20 Marzo 2013

Il Ministro Passera e Gas Natural Fenosa forzano da Roma e Bruxelles il rigassificatore che Trieste rifiuta

Su segnalazione di fonti istituzionali slovene allarmate il periodico d’inchiesta (in rete ed a stampa) La Voce di Trieste ha acquisito notizia e prove di un nuovo tentativo del Ministero dello Sviluppo Economico italiano (ministro Corrado Passera) di imporre alla città ed al porto di Trieste (Zaule) un rigassificatore della discussa multinazionale Gas Natural Fenosa, che esercita da tempo pressioni abnormi per ottenerlo nonostante le opposizioni locali ed internazionali.
L’impianto viene infatti rifiutato da tutte le autorità e dall’opinione pubblica locali, dal Ministero dell’Ambiente italiano (ministro Clini) e dalla confinante Repubblica di Slovenia perché recherebbe gravissimi danni ambientali, economici, e rischi catastrofici di incidente e terrorismo, alle città ed ai porti di Trieste e di Koper-Capodistria, ambedue di primario interesse europeo.
Il Porto di Trieste è inoltre porto franco internazionale sotto garanzia delle Nazioni Unite, ed il rigassificatore vi paralizzerebbe anche l’adiacente terminal petrolifero SIOT della TAL, l’oleodotto transalpino che rifornisce Austria, Germania e Repubblica Ceca.
Il tentativo di forzatura ora emerso consiste nel bypassare le opposizioni interna della Slovenia facendo inserire egualmente il rigassificatore tra le infrastrutture energetiche europee prioritarie, per il 2020 ed oltre, del “Piano per una rete energetica europea integrata” in corso di elaborazione a Bruxelles.
Il piano viene elaborato da funzionari europei per gruppi regionali di Stati, in questo caso Italia, Slovenia, Croazia, Austria, Ungheria, e le infrastrutture proposte devono ottenere appoggio dai rappresentanti di almeno due Paesi interessati.
Il tentativo di forzatura su Trieste risulta attuato dal Ministero retto da Passera e svolto attraverso una sua funzionaria nella rappresentanza italiana, Paola Arbia, dirigente della Divisione II Relazioni comunitarie e mercato interno dell’energia della Direzione Generale per la sicurezza dell’approvvigionamento e le infrastrutture energetiche.
La forzatura risulta inoltre sostenuta con intense attività di lobbying svolte a Bruxelles da rappresentanti della stessa multinazionale interessata Gas Natural Fenosa, e sorprendentemente appoggiata da membri della rappresentanza austriaca.
Sul caso, del quale rimangono ora da indagare i retroscena, si sta già attivando la rappresentanza parlamentare triestina del M5s.

Paolo G. Parovel
http://www.lavoceditrieste.net/

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4 commenti a Il Ministro Passera e Gas Natural Fenosa forzano da Roma e Bruxelles il rigassificatore che Trieste rifiuta

  1. Avatar MARIO FATTORI

    Non ci dobbiamo meravigliare di queste situazioni considerato il personaggio che appoggia il progetto visto quanto a fatto in ALITALIA.Il grave e’ che questa regione si e’ lavata le mani e lascia tutto a ROMA.Ricordiamocelo alle prossime VOTAZIONI di TONDO e da quel sig. che ha sempre la giacca attillata sulla pancia gia’sindaco di trieste.Ciao a tutti

  2. Avatar cita demone

    una sana porcada fossi de racomandar al pasera i stesi tecnici del pontecurto…. quando sarà il momento de tirar i tubi del gas….
    poi,presenti tuti al’inaugurazion oviamente.
    hic.

  3. Avatar Da Enrico Piccinino, Trieste.

    Passera vattene, nessuno ti ha votato.Abbi
    rispetto delle scelte della gente; il
    rigassificatore fallo a casa tua.Non ti sarà
    permesso di distruggere Trieste più di quanto
    sia già stato fatto.

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