11 Febbraio 2014

Accettare questo strano appuntamento è stato una pazzia: l’ultimatum di Trieste declassato a penultimatum

Riceviamo e pubblichiamo il testo di Hobo, relativo alla manifestazione di ieri del Movimento Trieste Libera.

Alla fine il presidio del MTL organizzato per lo scadere dell’ultimatum all’Italia ha visto una partecipazione scarsissima, un centinaio al massimo di militanti fradici sotto la pioggia.
Eppure la giornata si preannunciava gustosa. Al mattino Giurastante aveva scritto sul suo blog:

La Russia, grande esclusa tra i Paesi europei extra U.E. ed al di fuori dell’Alleanza Atlantica, comincia ad alzare la voce: perché dovrebbe essere esclusa, in violazione del Trattato di Pace che la ha vista quale Paese vincitore, dall’usufrutto di un porto strategico come quello di Trieste a vantaggio della Comunità Europea concorrente non solo commerciale?

Alle tre e mezza però in Porto Vecchio non c’è ancora nessuno. In streaming, invece della diretta, viene trasmessa la registrazione dell’assemblea/conferenza stampa del mattino. Ricevo una e-mail da Andrea Olivieri:

“Abbiamo scritto una marea di cazzate…, però… mi sono collegato e stanno parlando di Putin, c’è un tizio in colbacco in prima fila, Giurastante cita Molotov (“sì, è lo stesso delle bottiglie incendiarie”) e deliri sui traffici col far east…
…sto morendo! LOL!”

Alle quattro parte la diretta. Andrea mi scrive di nuovo:

“Vabbé, sono le quattro e non c’è…NESSUNO!
La diretta è una macchina che gira intorno ai magazzini sotto la pioggia, desolazione umida.”

Il tizio della macchina dopo un po’ si stufa di girare a vuoto per il porto, e imbocca le rive, poi la sopraelevata fino a Valmaura. Asfalto lucido di pioggia, ma non è abbastanza buio per fare “Taxi Driver”. Soundtrack: AC/DC, marce austriache, gli Stones che fanno Dylan.

La macchina rientra in porto. Una trentina di militanti si sono raccolti all’entrata vicino alla stazione. Adesso nel mangianastri c’è Ricky Malva che canta “Go ciolto ferie doman”.

Il tizio continua a guidare sull’asfalto bagnato. Si è fatto buio e coi riflessi dei lampioni sulle pozzanghere e sul parabrezza l’effetto visivo e’ decisamente migliore. Ma Ricky Malva non e’ Miles Davis.

La macchina si ferma vicino all’ingresso di Viale Miramare. I militanti hanno montato due gazebo. Sono sufficienti a riparare dalla pioggia l’intero presidio. Non succede niente. Non sapendo che altro fare, gli speaker della diretta si improvvisano deejay. Annunciano i Clash, ma partono gli Halleluyah. Stay tuned, forse ora intervistano Vito Potenza. Niente. Finalmente parte London Calling, ma il gazebo in viale Miramare non rende come la zattera sul Tamigi.

Alle otto e mezza compare Giurastante in mimetica. Halleluyah, finalmente un’intervista.
-Cosa farete adesso?
-L’Italia non ha risposto all’ultimatum. Da domani il MTL si muoverà per ottenere risposte non più dalle autorità italiane, ma direttamente dall’ONU. Abbiamo presentato all’ONU un manifesto per il rispetto dei diritti dei cittadini del TLT. Se entro il 15 settembre non avremo risposte, il popolo triestino passerà all’autodeterminazione.

Fine dell’intervista.

Ancora un paio di ore di inquadratura fissa sul presidio.

Fine della diretta.

Fine del presidio.

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