19 Febbraio 2013

Linea Verde a Trieste, spunto per conoscere e riflettere su alcune eccellenze agro alimentari

A inizio gennaio è passata da Trieste la decennale trasmissione della Rai, “Linea Verde”.
Nella puntata dedicata alla nostra provincia si sono toccati temi diversi, riguardanti delle tipicità, tradizionali e innovative, del nostro comparto agro alimentare.
Alcuni degli argomenti li conosciamo bene e molto se ne è parlato in passato, mentre alcune cose che succedono sul nostro territorio sono ancora lontane dalla quotidianità e non sono ancora entrate nell’ordine delle idee del triestino medio.
La puntata porta con sé degli spunti interessanti e apre una finestra sulle potenzialità del Carso e della città. Degli spunti da cui partire e approfondire; vengono citate delle produzioni di enorme interesse, che vanno salvaguardate e curate e che sono la punta dell’iceberg; molte altre non sono state citate. Da queste bisogna partire per comporre il puzzle delle offerte agro alimentari triestine.
Perché sono importanti?
In questo momento di crisi generalizzata, bisogna sapere che c’è chi ha idee buone e lavora bene.
Aziende famigliari che rivitalizzano il nostro territorio. Aiutarle significa fare del bene all’economia locale, aiutare l’ambiente e in fondo (the last, but not the least) avere incredibili gioie legate al consumo di questi prodotti.

In particolare nella puntata, andata in onda il 6 gennaio scorso, i conduttori hanno dato risalto all’allevamento allo stato brado (per tutto l’anno) dei manzi Highland. Non tutti sanno che l’azienda agricola Bajta di Sales fa pastorizia allo stato brado di manzi, ma anche di maiali. Questo è molto importante perché aiuta a recuperare molti terreni abbandonati e lasciati ai rovi, dove storicamente si praticavano attività agropastorali. Addirittura, nella puntata Nicola Bressi, Direttore Servizio Musei Scientifici del comune di Trieste, ha definito questa pratica azione di ingegneria territoriale.
E poi ce l’aspetto qualità di vita dell’animale. Pensiamo solo all’animale nato e cresciuto legato, senza possibilità di movimento, e confrontiamolo con l’animale vissuto allo stato brado. Non sta a me di specificare quali siano le condizioni di vita di maggior dignità. E poi i risultati di qualità del prodotto sono eccellenti.
Ancora, nella puntata si è parlato di Orti Urbani, altra pratica che da un lato riavvicina i cittadini al cibo e alla natura, dall’altro recupera terreni degradati e lasciati alla macchia. Anche questa iniziativa ha quindi una valenza di architettura urbana compatibile e sostenibile.
E ancora si è parlato di formaggi, vaccini e caprini, e di erbe del Carso. E poi di vini autoctoni.
Entrambe le produzioni nel nostro territorio hanno espressioni piccole, ma forti e significative.

E infine un mio pensiero personale va al nostro olio, in un’annata così avara di soddisfazioni per la nostra produzione, c’è chi resiste e va avanti a fare dell’eccellenza.

Qui trovate il video della puntata.

La scaletta.

Orti Urbani

Allevamento brado di manzi

Vini autoctoni

Mitilicoltura (pedocere)

Formaggi vaccini e caprini

Pasticceria tipica

Prosciutto tipo Praga

Caldaia e buffet

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Un commento a Linea Verde a Trieste, spunto per conoscere e riflettere su alcune eccellenze agro alimentari

  1. robi jakomin ha detto:

    Dopo lo scandalo della carne Carlo Petrini dice: “mettiamo fine alla fabbrica di schifezze”. Giusto, condivisibile e chiaro.
    Noi a pochi passi abbiamo la fattoria carsica Bajta. Consumando i loro prodotti sai cosa mangi e sostieni l’economia locale!

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