20 Agosto 2013

In fuga dal CIE. Nuovi interventi politici: Fedriga, Dal Zovo. Pellegrino deposita una interpellanza urgente

Secondo notizie ancora da confermare ufficialmente, sei persone sono fuggite la notte scorsa dal CIE di Gradisca. Non risulterebbe ancora chiarita l’identità dei fuggiaschi, che facevano parte di un gruppo più nutrito di persone, in parte intercettato dalle forze dell’ordine.
Intanto l’on. Massimiliano Fedriga (Lega Nord) definisce ipocrita la sinistra che si è riunita a manifestare sabato scorso davanti al CIE di Gradisca: “Ricordo infatti – si legge in un comunicato – che le strutture che oggi vengono definite “lager” sono state aperte con il nome di Centri di permanenza temporanea per effetto della legge Turco-Napolitano, anch’essa approvata per contrastare l’immigrazione clandestina.»
«Inutile dunque che Serracchiani e compagni si ergano a paladini di asserite violazioni di diritti umani: come già sottolineato a più riprese, il contatto con gli ospiti è permesso ai soli operatori delle cooperative e al personale medico. Se vi sono ragioni per sostenere che i clandestini vengono sottoposti a pestaggi o a qualunque altra forma di violenza fisica o psicologica, il centrosinistra si faccia carico di interessare la magistratura; se invece, come sono certo, si tratta solo di propaganda, allora invito queste persone a tacere poiché con il loro atteggiamento irresponsabile stanno solo peggiorando le cose.»
Da quando è in carica l’esecutivo Letta, conclude Fedriga, migliaia di disperati hanno ripreso a vedere il nostro Paese come una Terra promessa e, attraverso il pagamento di cospicue somme a organizzazioni criminali, tentano di raggiungerla con ogni mezzo e spesso a rischio della loro stessa vita.
Per Ilaria Dal Zovo (M5S) quella davanti al Centro è stata una manifestazione autorizzata e pacifica, svoltasi in assoluta regolarità e senza tensione alcuna.
«I migranti rinchiusi al Cie di Gradisca – scrive Del Zovo – non sono certo saliti sul tetto della struttura per colpa delle centinaia di persone che, in modo assolutamente pacifico, hanno voluto manifestare contro una situazione che non è più tollerabile. Probabilmente la deputata Pellegrino, che ha preferito partire per le vacanze invece di essere vicina a chi si batte per la chiusura del Cie, è stata mal informata».
«Gli stessi agenti del Sap che ho incontrato oggi – sottolinea il consigliere regionale M5S – hanno ribadito l’estrema necessità di diminuire i tempi di permanenza all’interno della struttura. Sarebbe ora di smetterla con le polemiche inutili sulla sofferenza di queste persone.”
In queste ore, infine, alla riapertura della camera dei deputati, Serena Pellegrino (SEL) ha depositato un’ interpellanza urgente: il Governo spieghi quali politiche intende attuare per affrontare concretamente le continue situazioni di crisi al CIE di Gradisca d’Isonzo.
L’interpellanza inquadra il problema nell’architettura normativa vigente e ne illustra gli sviluppi in ordine a palesi violazioni delle leggi italiane, delle direttive europee , dei principi umanitari e dei diritti universali, delle disposizioni contrattuali che regolano il rapporto tra Prefettura e cooperativa che gestisce il CIE.
Pellegrino, oltre a ribadire la necessità di una revisione della legge italiana in materia di immigrazione, chiede un controllo regolare sulle condizioni attinenti il rispetto della dignità umana e delle norme igienico sanitarie all’interno della struttura di Gradisca d’Isonzo. Si rivolge al Ministro dell’Interno affinchè le istituzioni competenti alle pratiche di identificazione dei trattenuti – in primis ambasciate e consolati –svolgano con maggior sollecitudine gli adempimenti necessari.

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Un commento a In fuga dal CIE. Nuovi interventi politici: Fedriga, Dal Zovo. Pellegrino deposita una interpellanza urgente

  1. Fiora ha detto:

    vanno chiusi perchè ci costano,perchè sono un ago nel pagliaio, strutture superate a fronte di un fenomeno dilagante ed ormai ingestibile.
    non capisco il senso di trattenere un paio di stranieri beccati a campione ,così a titolo dimostrativo e rilasciarli successivamente muniti di un pezzo di carta da appendere al chiodo…più imbufaliti e più determinati a restare che mai.

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