15 Febbraio 2013

Scampoli di storia: sul Battaglione Triestino d’ Assalto

Rubrica a cura di Paolo Geri

Durante la lotta partigiana il Battaglione Triestino d’ Assalto fu operante sul Carso triestino e goriziano, nella valle del Vipacco e sulla Bainsizza nel periodo che va dall’ inverno del 1942 al 15 aprile 1944. Dopo aver subito gravi perdite questa formazione fu riorganizzata nell’ aprile del 1944 costituendo, insieme ad altre unità, la 14ª Brigata d’ Assalto “Garibaldi Trieste” che ebbe per commissario Mario Abram e per vicecomandante con funzioni di comandante, poi diventate effettive, Riccardo Giacuzzo, già distintosi in importanti e brillanti azioni del battaglione. L’ importanza storica del Battaglione Triestino è data non solo dall’ essere stata una delle prime formazioni organizzate che combatterono i fascisti ma anche dall’ essere una brigata partigiana “di confine” e di aver avuto di conseguenza funzione di elemento catalizzatore fra le diverse componenti della Resistenza in territorio giuliano.
Nel circondario di Trieste e di Gorizia la guerra partigiana iniziò prima che nel resto d’ Italia. Le prime formazioni iniziarono ad organizzarsi subito dopo l’ attacco nazi-fascista alla Jugoslavia del 1941. Alcune formazioni partigiane provenienti dall’ Istria e dalla Slovenia, grazie alla loro estrema mobilità, attraversarono i vecchi confini italiani ed estesero la guerriglia nelle zone di Trieste e Gorizia cercando di insediarsi anche nella zona di Udine. Il 3 febbraio 1942 il Battaglione Triestino d’ Assalto sotto il comando di Stojan Furlan inizia la guerriglia facendo saltare i binari nella galleria che attraversa il Carso nella zona di San Daniele. Le autorità fasciste decisero di non divulgare la notizia dell’ attacco alla linea ferroviaria per non mettere in luce che l’ antifascismo diffuso fra la popolazione incominciava a passare all’ azione militare.
Ma facciamo un passo indietro nella vita di Stojan Furlan che, nato nel 1923, era stato, fra la seconda metà degli anni Trenta e i primi anni Quaranta, seminarista a Trieste !
Nel luglio 1941 il futuro uomo politico e scrittore Giorgio Visintin, autore fra l’ altro di “Diario di Guerra”, è in villeggiatura presso la famiglia Furlan a San Daniele del Carso (ora Štanjel in Slovenia) e diviene amico del giovane Stojan, comunista e cattolico, nonostante sua madre ricopra un ruolo dirigenziale nel P.N.F. come responsabile della locale sezione femminile fascista. Stojan Furlan studiava nel seminario di Trieste ed era in contatto con studenti albanesi che gli riferirono quanto, secondo loro, stava avvenendo nel loro paese a seguito dell’ occupazione italiana del Regno di Albania. Visintin ha all’ epoca 12 anni e Stojan Furlan 17. Fra i due amici si parla sia di problemi politici inerenti al comunismo, sia di come strutturare la Resistenza antifascista. Giorgio accompagna l’ amico più grande a visitare diversi villaggi del Carso dove il seminarista incontra altri giovani che si vogliono opporre all’ occupazione italiana. Nel 1942 Stojan Furlan lasciò gli studi ed iniziò la guerra partigiana. Il 4 giugno del 1942 Giovanni Premoli – ex ufficiale ventunenne dell’ esercito italiano che era passato con le forze partigiane – e Stojan Furlan attaccano, approfittando di un momento di distrazione dei fascisti intenti a consumare il rancio, il presidio della milizia fascista sempre a San Daniele, procurandosi le armi con cui viene costituito in forma più organica il Battaglione Triestino d’ Assalto, Tale azione è considerata la prima di una certa rilevanza in territorio italiano effettuata dalla Resistenza armata contro i fascisti nella seconda guerra mondiale. Precedentemente vi erano state solo scaramucce e azioni di sabotaggio di lieve entità generalmente occultate dall’ apparato fascista. L’ evento di San Daniele è clamoroso e la compattezza antifascista della popolazione rende vane le indagini per la cattura dei responsabili dell’ azione malgrado sull’ accaduto indaghino sia la questura di Trieste che i carabinieri.
A Monfalcone il 9 settembre 1943 subito dopo l’ armistizio circa mille operai formano la “Brigata Proletaria” e riuniscono le proprie forze nei pressi di Gorizia. Nei giorni successivi si uniscono a loro i più esperti partigiani inquadrati in massima parte nella “Compagnia d’Assalto” di Stojan Furlan che combatteranno valorosamente contro le truppe naziste a fianco della “Brigata Proletaria” in quella che ormai si conosce come la battaglia di Gorizia. Le forze partigiane subiscono gravi perdite e si ritirano, disperdendosi. Anche nel “Battaglione Triestino d’ Assalto” vi sono otto caduti. Su Premoli – più facilmente individuabile in quanto ex ufficiale italiano – viene posta dai nazi-fascisti una taglia di 50.000 lire, una cifra assai ragguardevole per quel periodo. Nessuno però tradirà nè Premoli nè Stojan Furlan che morirà il 10 dicembre 1943, a vent’ anni, nella valle del Vipacco in uno scontro a fuoco. Molti dei giovanissimi partigiani della “banda” di Stojan Furlan e di Luigi Premoli erano contadini sloveni provenienti dai paesi di Branizza, Gabrovizza, Cobia, San Vito e Cobidil, località attorno a Sgonico, altri erano invece ex-operai e studenti di varie località giuliane, soprattutto di Monfalcone. Nella formazione sembra vi sia stata anche la presenza di undicenni e tredicenni.

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94 commenti a Scampoli di storia: sul Battaglione Triestino d’ Assalto

  1. Cicio no xe per barca ha detto:

    Bella presentazione. Credo pero’ che gli antifascisti di cui si parla troverebbero offensivo che i loro paesi di origine vengano storpiati citandoli con la denominazione italianizzata imposta. I paesi citati nell’ultimo paragrafo sono della zona di Štanjel e non di Zgonik.

  2. Mauricets ha detto:

    1

    Cicio no xe per barca
    è perché?
    erano partigiani, non nazionalisti.

    non comprendo, SEI ANTIFASCISTA O ANTIITALIANO?
    o pensi che sia valida l’equazione italiano = fascista?
    spiega per favore.
    i nomi non sono storpiati, sono in lingua italiana.

  3. Maximilian ha detto:

    Dopo 60 anni siamo ancora a questi livelli….deprimente

  4. effebi ha detto:

    londra

  5. michele crassani ha detto:

    @2
    Se. Vale quella di slavo=barbaro infoibatore comunista titino asassino di italiani allora vale anche italiano=fascista.

  6. effebi ha detto:

    non si sa cosa è meglio… 🙂

  7. Mauricets ha detto:

    5

    michele crassani
    non vale ne l’uno ne l’altro.

  8. Cicio no xe per barca ha detto:

    @Mauricets
    I nomi non sono nomi “italiani” sono nella maggior parte dei casi italianizzazioni forzate di nomi sloveni.
    Personalmente non credo che l’essere partigiano escluda la possibilità di essere fiero della propria lingua e della propria cultura, rispettando quella degli altri. L’italianizzazione forzata di cognomi, nomi e abitati no credo sia rispettosa della cultura altrui… o sbaglio? Strano, che appena qualcuno sollevi la questione viene immediatamente tacciato di nazionalismo (se sloveno), mentre il fatto che un italiano utilizzi nomi forzatamente imposti ad una popolazione aggredita dallo stato italiano sia reputato normale.

  9. Paolo Geri ha detto:

    Una osservazione per così dire “metodologica” che può essere condivisa o meno.

    Se scrivo in lingua italiana uso il nome geografico in italiano: per capirsi scrivo Prosecco e non Prosek, Contovello e non Kontovel. Scrivo San Daniele del Carso e non Štanjel.

    Allo stesso modo scriverei Vienna e non Wien. Se scrivessi in lingua tedesca userei la forma Wien corrispondente alla lingua in cui scrivo.

  10. Mauricets ha detto:

    8

    Cicio no xe per barca
    in italiano le località hanno quel nome. ad esempio
    in italiano London è Londra, München in è Monaco di Baviera. mi pare almeno.
    se scrivi in italiano usi vocaboli italiani.

    i nazionalisti sloveni vedono il male in ogni sillaba italiana.

  11. Mauricets ha detto:

    8

    Cicio no xe per barca
    e per quanto riguarda la l’italianizzazione forzata è stato un errore.
    Bisognava lasciare le toponomastiche originale,(specifico: LE perché gli abitanti imperiali delle zone annesse all’italia usavano nomi in madrelingua per la toponomastica. Trst in sloveno, Triest in tedesco, Trieszt in ungherese e Trieste in It).
    Ma non è che ungheresi e tedeschi scrivevano il nome di Ts in slo.

  12. Alessandro ha detto:

    per fortuna che i iera internazionalisti e non nazionalisti e dopo la guerra tutto xe finido ben. tutti a casa propria senza dover andar via.

  13. michele crassani ha detto:

    Mauricets, a leggere i tuoi commenti anche in altri thread mi sembra che predichi bene ( in questo thread), ma razzoli malissimo negli altri.

  14. Mauricets ha detto:

    13

    michele crassani
    che le terre su qui poggiamo i piedi siano da sempre italiane non ci piove. Terre di Roma, che si trova in italia, gli abitanti erano cittadini romani.

    “L’Italia costituiva il territorio di Roma (ager romanus), in quanto tale non era una provincia. Durante il principato di Augusto l’Italia venne suddivisa al suo interno in undici Regiones (Latium et Campania, Apulia et Calabria, Lucania et Bruttii, Samnium, Etruria, Picenum, Umbria, Aemilia, Venetia et Histria, Liguria, Transpadana).

    “Gli abitanti liberi della penisola erano tutti cittadini romani e non pagavano l’imposta fondiaria (ius italicum), tale imposta era riservata ai cittadini dei territori provinciali, territori considerati proprietà del popolo romano, una proprietà che andava riconosciuta attraverso il pagamento dell’imposta fondiaria.”

    http://it.wikipedia.org/wiki/Provincia_romana

    programma di storia alla scuola dell’obbligo.

    altro discorso è il rispetto e la tutela degli abitanti di lingua non italiana.
    minoranze che devono avere dignità e diritti.
    ma pur sempre minoranze, e la minoranza non può assoggettare la maggioranza.

  15. michele crassani ha detto:

    Interessante. Quindi i francesi. E inglesi e tedesci sono una minoranza linguistica in terre che furono romane?

  16. Mauricets ha detto:

    15

    michele crassani
    non hai capito.
    quelle erano province romane.
    non TERRITORIO DI ROMA.
    capisci la differenza?
    rileggi, è spiegato: “L’Italia costituiva il territorio di Roma (ager romanus)”
    Chi ha la terza media lo sa.
    http://it.wikipedia.org/wiki/Provincia_romana

  17. hobo ha detto:

    @mauri

    chi ha la terza media sa anche che gli antichi romani non erano gli italiani e che il concetto moderno di nazione si e’ sviluppato gradualmente con la nascita della borghesia e si e’ affermato a cavallo tra diciottesimo e diciannovesimo secolo.

  18. michele crassani ha detto:

    Ho capito che non vale la pena parlare con persone che basano la propria storia all’impero romano. Pari pari agli israeliani ebrei che credono che tutto sia iniziato con loro. Avvilente.

  19. dultan ha detto:

    e prima dei romani ghe iera i illiri e prima forse qualched’un altro e alora, semo tutti illiri prima che romani.
    no sta farte rider drio dei…

  20. Mauricets ha detto:

    17

    hobo
    non è un discorso etnico, ma amministrativo e politico.
    ben sappiamo che la penisola comprendeva varie popolazioni, quindi varie lingue. come oggi del resto. con dialetti, identità, usi e costumi diverse. regione per regione.

    ma da punto di vista politico e territoriale i confini amministrativi erano quelli. e grosso modo corrispondono agli attuali. escluse le isole, se non sbaglio.
    ” Durante il principato di Augusto l’Italia venne suddivisa al suo interno in undici Regiones (Latium et Campania, Apulia et Calabria, Lucania et Bruttii, Samnium, Etruria, Picenum, Umbria, Aemilia, Venetia et Histria, Liguria, Transpadana)”
    http://it.wikipedia.org/wiki/Provincia_romana

    è un dato di fatto.

    all’interno della amministrazione italiana, democratica e repubblicano, tutti devono sentirsi cittadini con pari diritti e doveri.

    e dobbiamo allontanare gli estremisti di ogni sorta che attentano all’unità dello stato e alla costituzione.

    W la costituzione, W l’Italia.

  21. hobo ha detto:

    i confini amministrativi dell’impero romano non hanno niente a che fare con l’europa attuale. richiamarsi a quei confini significa fare della storia una pappa indifferenziata, significa costruire miti pericolosi.

  22. Mauricets ha detto:

    21

    hobo
    non sono miti, sono dati di fatto.
    i confini geografici amministrativi dell’italia hanno basi certe, storiche e quindi vanno al di là dei nazionalismi.

    sono incontrovertibili.

    Queste terre facevano parte di una unica entità amministrativa.
    diversa dalle altre, che erano i territori dell’impero.
    Erano territori ager romanus, erano ITALIA.
    con l’unità sabauda si è semplicemente ristabilita una unica amministrazione.

  23. Maueicers me par che qualchidun ga giá prova a restaurar i confini romani. El xe fini a testa zo in una piaza a milan.

  24. hobo ha detto:

    maurice, quel che dici tu e’ puro mito: i confini dell’impero romano visti come dato metastorico, come qualcosa che esiste da sempre e per sempre. pessimo.

  25. Mauricets ha detto:

    23

    dimaco il discolo
    che qualcuno abbia sbagliato nel voler fare l’impero è palese.
    i confini romani ager romanus sono stati, grosso modo, ristabiliti dopo il’18.
    e tali confini non hanno niente a che vedere con l’impero. questi erano i confini del territorio di Roma. Cioè del territorio italiano, non dell’impero.
    Solo i cittadini dell’ager romanus godevano di determinati diritti. non quelli dei territori imperiali, che erano province romane. non territorio di Roma.
    rileggi:

    “Gli abitanti liberi della penisola erano tutti cittadini romani e non pagavano l’imposta fondiaria (ius italicum), tale imposta era riservata ai cittadini dei territori provinciali, territori considerati proprietà del popolo romano, una proprietà che andava riconosciuta attraverso il pagamento dell’imposta fondiaria.”
    http://it.wikipedia.org/wiki/Provincia_romana

    eccoli, i territori, su una carta geografica, solo nord italia.
    File:Shepherd Map of Ancient Italy, Northern Part.jpg

  26. Mauricets ha detto:

    24

    hobo
    io non sto parlando dei confini dell’impero romano !!!
    ma dei confini del territorio di Roma.

    sarebbe come parlare dei confini della UE o dei confini dei singoli stati!

    ma se non volete capire, o fate finta di non capire interpellate uno storico.

  27. Mauricets ha detto:

    24

    hobo
    io non sto parlando dei confini dell’impero.
    ma di quelli amministrativi del Territorio di Roma. L’ager romanus.
    sono due cose diverse. ecco la cartina del nord Italia.
    http://it.wikipedia.org/wiki/File:Shepherd_Map_of_Ancient_Italy,_Northern_Part.jpg

    che poi qualche sciroccato abbia voluto l’impero è altra questione.

  28. hobo ha detto:

    maurice, il discorso per i confini amministrativi interni e’ esattamente lo stesso: vederli come dato metastorico, come qualcosa che esiste da sempre e per sempre, e’ pessimo.

  29. Mauricets ha detto:

    26

    hobo
    non esiste da sempre, ma da quando sono stati istituiti.
    e sono stati istituiti su basi geografiche, amministrative e in stato di diritto.
    i romani non erano fessi.
    si è ristabilito quanto era giusto fosse.
    non vi è niente di metastorico.
    se così fosse anche quando la slo e la cro chiuderanno il caso sui confini sarà metastorico.
    useranno le carte dell’impero asburgico.
    che a loro volta si rifanno a quelle precedenti.

  30. capitano ha detto:

    Mauricets: i dinosauri avevano un concetto di delimitazione del territorio migliore del tuo. Solo perchè non hanno più voce in capitolo adesso scavalchiamo milioni di anni di storia?

  31. Mauricets ha detto:

    ecco una carta proveniente da una università USA.
    http://www.lib.utexas.edu/maps/historical/shepherd_1911/shepherd-c-038-039.jpg

    L’Italia è ben delineata.

    Quindi queste terre sono, erano e saranno ITALIA.
    e grazie a Dio di un’Italia democratica e repubblicana.
    W la costituzione, W la repubblica.

  32. Mauricets ha detto:

    28

    capitano
    I dinosauri?
    sono rimaste le galline.
    chiedi a loro.
    per effetto “metastorico” potrebbero saperlo.

  33. hobo ha detto:

    @29

    boh, magari tra cento anni saranno cina europea.

  34. capitano ha detto:

    Ehm scusa… Fiume, mezza Istria e tutta la Dalmazia stanno fuori. Comunque complimenti, i la repubblica di Mongolia ringrazia sentitamente per aver legittimato le future rivendicazioni su tutta l’Asia, ora vallo a spiegare ai cinesi che si sono spaccati la schiena a costruire il muretto di contenimento.

    PS. Ma quindi per Spagna (Spagna di qua o Spagna di là? Dalla mappa non si capisce.) e Portogallo che avevano province oltremare? Possono riprendersele e chiudere con 200 anni di indipendenza?

    Saludos.
    http://youtu.be/VY-8thtsITw

  35. hobo ha detto:

    eh xe cazzi, po’ co’ ‘sti continenti che se movi e no i sta fermi.

    http://www.youtube.com/watch?v=g-jBJtUy4a0

  36. capitano ha detto:

    L’impero romano è crollato perchè non hanno abolito le province. Una delle tante promesse non mantenute da Nerone.

  37. hobo ha detto:

    “Popolo ceco!
    Correva l’anno 1492, quando Colombo levò le ancore da Dzenova nell’intento di scoprire l’America. Da allora sono passati secoli e, se osserviamo il progresso nella terra scoperta da Colombo, ne deduciamo che quel progresso non poteva sopravvenire d’improvviso, con modi ad esempio violenti, ma che dallo storico momento in cui il più famoso dei cechi, Colombo, scoprì l’America e salpò da Dzenova, quel progresso si è affermato con mezzi moderati e nei limiti della legge; e anche che decisamente l’America oggi non si troverebbe a un tale grado di civiltà, se Colombo non l’avesse scoperta. Ma Colombo non ebbe timore e, guidato già allora dal principio del progresso moderato nei limiti della legge, si fece dare il permesso dalle autorità e navigò fino al lembo estremo dell’America, dove si fermò per non fare l’estremista.”

    (J. Hašek, dal Manifesto del Partito del Progresso Moderato nei Limiti della Legge)

  38. capitano ha detto:

    @37 😀 Libro della settimana 😀

  39. ufo ha detto:

    Complimenti a Paolo Geri per questo post esemplare per dettaglio e completezza (specialmente se confrontato col pateracchio di omissioni e mezze verità apparso il giorno prima sul Piccolo a firma di tale Spazzali…)

    Un solo appunto: nel citare il Giovanni Premoli forse sarebbe stato più corretto spiegare che si tratta dell’eroe nazionale Janko Premrl – Vojko.

  40. GIAMPAOLO LONZAR ha detto:

    @ Vari :

    MAURICEIX , sto mato par viniù fora de un libro de Asterix .

    Fra un poco ghe diremo ai Arabi che i ghe torni l’Egito ai Faraoni !!!

  41. GIAMPAOLO LONZAR ha detto:

    @18 MICHELE CRASSANI :

    “Pari pari agli israeliani ebrei che credono che tutto sia iniziato con loro. Avvilente.”

    Questa battuta e’ infelice , non vera e semplicistica !!!

    E’ noto che Israele attuale e’ il prodotto di
    secoli di persecuzioni religiose in Europa, sfociate nello sterminio di massa nazista ,la cortina di ferro, con nuovi confini politici ed il conseguente effetto dei “displaced people”(14 milioni) tra i quali numenorosi Ebrei che come unica opzione avevano l’emigrazione nella Palestina mandataria Inglese ,il resto e’ storia contemporanea.

  42. effebi ha detto:

    napolitano: non vi è chi non veda che il comunismo è stato un fallimento

  43. ufo ha detto:

    @42 Io: non vi è chi non veda che Napolitano è stato un fallimento 🙂 (ma niente paura, il prossimo sarà peggio)

    @40 E se gli Etruschi rivolessero i sette colli di Roma? Lo avete letto quel tizio che insiste che la lingua slovena deriva dall’antico etrusco? Altro che confine sul Piave moromorò…

  44. effebi ha detto:

    42 non vi è chi non sappia che napolitano era un comunista…

  45. ufo ha detto:

    … ed è diventato presidente grazie ad una dieta equilibrata di bambini, adolescenti e poppanti. Ma portava i calzini turchese?

  46. effebi ha detto:

    sarebbe da capire che fine ha fatto l’ideale internazionalista comunista, formula magica e perfetta per rendere felici tutti i popoli del mondo
    avremmo potuto chiederlo a Tito, il maresciallo che dopo averlo abbracciato lo perseguitò… portava i calzini turchese ? i calzini non so, ma la divisa si…
    http://ujszo.com/sites/default/files/photos/promoted/josip_broz_tito.jpg

  47. effebi ha detto:

    questo poi non so se mangiava i bambini o portava le calze turchesi, però amava giochicchiare con le picozze:
    « Lasciai il mio impermeabile sul tavolo, in modo tale che fossi in grado di rimuovere la piccozza che si trovava nella tasca. Decisi di non mancare la meravigliosa opportunità che si presentava. Il momento in cui Trotsky iniziò a leggere l’articolo mi diede la chance, estrassi la piccozza dall’impermeabile, la strinsi in pugno e, con gli occhi chiusi, sferrai un colpo terrificante alla sua testa. »

    fine dell’internazionalismo

  48. ufo ha detto:

    Napolitano ha preso Trockij a picconate? Gagliardo! E pareva invece un signore talmente distinto e composto! Ma non era un altro, il presidente picconatore?

    Comunque sia, il turchese non mi pare affatto male come colore, che siano calzini, felpe in pile o uniformi – specialmente al confronto di certi altri colori. Se poi uno non si sente ridicolo a girare addobbato così, posso solo prendere atto (ma chi è andato ad inventarsi quel ciuffo?) che il cattivo gusto resiste a tutto.

  49. effebi ha detto:

    ..e che ruolo avrebbe avuto il “signore col ciuffo” nella miseranda fine (a picconate)dell’internazionalismo ?
    boh…
    come al solito el fascismo devi per forza centrar qualcossa anche se no centra un boro, servi (come sempre) a far fumo

  50. effebi ha detto:

    ah.. ma sarà che forse questo col ciuffo è un parente di Stojan Furlan !?
    mi risulta che la madre di Stojan fosse dirigente del PNF ( responsabile della locale sezione femminile fascista), però vedo che l’ottimo Geri non lo riporta.

  51. effebi ha detto:

    come qualcosa di più si potrebbe scrivere del Premoli, ufficiale italiano ? irredentista sloveno ? se ne sa poco anche se (vista l’età) forse era quello che ispirava il gruppo di fanciulletti armati.
    Un suo compagno di classe nel ricordarlo si sofferma sulla sua (oscura) fine:
    “Dopo la guerra chiesi più volte agli amici della Slovenia notizie sulla sorte dell’irredentista sloveno Giuseppe Premoli. Le risposte furono varie e di conseguenza non attendibili. Corse voce che Premoli fosse stato giustiziato dai titini nel 1943 perché nazionalista sloveno”

    chi di piccone chi in altro vario modo…

  52. ufo ha detto:

    “Corse voce…” Forse avresti fatto prima a leggere la biografia scritta dalla sorella, altrimenti nota come moglie del nostro neoconcittadino onorario Boris Pahor (che nomino perchè so che hai una passione particolare per lo scrittore, e per dare un esempio al comune di Trst).

  53. Mauricets ha detto:

    40

    GIAMPAOLO LONZAR
    non è ssterix il punto.
    il punto è che l’italia è esistita, a suo tempo, come amministrazione.

    e queste terre ne facevano parte.

  54. effebi ha detto:

    corre voce:
    Po priključitvi pa je jugoslovanski komunistični režim takoj pokazal svojo pravo barvo. Najbolj je udaril po kmečkem prebivalstvu, ki mu je pripadala večina Primorcev, in po katoliški Cerkvi. Pomori, preganjanja, obsodbe, zapori… čaščenje Stalina in Tita, brezversko nasilje itd. Jugoslovanski režim je bil še hujši od fašističnega

  55. GIAMPAOLO LONZAR ha detto:

    @54 MAURCETS :

    Roma a quanto mi risulta e’ nata come città che piano piano ha fatto guerra a tutto il vicinato e si e’ allargata incorporando tutto
    quello che le stava intorno dicendo “adesso è mio” .

    Lo stesso e’ successo con le nostre zone, cioe’ e’ Roma che e’ venuta in su .

    Non si sa neanche esattamente qualr lingua
    parlavano gli abitanti locali quando i Romani con le loro truppe sono arrivate quà.

    Secondo te cosa parlavano ???

    E’ come dire che “Ozzi” tovato sotto i ghiacci era Austriaco o Italiano,
    probabilmente con la tua logica era Italiano e parlava latino , o no!!!

    I Romani erano imperialisti , come lo sono tutti quelli che si anettono terre altrui e impomgono i loro usi e costumi.

    L’Italia moderna e’ uno degli ultimi residui
    di neo-imperialismo, e tu ne sei esempio e
    tappresentante perche’ la definisci democratica, etc etc.
    Ultimo anno ha rubato ai poveri per dare ai ricchi !!!!

  56. effebi ha detto:

    e anche:
    Partizanski junaki, kot je bil Janko Premrl – Vojko, in toliko drugih, so svoje moči, boje in življenja dejansko žrtvovali za Slovenijo, ne glede na to, da so jo videli takrat še v okviru slovanske Jugoslavije ali celo Rusije. V takšnem spoznanju moramo danes gledati na njihov boj za svobodo, četudi ga na njihovih spomenikih prekriva komunistična rdeča zvezda. Ta zvezda nas je lahko cela desetletja zavajala, vendar pa nas nikakor ne bo za vselej prevarala, da o partizanih ne bi videli in ne iskali prave resnice. Želimo jo poznati, in to v čim večji meri!

  57. effebi ha detto:

    stranamente appare mauricets….

  58. effebi ha detto:

    ma stranmente, o anche no, con regolare cadenza appaiono i resoconti delle mirabilanti azioni dei partigiani comunisti dell’ottimo Geri che scorda di dire che …comunisti non erano, anzi, probabilmente furono proprio da questi soppressi.

    Dobro vemo: nekdanji borci so skrivali pravo resnico o partizanskem osvobodilnem boju in ga prikazovali lažno idealistično. V takšno početje jih je bil prisilil jugoslovanski (velesrbski) režim. Toda njihovo partizanstvo, njihov boj za svobodo je bil iskren in časten, četudi njegovi cilji niso bili uresničeni na tisti način, kot so si jih predstavljali. Za vse, kar so naredili, smo jim lahko samo hvaležni! Janko Premrl – Vojko s svojimi soborci pa bo ostal, mimo zvezde in in partizansko-komunističnega naličja, ki so mu ga nadeli, za vselej simbol pravega boja slovenskih ljudi za njihovo svobodo. Danes in v prihodnje nič manj kot nekoč!

  59. effebi ha detto:

    1) cicio no xe per barca, ti che te se procupi dei nomi trasformadi… te se preocupi anche dei eroi …trasformadi ?

  60. Mauricets ha detto:

    56

    GIAMPAOLO LONZAR
    non è importante cosa parlavano.
    quello che conta è che queste terre erano italia dal punto di vista amministrativo 2000 anni or sono.
    l’italia moderna è una repubblica democratica e libera.

    ora come allora italia.

  61. maja ha detto:

    effebi

    un consiglio: prima de citar da un sito, te consiglassi de clicar quel botonzin in alto che se ciama “O nas”.

    copio incollo anche mi:

    Slovenci(Vendi) smo nosilci najstarejše kulture na stari celini. Danes imamo po Noriku in Karantaniji že tretjič v zgodovini svojo državo. Žal pa smo v tej zadnji samostojnosti, po “odcepitvi” od Jugookupacije, samostojni in svobodni samo na papirju. Velesrbska jugovina bi razpadla tako ali tako, zato so srbski prostozidarski krogi, ki so imeli celotno slovensko politično paleto sestavljeno iz svojih zaupnikov, tako levih, kot desnih, poskrbeli, da je njihov lobiji kljub slovenski odcepitvi, v političnem ozadju ostal nedotaknjen in se vse do danes samo še krepi. Imajo pod nadzorom državno upravo, s tem seveda tudi sodstvo, medije, policijo in akademski svet(SAZU), s čimer izničujejo, zamolčujejo, ponarejajo in brišejo našo identiteto.

  62. maja ha detto:

    par scrito dalle spade azure de michele.

  63. GIAMPAOLO LONZAR ha detto:

    @61 MAURICETS : Con Lei e’ un dialogo arido ed inutile !!

    Lei e’ un fondamentalista italiota.

    E’ come andar a discutere con un talebano
    che le donne hanno gli stessi diritti e sono eguali agl uomini .

    Be che mi vada rischio una sventagliata di kalashnikov .

    Non ci si fa di storia e cultura con Wikipedia.

  64. Mauricets ha detto:

    64

    GIAMPAOLO LONZAR
    ma non puo estrapolare il concetto fuori dal contesto, che sa bene che aleggia nel forum:
    qua non è mai stata italia.
    non è così.
    storicamente queste terre sono state italia o se preferisce ager romanus .
    lo sono oggi, e speriamo lo siano domani.
    agli altri che le vogliono sotto un’altra amministrazione dico: facciano un referendum popolare.
    incostituzionale ad oggi. e fino a che reggerà la carta.

  65. GIAMPAOLO LONZAR ha detto:

    @65 MAURICETS :

    ” Ma per l’amor del cielo !!! Lei ha il complesso di essere sgajo ed intelligente.

    Lei sta facendo questioni di lana caprina!

    Visto che la sua repubblica mi ha insegnato a leggere ed a scrivere io gli ho truffati ed ho anche letto altri libri , poi ho imbrogliato di nuovo ed ho studiato altre
    5 lingue ed ho letto altri libri ed ho studiato anche fuori dal suo “democratico” paese e così ho capito che la sua repubblica voleva truffarmi a sua volta!!!!

    Pertanto non sarà Lei a cambiare la mia analisi e sintesi con la sua propaganda
    popolare e/o populista.

  66. Mauricets ha detto:

    66

    GIAMPAOLO LONZAR
    perché la repubblica è democratica, quindi a potuto farsi un’opinione e la puo liberamente esprimere.
    cosa desidera di più?
    la mia e diversa dalla sua, e ha pari dignità.

    ma visto che al momento l’italia è una e indivisibile, per dettato costituzionale, non ha altra scelta che sopportarla.

  67. GIAMPAOLO LONZAR ha detto:

    @67 MAURICETS : Mi e’ venuto il dubbio che Lei

    non ha padronanza della sua lingua e che

    capisce ” fischi per fiaschi”.

    Lasciamo perdere dai! Non annoiamo il pubblico !

  68. gianni ha detto:

    Repubblica democratica?
    Ma ti sembra veramente democratica sta Repubblica?
    ti sembra democratica una Repubblica che censura la questione Trieste?
    Ti sembra democratico tutte le porcate che fanno i politici sia della regione con i loro vitalizzi,sia Roma con le sue rapine al cittadino con imu eqitalia , canone tv vari?
    Mi sembra una Repubblica non democratica!!
    Ragionare leggere e informarsi prima di aprir bocca..la bella Italia e finita,siamo in mano a dei cialtroni,non esagero,e un dato di fatto!

  69. GIAMPAOLO LONZAR ha detto:

    @67 MAURICETS :

    “italia è una e indivisibile, per dettato costituzionale, non ha altra scelta che sopportarla ”

    Ma la finisca di essere ridicolo recitando sempre la solita litania con un prete nel mese di maggio!

    Alla fine e’ gente come Lei che ha rovinato,rovina e rovinerà avanti questo paese con questa mentalità retrò.

  70. Mauricets ha detto:

    ci sono le elezioni.
    questa è democrazia.

    basta votare il rappresentante giusto.

  71. Mauricets ha detto:

    70

    GIAMPAOLO LONZAR
    Basta che quelli giusti, i dotti, come lei vincano le elezioni e cambino le cose.

    In democrazia si cambiano le cose a maggioranza.
    vincendo le elezioni.

  72. ufo ha detto:

    Tsk, tsk. Non ci siamo, caro effebi. Io mi faccio in quattro per darti lo spunto e permetterti di dispiegare la tua notoria passione per Boris Pahor, e tu vai a sprecare l’occasione impelagandoti invece a citare un sito di svitati come fosse il vangelo. Visto che non sembri essertene accorto ti rivelerò, in confidenza, un dato statistico: i giovanotti che sei andato a citare hanno un seguito assai maggiore all’estero che in casa propria – ed il seguito sei tu. Tra tutti i siti del pianeta vai a pigliare argomentazioni proprio lì? E come se io mi mettessi a ribattere alle tue argomentazioni citando Mauricets… Posso capire che, al limite, tra estremisti ci possa essere un certo feeling, ma ad una certa età uno dovrebbe avere un minimo di senso del ridicolo, no?

    Pensa se un giorno, colto da improvviso raptus, prendessi sul serio le esternazioni di certi altri svitati appartenenti all’arcipelago optante: “Leggiamo attoniti oggi su Il Piccolo la seguente notizia, che riportiamo integralmente, sull’ennessimo, impunito attacco del Nemico, che mira a slavizzare la Venezia Giulia, colpendo al cuore le città simbolo di Gorizia e Trieste, mistificando, come suo costume, e sobillando gli animi facili dei benpensanti.

    Partirà tra una decina di giorni l’avventura del terzo polo universitario di Gorizia, quello di marca slovena. Mercoledì 26 infatti a Palazzo Alvarez, in via Diaz, si svolgerà la cerimonia d’apertura dell’anno accademico del corso di laurea in Arte moderna, definito il Dams sloveno. … La Slovenia, cioé, sbarca a Gorizia per dimostrare, pretestuosamente, una supposta presenza della minoranza nel centro della città, in realtà attuando un’astuta operazione di slovenizzazione forzata del centro cittadino, nel generale disappunto dei Magnifici Rettori delle università di Udine e Trieste, mentre le organizzazioni nate per difendere l’italianità delle terre di confine dall’espansionismo panslavo, tacciono incredibilmente!” Li conosci, questi fenomeni di Controguerriglia (più o meno al livello di quelli che vai citando tu)? Saranno mica amici tuoi? Che strani amici che hai.

  73. GIAMPAOLO LONZAR ha detto:

    @72 MAURICETS : Io non sono dotto, ma ho cercato le infos da molteplici fonti sia nazionali che estere .

    I effetti come al solito Lei non ha capito niente di quello che ho scritto e me ne dispiace.

    Importante e’ che gente come Lei non voti
    visto il livello democratico di questo paese.

    Per quanto riguarda il sottoscritto ,nessun partito di quelli che si sono iscritti mi rappresenta.

    Alla fine sono un romantico il mio cuore ha sempre battuto un pò per gli anarchici : ” Nè Dio nè Stato nè Servi nè Padroni”

  74. effebi ha detto:

    ufo, te le fai e te le scrivi

  75. effebi ha detto:

    per maja e ufo, domandina semplice:

    Il Giovanni Premoli citato da Geri (!? nessuno si solleva per contestare il nome italianizzato !!??) era un combattente comunista filojugoslavo ?

    si-no

  76. Mauricets ha detto:

    “Importante e’ che gente come Lei non voti
    visto il livello democratico di questo paese”
    74

    GIAMPAOLO LONZAR

    Paese libero e democratico, che permette a me di votare, e anche a lei.

    questa frase la qualifica appieno.
    non servono commenti.

  77. GIAMPAOLO LONZAR ha detto:

    @77 MAURICETS :

    Cme al solito Lei crede di aver dato la “Gran risposta” che lo ammette al gota dei benpensanti .

    Io con la consapevolezza di non votare , non
    mi allineo con quelli che sono solo i suoi complici di questi anni dove la classe politica e’ sta peggio della crminalità organizzata.

    Pertanto e’ il suo commento che qualifica appieno Lei e i suoi reiterati commenti sulla democrazia italiana ( sic!)

  78. Mauricets ha detto:

    78

    GIAMPAOLO LONZAR
    ma chi le ha detto che io vado a votare questa volta?
    io voto il candidato.
    non il partito se non vi è chi mi aggrada non voto.

    ma per libera scelta, non per imposizione.
    anche questa è democrazia.
    nelle elezioni fasciste bisogna votare, e votare il candidato unico.

  79. ufo ha detto:

    Effebi, which part of ‘no’ you don’t understand?

  80. GIAMPAOLO LONZAR ha detto:

    @79 MAURICETS :

    Lei qualche volta mi ricorda il ” Cavallo buonafede” della ” fattoria degli animali di Orwell!

    🙂 🙂 🙂

  81. Mauricets ha detto:

    io so bene che il potere è corrotto.
    ma la democrazia non è il potere.
    è il mezzo con il quale si raggiunge il potere.
    ad oggi è il meno peggio, non vi è strumento migliore. perfettibile si.

  82. effebi ha detto:

    Giovanni Premoli non fece parte del Battaglione triestino d’assalto e non fu un combattente comunista (nè tantomeno filojugoslavo)
    quindi come mai lo ritroviamo celebrato con bustina rossostellata ? …ed inserito nel racconto di Geri ?

  83. maja ha detto:

    penso che no dormirò de note, tormentandome co sto interrogativo a dir poco angosciante.

  84. maja ha detto:

    visto che te son uso tirarla per le longhe anticipo el punto a cui te vol rivar, cussì no stemo qua 2 settimane a farse i quiz.

    “The official version of Premrl’s death claims that during the battle he ran towards the second squad in order to keep then from a hazard and was struck by a bullet from an Italian dugout. Because Premrl was seriously wounded, the company withdrew to a camp on Brin Hill in Idrijski Log. However, another version of his death claims that he was shot in the back by his fellow Partisans because his morals and religious faith were out of step with Communist principles. This version of Premrl’s death was also supported by his sister based on eyewitness accounts.”

  85. effebi ha detto:

    GRAZIE maja, vedo che l’argomento ti appassiona

    quindi, convieni con me che non è poi così certo che “nessuno tradirà nè Premoli nè Stojan Furlan” (come Geri si affretta ad affermare)

  86. maja ha detto:

    hm, no, come go cercà de spiegar al 84 scoprir l’acqua calda de solito no me appassiona, però siccome oggi me sento bona te buto un altro osso de rosigar: franc rozman, detto anche komandant stane.

    (a suo tempo za te gavevo fato scoprir vstajenje primorske, dela qual cosa – son certa – no te finirà mai de ringraziarme.)

  87. effebi ha detto:

    la canto co me fazo la barba

  88. maja ha detto:

    a proposito de acqua calda.

  89. effebi ha detto:

    maja allora iutime ancora:
    dove xe morto el povero Stojan Furlan ? a Ossegliano-Ozelján ? ghe xe una targa o un monumento che lo ricorda ? noto che in internet no el xe molto celebrado (nosonstante el suo ruolo importante, sottolineado da Geri) -sui siti italiani poco e quasi niente su quei sloveni (o no son mi bon de zercar)

  90. effebi ha detto:

    e poi, Furlan ga fondado la “compagnia d’assalto” o el “battaglione TRIESTINO d’assalto” ? o iera la stessa roba ? (compagnia… battaglion… dovessi esser due robe diverse)

  91. effebi ha detto:

    …eh xe finidi i bei tempi dei 700 commenti…

  92. Ho notizia che la Brigata Proletaria Partigiana al comando di Stojan Furlan, tra l’11 e il 23 sett. 1943 si scontrò con i tedeschi ; che nell’occasione il soldato Badolato Domenico, nato a CHIARAVALLE CENTRALE (CZ) CALABRIA nel 1924, fu fucilato a Gradiscutta, Gorizia.
    Riconosciuto tra i cadaveri dalla compagna Marta Carne , fu ricomposto e tumulato nel cimitero di Gradiscutta. Il suo nome appare sulla lapide marmorea, unico nome scritto con le lettere dell’alfabeto italiano . Segnalo la cosa anche al futuro Sindaco di Chiaravalle Centrale CZ Calabria di intitolare una strada a questo giovane BADOLATO DOMENICO.

  93. Segue a comunicazione n. 93 de 12 settembre 2021
    BADOLATO DOMENICO (DETTO MIMÌ) PARTIGIANO MORTO A GRADISCUTTA
    (TRATTO DAL LIBRO DI)
    M. D. GULLì “CALABRIA – ORIGINI XX SEC. MICROSTORIA DI UOMINI E PAESI DEL BELTRAME E DELL’ANCINALE”
    Domenico fu l’unico discendente dei coniugi Badolato – Cantafio. L’essere figlio di padre, socialista dalle idee scomode, era diventato un problema per il giovane Mimì che, per scelta o perché emarginato dai fascisti locali, non si è inserito nei circoli della gioventù fascista, né è stato coinvolto nelle attività culturali e paramilitari littorie.
    Aveva iniziato i suoi studi con l’intento di laurearsi presto. Li abbandonò, invece, quando, raggiunta la maggiore età, si decise a partire volontario nel Regio Esercito.
    Arruolatosi per servire la Patria, dai comandi militari destinato a Gorizia, è caduto sotto la mitraglia nazi-fascista, perchè sorpreso a combattere in divisa dell’esercito italiano tra partigiani sulla strada di Gradiscutta . “Egli si trovavava a Gorizia per servire la Patria, arrivato, come tanti altri giovani italiani, nel momento sbagliato e poco tempo prima della richiesta di armistizio concordato dall’Italia con Eisenhowere a Cassile il 3 settembre del 1943, letto dal Capo del governo Pietro Badoglio alle ore 18,30 dell’otto settembre.” Alla notizia dell’avvicinasi di truppe tedesche a Ronchi, alcuni legionari, degli ufficiali e dei soldati dell’ormai dissolto Regio Esercito Italiano, tra i quali Domenico Badolato, si unirono agli operai di Monfalcone ancora in tuta da lavoro, si armarono e confluirono a Cave di Selz, nei pressi di Ronchi, per organizzare la difesa del territorio
    dai fascisti e dai nazisti, dopo aver deciso di costituirsi in Brigata partigiana, che battezzarono “Brigata Proletaria”. L’obiettivo dichiarato era quello di giungere a Gorizia prima delle truppe germaniche, ma il tentativo fallì: i tedeschi erano già alle porte della città che, occuparono fra l’11 e il 12 settembre del 1943. I partigiani decisero allora di resistere sulla linea
    Merna-Valvocciano, di occupare l’aeroporto militare e le due stazioni ferroviarie presenti sul territorio per bloccare le comunicazioni e i rifornimenti alle truppe tedesche fra il Friuli, Gorizia e il Carso dove era attiva la resistenza dei partigiani slavi, capitanati dal comunista cattolico italo-sloveno Stojan Furlan, che ordinò ad alcuni nuclei della zona di unirsi e combattere al fianco dei partigiani di Monfalcone.
    Per i tedeschi la situazione appariva complessa per la presenza, nella zona di Cividale, non lontano da Gorizia, del primo raggruppamento della Brigata Garibaldi al comando di Mario Lizzero, che aveva frenato l’avanzata di un grosso contingente di truppe germaniche. La Brigata Proletaria, di cui faceva parte Domenico Badolato, fu coinvolta nella battaglia di Gradiscutta (Gorizia) combattuta fra l’11 e il 26 settembre del
    1943. Fu durante lo svolgimento di questa battaglia che egli venne fucilato dai tedeschi perché catturato con la divisa del Regio Esercito Italiano tra i ragazzi della formazione partigiana. Catturato, fu fucilato il 27 settembre del 1943, a 21 anni ed è morto per le ferite alla testa, alla schiena e al ventre (quando gli sorrideva un avvenire radioso e il sogno di un nobile amore). Riconosciuto tra i morti da Marta Cerne (amica e compagna), il giovane fu ricomposto e tumulato nel cimitero di Gradiscutta, dove riposa nella sua tomba su cui non mancano, ogni giorno i fiori dei compagni che per lui hanno fatto celebrare parecchie messe. Nell’immediatezza della tragedia, il prof. Badolato scrisse a un giornale una nobile lettera che di seguito si trascrive: “Signor Direttore. Le sarò grato se vorrà pubblicare nel suo ottimo quotidiano questa mia breve lettera. Sono stato colpito da un’irreparabile disgrazia per la perdita del mio unico figlio, che non solo doveva essere il conforto dei suoi genitori, in specie in questi ultimi anni, ma il giusto orgoglio, avviato com’era a un avvenire che avrebbe arrecato onore a se stesso, ai suoi e alla società.

    Egli è caduto sotto i colpi della mitraglia dell’eterno oppressore di nostra gente, combattendo coi partigiani sulla strada di Gradiscutta (Gorizia), ferito alla testa, schiena e ventre. Dalla Federazione Comunista di Gorizia, mi è stato comunicato, non solo la fine gloriosa di mio figlio, che ha immolato la vita alla Patria a 21 anni, quando gli sorrideva un avvenire radioso e il sogno di un nobile amore; ma che il giorno seguente alla sua morte (27 settembre 1943), alcuni compagni e compagne, insieme con la compagna Cerne Marta, che per prima lo aveva riconosciuto tra i caduti, ne hanno trasportato la salma al cimitero di Gradiscutta, dove riposa nelle sua tomba, su cui non mancano ogni giorno i fiori dei compagni che per Lui hanno fatto celebrare parecchie messe.
    Esprimo pubblicamente i ringraziamenti più sentiti per i compagni del Goriziano per l’affetto fraterno con cui hanno ricordato il compagno prediletto. Ringrazio anche pubblicamente il Comitato di Liberazione Nazionale di questa Provincia della commemorazione, nella tornata del 23 corrente, e particolarmente ciascun componente del Comitato stesso, che ha voluto partecipare al mio vivo e profondo dolore. Ringrazio tutte le autorità, la stampa locale, gli amici e la cittadinanza intera, i quali tutti ci sono stati accanto in questo crudele momento. Ai colleghi e ai parenti che hanno fatto ad onore del defunto oblazioni numerose a Istituti di beneficenza, la mia gratitudine e l’assicurazione del mio sentimento perenne di solidarietà. A Lei, signor Direttore, che nel suo quotidiano ha ricordato con parole commoventi e nobili il mio figliolo, l’espressione non solo di una gratitudine perpetua, ma anche della mia stima e del mio affetto costante. Tutta questa solidarietà nel mio dolore, il pensiero che il mio figlio adorato caduto martire per una santa ed eterna idea, la memoria delle sue elette virtù varranno di conforto degli anni che ancora mi restano, i sorrisi dall’immagine di Lui, che porterò sempre nel cuore.”

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