22 Febbraio 2013

Sulla fragilità dell’onestà – Riflessioni sul movimento 5 stelle

Qualche giorno fa sul blog di Sara R. è uscito un post che in poco tempo ha acceso un notevole dibattito. Ne riprendiamo alcune parti come spunto per i lettori. L’articolo completo si trova a questo link.

“Sono bravi ragazzi”
“Gente con la faccia pulita”

Beh, sapete una cosa? Io non ce la faccio più.
In questi giorni, chiacchierando in rete e tra la gente vedo che sempre più persone della mia età, amici, alle prossime elezioni voteranno per il Movimento 5 Stelle. O meglio: per Grillo e la rappresentazione della realtà che si è creato attorno, perché chi siano davvero i candidati pare interessare a pochi. Lo so perché me lo dicono, mi domandano come la penso e magari danno per scontato che anch’io voterò così. Come se così facessero tutti, perché nostro dovere è “dare un segnale”, “essere di rottura”.
A me questa cosa non va giù. Nemmeno un po’.
Perché la maggioranza di costoro va a votare così per vedere eletta “gente onesta”, che onestamente scombussolerà le cose, secondo un principio di onestà e trasparenza che si basa soltanto sulla mera ignoranza costruita grazie all’essere stati per anni e anni alla finestra.
Non mi va giù perché un pseudo principio di onestà va facendo credere che gli altri siano tutti uno schifo, con una violenza verbale e un’illogicità che mi ha stufato.
Perché, vi svelo un segreto, siamo in Democrazia: e la partecipazione non è che sia stata eliminata in questi anni. L’avete non agita. E’ un’altra cosa.
E allora vorrei svelare a chi lo ignora che, ebbene si, le brave persone, la gente onesta, pensa un po’, la si trova dappertutto, basta avere la curiosità di scoprirla: i ragazzi del PD non vanno in giro a rubare al prossimo e, pensate un po’, non ne conosco nessuno che abbia preso tangenti tra i giovani che stan facendo la campagna per Ingroia e che magari il sabato mattina si svegliano presto per fare il GAP.
E dei tanti giovani che SEL ha candidato in giro per l’Italia, beh, non mi pare siano persone che mirano a derubare le casse dello Stato.
Davvero è più importante che tutto sia “nuovo”? Davvero non importa se questo “nuovo” significa ritornare indietro, azzerare l’orologio dell’elaborazione delle idee, dimenticare l’antifascismo, il pacifismo, i femminismi, la critica al potere? Davvero la politica italiana va infilata tutta nel calderone dell’impurità? Davvero è intellettualmente onesto predicare la distruzione di ogni cosa?
[…]
Diciamolo, l’onestà è relativa. Ed è facile dirsi puliti se non ci si è mai sporcati le mani.
Il potere è quella cosa che senza un minimo di formazione e consapevolezza ti fa diventare un Fioritto in miniatura nel giro di pochissimo. E più vai dicendo in giro che come lui non diventerai mai, più mi stai garantendo che sarai il prossimo a propormi qualche cosa in cambio di un voto.
Non sono le appartenenze a fare l’uomo più o meno ladro. Sono le condizioni, le relazioni, le idee.
Le fedine penali a me parlano politicamente proprio poco.
Perché si può avere la fedina penale pulita anche avendo costruito un’impresa utilizzando collaboratori volontari mai pagati, si può avere la fedina penale pulita anche avendo dimenticato di stampare qualche scontrino ogni tanto, si può avere la fedina penale pulita e pensare che sia cosa buona e giusta che i migranti muoiano cercando di arrivare in Italia, via mare o via terra che sia.
E allora i miei coetanei che fino ad oggi hanno lasciato che il paese andasse dove andava aspettando che un uomo urlasse loro cosa fare, beh, mi fanno rabbia. Perché hanno delegato ad altri per anni il fare qualcosa, senza mai un minimo di sostegno, e poi adesso si preparano a sostenere qualcuno soltanto per sostenere una rottura con un passato ed un presente che non si sono mai sporcati le mani per cambiare (no, la retorica del “ho fatto una famiglia” o “mi sono laureato a pieni voti” a me non bastano come elementi di interesse verso un cambiamento collettivo).
[…]
Il M5S occuperà il 15% (?) delle sedie del Parlamento e sembra contare poco, pochissimo quello che intende fare. Occuperò il 15% delle sedie del Parlamento dopo aver condotto una campagna elettorale basata sul disprezzo, aggressività, personalismi, dietrologie, questioni che con la bella politica non hanno niente a che vedere.
Quand’ero ragazzina mi domandavo come fosse stato possibile all’Italia che il movimento fascista conquistasse il potere. Ora mi pare di capirlo. Basta che qualcuno urli, forte abbastanza, nei canali giusti, che tutto quello che puoi aver studiato in anni di università perda di valore.
[…]

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46 commenti a Sulla fragilità dell’onestà – Riflessioni sul movimento 5 stelle

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