23 Agosto 2013

Udine, No Tav contestano la Serracchiani ed il Pd, condannati a pagare 11.500 euro

Festa del Partito Democratico nell’area del parco del Cormor, ad Udine, è il 10 settembre del 2011.
Tra gli ospiti vi sarà anche l’attuale Presidentessa del Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani, che comunque ha subito nel corso del tempo,così come il suo partito, nelle varie feste da questo organizzato, pacifiche contestazioni da parte del Movimento No Tav locale.
Nel video qui linkato si può ben vedere come la contestazione sia pacifica e come il tutto si svolga all’interno dell’area della festa del PD.
Dopo qualche minuto uno degli attivisti No Tav prenderà la parola, intervento che verrà concesso, come si può ben notare, ma che verrà bruscamente interrotto da una probabile iscritta del PD che all’improvviso staccherà il collegamento audio e l’intervento dovrà così essere interrotto.
Da qui, qualcuno ha chiamato la DIGOS, che ovviamente ha svolto il suo lavoro, e la contestuale denuncia di manifestazione non autorizzata ha dato luogo ad un processo che si è concluso con la condanna, del soggetto ritenuto responsabile, al pagamento di 11 e 500 euro, come si apprende dal sito infoaction.
La cosa grave  è che il tutto si è svolto all’interno di una festa del PD, dove l’accesso è libero, dove chiunque può esercitare libere forme di contestazione.
Per esempio, se la contestazione fosse stata organizzata da dissidenti del PD, per questioni interne del PD, avrebbero denunciato gli interessati?
Un partito, che governa la Regione del Friuli Venezia Giulia, ed attualmente l’Italia, ha delle responsabilità enormi, e deve ben saper affrontare situazioni come queste, confronto, anche duro, ma pur sempre confronto democratico. E come si nota dal video chi ha realmente esercitato la provocazione è stata quella presunta iscritta del partito che ha staccato il microfono ad un No Tav mentre esponeva le ragioni di un movimento che da anni lotta per la difesa del territorio contro ogni tipo di speculazione, ed il bello di tutto ciò è che quell’intervento era stato concesso.
Chi realmente provoca? E’ questo il modo di reagire? Chiamando la polizia ed alimentando denunce e staccando microfoni? Ma ribadisco che l’elemento che deve indurre alla riflessione è la condanna per manifestazione non autorizzata all’interno della festa del PD. Esistono diversi modi per affrontare certe e date situazioni, ma a volte si preferisce la scorciatoia che favorisce  la repressione e le condanne scontate.
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