24 Gennaio 2013

La Slovenia insorge: ieri sciopero nazionale del settore pubblico e privato

Se l’Italia non sta vivendo una situazione rosea, in Slovenia va ancora peggio, a giudicare dalle notizie che arrivano da Ljubljana e dalle altre città slovene. Il Paese si è, infatti, letteralmente fermato per la protesta del pubblico impiego e del settore privato dell’elettronica e dell’acciaio.

Uffici pubblici chiusi, chiuse le scuole e gli asili e in parte gli ospedali. In 14 città ci sono stati cortei e manifestazioni di piazza contro la politica anti-crisi messa in atto dal governo e per ottenere, questo i privati, un aumento della paga minima sindacale.

Critiche per le norme volte ad aumentare i posti di lavoro a tempo indeterminato nel settore privato mentre in quello pubblico si ragiona solo con contratti a tempo determinato. Gli scioperanti chiedono le dimissioni del governo perché non sostiene il settore pubblico e la pubblica istruzione. Ieri si è fermata anche l’Università con il rettore di Lubiana: gli studenti si sono raccolti davanti all’ateneo in Kongresni trg e poi si sono uniti agli altri lavoratori nella protesta davanti alla sede del governo.
Per l’8 febbraio, giornata della cultura slovena, già si preannuncia una terza protesta nazionale (foto 24ur.com)

Dove e quando si sono svolte le proteste

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