15 Febbraio 2013

Scampoli di storia: sul Battaglione Triestino d’ Assalto

Rubrica a cura di Paolo Geri

Durante la lotta partigiana il Battaglione Triestino d’ Assalto fu operante sul Carso triestino e goriziano, nella valle del Vipacco e sulla Bainsizza nel periodo che va dall’ inverno del 1942 al 15 aprile 1944. Dopo aver subito gravi perdite questa formazione fu riorganizzata nell’ aprile del 1944 costituendo, insieme ad altre unità, la 14ª Brigata d’ Assalto “Garibaldi Trieste” che ebbe per commissario Mario Abram e per vicecomandante con funzioni di comandante, poi diventate effettive, Riccardo Giacuzzo, già distintosi in importanti e brillanti azioni del battaglione. L’ importanza storica del Battaglione Triestino è data non solo dall’ essere stata una delle prime formazioni organizzate che combatterono i fascisti ma anche dall’ essere una brigata partigiana “di confine” e di aver avuto di conseguenza funzione di elemento catalizzatore fra le diverse componenti della Resistenza in territorio giuliano.
Nel circondario di Trieste e di Gorizia la guerra partigiana iniziò prima che nel resto d’ Italia. Le prime formazioni iniziarono ad organizzarsi subito dopo l’ attacco nazi-fascista alla Jugoslavia del 1941. Alcune formazioni partigiane provenienti dall’ Istria e dalla Slovenia, grazie alla loro estrema mobilità, attraversarono i vecchi confini italiani ed estesero la guerriglia nelle zone di Trieste e Gorizia cercando di insediarsi anche nella zona di Udine. Il 3 febbraio 1942 il Battaglione Triestino d’ Assalto sotto il comando di Stojan Furlan inizia la guerriglia facendo saltare i binari nella galleria che attraversa il Carso nella zona di San Daniele. Le autorità fasciste decisero di non divulgare la notizia dell’ attacco alla linea ferroviaria per non mettere in luce che l’ antifascismo diffuso fra la popolazione incominciava a passare all’ azione militare.
Ma facciamo un passo indietro nella vita di Stojan Furlan che, nato nel 1923, era stato, fra la seconda metà degli anni Trenta e i primi anni Quaranta, seminarista a Trieste !
Nel luglio 1941 il futuro uomo politico e scrittore Giorgio Visintin, autore fra l’ altro di “Diario di Guerra”, è in villeggiatura presso la famiglia Furlan a San Daniele del Carso (ora Štanjel in Slovenia) e diviene amico del giovane Stojan, comunista e cattolico, nonostante sua madre ricopra un ruolo dirigenziale nel P.N.F. come responsabile della locale sezione femminile fascista. Stojan Furlan studiava nel seminario di Trieste ed era in contatto con studenti albanesi che gli riferirono quanto, secondo loro, stava avvenendo nel loro paese a seguito dell’ occupazione italiana del Regno di Albania. Visintin ha all’ epoca 12 anni e Stojan Furlan 17. Fra i due amici si parla sia di problemi politici inerenti al comunismo, sia di come strutturare la Resistenza antifascista. Giorgio accompagna l’ amico più grande a visitare diversi villaggi del Carso dove il seminarista incontra altri giovani che si vogliono opporre all’ occupazione italiana. Nel 1942 Stojan Furlan lasciò gli studi ed iniziò la guerra partigiana. Il 4 giugno del 1942 Giovanni Premoli – ex ufficiale ventunenne dell’ esercito italiano che era passato con le forze partigiane – e Stojan Furlan attaccano, approfittando di un momento di distrazione dei fascisti intenti a consumare il rancio, il presidio della milizia fascista sempre a San Daniele, procurandosi le armi con cui viene costituito in forma più organica il Battaglione Triestino d’ Assalto, Tale azione è considerata la prima di una certa rilevanza in territorio italiano effettuata dalla Resistenza armata contro i fascisti nella seconda guerra mondiale. Precedentemente vi erano state solo scaramucce e azioni di sabotaggio di lieve entità generalmente occultate dall’ apparato fascista. L’ evento di San Daniele è clamoroso e la compattezza antifascista della popolazione rende vane le indagini per la cattura dei responsabili dell’ azione malgrado sull’ accaduto indaghino sia la questura di Trieste che i carabinieri.
A Monfalcone il 9 settembre 1943 subito dopo l’ armistizio circa mille operai formano la “Brigata Proletaria” e riuniscono le proprie forze nei pressi di Gorizia. Nei giorni successivi si uniscono a loro i più esperti partigiani inquadrati in massima parte nella “Compagnia d’Assalto” di Stojan Furlan che combatteranno valorosamente contro le truppe naziste a fianco della “Brigata Proletaria” in quella che ormai si conosce come la battaglia di Gorizia. Le forze partigiane subiscono gravi perdite e si ritirano, disperdendosi. Anche nel “Battaglione Triestino d’ Assalto” vi sono otto caduti. Su Premoli – più facilmente individuabile in quanto ex ufficiale italiano – viene posta dai nazi-fascisti una taglia di 50.000 lire, una cifra assai ragguardevole per quel periodo. Nessuno però tradirà nè Premoli nè Stojan Furlan che morirà il 10 dicembre 1943, a vent’ anni, nella valle del Vipacco in uno scontro a fuoco. Molti dei giovanissimi partigiani della “banda” di Stojan Furlan e di Luigi Premoli erano contadini sloveni provenienti dai paesi di Branizza, Gabrovizza, Cobia, San Vito e Cobidil, località attorno a Sgonico, altri erano invece ex-operai e studenti di varie località giuliane, soprattutto di Monfalcone. Nella formazione sembra vi sia stata anche la presenza di undicenni e tredicenni.

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