23 Aprile 2013

Elezioni FVG “vince” il partito del non voto

Ben 11 milioni sono stati i non votanti alle elezioni politiche del 2013, ed il FVG si pone in linea, con le Regionali del 2013, perfettamente con questo dato, non voto già anticipato, come segnale di allarme, con le elezioni Regionali siciliane ove solo solo il 47,4 % degli aventi diritto al voto si è recato alle urne.

In Friuli Venezia Giulia su un totale di 1.099.33 di elettori ed elettrici, solo il 50,48% di questi ha votato, ma a tale dato si devono aggiungere ben 18 mila voti non conteggiati, tra schede bianche e semplicemente nulle.

Prima di entrare nel merito della riflessione, darò altri numeri indicativi.

Nella circoscrizione di Trieste su 212 mila elettori hanno votato solo in 97 mila e Trieste registra l’affluenza più bassa con il 44,98%, Sgonico con 58,95% la più alta.

Nella circoscrizione di Gorizia su 119 mila elettori hanno votato solo in 63 mila, San Pier d’Isonzo con il 61,70% ha il dato delle affluenze più alto, il più basso è Cormons con il 49,07% .

Nella circoscrizione di Udine su circa 405 mila elettori hanno votato in 218 mila, con il 24,17% Drenchia è il Comune che registra l’affluenza più bassa mentre con il 61,63% Terzo di Aquileia quello con l’affluenza più alta. Nella circoscrizione di Pordenone con 277 mila elettori hanno votato solo in 138 mila, con il 27,23% Clauzetto è il Comune con l’affluenza più bassa ed è la più bassa registrata a livello regionale, mentre Fiume Veneto con il 64,57% ha il dato dell’affluenza più alta nella detta circoscrizione.

Ed infine Tolmezzo con 82 mila elettori ha visto una partecipazione attiva di soli 38 mila votanti.

Il primo partito è il non voto, questo è un dato di fatto.

Tutti i partiti, rispetto alle politiche nazionali hanno perso migliaia e migliaia di voti.

Certamente si parla di situazioni elettorali diverse, ma a parer mio sono significative, rilevato che probabilmente proprio gli eventi della politica nazionale sono stati anche determinanti nella scelta sul chi votare o non votare in FVG.

Il M5S non è risultato essere né il primo né il secondo partito in regione, contrariamente da come previsto, in modo erroneo a quanto pare, da Beppe Grillo, e rispetto alle politiche nazionali ha perso più di 90 mila voti, il PD ha vinto, tecnicamente, le elezioni per una manciata di voti, ma deve certamente riflettere sulla moria di voti che ha caratterizzato il partito rispetto alle politiche nazionali di soli due mesi addietro, oltre 70 mila voti in meno, stesso discorso per il PDL, che ha registrato una moria di voti simile.

Lega nord e SEL, mantengono ferma la media sul dato nazionale appena citato, mentre Un’ altra Regione sfiora il 3%, ed i voti conseguiti sono certamente significativi così come significativi sono i motivi che hanno indotto i cittadini del FVG a non votare.

Questi motivi io li divido in quattro fattispecie.

La prima è la non fiducia nei confronti della politica e della rappresentanza istituzionale, sfiducia che è aumentata anche in relazione alla nota vicenda dei rimborsi elettorali.

La seconda è data dalla sfiducia verso l’Europa oggi esistente, perché chiunque andrà a governare non avrà mani libere, non avrà sovranità decisionale, dovrà sottostare ai voleri di quella Europa dell’austerità che ha fomentato, con le sue rigide politiche economiche e sociali, rabbia e senso di impotenza e rassegnazione.

La terza è la voglia di comunicare con quel non voto un segnale chiaro e preciso, no al capitalismo, no a questa società, no a questa democrazia perennemente imperfetta e sempre meno amata dai cittadini.

La quarta è data da situazioni più specifiche e particolari, ma che si inseriscono perfettamente all’interno di questo quadro, penso per esempio all’iniziativa del non voto attivo proposta dal Movimento Trieste Libera, che si batte per il territorio libero di Trieste, che ha certamente superato le 500 adesioni rispetto alle politiche nazionali.

Gli errori strategici ed i relativi irrigidimenti commessi dai partiti, tutti, sul campo della politica nazionale, come il non aver formato un governo ed essersi persi dietro la demagogia e la strategia politica e non aver adottato subito le misure che tutti si aspettano, che non riguardano l’anticasta, ma il lavoro prima di ogni cosa, aver eletto un Presidente della Repubblica nel modo in cui tutti conosciamo il come, il fatto che si avrà un governo tecno-politico non certamente desiderato dai cittadini, l’aver fatto trionfare nuovamente Berlusconi e più di ogni cosa il tempo perso, tempo burrascoso che ha visto l’Italia navigare in balia del vento della disperazione e di una crisi sociale, figlia di quella guerra in itinere all’interno del capitalismo, hanno certamente pesato anche nelle scelte effettuate dai cittadini del Friuli Venezia Giulia; una regione ove la partecipazione attiva al voto normalmente è stata sempre elevata.

I segnali ci sono tutti, il PD, che governerà la nostra Regione, e che avrà poco da festeggiare, non potrà essere miope a questi dati, a questi fatti e certamente avrà immense difficoltà ad adottare misure ed atti di una certa rilevanza, poiché manca la legittimazione popolare e politica, perché la metà dei cittadini è semplicemente stanca, sì, stanca di questo sistema politico, economico e sociale.

Marco Barone

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22 commenti a Elezioni FVG “vince” il partito del non voto

  1. Lo.Fi. ha detto:

    Sulle motivazioni del non voto, espresse nell’articolo:
    LA prima: ovvia
    La seconda: non vedo cosa c’entri l’Europa con le elezioni regionali…
    la terza: magari! Ma non credo proprio. Non vedo da nessuna parte questo rifiuto del capitalismo.

    la mia lettura del non voto:
    1) Offerta di candidature penosissima, ventaglio ridotto dall’assenza di molte sigle.
    2) Isolamento delle elezioni. Se regionali e politiche fossero state associate ci sarebbe stata una ben diversa affluenza. Che rimanda al mio punto 3) Indifferenza dei media. TV e agenzie di stampa sono i veri motori dell’opinione pubblica. I media hanno ignorato l’appuntamento elettorale e lo ha fatto anche la popolazione.

  2. Erix ha detto:

    Non esiste il partito del non voto, fatta eccezione per i referendum…

  3. effebi ha detto:

    perde il partito del non voto

  4. Fiora ha detto:

    Considero la sinistra più “militante”. Sicché ha perso la Destra, per una manciata di elettori che per svariati motivi non è andata a votare.
    Quanto alla costellazione delle Cinque Stelle, il brillìo si va attenuando….

  5. John Remada ha detto:

    Non è più militante,con i voti di Bandelli Tondo avrebbe vinto;c’è poi la lista di Andolina che avrebbe sottrato voti alla Serracchia;diciamo pareggio e vittoria al tie break…almeno un paio che mi stavano sulle scatole sono fuori dai giochi,credo…

  6. marco barone ha detto:

    mi impressiona la lettura che la Serracchiani ed i Renziani continuano a dare sull’esito delle elezioni del FVG. Nessuna riflessione viene effettuata sul vero dato, il non voto, invece continuano a dire che hanno vinto e che è quella la strada da seguire. Ma di cosa stiamo parlando qui? Autocritica? Oltre 70 mila voti persi rispetto alle politiche nazionali? E poi non comprendo perchè il confronto con le politiche deve valere solo verso il M5s? Perchè? Per usare il FVG come trampolino di lancio per Renzi alla direzione nazionale del Pd ?
    Quante domande! Ma ribadisco che a parer mio il vero dato è il non voto e non si può far finta di non vedere e capire.

  7. John Remada ha detto:

    E hai ragione,Marco….vuol dire che il 50% non ha neanche per il fiocco ne Serracchia,nè gli altri e se questi continueranno a parlare il solito politichese,altri si uniranno a questo trend per aprire cupi scenari;vediamo se la mula Deborina manterrà,con i fatti,i suoi principi innovativi renziani.

  8. SERGIO ZERIAL ha detto:

    non è che non andando a votare si cambiano le situazioni, ma andare a cambiare perlomeno quelli che ci hanno ridotto in questa situazione no???? Come già detto e scritto tante volte con queste persone che oltretutto è pieno il paese non si cambierà mai più l’Italia quelli che non vanno a votare sono dei veri masochisti, contenti loro, ma fanno incavolare chi cerca di cambiare almeno i politici e il sistema che ha mandato in malora l’Italia, vale per le sinistre quanto per il centro destra.

  9. John Remada ha detto:

    Non sono d’accordo,Sergio;io ho votato,e in pratica abbiamo fatto perdere uno dei due contendenti,ma chi non ha votato,se di queste proporzioni,mette pressione a chi ha vinto;immagina se la Serracchia dovesse fallire tutto il suo team non dormirebbe sonni tranquilli,a mio avviso;stessa cosa se avesse vinto la parte opposta.

  10. Kaiokasin ha detto:

    L’astensionismo è stato molto alto ma non si può dire che il 50% non crede alle istituzioni: c’è una quota di non-voto fisiologico, ammalati, vecchietti in casa di riposo, giovani all’estero, fuori sede, gente che lavora fuori città. Gli astensionisti per protesta saranno il 20-25% (comunque molti). Oltre ai seguaci del TLT, anche Rifondazione ha fatto campagna attiva per il non voto, per protestare per la discutibile assenza della loro lista. Il non-voto alle regionali come critica all’UE mi pare improponibile, visto che ha vinto una convinta europeista (casomai gli ostili all’UE potevano votare Grillo o Lega). Comunque chi ha vinto ha vinto, ha tutto il diritto a portare avanti il suo programma e tra 5 anni si vedranno i risultati (se ci saranno magari i votanti cresceranno di nuovo).

  11. Mauricets ha detto:

    ma se nessuno di chi si candida ha la mia fiducia, perché devo votare uno a caso?

    cioè io dovrei farmi rappresentare da una persona che non stimo.

    perché?

  12. ufo ha detto:

    Puoi sempre candidarti e scoprire quante persone ti stimano…

  13. Mauricets ha detto:

    non cerco stima.
    la lascio ai politici.
    con molti voti, quindi con molta stima.
    ma costretti a viaggiare con l’auto blindata.

    io posso andare in strada senza scorta.
    e anche tu, almeno credo.

  14. Kaiokasin ha detto:

    #11 Legittimo non votare, per carità, democrazia è poter scegliere. E anche molto opportuna la cittadinanza attiva, cioè tampinare chiunque vinca perchè faccia buone scelte (e non come diceva Illy alle decine di comitati che lo contestavano “adesso comando io e si fa come dico io tra cinque anni mi giudicherete”. Gli amministratori vanno giudicati giorno per giorno).

  15. Mauricets ha detto:

    14

    Kaiokasin
    ora che abbiamo il PU, Partito Unico, scegliere è impossibile.
    siamo come i sovietici.

    Un solo negozio, scaffali con un solo prodotto.

  16. Kovacic Massimiliano ha detto:

    Sono arrivati nel punto di partenza, il 1992.

    http://it.wikipedia.org/wiki/Mani_pulite.

  17. Mauricets ha detto:

    16

    Kovacic Massimiliano
    Esatto.

    ora che hanno il PU, Partito Unico, sarà tutto più facile.

  18. John Remada ha detto:

    Tra l’altro,se non sbaglio,la Bonino non era neanche eletta con i radicali,e la ritroviamo ministro,se dobbiamo sperare che questi faranno qualcosa contro di loro…..

  19. hobo ha detto:

    @16

    no, per niente. vent’anni fa le universita’ erano occupate (erano gli anni della pantera). invece di facebook si usava il fax, il cellulare lo avevano solo i figli di papa’, e gli amici li si incontrava per strada. alla radio si ascoltavano i nirvana, i pearl jam, la mano negra, oppure i public enemy. al cinema davano pulp fiction e traispotting, roba cosi’. si andava a praga, a budapest, a berlino est, a curiosare in un mondo che fino a pochi anni prima era impenetrabile. lavoro ce n’era ancora piu’ o meno per tutti: il precariato non era un vero problema, era vissuto come una scelta. chi si iscriveva all’universita’ aveva l’idea che avrebbe trovato un buon lavoro. si usciva dagli anni ottanta con l’illusione che la merda fosse ormai alle spalle, che i duran duran, il new romantic e margareth thatcher fossero solo un ricordo fastidioso, come le giacche con le spalle imbottite, come un brufolo che si sta seccando. e’ chiaro che era un’illusione, e che la merda di oggi nasce in quegli anni. anzi, nasce un decennio prima. pero’ niente si ripete, e il 2013 non e’ il 1992.

  20. Mauricets ha detto:

    19

    hobo
    non si ripete.
    eccome se si ripete!!!!

    allora d’alema e bicamerale, te la ricordi?
    prove gia allora di PU.

    oggi il PU è al governo.

    si ripete e peggiora ogni volta.

  21. hobo ha detto:

    bah, c’e’ un mondo intero fuori dal parlamento.

  22. Mauricets ha detto:

    “Vita, morte ed eredità della Bicamerale

    Dunque, la Bicamerale. Viene costituita con legge costituzionale a fine gennaio del 1997. Dieci giorni più tardi D’Alema, all’epoca segretario del Pds, ne assume la presidenza. Lo votano la sinistra, quelli di Forza Italia e l’ala centrista del Polo. Fanno 52 voti su 70 disponibili.”

    http://www.thefrontpage.it/2009/12/21/vita-morte-ed-eredita-della-bicamerale/

    ora sono ala governo con il PU.

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