15 Aprile 2014

Rigassificatore di Zaule. Pellegrino: più vicino rigetto del progetto.

el sunto Pellegrino: piu' vicino rigetto del progetto rigassificatore di Zaule. Governo riconosce criticità denunciate da tempo da SEL

L’azione parlamentare di Sinistra Ecologia Libertà contro il rigassificatore di Zaule, nel golfo di Trieste, ha ottenuto quest’oggi una fondamentale presa di posizione da parte del Ministero delle attività produttive: e cioè il riconoscimento in aula delle criticità e incongruenze del progetto, ampiamente evidenziate ormai un anno fa, con il coinvolgimento di ben tre dicasteri, Ambiente, Trasporti, Attività produttive.
Lo spiega la parlamentare Serena Pellegrino (Sel) che dopo aver depositato, nella primavera del 2013, una mozione e una interpellanza alla Camera dei deputati , successivamente aveva coinvolto sul problema del progetto di Zaule la vicepresidente della Commissione europea , richiamando così l’attenzione dell’UE sull’allarmante situazione di Trieste e della circostante area transfrontaliera tra Italia e Slovenia.
“ Oggi – dichiara Pellegrino – il Sottosegretario alle Attività produttive Claudio De Vincenti ci ha anticipato che il Ministero dell’Ambiente con tutta probabilità revocherà la Valutazione d’impatto ambientale positiva a suo tempo concessa al progetto. E conseguentemente il Ministero delle Attività produttive rigetterà la domanda di autorizzazione alla realizzazione dell’impianto di Zaule.”
“Abbiamo ovviamente sottolineato la necessità di una diversa inquadratura del ruolo dei rigassificatori all’interno di un Piano energetico nazionale che preveda di produrre quanto effettivamente occorra al Paese, coerentemente con le ottime politiche di efficientamento energetico che questo Governo sta mettendo in atto.”
“ L’urgenza di questo formale rigetto – conclude Pellegrino – ha importanza anche perché proseguono i lavori del coordinamento trilaterale Croazia,Italia e Slovenia rispetto tutte le iniziative infrastrutturali dell’Alto Adriatico, inclusi quindi anche i progetti dei rigassificatori proposti nel porto di Capodistria-Koper e sull’isola di Veglia-Krk.”

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8 commenti a Rigassificatore di Zaule. Pellegrino: più vicino rigetto del progetto.

  1. Io alzerei il tono della querelle. Cerchiamo di allearci con chi condivide il nostro mare. Il rigassificatore a Zaule è un’idiozia per lo stesso motivo per cui è un’idiozia il rigassificatore croato a Castelmuschio di Veglia (Omisal, Krk). Bisognerebbe creare una rete civica internazionale di difesa dell’Adriatico orientale.

  2. Avatar ufo ha detto:

    A giudicare dal caso di quello di Rotterdam (inutilizzato per il 90%) si direbbe che investire in rigassificatori non sia esattamente un affare…

  3. Avatar ikom ha detto:

    A giudicare da quello a largo del Veneto sembra invece un affare economicamente parlando.

  4. Avatar capitano ha detto:

    Un motivo in più, lo hai sentito?

    http://rts.crs.inogs.it/event/28250/detail.html

  5. Avatar Prooot ha detto:

    Saranno contenti i vari gombac e compagnia mtl varia, ora strada spianata ai loro interessi gas russi. Altro che interesse verso Trieste… Interesse verso il proprio tornaconto sulle spalle dei triestini

  6. Avatar Barba Franco ha detto:

    A ufo.
    La ridotta convenienza dell’approvvigionamento di gas liquido via mare è probabilmente temporanea e l’impianto di Rotterdam tornerà a lavorare a ritmi sostenuti in futuro. L’attuale momento è determinato sia dalle turbative che si registrano in alcuni paesi produttori (vedi Libia) o in altri di transito dei gasdotti (vedi Ucraina) sia dai massicci acquisti effettuati dai giapponesi che hanno determinato l’aumento del prezzo del metano.. In Giappone infatti è stato incrementato l’uso del metano per la produzione dell’energia elettrica in seguito alla chiusura delle centrali a carbone che molti e autorevoli studi indicano come responsabili di migliaia e migliaia di morti all’anno. Da noi invece si preferisce ingigantire le poche e ipotetiche criticità dei rigassificatori (nemmeno un morto negli ultimi sessantanni) disinteressandosi degli effetti certi e documentati degli impianti a carbone. (Vado Ligure insegna). E’ una pia illusione che sia meno pericolosa una centrale a carbone a Monfalcone che un rigassificatore a Zaule. Negli Stati Uniti è stato perfezionato un metodo innovativo per l’estrazione del metano dalle rocce per cui quel paese si è trasformato da importatore a produttore.di gas. Gran parte degli impianti di rigassificazione è stata chiusa e gli americani si preparano ad introdurre sul mercato mondiale forti quantitativi di metano a prezzi bassi. Ne potranno usufruire quei paesi che si sono dotati di adeguati impianti di ricezione. E l’Italia non è tra questi per cui da noi l’energia continuerà a costare molto più che nelle nazioni concorrenti con i perduranti danni al nostro sistema produttivo.

  7. Avatar ufo ha detto:

    Ah, beata gioventù… Ti hanno promesso energia a prezzi più bassi se arriva in forma di idrocarburi gassosi? Eppure l’Italia riceve gia oggi buona parte della produzione di gas algerina e libica tramite gasdotti, risparmiando dunque anche i costi di liquefare e poi rigassificare il tutto – e non mi pare di aver visto in giro questi rispami.
    Riguardo alle belle speranze di quanto costerebbe il “shale gas” americano ti faccio notare l’articolo del 26 marzo sul Washington Post, da cui cito: “It costs about $3 per 1,000 cubic feet to liquefy natural gas, about $1 to transport it to Europe and $1 or so to turn the liquefied natural gas back into a gas. Current U.S. prices would make U.S. natural gas roughly as expensive as some of the Russian gas under recent European purchase contracts. For U.S. gas to make economic sense in Europe, it has to stay cheap. Right now, Russia, Algeria and Norway have the flexibility to undercut U.S. supplies if they need to.

    The same story applies to liquefied natural gas, or LNG, from other sources. Goldman Sachs estimated in its March 4 energy weekly that U.S. LNG prices would be 35 percent to 40 percent higher than Russian prices if imported by Europe in large quantities.

    Prices are higher in Asia, which is why large numbers of the LNG export facilities approved so far have long-term contracts with customers in Japan. Very little of the LNG exports approved so far will go to Europe.” E ancora: “Right now Europe has enough LNG import terminals to handle a substantial surge in supplies. There are 22 terminals and, as of February, six under construction that could handle 220 billion cubic meters, according to Gas Infrastructure Europe. That would pose a threat to Russian imports.

    But it’s a free market in the world of LNG tankers. Because LNG prices are higher in Asia, especially in Japan, producers are ignoring geopolitics and shipping gas there. Most of Europe’s LNG terminals have been idle.“. In parole povere, agli esportatori di gas conviene spedirlo in Asia, perchè loro pagano di più. Se vuoi che lo mandino in Europa devi pagare più di loro, e addio risparmio. Aritmetica elementare.

    Passiamo oltre: tra i tanti che si sono opposti alla bislacca idea di piazzare un impianto del genere in mezzo alle case non mi risulta ce ne sia stato manco uno che lo abbia fatto per un improvvisa passione per il carbone. e il sottintenderlo o insinuarlo da parte tua mi pare stia al limite della malafede… Pacifico che il carbone sia inquinante, e che passare a metano o GNL sia premiante dal punto di vista ecologico, ma tra questo e dichiarare una buona idea il fare terminal in un centro urbano ce ne passa. Anche il treno inquina meno dell’automobile, ma non per questo sarebbe stata una buona idea distruggere una riserva naturale per farci passare i binari, se ben ricordate.

    Riguardo alle ipotetiche criticità di un rigassificatore potrebbe essere istruttivo leggersi il pezzo della Reuters del 31 maggio riguardo al recentissimo incidente all’impianto di Plymouth, Wa.: senza causa apparente un contenitore in pressione dell’impianto è esploso proiettando rottami da un quintale a trecento metri di distanza. Uno di questi frammenti ha centrato in pieno uno dei serbatoi di GNL, perforando la doppia parete di contenimento e causando la fuga del gas. Evacuati, per niente ipoteticamente, dipendenti e popolazione nel raggio di due miglia (3,2 km), il tutto si è poi risolto bene (a parte i cinque feriti) grazie anche al fatto che la nube di gas non si è diretta verso l’abitato.

    Considerazioni applicabili al nostro mostrificatore di Zaule: l’impianto di Plymouth è stato saggiamente posto in una zona rurale, e ad oltre tre miglia dall’abitato più vicino, la citata Plymouth (abitanti: 400). Sempre in via ipotetica proviamo invece a tracciare un cerchio di 3,2 km attorno al sito ipotizzato per Zaule: arriva ad ovest fino quasi a Punta Sottile, a sud va ben oltre il confine di stato, ad est arriva fino alla Wartsila e a nord fino a Strada per Basovizza e (circa) Foro Ulpiano. Come vi suona l’idea di evacuare l’area. magari di notte?

    Sunto: il progetto del rigassificatore è fortunatamente defunto, per eccelsi demeriti propri e con buona ragione. Nel caso sventurato dovesse risorgere dall’oltretomba è dovere di ogni buon cittadino rispedirlo dove merita con una pallottola d’argento, e poi finire l’opera con un paletto di frassino nel cuore del vampiro, onde evitare ulteriori resurrezioni. In mancanza di argento o di frassino, badilate in testa q.b.

  8. Avatar Barba Franco ha detto:

    Ancora una volta mi imbatto in episodi di disinformazione. L’impianto in cui è avvenuto l’incidente di cui si parla non è un impianto di rigassificazione bensì uno di liquefazione che, come noto, è molto più pericoloso del primo. L’unico grave incidente avvenuto in tempi recenti nel mondo è stato quello del 2004 in Algeria proprio in un impianto di liquefazione. Plymouth, WA si trova a 900 miglia dal mare è non è quindi dotato di alcun attrezzatura portuale. L’incidente è stato determinato dallo scoppio di una bombola in pressione dell’impianto che rimuove l’anidride carbonica dal gas prima della sua liquefazione. Un pezzo della bombola ha colpito una delle due cisterne di stoccaggio causando danni solamente al guscio esterno. La cisterna è stata vuotata per precauzione e si sta investigando per escludere che vi siano anche minimi danni al guscio interno in acciaio-nikel. Non vi sono state quindi fuoriuscite di metano liquido dalla cisterna. L’unica emissione di gas, in modesta quantità, miscelata ad anididride carbonica, è partita dalla bombola esplosa.
    Volendo analizzare la distanza degli impianti LNG dai centri abitati negli Stati Uniti basterà ricordare che il rigassificatore di Boston si trova praticamente in centro città. E la percezione di pericolo non deve essere molto elevata se non lo si è sostituito con i due esistenti impianti off-shore, sistemati al largo della costa, attualmente inutilizzati in seguito al crollo delle importazioni di metano da parte degli Stati Uniti.
    Per quanto riguarda la convenienza del shale gas americano citerò solamente alcune cifre. Quantità di gas che gli Stati Uniti potrebbero esportare al giorno : 42 miliardi di metri cubi. Consumo giornaliero dell’Europa : 30 miliari di metri cubi. Consumo giornaliero del Giappone: 14 miliari di metri cubi. Dal 2008 al 2013 il prezzo del gas è sceso negli Stati Uniti da 8,2 a 4 dollari. In Europa, dal 2010 al 2013 è aumentato da 8 a 12 dollari. Ognuno ne tragga le conclusioni del caso.
    Mi si accusa di malafede ma la malafede appartiene a tutti coloro che hanno presentato un impianto di rigassifazione come un pericolo immane. Cosa che ovviamente non è altrimenti dovremmo trattare da incoscienti tutti quelli stati del mondo che hanno costruito e stanno costruendo unità di rigassificazione (Giappone in primo piano). Ma a noi sta bene così. Il carbone inquina un po’ di più?? e ce lo teniamo ma le particelle di metalli pesanti, non filtrate nemmeno dai sistemi più moderni, che ricadono nel raggio di 50 km da una centrale a carbone provocano un numero tale di morti che in Giappone, incoscienti loro, non accettano, e lo sostituiscono con il metano che importano tramite impianti sistemati in abbondanza nella baia di Tokio, in vicinanza della più grande megalopoli del mondo (40 milioni di abitanti!). Pensate un po’ se dovessero evacuarla!!!

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