14 Marzo 2013

Il comune di Trieste ricorre alla illuminazione led. Ecco i vantaggi.

Il Comune di Trieste prosegue quanto già iniziato nel 2012, investendo oltre due milioni di euro per la sostituzione dell’illuminazione pubblica facendo ricorso alla tecnologia led. I lavori previsti nel 2013 coinvolgono sei zone tra centro e periferia, per un totale di 639 nuovi punti luce, di cui 431 proprio a Led.
Questa tecnologia ha fatto passi da gigante negli ultimi anni, permettendo un notevole risparmio energetico anche nei confronti delle lampade a fluorescenza, e un risparmio anche nella manutenzione, avendo le lampadine a led una durata maggiore. Rispetto alle lampade a fluorescenza, inoltre, le lampade a led sono prive della fase di “riscaldamento” iniziale, e irradiano subito la luce.
Le lampadine a led si trovano ormai anche nei negozi specializzati e molte famiglie le stanno installando nelle proprie case. Il costo è maggiore rispetto alle normali lampadine, ma il risparmio sulla bolletta le rende comunque decisamente più economiche.
Questo un confronto dei consumi dei diversi tipi di lampadine:

Questo il confronto sulla durata:

Il tipo di luce delle lampadine a led risulta tendenzialmente più freddo delle normali a incandescenza, ma anche su questo aspetto sono stati fatti notevoli passi avanti ed ormai esistono anche le lampadine a led a luce calda. Fondamentale al momento dell’acquisto è stare attenti all’indicazione del calore della luce della lampadina. Questa la scala.

Le immagini sono state tratte dal sito miniinthebox, dove tra l’altro le informazioni sulle lampadine a led in vendita online risultano chiare e complete.

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36 commenti a Il comune di Trieste ricorre alla illuminazione led. Ecco i vantaggi.

  1. Daniele Vatta ha detto:

    Ottimo spot, ma…ma chi ha visto queste nuove installazioni del comune avrà notato che non sono tutte rose e fiori. Si nota, soprattutto nelle zone in cui è in corso il passaggio dalla vecchia alla nuova illuminazione, una differenza notevole di resa tra le due soluzioni. Sono convinto che sia un ottimo investimento e che ci sarà un ritorno economico per il comune, ma il risultato evidente per ora è che “fa più buio”. Che sia un bene o un male è sicuramente discutibile e probabilmente la sensazione sarà meno evidente quando non ci saranno zone di passaggio da un’illuminazione all’altra, ma a me rimane il dubbio sui parametri illuminotecnici utilizzati per questi nuovi impianti, nella speranza che non sia la semplice tabellina #1 riportata qui sopra.

  2. bonalama ha detto:

    vantaggi??? si per chi vuole aggredire donne anziane lungo le vie ledate!

  3. capitano ha detto:

    http://cielobuio.org/index.php?option=com_content&view=article&id=3269:spending-review-sullilluminazione-pubblica&catid=159:cat-cielobuio&Itemid=41

    “L’Italia consuma pro capite più del doppio della Germania e quasi il triplo di Gran Bretagna, Olanda e Irlanda.”
    Anche questo è debito pubblico.

    E poi c’è un altro aspetto

    “All’uscita della notizia, c’è stata un’immediata levata di scudi nei confronti della proposta, paventando aumento di morti e aggressioni a causa dell’aumento del buio. Di conseguenza, viene da pensare che, se illuminassimo ogni angolo delle città, le morti e le aggressioni diminuirebbero. L’esperienza insegna che non è così. Una cosa però è certa: illuminando di più, aumenta la percezione di sicurezza.”

    http://www.imille.org/2012/11/operazione-cieli-bui-quando-il-buoi-abbaglia/

  4. Ettore Ribaudo ha detto:

    Capitano parlo p er esperienza diretta avendo partecipato insieme a Bonata e Falchi nella messa in opera dell’operazione Cieli Bui e per avere fatto modificare la Legge 15/2007 nella Legge di manutenzione della Regione FVG.
    Quello che dici è assolutamente vero, noi consumiano più del doppio rispetto ad altre nazioni, complice adesso anche la modifica Unilaterale da parte dell’UNI della 11248.
    Però in friuli non è più permessa questa norma, in quanto ho fatto inserire la norma Europea Cen/TR 13201-1 e successive.
    Queste permetteranno di sprecare energia; inoltre ho fatto inserire un rendimento minimo (55%) al di sotto del quale non si possono installare fonti luminose.
    Ho fatto inserire anche la temperatura di colore, max 3300K, specifica per i LED, proprio per evitare problemi alla salute pubblica.
    Spero che il Comune di Trieste ne tenga conto, altrimenti rischia una sonora bocciatura da parte della Corte dei Conti.
    Per i gg. 5-12-19 ci saranno 3 convegni onde spiegare meglio le variazioni normativa e i piani della luce.
    Sono a disposizione

  5. isabella ha detto:

    Riguardo l’aumento della criminalità bisognerebbe chiedere informazioni ai comuni che hanno adottato l’illuminazione a led già da molti anni.

  6. Rupel ha detto:

    io ho sulla macchina fari full LED e ne sono entusiasta

  7. Ettore Ribaudo ha detto:

    Isabella l’aumento dell’illuminazione (vedere i dati del ministero dell’Interno e i vari studi condotti in Uk e USA) non fa diminuire i crimini, anzi li aumenta!
    L’aumento di illuminazione da una parvenza di sicurezza che è solo psicologica.

  8. Diego Manna ha detto:

    io le ho a casa, luce calda a 2800K, adesso in soggiorno se le accendo tutte consumo 20W.

  9. Ettore Ribaudo ha detto:

    Diego hai una luce calda che è quello che vado dicendo da anni sui LED, la luce bianca da 3600-in poi crea danni notevoli alla Salute Pubblica e quando ne parlavo tutti ridevano adesso cosa dicono?

  10. isabella ha detto:

    @7 immaginavo.

  11. Ettore Ribaudo ha detto:

    Sulla durata di 50.000 ore ci sono studi che dimostrano che al massimo dura 35.000; al contrario le nuove lampade al Sodio durano 48.000 ore; dove è la convenienza?
    Inoltre avete letto di Muggia che hanno dovuto stanziare altri 55.000 euro per pagare la bolletta energetica; li avevano installato gli archilede di produzione Iguzzini e venduti da Enel Sole.
    Anche qui dove è la convenienza?
    Avete presente il paradosso di Jevons? ( I miglioramenti tecnologici che aumentano l’efficienza con cui una risorsa è usata possono fare aumentare il consumo totale di quella risorsa, invece di diminuire)
    Prima ottimizziamo i contratti energetici e poi si fa una seria progettazione.

  12. El baziloto ha detto:

    Alcuni giorni fa sono andato a trovare un tizio che ha progettato un intero blocco di abitazioni – oggi in via di costruzione – in un paese vicino a Padova. Tramite la bioarchitettura, utilizzo al massimo possibile di fonti rinnovabili nonché dell’acqua piovana, pompa di calore eccetera eccetera, queste case sono in classe energetica A, non hanno nemmeno l’allacciamento alla rete del metano per il riscaldamento, saranno tutte quante dotate di piscina con acqua piovana filtrata da filtri naturali (in pratica una pompa azionata da celle solari fa passare l’acqua attraverso un campetto dove vengono coltivate delle piante che filtrano l’acqua) e mille altre diavolerie.

    All’inizio pensavo ad un costo d’acquisto assolutamente proibitivo, poi ho visto i prezzi: da 1800 ai 2400 Euro al metro quadro, a seconda del tipo di accessori – tipo la piscina – che richiedi.

    Ho chiesto un paio di info per capire come si può intervenire in una casa costruita negli anni ’50 del secolo scorso (la mia), e devo dire che i conti che sono venuti fuori nel rapporto costi/benefici nel medio-lungo termine sono financo sbalorditivi.

  13. Uberto Fortuna Drossi ha detto:

    Che le cosa non vadano bene in Italia lo sappiamo, ma almeno sul consumo elettrico l’Italia è al 16 posto dei paesi più energivori, la Francia è al primo posto con una differenza abissale da noi. Il dramma che noi importiamo molta energia elettrica a costi elevatissimi per l’industria. Rimane un dato di fatto che residenzialità consuma il 60% del fabbisogno energitico italiano e che invece di diminuire i consumi stanno aumentando (il cittadino italiano consuma mediamente 6000 Kw/anno mentre quello del FVG 8000Kw/anno. Certo è necessario correre ai ripari per non peggiorare la situazione, quindi è importante rendere più efficiente il sistema e il rendimento energetico, per non dipendere troppo dall’estero. Il luogo comune è il peggior esempio per creare cortocircuiti di conoscenza, inoltre parto dal presuposto che bisogna essere tecnicamente informati e non ideologicamente orientati. Se volete dei dati, cioè numeri le fonti sono l’agenzia europea per l’energia, l’istat, l’autorità per l’energia e vari studi economici universitari. Ah dimetincavo, era ora che il Comune efficientasse l’illuminazione cittadina, ma sarebbe anche ora che lo stesso Comune pretendesse una migliore tariffa dall’ Acegas, visto che con i rifiuti cittadini di trieste si produce energia quanto per alimentare il sistema di illuminazione della città.

  14. Lorenzo Trieste ha detto:

    Cossa centra adesso la luce con le aggressioni??Xe solo un cambio nel tipo de iluminazion…

  15. Ettore Ribaudo ha detto:

    Caro Uberto non mi risulta che l’Italia sia al 16 posto, dati IStat affermano che L’Italia è tra i paesi europei che consumano energia elettrica in misura piuttosto ridotta. Si colloca, infatti, poco al di sotto della media europea, pari a 5.728,0 kWh per abitante, insieme agli altri paesi dell’area del Mediterraneo e a quelli dell’Est Europa, più vicini alle riserve di gas naturale della Russia. Sono, invece, Finlandia e Svezia a consumare più energia elettrica (16.277,1 e 14.523,2 kWh per abitante rispettivamente). In questi casi però l’energia proviene prevalentemente da centrali nucleari e da fonti rinnovabili a minor impatto ambientale. Gli altri paesi dell’Europa continentale si collocano poco al di sopra dei valori medi Ue27.
    Nei tre anni analizzati (1998, 2001 e 2007) i consumi sono aumentati con tassi crescenti pressoché costanti. Fanno eccezione la Svezia, che dal 2001 registra un’inversione di tendenza, la Danimarca, che mantiene pressoché stabili i consumi nei tre anni, e il Regno Unito che mantiene stabili i consumi dal 2001 al 2007.
    Inoltre vi è differenza tra consumo e fabbisogno!
    Il maggior consumo non è dato dalle famiglie che consumano “appena” il 22% dell’intera produzione di Energia, la restante è consumata dalle industrie, dal terziario ed altro; pertanto la percentuale che tu dai è completamente sballata, se vuoi verificare i dati vai su: http://www.terna.it/LinkClick.aspx?fileticket=tTDZz80gV%2bw%3d&tabid=418&mid=2501
    Posso concordare che bisogna rendere più efficiente il rendimento energetico ed è per questo che ho fatto modificare la LR 15/2007, avvicinandola a Paesi come la Repubblica Ceca, o il Cile (Paese che ha la migliore Legge per il contenimento dell’Inquinamento luminoso ed il risparmio energetico).
    Quello che sono veramente vergognose sono le imposte sull’energia che stando ai dati disponibili del 2009, valgono complessivamente il 2,1% del Pil, contro una media Ue dell’1,7% (qualche esempio dei singoli Stati: 1,9% in Germania, 1,5% in Francia e poco di meno in Spagna). Questo scalino dello 0,4% si traduce in 6,1 miliardi di euro di maggiori imposte per cittadini e imprese. Concentrandosi sull’energia elettrica, si scopre che tra tasse e oneri di vario tipo, le aziende hanno pagato 3,2 euro ogni cento kWh consumati, contro una media europea di 1,4 euro. La Germania ha sborsato 2,8 euro, la Francia 0,6, la Spagna 0,5 e la Gran Bretagna ancora meno (0,4).
    Tu sai che noi in Friuli V.G. ogni azienda ha pagato mediamente 3.151 euro aggiuntivi per l’energia elettrica, rispetto alla media del Vecchio continente.
    Al secondo posto c’è la Sardegna, dove ogni azienda ha sborsato 2.708 euro in più, seguita dalla Lombardia con 2.208 euro.
    Su scala provinciale, infine, Milano, Bergamo e Brescia valgono circa un miliardo di extra costi per le bollette elettriche, il 13% dell’intero divario che ci separa dagli altri Paesi.
    Come si spiegano queste differenze?
    A far lievitare le bollette italiane è soprattutto la pressione fiscale, che a metà 2010 incideva per il 22,7% sul prezzo finale dell’elettricità.
    Tu sai che l’Enel importa energia da Paesi confinanti la cui titolarità degli impianti è sempre di produzione Enel?
    Uberto è una vita che lo dico e, lo studio che ho consegnato alla Provincia di Gorizia, nella quale la prima modifica da fare in un Comune è l’ottimizzazione delle tariffe, lo dimostra ampiamente!
    Ettore

  16. SERGIO ZERIAL ha detto:

    Tutto bene il risparmio con le lampadine led, ma nessuno non si è mai accorto di come sono tarate le fotocellule di apertura e chiusura? Sono anni che scrivo telefono mando email, ma niente, ho la casa in un posto dove vedo tutta Trieste, quando mi sveglio alla mattina con luce (posso leggere il giornale) vedo le rive via Roma via cassa di Risparmio, colle Capitolino , Romagna, Commerciale Gatteri e altre accese, stessa cosa avviene alla sera sono già accese con luce ancora forte, poi ci sono altre bivio di Miramare Grignano, e durante il giorno piazza Oberdan, Tribunale accese in pieno giorno frequentemente, questo è quello che vedo della mia zona, forse anche in altre zone di Trieste succede la stessa cosa, quando piove con il cielo nuvoloso si accendono in varie parti della città le luci, dunque morale della favola, si cerca di risparmiare con i led e non si vedono tutte queste anomalie che tutti dico tutti possono constatare, che ci fanno spendere tanti soldi, il di Piazza mi aveva bollato in una trasmissione telequattro di essere assillante, ma ne lui ne il nuovo sindaco non hanno fatto niente per ovviare a questo inconveniente, per quanto riguarda i consiglieri sia comunali che circoscrizionali, peggio che peggio, intanto lAcegas incassa a spalle nostre, se si telefona in officina guasti ti dicono che il carro torre sta operando in loco, ma io non l’ho mai visto. Sarebbe importante anche sapere se la differenziata è differenziata, o va usata per creare energia, da parte dell’Acegas da alcune voci pare di no, chi ne sa di più ? saluti sergio

  17. Francesco Cervesi ha detto:

    Ottima iniziativa. Con la tecnologia si possono ottenere grandi risultati e grandi risparmi. A partire dai “led” si può fare ancora molto di più.
    Alcune città si son già dotate di sistemi innovativi di risparmio energetico a partire proprio dalle possibilità che offrono le reti dell’illuminazione pubblica. Ci vuole coraggio e voglia di innovare. Ci vogliono investimenti.
    http://it.m.wikipedia.org/wiki/Città_intelligente

  18. Ettore Ribaudo ha detto:

    Caro Roberto se definisci “OTTIMA INIZIATIVA” una violazione di Legge allora siamo messi male!
    Non è così che si fa risparmio energetico ma in altre maniere, sicuramente a costi minori che non spendendo sui LED e tra poco lo vedrai non appena faremo le 3 conferenze.

  19. Mauricets ha detto:

    personalmente ritengo la tecnologia LED il futuro.
    ricordate che è usata ormai su i monitor, tv e automobili.
    in casa è ottima per piccoli spazzi, bagni e ripostigli, o ad esempio nel frigo.
    ho come supporto all’illuminazione principale.
    in bagno è molto più efficace dei neon, una miglior luce. non ha sfarfallio, quindi è più adatta anche alla lettura, o dove si deve impegnare molto la vista.
    non emettete nemmeno UV il LED, ha più cicli di accensione-spegnimento (dato da non sottovalutare, se vi è un basso numero di cicli la lampadina si brucia prima), ed è immediata.
    per grandi aree ho delle perplessità.

  20. Ettore Ribaudo ha detto:

    Concordo che possa essere il futuro ma adesso per la Pubblica Illuminazione stradale non e’ performante quanto il sodio ad alta pressione.
    A casa utilizzo luce a 2700 K cioè’ a tonalità’ calda.
    Il problema che il led ha anche delle componenti tossiche nocive per l’uomo, sul problema UV starei attento e guarda in giro che non e’ proprio cosi!

  21. Ettore Ribaudo ha detto:

    @Mauricets, se i led freddi hanno una campana di picco a 460nm e un inizio a 380nm, sa dove comincia l’UV?
    L’UV può essere suddiviso in UV vicino (380-200 nm) e UV estremo (200-10 nm). Quando si considera l’effetto dei raggi UV sulla salute umana, la gamma delle lunghezze d’onda UV è in genere suddivisa in UV-A (400-315 nm), UV-B (315-280 nm) e UV-C (280-100 nm).
    Dai numeri che ho citato sopra non può venire citando che i Led non hanno UV, perché le ho dimostrato che non è vero!
    Semmai poteva dire che i Led hanno una bassa percentuale di UV ma dire che non ne contengono mi sembra quantomeno falso!
    La fisica non è un fenomeno soggettivo ma è qualcosa di estremamente oggettivo e i dati generati da se stessa, sono inoppugnabili.
    Un recente convegno internazionale organizzato dall’Università di Haifa, in Israele, ha riunito i maggiori esperti che hanno fatto il punto sulle conseguenze “ecofisiologiche” dell’esposizione alle luci notturne. E’ emerso in particolare il ruolo delle luci LED (acronimo dell’inglese Light Emitting Diode), sempre più usate in elettronica (telecomandi, spie, retroilluminazione degli schermi LCD) e nell’illuminazione d’interni per la loro versatilità e soprattutto per l’efficienza energetica: durano e consumano pochissimo. Il freno alla loro diffusione è costituito principalmente dal costo, ancora piuttosto elevato rispetto a quello delle lampadine a fluorescenza. Ma con la definitiva scomparsa dal commercio delle vecchie lampade a incandescenza è prevedibile che i prezzi dei LED scenderanno e il loro impiego aumenterà notevolmente.
    Sarebbero proprio le luci a lunghezza d’onda corta, come i LED, a causare i danni peggiori alla salute e lo dimostrano gli studi su modelli animali condotti da Abraham Haim, esperto di inquinamento luminoso.
    In particolare la ricerca presentata al convegno ha sperimentato gli effetti della luce notturna, soprattutto dei LED di colore blu, su topi vedenti e non vedenti. In entrambi erano rilevabili cambiamenti indotti dalla luce nell’organismo: produzione ormonale, massa corporea, consumo d’ossigeno e alterati livelli di melatonina.
    Questo ormone prodotto dalla ghiandola pineale viene sintetizzato di notte con la comparsa del buio. Se ne conoscono gli effetti positivi sul sonno e sull’umore e si pensa che possa avere anche un effetto soppressivo di alcuni tipi di tumore. I bassi livelli di produzione di melatonina causati dall’esposizione alla luce notturna, quindi, non sono una buona notizia.
    I Led un concentrato di inquinanti
    Contengono piombo, arsenico e dozzine di altre sostanze tossiche che li rendono potenzialmente pericolosi e non, come si crede, ambientalmente sostenibili.
    I diodi ad emissione luminosa, meglio noti come Led, che stanno trovando sempre maggiore diffusione per la loro “presunta” lunga durata ed elevata affidabilità, ma soprattutto per la loro altissima efficienza ed i bassi consumi di energia elettrica, contengono piombo, arsenico e dozzine di altre sostanze tossiche che li rendono potenzialmente pericolosi e non, come si crede, ambientalmente sostenibili.
    Dopo lo studio dell’agenzia francese Anses (Agenzia nazionale per la sicurezza sanitaria, l’alimentazione, l’ambiente ed il lavoro) ora lo afferma l’Università della California-Irvine, attraverso il presidente del Dipartimento della salute pubblica e di prevenzione sanitaria che assieme ai suoi colleghi scienziati, sia dell’Università della California-Irvine, sia dell’Università della California-Davis, hanno intrapreso una ricerca sui Led che si trovano normalmente in commercio. Hanno così acquistato le diverse luci colorate a base di Led che si usano nel periodo natalizio, le lampade a base di Led dei semafori stradali, le lampadine delle automobili, anch’esse a base di Led, Led per illuminazione Pubblica, ecc. Poi, le hanno liberate dai loro involucri esterni ed hanno esaminato ed analizzato i componenti chimici dei vari tipi di Led.
    Anche in Italia, il Ministro alla Salute Fazio e il l’Istituto Superiore di Sanità hanno risposto che l’illuminazione a Led fa male, come mai nessuno fa niente? Risposta del Ministro Fazio
    I risultati ottenuti e pubblicati nel numero di gennaio 2011 della rivista scientifica: «Environmental Science & Technology», mostrano che i Led a luce rossa e di bassa intensità contengono quantità di piombo fino a livelli otto volte i valori massimi ammissibili dalla legge mentre quelli ad alta intensità e con luminosità più brillante contengono un numero di contaminanti tossici molto più alto di quelli a bassa intensità. Per quanto riguarda i Led a luce bianca il contenuto di piombo è minore, ma diventa molto elevato, invece, il contenuto di nickel.
    Piombo, nickel, arsenico ed altri contaminanti tossici trovati nei Led rappresentano i maggiori fattori di rischio di diversi tipi di cancro e di danno per il sistema nervoso, così come di insorgenza di malattie renali, di ipertensione, di eruzioni cutanee ed altre malattie. Il rame contenuto nei Led rappresenta, inoltre, una minaccia ai pesci ed ai sistemi ecologici dei fiumi e dei laghi, qualora le lampade a LED non siano smaltite in modo sicuro.

    Adesso parliamo dell’equazione Sicurezza=+luce

    L’equazione è falsa e l’onere della prova spetta a chi fa l’affermazione, cioè a chi sostiene che la luce aumenti la sicurezza, mentre sotto allego alcuni studi.
    Il problema fondamentale è però che nessuno produce mai prove statisticamente solide in questo settore. Andando ad indagare sugli studi effettuati in questi ambiti si scopre che generalmente si trovano lavori poco solidi dal punto di vista statistico, con errori anche grossolani.
    Ad esempio in una città si vanno ad illuminare maggiormente le vie che nell’anno precedente hanno mostrato un livello di criminalità più alto della media. Si contano poi gli episodi criminosi avvenuti dopo l’aumento dell’illuminazione e si trova che in media sono diminuiti.
    Ma questa diminuzione era da aspettarsi indipendentemente dalla nuova illuminazione perché statisticamente le zone che hanno avuto livelli insolitamente alti di criminalità tenderanno a vederli diminuiti, tornando verso livelli più normali (fenomeno della regressione verso la media Marchant PR (2008) ’Regression towards the mean’, entry for the International Encyclopedia of the Social Sciences, 2nd edition, W. Darity (ed.), Macmillan Reference USA (Thomson Gale), New York). Approfondimenti su questo si possono trovare in Marchant( Marchant PR (2004) A Demonstration that the Claim that Brighter Lighting Reduces Crime is Unfounded, The British Journal of Criminology 44, 441-447; http://bjc.oupjournals.org/cgi/content/abstract/44/3/441 Marchant PR (2005) What Works? A Critical Note on the Evaluation of Crime Reduction Initiatives, Crime Prevention and Community Safety 7 7-13).
    La città di Bristol ( http://www.thisisbristol.co.uk/Burglars-afraid-dark-Crime-falls-Bristol-street/story-13952633-detail/story.html) sta spegnendo molte strade di notte e si è trovato che i crimini in quelle strade diminuiscono.
    La polizia spiega la cosa con il fatto che i ladri hanno bisogno della luce per individuare i loro obiettivi, per trovare velocemente una via di fuga e per non ‘tradirsi’ usando torce elettriche.
    L’ Illinois Criminal Justice Information Authority ha svolto uno studio (Illinois Criminal Justice Information Authority, The Chicago Alley Lighting Project: Final Evaluation Report, April 2000
    (http://www.icjia.state.il.us/public/pdf/ResearchReports/Chicago%20Alley%20Lighting%20Project.pdf) sulla città di Chicago dove gli episodi criminosi sono aumentati sostanzialmente dopo un aumento dell’illuminazione. Lo stesso studio analizza i risultati contrastanti delle ricerche precedenti nello stesso campo.
    Anche nel caso della sicurezza stradale gli studi portano a risultati spesso contraddittori. Molti indicano un aumento della sicurezza stradale con l’illuminazione, ma la gran parte degli studi è affetta da errori statistici che ne inficiano il valore.
    L’illuminazione può senz’altro migliorare la visibilità della strada e degli ostacoli (ma attenzione che l’illuminazione abbagliante e mal realizzata può anche ridurla, vedasi Art.23 del Nuovo Codice della Strada), ma questo non significa che la sicurezza aumenti, per due motivi principali.
    La maggior visibilità porta ad una aumentato senso di sicurezza che si riflette a sua pericolosità degli incidenti. In Belgio un tempo illuminavano le autostrade, mentre oggi le tengono in gran parte spente appunto perché hanno constatato che l’illuminazione delle autostrade non influisce sul il rischio di incidenti.
    Addirittura hanno trovato che l’ora del sorgere o del tramontare del sole non influenza gli incidenti,
    l ‘altro motivo è che la sicurezza va studiata a 360 gradi, anzi nelle 24 ore.
    I pali che generalmente sostengono gli apparecchi di illuminazione sono degli ostacoli fissi e pericolosi a lato della carreggiata e sono presenti anche di giorno.
    Nel 2011 in Germania ci sono stati 3683 incidenti contro pali a lato della carreggiata, con 59 morti (pag. 84 del rapporto ‘incidenti stradali’ 2011 dell’Ufficio Federale di Statistica tedesco). Quindi la presenza di pali diminuisce sicuramente la sicurezza stradale.

    Quando si danno notizie prima si verificano gli studi e poi si parla, invece tanti parlano solo per sentito dire!
    Buon fine settimana a tutti.

  22. bonalama ha detto:

    dato che ci hanno martellato per anni con la sicurezza -2percepita-2 calibrando accuratamente la notizia di assalti (tg in testa), è semplicemente da ricordare che in genere i bambini hanno paura DEL BUIO. E’ probabile sia una strategia evolutiva, ergo il buio rende meno sicuri. Accompagnato il tutto dalla luce bluastra è lecito che alcuni si sentano a disagio o no?

  23. bonalama ha detto:

    e in genere si dice “col favor delle tenebre” ma gli scrittori si sa hanno scarsa percezione della realtà……

  24. Ettore Ribaudo ha detto:

    Da tempo immemorabile il buio è stato visto come le tenebre ma dicevano anche che la terra fosse piatta ed invece……

  25. Mauricets ha detto:

    http://ribaudo-ettore.it/
    e io invece le ho scritto di controllare il prodotto.
    Le lampadine LED vengono addizionate di una copertura che filtra i raggi UV.

    sommata alla bassa emissione del diodo
    il risultato è UV nullo.

    certo se compra le lampadine di marca cacao…
    è comunque io parlo DI ILLUMINAZIONE DMESTICA.

    Dalla parte dell’ambiente

    “Le lampadine a LED della gamma Optimum, a differenza di quelle fluorescenti compatte, sono prive di piombo e mercurio (conformemente alla direttiva RoHS) e producono una luce chiara naturale. Grazie all’assenza di pericolose radiazioni UV o IR, le merci non subiranno alterazioni del colore o effetti di sbiadimento. Inoltre, grazie alla sua efficienza energetica, questo sistema di illuminazione Samsung riduce l’impatto sia sui costi aziendali sia sulle risorse naturali, contribuendo così a dimostrare quanto la tua azienda sia attenta all’ambiente.”

    http://www.samsung.com/it/business/business-products/led-lamp/led-bulb/SI-I8W141UL1EU-features?subsubtype=optimum-range

  26. bonalama ha detto:

    aaahhhh,per curiosità all’epoca della terra creduta piatta ( alcuni la ritenevano tale, altri no, eratostene fa venire in mente nulla?) c’erano le torce….. a led? riassumendo : la questione non sono le lampade a led, bensì come sono stati dislocati i pali, che alla fine rendono il tutto perfetto per un film dell’orrore di serie c.

  27. Ettore Ribaudo ha detto:

    Eratostene, nel III secolo avanti Cristo, realizzò la prima misurazione delle dimensioni della Terra.
    Bella la storia di tirare fuori Eratostene!!!
    La questione dei pali è presto detta: la Lr15/2007 dice che si possono istallare i pali ad interdistanza (Altezza del punto luce x 3.7) di 3.7 tra di loro; sono consentite soluzioni alternative solo in presenza di ostacoli, fisici o arborei, o in quanto funzionali alla certificata e documentata migliore efficienza generale dell’impianto; soluzioni con apparecchi lungo entrambi i lati della strada sono consentite nei casi in cui il rapporto tra interdistanza e altezza delle sorgenti luminose sullo stesso lato risulti superiore al valore di 5;
    Ma la strada quanto è larga?
    Se fosse 7 -8 mt le due linee sarebbero uno spreco.
    Comunque anche i tipi di led sono fuori legge.

  28. Mauricets ha detto:

    30

    Ettore Ribaudo
    Le lampadine LED delle migliori marche sono progettate per non emetter raggi UV dannosi alla salute. a questi particolari raggi UV mi riferisco.
    se vengono emessi quelli che non influiscono sulla salute è altra questione.
    ovvio che non si puo filtrare tutto lo spetro luminoso.
    ma quelli UV dannosi, che sono circoscritti a una data l’unghezza d’onda, possono, e lo sono filtrati.
    così come è possibile, e vengono prodotte, lampadine LED che emettono raggi UV.
    usati in molti campi, dal medico all’industriale.
    per, ad esempio, sterilizzare una data area.

    quelli di marca cacano non lo so.

    le certificazioni sono a livello CE ed IMQ.

  29. Mauricets ha detto:

    29

    Ettore Ribaudo
    le lampadine a LED di ultima generazione sono progettate per non emettere UV dannosi alla salute.

  30. Ettore Ribaudo ha detto:

    @Mauricets
    Mandami il datasheet con la curva della temperatura ma non tagliata.
    Mi sorge un dubbio: ma tu parli delle lampadine per la casa oppure per la Pubblica Illuminazione?

  31. porto ha detto:

    cossaa? cossssaaa?

  32. Mauricets ha detto:

    31

    Ettore Ribaudo
    per la casa, solo per la casa.
    quella stradale non la conosco.

    e ovviamente quelle per la casa non emettono UV della gamma dannosa alla salute.
    mica si puo filtrare tutto.
    mi riferisco a grosse marche, che fanno anche ricerca e innovazione.
    e a prodotti recenti.

    probabilmente prodotti di gamma bassa emetto no UV.

  33. Ettore Ribaudo ha detto:

    @Mauricets
    Ho visto l’articolo che tu mi hai suggerito, se parli di 2700K certo che non emettono UV, per quello ti avevo chiesto di sapere la temperatura di colore e l’uso che ne facevi.
    Per l’Illuminazione Pubblica è tutta un’altra storia.

  34. Ettore Ribaudo ha detto:

    A proposito i Led a luce bianca diffondono su tutto lo spettro visivo bloccando tutte le frequenze visibili, pertanto sono impossibili da filtrare,

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