11 Maggio 2013

Zanonato: “Per la ferriera di Servola inserimento nelle crisi industriali complesse o un decreto ad hoc”

Per l’impianto siderurgico della Ferriera di Servola il Governo studiera’ un provvedimento che consenta l’inserimento del sito tra quelli di ”crisi industriale complessa”, al pari di quanto e’ stato definito nello scorso mese di aprile con un apposito decreto per l’area di Piombino, cosi’ come espressamente richiesto dalla Regione Friuli Venezia Giulia. E’ questo l’impegno del ministro per lo Sviluppo economico, Flavio Zanonato, nell’incontro di eri con la presidente della Regione, Debora Serracchiani, cui hanno partecipato assessori regionali, parlamentari, il commissario di Governo Maria Adelaide Garufi, i sindaci di Trieste e Muggia, Roberto Cosolini e Nerio Nesladek, la presidente della Provincia di Trieste, Maria Teresa Bassa Poropat, il commissario straordinario della Lucchini spa Piero Nardi.
Due le ipotesi esaminate. Quella di un emendamento al decreto Piombino (che sta per andare all’esame delle due Camere per la conversione in legge), includendo Trieste – seppur in modo distinto ed articolato – nel provvedimento che riguarda l’impianto siderurgico toscano. Oppure, ma solo qualora non sia possibile, un decreto ”ad hoc” per la Ferriera.

L’inserimento del sito triestino nelle cosiddette crisi industriali complesse consentirebbe, attraverso procedure semplificate e con finanziamenti statali, la bonifica e la riqualificazione del sito, assieme al rilancio economico e occupazionale. In proposito la presidente Serracchiani ha anche reso noto di aver inviato una lettera al vicepresidente della Commissione Europea, Antonio Tajani, affinche’ la Ue possa considerare il sito di Trieste tra quelli italiani che riguarderanno il Piano della siderurgia europea, e comunque per avviare un dialogo per poter usufruire dei finanziamenti europei sulle riconversioni industriali.
Per il ministro Zanonato la situazione che sta attraversando la Ferriera di Servola e’ emblematica di quella che sta interessando l’intera siderurgia europea, condizionata dall’affacciarsi sul mercato di produttori di acciaio e ghisa che operano in aree dove i costi sono piu’ bassi.
Per Trieste, dunque, vi e’ la precisa ”volonta’ di procedere nel modo piu’ rapido possibile”, partendo dai contenuti del Piano industriale sul futuro della Lucchini, che il commissario Nardi presentera’ a giugno tenendo comunque conto che la chiusura dello stabilimento, prevista a fine 2015, sara’ anticipata; e facendo riferimento alla bozza di accordo di programma per la riconversione dell’area di Servola, predisposta dalle istituzioni locali e dalle rappresentanze sindacali.
L’incontro con il ministro Zanonato e’ stato anche l’occasione per fare il punto sulle tante altre crisi aziendali in Friuli Venezia Giulia, che secondo la presidente Serracchiani sono tutte molto complesse e comportano la necessita’ di tutelare lavoratori, famiglie, territori. Da qui la richiesta di mantenere uno stretto contatto con il ministero.

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Un commento a Zanonato: “Per la ferriera di Servola inserimento nelle crisi industriali complesse o un decreto ad hoc”

  1. Trieste 12 – 05 – 2013

    La Ferriera di Servola da problema potrebbe diventare un’occasione.

    Il possibile inserimento del sito tra quelli di crisi industriale complessa, potrebbe rappresentare un’occasione per sfruttare la notevole strategicità dell’area per uscire dalla stagnazione in cui versano le nostre Imprese, a tal proposito forse sarebbe il caso di prendere in considerazione il volano economico che la portualità e le variegate attività legate al mare sarebbero in grado di generare, volano che non sarebbe chiaramente circoscritto soltanto alle attività portuali propriamente dette, poiché maggiori saranno i volumi delle merci in transito nella nostra Regione e maggiori di conseguenza potrebbero essere le possibilità che qualche Imprenditore Italiano o Straniero consideri opportuno e redditizio sfruttare la strategicità dell’Alto Adriatico e della Regione F.V.G. per incrementare le sue attività siano esse manifatturiere che logistiche, i settori potenzialmente attinenti all’operazione potrebbero essere la trasformazione, la lavorazione, l’assemblaggio, e la distribuzione di una significativa quota delle merci in transito nel Mediterraneo relative ai notevoli volumi dell’interscambio Euro Asiatico.

    Purtroppo attualmente gli Scali della Regione F.V.G. non sono in grado d’incrementare in modo significativo i quantitativi delle merci in transito, essendo inadeguati per dimensioni e potenzialità a quelle che sono le notevoli esigenze dei flussi merceologici ed alle crescenti capacità di trasporto dei vettori che l’Armamento sta mettendo in linea sulle rotte internazionali, quindi credo che se i nostri Politici e Amministratori considerano utile il possibile ruolo che la portualità potrebbe svolgere per far uscire dalla stagnazione il comparto della Piccola Media Impresa, sarebbe il caso che al più presto e cercando di sfruttare tutte le opportunità di finanziamento compresi gli aiuti che la Comunità Europea elargisce per la realizzazione delle grandi opere d’interesse strategico, si pianifichi un corposo potenziamento dei nostri sbocchi al mare realizzando in questo sito un moderno Terminal Contenitori ( http://triestesuperporto.jimdo.com ) per adeguarli a quelli che sono gli standard della portualità del terzo millennio.
    Chiaramente per supportare l’operatività di un moderno Terminal Contenitori bisogna procedere all’eliminazione di tutti i colli di bottiglia fisici/normativi che attualmente condizionano pesantemente il trasporto su rotaia e la razionale fruizione del Corridoio Baltico/Adriatico e della Pontebbana, per far si che finalmente l’Alto Adriatico la Regione F.V.G. ed i nostri sbocchi al mare possano diventare in futuro una fucina in grado di far germogliare nuove e fruttuose economie.

    BRUNELLO ZANITTI Giuliano

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