8 Dicembre 2012

Rigassificatore a Trieste: l’appello a Beppe Severgnini

Caro Beppe, leggo che sarai a Trieste il 10 dicembre. Forse lo sai già, ma in questa meravigliosa città in declino stanno ben pensando di piazzare un rigassificatore sulla costa, una pericolosa bomba ad orologeria con devastanti ricadute ecologiche.La ciliegina sulla torta, insomma.

Giulia Martinelli scrive a Beppe Severgnini, il quale lunedì 10 dicembre sarà a Trieste per presentare il suo nuovo libro “Italiani del domani. 8 porte sul futuro”, spiegandogli i pericoli del rigassificatore.
Si legge nella sua lettera: Proprio quel giorno a Trieste ci saranno anche il Ministro Clini ed il presidente della Regione Tondo a discutere del nostro futuro. Un futuro che ormai – ahinoi – sembra già essere stato deciso da qualche funzionario del Ministero dello Sviluppo Economico che probabilmente Trieste non sa nemmeno dove sia. Saremo tanti in piazza quel giorno. Se puoi, ti prego, parla di noi e di quella che è già stata ribattezzata “la Rivolta degli Ombrelli”. Ne abbiamo davvero bisogno.

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Un commento a Rigassificatore a Trieste: l’appello a Beppe Severgnini

  1. Rigassificatori
    http://trieste-rigassificatore.jimdo.com

    In tema di Rigassificatori non contesto la loro utilità “ma i miei dubbi sono sul dove e sul come debbano essere realizzarli” poiché non essendo fabbriche di caramelle penso siano potenzialmente in grado di creare qualche problema sia per l’ambiente che per quello che vorremmo possa essere il futuro sviluppo della Portualità Triestina http://triestesuperporto.jimdo.com e che quindi sarebbe auspicabile un sincero e sereno approfondimento in merito anche con le vicine repubbliche di Slovenia e Croazia per verificare se ci potrebbe essere un interesse comune per realizzare/sfruttare un impianto Offshore.
    Doveroso approfondimento anche alla luce di quanto si sta facendo in giro per il mondo ed uno degli esempi più recenti è Rotterdam dove il nuovo impianto sorge in un’area appositamente riconquistata dal mare “Maasvlakte” posta all’ingresso dei bacini portuali alla foce del fiume Mosa e ben lontano da aree intensamente abitate e con i pontili orientati verso il mare aperto per consentire una rapida via di fuga in caso d’incidente.

    Brunello Zanitti Giuliano

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