30 Agosto 2013

Monfalcone, la foto che divide la città e scatena il razzismo

Monfalcone è un piccolo comune di 27 mila abitanti ma che vede la presenza di numerose persone provenienti da diverse parti del mondo. In prevalenza dal Bangladesh, Romania e Croazia.
Ma camminare per le strade della cittadina è spesso utile per vedere l’integrazione mancata.
Troverai le persone appartenenti a diverse culture ed origini chiudersi nei propri gruppi, siano esse italiane che non, ed il muro divisorio visibile che tende a rendere difficile se non impossibile la comunicazione.
L’Italia è un Paese che ha seri problemi di razzismo ed intolleranza, negarlo è una pessima miopia.
A volte basta un nulla per scatenare un putiferio.
A volte basta la goccia per far traboccare il vaso dell’intolleranza ed inondare strade e contrade di odio e pregiudizi. Basta una persona, un gesto compiuto da una persona appartenente ad una comunità per danneggiare l’intera comunità. Mille azioni positive passeranno inosservate e verranno demolite da un solo gesto.
Il pregiudizio dilagherà e si presterà ad insulti razziali senza fine.
Gino Paoli scriveva ti basta di chiudere gli occhi per veder quel che tu vuoi vedere, e così è.
Basta chiudere gli occhi per vedere quello che una parte del popolo vede, ovvero odio, cattiveria ed intolleranza.
Una famiglia ed un bambino immortalati in una foto, in fine agosto, per le strade di Monfalcone.
Non si comprende il perché, probabilmente vi sarà stato un perché, quel bambino ha consumato i suoi bisogni in stato emergenziale in un tombino.
Una foto che è circolata facilmente in internet, è ancora disponibile nella versione originale, io ho provveduto a celare il volto dei soggetti coinvolti. Una foto che viene presentata con queste parole: Ecco un esempio di‘cultura’ della quale i nuovi arrivati ci rendono partecipi. E’questo che gli immigrati intendono per ‘ius soli’.
Non è un gesto quello che può essere giustificato, così come non può essere giustificata la foto, così come non possono essere giustificate le reazioni che ne sono conseguite.
E’ da tempo che qualcuno cerca la scusa per incentivare ancor di più l’odio verso determinate persone.
Diversi commenti su facebook sono stati rimossi altri cancellati dagli amministratori delle pagine coinvolte ove emergeva una discussione su tale foto e gesto.
Si è scatenata l’intolleranza.
Sembra addirittura che il rappresentate della comunità coinvolta sia stato convocato in Comune. Così come sembra che il Sindaco di Monfalcone abbia scritto che “credo di aver detto chiaramente che stigmatizzavo il comportamento dei genitori in questione, mi dispiace che non ci fossero in quel momento i vigili urbani a sanzionarli. Il rappresentante della comunità è già stato convocato domani mattina. Sulle altre cattive abitudini dei cittadini stranieri e non, l’azione dell’amministrazione, anche se con molta fatica è stata avviata, e le operazioni di controllo di negozi e rivendite e appartamenti sovraffollati viene svolta assieme alle altre istituzioni preposte (polizia, carabinieri, azienda sanitaria ecc.). Ricordo, perché molti sembrano ignorarlo, che la presenza degli stranieri in Italia è governata dalla legge Bossi- Fini, a mio modo di vedere una delle peggiori al mondo, da molti punti di vista. Altri paesi, dalla Gran Bretagna all’Australia, hanno saputo fare molto meglio. In particolare i sindaci italiani non hanno alcuna possibilità di negare ad alcuno la possibilità di arrivo nei loro comuni”

Tale commento è stato rimosso dal suo profilo, quello del Sindaco, per sua iniziativa, probabilmente è nato in un momento di forte pressione per il clima che è conseguito alla pubblicazione di quella foto, ma ciò non giustifica l’aver scritto in particolar modo che “i sindaci italiani non hanno alcuna possibilità di negare ad alcuno la possibilità di arrivo nei loro comuni”. Ed è il caso di precisare che in molti hanno letto ciò che ora io riporto condividendo anche lo stato su facebook.
Si attendono chiarimenti su tale punto a dir poco ambiguo.
Insomma è facile perdersi nella comprensibile retorica che si ignorano le ondate di vomito degli italiani e ci si indigna per un gesto compiuto dagli stranieri, il punto a parer mio è un altro, ovvero cercare il pretesto per scatenare l’odio razziale che è vivo e vegeto in molte località di questo non più Bel Paese.

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