26 Marzo 2013

Gorizia: il consiglio comunale vota contro l’impianto a biomasse

Il consiglio comunale ha votato contro la variante al piano regolatore necessaria ad autorizzare la costruzione dell’impianto a biomasse dietro le caserme di via Trieste: 21 voti contrari alla delibera presentata dall’assessore Germano Pettarin, 6 favorevoli, 11 astenuti. Le motivazioni sull’inopportunità di una simile opera in mezzo all’abitato le conosciamo già, riassunte di fatto nello striscione esposto in sala dal Comitato che, appoggiato dalle associazioni Essere Cittadini e Skultura, insieme a Forum Cultura e Lega Ambiente, ha raccolto in pochissimi giorni oltre 700 firme di cittadini dissenzienti.
Deboli, a parer nostro, ed esclusivamente politici, gli interventi a difesa dell’iniziativa, che di suo traballava sopra molte incertezze (ad esempio, perchè l’amministrazione stessa non ha preteso le compensazioni, innanzitutto il teleriscaldamento, così come la legge stessa le consente di fare? è stata richiesta la valutazione di impatto sanitario, si sono pronunciati i vigili del fuoco?). Significative inoltre le dichiarazioni di alcuni consiglieri di centro destra sul fatto che il voto doveva restar fuori dalla strumentalizzazione politica ed essere formulato secondo coscienza: e la coscienza, in questo caso, ha fatto prevalere, in nome dell’incompatibilità urbanistica e in assenza di qualsiasi previsione concreta di compensazione, il diritto alla vivibilità e alla salubrità dell’insediamento residenziale coinvolto e dell’intera città (senza dimenticare il grave deprezzamento di qualsiasi immobile privato che si fosse ritrovato improvvisamente affacciato sull’insediamento industriale e la pericolosità determinata dalla vicinanza con i binari ferroviari).
Sconcerto infine per alcune prese di posizione in aula, come quella della consigliera del M5S Manuela Botteghi: sostenendo per un verso il valore del progetto, ha espresso il suo imbarazzo a dover scegliere tra le speranze dei cassaintegrati ad un posto sicuro e i diritti dei cittadini residenti. Ma come? uno dei punti più fumosi della questione, infatti, era proprio quello del numero di contratti di lavoro legati all’attivazione della centrale. I consulenti dicono 2, affiancati da un part time amministrativo, l’imprenditore punta a 26. Insomma, quello della svolta occupazionale poteva essere percepito come un argomento a favore solo distraendosi completamente dalle necessità effettive di impianti di questo tipo. Ciò non toglie, comunque, che seppur obtorto collo e dispiaciuta, anche la Botteghi ha riconosciuto che per precauzione è meglio rinunciare.

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5 commenti a Gorizia: il consiglio comunale vota contro l’impianto a biomasse

  1. Pippo C. ha detto:

    “Ciò non toglie, comunque, che seppur obtorto collo e dispiaciuta, anche la Botteghi ha riconosciuto che per precauzione è meglio rinunciare.”

    e meno male che esiste ancora la COSCIENZA

  2. Paolo Nanut Standrez-Gorica-Gorizia ha detto:

    Anche l’Elettro>Gorizia doveva assumere parecchie persone, ma in realtà anche in questo caso gli assunti sono 2-3 con turni pazzeschi. Altro che occupazione. Poi vorrei sapere perchè lo stesso impianto che si dovrebbe costruire in via Trieste è stato fatto a Sauris ma non è mai entrato in funzione. Qualcuno più informato di me lo spieghi.

  3. boris ha detto:

    no ma…è ora di finirla di cercare di indorare la pillola con promesse occupazionali.
    Vuoi fare una centrale e dare occupazione a 26 (??) persone? Benissimo, bravo, ma te la vai a fare in una posizione consona, NON certo a pochissimi metri dalle case.

    Sebbene io sia soddisfatto di questa prima tornata dove pare che in consiglio comunale abbia finalmente prevalso la ragione…ho purtroppo la netta sensazione che non sia finita qui…

  4. manuela botteghi ha detto:

    per la cronaca:io ho detto che non intendevo soggiacere al ricatto tra occupazione e salute e ho ricordato il caso dell’Illva di Taranto. Ho inoltre fatto presente che il voto contrario alla variante urbanistica del Consiglio Comunale non era sufficiente a scongiurare la costruzione della centrale perché l’autorizzazione dell’impianto spetta alla provincia, tramite Conferenza di Servizi. Ho quindi invitato a non abbassare la guardia e far “transitare” le firme dal Comune alla Provincia. Sulle compensazioni mi sono espressa negativamente, perché nel progetto, che aveva tutte le carte in regola, ovviamente, il teleriscaldamento non era previsto e c’era solo una dichiarazione della Società contenuta in una lettera giunta al Comune. Quindi l’inquinamento della centrale era certo e il teleriscaldamento forse. Ho poi letto una parte del programma del Movimento 5 Stelle dove espressamente si fa riferimento al divieto di costruzione di nuove centrali a biomasse, quando le biomasse non provengano dal mercato locale e le centrali non siano di dimensioni ridotte. In ultimo ho parlato della necessità di attuare la “democrazia” energetica: impianti piccoli a misura di territorio e soprattutto di risparmiare energia prima di pensare a produrne altra. sul nostro blog e su youtube sono disponibili le registrazioni del consiglio comunale.

  5. CorsaBlanda ha detto:

    Quoto Boris sulla questione della ricaduta occupazionale…altro che 26 persone…semplicemente uno specchietto per le allodole! Ma anche se fossero veramente 26 ciò non giustifica la costruzione di un impianto del genere a pochi metri dalle abitazioni!

    @Manuela Botteghi
    Anche a me era giunta voce che il voto contrario del Consiglio Comunale non è sufficiente a impedire la costruzione della centrale…per quello non ho esultato troppo alla notizia, anche se fa piacere constatare che in Consiglio Comunale ogni tanto prevale il buon senso! Le chiedo infine cortesemente se può indicarmi le pagine web dove trovare le registrazioni degli ultimi consigli comunali perché non sono riuscito a trovarle! Grazie.

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