicazion dela Lega Nazional o del Union dei Istriani senza farghe perder tempo a chi che ga la cortesia e la pazienza de risponderghe su sto sito

  72. maja ha detto:

    mah, me vien el dubio che sta Iole in realtà la xe solo che un troll. el comportamento xe quel.

  73. maja ha detto:

    e cmq, Iole, se ghe par che tuti se afanemo a convincerla che le robe no le xe proprio come che la disi lei, xe perchè ne appari lampante che lei in vita sua la ga sentì sempre e solo che una campana.
    se dopo a lei el suono de sta campana ghe xe tanto caro che no la vol sentir altri, me dispiasi, ma forsi no la se ga scelto el sito giusto per lei. forsi per bon la dovessi scriver piutosto al picolo.

  74. john remada ha detto:

    Uno scrive dove vuole cara maya…..scrivi tu , allora , dal tuo amico desaparesido su giap…là c’è anche Nonna Papera e Ciccio.

  75. maja ha detto:

    povero piccolo. ti manca proprio tanto, uh? andarsene così, senza neanche un saluto…

  76. iole f. ha detto:

    Maja, te ga ragion. Questo xe un sito che ameti vero solo quel che ghe va ben a certi frequentatori. Son andata, infati, a visitar qualche altro sito; e a quanto par, voi vivè de sogni che no xe realtà.
    Poveri morti dela foiba de Basofvizza… voi li fasè morir due volte, o meio tentè. Xe ani, che tentè, ma che no ve riessi.
    I morti che va ben xe solo quei che fascisti e tedeschi ga copado; forsi moltiplichè per mille e dopo vignì qua a dirve un con l’altro “come che semo bravi”.
    Forsi torno, e forsi no. No me piasi la gente che falsa le robe.
    Iole

  77. iole ha detto:

    cara omonima, la la pianti de far la vitima. nissun ghe ga impedi’ de scriver quel che la vol, ma se la desidera aplausi, o la se porta drio la claque, o la va a scriver dove che la pol trovar chi che apreza le sue flocie.

  78. john remada ha detto:

    Ti manca il piccolo ,maja ? Ti credo , lo vedevi solo tu….. e non ti ha salutato? Bè ,molto male….ma ceffi simili l’educazione la conoscono poco….la fretta dell’eclissi ha giocato a sfavore della vostra alleanza! Ciao, grande , se lo sei troppo diventata allargheremo la porta d’entrata.

  79. Iole, quela che no se scondi drio dei nomi dei altri. ha detto:

    Za; de solito, un se scegli un nome che no xe zà stado scelto da un altro, no? Magari per far confonder meio i altri. Mi no son vitima de nissun, cara la mia omonima; gnanca dela mania de persecuzion che molti de voi ga, con la storia dei nomi italianizzai, per esempio.
    Dove abitavo mi ghe iera: Scodnig, Sirotich, Maksely, Fonda, Laterza, Lenarduzzi (furlani) Seriani, Bradaschia, Cerniani, Forleo (furlani), Cavalieri (falegname); e nel rion Davanzo (farmacia), Slobodan (comestibili) Colombin (comestibili), Trevisan (feriveci),Martingano (mobili), Viezzoli (stoffe); e via discorrendo. Tuti risalenti all’odiato ventennio fascista, che a Trieste se ga dimenticado de italianizzar i nomi de quei che cito; forsi i contava poco; ma certo xe possibile che el tratamento sia stado fato con personaggi che contava assai de più e, sospeto, con el beneplacito dei medesimi.
    Per cui, come fazo a creder che tuti i morti italiani del cimitero de Piran iera citadini sloveni ai quali i ghe gaveva fato el cambio de nome da sloven o croato in italian? E come devo credere che, dal momento in cui Tito se ga ciapado l’Istria e la Dalmazia, se ga scoperto che tuti i abitanti iera sloveni o dalmati? No xe più logico che, essendo certo che circa 350.00o persone de ceppo italian xe scampade da lstria e Dalmazia perchè se le restava iera morte certa, e pò le xe stade sostituide da gente che gaveva cognomi slavi, o adiritura slavinizai? Eh, si, perchè se Mussolini iera un duce tremendo, Tito no xe stado de meno, sa?
    Se me penso che son vignuda in sto sito perchè son sempre stada convinta che per ben capir le robe bisogna sentir tute e due le parti; le go sentide, sì. E, tanto per ciarir, in vita mia no me son mai sentida vitima, mai, de nissun, proprio perchè, a mi, no me piasi la gente che, se no riessi a gaver ragion, prefrissi de incolpar l’altro de far la vitima, anzichè riconosser el torto suo.
    Un tanto per ciarir; e, sa una roba? Ogni tanto vegnarò a veder come che va le robe, qua.
    No se sa mai. Ale volte, se rinsavissi.
    Iole, la prima che se ga presentado con ‘sto nome.

  80. iole L'originale ha detto:

    Dimenticavo.
    Niente applausi, e niente claque; me basta quela dei miei aversari, per sentirme paga.
    E in quanto al fato che nissun me ga impedido de scriver quel che voio, ghe mancheria altro che oltre ale flocie che go sentido vignissi fora qualchedun a impedirme de replicar!
    Per cui, no la xe stia gloriar del fato de gaverme dado el permesso, come che me par la voli far intender. Grazie al ciel, semo in democrazia.
    Firmato: la prima; no son mi l’omonima, ma lei. MI son l’originale.

  81. Fiora ha detto:

    @Iole F.
    “forsi torno, forsi no” Xè una minacia o una promessa? 😉
    Perché xè questa la sola replica che ghe pol vignir al comentator medio, Donna Iole. E a prescinder dalle posizioni pro o contro le Sue tesi.
    Le mie xè blandamente affini alla Sue. Però per motivi spesso esposti no me addentro e la me credi no xè per vigliaccheria. Xè senso del presente che no me va de invelenar con riminiscenze dolorose per entrambi i filoni de noi posteri Triestini.
    Chiarir,numerar e dopo?! Sta grama vita che tiremo ‘vanti indistintamente tutti xè zà di per sè fonte de amareze.
    “Roma ladrona” xè roba de ogi. Da destra e da sinistra come che aprendemo. El nostro numero nela clasifica dei paesi più magagnai e più corrotti, i numeri del spread, el mitico quatro dela quarta setimana, xè questi i numeri de scotante atualità.
    Tentar una straza de intesa tra noi teste calde perché semo gente de confin (oramai qual confin?) lassando che “quei “argomenti resti sfumai e “quei ” valori resti nell’anima xè a mio parer un prezo più che onorevole per una serena convivenza.
    OPUR! donna Iole se indossa la coraza de Giovanna d’Arco e se scendi in campo.Se fa de QUEL el scopo primario dela propria vita e se se documenta SERIAMENTE (altro ch’el Bugiardelo!) e se replica punto per punto anziché spetarse lumi dei altri…”di parte”.
    Scomodo? e ma no conosso altra via intellettualmente onesta de proceder. altro che torneme le pignatele!
    Mi? come dito, me astengo e vardo vanti!

  82. Fiora ha detto:

    la sola afermazion che me le fa girar a mille xè quela che in Piaza e sule rive no ierimo noialtri patochi soto quela piova ma dei commando cabibi vignudi apositamente coi pullman dala cabibonia a far numero e claque.
    Flocia galatica! Iero, in spala de papà!… no ghe torneria,desso che camino cole mie gambe e ragiono cola mia testa, “ma go “quela” Trieste ntei oceti”, quela vision.
    E quela dei commando cabibi in trasferta xè per bon una flocia inverosimile, dele stesse dimensioni de quella folla oceanica delirante de illusi che scandiva I-T-A-L-I-A I-T-A-L-I-A.

  83. Fiora ha detto:

    Ah nona Marija se ga serà in casa quel giorno del ’54 che pioveva che dio la mandava.
    ne consefgui un misiòt de influssi e sentimenti contrastanti ,che a tanti de noi sanguemisto sugerissi in dubio abstine, Donna Iole!

  84. Iole prima ha detto:

    Saria mi che vivo nel ricordo? Ma se voi ve rifasè adirittura al 1397 per dir che no semo deorogine italiana e tambascar de Austria e de amministrazion!
    E nel 1954, iera Trieste, in piaza e nelle vie cittadine!
    Poco poco andemo alano della creazione e trovemo che anca là l’Austria iera a consigliar al signorm come crear el mondo.
    E se me son inmestialida xe perchè no se rispeta gnanca i morti assassinai: e parlo de tuti, no solo dela foiba de Basoviza.
    Perchè mistificar la storia xe preparar un a tro, de quei avcenimenti, in futuro. T<anto, basta un sito e qualchedun che la ne la conti come che ghe va, e alora se rimarca che copar tanti no se pò tanto mal, se te servi per i tui scopi.
    Ah; el mio pensier che forsi torno e forsi no, xe solo una semplice comunicazion, come de de solito fa una persona che va via disendo "se vedemo". No de cerfto una minacia. No son tipo de minace, mi.
    Saluti e baci.
    Iole (la prima)

    (andar a lezer altri siti che parla de Trieste e dele sue tribolazioni, no, eh? Tropo scomodo, saver la storia come la conta chi no ve va ben: poderai darsi che ve meti in condizion de dir: scusa, go sbagliado. Comunque, come gavè fato voi, meto l'indirizo, pena che lo trovo de novo. Son un cincin rabiada, adesso)

  85. Iole prima ha detto:

    Go trovado: xe semplicissimo : foiba di Basovizza. Bona lettura.
    Iole la prima

  86. maja ha detto:

    Iole F.
    ok, a trieste da sempre tuti xe solo che italiani; in istria e in dalmazia anche; el fascismo de ste parti (e in africa e nei balcani) no el ga fato grossi danni, ma el ga fato costruir strade e università, portando la propria milenaria cultura a popoli aretradi e incivili; i unici sanguinari che ga copà centinaia e centinaia de persone colpevoli solo de esser italiane xe stai i porchi titini.
    vaben cussì? la xe contenta desso?

  87. Fiora ha detto:

    Iole Fonda (sul “prima” o cossa mi me comincio a confonder).
    Lei la legi quel che ghe servi per ofenderse e no la se dà la pena de sofermarse su altri pareri.
    O bianco o nero ,donna Iole?! a ragionar cussì se pol inveciar e sclerotizarse senza maturar a mio aviso.
    Occhei se cussì ghe fa piazer no sarò mi a interporme col mio sfumà.
    Batibecheve fra Iole.
    Per conto mio mi me rifazo el film de quel giorno del ’54, quando che iero tra la fola plaudente in piaza e nona Marija iera in luto etnico serada in casa. (nono Checo sburtava zà radicio de anorum).
    “la vecia gaveva el muso longo fin per tera ma la ga impanà sardoni a cotimo e la ne li ga messi in tola per tuti” ga ricordà papà ani dopo co la sburtava radicio anche ela.
    Pel fijo degenere che xè tornà dela piaza afamà, pel nipote dotor austriacante, (che me gaveria verto i oci sula Sissi), per la consuocera cabiba ,nona Nunziata (nomen omen!).
    Siora mia ,mi cussì son cressuda e se xè una roba dela quale me sento sì orgoliosa xè propio questa equidistanza.
    Amor fa amor e crudeltà distruge!

  88. Fiora ha detto:

    @86
    ah, gaveria volù no doverGhe far notar che ” è una promessa o una minaccia?” xè solo un witz piutosto in uso quando qualchedun se inombra e anuncia de voler alontanarse o dimeterse… 🙂

  89. maja ha detto:

    no solo la legi solo quel che ghe comoda, ma anche la se imbestialissi per robe che nissun ga scrito… tipo sta roba del cimitero de piran che la ripeti come una mantra.
    volessi saver chi qua dentro ga scrito che i morti sepolti al cimitero de piran xe tuti sloveni con cognomi italianizadi. nissun ga scrito, fora de lei stessa medesima.

    tranquila, Iole, qua dentro tuti savemo che nele città de capodistria, isola e piran i italiani (cioè istroveneti) i iera in neta maggioranza. el problema xe che lei no la vol sentir che questo valeva per le città costiere, ma non per l’interno dell’istria.
    la sua omonima (che xe la vera iole originale perchè la scrivi qua dentro da molto più tempo de lei) ghe linka el censimento austriaco del 1910 per farghe capir che queste terre (inclusa trieste) iera e xe tere mistilingui e multietniche, e lei cossa la fa? la rispondi che no la capissi el gnoco e la taca de novo col mantra del cimitero de piran.

    e cussì la fa per tuto. la gente ghe rispondi con cortesia e educazion e xe come se no la gavessi dito niente. lei la continua con la sua lagna imperterrita, sorda a qualunque obiezion o spiegazion (per altro suportada con fonti serie e no col picolo o siti internet qualunque). e dopo anche la se ofendi. mah, che maniere…

  90. Iole prima ha detto:

    Inveze de tambascar sula mia presunta convinta supoeiorità, che no me son mai sognada de dichiarar , perchè no zerchè qualche sito che sia bilanciado sule robe , e no el pichi ne de una parte ne dal’altra?
    Mi son abituada a informarme su due fronti, e zerco de farme l’idea giusta tarando quel che i scrivi.
    Inveze, ancora nessun ze andà in cerca de notizie de un altro fronte: questo fa pensar che xe del tipo “lezo solo quel che me va ben a mi; del resto me ne frego (scuseme la citazion, no volevo darve de fascisti).
    Saria davero un agir democratico, informarsi da più fonti. Finchè c’è vita, c’è speranza.
    Iole prima

  91. Iole prima ha detto:

    maja, quali saria le fonti serie? Xe voi che me gavè indicado el sito, sa, e mi son andada a lezerme tuto. Voi, inveze, no gavè voludo conosser cosa disi un’altra campana, quela che ve gavevo indicado mi.
    Se questo xe un modo onesto de giudicar, stemo freschi.
    Iole prima

  92. maja ha detto:

    eco, CVD.

    fonti serie, Iole, fonti serie. libri, no siti.
    le chiacchiere stanno a zero, come che i disi in italia.

  93. maja ha detto:

    qual sito ghe gavemo indicado noi, che lei la gavessi leto tuto?

    la ga leto el censimento austriaco che ghe ga linkado iole? la ga leto la relazion dela comision storica mista che ghe go linkado mi?

    e cossa la gavessi indicado lei? la ga portà fonti, linkà documenti storici validi? no. la ga parlà per parlar, in base ai suoi ricordi personali e familiari, e sopratuto in base ai suoi preconcetti.

  94. maja ha detto:

    e la ga anche ignorà completamente i ricordi personali e familiari dele altre persone che ga scrito qua dentro. semo tuti triestini, la sa? cossa ghe fa creder che i suoi ricordi xe più veritieri dei quei dei altri? no la se rendi conto che la xe ofensiva?

  95. Iole prima ha detto:

    Riparo subito; sa, ghe vol tempo per trovar i siti.
    Etnie presenti a Trieste durtante l’amministrazione dell’Auastria
    Giorgio Perlan: le foibe e l’esodo.
    1797 – Caduta della regione veneta e successiva dominazione austriaca.
    Crewdevo che voi fussi in grado de identificar i siti; me sbagliavo. Basta anche scriver Foiba di Basovizza.
    In quanto ale traversie personali; prima disè che xe meio dimenticar, e dopo me rimproverè che no son una persona che rispeta i altri perchè no me comoda cossa che i veci ricorda?
    Mi so solo una roba: mi ghe iero, nel 45. E voi? mi ghe iera in piazza Unità, nel 1954: e voi?
    Se cerchè un pocheto, podè anca trovar le foto dela gente presente in piazza e nelle strade nel 1954, sa?
    Far finta de gnente significa voler ignorar, a casa mia.
    Dopo de che, me firmo.
    Iole prima.

  96. maja ha detto:

    gavemo capì che ghe iera nel 45. gavemo capì che ghe iera nel 54.
    quel che no se capissi xe se lei, oggi, nel 2014, ci è o ci fa.
    indiferente, el risultato xe lo stesso: el nulla cosmico dei suoi comenti.
    nasvidenje, gospa, ali pa tudi ne (rajši ne).

  97. sfsn ha detto:

    Iole Fonda,
    i siti su internet se fa scriver, le fonti xe libri e documenti.
    Mi personalmente ghe consiglio de leger “Trieste 1941-1954. La lotta politica, etnica e ideologica”, edizioni Mursia. Ma sicome xe scrito de un sloven (Bogdan Novak, prof. emerito all’Università de Toledo – Ohio) e lei inveze la pica coi amici de Menia, son convinto che no ghe anderà ben.
    Dito questo no ghe rispondo più perchè lei no la scolta e no go intenzion de butar via el mio prezioso tempo. Chiudo con una perla de sageza furlana: “L’è inutil insegnai al mus, si piart timp e si infastidis la bestie”

  98. Iole prima ha detto:

    Perchè, voi me gavè mostrado libri e documenti? No gaveria mai pensado che i vostri argomenti i fussi cussì vacui, sa?
    Vol dir che proverò a scriverghe a qualche giornal, citando e fornendo le vostre risposte inconcludenti proprio come le “convinzioni” che Trieste xe slovena; che el dialeto triestin no xe aval dela gramatica italiana, e che nela foiba de Basoviza ghe iera solo sei morti.
    No gavè portado un solo documento che comprovassi le vostre asserzioni.
    No val più la pena de parlar coi sordi.Te ga ragion sfsn (ma,ti, no te ga un nome?); la domanda xe: chi xe el mus? E chi le bestie? Come te vedi, capisso anca el ladin.
    Ciao a tuti.

  99. iole ha detto:

    lassèla perder, sta qua la xe un troll, e ve sta ciolendo tuti pel cul.

  100. Fiora ha detto:

    i tre alberi de nadal tra corso e piaza granda sto ano xè un più bel de l’altro.

  101. Iole prima ha detto:

    Go la vago impression che qualchedun ga cambiado el nome del sito che ve gavevo indicado a suo tempo, pewr quanto riguarda le foibe e el suo contenuto umano.
    L’impressione xe fondada sul fato che prima no me apariva in continuazion, l’aviso che se stava controlando che no ghe fussi contenuto contarrio al buon viver civile.
    Adesso me compari ogni volta; niente niente xe stado cambiado el nome del scritor che ga descrito detagliatamente la foiba de Basoviza e i morti estreti (e gnaca tuti, i xe)?
    Sicome xe devi sempre lassar un spiraglio al posssbile sbaglio, ve riopeto el nome del relator:
    GALLIANO FOGAR, CHE PARLA DELA FOIBA E DEL SUO CONTENUTO.
    Spero, cara maya (se fa per dir, cara), che no te voli contestar che anche questo relator el si uno sporco venduto all’Italia, eh?
    Semmai, cercherò che convinzerlo a pubblicar i nomi.
    ùQuesto no perchè son contraria al popolo slavo, che de certo ga i suoi lati boni e cativi come tuti, ma perchè no posso soffrir la zente che conta frotole, specie nel caso de poveri morti.
    Senza stima.
    IOLE

  102. Tergestin ha detto:

    @ Iole prima

    El punto xe questo: sul litoral, no esisti famiglia che no gabi vissudo in prima persona (escludendo i ricchi e potenti che ga i bori per onzer le riode giuste ad ogni cambio de regime) qualche tragedia. Ognidun ga quindi la sua opinion, pol tenirsela o cambiarla, xe lecito.
    Detto cio’……

    Basta romper i coioni con ‘ste robe dela guera.
    Xe morte, sepolte, finide. No se le pol cambiar e la roba non grave, gravissima, xe che femo el zogo de politici che cazzeggia tra bandiere, monumenti e sacrari mentre la cita’ va completamente in merda.
    Come se nei anni quaranta e cinquanta i nostri veci anziche’ pensar a sopraviver i se gavessi scornado se Napoleone iera un bravo statista o un ditator. Xe una roba demenziale per no dir de pezo.

    In fede, Tergestin

  103. Marcus ha detto:

    Trieste per essere LIBERATA doveva essere prima OCCUPATA, ma da CHI?

    -dopo la fine della Prima Guerra nel 1918, la città di Trieste e buona parte dell’allora Jugoslavia (oggi 6-7 Repubbliche) veniva occupato militarmente per 2 anni dal Regno d’Italia per poi essere annessa al medesimo nel 1920 con la firma del Trattato di Rapallo tra il Regno di Slovenia-Croatia-Serbia (proto Jugoslavia) e Regno d’Italia;
    -dal 1920 fino al 1943, prima il Regno e poi l’Italia Fascista in queste terre si inventa di tutto per sfruttarla come bottino di guerra (per esempio proclami delle leggi razziali da parte di Mussolini, immagina a Trieste dove non c’è un italiano puro sangue e l’infoibare nelle grotte carsiche chi si ribellava alla dittatura, forse qualcuno pensa che questa pratica fosse stata inventata dalle popolazioni autoctone ed invece erano i fascisti che l’usavano già negli anni venti, ecc. ecc.);
    -dal 1943 al 1945 occupazione militare nazista ed annessione alla “Zona di Operazioni Litorale Adriatico”;
    -dal 1945 al 1947 occupazione militare alleata composta da truppe partigiane jugoslave, truppe americane ed inglesi;
    -dal 1947 al 1954 l’istituzione ed amministrazione militare di protezione delle 2 zone del TLT da parte degli alleati;
    -dal 1954 al 1975 rioccupazione militare del TLT da parte dell’Italia e della neocostituita Jugoslavia;
    -dal 1975 a tutt’oggi riconferma bilaterale dell’annessione militare del TLT (costituzionalmente demilitarizzato) all’Italia e Jugoslavia http://www.triestfreeport.org/wp-content/uploads/2010/09/IT-OSIMO-II-Parte-il-Trattato-Lapprop-illegale-del-TLT.pdf .

    Riassumendo quanto scritto sopra è chiaro che Trieste dal 1918 al 2014 è stata sempre occupata ed annessa a qualche Stato, quindi il popolo residente non ha mai potuto decidere sul autoamministrazione del proprio Stato (TLT), quindi vorrei sapere quale tesi mondiale dimostra che questo Stato ratificato definitivamente il 15 settembre 1947, da ragione ad una fantomatica sovranità territoriale e politica alle attuali Repubbliche d’Italia, Slovenia e Croazia?

  104. john remada ha detto:

    @Tergestin , tutto sommato hai ragione; sarebbe da discorrere su fatti attuali.

  105. Fiora ha detto:

    @105
    Giusto Tergestin! Zà mile post fa a partir dal mio post 83 ghe lo go scrito in tutte le salse a Donna Iole che ste dietrologie servi solo a inasprir i animi e che i numeri de atualità no xè quei dei poveri infoibai e dei morti e dei vivi coi cognomi resentai. Xè quei del spread, dei disocupai, e consimili .
    A sua “discolpa” me sento de dir che siccome el titolo della discussion xè specifico e restrittivo, escludi considerazioni ligade all’attualità.

  106. Iole Prima ha detto:

    secondo ti, Tergestin, semo fioi de nissun? No gavemo patria? Semo nati in un prà co spuntava le foie e i fiori?
    Mah! no xe la storia dela mia femeia, questa.
    Bona prosecuzion.
    Iole prima

  107. Marcus ha detto:

    “..semo fioi de nissun? No gavemo patria? Semo nati in un prà co spuntava le foie e i fiori?” esattamente, e fin quando el TLT (A e B) no se autoamministra rimanemo prigionieri della nostra patria, quindi no resta altro che aggiungere la LIBERAZION da chi che qui no devi amministrar.

  108. Iole prima ha detto:

    te ga dito tuto e niente. Chi xe el chi che no devi aministrar?
    domani torno. Buonanotte-

  109. Fiora ha detto:

    @111
    “domani torno ” idem come sora. Promessa o minaccia? 😀 : D 😀
    scherzo dei,Donna Iole! Col tuo congedo bon ton te me la ga propio servida sul piato d’argento.
    Sa come che xè, per amor de morbin… sempre però rispetosamente remenando

  110. Iole prima ha detto:

    Ciao, compagni. Xe prigioneiri del “coragio, scampemo”?
    Ciao, eroi a scartamento ridoto.
    Iole la prima.

  111. sfsn ha detto:

    me iero ripromesso de no risponderte più, perchè xe tempo perso, visto che no xe una volta che te ga risposto a tono ale obiezioni dei “compagni”.
    Desso te tiri zimento senza nissun tipo de costruto, solo per el gusto de ciol pel cul: ritiro tuto quel che gavevo pensà de ti al comento #33 (“grazie perchè te esprimi el tuo punto de vista senza agressività”) e tiro la conlcusion che te son solo una provocatrice fascista senza la minima capacità de aprofondir i argomenti che ti stessa te tiri fora per prima.
    Che persona sgradevole.

  112. Fiora ha detto:

    @114
    Te sa ben sfsn che mi viro un bicc a destra, ma sempre con grazia, però.
    In questa circostanza me allineo al tuo fianco e quoto in pien el tuo post,in particolar el punto ” ritiro quel che gavevo pensà de ti…”
    Che “persona sgradevole” (copyright el compagno)sta donna Iole che se ostina a nickarse “prima” e per amor del vero la xè seconda ala tremenda ma almeno documentatissima Iole deinostri. Anzi Iole doc , zontite un “deinostri”. mi ghe stago.
    De sta Iole qua co sti sui interventi a gamba tesa (emblematico quanto gratuito el post 113)Papà mio gavessi dito sta qua domanda la carità col s’ciopo. E prima che la lo ciapi ala letera e la se inombri come col witz promessa o minacia ghe preciso : i mendicanti no ghe entra. se usa dir cussì dei prepotenti senza creanza.

  113. Fiora ha detto:

    Mah! a ben rileger e valutar certa forma aldilà dela sogetiva sostanza, sa cos’ che ne resta ,SOCIO? ( socio in morbin te me xè .altro che “compagno”! 😉 )
    Inchinarsi ala canizie e viva l’A.!

  114. Sara Matijacic ha detto:

    No insulti dei, se non davanti a un bicier de quel bon. 😉

  115. maja ha detto:

    bah, mi me par che l’unica a gaver insultà qua dentro xe stada iole fonda.

  116. ufo ha detto:

    Vol dir che se tachemo zigarse brute parole qualchidun finalmente buta un giro?

  117. Vittorio Veneto ha detto:

    @116 “inchinarsi alla canizie e viva l’A”.
    É vero”te pichi” proprio da quella parte.

  118. Fiora ha detto:

    @120
    “te pichi propio da quella parte” ????!!!
    della serie che ora è? venerdì! Bello capirsi al volo, carissimo!
    o no?!

  119. Fiora ha detto:

    @119
    “parolaze”? bon Ufo comincio mi, rispolverando la parolaza che te gavevo tirà ‘dosso zà de tempo.
    IMAGINIFICO che no te son altro! ti cole gare de piss del molo s.Carlo e masimamente col tuo dindio .

    Glosario pei no habitués : come parolaza?! eh eh, sicome che i ghe la gaveva petada sul cranio spelà de un certo Vate talian a ufonostro la ghe sona ofensiva. 😉

  120. Fiora ha detto:

    @120
    ah Vittorio Veneto ti sarò esplicativa.
    ” inchinarsi alla canizie” riferito alla ruspante IoleFonda, ( tassativamente la seconda, nonostante le Sue insistenze, donna Iole! ) che delle proprie primavere ci ha dato reiterati cenni.
    Quanto al mio viva l’A. è di stampo proustiano. Un’innocua madeleine che mi va saltuariamente di riassaporare quando il presente è troppo amaro.
    Non ci hai capito un klinc eh V.V.?! Era esattamente quel che volevo, spiritosone!

  121. Iole F. ha detto:

    Bonasera a tuti
    La redidiviva xe qua. Vedo che alla fine ve xe resi conto che mi no son de primo pel: in effetti, son vanti coi ani. Ma lungi da essere per questo danegiada in merito ai mi discorsi sual oiberazion de Trieste, credo de poder dir con assoluta francheza che kmi ghe iero, in quei tempi, e molti de voi o i iera assai pici o forsi no i iera ancora nati.
    Come go podudo constatar in quei ani, le persone anziane le tendeva tute a ricordar ben le robe successe quando che le iera zovini; mentre no le se ricordava, magari, cosa iera sucesso el, giorno prima. Posso assicurar che xe proprio vero, perchè me sucedi anche a mi.
    Credo sia perchè, con i ani, l’interesse per quel che ne circonda cala con el cresser dell’età; anche miam mamma se ricordava de quando la iera giovinota; e xe per questo che mi me ricordo tante robe de quando la iera zovine.
    Perchè q

  122. Iole F. ha detto:

    Riprendo. Solito mio sbaglio de clicada.
    Perchè q

  123. Iole F. ha detto:

    Riprendo. Solito mio sbaglio de clicada.
    La premessa rispondi al perchè le robe che riguarda la liberazion de Trieste e le sue traversie la go ciara in mente; e spero che no me se fazi el torto de esser stada una putela che vedeva solo quel che ghe piaseva vedere.
    Per dirne una: gavevo sui quindici anni quando son andada a lavorart per la prima volta. El mio principal se ciamava Umek; suo fradel gaveva el negozio vizin; ma lu el se ciamava Umeri. Perché?
    Uno voleva ciamarse come el papà; l’altro voleva gaver un cognome italian. Se deduci che el cambio de cognome no iera imposto, ma bensì libero.
    Xe passadi settanta ani dall “Liberazion” de Trieste.
    Xe stadi passadi al petine fisso, dal 1387, tutti quei che in qualche modo ga avudo a che far con Trieste: una roba che sa de forzatura per dimostrar l’indimostrabile, perchè in settecento ani e passa tuto cambia tante de quele volte che rendi veramente senza fondamento un ragionamento
    fato su bone basi.
    Epur, la sola conclusion dell’inclito pubblico xe che Trieste xe tuto, ma no italiana.
    Me domando come mai no se ga fato una rivoluzion, mi! Forsi con Tito xe sparidi anche tuti i pro domo sua?
    Ve lasso; devo andar a stender el scheletro; ala mia età me son messa anche a scrivere libri! Ma te digo mi! Xe che fin de picia me piaseva scriver dei fati che me colpiva.
    Ciao, Adieu, Goobay, Pozdrav, Salud; me son comprado i dizionari.
    Jole Prima
    Scuseme la lungheza del ragionamento; no so se torno, se non per curiosità de saver come

  124. Iole f. ha detto:

    Ah! SFSN: te conossi el deto triestin che disi cussì “Carta se lassa scriver!”?. El che significa che no basta lezer libri per conosser la storia. La storia la sa chi che iera presente a certi avvenimenti.
    Iole seconda: no so cossa xe un troll, e no go mai avudo l’abitudine de cior per el dedrio nissun.
    Vecieta sì; ma onesta, se te sa cossa che vol dir.
    Parlè pur solo tra de voi: xe evidente che, qua, xe in dieci a dirla grande; cussì no esisti el pericolo te essere sbugiardadi, eh?
    Che delusion: ma xe sicuri, sì, de esser triestini?

  125. anna ha detto:

    ciao a tutti,
    che problemi vi fate?TRIESTE è una città italiana,punto.
    Non ha bisogno di esser liberata proprio da nessuno,mi spiace invece tanto per l’Istria che non è più italiana!
    ciao

  126. ufo ha detto:

    E la Somalia niente? Te se ga dimenticà dela povera Somalia non più italiana?

  127. bibliotopa ha detto:

    povera Somalia! no la sta tanto ben gnanche adesso, me par.. i conta

  128. maja ha detto:

    de sicuro la ga anche tanti amici somali, libici, etiopi e eritrei. la ghe dà gratis lezioni de latin e de civiltà italica.

  129. io0le prima ha detto:

    Complimenti, Anna; finalmente qualchedun che sa cossa che semo, noi triestini: italiani, per stirpe e per scelta. Son stada accusada de esser un, troll; me son informada su cossa che xe, un troll.
    Assicuro che non solo esisto, ma no parlo per fomentar odio o barufe, e tantomen0 per cior per el fioco i altri. Te me fa el piazer de controlar tutto quel che go dito? Grazie.
    Ah; varda che qua ghe xe due Iole; mi son la prima che ga scelto el nome (che pò xe el mio). Per cui, te prego de no sbagliar, quando che te controllerà, se te credi de controllar.
    Ciao; a ti e a tuti.

  130. iole prima ha detto:

    Scuseme: io son iole prima, no ioole prima. Errore di battitura

  131. StefanoM. ha detto:

    Trieste non è italiana, non è austriaca , non è slovena, Trieste ha in sé un po di tutte queste meravigliose culture secondo la mia opinione. Io sono come mi hanno definito molti attivisti tlt e anti italiani importado anche se sono nato qui. Ma nei frequenti viaggi per le feste nel Regno ho sempre vissuto questo mix come qualcosa di speciale e che mi obbligava ad essere meglio degli altri. Per me questo strano “status” della città era e resta una marcia in più un qualcosa di irripetibile e unico. Ma Trieste è anche la citta dove la storia non è mai la narrazione di gesta umane del passato ma un unicum con il presente. E’ come se a Trieste si vivesse un passato che non passamai e diventa un eterno presente. Mi domando quanto pocosiano sicure le persone della loro storia e cultura per dover nel 2015 ancora litigare per sentirsi sloveni, austriaci,italiani o tltiani. Basta lasciamola storia dove sta. Proviamo a fottercene e a costruire un futuro nuovo. La verità storica èuna ma oggi non ci da nulla se non liti su liti. Peace and love.

  132. anna ha detto:

    @iole prima

    Cara Iole,
    è un dato di fatto che Trieste sia una città italiana,è la storia che parla,…….poi uno può sentirsi sloveno,triestino del Territorio Libero,…….faccia quello che vuole,il triestino è un italiano,punto e basta!
    un caro saluto

  133. anna ha detto:

    @maja

    Maja,non dò lezioni agli eritrei,somali,etiopi,……….non provo odio per nessun essere umano,siamo tutti figli dello stesso Dio!

  134. sfsn ha detto:

    italian ciapà col s’ciopo…

  135. anna ha detto:

    @sfsn

    Impara a rispettare ogni “essere umano”,ognuno con il suo bagaglio culturale,religioso,……senza incitare all’odio,l’odio non ha mai portato da nessuna parte,….ha solo e sempre alimentato guerre,rivoluzioni,violenze,……abbiamo bisogno di PACE,tranquillità,serenità.gioia,………

  136. sfsn ha detto:

    son d’acordo, gavemo bisogno de pace e rispetto.
    Pecà solo che lo stato italian xe rivà qua no in pase, ma grazie a una guerra sanguinosissima e evitabilissima. E pecà anche che i suoi primi provvedimenti no xe stai all’insegna del rispetto, ma tutti mirai a eliminar le minoranze etno-linguistiche (anche per questo persone come ti pol dir con tuta sta sicurezza “Trieste xe italiana”: te gaverà anche studià la storia, ma sicuro no la storia de quel che questi loghi iera prima del 1918).

  137. MARCANTONIO ha detto:

    sfn vai al 1918? beh allora si puo’ risalire pure un po’ di tempo indietro ed era una citta’ romana,
    quindi come la mettiamo?

  138. MARCANTONIO ha detto:

    naturalmente e’ stata molto piu’ a lungo romana, che non austriaca.

  139. sfsn ha detto:

    la discendenza diretta dello stato italian unitario dal imper roman xe tuta da dimostrar. Xe sta un dei cavai de bataglia del risorgimento, ma in realtà xe pura propaganda politica. No ghe xe nissuna continuità tra i due, né de ordine giuridico, né de ordine umano: la penisola xe stada soggetta a tenti de quei movimenti e misciamenti de popolazion che semo romani non più de de quanto semo longobardi, visigoti, vandali, normanni, francesi, spagnoli o austriaci.
    Se inveze te son un sostenitor dela solita trita e ritrita tesi della lingua italiana come discendente dal latin, alora con el stesso criterio se podessi dir che l’Italia ga diritti su Spagna, Portogallo, Francia e Romania.

  140. anna ha detto:

    x sfsn,
    se ti riferisci allo schifo della politica italiana sono pienamente d’accordo con te,l’Italia è da sempre stata una nazione “guerrafondaia” e io da pacifista questo non lo posso accettare ma……ahimè la storia è fatta di guerre sanguinose,violenze e soprusi…..e dobbiamo insegnarla ai bimbi,ragazzi,…….affinchè tutti sappiano e conoscano gli errori del passato per non ripeterli mai più,……….Trieste è una terra di frontiera in primo luogo ma è anche italiana,certo ha avuto dei domini slavi,austriaci,……….è stata anche una colonia romana come sostiene Marcantonio ma….prima ancora,se vogliamo proprio andare a ritroso nel tempo era abitata dagli “illiri”ovvero popolazioni slave,……

  141. iole prima ha detto:

    Sono davvero contenta di leggere queste frasi dei nuovi arrivati; vero che Trieste è diventata ufficialmente italiana grazie alla guerra finita nel diciotto. Ma sembra di capire che è stata l’Itali9a a volerla. Non è così. La responsabilità è del serbo che ha ucciso due nobili austriaci, no? E l’Austria ha (direi inevitabilmente) iniziato la guerra.
    Mi permetto anche di far notare che l’Austria voleva imporre lo studio del tedesco nelle scuole triestine; ma i triestini, pur apprezzando l’amministrazione austriaca della città, si sono opposti.
    la guerra instaurata in questo sito è un nonsenso: Trieste ha accolto sempre la gente di ogni razza, ne sono testimoni le varie etnie religiose. Ciò non toglie che la lingua azttinente il dialetto triestino è q

  142. iole prima ha detto:

    Di nuovo la cliccata scema! Non sono molto pratica.
    Continuo: il dialetto triestino si avvale della grammatica italiana; e molti vocaboli sono stati acq

  143. iole prima ha detto:

    …acquisiti dalle varie etnie presenti sul territorio.
    Possibile che questa liberalità, insita nel carattere dei triestini, sia usata per dubitare del ceppo dal quale proviene indubbiamente la stragrande maggioranza dei cittadini, che è indubbiamente italiano?
    Non c’è merito ne colpa, nell’essere italiani; e così dicasi per tutte le altre etnie. Ma non cambiamo le carte in tavola. Ciao, Anna e nuovi arrivati.
    Iole prima

  144. StefanoM. ha detto:

    Non esistono guerre inevitabili o giuste. Perciò o paghiamo per una storia di cui noi non siamo stati partecipi o ce ne andiamo per mancanza di rispetto ? O andiamo avanti la Storia è storia e se vogliamo possiamo continuare a ricordare uno le malefatte vere o presunte dell’altro all’infinito in un loop di odio e rivalsa. Se tu fai parte della genia savia e superiore nel capire e rispettare gli altri fallo o continueremo ad odiarci all’infinito. O meglio continuerete. Ma il tempo che a Trieste sembra fermo aqnche qui farà la sua parte e le cose volenti o nolenti cambieranno e tutto l’odio finirà per morte naturale.

  145. iole ha detto:

    Nel 1915 l’Italia non è entrata in guerra perchè nel 1914 Gavrilo Princip aveva sparato al sior Ferdinando, e nemmeno perchè gliel’aveva ordinato il dottore. L’Italia è entrata in guerra perchè voleva conquisatare delle terre, e non le bastava acquisirle per via diplomatica (come sarebbe stato possibile, in cambio della propria neutralità). Voleva proprio conquistarle, attraverso un bagno di sangue che forgiasse una nuova identità nazionale e le desse il prestigio necessario a competere alla pari con le grandi potenze nella spartizione dell’Africa. L’Italia è entrata in guerra afflitta da un complesso di inferiorità pari alla sua megalomania.

  146. anna ha detto:

    @Iole prima

    Grazie del benvenuto!
    Mi inchino davanti a chi come te è testimone di un passato storico,sicuramente incancellabile nella tua memoria e so per certo che quella giornata della liberazione per te è stata unica e gioiosa.

    Però posso dirti che anche l’Istria come terra di confine era abitata da popolazioni slave ,è normale che sia così,ogni terra di frontiera ha le sue contaminazioni,le sue mescolanze,……in tal caso,occorre rispetto reciproco per una pacifica convivenza.
    Io discendo da un casato prettamente italiano ma non mi sento per niente superiore perchè conosco la storia e so che l’Italia ha commesso numerosissimi sbagli nel passato,certo se poi parliamo di letteratura e arte allora anch’io come te son fiera di tutti gli illustri personaggi che l’Italia ha dato i natali,penso al grande e mitico Giacomo Leopardi (di cui sono follemente innamorata),a Giosuè Carducci,a Giovanni Pascoli,………Michelangelo Buonarroti,Giotto,Michelangelo Merisi,Raffaello Sanzio ……………….
    Un caro saluto,
    Anna

  147. iole prima ha detto:

    Leopardi è non un, ma “il poeta”. Sono d’accordo con te, Anna.
    E sono felice che tu mi abbia capito bene: non è certo mio merito se l’Italia ha dato i Natali a tanti geni, in tutti i campi. Me ne sono orgogliosa, ecco tutto.
    Sai? Mio padre era di Pirano d’Istria; a suo tempo sono andata a visitarla e mi sentivo parte di q

  148. iole prima ha detto:

    …quella terra, aspra e bella.
    Non faccio che cliccare commento all’articolo, mannaggia a me!
    Spero di leggerti ancora, Anna. Adesso devo pensare alla cena delle mie belve che, non so perché vogliono sempre mangiare buono e abbondante.
    Buonaserata, a te e a tutti.

  149. Fiora ha detto:

    @147
    Stefano siamo in parecchi a pensarla come te…. meno male!
    Equilibrio e sano distacco da fatti remoti che non è menefreghismo ma è unica premessa per piantarla con ste faide.
    A dirtela tutta, sono convinta che anche chi le fomenta sappia bene che oggi come oggi non hanno alcuna attualità , se non altro a fronte dei nuovi focolai di violenza di matrice islamica .
    Tornando a noi anch’io ho i miei valori, le mia tradizioni e cultura. Me li tengo in cuore, nel rispetto di valori tradizioni e cultura di ciascuno.
    ….e in quest’ottica “antifondamentalista” indistintamente in ogni campo, persino quello satirico,a nuovamente allargare il discorso a temi ben più attuali,spiacente, je ne suis pas Charlie.

  150. sfsn ha detto:

    tra iole fonda e anna me par de tornar ale elementari e sentir la mia maestra (fascista) che ne fazeva i pistolotti pieni de luoghi comuni sula patria e sul italia el più bel paese del mondo e su trieste italianissima e istria nobilissima…
    go za dà, son stufo de sentir sparade retoriche su base esclusivamente emozionale e no corroborade de un minimo de ragionamento

  151. Fiora ha detto:

    e alle due più ispirate laudatrices temporis acti mestamente sento di dire: per farmi bastare nel presente l’orgoglio per essere compatriota del divino contino di Recanati e del fecondo triplice sciacquatore dei sui panni in Arno e del Vate della città di vita, e del genio che scagliò il martello sul suo marmoreo ma muto Mosè e dell’ onnisciente ambidestro Genio da Vinci e di quant’altri che è perfino ozioso numerare, beh! dovrei chiudermi in casa ,non leggere i quotidiani ed evitare accuratamente di guardare i telegiornali.
    Io vivo nel 2015. detto con estrema mestizia. Oggi non mi sento orgogliosa di nulla

  152. sfsn ha detto:

    ps: iole fonda, tirime fora de dove che salta fora sta storia che l’austria gavessi volù impor lo studio del tedesco nele scole triestine. una flocia grande come una casa.

  153. anna ha detto:

    …….e mi dispiace per te,sono altamente antifascista,se proprio ti interessa sono dei VERDI,ciaooooo!

  154. anna ha detto:

    per iole prima

    sei andata a vedere il film:”Il giovane favoloso” di M.Martone sulla vita di Leopardi?
    è bellissimoooooo!

    per fiora

    non offendete il mio Giacomo!

  155. sfsn ha detto:

    mah,
    te sarà anche dei verdi, ma inconsciamente te fa ragionamenti che a mio avviso xe nazionalisti

  156. sara ha detto:

    @anna, io voto SEL ma quando leggo certe robe di italofoni che trasudano odio anti-italiano mi vine l’orticaria…sono dei reazionari nostalgici del governo militare anglo-americano o del cattolicissimo kaiser asburgico e conviene lasciarli cuocere nel loro brodo primordiale

  157. iole prima ha detto:

    sfsn
    ti te ga una sola fissazion: el nazionalismo. E pensar che nella mia vita no go trovado nissun più nazionalista de ti, che te bolli cussì i altri.
    Ah, siccome no me tegno in memoria (computeristica) tute le notizie, adesso me meto a zercar quela della decisione del sior Imperator Francesco Giuseppe de far studiar a scola el tedesco.
    A proposito: te savevi che el Furher Hitler Adolf iera austriaco de nascita?

  158. iole ha detto:

    @159 Tutti gli storici seri concordano sulle motivazioni che spinsero l’Italia a entrare in guerra nel 1915. Ad esempio si veda Mark Thompson. Dalla recensione pubblicata sul Guardian:

    Nationalists were not just bent on grabbing land for mercenary reasons, as Winston Churchill assumed when he dubbed Italy “the harlot of Europe”. They wanted a human sacrifice to save their country’s soul. As one of Cadorna’s corps commanders said, the massacre of infantry was a beneficent purge, “a necessary holocaust”.

    Thompson is wonderfully scathing about such necrophile nonsense, expressed most deliriously by the poet D’Annunzio and the Futurist Marinetti. They and their followers rejoiced in the vision of blood “spurting from the veins of Italy”. They glorified war as “the world’s only hygiene”. They welcomed the prospect of mass destruction and rape: “We shall ransack the mothers’ wombs with fire.” And they damned the ideals of liberalism, socialism and democracy, which was fit only for “democretins”. D’Annunzio, who compared the experience of battle to an orgasm, played a characteristically vicious role in the conflict, once ordering batteries to fire on a column of his compatriots who had been taken prisoner.

  159. iole prima ha detto:

    me scuso; ma chi ga inventado el commento? el se clicca de solo!

  160. iole prima ha detto:

    per sapere la storia scolastica e l’insegnamento del tedesco, cliccare sul sito inviato prima. Grazie.

  161. sfsn ha detto:

    xe vero, ameto, son nazionalista: son un patriota estone. E co penso ala nostra povera region de Petseri che xe estone ma che xe stada conquistada me vien de pianzer. Però dopo me consolo perchè penso ala nostra bela lingua estone, direta discendente del Ugro-finnico e che in base a sta lingua noi estoni gavemo el diritto de rivendicar la Finlandia, la Carelia, l’Ungheria e meza Asia, altro che sti slavi che xe rivai dopo. E Johann Voldemar Jannsen, altro che Shakespeare e Goethe: quel xe un poeta come dio comanda, perchè la cultura estone xe una cultura millenaria.
    Cossa? El periodo russo? No, quel no esisti.

    Ah, grazie de averme dito che Hitler iera austriaco, pensavo che el fussi bolivian… vara ti cossa che imparo de ti, iole…

  162. Fiora ha detto:

    @157
    “non offendete il mio Giacomo” ehhhh?! chiamarlo il divino Contino di Recanati ti suona offensivo Anna?!si prova a non essere beceramente inflazionate e si cercano definizioni appena appena meno abusate tu la prendi per lesa…Poesia? ‘ndemo dei! Comunque ne sappiamo tutti e tutto di Leopardi,cara Anna…non è proprio da iniziati citarlo e dirne mirabilie, del NOSTRO Giacomo!

    Ps:personalmente passo sopra a quasi tutto,fuorché alla faziosità e alla banalità.
    Va e non peccare più 😉

  163. anna ha detto:

    Saluto voi tutti,
    esco di scena (evviva direte voi!),qui non si può dialogare in serenità,tutto ciò che dico è sbagliato e insulso perciò vi auguro buon divertimento!

    P.S.Ciao Iole prima,piacere di averti conosciuta (seppur virtualmente)!

    Anna

  164. sfsn ha detto:

    iole, no vedo sto link sula “storia scolastica”: dove el xe che me fazo un do ridade?

    Iole vera: grazie del link a Thompson. Tra l’altro xe sai interessante el toco iniziale: “On several occasions, in gestures of mercy unique to this front, Austrian machine-gunners simply ceased fire. “Stop, go back!” they shouted, as the Italians tried to clamber over mounds of their fallen comrades. “We won’t shoot any more. Do you want everyone to die?”
    Pensavo che la scena che xe anche in Uomini contro iera inventada, inveze la se rifà a sto episodio evidentemente (te ga forse idea de dove che Thmpson ga trovà fora sto episodio?)

    Comunque, legendo Vivante e Sapelli mi me son fato l’idea che el motivo dell’entrata in guera dell’Italia iera efetivamente la conquista de Trieste, ma no per questioni nazionali o iredentistiche: solo perchè Trieste iera el concorrente comerciale più forte (e scomodo) per la portualità italiana. Bisognava anetersela per blocar el porto, in maniera de rivar a convogliar sui porti italiani i trafici che prima fazeva capo a Trieste. Se inoltre se rivava anche a cavarghe al Austria altri teritori e a indebolir ancora de più l’influenza austriaca sul Adriatico oriental, tuto ciapà. E sta roba xe quel che se ga puntualmente verificà: l’Italia se ga annesso de Trieste e el porto de Trieste se ga ridimensionà con una velocità che ga del incredibile.

  165. iole ha detto:

    @sfsn L’episodio è raccontato da Foresti, Morisi e Resca sulla base della testimonianza di un soldato italiano, Adelmo Reatti.

  166. sfsn ha detto:

    ullallà, che precision! grazie!

  167. iole prima ha detto:

    Gomamandado za prima. Se scomapri ancora vol dir che qualchedun no vol saver la verità; e chi la pensa cussì, xe proprio un povero gramo.http://it.wikipedia.org/wiki/Storia_di_Trieste

  168. maja ha detto:

    Niente popodimeno che it.wiki! Me stago rodolando.

  169. sfsn ha detto:

    ciò iole (finta),
    1. te sa come che funzia wikipedia? ghe pol scriver dentro chiunque, anche ti. E dopo te disi che “carta se lassa scriver”… internet no?
    Comunque te consiglio de leger sta bela analisi su come funzia wikipedia, sui suoi mecanismi e i sui colaboratori: http://www.wumingfoundation.com/giap/?p=19327 (anche se go la netta impression che no te lo legerà perchè xe tropo impegnativo).
    2. Le persone citade in nota come fonti nel toco de wikipedia iera ipernazionalisti, dunque poco credibili perchè ogni ocasion iera bona per dir peste e corna del Austria, magari inventando o esagerando. Gayda iera un nazionalista e dopo el xe diventà fascista, iera el diretor del Giornale d’Italia, dunque un fascista ben inserì nell’apparato. Par che el gabi anche contribuì a stender le leggi razziali. Tamaro iera un noto iredentista (e fascista dopo la prima guera); essendo un toco grosso del iredentismo el xe diventà el storico per antonomasia dela Trieste fascista: dunque più un propagandista che un storico vero. E anche Sestan durante el ventennio iera fascista, e comunque nel suo libro riguardo sta roba dele scole el cita Gayda e Tamaro per cui la fonte xe sempre quela, inattendibile.
    3. Sul sito che te citi ti xe scrito “esistevano le scuole primarie in cui l’insegnamento era tenuto nella lingua familiare (la lingua paterna ovvero materna) o meglio nella cosiddetta lingua d’uso adoperata abitualmente dagli studenti, ma che prevedevano comunque l’obbligo del tedesco come seconda lingua”. No me par che meter el tedesco come seconda lingua sia un tentativo de disitalianizzar Trieste. Semplicemente iera insegnado come adesso se insegna inglese o francese.
    “Le autorità imperiali cercarono di diffondere il più possibile l’insegnamento in lingua tedesca”: normale, el tedesco iera una sorta de lingua franca dell’impero e ai citadini ghe risutava utile conosserla. Ma questo no ga mai volù dir che le autorità gabi agì per sostituir l’italian con el tedesco, ghe ne passa, eccòme! Alora se adesso i aumenta le ore de inglese sarìa per inglesizzar Trieste e no perchè magari sto aumento rispondi a una reale necessità e convenienza per i studenti! Mio nono che iera del 1895 ga fato le magistrali in italian e el studiava anche un 3-4 ore de tedesco; mia nona (su moglie) che iera del 1893 gaveva fato el ginasio tedesco e la gaveva un 3-4 ore de italian.
    Niente a che veder con quel che xe sucesso dopo el 1923 quando l’Italia ga fato serar tute le scole slovene, croate e tedesche. Quei che ga impedì de usar la propria lingua xe stai i italiani.

    Ma tanto so che a fronte de ste mie precisazioni te inventerà qualche altra monada o te se rifugerà nela solita storia: ti no te sa, no te ghe ieri (ma perchè, ti sì? te son nata soto la Defonta e te se ricordi? alora complimenti per l’età, un poco meno per la memoria)

  170. Iole prima ha detto:

    Un solo commento: mi no te go mai insultado. Per cui el Iole finta tientelo per ti. Mi son iole ma prima, quela vera. Forrsdi la jole secondo xe solo che un troll. come che disi qualchedun parlando de mi.
    Sto fazendo una bela e interessante ricerca.
    Come mai a mi te me disi che go dito (e xe vero) che carta se lassa scriver, per meter in dubio quel che digo: ma a Maja, che me consiglia de consultar libri e no parlar tanto per parlar, no te ga ghe ga fato notar che carta se lassa scriver? Me parè proprio una congrega de gente che vol gaver ragion sempre e comunque. El che no servi afato a stabilir la verità.
    Saluti.

  171. iole prima ha detto:

    Me son riletas tutto q

  172. iole prima ha detto:

    Una sola constatazion: sbaglio, o l’argomento proposto dal sito xe “Quante volte è stata liberata Trieste?”
    A quanto par, no son mi che vado fora del seminato, eh?

  173. ufo ha detto:

    Sarà magari che l’argomento del post xe tropo facile: Trst xe stà ri-liberada ogni volta che qualchidun dopo ghe fazeva comodo una nova liberazion. Dopo che i ga disfado i cantieri e el porto xe finì come che xe finì, l’industria principal dela cità la xe la produzion de storia su scala industrial. Cora ogi se produsi più storie quà che che pelicole a Olivùd. E più de qualchidun se ga fato bei bori in sto modo, piutosto che andar lavorar.

  174. Stefano M. ha detto:

    Distinto signor sfsn ma perché non si limita ad un italia e iataliani m@@@a risparmierebbe un sacco di tempo suo e nostro e potremo solo godere delle sue interessanti e dotte opinioni. Ma un administratore non si accorge del continuo insulto dell’uomo 0 donna chi sa.

  175. Iole prima ha detto:

    Noto con piacere che é intervenuta anche gente che ragiona con la testa e non la tessera di partito.
    Per sfsn: carta si lascia scrivere in qualunque sito tu abbia voglia di scrivere. Pensi che le uniche garanzie che certe cose siano successe sia chi le ga viste de visu; e se supportate da documenti ufficiali siano senz’altro credibili.
    Cos’, invio, per chi avrà voglia di leggere, il risultato delle mie ricerche e della mia esperienze personale; e lo faccio in lingua italiana, perché non sempre il dialetto è compreso dai nostri connazionali; e non parlo di q

  176. Iole prima ha detto:

    70 – 6 dicembre 1914 – commento del caro sfsn.
    A Trieste, tra il 10 e il 12 luglio 1868, vi furono manifestazioni a favore della libertà d’insegnamento successive a una petizione firmata da 5.858 cittadini e presentata all’Inclito Consiglio della città, in cui si richiedeva il diritto di usare la lingua italiana nelle scuole statali. Tali manifestazioni degenerarono in scontri e violenze nelle principali strade cittadine, con gli sloveni locali arruolati fra i soldati asburgici, che provocarono la morte dello studente Rodolfo Parisi, ucciso con 26 colpi di baionetta e di due operai Francesco Sussa e Niccolò Zecchia.[36] A testimonianza del carattere acceso assunto dalla questione scolastica, va ricordato che si ebbero ancora altri violenti scontri. Nel 1913 vi fu un modesto tafferuglio presso la Scuola Superiore di Commercio Pasquale Revoltella fra studenti italiani e slavi, legato ad una questione linguistica. La società universitaria slovena Balcan decise d’intervenire, in teoria in segno di protesta, cosicché pochi giorni più tardi (13 marzo del 1913) vi furono altri scontri, di una gravità ben superiore ai precedenti, che provocarono la morte di uno studente italiano colpito da una pallottola nel corso di una sparatoria.[37]
    Altro punto della questione scolastica che provocò duri contrasti fu la richiesta di consentire la istituzione di una università in lingua italiana a Trieste. La domanda era stata avanzata sin dal 1848 ed era divenuta più pressante dopo il 1866, giacché gli studenti triestini (ed in generale gli Italiani che erano sudditi di Vienna) vedevano ora frapporsi la frontiera fra loro e l’università italiana di Padova, in cui in precedenza era soliti recarsi a studiare. Lo stato centrale austriaco riconosceva in linea di principio la legittimità della richiesta di istituire un’università italiana a Trieste, ma negava la concessione sia per il timore di scontentare il gruppo sloveno o di vederlo avanzare una richiesta analoga, sia perché prevedeva che un centro culturale e di studi di tale tipo avrebbe finito col rafforzare l’irredentismo italiano.[38]
    Pare proprio che l’Austria non fosse la più grande e aperta benefattrice della popolazione triestina di lingua italiana, vero?

  177. Iole prima ha detto:

    99 – 7 dicembre 2014 – Caro sfsn
    sfsn
    7 dicembre 2014 alle 16:22
    Iole Fonda,
    i siti su internet se fa scriver, le fonti xe libri e documenti.
    Mi personalmente ghe consiglio de leger “Trieste 1941-1954. La lotta politica, etnica e ideologica”, edizioni Mursia. Ma sicome xe scrito de un sloven (Bogdan Novak, prof. emerito all’Università de Toledo – Ohio) e lei inveze la pica coi amici de Menia, son convinto che no ghe anderà ben.
    Dito questo no ghe rispondo più perchè lei no la scolta e no go intenzion de butar via el mio prezioso tempo. Chiudo con una perla de sageza furlana: “L’è inutil insegnai al mus, si piart timp e si infastidis la bestie”
    Toh, e mi che credevo che anche i libri se lassassi scriver! E per dir: te me calcoli come che te xe ti, sfsn, che te par picar per el Bogdan Novak perché el fa zogo ale tue tesi, e alora el xze credibilissimo, anche se el suo xe un libro e no un documento, per dir, cussì, sora le parti?

  178. Iole prima ha detto:

    sfsn
    17 dicembre 2014 alle 22:19
    me iero ripromesso de no risponderte più, perchè xe tempo perso, visto che no xe una volta che te ga risposto a tono ale obiezioni dei “compagni”.
    Desso te tiri zimento senza nissun tipo de costruto, solo per el gusto de ciol pel cul: ritiro tuto quel che gavevo pensà de ti al comento #33 (“grazie perchè te esprimi el tuo punto de vista senza agressività”) e tiro la conlcusion che te son solo una provocatrice fascista senza la minima capacità de aprofondir i argomenti che ti stessa te tiri fora per prima.
    Che persona sgradevole.

    Te credevo uno che opponessi documetazion certa, sfsn; ma vedo che quando no te sa più dove rampigarte, un bel “te son solo che una provocatrice fascista senza la minima capacità de aprofondir i argomenti ecc. ecc.”. Dimmi, uomo fatto di verità e cervello, perché non usi ne questa ne quello? Ti credevo anch’io una persona che, indipendentemente dalle idee diverse dalle tue, sapesse ragionare anche su argomenti ostici. Mi sono sbagliata, e mi rimetto al tuo gentile commento rimandandolo al mittente, ma in lingua, no in dialetto friulano: “E’ inutile insegnare al mulo, si perde tempo e si infastidisce la bestia”.
    Chissà perché, penso che la “Bestia”, alle volte, è più razionale del maestro.
    Cari saluti

  179. Iole prima ha detto:

    sfsn
    19 gennaio 2015 alle 18:12
    tra iole fonda e anna me par de tornar ale elementari e sentir la mia maestra (fascista) che ne fazeva i pistolotti pieni de luoghi comuni sula patria e sul italia el più bel paese del mondo e su trieste italianissima e istria nobilissima…
    go za dà, son stufo de sentir sparade retoriche su base esclusivamente emozionale e no corroborade de un minimo de ragionamento

    Cara la mia maestra Zavadlal! Pensa, sfsn, il fascismo le aveva lasciato portare quel cognome, certamente non italiano. Andavo a scuola in Via D’Annunzio; bei tempi!
    Ma dimmi, tu saresti quello che ragiona? Certo, ma solo se l’argomento ti aggrada e l’interlocutore rinuncia alle sue convinzioni per adottare le tue; che, tra l’altro, non sono mai suffragate da documentazione certa. Cari saluti.

  180. Iole prima ha detto:

    sfsn
    19 gennaio 2015 alle 19:06
    xe vero, ameto, son nazionalista: son un patriota estone. E co penso ala nostra povera region de Petseri che xe estone ma che xe stada conquistada me vien de pianzer. Però dopo me consolo perchè penso ala nostra bela lingua estone, direta discendente del Ugro-finnico e che in base a sta lingua noi estoni gavemo el diritto de rivendicar la Finlandia, la Carelia, l’Ungheria e meza Asia, altro che sti slavi che xe rivai dopo. E Johann Voldemar Jannsen, altro che Shakespeare e Goethe: quel xe un poeta come dio comanda, perchè la cultura estone xe una cultura millenaria.
    Cossa? El periodo russo? No, quel no esisti.

    Ah, grazie de averme dito che Hitler iera austriaco, pensavo che el fussi bolivian… vara ti cossa che imparo de ti, iole…

    Ti dirò, sfsn, temevo che in tutta questa folla di personaggi famosi ti dimenticassi del nemico numero uno Adolf Hitler; o non era lui, il nemico? Chiedo scusa.
    Però mi stai sempre più convincendo che essendo quel che sei ti senti in diritto di rivendicare tre quarti del mondo esistente, se non tutto. E, finalmente, ammetti di avere anche tu la più obrobriosa qualità che affibbi agli altri: il pestifero nazionalismo.
    Spe
    Speriamo che non ti legga qualche Romano o Greco che, per diritto di precedenza, potrebbe vantare gli stessi diritti.
    Con affetto Iole Prima

  181. Iole prima ha detto:

    Volevo anche chiarire che non ho mai inteso togliere il “primato” del nome alla mia omonima.
    Avrei gradito che fin dall’inizio qualche utente gentile mi avvertisse che esisteva una mia antesignana; perché, cari e gentili amici del sito, non c’era alcun cenno del nome suddetto.
    Altrimenti avrei scelto un altro nick.
    Cordiali saluti.
    Iole prima

  182. Iole prima ha detto:

    Qual’è l’argomento che questo sito invita a trattare?
    Con buona parte di chi è stufo di sentirlo citare, l’argomento é: “Quante volte é stata liberata Trieste?”
    Dunque, ogni riferimento non trattante questo argomento risulta non in linea con l’intenzione del sito.
    Per quanto riguarda la provenienza delle notizie, non basta affermare che sono false; bisogna dimostrarlo fornendo le fonti che affermano e dimostrano il contrario.
    Altrimenti tutto q

  183. Iole prima ha detto:

    Altrimenti tutto questo “ciacolar” è inutile.
    Altra considerazione: Il sito nelle sue comunicazioni e nell’indicare ilo tema de discorso, usa la lingua italiana; questo permette anche a chi non è Italiano di poter richiedere la versione nella sua lingua, no?
    Non consta che i dialetti possano essere tradotti.

  184. iole prima ha detto:

    Caro sfsn,
    Leggo che la tua maestra delle elementari ti faceva la predica persuasiva parlandoti del Duce e dell’Italia come del non più ultra, ecc. ecc. Dimmi un po, ragazzino, poco poco tu devi avere 76/77/78 anni, se sei riuscito a frequentare le elementari quanto ancora vigeva l’Italia fascista.
    Ti do il benvenuto tra i vecchietti, da Fiora definiti affetti da canizie; non so tu, ma io ho ancora tutti i miei capelli in testa.
    E poi, se questo serve a ispirare rispetto presso i più giovani, ben venga anche la canizie.
    Fiora? Tu nel 1954 avevi suppergiù quattro o cinque anni, (non di più, credo, se tuo padre che ti portava sulle spalle in quel fatale giorno del 1954 era un uomo di corporatura normale); dunque, se facciamo il conto da 1954 a 2014 dovresti avere sessant’anni.
    Ancora una “giovinotta”, in confronto a me e sfsn. Vedrai, constaterai che non sono gli anni che ci invecchiano, ma il disinteresse per quanto ci circonda e per i fatti che accadono.
    P<rola di Iole (la prima)

  185. Iole rpima ha detto:

    http://archiviostorico.corriere.it/1993/febbraio/25/cinquecento_metri_cubi_morti_tutto_co_0_93022512592.shtml
    Devo confessare: con mia sorpresa ho notato in questo stesso sito la relazione sulle foibe di Trieste e del Carso tutto. Presumo che si possa dar credito al Corriere di avere provveduto a fare una giusta cronaca degli avvenimenti di cui si parla; nota, sfsn, che non è farina del sacco di Wikipedia, sito che tu stimi menzognero; o anche in questo caso tutto è falso?

  186. carramba che sorpresa ha detto:

    @187 Dai dai, Lojze, dacci un taglio.

  187. iole prima. ha detto:

    Caro Lojze,
    Scusami, non ho capito a chi ti riferisci; e anche controllando, non ho trovato alcun Lojze.
    Potresti sciogliere l’arcano e spiegarmi chi è Lojze? Te ne sarei grata.
    Cari saluti
    Iole prima

  188. iole prima. ha detto:

    piccola aggiunta per Carramba che sorpresa.
    Vedi, Carramba, sfsn ritiene credibili i libri solo se sono della sua specifica idea; ma sopratutto ritiene un sito bugiardo wikipedia.
    E’ per questo che mi sono sorpresa di trovare coesistenti in questo sito un Giornale che scrive cose non troppo gentili di Tito e della sua repubblica; fatto salvo il diritto per il sito di trattare ogni argomento che ritenga utile a sbrogliare la matassa per consentire finalmente una risposta alla domanda che lo questo sito propone: quante volte è stata liberata Trieste? Alla quale si giunge solo individuando chi l’ha davvero liberata e chi invece l’ha massacrata.
    In un secondo tempo, sarebbe utile individuare il motivo che hanno spinto le etnie che hanno fatto parte (volenti o nolenti non si sa) della Repubblica federativa Jugoslava, a fare una guerra (1991/1995) contro tale Repubblica per liberarsi del suo abbraccio ed essere alfine indipendenti.
    La morte di Tito Josip Broz ha scatenata desideri di libertà, mi pare. Ne consegue che non era amato.
    Solo una piccola aggiunta: io non odio nè gli sloveni, nè i croati, ne i macedoni….eccetera eccetera. E sono italiana da sempre.
    Scusa la lunghezza del ragionamento; ma la chiarezza è fondamento della buona fede.
    Ciao

  189. Iole prima ha detto:

    Noto: i miei due ultimi interventi per rispondere a carramba sono spariti. Non è molto democratica, la faccenda, vero?
    Quoto: (come direbbe Fiora) pur se soltanto un sospetto, è consentito che io ce l’abbia: forse iole l’altra. che mi pare di aver capito è la responsabile del sito, potrebbe gentilmente illuminarmi su q

  190. Iole prima ha detto:

    comincio a credere che il responsabile della pubblicaz<ioni dei vari commenti sia Speedy Gonzales:
    manco ho premuto

  191. Iole prima ha detto:

    ecco appunto. Finisco la frase: manco ho premuto per inviare il commento, che questo se ne scappa incompleto.
    Ma fa niente: sono pensionata, e tempo ne ho.
    Buona cena a tutti.

  192. Fiora ha detto:

    Alla c. a.della signora Iole F.
    1)
    “quoto” è termine comunissimo tra i web people. Neologismi ne ho creati a bizzeffe in questo spazio virtuale, ma non mi faccio bella con penne che non m’appartengono.
    2)
    ero più imberbe quella volta in Piazza, tant’è vero che ho tirato un infantile rigurgito in capo al babbo che mi reggeva sulle ampie spalle…
    3)
    ” Canizie” ho scritto e non calvizie! Un tanto per ribadire che se Lei avesse ancora i Suoi capelli in testa, come orgogliosamente dichiara ,sarebbero canuti ed invitavo al rispetto dovutoLe.
    … canizie che dovrebbe consigliarLa a non fantasticare di complotti capeggiati da tale Iole primitiva, da Lei ritenuta nientepopodimeno che “responsabile del sito”. Pigli dimestichezza col mezzo elettronico e vedrà che i sospetti di congiure ai Suoi danni cadranno da sé.
    4)
    Visto che ha appurato che Lei la prima NON è, farebbe bene a cambiarsi nick altroché! suggerirei ITALIOLE. Nomen omen,no?! per nulla sfottente, del tutto diversificato dalla Iole primaria…insomma tuto pulito e in massimo ordine.
    5)
    Lojze, se Ioleprima te son de novo ti, no fa el mona e palesite. Ogni bel balo stufa 😀
    in caso contrario, STIA SERENA, ITALIOLE!

  193. Iole Prima ha detto:

    Cara Fiora
    Confesso: ho preso (credo per la fretta) canizie per calvizie; mi scuso, Fiora.
    Il fatto è che, a mia parziale scusa, non solo non patisco di canizie ma neanche di calvizie. Nel senso, i miei capelli sono numerosi e del colore del lontano tempo in cui sono spuntati sulla mia testolina di piccola curiosa del mondo; senza nessun mio merito o colpa tingereccia.
    In quanto al nome, non lo cambierò di certo; per questa rubrica mi ritengo la prima Iole che sia intervenuta nell’arena della discussione.
    In quanto a Lojze, sono pronta a giurare che lui non è me; ma non ti sembra una vera e propria aggressione la tua? Uno non può dissentire? Dire “dacci un taglio” non mi pare un’insulto, no? E’ soltanto un’opinione contraria, e le discussioni avvengono, per l’appunto, tra persone che esprimono opinioni contrarie.
    Un saluto a tutti; e ringrazio Fiora per la fantasia che ha messo nel trovarmi un altro nome. Ma io, quando decido in un senso sapendo dalle informazioni assunte che non offendo o copio qualcuno, non ritengo di dover tornare sulle mie decisioni.
    Iole Prima

  194. Fiora ha detto:

    mi spezzo ma non mi piego, Iolecara? fa tu ! se preferisci in2 tochi pitosto che… riformata. ma fidati! La Ioleprima è quella all’estremo opposto e c’era già moooolto prima di te e già ci scambiavamo frecciatine velenose di stampo ideologico, pur ammirata io della sua innegabile preparazione.
    Bene avevi fatto cara Iole (quella vera!)a chiarire ,vardè che no son mi questa! m’era parso un eccesso di superfluo garantismo per te…ora col senno di poi ti do ragione.
    Quanto a te ,donna Iole F. ci sia canizie e/o calvizie sul tuo capino,io alla tua veteroinfantile testardaggine m’inchino…perché diversamente da te, anziché spezzarmi, davanti alle altrui veritiere precisazioni su preesistenti nominativi (e non soltanto!) io con facilità mi piego …per ora che reumatismi ancora non ne avverto!

  195. Fiora ha detto:

    ..ma due sommessi consigli me li permetta, Donna Iole- mai- stata-la prima.
    Il primo. non mi legga con occhio disattento e conseguentemente non parli di calvizie laddove scrivo canizie ma quel che è peggio di “insulti” quando scrivo se sei Lojze piantala e PALESATI (a Lojze! Chi la insulta? Lei che c’entra, cara?!) Non mi legga affatto piuttosto,no?!
    Il secondo. Non indulga continuamente a dettagli autobiografici Suoi e altrui. Il bello di sti posti è che dei trascorsi , del presente e del futuro di ciascuno, non gliene frega un granché a nessuno…com’è ovvio!
    Io stessa pur veterana , la cortina del mio privato l’ho sollevata solo di recente e con estrema lievità.
    NO GHE NE POL FREGAR DE MENO A NISSUUUUUN, Iole F.

  196. Italo ha detto:

    Come pensa di onorare ” Bora.la ” la giornata del ricordo delle foibe e dei 350.000 esuli Italiani , dando spazio a chi non accetta i fatti o li mistifica ridimensionandoli o addirittura li nega ?
    Bene , questo sarà il mio unico intervento . Onore – 10 Febbraio 1047 , perchè non mi voglio confrontare con nessuno . Sarebbe una sterile polemica sui nostri morti e sugli esuli che non accetto di principio .

  197. Iole prima ha detto:

    Mi dice allora, cara signora Fiora, cosa scrive a fare in questo sito? Ha letto, si, l’argomento base che è lo scopo del medesimo? E, per favore, da brava triestina non si impicci dei fatti altrui; nello scegliere di entrare a far parte dei commentatori di questo sito io non ho copiato nessuno. Stava a voi, pluridemocratici e attenti alla forma, farmi presente che esisteva un’altra iole; adesso è troppo tardi. E del resto, constato che la iole minuscola, se davvero è stata la prima, non viene da me danneggiata.
    Dà piuttosto l’impressione che se ne freghi, della qual cosa non mi cale affatto.
    Cari saluti.
    Iole PRIMA

  198. Iole prima ha detto:

    Caro Italo,
    stanne certo, dei frequentanti di questo sito almeno due, Iole e Italo, non dimenticheranno di volgere il pensiero a tutti coloro che, prelevati dalle loro case di Venezia Giulia, Istria e Dalmazia, sono scomparsi nel nulla.
    Il Governo Militare alleati, a suo tempo, ricevette 1.700 denunce di prelevamento e scomparsa di cittadini triestini che non hanno mai più fatto ritorno a casa.
    Vivono ancora, nel cuore dei loro cari e di tutta la gente che ha memoria.
    Iole Prima

  199. Fiora ha detto:

    @201
    …se non m’avesse citata parecchie volte nei suoi ultimi interventi, l’avrei completamente ignorata come hanno finito per fare tutti gli altri, Iole Fonda.
    Ha scambiato uno straccio di considerazione per voglia d’impicciarmi nei fatti suoi, mentre semmai è stata lei esaustiva,dei propri e di quelli altrui.
    Anzi! come detto, la scontrosa grazia mi permea al punto da concepire fastidio per chiunque si dilunghi nella peraltro rispettabile attività di esternare il privato…
    Il richiamo a restare in tema appartiene alla mia infanzia di commentatrice in questo spazio di notizie e opinioni .
    Ho imparato che esaurito il tema, le giravolte sono comuni , nonché fonte d ‘arricchimento ed instaurano confidenza…quella che forse con i suoi accigliati sermoni lei non cerca…
    Mi viene quindi conseguente girare a Lei il poco simpatico quesito : cosa scrive a fare in questo sito?

  200. Iole prima ha detto:

    In occasione della rimembranza dei morti della Venezia Giulia e della Dalmazia attinenti l’occupazione titina del 1945, desidero ricordare anche le vittime delle guerre Jugoslave del 1990/1995, che il buonsenso ritiene morte e non scomparse, dopo ben vent’anni di assenza.
    Il giudizio sui colpevoli della strage può essere soltanto di condanna.

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    Dichiarazione a quattro sugli scomparsi nelle guerre jugoslave
    ita
    30/08/2014
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    Persone scomparse
    I presidenti di Serbia, Croazia, Montenegro e Bosnia hanno firmato ieri a Mostar una dichiarazione, in cui ribadiscono l’impegno dei propri paesi nel ritrovare e identificare le vittime dei conflitti nell’ex Jugoslavia, i cui resti non sono ancora stati rinvenuti. Il servizio di Francesco Martino per il GR di Radio Capodistria [30 agosto 2014]
    Secondo le stime, sono ancora più di dodicimila le vittime dei vari conflitti che – negli anni ’90 – hanno accompagnato la dissoluzione della Federazione jugoslava. Un problema che rappresenta una delle eredità più dolorose di quegli eventi, e che pesa ancora in modo evidente nei rapporti tra gli stati della regione.
    Ecco perché la dichiarazione firmata ieri a Mostar dai presidenti di Serbia, Croazia, Montenegro e Bosnia-Erzegovina rappresenta un passo importante – soprattutto a livello simbolico – nel processo di rimarginazione delle ferite lasciate aperte dalla guerra.
    Obiettivo del documento è quello di stabilire una cooperazione tra gli stati firmatari sulla localizzazione e l’identificazione delle persone scomparse durante il conflitto.
    Una questione che resta particolarmente sentita in Bosnia, dove all’appello mancano ancora più di ottomila persone. Bakir Izetbegović, attuale leader della presidenza tripartita bosniaca, dopo la firma ha definito l’occultamento di vittime “un crimine orrendo”. “Risultati positivi nel ritrovamento ed identificazione di persone scomparse in Bosnia possono rappresentare un esempio per tutta la regione, ma anche a livello globale”, ha poi aggiunto Izetbegović.
    Il presidente croato Ivo Josipović ha definito gli scomparsi come “una questione di verità e giustizia”, mettendo l’accento sul fatto che una soluzione può essere trovata soltanto attraverso la collaborazione di tutti gli stati coinvolti. Secondo Amnesty international, a tutt’oggi sono quasi duemila i cittadini croati di cui si sono perse le tracce in seguito alla guerra.
    Vai al sito di Radio Capodistria

  201. Fiora ha detto:

    se non le risponderò più, si consideri pure…la Prima! a certa gente basta così poco per essere contenta.
    e pensare che quanto a senso d’ appartenenza e valori condivisi eravamo in parallelo… (sapesse della mia torta del centocinquantenario ,ah Maja?!)mai vicine però,perché il Suo porgersi astioso non mi appartiene

  202. Tergestin ha detto:

    Ma chissenefrega dele paturnie de Iole prima.
    Lassela che la se cuchi la solita passerella del 10 febbraio e no ste filarvela piu’. Don’t feed the ttitroll….

  203. maja ha detto:

    ghe ne gavemo visti de casi disperati qua dentro, ma un compagno come questo…
    o la xe per bon fora come un pergolo o la xe un troll sopraffino, altre spiegazioni no xe.

  204. Stefano M. ha detto:

    Spesso accade che chilapensa in maniera diversa sia tacciato da folle.

  205. maja ha detto:

    “pensar” nel caso specifico me par un parolon. piuttosto “parlar a vanvera senza capo nè coda” me par un’ espression più rispondente alla realtà dei fatti.

  206. Iole prima ha detto:

    Vero, Stefano.
    Astiosa, paturnionsa, disperata…. sono curiosa di conoscere altri nomignoli affettuosi e rispettosi (mai usano maleducazione, quì, è contrario alla loro natura).
    Mah. Mai stata così bene, io.
    Ma non è un merito, star bene. Se posso, però, considero un segno di rispetto e di giusta valutazione “usare” il sito per la ragione per la quale è nato. E la ragione sta proprio nel “Quante volte è stata liberata Trieste?” . E mi chiedo: perché mai non sta scritto “Quante volte xe stada liberada Trieste?” Risposta: perché é d’uso usare l’Italiano e non il dialetto, nelle comunicazioni ufficiali, no?
    Mi piace il mio dialetto; ma sono convinta che:
    1) sia uno dei dialetti delle molte regioni italiane (mai sentito parlare sardo? Bravo chi ci capisce qualcosa; forse per questo sanno bene l’italiano).
    Qualcosa dunque unisce tutte le regioni d’Italia: la nostra lingua madre.
    Buona cena a tutti.
    Iole prima la Folle (eh eh eh).
    Oh, dimenticavo maja: birichina, sono sorpresa. Mi pare quasi che parli a vanvera, pensa te! Davvero non riesci a distinguere il capo dalla coda, se leggi la nostra madre lingua? Forse se invece di coda dici capuzera, ce la fai, sai?

  207. Iole prima ha detto:

    Che sventata! Adesso mi mettete al muro?
    Ho confuso la coda con il capo! Eppure mica sono “scavezada in colomba!”
    Capuzera è la Testa. E adesso mi tormento: come si dice Coda, in triestino? Aiutatemi!

  208. Fiora ha detto:

    questa commentatrice neo catapultatasi con reiterati interventi a gamba tesa è riuscita a compiere il miracolo della unificazione pressoché totale dei punti di vista.
    Checché si pensi circa il numero delle liberazioni dell’amato capoluogo, appariamo invece concordi nell’auspicare la liberazione dalla commentatrice in oggetto.

  209. john remada ha detto:

    Bè … i casi del ricercatore e di gigi l’immortale sono imbattibili ….

  210. sfsn ha detto:

    classifica dei casi umani:
    1. Lojze (Luigi veneziano, io vorrei, baziloto, Luigi…)
    2. Pap (Pier Alberto Possati)
    3. Iole (Fonda)

  211. Pier pap ha detto:

    Mi hanno segnalato che sono stato insultato nuovamente , a distanza di tanto tempo , con l’appellativo di ” caso umano ” . Siccome non c’è stata nessuna provocazione da parte mia , questo signore va ripreso dalla direzione di ” bora. la ” , in quanto responsabile delle diffamazioni a mezzo mail . Porgo Buon 10 Febbraio .
    N.B . . questo breve intervento è solo a difesa della mia onorabilità e non avrà più seguito .

  212. Fiora ha detto:

    @215
    propongo corte marziale! 😀 😀 😀

    Pierpap, oggi come oggi essere definiti “umani” sia pure in accoppiamento col sostantivo “caso” mi appare il migliore dei distinguo.
    Un tanto per essere diversificati dalle bestie feroci che in nome di un dio ogni giorno stanno scannando umani di buona volontà.

  213. Iole prima ha detto:

    Fiora,
    di solito, quando si parla di caso umano, nel 99 per cento dei casi di unisce un bel “pietoso”.
    Se Pierpap, che mi era fino ad ora sconosciuto, ha ritenuto di essere stato offeso, una ragione deve esserci.
    Per chiarire se ci sia intento offensivo o no, è davvero d’uopo che la direzione chiarisca.
    Ritengo inoltre che anche maja si sia resa “responsabile” di insulto nei mie confronti ( interventi 207/209), definendomi “caso disperato”, che sono “fuori (evidentemente di testa) come un pergolo” e che “parlo a vanvera senza capo ne coda”.
    Il tutto perché, non potendo contestare quanto dico, ricorre alla vecchia arma del “no la sa cossa che la disi”? E’ una risposta furba (da troll?); io non stimo i furbi, perché in genere sono bugiardi e disonesti. Non emetto opinioni su maja, la conosco ancora troppo poco per farmi un’idea sulla sua onestà intellettuale; ma gradirò molto che mi desse una spiegazione.
    E’ così che si risolvono i problemi.
    Noto inoltre ( o quoto? Scegliete voi) che altre persone, non allineate alle vostre idee (che. comunque, avete la libertà di esprimere, così come deve permettere a tutti il sito) hanno fatto, o rifatto, capolino in questo contesto. Mi è venuta una strana idea: evidentemente c’è chi frequenta il sito pur non intervenendo. Tanto per non fare nomi: Italo, Pierpap, Stefano. Altri? Speriamo.
    Questa, a casa mia, si chiama democrazia: ognuno esponga le sue idee, se può le conforti con prove ma sopratutto, non venga etichettato con epiteti offensivi, come invece alle volte succede da parte di frequentatori molto molto assidui, che alle volte mi paiono ritenersi padroni del sito.
    Tornando alle prove che si possono fornire, vi invito rispettosamente a leggere “Storie delle terre Eurorientali” che ho inviato a Red@Bora.la. Sono citati parecchi documenti ufficiali.
    Ah. Fiora, vorresti spiegarmi perché ti sei irritata che io abbia fatto cenno al tuo quoto? Era un’espressione che non conoscevo, ecco tutto. E non darti pena di rispondermi se io ti cito a qualche proposito: visto che non insulto mai nessuno, la scelta di controbattere o no è solo tua.
    Così come non sapevo cos’era un “troll”, maja.
    Ho chiesto lumi ai miei nipoti e ora lo so; e so che le sue “virtù” sono ben diverse dalle mie. Come già detto, non amo i furbi, e ritengo che sia più apprezzabile una brutta verità che una bella bugia.
    Mi scuso della lunga esposizione; e vi saluto cordialmente.
    Iole Prima

  214. Fiora ha detto:

    @Maja
    in una delle nostre arroventate (ma accidenti, stimolanti!) discussioni mi avevi fatto notare e riflettere che l’orientamento sessuale non era per forza correlato alla propensione per la lirica.
    Avevi ragione.Effettivamente dire che l’ omosessuale è di norma melomane equivale a intruppare una categoria di persone ognuno con le propria individualità .
    Vale per noi italianissime. Non necessariamente siamo tutte in ugual misura didascaliche polemiche e sgradevoli
    😉

  215. john remada ha detto:

    Non prendertela Pap….un piazzamento dietro al veneziano e al ricercatore è come una vittoria, quei due non si battono !

  216. Fiora ha detto:

    ” non tutte noi italianissime siamo in ugual misura didascaliche,polemiche e sgradevoli…”con riferimento al post 218, of course, Maja!

  217. maja ha detto:

    come che disevo, no xe speranza, anche se devo darte atto che certe italianissime quelche volta le xe disposte a riveder le proprio posizioni. 😉

  218. Iole prima ha detto:

    Ma certo che esiste “Storia delle terre orientali”, cara Iole seconda. A meno che tu non la consideri inesistente perché l’autore non ti è gradito, naturalmente.
    Se interessa a qualcuno gliela invio. Va bene così?
    Iole Prima-
    Post scriptum:
    Sei una persona che ha mansioni dentro al sito, iole? Mi sarei aspettata una smentita del responsabile, a dire il vero. Di solito si usa così, no?
    Cari saluti.

  219. iole ha detto:

    @223 Adesso è diventato “Storia delle terre orientali”. Comunque non esiste nemmeno quello.

    https://www.google.it/search?q=%E2%80%9CStoria+delle+terre+orientali%E2%80%9D&btnG=Cerca+nei+libri&tbm=bks&tbo=1&hl=it

  220. iole ha detto:

    p.s. La prima volta che sono intervenuta in questo blog è stata nel 2009

    https://bora.la/2009/12/17/processate-subito-luca-tornatore/#comment-165156

    per cui se vuoi continuare con questa stucchevole pantomima su chi si sia firmata iole per prima, continua pure. Nessuno te lo proibisce. Però renditi conto che stai facendo una figura penosa.

  221. Fiora ha detto:

    @225
    ci siamo punzecchiate negli anni su diversità ideologiche, cara Iole, ma sulla “stucchevole pantomima” della veteroinfantile omonima mi trovi perfettamente d’accordo.
    Meglio una preparata divergente come te ,che una petulante onniprovocatrice convergente…

  222. Fiora ha detto:

    @223
    Per quanto attiene strettamente a me non ho più freschezza di replica. Però chi scrive pubblicamente si aspetti repliche da chiunque , sia pure non direttamente interessata.
    Con riferimento al reiterato “sei una persona che ha mansioni dentro al sito ” provocatoriamente rivolto a Iole l’originale, osservo che chiunque legga e commenti “ha mansioni dentro al sito”.
    …Un sentito grazie alla Redazione che lo consente, monitorando in punta di piedi nel rispetto della libertà di tutti di piazzare persino lusinghiere baggianate come l’ipotesi succitata.

  223. Fiora ha detto:

    quanto alla commentatrice che s’intestardisce nel suo diritto di primogenitura di un nick, qualora rivendichi per sè “mansione nel sito” di memoria storica, bene sarebbe che interagisse con maturità ed abbandonasse la spocchia.
    Detto da italianissima che non chiederebbe di meglio che allinearsi…

  224. effebi ha detto:

    mai avrei pensato di arrivare a rimpiangere fdc

  225. Iole prima ha detto:

    Mi scuso per la lunghezza e per gli eventuali errori; e spero vorrete leggere fino in fondo. Grazie.

    Storia delle terre Eurorientali.
    Trieste dagli albori ai giorni nostri.
    1 -E’ nata in epoca preromana
    2- Subì varie dominazioni diventando, nel 1382, libero comune che si associò al Regno degli Asburgo.
    3 – Fu incorporata al Regno d’Italia nell’anno 1918 in seguito alla guerra persa dall’Austria e vinta dall’Italia.
    4 – Diventò territorio libero dopo il secondo conflitto mondiale (1939/1945).
    5 – Restò tale fino al 1954, anno in cui il Memorandum d’intesa decise la sua unione all’Italia anche se, inizialmente, come città amministrata.

    Censimento austriaco del 1910
    Su un totale di 229.510 abitanti del Comune di Trieste (comprendente anche una serie di località limitrofe del centro e dell’altipiano) si ebbe, a seguito di revisione, la seguente ripartizione sulla base della lingua d’uso degli abitanti:
    118.959 (51,8 %) parlavano italiano.
    56.906 (24,8 %) pR4LAVANO SLOVENO
    11.856 (5, 2%) POrlavano tedesco
    2.403 (1 %) parlavano serbocroato
    779 (0,3 %) parlavano altre lingue.
    Inoltre, 38.597 (16,8 %) erano cittadini stranieri (non stabilmente residenti a Trieste) ai quali non era stata richiesta la lingua d’uso, tra i quali:
    29.639 (12,9 %) erano cittadini italiani
    3.773 (1,6 %) erano cittadini magiari.
    I 29.639 erano cittadini italiani nati nel Regno d’Italia (Regnicoli), mentre le colonie più numerose provenivano dalla Contea Principesca di Gorizia e Gradisca(22.192 abitanti censiti);
    dall’Istria (20.285 abitanti censiti). Ne consegue che la lingua italiana era parlata da 118.959 più 29.639 persone, cioè il 64 per cento degli abitanti italiani a Trieste, sotto il dominio austriaco..

    La questione scolastica
    Nella così detta lingua d’uso abitualmente usata dagli studenti si prevedeva comunque l’obbligo del tedesco come seconda lingua; nelle scuole secondarie, a Trieste, avevano come lingua d’insegnamento quella usata dalla maggior parte della popolazione (italiano)e la lingua ufficiale amministrativa dell’impero (il tedesco).
    Trentacinquemila circa sarebbero state le espulsioni d’italiani regnicoli nel decennio dal 1903 al 1913, dovute ai decreti del luogotenente Corrado di Hoenlohe.
    Le direttive italofobe del governo imperiale furono repressive e discriminatorie a danno degli italiani di Trieste e contribuirono in modo importante alla diffusione delle idee irredentiste della comunità italiana.
    Il 23 maggio 1915 vennero incendiati, da dimostranti filoaustriaci, oltre alla Sede della Lega Nazionale, il Palazzo Tonello dove si trovava la redazione del quotidiano irredentista “Il Piccolo” e l’edificio della Ginnastica Triestina”, associazione sportiva irredentista.

    Tribunale speciale della difesa dello stato (1926/1943).
    L’entrata in guerra dell’Italia a fianco della Germania nazista, nel giugno 1940, comportò per Trieste contrasti che si acuirono con il protrarsi del conflitto. L’aggressione italo-tedesca alla Jugoslavia nella primavere del 1941 riaccese inoltre la resistenza slovena e croata in Venezia Giulia, sopratutto a partire dal 1942.
    Gli eventi bellici e, in taluni casi, una deliberata politica terrorista delle truppe tedesche e italiane nei confronti delle popolazioni slovene e croate al loro dominio, unitamente all’apertura dim campi di concentramento per slavi nello stesso territorio italiano in cui persero la vita migliaia di innocenti, appronfondirono ulteriormente il solco di odio etnico, odio che non fu estraneo alla tragedia che sarebbe stata vissuta dalla città di Trieste e dall’intera Venezia Giulia durante e dopo la seconda guerra mondiale.

    La liberazione di Trieste
    Il 30 aprile 1945 il CLN di Trieste, comandato dal colonnello Antonio Fonda Savio , iniziò a liberare la città. Agli assalti contro i tedeschi parteciparono , con il CLN, le Guardie di Finanza e numerosi elementi della Guardia Civica, già organizzata clandestinamente dal Comitato: nei rioni popolari e nelle zone periferiche erano intervenuti anche gruppi di comunisti. Agli scontri violenti non parteciparono i nuclei partigiani controllati dal movimento sloveno che, invece, erano attivi nei rioni periferici e nel Carso.
    Prima dell’arrivo delle truppe jugoslave la città era stata in gran parte liberata, anche se permanevano alcune ben munite sacche di resistenza tedesca: Villa Geiringer, sede del comando generale, il Castello di San Giusto, il Palazzo di Giustizia, la stazione Centrale e il porto.

    L’occupazione jugoslava
    Al mattino del 1° maggio, Trieste fu raggiunta dalle prima avanguardie partigiane titine, seguite dal IX Corpus dell’esercito jugoslavo, anch’esso agli ordini di Josip Broz detto Tito, non presente sul teatro delle operazioni.
    Gli jugoslavi avevano intenzione di attaccare gli ultimi capisaldi tedeschi; ma invece di avvalersi dell’appoggio che i partigiani italiani del CLN avevano assicurato loro, intimarono a costoro la consegna delle armi. Alcuni reparti italiani si rifiutarono e si produssero incidenti e scontri a fuoco fra questi ultimi e gli jugoslavi. Nel pomeriggio del 2 maggio entrarono a Trieste le avanguardie dei reparti corazzati comandati dal Generale Bernard Freyberg; con il loro arrivo, gli ultimi presidi tedeschi ancora esistenti in città sospesero il fuoco e si arresero.
    Le truppe titine entrate a Trieste vi si stanziarono e iniziarono così i quarantatré giorni di occupazione jugoslava delle città. Tito nominò un commissario politica per >Trieste, Frank Stoka, membro del Partito Comunista, che proclamò Trieste città autonoma nell’ambito della futura Repubblica federale di Jugoslavia. Venne imposta l’esposizione della bandiera jugoslava a fianco di quella italiana e il fuso orario locale fu uniformato a quello della vicina Slovenia.
    Il coprifuoco si mantenne in essere fin quasi alla fine di maggio, nonostante la guerra fosse terminata da alcune settimane.
    Al quinto giorno di occupazione jugoslava, una folla esasperata scese in piazza per dimostrare in favore del ritorno di Trieste all’Italia. Le truppe jugoslave aprirono il fuoco sui dimostranti, uccidendone cinque.
    In quelle ore i neozolandesi di Freyberg non si mossero dai quartieri e dal porto, evitando ogni motivo di frizione don i titoisti.
    L’occupazione ebbe termine, in virtù degli accordi di Belgrado, solo il giorno 12 giungo 1945, allorquando le truppe jugoslave abbandonarono definitivamente Trieste.
    Per la massima parte della comunità locale di lingua e sentimenti italiani, l’occupazione italiana si configurò invece come un periodo di lutti e di oppressione e, come tale, sarebbe entrata per sempre nella memoria storica e nell’immaginario collettivo di tantissimi triestini.

    Fine della prima parte.
    Ho un fastidioso pensiero in testa: ho spedito questo resoconto (che comprende anche il resoconto delle foibe, degli esuli e delle guerre jugoslave del 1990/1995) a Red@Bora.la; il plico è partito, mi risultava arrivato e io vivevo tranquilla sul buon funzionamento della posta elettronica.
    “iole” (quella minuscola, mia omonima) viene in chat e dice che non esiste la Storia delle terre orientali; io corro a controllare la posta spedita, e non trovo traccia della spedizione e del suo arrivo a destinazione. Inoltre, non mi funziona più per niente, la casella postale!
    Non mi piace fare supposizioni che potrebbero essere campate in aria; il Sito, questo Sito, sarebbe davvero molto gentile a darmi una spiegazione, se esiste. Grazie.
    Arrivederci alla Seconda Parte (interrompo; è l’ora del pasto, e i miei famelici vogliono una copiosa pastasciutta).
    Iole prima

  226. iole ha detto:

    @230 hai copiaincollato quel testo prendendolo a spizzichi da qua:

    http://it.wikipedia.org/wiki/Storia_di_Trieste

  227. iole prima ha detto:

    Se c’è una cosaa che veramente consola gli animi, è che voi “vecchi frequentatori” (detto senza malanimo, Fiora) non offendete mai; come ben risulta dalle vostre specchiate parole pacificatrici.
    Sono convinta che il sito è aperto a tutti; addirittura penso che sia aperto anche a chi diverge dalle opinioni e vicissitudini altrui.
    Ho sempre tenuto presente un vecchio adagio: “Non reagire agli insulti e alle provocazioni, perché chi legge potrebbe non distinguerti da chi provoca e lo fa non contestando con fondatezza le tue esposizioni, ma cerca di intorbidire le acque. Ah, iole seconda, non mancherò di controllare il sito per vedere se ho copiaincollato bene. Tanto per chiarire, non è cosa vietata, no?
    Naturalmente, nessuno è “obbligato” a leggere. Di solito, lo scrittore vive nella speranza di aver scritto qualcosa di utile a sé stesso e agli altri; così è anche per me.

    Parte seconda.
    Foibe ed esuli a Trieste
    Fin dal settembre 1943, ilo controllo di territori sempre più vasti da parte dei partigiani slavi nell’entroterra carsico triestino, la politica filocomunista e/o i disegni egemonici sulla Venezia Giulia del maresciallo Tito raggiunsero l’apice a Trieste, con l’entrata dell’esercito jugoslavo in città e il controllo che esso esercitò sul territorio per circa un mese e mezzo, scarsamente contrastato dal contingente neozolandese di Freyberg. Durante tutto il periodo di occupazione jugoslava furono effettuate dalla polizia titoista requisizioni, confische, arresti di numerosi cittadini sospettati di nutrire scarse simpatie nei confronti della ideologia comunista o ritenuti inaffifdabili per posizione sociale, censo, origini familiari e nazionalità. Fra questi vi furono sopratutto fascisti o collaborazionisti, ma anche combattenti della Guerra di liberazione e semplici lavoratori, vittime di vendette personali e di odi maturati nel corso della guerra.
    La massima parte degli arrestati non fece più ritorno alle loro case. I triestini sollecitarono l’interventyo degli alleati che, saltuariamente, espressero formali proteste senza però ottenere risultati apprezzabili. Il Generale Gentry, che condivideva con Freyberg il comando delle forze alleate presenti, ebbe un incontro col suo omologo jugoslavo e gli fece intendere che gli alleati “…non potevano permettere che si effettuassero arresti sommari o che si allontanassero cittadini dalla città, senza permesso. ma fu tutto inutile. La popolazione triestina non si faceva illusioni sulla sorte dei tanti scomparsi.
    La scoperta delle prime foibe ricolme di cadaveri in Istria, nell’autunno del 1943; le testimonianze dei profughi dalmati sulla tragica sorte toccata ai cittadini di Zara ne
    l novembre del 1944, lasciavano presagire il peggio.
    Furono individuate nelle vicinanze della città tre foibe principali:
    Basovizza, Monrupino e Sesana (quest’ultima attualmente in territorio sloveno) e altre secondarie (Opicina, Campagna e Corgnale), con un numero imprecisato di cadaveri.
    Non tutti gli scomparsi furono gettati nelle foibe: una parte quantificabile di essi venne deportata in altre zone della Venezia Giulia, o in Jugoslavia e ivi, con ogni probabilità, soppressa e seppellita, non essendoci stato ritorno a casa dei sequestrati, scomparsi nel nulla.
    Nell’aprile 1947, il Governo Militare Alleato aveva raccolto 1492 nominativi di persone scomparse a Trieste, sulla base delle denunce effettuate dai familiari; ma tale numero era da considerarsi provvisorio.
    Nel marzo 1947, uno dei massimi esponenti del comunismo giuliano, Vittorio Vidali, facendosi anche interprete della rottura tra Stalin e, appoggiato dal PCI, e Tito, si riferì ai “trozkisti titini” definendoli “una banda di assassini e spie”.
    A partire dal 1945 si sviluppò pienamente anche l’esodo di molti giuliani e dalmati dalle zone occupate militarmente dai titoisti, zone che successivamente sarebbero state annesse allo Stato Jugoslavo. L’esodo, per massima parte di etnia italiana, ma anche sloveni e croati, ebbe tra le sue mete privilegiate Trieste. La città accolse infatti gran parte dei 65,000.= esuli che scelsero di rifarsi una vita nelle province che avrfebbero conformato successivamente la Regione Autonoma del Friuli-Venezia Giulia.

    Questione triestina – Trieste e la Venezia Giulia, dopo la seconda guerra mondiale.
    Con gli accordi di Belgrado (9 giugno 1945) e il definitivo ritiro degli jugoslavi da Trieste (12 giugno 1945), l’intera Venezia Giulia fu suddivisa in due zone: la prima (Zona A) con Trieste, amministrata dagli angloamericani. E la seconda (la Zona B) dagli jugoslavi.
    Nel 1947 (accordi di pace di Parigi) Gorizia, Monfalcone e altre limitate zone della Venezia Giulia furono assegnate all’Italia, mentre l’Istria e la massima parte della Regione giuliana, alla Jugoslavia.
    Dal settembre 1\947, la città e la Zona A entraronom a far parte , sotto l’egida dell’ONU, dell’Allied Military Governement- Free Territory of Triest (AMG-FTT), del Territorio Libero di Trieste con un Governo Militare Alleato. La zona B del TLT fu data invece in amministrazione alla Jugoslavia. Nella Zona B, le case lasciate libere dagli esuli furono assegnate a famiglie jugoslave fatte emigrare in Istria.
    Il giorno 8 ottobre 1953 gli Am,basciatori di Stati Uniti e Gran Bretagna a Roma, informarono il governo italiano e quello jugoslavo che era intenzione dei paesi che essi rappresentavano di porre termine quanto prima all’occupazione miligtare della Zona A, che sarebbe stata affidata in amministrazione all’Italia. La reazione della Jugoslavia fu di inviare truppe lungo il confine, prontamente seguita dall’Italia (50.ooo. uomini si fronteggiarono ai due lati della frontiera italo/jugoslava). Fu impedito a Gran Bretagna e Stati Unitim di dare4 attuazione ai propositi contenuti nella dichiarazione.
    Ci furono diverse manifestazioni. Tra le prime si segnalò quella di circa duemila studenti sloveni che protestarono nel centro della città; giovani, italiani, per reazione, invasero gli uffici della delegazione economica jugoslava, distruggendo vetri e scaraventando instrada il mobilio.
    Il 4 novembre si celebrava la Festa della Vittoria Italiana nella prima Guerra Mondiale, e molti triestini andarono a rendere omaggio ai Caduti al Sacrario Militare di Redipuglia, valicando il posto di blocco di Duino ed entrando in territorio italiano. Al rientro, alla sera, uno dei Pullman che trasportava coloro che avevano partecipato al Viaggio a Redipuglia fu fermato da una camionetta inglese, e uno degli occupanti di detta camionetta, calpestò sotto i piedi il tricolore italiano. (Il fatto fu reso pubblico in tutta la città). Fu per questo fatto, che cominciarono le prime manifestazioni di protesta.
    Il mattino del 5 novembre il Sindaco di Trieste fece issare sulla Torre del Municipio il tricolore Italiano al posto della bandiera rosso alabardata. Per protestare ulteriormente, lo stesso giorno una folla si radunò davanti alla Questura da dove vennero sparati dei colpi che uccisero Pierino Addobbati e Antonio Zavadlil. Ciò avveniva il 5 novembre 1953.
    Nota di chi scrive: Ufficialmente, si dichiarò che fu la polizia civile a sparare; ma nessuno vide chi sparava. (Da notare che la Polizia Civile di Trieste era composta da gente nativa di Trieste: è possibile pensare che, senza nessuna esitazione e pietà, i poliziotti sparassero pensando che, nel mucchio, poteva esserci un parente, un figlio, un amico?)
    Il giorno successivo fu indetto, per protesta, uno sciopero generale, e i triestini confluirono in Piazza Unità d’Italia per manifestare contro il Governo Militare Alleato. “Agenti della Polizia spararono dal Palazzo del Governo” sulla folla, uccidendo altri quattro dimostranti: Emilio Bassa, Leonardo Nardino Manzi, Saverio Montano e Francesco Paglia.
    (si Noti che, anche in questo caso, non si vide chi effettivamente sparò; inoltre, chi stava dentro al Palazzo del Governo non rischiava nulla, era al sicuro. Quale necessità c’era di sparare?)
    A questo punto esplose la rivolta e la situazione divenne ingovernabile. Fu chiesto ufficialmente al Governo Militare Alleato di consegnare in caserma la truppa inglese e la polizia civile, nel giorno dei funerali delle vittime. Il servizio d’ordine fu adempiuto, in massima parte, dai lavoratori portuali.

    Memorandum di Londra.
    Nel dicembre 1953 ci furono riunioni ad alto livello per risolvere la questione triestina, oramai sfociata nel sangue. Yito fece sapere che qualsiasi soluzione che avesse mutato lo status quo esistente a svantaggio della Jugoslavia non sarebbe stata accettata; gli italiani restarono fermi alle condizioni contenute nella dichiarazione anglo americana dell’8 ottobre.
    L’atteggiamento jugoslavo si ammorbidì a seguito della promessa degli angloamericani di contribuire al finanziamento (con venti milioni di dollari e due milioni di sterline) di un porto della Zona B.
    Anche la posizione dell’Italia, grazie ad un approccio più realistico alla questione di Trieste del nuovo Ministro Scelba e del suo Ministro degli Esteri Piccioni, favorì il raggiungimento di un accordo.
    Il 5 ottobre 1954 il problema venne definito con un protocollo d’intesa, firmato a Londra dai rappresentanti di Stati Uniti, Regno Unito, Italia e Jugoslavia (Memorandum di Londra), mediante il quale il Territorio Libero di Trieste fu spartito sulla base delle due zona già assegnate, salvo alcune rettifiche territoriali a favore della Jugoslavia.
    Nello stesso giorno, a Trieste, il Generale Winterton diede annuncio dell’accordo per Radio e una Folla festante si riversò in Piazza Unità d’Italia . Tre settimane più tardi (26 ottobre 1954) le truppe italiane fecero il loro ingresso in città.
    Nota della scrivente, presente al fatto: “Il Generale Winterton, forse conscio di non essere amato dalla popolazione triestina, o per qualche altra ragione che non è dato conoscere, non si presentò al Comune della città per la formale consegna delle “chiavi” a coloro che subentravano all’amministrazione. Se ne andò, insalutato ospite, a bordo dell’elicottero che lo trasbordò direttamente sulla nave che lo avrebbe portato alla sua nuova destinazione.
    Nota di chi scrive: Caro Giampaolo Lonzar, se ben ricordo il 5 dicembre del 2014, hai contestato che il comandante Winterton (avevi ragione, avevo messo troppe h) non era andato a bordo della nave con l’elicottero, aggiungendo che quella volta non si usava tanto. Intendevi dire che il Comandante in capo della regione triestina non disponeva di un elicottero per i suoi spostamenti? Stento molto, ma proprio molto a crederci. Inoltre, c’erano migliaia di triestini in giro e sopratutto sulle rive: mi dici come faceva a raggiungere la nave, anche se in perfetta armonia con la popolazione? Chiedendo permesso?).

    Trattato 10 Novembre 1975
    Tra il febbraio 1971 e il marzo 1975 si ebbero incontri fra l’allora Ministro degli Esteri Aldo Moro e il suo omologo Tepavac, seguito da una visita ufficiale di Tito; fra il Ministro degli Esteri Giuseppe Medici e Tito; fra il Capo di Stato Jugoslavo e il Direttore Generale del Ministero dell’Industria Eugenio Carbone e, infgine, tra Enrico Berlinguer e Tito. La firma del Trattato avvenne il 10 Novembre 1975 ad Osimo, per impulso anche degli DStati Uniti D0’Amnerica. Gli americani caldeggiavano yba sempre più stretta collaborazioine fra la non allineata Jugoslavbia e l’Europa Comunitaria ed atlantica in funzione antisovietica.
    (omissis – vedi su Wikipedia)
    Allocrchè si conobbero i termnini del trattato, si scatenò a trieste la protesta spontanea di gran parte della cittadinanza, mai consultata nè prima nè dopo la dfirma degli accordi.
    La proptesta trovò espressione nella Lista pert Trieste, partito dalle radici nazionaliste e autonomiste con frange ecologiste., guidata da Manlio Cecoviniche, fra il 1978 e il, 1983 ottenne notevoli affermazioni elettorali, riuscendo anche a scavalcare i partiti nazionali più importanti.

  228. Fiora ha detto:

    vittimismo&copiati … Qua finissi che me dimeto…da italianissima! 🙁

  229. Fiora ha detto:

    @232
    l’ amanuense virtuale ha colpito ancora

  230. Italo ha detto:

    Oggi – 10 febbraio 2015
    Giornata del Ricordo e delle Foibe .
    Ricordiamo i 350.000 Esuli , i 10.000 infoibati ele altre migliaia di vittime di Tito .
    Con un minuto di silenzio . Senza post faziosi e di parte , ma solo da Italiani , di qua e di là il confine .

  231. Fiora ha detto:

    @235
    questo è scrivere! con te Italo, da Italiana non “italianissima”

  232. Fiora ha detto:

    … e sia con un “Brindisi” (..di F. Preseren) a quel che oggi siamo!

  233. capitano ha detto:

    Se oggi è la giornata del ricordo, ieri era quella del pre-ricordo?

  234. john remada ha detto:

    Serve a ricordare i ceffi del tuo pari cap. ….visto che per te la guerra è ancora in corso.

  235. Fiora ha detto:

    @238
    cinismo spicciolo che confligge con il rispetto… fastidiosamente inutile

  236. Fiora ha detto:

    …o inutilmente fastidioso. questo sì atto a risvegliare faziosità e (dio ce ne scampi!) copiaincolla fiume…
    suggerirei di riservare sì fini ironie ad oggetti più “meritevoli”. Soprattutto ancora in vita.

  237. Fiora ha detto:

    …anche se l’attizzare rancori sembra essere la cartina di tornasole per sapersi vivi… di certi vivi.
    divide et impera…ma non c’è alcun impero,più!
    Quindi, c’è un timido sole stamane e speriamo che non piova.Per tutti noi che restiamo.

  238. maja ha detto:

    perchè italo, cossa el pensava de ottenir, con le cifre da jackpot che el spara?
    sparade ignoranti e provocatorie come le sue ghe dà fastidio anche a certi esuli, come che se pol leger in questo bel toco scrito da un nostro giovane concitadin:
    http://www.wumingfoundation.com/giap/?p=20327

  239. maja ha detto:

    cito:

    Febbraio: Come ogni anno mi preparo alla valanga di imposture che si accompagna al cosiddetto Giorno del Ricordo. Capi di stato, di governo e di partito di qualsivoglia colore faranno a gara a chi la spara più grossa o a chi intona più forte la solita solfa. Vediamo quest’anno a che altezza arriva l’asta degli infoibati, e se è un’annata buona possiamo contare su un bell’incidente diplomatico.

    Non sono mai riuscito ad abituarmi: ogni 10 febbraio una sgradevole sensazione mi corre giù per la schiena. Sarà perché uno dei miei genitori viene da lì, da quell’Istria piccola e povera che spesso si contrae e diventa enorme e ricchissima, sarà perché quel genitore non c’è più, sarà perché vivo a Trieste, città rimasta ferma al ‘54, dove di foibe ed esuli si parla 400 giorni all’anno.

    Ma questa celebrazione parla veramente della nostra storia? Questa è la domanda che faccio sempre agli esuli rimasti, che ormai sono perlopiù i figli, quelli emigrati con la famiglia prima di aver raggiunto l’età della ragione. Quelli per cui l’infanzia è stata una baracca in un campo profughi, con i suoi gelidi spifferi di Bora, i giochi e le amicizie con la muleria (= gioventù) di paesi lontani, improvvisamente divenuti vicini. Figli di un popolo bombardato di propaganda nazionale, di italianità millenaria e altre carabattole vuote a sommergere una ben più complessa realtà, dove magari una nonna o un nonno parlava dialetto croato che guardacaso mamma e papà non parlavano più…

    Il fatto è che di esuli fin da subito sono stati altri a parlarne, altri hanno deciso quale fosse la loro storia fin da prima di diventare esuli. La ricchezza del meticciato in questa terra mistilingue è stata negata ai suoi abitanti ai quali è stata imposta dall’alto una narrazione unitaria di purezza. Chi ha dissentito o anche solo “diversificato” questa verità ufficiale ha perduto il diritto di rappresentanza, per le associazioni i “dissidenti” cessano di essere “esuli” e persino “istriani” (o giuliano-dalmati). Oggi a parlare sono spesso i nipoti che con la scusa dei drammi familiari giustificano la loro adesione alla destra xenofoba e ultranazionalista, magari ignorando che quello stesso nonno esule a cui ascrivono il loro credo nazionale se ha rischiato di crepare è stato davanti ad un mitra nazista piuttosto che sul ciglio di una foiba “rossa”.

    Iniziamo a parlare veramente di esodo, come se fossimo tutti sul lettino di uno psicoterapeuta, perché è proprio questo che è mancato alla mia gente: una grande terapia di gruppo per superare il trauma dello sradicamento e la vergogna della profuganza. Una reale guarigione si ottiene però affrontando il proprio passato in maniera matura, analizzandolo nelle adeguate proporzioni. Ogni esperienza dolorosa è unica nel suo genere, prendere coscienza della peculiarità della propria sofferenza permette poi di empatizzare con il dolore altrui smantellando l’insana idea di essere stati gli unici a soffrire.

    ecc

  240. Stefano M. ha detto:

    Analisi che non condivido.

  241. maja ha detto:

    libero di dissentire, com’è ovvio, ma sei sicuro di avere letto tutto l’articolo?

  242. Jasna ha detto:

    @245 Io l’articolo l’ho letto ieri sera, secondo me vale la pena darci un occhio.

  243. Fiora ha detto:

    l’ho letto ora da qui. con il libro di Marisa Madieri, questo pezzo integra un’immagine fedele di quel che è stato. al netto di contabilità e livori. E mi va e fa bene così!
    Lascio contabilità e livori a iole-new-entry a capitano e a quant’altri come loro.

  244. Kaiokasin ha detto:

    Apprezzabile lo sforzo e la citazione di fonti attendibili.
    Tuttavia emerge una parzialità di fondo che non condivido, nessuna violenza è giustificabile.

  245. Jasna ha detto:

    @249 A me non ha dato l’impressione di volerla giustificare, se mai contestualizzare per darle il giusto significato.

  246. effebi ha detto:

    dal preambolo dell’articolo:
    “…Vediamo quest’anno a che altezza arriva l’asta degli infoibati, e se è un’annata buona possiamo contare su un bell’incidente diplomatico., e se è un’annata buona possiamo contare su un bell’incidente diplomatico….”

    non c’era nessuna asta da vedere, non ci son stati incidenti diplomatici… bambini a nanna…

  247. maja ha detto:

    cosa te par dell’articolo, effebi?

  248. Fiora ha detto:

    @249
    dove in questo pezzo sia implicito che”la violenza è giustificabile” , bu! manco agli occhi della new Iole I suppose!

  249. Kaiokasin ha detto:

    Parlavo del pezzo su Wu Ming http://www.wumingfoundation.com/giap/?p=20327
    tipo dove dice: “Furono molti gli esuli a fuggire dall’Istria a causa di intimidazioni, portate avanti talvolta da teste calde spesso nell’imbarazzo dei locali dirigenti jugoslavi”.
    Dare la colpa ai pesci piccoli, a singole mele marce, è una classica giustificazione!

  250. aldo ha detto:

    Ci fu l’uno e l’altro. Teste calde e azione di sistema, come in tutti i totalitarismi dell’epoca. Quel che è storicamente rilevante non sono le teste calde, comunque coperte dal sistema al potere, ma lo scioglimento, pochi mesi dopo la fine della guerra, prima dei CLN italiani e poi dello stesso PCI.
    Il totalitarismo si combinò col nazionalismo e le bandiere jugoslave sostituirono quelle rosse con la falce e martello.
    Paolo Sema, futuro senatore del PCI, denunciò il nuovo nazionalismo in piazza a Pirano e pagò questa presa di posizione con la destituzione da direttore del liceo di Pirano da lui fondato. Ed eravamo pochi mesi dopo la fine della guerra, molto prima della rottura del 48 tra Tito e Stalin.
    Ho conosciuto personalmente l’appartenente socialista a un CLN italiano che fu arrestato con vaghi pretesti staliniani e al quale fu annunciato l’infoibamento per il giorno successivo e che riuscì a fuggire nella notte. Uno che non aderì mai ad alcuna associazioen di esuli, considerando queste associazioni strumenti politici di destra e che votava a sinistra.
    Ma il fatto che queste associazioni di esuli usassero politicamente quel che era successo non cancella di certo che quel che era successo era il risultato dell’azione di un regime totalitario e nazionalista che aveva sostituito un altro regime totalitario e nazionalista con responsabilità maggiori per aver innescato per primo la spirale di odio e violenza.

  251. ufo ha detto:

    Dalla newsletter dell’ANPI:
    1) Sabato 14 febbraio alle 18, alla Libreria Minerva di via san Nicolò 20 (Trieste), verrà presentato il saggio “*Fenomenologia di un martirologio mediatico” *di *Federico Tenca Montini*, edito da Kappa Vu. Ne parleranno con l’autore Gorazd Bajc e Piero Purini.

    «Si tratta di un testo affascinante e fresco nel suo approccio, che inserisce la vicenda nella realtà storica del Novecento italiano-sloveno-croato, ma si sofferma con particolare attenzione critica sulla menzionata operazione propagandistica che ha segnato la storia italiana a cavallo del secondo e del terzo millennio. Un’operazione che denuncia più la crisi dell’Italia contemporanea che la tragedia delle “foibe” e dell’esodo.»

    2) Venerdì 20 febbraio alle ore 18 alla Casa del Popolo “Palmiro Togliatti” di Borgo S. Sergio – Via Di Peco 7 presentazione del libro di Maria Antonietta Moro “TUTTE LE ANIME DEL MIO CORPO” .
    Presenterà il libro Sara Matijacic e ne parlerà con Lorena Fornasir , psicologa e figlia dell’autrice, con la storica Anna Di Gianantonio e con la letterata Gabriella Musetti.
    Il volume contiene il diario steso nel 1945 dall’autrice di cui nessuno conosceva l’esistenza. E’ stato ritrovato dalla figlia dopo la morte dell’autrice, nel 2009. Narra , con una scrittura limpida e toccante, la vicenda di una giovane partigiana nella resistenza slovena del goriziano prima e in seguito in quella italiana del Friuli occidentale. E’ la storia della rapida maturazione umana e politica di una ragazza friulana nella lotta contro l’occupazione tedesca.

  252. effebi ha detto:

    252 -maja che me domanda un parer…
    son preocupado

  253. Fiora ha detto:

    @254
    a dirtela tutta, KaioK. pure a me non garba quell’incipit di un paio di righe… fin troppo “scapigliate” dato il tema. Incipit però ampiamente riscattato dallo svolgimento e dalla conclusione
    Per me promosso a pieni voti. Ce ne fossero così…

  254. Fiora ha detto:

    @252
    …però la risposta non gliel’hai data. A Maja e pure a me, già che ci siamo. Che te ne pare dell’articolo, effebi?

  255. effebi ha detto:

    252+259= 511

    L’istituzione del tanto vituperato “GIORNO DEL RICORDO” è sicuramente servita a far parlare (e scrivere) del RICORDO anche questi così… che altrimenti si sarebbero occupati d’altro…

    ma va bene così… ognuno si faccia i …ricordi suoi

  256. effebi ha detto:

    c’è il ricordo di chi era fascio, di chi era non-fascio, di chi era anti-fascio+comunista, di chi era solo antifa, di chi era italo, di chi era slavo, di chi era misto, di chi aveva una fede, di chi era ateo, di chi sognava, di chi solo dormiva…
    possiamo pensare che una legge soddisfi tutti ?
    il risultato è quello che conta: Capodistria, Umago, Cittanova, Rovigno, Pola… Ankaran (sic) non sono più quelle che erano… forse è stato sbagliato il dosaggio di “fratellanza e libertà”

  257. ufo ha detto:

    Eh, quanti ricordi – e quanto differenti…

    C’è chi ricorda, per esempio, una certa voragine carsica lungo la strada tra Opčine e Repen. Al termine della battaglia per la liberazione di Opčine vi furono temporaneamente sepolti 560 dei 700 morti di parte tedesca, e nel primo dopoguerra la commissione tedesca per le onoranze ai caduti provvedette a recuperare le salme e prtarle al cimitero militare di Costermano, in provincia di Verona. Da bravi e pignoli tedeschi stilarono pure un rapporto scritto, specificando di aver recuperato tutto quel che c’era.

    Sembra che a qualcuno tale ricordo non sia piaciuto: a quelli, per esempio, che -DOPO lo svuotamento della grotta – decisero su quella voragine ormai vuota gli faceva comodo una lapide che la dichiarava piena di “caduti Istriani, Fiumani e Dalmati” e che in seguito tanto brigarono da farla dichiarare monumento nazionale…

    C’è chi ricorda, sempre per fare un esempio, il rapporto dei militari britannici che nell’ottobre del 1945 ispezionarono il pozzo della ex-miniera di Bazovica e vi trovarono solamente salme di tedeschi caduti nella battaglia per Trieste. C’è pure chi ricorda, e si tratta di persone ancor’oggi vive e lucide, di avere lavorato nel primo dopoguerra al recupero di rottami ferrosi da quello stesso pozzo prima che venisse convenientemente reso inaccessibile – al punto da metterlo nero su bianco nelle proprie memorie.

    Anche questo ricordo sembra non essere di gradimento di certi personaggi, che invece insistono a giurare che lì sotto ci sarebbero “cinquecento metri cubi di Italiani” senza che nessuno li abbia mai visti. Ma si sà, le occasioni per far sfoggio di saluti nazisti sono così rare al giorno d’oggi che uno non può mettersi a fare il difficile su tali dettagli.

    C’è chi ricorda, per fare un esempio molto pià recente, che solo pochi anni fa – nel 2009 – c’era a Trst un tizio a cui le foibe piacevano tanto, al punto che se ne era inventate un paio di nuove. Salvo poi fare finta di niente e dimenticarsen del tutto una volta sbugiardato.

    Chissà, forse non tutti i ricordi sono uguali.

  258. john remada ha detto:

    @Ufo.Se tu la vedi, o meglio vedi le vedute degli altri ,ma solo quello che ti fanno comodo….le vedute sono paraocchiate… magari ti dà fastidio il fango di certo tipo e il paraocchi ti salva dalle schizze….affaracci tuoi ; visto cosa è successo alla vecchia yugo ,e da ultima la parificazione delle colpe tra croati ,serbi ecc., non è che questo depone molto a favore di certe etnie …buon sangue ,non mente!

  259. john remada ha detto:

    Aggiungo una cosa , si può anche comprendere la sete di vendetta e le cause di certi gesti, ma non giustificarli . Ma per taluni , certi fatti ,non ci sono neanche stati…o se c’erano gli attori erano diversi. Come giustificare Stalin solo perché il Baffetto aveva rotto l’amicizia….

  260. effebi ha detto:

    mi per ricordo ghe porto un fior ai miei morti, de quei son sicuro, altri no so e no me interessa…
    desso se pol… anche se mia mare me disi che i me darà un colpo in testa… dopo 70 anni no xe cambiade sai le robe… la disi…
    qualchevolta, anche legendo qualche commento me toca darghe ragion…
    ciao bei, al prossimo anno

  261. maja ha detto:

    Dagli amici mi guardi Iddio, che dai nemici mi guardo io?

  262. Stefano M. ha detto:

    Maya l’articolo lo ho letto tutto e a fondo. C’è una parzialità e una convinzione che solo le idee dell’autore stanno in piedi che ha un che di autoritario. Non si riesce a ricordare e basta, non si riesce perché non c’è la volontà a tributare un semplice ricordo di una atrocità. E’ un articolo che è intriso, a mio avviso, di una morale dell’autore.

  263. Stefano M. ha detto:

    Ufo insomma le Foibe come bugia nazionalista insomma non c’è nessun morto o al massimo se c’è tutto sommato un po se lo meritava. Alla faccia. Confermi?

  264. maja ha detto:

    Pur sforzandomi, non riesco proprio a capire il tuo commento, Štefan, ma grazie lo stesso del feedback.

  265. capitano ha detto:

    maja statti buona e ricorda, possibilmente esagerando 😉

  266. sfsn ha detto:

    stefano, mi me par che anche el giorno del ricordo in quanto tale sia intriso de una morale.

  267. Fiora ha detto:

    @268
    che tocchi proprio a me( seconda solo a new iole nell’ ergermi a paladina dell’italianità…sebbene con maggior garbo,dai!) spezzare una lancia in difesa dell’articolo postato da maja al 244?!
    Escluso l’esordio da limbo rock che si e ci poteva risparmiare, vorresti sottolineare i passi che ti appaiono intrisi di parzialità, di memoria a senso unico ecc.ecc. ? Cos’è un processo alle intenzioni ? Ribadisco che mi pare un testo pacato, che la contabilità col ricordo non ci deve stare e che come giustamente ha scritto effebi ognuno si faccia i ricordi suoi.

  268. Iole prima ha detto:

    Del tipo di quel rumeno che, visto che il figlio è stato ammazzato dal benzinaio mentre stava facendo una rapina, e ammazzato non intenzionalmente perché colpito in una gamba con la conseguenza non voluta dall’autore di unn grave emorragia, ha detto infastidito che il benzinaio doveva pensare ai fatti suoi, non alla rapina e alla ragazza in pericolo?
    Bella roba.
    Auguri di buon proseguimento
    Iole Prima.

  269. Iole prima ha detto:

    Prova

  270. Fiora ha detto:

    @273
    che ore sono? mercoledì! 🙁

  271. ufo ha detto:

    @268 Caro Stefano M., mi pare che tu abbia dei problemi con la lingua italiana – che pure presumo sia la tua lingua madre. Se una o più delle frasi al commento @262 ti risultasse non vera faresti cosa gradita a tutti e magari daresti un apporto costruttivo al dibattito spiegandoci in dettaglio come e perchè a te risulta diversamente, invece di infilare frasi di tua esclusiva invenzione in bocca ad altri (di veneziani ce ne basta già uno).

  272. john remada ha detto:

    Questa tesi è stata sostenuta anche dallo storico Giovanni Berardelli La loro principale colpa era quella di essere, per la loro nazionalità, un ostacolo da rimuovere al programma di Tito di annessione del Friuli e della Venezia Giulia. Da cui l’odierna accusa di genocidio o di pulizia etnica.(25) ma anche dallo storico triestino Roberto Spazzali che definì le foibe (…) il prodotto di odi diversi: etnico, nazionale e ideologico. Furono la risoluzione brutale di un tentativo rivoluzionario di annessione territoriale. Chi non ci stava, veniva eliminato.

    La mattanza fu devastante e si protrasse per settimane, nonostante l’arrivo, a Trieste e a Gorizia fra il 2 e il 3 maggio, della seconda divisione neozelandese del generale Bernard Freyberg, inquadrata nell’VIII armata britannica.
    Io non sono uno storico, pesco a caso , ma credo che c’è ne siano molte di testimonianze contrarie all’Ufologia….quindi , mettiamola così: tutto quello che riporta Ufo è vero ,sigillato e garantito ; tutto il resto sono invenzioni ! Le bande di tito erano angioletti , i fascisti italiani diavoli e non c’erano neanche ustascia , domobranci o altri nei ranghi del nemico! Anzi , neanche la mattanza post yugo è colpa dei slavi….che siano stati italiani travestiti?

  273. john remada ha detto:

    Perché la discussione di fondo non è stabilire le colpe e le percentuali delle colpe, ma scagionare tito e soci …voglio fare un paragone recente , e qui le etnie contano , come chi le comanda: la yugo si dissolve e via a scannarsi , e credo non sia finita ,ora anche la Macedonia e in tiraggio; al contrario in Nicaragua i sandinisti ,una volta liquidato somoza hanno rispettato l’ordine di Ortega e non c’è stato nessun massacro; quindi l’indole , il Dna dei popoli e i loro comandanti contano , e come contano! Ovviamente la mia critica è sulle vittime innocenti ,nonché sugli omicidi degli stessi compagni di lotta, non sui regolamenti mirati. Bene ,a sentire ufo e qualche altro , non si chiarisce nulla, si deforma la storia! Contento te …ma così non è ,a mio modesto parere….

  274. john remada ha detto:

    E concludo….è giusto impiccare il ladro di cavalli…ma se il giustiziere impicca un innocente ,questi non si processa perché nella stalla erano già spariti metà degli horses….invece nel old far west , chi sbagliava , finiva anche lui con la cravatta al collo.

  275. Iole prima ha detto:

    Finalmente leggo ragionamenti sensati e non difese o autodifese che paiono titine.
    I morti ammazzati non hanno colore: se sono innocenti, la loro morte è ingiusta; se colpevoli, è una giusta punizione.
    Prima che si gridi alla Iole fascista, è necessario che tutti si facciano un profondo e leale esame di coscienza.
    Scusate l’intrusione.
    Iole prima

  276. Iole prima ha detto:

    Remada ha messo il dito sulla piaga, eh? Non c’è modo di negare quanto dice. Per quanto mi riguarda, io sono sempre in attesa che qualcuno mi spieghi dove sono finiti i più di mille e passa triestini scomparsi nel nulla perché mai più tornati a casa
    Nelle foibe, affermate, certo che no! Si sono semplicemente dissolti o auto affogati in un lontano mare dove non passa mai alcuna nave? Mah!
    Mi verrebbe da ridere, se non fosse da piangere.
    Ciao, Remada. Se dovessi ripresentarsi Anna, me la saluti, per piacere? Grazie

  277. anna ha detto:

    gentilissima iole,un caro saluto anche a te!

  278. Fiora ha detto:

    @
    281 e attualità ragazze, niente?!
    Io mi chiedo cosa spinga queste presumo degnissime persone a sollevare coperchi ,fomentando rancori retrodatati e astenersi accuratamente dal commentare qualsiasi altro argomento appena più vicino alla realtà di oggi.
    Sono del parere che la memoria storica sia importante e caratterizzi i punti di vista . Ma che a farsene… schiavizzare ( che involontario termine mi è scappato!) diventi un paraocchi limitativo del guardarsi intorno e guardare avanti.
    Chiedo all’astiosa Iole F. se legga i giornali e guardi la Tv. Detesto gli atteggiamenti snobistici di chi ignori i mezzi d’informazione…Siamo invasi, cara! Accoglienza sacrosanta? inevitabile? irrifiutabile? questi gli argomenti sui quali confrontarsi! Ne muoiono a migliaia. Questa la contabilità da regolare che se n’è perso ormai il conto
    Riposino in pace” i mille e passa triestini scomparsi nel nulla” settant’anni fa. La Iole si dice in attesa di risposta e provoca e avvelena mentre il tempo passa…pure il suo.
    Rispettosamente, lo giuro! per loro e per Lei. Si tenga in cuore i cari ectoplasmi e vi accenda rimembranti ceri nel suo personale altarino, ma dia pace! Ce n’è bisogno.
    Stringiamci a coorte , eccome! L’ Islam avanza e io di questo ho davvero terrore!

  279. Fiora ha detto:

    E imparasse da papa Francesco-e-basta a dismettere quel tetragono, protervo, quanto in ogni senso inadeguato “prima”…la Iole F.!

  280. John Remada ha detto:

    283@ Ne convengo….ma se noi abbiamo un problema, i mitomani che ci denigravano ingiuriosamente ne hanno 2 …. e molto grossi.

  281. anna (anny) ha detto:

    Perchè accanirsi così tanto con Iole,ognuno qui può esprimere il proprio parere indipendentemente se ci piaccia o meno,rispetto e cortesia sempre e comunque!

  282. ikom ha detto:

    Baaaaaasta sono cose di 70 anni fa. Sveeeeeeeeeeglia siamo nel 2015.

  283. anna (anny) ha detto:

    cosa c’entra?la storia non va dimenticata!

  284. Gianni Bua ha detto:

    @ 288
    Ricordite anche del 18 settembre 1938…………..

    Servus, Gb

  285. anna (anny) ha detto:

    La storia è importante per conoscere chi eravamo e chi siamo oggi,la si studia anche se non non condividiamo le idee….anche se alcune azioni ci ripugnano,…..la storia è storia…..il 18 settembre 1938 è una delle tante date da ricordare proprio per non dimenticare ciò che Mussolini ha compiuto sul genere umano,è stato uno degli innumerevoli folli,…..e i ragazzi di “Casa Pound” dovrebbero studiare ancor più la storia,soprattutto la figura di questo indegno uomo chiamato Mussolini,….un uomo che non è nemmeno degno di essere definito tale.

  286. Fiora ha detto:

    @290
    “soprattutto la figura di questo indegno uomo chiamato Mussolini,….un uomo che non è nemmeno degno di essere definito tale.”
    Ullalà, che sentenza all’ingrosso! e da che pulpito! da quello stesso pulpito dal quale si predica di “accanimenti”contro una commentatrice, la Jole, che reitera pareri nella sostanza perlomeno da me condivisibili, ma nella forma connotati da insopportabile arroganza e chiusura , tale da rendermi poco propensa ad appoggiarli.
    Quanto al drastico sentenziare su Mussolini, sono del parere che i periodi delinquenziali di un personaggio storico non possano costituire giudizio del suo operato globale. Senz’ombra d’indulgenza sugli aspetti delinquenziali di tale operato e le leggi razziali del ’38 ne sono l’acme negativo.
    Mi limito ad osservare che mi appare superficiale valutare i personaggi storici come protagonisti di western prima maniera coi buoni a tutto tondo da una parte e i cattivi a tutto tondo dall’altra.

  287. Fiora ha detto:

    …a scanso di strali ben più temibili delle innocue bordate demagogiche da battaglia navale della commentatrice Anny , preciso viva la Resistenza, che ci ha regalato la libertà…. compresa quella di spararle grosse senza timore di ripercussioni.
    Resta che prima di piazzale Loreto c’ è stata piazza Venezia dalla quale un delirante autocrate arringava plaudenti folle oceaniche a suon di slogan. Tutti costretti con la forza ad ammassarsi otto quel balcone? La sindrome d’aggregazione che raduna la gente in Piazza S. Pietro , che stipa ai concerti? Chissà!
    Un tanto per non equivocare sul significato di quelle folle sotto ipnosi massificata. Tutti fascisti? tutti antifascisti l’indomani?
    Grazie Resistenza che a me permetti i miei dubbi e a troppi delle sentenze senza attenuanti.
    Antifascista senza se e senza ma. come potrei diversamente? Col distacco che comporterebbe l’analisi di fatti storici mi chiedo soltanto come mai per vent’anni, come mai tutto quel consenso se tutto è stato male assoluto.

  288. IKOM ha detto:

    Non è questione di dimenticare il passato è di cnsiderarlo come tale passato.

  289. John Remada ha detto:

    Più o meno andiamo d’accordo…..senza i dorkoniani !

  290. anna (anny) ha detto:

    infatti io ho detto di studiare la storia non di vivere di ricordi legati al passato,non equivocate ciò che dico.

  291. maja ha detto:

    Fiora, un classico da rivedere di tanto in tanto:
    https://www.youtube.com/watch?v=BUozJb80ROk

  292. Fiora ha detto:

    @296
    …e quando non ce l’ha fatta più di tutto, del pubblico e del privato,di quella speranza oppiacea di cui predica Francesco come un ripetitivo mantra (e chissà se per primo lui ci crede…) il Grande Vecchio senza speranza si è tolto la vita.

  293. Iole prima ha detto:

    Ciao Anna e ciao Jhon Remada: finalmente qua si è ripreso a scrivere. Saluti a tutti gli altri, che intendo rassicurare. Francesco mi piace; ma me la tengo per me, la mia preferenza. Continuerò a leggervi; ma in quanto a intervenire, me ne guardo bene. Io amo la discussione, non le frasi e le opinioni precostituite. Buon proseguimento.

  294. ufo ha detto:

    Giusto perché ho appena finito di leggerlo (tratto da qui):
    Yet with every day something became clearer, and this must be stated on behalf of all of us today: The 8th of May was a day of liberation. It liberated all of us from the inhumanity and tyranny of the National Socialist regime … Nobody will, because of that liberation, forget the grave suffering that only started for many people on May 8. But we must not regard the end of the war as the cause of flight, expulsion and deprivation of freedom. The cause goes back to the start of the tyranny that brought about war. We must not separate May 8, 1945, from January 30, 1933 … Today we mourn all the dead of the war and the tyranny. In particular we commemorate the six million Jews who were murdered in German concentration camps. We commemorate all nations who suffered in the war, especially the countless citizens of the Soviet Union and Poland who lost their lives … We commemorate the Sinti and Romany Gypsies, the homosexuals and the mentally ill who were killed, as well as the people who had to die for their religious or political beliefs. We commemorate the hostages who were executed. We recall the victims of the resistance movements in all the countries occupied by us.
    Richard von Weizsacker, presidente della Repubblica federale tedesca. Chissà se un giorno anche in Italia…? Personalmente potrebbe bastarmi anche già vedere il sindaco di Trst portare un fiore in via Cologna in memoria dei suoi concittadini – ma mi sa che no, è più probabile veder legalizzati i matrimoni omosessuali in casa del Papa che un gesto del genere, vero?

  295. ufo ha detto:

    Nell’improbabile caso che quacuno se lo chiedesse, la risposta è si: sto smaltendo la coda di cose da leggere che mi si è formata nell’ultima settimana.
    Il blocco nero del Primo maggio triestino

  296. Fiora ha detto:

    @301
    Maja impietosa!…e meno mal che “quel ” ritrato me xè particolarmente noto ;)…. Prima de pranzo, lo stesso,però!

  297. maja ha detto:

    alora el link de ufo prima de zena. no dopo, eh, che no volemo che te se indormenzi.

  298. Fiora ha detto:

    me limitavo al ritrato similwarhol de “bona memoria” del zupan ,mi eh?!

  299. Fiora ha detto:

    ga rajon lu’ a dir sono meglio di persona…. e a stomigo pien anche mi lo vedo mejo! 😉

  300. maja ha detto:

    gavevo capì, ma go aprofità del’ocasion. 😉

  301. iole prima ha detto:

    Anna. dove sei? ti leggo sempre molto volentieri.
    Spero di poterlo fare ancora.; così come per Jhon Remada.
    La v ita non è soloun Valtzer (visto che l’ho scritto in lingua austriaca? Mi sento propensa a provare amore universale! Ih Ih Ih)
    Ciao a tutti i gentili frequentatori
    Iole (prima)

  302. Fiora ha detto:

    di quante volte sia stata liberata la cara al cuore ci rimarrà un controverso punto di vista, ma dopo l’acme raggiunto post 307, ho sentore che se ci liberassero una volta per tutte di una simile iattura non ci sarebbero divergenze…

  303. Fiora ha detto:

    libera nos a malo, perché se no xè troll la xè rompiscatole a livei infiniti

  304. anna (anny) ha detto:

    Ciao Iole (prima),
    ogni tanto mi connetto a questo sito per leggere qualche notizia ed è bello leggere che qualcuno mi saluti,ricambio affettuosamente i saluti a te!

    Felice settimana (speriamo assolata e ventosa!)
    Anna

  305. Iole prima ha detto:

    Ciao, Anna. Felice di rileggerti. Leggi come si esprime Fiora? Lei sì che è gentile ed educata: mai che pronunci offese verso coloro che non la pensano come lei, vero? Mi dispiace solo che non si renda conto che quelli che non sono della sua idea possono essere addirittura gente normale (e non troll) che desidera discutere educatamente senza rimproverare i dissenzienti di essere dei rompiscatole; è per questo che io ci ho rinunciato, alla discussione.
    Le parole sono parole, e i fatti sono fatti. Ciao, Anna, stammi bene; e Viva sempre l’Italia!

  306. Fiora ha detto:

    ti stupirò cara jole-della-quale -non-ricordo -il numero.
    Con te condivido un appassionato viva l’italia e un amore a tutta prova. Altrettanto appassionato e connotato da parzialità smaccatissima per la mia Trieste . E’ dal tuo monotono provocatorio rigirarti sempre sullo stesso agomento che dissento.e se Raul Castro ascoltando Francesco si è trovato a dire quasi quasi torno cattolico, leggendo le tue esternazioni quasi quasi …mi faccio apolide!
    spero ti sia chiaro ora.

  307. Fiora ha detto:

    Qui ci definiscono italianissimi a noialtri orientati nella direzione dell’italianità di Trieste e “merce” correlata. Però, absit iniuria vebis ,trovarmi intruppata al Suo polemico fianco, mi trovo a pensare meglio la morte che una simile alleanza.

  308. Iole prima ha detto:

    Fiora; lei manco si accorge di essere una persona che ogni due o tre interventi si lamenta del comportamento altrui, insultando?
    Per quanto mi riguarda, ormai le sue opinioni sono per me acqua fresca che non risolve niente; ea siccome ognuno dispongo – come certamente lei – di libero arbitrio, non mi sento “intruppata” con nessuno. Lei ha le sue convinzioni, io ho le mie, e sono ben lungi dal sollecitare alleanze con chicchessia.
    Si rilegga quanto ho scritto prima di questo mio ultimo intervento, invocando la libertà di espressione, se esposta educatamente, senza dovermi sorbire interventi che non hanno capo ne coda. Mi faccia il piacere, mi ignori; e ricordi che questo è un sito libero, e non uno a suo solo uso e consumo.

  309. Fiora ha detto:

    @314
    il piacere sarà mio se Lei decidesse davvero d’ignorarmi. Invece al non lontano post311 ho per l’ ennesima volta l’onore di una sua citazione. Voleva che non replicassi?
    Rimane per ognuno qui il diritto di commentare i post altrui.
    Nonostante le mie convinzioni affini alle Sue Trovo il tenore dei suoi monotematici interventi polemico e provocatorio, al punto che nessuno la degna più di una risposta sul tema. Successivamente trovo stucchevolmente improprio il Suo malvezzo di accattivarsi qualche commentatore con messaggi alla facebook del tutto avulsi dall argomento e da qualsiasi argomento d’interesse generale e mi prendo il diritto di sottolinearlo.
    Se si sente offesa ricorra alla Redazione. Affronterò le eventuali sanzioni del caso.

  310. Fiora ha detto:

    da ultimo e con estrema schiettezza ho la sensazione che i messaggi griffati Iole prima provengano a seconda del piglio e dello stile da due persone diverse. Il che non è vietato, come non lo è la mia ipotesi.

  311. iole prima ha detto:

    “Gentilissima” Fiora
    Prenda nota, per favore: non nutro più alcun interesse per certi frequentatori del sito; e lei è tra questi.
    Sono una sola persona e non due.
    Le sarò molto grata se la smetterà di esaminare le conversazioni tra me e quelle persone che ritengo degne della mia fiducia.
    Ho citato il suo nome nella mia precedente breve conversazione con Anna perché. come pare essere suo costante uso, lei mi ha definita iattura, troll, rompiscatole e disgrazia peggiore della morte.
    Grazie per la sua gentilezza. Dopo di che le comunico che l’unica persona che incontra la mia disposizione d’animo sono Anna e Remada, non perché hanno le mie stesse convinzioni, ma perché le sanno esternare senza offendere; questione di stile.
    Su una cosa siamo d’accordo, io e lei, Fiora: non è vietato a NESSUNO avere delle preferenze in fatto di carattere ed educazione.
    Per cui la smetta di intrufolarsi nei contatti altrui e cerchi di temperare le sue sensazioni.
    Lei ha tanti amici qua, no? E allora chiacchieri con loro; il sito è aperto a tutti e, ne sono certa, non è stato creato per favorire baruffe verbali e insulti a gogo.
    Iole – la prima. Mi sarei firmata la seconda, se qualcuno dei frequentatori abituali mi avesse avvertita che c’era già una Iole antecedente. E anchen per

  312. iole prima ha detto:

    solita cliccata sbagliata.
    ….e anche per questo sono stata attaccata. Mi domando se siete davvero dei triestini voi; i miei concittadini sanno “remenare” in modo molto più intelligente e, sopratutto hanno bene in mente il detto “lo scherzo è bello, se dura poco”.

  313. Fiora ha detto:

    Ioleprima sentenzia,”lei ha tanti amici qua no?” Esatto! gli amici in un luogo virtuale si acquistano con una dialettica anche accesa ma rispettosa delle opinioni altrui e soprattutto INERENTE e se possibile con conclusioni sorridenti. Non mi appare il Suo caso.
    Lei è partita soft ,alle prime contestazioni( e Le ricordo NON mie!) ha virato sul polemico provocatorio per poi diffondersi sul didascalico bon ton secondo Ioleprima, autentico cavolo nella merenda “quante volte è stata liberata Trieste”.
    Divieti ad interpormi ? mi faccia il piacere! morrebbe d’asfissia questa discussione che pareva starle a cuore,per totale assenza di repliche a chi tenga banco con i Suoi attuali mezzucci fuori argomento. fuori da qualsiasi argomento d’interesse generale il Questi mi stanno simpatici ,quella no e blabla correlati. Persino per i “simpatici” come vede!
    Ma si legga un paio di altre discussioni anziché arroccarsi sull’astiosa dietrologia e ci piazzi qualche commento e gli “amici” e non, non latiteranno per noia, come sta accadendo qui.
    Vede? mi ha trascinata a divagare sul didascalico extratematico. me ne scuso con gli “amici” ( le virgolette perché é copyright della Iole. l’amicizia non è in discussione!)prometto di non peccare più .
    Però….Quanno ce vo’ ce vo’! 😀

  314. Fiora ha detto:

    e se l’ho ipotizzata troll ,bina e considerata iattura è nel rispetto delle Sue idee, limitatamente al Suoi modo di esporle

  315. Iole prima ha detto:

    Il suo commento, Fiora, merita una risposta chiara.
    Ha ragione sfsn, che ha scritto:” L’è inutil insegnai al mus, si piart timp e si infastidis la bestie.”
    Traduzione dal friulano: ” E’ inutile insegnare all’asino, si perde tempo e si infastidisce la bestia.”
    Va bene che sono in pensione, però non ho molto tempo da perdere; così ricorro alla sintesi altrui.
    Saluti cari a Lei e a Sfsn.
    Iole (La prima)

    Post scriptum: Grazie a tutti, mi sto davvero divertendo; ma non è faticoso arrampicarsi sugli specchi?

  316. Fiora ha detto:

    “Divertendosi”, Lei?! non pare dalla rabbia che esprime.
    chi scrive pubblicamente, si espone. vale per me come per Lei. tanto vale rassegnarsi alle contestazioni e all’indifferenza come Le sta accadendo

  317. Fiora ha detto:

    …perché ne converrà, nonostante i suoi goffi tentativi di captatio benevolentiae ,non se La fila più nessuno.

  318. Gianni Bua ha detto:

    @323 x Fiora (sta volta no go sbaglià el nome, spero…)
    Purtropo, su Bora.La no xe pol meter filtri, per cui – se possoo – l’unica maniera de non aver a che far co la …tizia… sarìa de no risponderghe MAI !! Che la se fazi un blog privato col fasciston de Monfalcon, co la Anny e via discorrendo. Per mi, la pol dir tuto quel che la vol, la Costituzione Italiana (nei limiti dela Lege Mancino) lo permeti.

    Servus, Gb

  319. Gianni Bua ha detto:

    sempre @ 323……
    Pol esere ogi che no i te rispondi, i xe o a Gorizia co casapound o in Piaza republica coi basabanchi…………..

    Servus, Gb

  320. iole prima ha detto:

    Io esprimo rabbia? Direi piuttosto che la esprime lei, con le sue sparate, sa? Io vivo tranquilla. Le assicuro che se lei non continuasse a parlare a sproposito di me, mi limiterei a visitare il sito per contattare Anna o Remada, le persone che più stimo. Ah; ho realizzaro che sa il latino; le spiace usare una lingua più attuale? Anche se preferirei essere lasciata nella mia beata solitudine, sola beatitudine, se non sono presenti i miei amici.
    Si è accorta, si, che anche a lei non la fila più nessuno, visto che le sole presenze sono le nostre?
    Unite nella disperazione di essere dimenticate, eh? Ma divise in tutto il resto.
    Ciao, compagna di sventura. A rileggersi alla prossima.
    Iole prima.

  321. Fiora ha detto:

    325
    occhei Gianni!

  322. Fiora ha detto:

    @325
    comunque go imparà che co se afacia un personagio “stravagante”del genere i schieramenti temporaneamente se sciogli e i comentatori se compatta vs. la provocazion senza motivo el babez senza costrutto. Ognidun con i sui punti de vista anche differenti, ma unidi da un comune intento: arroganza & svodo? no grazie!

  323. Fiora ha detto:

    @326
    quo usque tandem abutere Jole paientia nostra? tanto per farla contenta

  324. Fiora ha detto:

    errata corrige:PATIENTIA

  325. Fiora ha detto:

    @Gianni Bua
    a partir de ‘desso seguo el tuo consiglio. e spero che la Redazion elimini sta serie de botta &risposta de cui pel mio 50% me vergogno. Una volta “capì” el tipo no gavessi dovù continuar.

  326. John Remada ha detto:

    @324 Bua , dai toni del tuo conversare si direbbe che non ti è simpatico qualcuno di Monfalcone… ebbene non sai farti gli affaracci tuoi? Qualcuno ti ha nominato per caso? Se intendi John Remada , scrivi J.Remada ragazzo, se no, pensa a qualcosa di tuo personale o di qualche tuo amico e scrivi a loro i tuoi crucci ,mi sembra che non abbiamo mai bevuto insieme o altro. 2) Sei anche ignorante, e non poco, Forza Nuova è in ogni caso antagonista di casa pound per il semplice motivo che noi siamo antisionisti, loro filo israeliani, cosa non da poco; non mi sono mai definito fasiston , ma di destra dura; forse il ritorno di una temperatura meno mite ti indotto a qualche slibowitz di troppo? O non serve, di solito?

  327. John Remada ha detto:

    @332 ” Ha indotto” penultimo rigo.

  328. iole prima ha detto:

    Ciao Jhon Remada. Ti rivedo con piacere in questo bel sito tutto dolcezze. Se tu dovessi incocciare la Anna me la saluti?
    Ah. Credo sia la prima volta che ti vedo “leggermente” arrabbiato; qua non è certo difficile, pare che si equivochi sempre su quanto viene detto. Riucordas, se èposso dire, che la pazienza è la virtù dei forti.
    Ri-ri-ciao!
    Iole prima

  329. iole prima ha detto:

    Riucordas? Toh, che parlo una lingua che mi è sconosciuta. Eh eh, scusa l’errore, eh? Volevo dire ricorda.

  330. iole prima ha detto:

    Caro Gianni, ma io mi diverto e anzi se trovo Anna o Remada sono addirittura felice. Del resto, chi non mi “ama” non deve fare altro che ignorarmi, no? Semplice semplice, la soluzione.
    Ciao dolcezza in persona! Eh eh eh!

  331. John Remada ha detto:

    Ciao, Iole I°; sono tranquillo, ma è bene ricordare a certuni i miei comandamenti…..poi se ne stanno tranquilli, già un paio o più di questi sono ritornati sulla terra dopo esperienze negli spazi siderali.

  332. John Remada ha detto:

    Pochi argomenti mayuccia…..occhio nelle rotolate di divertimento a qualche spigolo….

  333. capitano ha detto:

    Grazie a chi iera in piaza anca per mi ogi a Gorizia contro il militarismo le guere e le evocazioni del cazo de rulòt-paund.

  334. Iole prima ha detto:

    Sai una cosa, Remada nonché John? (visto che finalmente ho scritto giusto John?), sei impagabile
    nelle tue risposte; io non riesco a mandarli negli spazi siderali, purtroppo.
    Comunque, viva gli spigoli! Ciao, Remada, torna presto. Ah. cosa vorrebbe dire ROFL? Mai una volta che si parli chiaro e schietto!

  335. John Remada ha detto:

    @Jole I°. Vuol dire che la simpatica Maja si rotola dal ridere….non da dove escono questi termini, sarà un revival del vocabolario di Teddy Bob !

  336. Iole prima ha detto:

    Ma che menti altamente sofisticate che ci sono, qua! Grazie della spiegazione John, e buona notte a te e a tutti.

  337. maja ha detto:

    prego, capitano.

  338. Fiora ha detto:

    @344
    come iera el clima, maja? pensar a destra come mi, pol benissimo includer el rifiuto de guerre e estremismi.
    O.T. ma mirado. LOL. più desueto ma da antipatizzante extraideologica, vojo schierarme e dar el mio contributo quale “mente altamente sofisticata” 😉

  339. maja ha detto:

    clima tutto sommato tranquillo, fiora, gente de tutti i tipi da tuta la region e dalla slovenia. goriziani cagai senza motivo, de blecche blocche no ghe ne iera (a parte quel de CasaClown). 🙂

  340. Iole prima ha detto:

    Teddy Bob si, che se ne intende! Ciao, Remada. Niente visitine oggi?

  341. Iole prima ha detto:

    La mente altamente sofisticata a cui mi riferivo era quella di Maja, Fiora… comunque, siete talmente uguali nelle risposte e negli argomenti da sembrare una sola; per cui, forse mi riferivo anche a te. Comincio a credere che i “clienti” di questo sito siano, alla grande, una decina.
    Così ogni tanto mi premurerò di alzare il numero degli “afisionados” con atto di presenza. Contenta?
    Iole Prima

  342. John Remada ha detto:

    @Jole I° A gentile richiesta…..
    Quindicinale nato nel luglio del 1966 e proseguito per 154 numeri fino al 14 novembre 1972 TEDDY BOB era un fumetto di ispirazione beat/flower power in cui il protagonista era un giovane capellone amante di pace e giustizia e che si muove in un contesto che fa continuo riferimento all’estetica beat, affrontando il cattivo di turno a bordo della sua moto Drago con cui si affianca alla gang di motociclisti chiamata Branco.
    Spesso il fumetto affronta temi particolari a cui la gioventù dell’epoca incominciava ad essere sensibile come razzismo, droga, antimilitarismo, delinquenza giovanile.
    Ogni numero presentava un’avventura completa e in quarta copertina allegava un ritratto di star della canzone, del cinema o dello sport.

    Grazie al successo ottenuto viene creato il Clan di Teddy Bob e pubblicato anche in Francia oltre ad avere anche una malriuscita imitazione (Johnny Beat) che duro’ pochi mesi e addirittura una sexy-beat .
    Uno degli aspetti più curiosi (e ridicoli) era l’uso di un linguaggio che voleva essere “giovane” ma che non aveva alcun riscontro con la realtà nè nessun giovane dell’epoca si sognò mai di parlare

  343. Iole prima ha detto:

    Grazie della esauriente spiegazione, John; sai una cosa? Anche oggi, forse, l’uso di un linguaggio che vuole parere giovane si è arricchito di nuovi “aficionados”; io, a dire il vero, trovo che la nostra lingua è talmente ricca di vocaboli, verbi e possibili modi di espressione da rendere inutile la sua manipolazione. Ma, naturalmente questa è una mia opinione personale che non obbliga nessuno a parlare nel modo che più gli è consono, ci mancherebbe.
    Ed è molto attuale, anche oggigiorno, il fumetto che hai citato; direi anzi che i temi proposti sono attuali più che mai. Mi piacerebbe un simposio in merito, in questo sito. Mah, se son rose fioriranno.
    Non ho più visto comparire Anna; speriamo non si sia stufata della pochezza di argomenti attuali che non trovano mai la via per essere interessanti per tutti.
    Ciao Remada, a ritrovarci. Buondì a tutti.

  344. Stojan Spetič ha detto:

    Sono stupefatto. Ho scritto l’articolo sulle liberazioni di Trieste anni fa per una rviista nazionale e me lo vedo ripubblicato su Bora.la con un seguito incredibile di commenti e repliche. Non tutte puntuali e molte confuse, ma tant’è. Discutere di storia è una cosa seria, mentre discutere di ricordi e percezioni personali dei fatti accaduti è quasi impossibile. Vanno rispettati quelli veramente personali, mentre pare assurdo dover correre dietro propagandistiche affermazioni e sentenze il cui unico scopo pare essere quello di affermare le proprie ragioni di fondo e le scelte che in quest’epoca paiono alquanto datate. Viviamo in un nuovo millennio in cui sono cadute le frontiere, il capitale ha globalizzato i popoli riducendoli financo in miseria, le nazioni stanno trasformandosi in agglomerati multietnici e la stessa concezione di nazione viene a modificarsi qualitativamente.
    Comunque ho perso utilmente un paio d’ore per rileggermi tutto anche se spesso mi sono ritrovato a scuotere la testa o per il fastidio o per lo stupore.

  345. Fiora ha detto:

    @351
    ” spesso mi sono ritrovato a scuotere la testa per il fastidio e lo stupore”
    e non solo Lei , Stojan Spetic! la sistematica frantumazione degli zebedei ad opera dell’ identificabilissima Sua Petulanza ha disperso i contenuti, deviato sullo sterile scambio di notazioni biografiche, (cui pure la sottoscritta non è riuscita per qualche post a sottrarsi e me ne scuso) fino a trascinare a fondo la barca a furia di provocazioni generiche avulse dal contesto come una carretta di migranti (almeno tento di attualizzare).
    Ovvio assicurarLe che le Sue considerazioni sul nuovo millennio e globalizzazione mi trovano perfettamente d’accordo e per onestà doveroso da parte mia confessarLe che in questa confusa situazione il senso d’appartenenza mi appare come l’unico punto fermo. Appartenenza-resistenza -rassegnazione,ma tant’è me ne farò, anzi me ne sto facendo una ragione…
    Mi dica che è veniale pensarla così. sarò più tranquilla.
    Cordiali saluti,
    Fiorenza Degrassi

  346. Fiora ha detto:

    …e sia stato pure determinato da “fastidio e stupore” (che ampiamente ho anch’io espresso con preferenza per il fastidio) il Suo intervento mi appare un rinvigorente apporto e ne sono davvero lieta.

  347. Iole prima ha detto:

    +Non si stupisca, signor Stojan.
    Per i kl momento lei è nelle grazie di Fiora e credo anche di Maja: è quanto è successo a me appena sono entrata e ricoperta di zucchero e miele. Poi, alle prima avvisaglie che i ricordi altrui non collimavano con quelli delle due anzidette, sono stata mezzo massacrata.
    Le spiace dirmi se e dove, secondo lei, io ho mentito sui miei personali ricordi di quell’infausto periodo, come pare abbia ritenuto qualcuno? Le premetto che non ho mai odiato nessun popolo diverso dal mia, perché sono stata educata a ritenere responsabili coloro che il male lo commettono, e non la nazione e il popolo al quale appartengono.
    Sarò grata se riterrà di rispondermi.
    Iole prima.

  348. iole prima ha detto:

    Ma guarda un pò!
    Per quanto abbia indagato, non ho troivatio alcuna articolo di Stojan Spewtic a riguardo delle terre giuliane, istriane e dalmate!
    E guarda un pò: dopo

  349. iole prima ha detto:

    Ma guarda un pò!
    Per quanto abbia indagato, non ho trovato alcuna articolo di Stojan Spetic a riguardo delle terre giuliane, istriane e dalmate! Ma se volete e potete indicarmelo vado a leggermelo di sicuro.
    Altra combinazione: dopo aver esposto la sua meraviglia per le diatribe sorte in merito a Trieste Italiana e alla Trst slovena, (quest’ultima inesistente, il signor Spetic, sollecitato cortesemente da Iole Prima a indicare alla medesima dove egli differisce dalle considerazioni della medesima, i non si fa più vivo.
    E le uniche due persone che si sono complimentate con lui per la sua apparizione di una volta e poi silenzio su Bora.la sono le onnipresenti Fiora e maja. Poi più nulla.
    Mi meraviglio che il sito non metta una specie di calmiere ai vostri bollenti spiriti, fanciulle!
    A rileggerci a dopo che avrete cessato di tremare.
    Lo scherzetto del “non scriviamo più niente, così Iole Prima se ne va definitivamente” non serve a molto sa? I Siti, TUTTI i siti, sono tenuti a dar libero accesso a chi si comporta correttamente.
    Per cui, a rileggerci, eh?
    Iole Prima

  350. Iole prima ha detto:

    Eh he….quando l’argomento non lo potete contrastare, non si pubblica, eh? Iole, la mia omonima…. probabilmente la consulente, se non la direttrice, di questo sito. Bah! Auguri e niente figli.
    Iole prima

  351. iole prima ha detto:

    La verità vi fa male, lo sooo….!
    Eh eh eh!
    Buone vacanze a tutti!

  352. iole prima ha detto:

    Toh, questo commento è passato. Solo quando si parlo di Tito e dei suoi sgherri, c’è la censura?
    La verità fa male, eh?

  353. Patoca lontana ha detto:

    Me piaxi sempre trovar queste discussioni sula nostra storia fate da persone che no la ga vissuda. No son ironica. Mi credo che la memoria sia come i fiumi del Carso, se no se fa ciaro sule situazioni, le torna sempr fora. Gavemo eredità problemi che non xe sta risolti da chi doveva farlo. Visto che qua tanti gavè parlà de memoria, ve domando un parer, che no pol esser scientifico ma va ben lo stesso. Perchè se parla sempre dei orori delle foibe e dei titini e poco de quel che ga fato i nazisti e i fascisti? Perchè, a parte i storici, tuti se ga dimenticà che i nazisti a Trieste ciapava i muleti in strada pel copin e i li usava come scudi umani? E che i ga mandà tanti muli che no voleva lavorar per lori nei campi de concentramento? Perchè se parla cussì poco de la carne de porco che ga fato i boni taliani in Istria, in Carso, a Lubiana? Mi no voio far polemiche, go cità episodi che xe documentai. Mi voleria capir perchè 70 anni dopo parlemo solo dele foibe e no del tuto il resto. Forsi perchè i nazisti ga fato tanta m… in general che no val la pena? O perchè ormai i fa parte de Holivud? Per la cronaca son meza istriana e meza triestina.

  354. angelo SORCI. mulon ha detto:

    L’ITALIA ..
    per tanti motivi. in queste terre l’italiano e
    sempre stato percosso .. tornando un po’ indietro. la
    protezione l’hanno chiesta il duca di duino (tedesco … perche aveva interesse a farlo perché venezia voleva
    espandersi. ma siamo sicuri. che i triestini. volevano l’austria ? sotto venezia poteva essere ancora più grande probabile una base navale. e un centro storico. come in effetti le città più importanti. dell’istria. hanno un suo borgo storico .. e da la sono nati i primi moti irridenti piano piano. l’animo italiano
    cresce. e questo l’austria lo ha capito da
    prima. spostando popoli slavi all’interno delle terre
    latine. poi foraggiando milizie filo slovene e
    croate. per controllar l’irrendentismo ormai dilagante
    poi la germanizzazione e la slavizzazione del famoso editto. si può dire che la snazionalizzazione dell’istria e
    dalmazia. è cominciata. ( ben presto l’austria
    capira a sue spese cosa vuoldire scendere a patto con il mondo slavo ) con l’epilogo finale el 54 ..
    per me il 26 ottobre 54 …e la
    vera liberazione

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