10 Dicembre 2012

Rinarrate 3: Margherita alza la testa

Pubblichiamo la storia di “Margherita” poco dopo l’ennesima morte di una donna per mano di un uomo, avvenuta stavolta a Udine. Il nostro pensiero oggi va a Lisa Puzzoli, ventiduenne, che pur avendo avuto il coraggio di fuggire e denunciare l’ex compagno non è riuscita a salvarsi dal coltello brandito dal padre di sua figlia. Lisa è la 117ma donna uccisa in Italia nel 2012.

Questa volta incontrerete “Margherita”, che sente la sua storia raccontata da una voce misteriosa e potente. Con Margherita abbiamo discusso a lungo del modo più opportuno di raccontare quanto le era capitato, senza trovare una soluzione soddisfacente. E all’improvviso, è comparso questo testo tra le e-mail: non assomiglia a nulla di ciò che avevamo pensato insieme, e forse è perfetto proprio per questo motivo: anche nel raccontarsi, Margherita ha trovato da sola la sua strada.


 


Margherita!? Margherita alza la testa, guardami!

Per troppo tempo hai tenuto basso il capo ora basta. Sii più orgogliosa Margherita.

Sì lo so! Sei stata educata a subire, in tanti ti hanno detto che una donna non deve leggere altrimenti diventa troppo colta. Margherita per troppo tempo ti hanno detto che non valevi niente, che non eri nessuno, che dovevi stare nell’ombra e subire Margherita.

Ora basta Margherita alza la testa! Quel tempo è passato, basta non esiste più. Lo so Margherita non è facile, non lo è mai stato; specialmente quando devi andare contro qualcuno che è più forte di te, che viene creduto a prescindere perché ha delle conoscenze che tu non hai.

Lo so Margherita che provi un grande dolore come solo una mamma può provare: sei stata tradita da tuo figlio quel figlio che hai messo al mondo. Per lui hai passato notti insonni, sei andata alle recite scolastiche, te le ricordi Margherita quelle recite scolastiche dove ti commuovevi sempre? E quando tuo figlio ha compiuto 18 anni? I suoi amici gli hanno regalato un album con tutte le foto da quando è nato, e hai rivisto il primo costume di carnevale che gli hai cucito? Te lo ricordi Margherita era un costume da pagliaccio che si intonava  col cappellino, e quell’inverno faceva talmente freddo che lui aveva il nasino rosso non aveva bisogno del cerone.

Hai pianto per lui, per lui hai fatto qualsiasi cosa, quelle cose che solo una mamma può fare. Ora è tutto finito Margherita. Quel figlio che tu hai amato con tutta te stessa ha preso un’altra strada, ha deciso di andare via, ha  deciso che tu non fai più parte della sua vita. Non ti cerca più Margherita. Ha testimoniato contro di te in tribunale.

Margherita il tribunale ha assegnato la tua casa a tuo marito solo perché tuo figlio ha deciso di vivere con lui. Fa male, molto male venire presa in giro da tuo figlio: si è iscritto all’università per continuare a vivere in quella casa, e poi si è ritirato senza aver sostenuto un solo esame. Quanti sacrifici fatti inutilmente. Non ti crucciare Margherita. Ha scelto la via più comoda, ha deciso di stare con la persona che esaudisce ogni suo desiderio, ha deciso di stare con chi gli fa guidare la macchina più bella, con chi gli compera i vestiti firmati e tu non puoi farci nulla Margherita. Tutti ti dicono che un giorno forse capirà che forse un giorno quando sarà finito tutto tornerà da te.

Lo so Margherita, non è facile, nessuno crede che quando nessuno poteva vederti sei stata massacrata di botte, che sei stata ospitata dal Goap per salvarti e non per un tuo comportamento bizzarro, che sei stata minacciata di morte quando eri da sola. Lo so Margherita in tribunale servono prove, fatti concreti, e quello che dici non viene creduto. Hai tutti contro Margherita perfino la tua migliore amica ti ha tradito, e l’ha fatto nel modo più subdolo.

Margherita quando la polizia è intervenuta a casa tua, il poliziotto accompagnandoti fuori dal portone per permetterti di raggiungere l’ospedale ti ha battuto una mano sulla spalla dicendoti di avere coraggio, che sarebbe stata dura, e poi gli agenti della questura che ti hanno consigliato di andare via di casa per la tua incolumità? Te lo ricordi questo Margherita?
Avevi un altro numero di cellulare e Alessandra l’ha memorizzato nella rubrica sotto la voce PERICOLO. Ora basta Margherita quel tempo è passato.

Pensaci però.

Hai incontrato tantissime persone che credono in te, che ti stimano, non devi dimostrare nulla a nessuno, al tuo fianco ora hai un compagno che non ti aggredisce, che ti ama per quella che sei, non ti vuole cambiare, vuole te e basta. Vicino a te c’è sempre Rossana pronta ad aiutarti in qualsiasi momento. Pensa Margherita a quello che ti dice Robertina, ti preoccupi per tutti prima di preoccuparti di te stessa: stavolta è arrivato il momento di occuparti di te. Pensa alle ragazze del Goap Margherita, hai trovato un’altra famiglia, se la tua mamma ti ha dato la vita, con loro sei rinata un’altra volta.

Hai avuto un’altra possibilità Margherita non la sprecare, il volo carpiato con doppio avvitamento che volevi fare giù dal sentiero Rilke lascialo fare agli uccellini: loro non si fanno male contro le rocce, e la vita vale sempre la pena di essere vissuta fino in fondo qualsiasi cosa accada; non volevi mica perderti  tutto il divertimenti mento di sapere come va a finire? E la massima di Confucio che  ripeti in continuazione stavolta la dico io a te:

“ Niente di  tanto tanto bello o tanto tanto brutto dura tanto tanto a lungo”.

Margherita guardami, alza la testa.

Sii più orgogliosa di te Margherita!

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7 commenti a Rinarrate 3: Margherita alza la testa

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