11 Ottobre 2014

La verità è rivoluzionaria

el sunto La verità è rivoluzionaria è l'ultima scritta nell'ex manicomio di San Giovanni a Trieste .L'incipit di un post del blog Il Cren pizzica

tratto dal blog Il Cren pizzica

Ricordo che alcuni anni fa, seguendo una visita guidata nel parco di San Giovanni, mi aveva colpito una signora che, ammirando le aiuole non ancora ben curate come oggi, quasi con nostalgia diceva “Quando il manicomio era chiuso era tutto ordinato, c’erano i fiori e niente scritte sui muri, non questo schifo. I matti tenevano a posto le aiuole che erano sempre perfette.” L’ordine della istituzione opposto all’anarchia della deistituzionalizzazione.”

Ricordo che un giorno incontrai Ugo Guarino, parlammo della scritta “La libertà è terapeutica“, scritta che appariva sulla palazzina della direzione. Una frase ed una scritta storica. Per quel che vale, ma ne dà la misura, la ricerca su Google dà circa 3000 risultati, da tutto il mondo.

liberta

Ugo ne era particolarmente orgoglioso e, quando gli raccontai che la palazzina era in corso di restauro disse “podesi vignir a darghe una ripassada, e anche me piasesi firmarla“. Incontrai Franco Rotelli alcuni giorni dopo e gli raccontai la cosa. Gelidamente mi rispose “La scritta la cancelliamo con il restauro della direzione, la scriveremo da qualche altra parte“. La scrissero su un cartone di un metro e mezzo per uno, cartone oramai scomparso.

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Ndr. Su Facebook è attiva la pagina “Salviamo la scritta: La verità è rivoluzionaria

Foto di Elisa Biagi e di Claudio Ernè.

 

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15 commenti a La verità è rivoluzionaria

  1. Massimo Amodeo ha detto:

    Il cren ci butta addosso dell’altro nulla compresso. Emozioniamoci.

  2. aldo ha detto:

    @Massimo Amodeo, ti devi essere confuso, non parlava nè del tlt nè di te

  3. Elisa Biagi ha detto:

    Il graffito completo presenta due livelli di scrittura,
    quello più evidente in stampatello maiuscolo:
    “LA VERITÀ È RIVOLUZIONARIA”
    e un secondo livello, scritto in corsivo in lingua francese sovrapposto allo slogan, ormai quasi illeggibile è il vero monito:
    “Credi sempre solo a quella che porti con te!”
    … credi alla tua verità, una verità che non ha valore assoluto.
    Principio fondamentale da far proprio per non permettere che una volta definita “una verità” diventi a sua volta limite e contenzione.

  4. Fulvio Rogantin ha detto:

    Massimo Amodeo, puoi pensarla come vuoi. Cercare di salvare quella scritta non credo ti tolga niente, ma aggiunge a coloro per i quali ha un valore.

  5. michela ha detto:

    da giovane lessi “Dogmi, gregari e rivoluzionari” di Fromm. Secondo lui, Gesù Cristo fu il più grande rivoluzionario della Storia, quando venne a raccontare e diffondere la Sua Verità.
    Ora, siccome la Verità unica e assoluta non esiste, e nemmeno Dio esiste, quella scritta si appalesa inutile. O no?
    (preciso che per me è del tutto indifferente che la lascino o la tolgano, chiedo solo per amore di discussione).

  6. Vittorio Veneto ha detto:

    Ma Rotelli e umanamente incapace di provare sentimenti ed emozioni e così tutti i suoi,se li è allevati con cura. Cercare un po’ di romanticismo in loro e assolutamente inutile. Sono piccoli burosauri del disagio molto pieni di se e nient’altro purtroppo.

  7. Kaiokasin ha detto:

    Michela, hai ragione che il concetto di “verità” è quantomai indefinito, ognuno ha la sua.
    Ma per questo c’era la sovrascritta “Credi sempre solo a quella che porti con te!”. Io lo leggo come un invito a non lasciarsi inquadrare in ideologie precostituite, ma a vivere la propria individualità, non importa se problematica e incasinata come poteva essere quella degli ex-reclusi dell’OPP [che poi le “verità” di noi “normali” non è che siano poi tutta ‘sta roba!].
    Comunque la scritta (completa di inserto francese corsivo) è da salvare, così come è da ripristinare quella sull’edificio centrale, “la libertà è terapeutica”, che invece per conto mio è una summa imprescindibile.

  8. Kshatriya ha detto:

    la verità è un’astrazione, concreta è l’identità. rivoluzione è il nome che la modernità ha dato alla distruzione della tradizione nell’attuale età oscura e materialista, l’ultima di ogni ciclo. ma dopo inizia un nuovo ciclo con il ritorno in forma rinnovata della tradizione. questa è la vera rivoluzione, quella che invera la tradizione nel passaggio a un nuovo ciclo.

  9. iole ha detto:

    per la cronaca, un anno fa kshatriya si era guadagnato una menzione d’onore in questo post:

    http://www.wumingfoundation.com/giap/?p=14479

  10. Kaiokasin ha detto:

    E bon, dei. In fondo la lettura di Kshatriya non è poi così peregrina, l’evoluzione dell’umanità è una successione di rivoluzioni e restaurazioni. Solo che Kshatriya ama i periodi di restaurazione e noi quelli della rivoluzione. La “tradizione” vedeva bene i matti dietro le sbarre, I suppose.

  11. mauro felluga ha detto:

    Mani ignote tracciarono altre scritte, ormai scomparse, sui muri del ex opp.
    Piccole testimonianze dei tempi.
    “spray agli operay” – anni 70 Pad.L
    “coca e ero per non veder nero” – anni 80 Pad.P

    http://www.youtube.com/watch?v=dtcpqtRKg6M

  12. michela ha detto:

    @7) Kaiokasin, quoto in pieno.

  13. effebi ha detto:

    LA VERITA’ E’ RIVOLUZIONARIA
    IL BAR E’ DAL LATO OPPOSTO

  14. mauro felluga ha detto:

    @Elisa Biagi (3),
    il secondo livello, scritto in corsivo in lingua francese, è stato tracciato durante il réseau del ’77 dal gruppo Marge (Margine), che cercava di raggruppare tutti i marginali (delinquenti(e), prostituti(e), vecchi carcerati, tossicomani, omosessuali(e), travestiti, squatters)

    http://www.youtube.com/watch?v=Xiv-KYyHv5E

  15. fabrizio ha detto:

    quella scritta l’ho vista fare.
    Ma non era una scritta era un sentimento comune divenuto scritta,e non riguardava solo i “matti”
    riguardava tutti noi,quella volta:o almeno quelli che si riconoscevano in quella scritta.
    Ne ricordo un’altra sui muri di Bologna(Francesco era morto da poco)”una risata vi seppellirà”.
    Vorrei vedere ancora sui muri del mio paese tante scritte come queste(e sopratutto di nuove) ma non si può trattare di un museo:questo tipo di scritte hanno senso se vengono da quello che siamo,pensiamo,facciamo.
    Per quanto mi riguarda sono ancora dentro di me e recentemente l’ho fatta appendere(in striscione di 5 metri!:non si possono sporcare i muri dell’ulss)nel corridoio del servizio.
    Poi ho cercato di spiegare senza sembrare un ex partigiano ringrullito.
    Non so se ci sono riuscito,però lo striscione ancora lì e chi ci passa davanti,giovane,vecchio,matto,psichiatra,sano ecc.quasi sempre sorride.

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