22 Ottobre 2012

Il caso rigassificatore finisce sul tavolo della Procura

Sette intellettuali ed esperti hanno consegnato una lettera al Procuratore della Repubblica, Michele Dalla Costa, per attirare l’attenzione dell’Autorità giudiziaria sull’esposto penale dei Comuni di Muggia e San Dorligo, a proposito della documentazione sul progettato rigassificatore, «perché esso riguarda comportamenti assai rilevanti per la sicurezza della popolazione, per la tutela del mare e per la salvaguardia delle attività portuali e, in definitiva, per il futuro della città».
La lettera è firmata da Fulvio Crisciani (docente universitario di Fluidodinamica geofisica), Carlo Franzosini (biologo marino), Renzo Mosetti (oceanografo dell’Ogs e dal 2012 docente universitario di Oceanografia), Luciano Santin (giornalista), Michele Santoro (del Comitato Scientifico nazionale di Legambiente), Livio Sirovich (ricercatore Ogs e scrittore), Franco Stravisi (docente universitario di Oceanografia fino al 2011). Gli studiosi segnalano che, secondo il Tavolo tecnico della Uil vigili del fuoco, pare siano stati compiuti atti «tesi a fare comunque approvare un progetto pericoloso e a forte impatto ambientale, inadatto alla località prescelta» e che per superare tali controindicazioni «si sarebbe fatto ricorso a condotte non ammissibili, con la connivenza o grazie al lassismo di vari pubblici Uffici, anche a Trieste».
I sette firmatari della lettera hanno anche consegnato al Procuratore una lettera inviata il 12 luglio scorso dal sindaco di Trieste, Roberto Cosolini, alla Regione nella quale sono trattati questi stessi temi. Il sindaco di Trieste paventa «possibili danni all’ecosistema marino e quindi all’attività della pesca determinati dalla movimentazione delle navi gasiere sul traffico portuale». Cosolini inoltre fa rilevare alla Regione «la mancanza della firma in molti documenti del Progetto definitivo. In altri casi, a causa di attribuzioni incrociate, regna confusione sulle responsabilità professionali con la conseguenza che tali carenze comportano l’illegittimità dei documenti stessi».

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