17 Dicembre 2012

Rigassificatore: Tondo e il discorso mai pronunciato in porto

Nell’animazione della serata svoltasi alla centrale idrodinamica, il governatore del Friuli Venezia Giulia ha preso coscienza del problema rigassificatore.
Non si sa se ha compreso davvero gli enormi danni per Trieste, né si sa se sono importanti per lui (come per tanti altri politici). Di certo però Renzo Tondo ha capito di avere sottostimato gli effetti elettorali del caso.
E vedendo profilarsi un bagno di sangue nelle urne, ha provveduto a un’immediata e radicale sterzata.
Vediamo nel discorso scritto ma non pronunciato la sera della “marcia sul porto”, le dieci righe esatte, su otto pagine, in cui si esaltano le magnifiche sorti e progressive di Trieste grazie all’impianto Gas Natural.

«L’insediamento di un rigassificatore nella nostra città, che verrà posto in essere – verrà posto in essere, bella formulazione assoluta – con l’uso delle tecnologie più avanzate in termini di sicurezza e la massima attenzione sul suo impatto ambientale e paesaggistico, e che sarà compatibile con le attività logistiche e portuali presenti e future – lui lo sapeva, evidentemente – porterà alla creazione di posti di lavoro e di reali opportunità per la comunità, garantendo alle aziende locali un’importante fonte di approvvigionamento energetico».
Pochi minuti dopo la contestazione, la prima dichiarazione di rispetto per la volontà della città, ripetuta più volt nei giorni a seguire.
Beh, è ben noto il valore delle promesse fatte in campagna elettorale.
Sei anni fa, non dimentichiamocene mai, Renzo Tondo chiese il voto “contro” la volontà di Illy di fare il rigassificatore. Andò persino a Capodistria, per collegarsi al sindaco Popovic e fare fronte comune. Poi, preso il bottino di preferenze e insediatosi, non perse l’occasione per affermare la sua volontà di realizzare il terminal (spendendosi con il ministero come con gli industriali friulani).
Disse che lo si doveva portare a termine anche a costo di perdere una parte del consenso.
Per potersene lavare le mani, il governatore è riuscito anche a scaricare il problema su Roma. In barba all’autonomia, e agli stessi suoi annunci di una lista personale, però berlusconiana, e, perché no, sul modello catalano (di fatto secessionista), ovvero sudtirolese (basata cioè su un’identità linguistica e di costume che dovrebbe necessariamente essere quella friulana).
Insomma, difficile che le affermazioni di prinicipio bastino. C’è in giro la consapevolezza con le parole si sta a zero. Questo vale per tutti i rappresentanti, ma in particolare per Tondo, che dall’alto della sua carica è nelle condizioni di effettuare azioni autorevoli ed eclatanti. Se lo vuole davvero, naturalmente (sino a prova contraria, le prove che ha fornito giustificano forti dubbi).
Che sia casuale, ovvero che si tratti di uno scivolone favorito dall’eccesso di zelo, come accaduto nel caso Giust, dursante l’incontro che il Tavolo tecnico ha avuto con i capigruppo in Regione, il presidente Bruno Marini, del Pdl, ha messo le mani avanti: «Chiaro che di questo problema si occuperanno il nuovo governo nazionale e la nuova giunta regionale».
No. Se si intende procedere così, se si tratta di menare ancora un po’ il can per l’AIA (venia per l’insulso calembour), occorrerà intensificare la sensibilizzazione e le azioni di protesta.
E occorrerà una spinta ancora maggiore nel caso che il gabinetto Monti (già dimesso) provveda a togliere la polpetta avvelenata dal fuoco, chiudendo la partita prima che ci sia il subentro.
Ai suoi eletti, e ai suoi prossimi ricandidati, Trieste chiede azioni incisive, cogenti, irrevocabili. C’è da credere che più queste saranno forti, e più credibili risulteranno le figure che a breve saranno oggetto di scelta da parte dell’elettorato.
Va comunque tenuto sempre presente – è il caso di ripeterlo – che Tondo, come governatore di una regione a statuto speciale, ha responsabilità speciali e altissime. Checché possa dirne, il rigassificatore è in grado di fermarlo.
Staremo a vedere: cronologicamente il riferimento primo è la seduta di giunta di venerdì 21.

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8 commenti a Rigassificatore: Tondo e il discorso mai pronunciato in porto

  1. Avatar cita demone

    il discorso mai pronunciato xe il più aprezabile che mai podeva far,da condivider dal’inizio ala fine!
    ..no se perde cioè mai un’ocasion per taxer….
    …w renzo e lo sport del paradedrio…
    hic.

  2. Avatar cita demone

    bora. la quiz.
    dala foto,secondo voi,il tondo se grata il naso per:
    a) ascelosi imperim de no deo infasil celestium sacerdotes.

    b)no el capise ben come mai un prete stira il brazo in quela maniera e ga pensieri su chi voterà…

    c)il fotografo triestin no lo caga,xe contrarià.

    hic.

  3. Avatar sfsn

    fantastica la foto de Crepaldi che fa el saluto romano: i lo ga becà in flagrante!

  4. Avatar cita demone

    …fonte ansia…
    ‘pena rivado un tweet in racomandada 1 dal vatican diretamente dal Capo con secche smentite sul’uso ardito del brazo steso(in efeti in foto xe quel sbaià,il sinistro),….,l’uxelet de del piero,nel fratempo, ospite in colegamento dal’australia a pomerigio 5 ilustra chiaramente la grave distorsion dela realtà dei fatti …
    infine tondo,tal mezo, sempre più confuso e interdeto….
    …i prosimi sondagi pre-elezioni li farà far alo zoo de lignan.
    🙂 fuarce zebrete!
    hiic.

  5. Avatar bruno

    per mi …non xe colpa de tondo ma de chi gà tradotto dal furlan in italian el discorso…xe pol stracapirse deiii! sono ragassiii…..

  6. Avatar erika

    scuseme, no iero presente, son all’abc…cossa c’entra el Crepa con el rigassificator?

  7. Avatar ufo

    Penso che più che altro el stava zercando de meterse in mostra – come autorità o guida spirituale o qualcossa tipo i vescovi del medioevo; dopo la serie de brute figure dei ultimi tempi el ghe piaseria far creder che qualchedun cora lo scolta. Visto l’esito, me sa che xe meio se torna ocuparse del oto per mille e dei patrimonio imobiliar.

  8. Avatar sfsn

    @ erika:
    crepaldi centra col rigassificator come antonio santin centrava con la DC…

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