22 Febbraio 2014

Lo scautismo, ricordiamolo, è un movimento educativo

Oggi, 22 febbraio, mentre a Roma presta giuramento un premier ex scout e a Trieste una via viene dedicata al fondatore dello scautismo Baden Powell (di cui ricorre l’anniversario della nascita), pubblichiamo un articolo finito nel limbo delle cose non pubblicate. Esso parla di un’attività scout particolare, nel comprensorio dell’ex ospedale psichiatrico.

 

Domenica 24 novembre, gli scout del il V Gruppo del CNGEI di Trieste hanno festeggiato l’autunno con una “Festa delle Castagne” presso il comprensorio di San Giovanni, ex Ospedale Psichiatrico, ospiti della associazione di volontariato Franco Basaglia, la cui sede si trova nei pressi del magnifico roseto del Parco di San Giovanni.

Lupetti, esploratori e rover (cioè ragazze e ragazzi tra 8 e 19 anni) hanno potuto scoprire la storia dell’ospedale psichiatrico provinciale che lo psichiatra Franco Basaglia chiuse, aprendo le porte a un modello di cura della salute mentale dove i malati tornavano a essere cittadini con diritti e doveri, e non più internati reietti dalla società.

Attraverso giochi e momenti di riflessione, gli scout hanno capito con quanta facilità si poteva finire ricoverati (e quanto poteva essere difficile uscire) nel manicomio, in che maniera si veniva suddivisi (uomini separati dalle donne; padiglioni diversi per agitati, semiagitati, paralitici, violenti…) e quali erano i trattamenti che venivano inflitti agli internati.

Poi hanno scoperto quali sono stati i cardini della rivoluzione basagliana: l’attenzione al malato come cittadino, il suo coinvolgimento diretto nel percorso di cura, l’abbandono di mezzi di coercizione nel trattamento. Hanno anche incontrato Marco Cavallo (anzi, una sua copia – vedi nota), la statua simbolo del rientro dei malati nella società e custode dei loro sogni.

Dalla scoperta del luogo e della sua storia è emersa quasi da solo un nuovo sguardo verso la sofferenza mentale: non più un male assoluto, pericoloso e incurabile o da nascondere, ma un disagio da affrontare consapevolmente insieme a chi ne è affetto, perché la società, il dialogo, il lavoro e la vita quotidiana hanno un grande ruolo nei processi di guarigione.

Nel pomeriggio, le famiglie hanno raggiunto i ragazzi, per condividere con loro l’esperienza e festeggiare un momento importante. Nel 1972, al San Giovanni in via di chiusura, anche Franco Basaglia celebrò con gli abitanti del rione una Festa delle Castagne, per riavvicinare gli abitanti del rione ai “matti” che suscitavano tanta paura, ma anche tanta curiosità, nei loro vicini di casa.

Possiamo vedere quella festa del 1972 come un primo segno di quel cambiamento che ha portato una trasformazione così radicale di quei luoghi: là dove un tempo c’erano violenze e soprusi, oggi si studia, si scopre e si gioca. Là dove esseri umani erano ridotti a oggetti oggi, in uno scenario colmo di storia e di bellezza, gli scout si allontano da pericolosi pregiudizi e scoprono quanto sia importante sostenersi l’un l’altro nelle difficoltà, battersi per i diritti e coltivare i propri sogni.

Anche oggi, se ci crediamo, realizzare i cambiamenti è possibile. Anche oggi, la verità è rivoluzionaria.

 

Roberta Paoletti – Capo Gruppo del V Gruppo Soraksan, CNGEI Trieste

 

Nota 1: Mentre gli scout stavano scoprendo il Parco di San Giovanni, Marco Cavallo stava completando un tour italiano contro gli ospedali psichiatrici giudiziari, gli ultimi eredi dei vecchi manicomi, dove ancora oggi delle persone vengono rinchiuse e non curate.

Nota 2: Un ringraziamento particolare va a Massimiliano de Walderstein della Associazione di volontariato Franco Basaglia e scout del gruppo FSE 1°, che con entusiasmo ha sostenuto questa attività del CNGEI.

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