13 Novembre 2013

Anteprima di èStoria: 1913, ultimo anno di pace

Dopo il grande successo dello scorso anno, quando Monfalcone fu terra di ”Banditi”, il Festival èStoria ritorna sabato 16 novembre per un’anteprima monfalconese che anticiperà i contenuti del 23-25 maggio 2014, date della prossima edizione, con l’ouverture delle manifestazioni sul centenario della Grande Guerra. Un evento per riflettere sulla situazione politica e socioeconomica e sulle tensioni che sfociarono, l’anno seguente, nel primo grande conflitto mondiale.
Nel 1913 la civiltà occidentale marciava con fiducia e determinazione verso un progresso che s’immaginava senza fine. Il culto della modernità, la sfrenata corsa al progresso, la sostenuta frivolezza della Belle Epoque furono insomma un’illusione o i segni premonitori e non ascoltati della catastrofe? La giornata di studi in programma a Monfalcone vuole analizzare su una situazione che non manca di gettare le sue ombre anche sul nostro presente.
Il programma prevede alle 16 i saluti del sindaco Silvia Altran, dell’assessore alla Cultura Paola Benes, e del presidente di èStoria Adriano Ossola.
Ad aprire la rassegna sarà il giornalista Roberto Covaz, che con ”La difficile quiete prima della tempesta”, descriverà la situazione di un territorio che era Venezia Giulia per gli irredentisti e Litorale austriaco per i lealisti asburgici. Alla vigilia della guerra popolazioni di etnie, lingue e sensibilità differenti convivevano pacificamente tra Gorizia, Monfalcone e Trieste. Di lì a poco, la guerra avrebbe distrutto un mondo e minacciato di cancellarne il ricordo: una ricostruzione per riepilogare gli aspetti salienti della storia e della vita nelle nostre terre fino all’ultimo anno di pace.
Seguirà, alle 17,Tra Belle Époque e Grande Guerra”, conversazione di Georg Meyr con Gian Enrico Rusconi. Si rifletterà sul fatto che ai contemporanei l’Europa del 1913 non sembrava così inevitabilmente destinata allo scontro come invece pare oggi, guardandola retrospettivamente. Tra 1913 e 1914 avvenne qualcosa di determinante o si trattò di una catastrofe annunciata? Nella conversazione, un’analisi sull’Europa alle porte del conflitto, attraverso una panoramica sulle crisi risolte con altalenante efficacia dalla diplomazia e dalla politica e sulle ragioni che condussero il 1914 a diventare l’anno della guerra.
Alle 18 la riflessione si sposterà ”Verso l’economia dei Tempi Moderni”. Valerio Castronovo sarà introdotto da Piercarlo Fiumanò in una riflessione sui maggiori fenomeni economici d’inizio secolo e i loro riflessi politici e sociali all’alba della Grande Guerra. Al principio del Novecento molte furono le innovazioni che attraverso l’economia mutarono per sempre la società europea e occidentale: la nascita di nuovi sistemi di produzione, il consolidamento e i successi dei movimenti operai di sinistra e la lotta per l’espansione degli aggressivi capitalismi nazionali furono alcuni degli elementi che contribuirono alla tensione pre-bellica.
La giornata si concluderà alle 19 con la Lectio magistralis di Emilio Gentile su ”La modernità trionfante e i suoi incubi”. Una lectio per presentare un quadro d’insieme sui numerosi aspetti della vita culturale che, tra luci e ombre, fiducia nel progresso e premonizioni dell’imminente catastrofe, animava l’Europa alla vigilia della Grande Guerra.
L’ingresso a “1913 – L’ultimo anno di pace” è libero e aperto a tutti; in virtù dell’accreditamento dell’iniziativa èStoria alla Direzione scolastica regionale, la partecipazione degli insegnanti vale quale corso di aggiornamento. Per informazioni: www.estoria.it 0481.539210

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