28 Gennaio 2014

Il Movimento Trieste Libera sulla rivista Limes

«L’Italia non ha interesse a sviluppare questo territorio. Sa che non le appartiene, lo considera come una colonia. Noi triestini viviamo da 59 anni in regime di occupazione militare» così dichiara Roberto Giurastante in un intervista di Andrea Luchetta, uscita ieri su Limes, rivista di geopolitica fondata nel 1993 e diretta da Lucio Caracciolo.

Un’ articolo molto interessante e esaustivo, di cui vi  proponiamo l’incipit e  vi consigliamo la lettura.

«Trieste è cara al cuore di tutti gli italiani» spiegava a Time il sindaco Mario Franzil nel 1959. «I politici di Roma sono così colpiti quando vengono qui che gli si riempiono gli occhi di lacrime. Forse è per questo che non vedono i nostri problemi»(1).

Non è bastato mezzo secolo per trovare un fazzoletto, se è vero che oggi la città soffoca in un declino annunciato con larghissimo anticipo. Proseguiva l’articolo del Time: «Dopo cinque anni di governo italiano, la fu prospera Trieste sta morendo economicamente. (…) Per la prima volta nella storia, il porto di Rijeka attira più merci dello scalo triestino»(2). Cinquantaquattro anni dopo Trieste ha perso 60 mila abitanti(3), il suo tessuto industriale è stato incenerito e il porto umiliato dal sorpasso della vicina Koper(4). Il tasso di occupazione è piombato al 43,7%(5), in un’economia che vive di pensioni e impiego pubblico(6).

La crisi del 2008 si è abbattuta su una città passiva, abituata ad amministrare il proprio declino. E fra Carso e mare, c’è chi ha pensato bene di rovesciare il tavolo: «Gli italiani xé rivai a Trieste con la barca. Xé ora châe i torni sulla stessa barca e che i vadi via», ci dice una commerciante di 60 anni, alludendo ai bersaglieri che per primi entrarono in città.

Continua a leggere l’articolo di Andrea Luchetta su Limes.

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