28 Gennaio 2013

Crisi e chiusure: in regione 1.685 imprese in meno

Nel primo semestre del 2012 in regione 1.685 imprese in meno. La mortalità maggiore si registra nel commercio con meno 459 aziende. E’ quanto emerso ieri nell’incontro svoltosi a Palmanova tra i rappresentanti della Confesercenti delle quattro province regionali.

Nel primo semestre del 2012 in regione si registra un saldo negativo di 1.685 imprese. La mortalità maggiore si registra nel commercio con meno 459 aziende. E’ quanto emerso oggi nell’incontro svoltosi a Palmanova tra i rappresentanti della Confesercenti delle quattro province regionali.
“Non possiamo nascondere che si tratti di dati preoccupanti – commenta il Presidente regionale di Confesercenti, Giuseppe Giovarruscio – ma teniamo duro, confidando in una presa di coscienza della situazione da parte della classe politica, sia regionale che nazionale e in una serie di misure atte a tamponare l’emorragia di posti di lavoro in attesa dell’agognata ripresa”.

Nel primo semestre 2012, periodo a cui si riferiscono gli ultimi dati, si è registrato un saldo negativo in regione di 1.685 imprese, di cui -223 nelle attività manifatturiere, -277 nel settore delle costruzioni, – 459 nel commercio di cui 275 dettaglianti, 161 nell’alloggio e ristorazione e 290 negli altri servizi.

“La preoccupazione al di là dei dati, inconfutabili – rimarca il Direttore regionale di Confesercenti, Egidio Braicovich – deriva dalla sfiducia che traspare in tutti gli operatori dei vari settori, dalla ristorazione alla P.M.I. Manifatturiera”. E – come sottolineano il Presidente e il Direttore di Confesercenti Pordenone, Giovanni Gottardi e Diego Simonetti – diventa sempre più difficile assistere le nostre imprese, oberate come sono da mille disposizioni legislative. Se a tutto ciò aggiungiamo la difficoltà di accesso al credito, ci si rende conto che il futuro non è affatto roseo”.

In particolare, per quanto riguarda le singole province, a Pordenone in un anno sono state perse 349 attività, di cui 85 commerciali; a Udine sono cessate 767 aziende, 189 delle quali nel settore commerciale; a Gorizia hanno abbassato le serrande 224 ditte tra cui 44 esercizi commerciali. Nel capoluogo regionale le cessazioni hanno riguardato 345 attività, e ben 141 di esse operavano nel comparto del commercio.
Nel Nord Est il saldo negativo è stato di 17.515 imprese a fronte di un dato italiano complessivo di –97.366 unità.

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