2 Ottobre 2012

Il consigliere Pustetto visita il CIE di Gradisca: situazione insostenibile

Sabato scorso, dopo la solita trafila di richieste e autorizzazioni, il consigliere regionale di SA-SEL Stefano Pustetto è nuovamente entrato al CIE di Gradisca d’Isonzo per verificare, una volta di più, se le notizie che faticosamente filtrano dall’interno corrispondevano al vero.

“Ho trovato un popolo dolente – fa sapere Pustetto – arrabbiato, deluso da una nazione che credevano civile e che, invece, si dimostra ingiusta e vendicativa”.

Pustetto ricorda che CIE “è l’acronimo di Centro Identificazione ed Espulsione, ma la quasi totalità degli internati è stata identificata da anni e prima di essere espulsi possono essere trattenuti in quella struttura, che per certi versi è peggiore del carcere, per 18 mesi”.

“Quelli che vengono dal carcere hanno già scontato per intero la pena e gli altri possono essere lì semplicemente perchè il loro datore di lavoro (il più delle volte italiano) non li ha messi in regola o perchè il loro permesso di soggiorno è scaduto. Molti di loro dormono per terra perchè i materassi, danneggiati nell’ultima rivolta, sono stati rimpiazzati solo in minima in parte. A turno accedono a piccoli recinti completamente circondati dalle sbarre per l’ora d’aria, il campo da calcio è off-limits dopo che alcuni ospiti sono riusciti a fuggire per quella via, il cibo monotono è di pessima qualità, non possono avere telefonini e qui mi fermo, perchè l’elenco sarebbe troppo lungo e, sopratutto già noto al nostro Governo”.

“Purtroppo anche la notizia di una persona, riportato al CIE con entrambe le gambe ingessate per frattura dei calcagni, è del tutto vera. Nel momento in cui un cittadino viene privato della libertà personale è compito dello Stato occuparsi della sua salute e dovrebbe garantirgli le cure adeguate cosa evidentemente non possibile al CIE. Questo ospite, bloccato su una sedia a rotelle, deve invece affidarsi alla benevolenza degli altri internati e di sicuro non gli viene fornita l’assistenza cui avrebbe diritto”.

“Fa specie – conclude Pustetto – vedere un Esecutivo nazionale in cui molti ministri si richiamo in modo esplicito ai valori del Vangelo, che parla di indulto per svuotare le carceri e che, dimenticandosi dei disperati del CIE, continua ad applicare norme inique volute dal Governo precedente”.

Qui l’intervento integrale di Pustetto

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86 commenti a Il consigliere Pustetto visita il CIE di Gradisca: situazione insostenibile

  1. italiano ha detto:

    Un altro consigliere regionale da 13mila euro al mese che potrebbe fare una bella figura a donare 11.500 al mese ai poveri e vivere con 1.500.

    E non fare interventi demagogici.

  2. isabella ha detto:

    Materassi rimpiazzati solo in parte?
    Li bruciano ogni mese.
    Brevi uscite in recinti?
    Nonostante ciò ingurgitano sassi, vetri, bulloni….per poter scappare una volta giunti in ospedale.
    Perchè non vengono espulsi?
    Perchè gli stati da cui provengono non li riconoscono o li rifiutano.

    E’ e sarà sempre una situazione altamente drammatica, ma quale potrebbe essere la soluzione migliore?

  3. hobo ha detto:

    “E’ e sarà sempre una situazione altamente drammatica, ma quale potrebbe essere la soluzione migliore?”

    chiuderli, e poi raderli al suolo. come il vespasiano di affile, di cui sono parenti stretti.

  4. isabella ha detto:

    E con l’immigrazione clandestina che facciamo?

  5. hobo ha detto:

    si creano canali legali ragionevoli per permettere alle persone di spostarsi da un paese all’ altro per lavorare.

    il cie e’ parte di un meccanismo repressivo gestito dallo stato, che ha lo scopo di tenere basso il costo del lavoro.

  6. hobo ha detto:

    che poi un discorso del tipo:

    “visto che non sappiamo cosa fare, intanto sbattiamo un po’ di gente in galera – magari senza processo – che’ fa sempre il suo bell’ effetto”

    e’ abbastanza allucinante.

  7. italiano ha detto:

    Con una donazione del politico in questione di 11.500 al mese – e lui a vivere con dignitosissime 1.500 – potrebbero vivere 10 famiglie: WOW Pustetto, fai il generoso e dimostrati comunista!!

    Ovviamente Pustetto non lo farà. Preferisce parlare.

  8. isabella ha detto:

    sì hobo, però penso sappia anche tu che non sono tutti qui per lavorare.

  9. hobo ha detto:

    @isabella

    chi ha commesso dei reati ed e’ stato condannato con un regolare processo, deve scontare la pena in un carcere. chi non e’ stato condannato, non deve essere recluso in nessun caso.

  10. sfsn ha detto:

    isabella,
    gnanche i tui 4 cani lavora, epur no i xe rinchiusi al Cie…

  11. Antonio ha detto:

    9@
    Condivido pienamente.

  12. isabella ha detto:

    Azzeccato il paragone cani/clandestini.
    Voglio ricordare che non sonno pro Cie.
    Io so che tra gli “ospiti” del Cie ci sono tante persone a posto e altrettante che non vorrei affatto come vicini di casa.
    L’ho già detto: la soluzione migliore la ignoro, so solo che mia nipote ha impiegato più di 10 anni negli States per avere la green card, lavorando in regola, pagando le tasse….

  13. hobo ha detto:

    negli usa ci sono milioni di lavoratori clandestini, soprattutto provenienti dal sud america. sono sfruttati in modo bestiale. ecco cosa succedeva nel 2006:

    http://www.repubblica.it/2006/04/sezioni/esteri/bush-inno-spagnolo/usa-protesta-immigrati/usa-protesta-immigrati.html

    adesso, dopo 4 anni di aministrazione obama, le cose non sono cambiate molto.

  14. isabella ha detto:

    Ma mia nipote non era clandestina, era regolarmente iscritta, con il lavoro in regola, sposata là con un italiano e con il figlio che frequenta regolarmente la scuola.

  15. hobo ha detto:

    certo che non era clandestina. infatti non e’ finita in un cie o nell’ omologo americano, ne’ e’ stata fatta fuori dal “datore di lavoro” e gettata nel rio grande, ne’ e’ stata presa a mitragliate dalla guardia nazionale dell’ arizona, ne’ e’ stata deportata nel deserto della libia su qualche camion messo gentilmente a disposizione dal governo italiano.

  16. isabella ha detto:

    Ma ha impiegato più di 10 anni per essere “accettata”.
    Ed aveva la fedina penale pulita.

  17. hobo ha detto:

    non capisco cosa dovrebbe dimostrare questa cosa, davvero.

  18. isabella ha detto:

    Solo che in nessun stato le cose sono facili per gli immigrati. Tutto qua.

  19. hobo ha detto:

    scusa isabella, ma non credo che la storia di tua nipote sia paragonabile a quella di un bracciante messicano in arizona, o di un raccoglitore di arance nigeriano in calabria.

    veramente continuo a non capire.

    ma ammetto di avere dei limiti.

  20. AndreaGo ha detto:

    il problema esiste. Teoricamente la soluzione anche, ma è impraticabile: aiutare i loro paesi d’origine (acquistando materie prime a prezzi di mercato e non sottocosto, evitando di esportare armi alimentando così guerre infinite, ecc ecc.). Non potendolo fare, si mettono pezze dove non si possono mettere. Se il problema fosse facilmente risolvibile il consigliere Pustetto, o il politico di turno, invece del solito giretto pre-elettorale e di esternazioni di pura demagogia, si sforzerebbe per risolverlo da dietro i banchi dell’aula di competenza…
    Perchè non farli lavorare con contratti a tempo determinato in lavori socialmente utili? Magari con un periodo di x mesi/anni per trovare una sistemazione definitiva, al termine dei quali scatterebbe il reimpatrio

  21. qubo ha detto:

    il punto è questo: la detenzione in un luogo che di fatto è un carcere non è forse spropositata rispetto al reato contestato (non ho il documento; ho un provvedimento di espulsione ma mi trovo ancora sul territorio)?
    in subordine: se anche accettassimo l’idea che il CIE deve assolvere a questa funzione, non potrebbe farlo meglio e con maggiore rispetto per gli “ospiti”? lo sapete che è più facile entrare in un carcere magari a contatto con un brutale pluriomicida che entrare in un CIE dove magari c’è il laureato in medicina che ha avuto la malaugurata idea di venire qui in italia da clandestino?

  22. capitano ha detto:

    E’ vero è un problema di spazio, perchè non espellere dall’italia i vari Fiorito o Saggese che proliferano di questi tempi? Con quello che costa dar da mangiare a uno di quelli sfamiamo l’intero corno d’Africa.

  23. hobo ha detto:

    @andrea

    mi sa che non hai capito come funziona la faccenda. il cie e tutto l’ impianto della bossi-fini (e della turco-napolitano) servono a rendere ricattabili i lavoratori immigrati, in modo da abbassare complessivamente il costo del lavoro.

    il cie e’ una lotteria che “vincono” in pochi. poche migliaia all’ anno in tutta italia. si prendono a caso qualche migliaio di disgraziati e li si tratta di merda, in modo da terrorizzare tutti gli altri, che cosi’ rinunceranno ad ogni rivendicazione sociale e civile, per paura di perdere il permesso di soggiorno e di finire in cie.

  24. isabella ha detto:

    Ma che ne sai tu del mazzo che si è dovuta fare mia nipote negli USA, tipo anche 3 lavori contemporaneamente o dei 1000$ che ha dovuto pagare al sistema sanitario per un banale malore del marito e di tutte le cose che le erano precluse?
    Ad esempio che fino a due anni fa non ha potuto lasciare gli USA per poter abbracciare i suoi affetti qui in Italia altrimenti non sarebbe più potuta tornare indietro?
    Non sarà a livello del nigeriano o del bracciante messicano, ma è poco diverso.

  25. capitano ha detto:

    http://milano.repubblica.it/cronaca/2012/10/03/news/parcheggia_la_jaguar_sul_posto_del_disabile_e_gli_taglia_le_gomme_nei_guai_dirigente_pdl-43759038/?ref=HREC1-5

    Un altro che meriterebbe un giorno nel deserto libico. Ma devo calmarmi e non farmi prendere dalla demagogia.

  26. isabella ha detto:

    @25 capitano allucinante >_<

  27. capitano ha detto:

    #24 Comunque non capisco il ragionamento. Che gli Stati Uniti abbiano lacune sui diritti umani è lampante. Ma non è che col ‘mal comune mezzo gaudio’ che faremo passi avanti in Italia.

  28. isabella ha detto:

    Non sto dicendo mal comune mezzo gaudio, ho solo sottolineato che ovunque ci sono problemi nel campo immigrazione e che trovare la soluzione migliore non è certo facile.
    Nemmeno lasciarli liberi tutti quanti, senza un lavoro, senza una possibilità di mantenersi se non finendo in giri poco puliti è una soluzione.
    C’è poco lavoro per noi cittadini italiani, chi può garantire un posto di lavoro anche a loro?

  29. hobo ha detto:

    @27

    ma si’, infatti. e poi ‘sta storia della nipote di isabella non mi pare particolarmente tragica.

    un bel romanzo che parla di immigrazione (clandestina) negli usa e’ questo qua:

    http://en.wikipedia.org/wiki/The_Tortilla_Curtain

  30. isabella ha detto:

    Mi ritiro.

  31. hobo ha detto:

    “Nemmeno lasciarli liberi tutti quanti…”

    eh si’, non si puo’ lasciarli liberi. bisogna rinchiuderli.

    http://www.youtube.com/watch?v=SQh-Kq6CoEA

  32. capitano ha detto:

    #30 mi dispiace ma come fa notare hobo anche nell’affermazione “lasciarli liberi tutti” non trovo un senso. Scusa come fa uno a crearsi delle opportunità da dietro delle sbarre?
    E poi l’italia è piena di italiani “senza un lavoro, senza una possibilità di mantenersi”, perchè a loro deve essere concesso qualcosa che non è concesso ad altri? Per il fatto di essere italiani? Ok, ma allora non lamentiamoci se poi nel paese prevale la logica dei nepotismi e del fare carriera “solo perchè SEI qualcuno”.
    La meritocrazia questa sconosciuta…

  33. AndreaGo ha detto:

    @hobo 23
    Non pretendere che gli altri diano per scontato quella che è una tua supposizione (più che lecita).
    Infatti io ho parlato di far lavorare i poveri cristi (che però a differenza di altri poveri cristi che già cittadini italiani sono, senza per questo avere un tetto sotto cui dormire…) con contratto, mica a frustate nei campi! Premesso che i CIE evidentemente non sono la soluzione migliore, e qui sono d’accordo, la vostra soluzione quale sarebbe?

  34. hobo ha detto:

    @andrea

    “Infatti io ho parlato di far lavorare i poveri cristi (che però a differenza di altri poveri cristi che già cittadini italiani sono, senza per questo avere un tetto sotto cui dormire…) con contratto, mica a frustate nei campi!”

    con che contratto? con che stipendio? con quali effetti sul costo del lavoro? l’ unica via praticabile e’ quella di fare in modo che i lavoratori immigrati abbiano gli stessi diritti di quelli italiani. per questo va smantellato il combinato disposto della bossi-fini e della legislazione sul lavoro.

  35. AndreaGo ha detto:

    l’ho scritto: con un contratto a tempo determinato, con lo stipendio che si ricaverebbe dal (fiume di) denaro risparmiato tenendoli in CIE improduttivamente e con un guadagno per la collettività e per loro. Se il costo del lavoro si abbasserebbe tanto meglio, ma non credo…

  36. AndreaGo ha detto:

    si abbassasse, sorry

  37. hobo ha detto:

    scusa andrea ma non capisco. il cie e’ un carcere (duro) in cui si finisce (senza processo) per vari motivi, ma sopratutto perche’ non si e’ in regola col permesso di soggiorno. e’ una misura repressiva che colpisce a casaccio. costa un sacco di soldi, ma e’ il prezzo che la collettivita’ paga alle proprie paranoie securitarie *e* all’ “esigenza” di una certa fetta di imprenditori disonesti di ridurre complessivamente il costo del lavoro.

    adesso tu dici che al posto del cie, per chi non e’ in regola coi documenti bisognerebbe istituire addirittura delle misure “premiali”, quali un regolare contratto di lavoro a tempo determinato.

    in tutto questo, scusa, non ci vedo nessuna logica.

    ripeto che la via maestra consiste nel parificare i diritti dei lavoratori immigrati a quelli degli italiani. e nel creare canali sensati per la ricerca di un lavoro, che non obblighino gli immigrati a passare attraverso la clandestinita’, come accade ora per effetto della bossi-fini.

  38. AndreaGo ha detto:

    ma scusa hobo, io continuo a non capire te: capisco molto di più le mie che le tue di misure “premiali” visto che da quello che lasci intendere per te chiunque valichi il confine nazionale ha diritto a prescindere a un lavoro, che è difficile da trovare per gli italiani in periodo di crisi, figuriamoci per loro…Qui non si parla di parificare LAVORATORI, che in teoria dovrebbero essere già parificati, se regolari, (perchè non parliamo della parificazione delle donne allora?) qui si parla di che fare di immigrati che, piaccia o no la parola, sono in stato di clandestinità, che è reato non solo in Italia (io sono fra quelli che non vorrebbe lo fosse) ma in moltissimi altri paesi.
    E non ho ancora ricevuto una soluzione…

  39. hobo ha detto:

    ma chi l’ha detto che chiunque valichi il confine ha diritto a un lavoro a prescindere.

    io ho detto che chi vuole venire a lavorare in italia deve potersi cercare un lavoro senza dover passare attraverso la clandestinita’.

    adesso chi vuole venire a lavorare in italia deve entrare col visto turistico, cercarsi un lavoro (in nero), fare un periodo di prova (e a questo punto e’ clandestino, perche’ non ha il permesso di soggiorno), aspettare che esca il decreto flussi, rientrare in patria, fare domanda (sperando che il datore di lavoro sia di parola), e solo a quel punto venire a lavorare in italia in modo regolare. questa trafila e’ praticamente inevitabile, perche’ la bossi-fini prevede la chiamata nominale del lavoratore. ma nessun datore di lavoro sceglie un operaio da una lista, senza conoscerlo.

    o si spezza questo meccanismo, introducendo il permesso di soggiorno per ricerca lavoro, o non se ne esce. la clandestinita’ non e’ una condizione esistenziale, ma e’ una creazione giuridica. la clandestinita’ serve, e’ funzionale al sistema, perche’ innesca una dinamica al ribasso nei salari.

  40. hobo ha detto:

    comunque i lavoratori regolari non sono per niente parificati a quelli italiani, perche’ se perdono il lavoro perdono anche il permesso di soggiorno. perche’ i loro figli a 18 anni devono smammare. e perche’ i regolamenti comunali prevedo una metratura minima per gli alloggi, che per gli italiani non e’ richiesta. (quando e’ nato il mio primo figlio, se fossi stato extracomnitario avrei perso il permesso di soggiorno perche’ la casa in cui abitavamo era troppo piccola).

  41. hobo ha detto:

    comunque andrea, se sei contrario al fatto che la clandestinita’ sia un reato, sarai anche d’accordo che un primo passo nella direzione giusta sarebbe proprio quello di eliminare il reato di clandestinita’. questo reato non e’ scritto nelle tavole della legge che il signor dio appioppo’ a mose’ sul monte sinai. e’ stato introdotto da maroni nel 2009 o giu’ di li’. nemmeno la bossi-fini lo prevedeva.

  42. AndreaGo ha detto:

    sul fatto che si perda il permesso di soggiorno una volta perso il lavoro sono d’accordo con te, e anche sul discorso delle trafile burocratiche per “italianizzare” i figli. Ma questa è un’altra storia: qui si parla dei CIE, che andrebbero aboliti, ma con che alternative? Uno straniero che perde il posto di lavoro necessariamente è più portato alla delinquenza, e non in quanto straniero in sè. Lo stesso varrebbe per un italiano. ma se vai in Francia, anche solo per alcuni mesi per esempio, devi garantire allo Stato di poterti mantenere, se no stai a casa. Il discorso delle paranoie sulla sicurezza lo trovo giusto quando viene esasperato, sui media in primis, ma, dati alla mano, un fondo di verità c’è eccome! Ripeto, non in quanto stranieri, ma per naturale propensione al crimine (sempre prendendo atto che molti di essi sono ex-galeotti) una volta che sia esclusa una prospettiva di lavoro onesto. Per me potrebbe anche andar bene il discorso che dici tu, del permesso di soggiorno per ricerca lavoro, che è più o meno quello che dicevo io come “misura premiale”, nel frattempo che uno si paga la permanenza in Italia lavorando, non per “imprenditori disonesti” ma per Comuni, Cooperative, ecc. Per quanto mi riguarda però, se uno nel frattempo “crca lavoro” in qualche villa o in qualche banca, torna nel paese d’origine e perde il diritto a ritornare. Ma adesso che di lavoro non ce n’è le strade sono due: il crimine o un lavoro in nero senza diritti nè garanzie. Il lavoro pulito e garantito oggi come oggi è abbastanza una chimera

  43. hobo ha detto:

    ma se uno commette dei reati, deve essere processato e, se condannato, scontare la pena in carcere. invece in cie non ci si finisce in seguito alla condanna di un giudice. gia’ solo questo fatto, che contraddice platealmente il principio dell’ habeas corpus, e’ un motivo piu’ che sufficiente per chiudere i cie.

  44. AndreaGo ha detto:

    il reato di clandestinità esiste perchè esistono dei confini. Magari fossimo tutti cittadini del mondo unito! Ma non è così. La realtà vede oggi me e te discutere (al livello che ci compete ma pur sempre discutere) alle 11 di sera di problemi che dovrebbero risolvere gli scaldabanchi mangiatori di ostriche e champagne. Quindi benissimo chiudere i CIE, ma poi il problema va risolto. E come non son d’accordo con il reato di clandestinità, dal momento che comunque dei confini esistono, non son d’accordo nemmeno sul fatto di non poter espellere uno che nel mio paese viene a fare il delinquente. Per cui lo straniero regolare mi sta bene che vada in carcere, l’irregolare no, sarebbe giusto estradarlo nel paese d’origine a processo avvenuto e proibire il ritorno in Italia. Una possibilità di trovare un lavoro comunque potrebbe essere data, ma il rischio sarebbe alimentare false speranze, e si sa cosa andrebbero poi a fare fiumi di immigrati senza lavoro…purtroppo è inevitabile

  45. hobo ha detto:

    ma i confini esistevano anche prima del 2009, non ti pare? eppure il reato di clandestinita’ non c’era.

    se poi il paese in cui “estradare” i condannati e’ la libia, o la somalia, direi che non ci siamo.

    in ogni caso, ripeto che in cie ci passano poche migliaia di persone all’ anno, prese a casaccio. gli immigrati non in regola (quindi a rischio cie, nonostante lavorino, si mantangano e producano ricchezza) sono centinaia di migliaia. per me e’ del tutto evidente che l’ unica funzione dei cie e’ quella di tenere sotto minaccia la massa degli altri. colpirne uno per educarne cento.

  46. AndreaGo ha detto:

    certo che esistevano, infatti il senso è: possono esistere. Comunque se uno dalla Somalia o dalla Libia viene qua per lavorare ed è disposto a fare dei sacrifici non ci sono problemi, se invece viene a far danni, mi dispiace ma torna da dove è venuto. Ovviamente per paesi come Somalia o Congo si presume che ci sia l’asilo politico quindi è diverso. Il discorso del colpirne uno per educarne 100 ribadisco che è una tua supposizione, pur legittima. Tieni comunque presente che il tasso di criminalità fra gli irregolari è di gran lunga superiore rispetto ai regolari quindi il problema non è una paranoia venuta dal nulla. Il lavoro non c’è quindi purtroppo la soluzione più difficile sarebbe quella giusta e cioè provare ad aiutarli nei loro paesi. Un’opportunità va data, e non è certo rinchiudendoli nei cie, ma non è che possano scorrazzare anni in cerca di lavoro…

  47. hobo ha detto:

    @andrea

    guarda che secondo me tu hai un’ idea un po’ falsata del fenomeno dell’ immigrazione. qua non si tratta di “aiutare” nessuno. gli immigrati producono complessivamente il 10% del pil italiano, pur essendo solo il 7% della popolazione. qua si si tratta di cambiare la legislazione per fare in modo che chi viene qua a lavorare non sia sotto il perenne ricatto della perdita del permesso di soggiorno. si tratta di evitare che il combinato disposto della bossi-fini e della legislazione sul lavoro crei una riserva di lavoro a basso costo, utilizzata poi dal sistema produttivo come leva per moderare i salari di tutti, compresi gli italiani.

    che il tasso di criminalita’ sia piu’ alto tra gli irregolari e’ abbastanza ovvio, innanzitutto perche’ il fatto stesso di essere irregolari e’ diventato un crimine. ma poi anche perche’ chi e’ irregolare non ha la possibilita’ di inserirsi in modo positivo nella realta’ in cui vive. nella stragrande maggioranza dei casi, e’ la condizione di clandestinita’ che spinge verso le attivita’ illecite, non viceversa. in questo senso una legge restrittiva e repressiva come la bossi-fini e’ criminogena.

  48. AndreaGo ha detto:

    stai riferendoti ai regolari sulle cifre. Il discorso è diverso per gli irregolari, di cui purtroppo per loro (e per noi) attualmente vista la crisi non c’è bisogno. Poi voglio vedere se in una FIAT o altra industria lavorano solo irregolari sottopagati. La realtà delle campagne pugliesi e quant’altro esiste come esiste qua il vendemmiatore in nero, ma non puoi dirmi che la soluzione è tenerli per sempre con la falsa speranza di poter dare loro un lavoro, questo è illudere le persone. Il ricatto del permesso di soggiorno c’è e quello sì andrebbe abolito, una volta che uno viene assunto non può vivere con il pepe in quel posto. Il mio razionale per farla breve è: non c’è lavoro = non c’è spazio pr accogliere nuovi immigrati regolarmente —> che facciamo di loro?? io una soluzione l’ho buttata, oltre a stringere accordi seri con i paesi d’origine. Francamente non credo che dare loro un permesso di soggiorno per ricerca lavoro a vita sia la soluzione migliore, anche perchè i reati di cui parlavo io non sono quello di clandestinità, io parlavo di omicidi, furti,furti in appartamenti, scippi, rapine, sfruttamento della prostituzione, spaccio, ecc ecc.

  49. hobo ha detto:

    andrea, quando fanno le sanatorie ci sono centinaia di migliaia di lavoratori immigrati (che evidentemente sono qua e lavorano qua pur non essendo in regola) che fanno la coda per mettersi in regola. i grandi numeri sono questi. se la legislazione in materia di immigrazione produce situazioni di questo tipo, significa che non funziona, che e’ troppo restrittiva.

  50. Sandi Stark ha detto:

    Circa 100 mila triestini xe za espatriai dal 1918 per farghe posto ad altrettanti immigrati ‘taliani.

    Se a questi ultimi ghe tocherà espatriar per farghe posto a altri immigrati, no capisso perchè i scandalizza.

    I immigrati no ga tutti i stessi diritti?

  51. effebi ha detto:

    patetico… e no l’immigrato

  52. AndreaGo ha detto:

    ecco, xe riva el nostalgico, semo finidi…

  53. AndreaGo ha detto:

    hobo, non so più cosa dirti, allora tutti dentro e largo alle sanatorie! la pensiamo in maniera diversa…

  54. hobo ha detto:

    @andrea

    guarda che le sanatorie vengono fatte proprio per sanare periodicamente gli squilibri creati dalle leggi troppo restrittive. e il bello e’ che due delle ultime tre sanatorie (2002, 2007, 2009) sono state fatte proprio dalle stesse forze politiche che avevano voluto quelle leggi.

  55. AndreaGo ha detto:

    Non capisco dove vuoi arrivare…mi pare che non ci siano state negli anni fazioni politiche che abbiano risolto il problema, e il problema è e rimane lì nel piatto: io una soluzione l’ho proposta…

  56. hobo ha detto:

    infatti il centrosinistra e’ andato al rimorchio del centrodestra. il centrosinistra ha scarsa o nulla autonomia culturale. non ha il coraggio di assumere pienamente le posizioni universalistiche che storicamente hanno sempre distinto la sinistra dalla destra. ha deciso di aggrapparsi a un nazionalismo soft e politically correct, che lo porta ad assumere posizioni deboli e subalterne a quelle della destra.

  57. hobo ha detto:

    dove voglio arrivare? a una riforma della legge sull’ immigrazione che combatta la clandestinita’ invece dei clandestini, e che sia ispirata a un’ idea di eguaglianza sostanziale tra i lavoratori italiani e immigrati.

    per me i cie vanno chiusi e basta, e ho spiegato anche perche’.

  58. AndreaGo ha detto:

    Con la premessa che a mio parere il discorso del sommrso è validissimo ma non del tutto, dal momento che a un governo conviene recuperare tasse regolarizzando il lavoro piuttosto che no…di quelli senza lavoro nel frattempo che si pensa a una legge sull’immigrazione, che fare?

  59. John Remada ha detto:

    Ma certo che vanno chiusi… ma dopo aver spedito a casa gli ospiti,e essere certi che non ne arrivino altri;al limite si costruiscono nuovi canoni a largo uso,per tutti,italiani e non;e’la soluzione più semplice e più pratica.

  60. hobo ha detto:

    orca, lo sappiamo tutti che sarebbe un bene per le casse dello stato se il sommerso venisse regolarizzato. ma lo stato italiano, immigrazione o no, non ha mai fatto niente in questa direzione. e non lo ha fatto perche’ c’e’ una vasta zona grigia di privilegi che nessuno ha il coraggio di toccare. solo che il lavoratore italiano che e’ costretto a lavorare in nero ci rimette “solamente” (si fa per dire) i contributi, mentre quello immigrato ci rimette anche la possibilita’ di costruirsi una vita, perche’ se viene beccato l’ espulsione e’ immediata.

    “che fare chi e’ senza lavoro?” per me ciascuno deve essere padrone della sua vita. puo’ decidere se cercare un altro lavoro come dipendente, provare a inventarsi un’ attivita’ come autonomo, oppure andare da qualche altra parte, o ancora cercare di tirare avanti con lavoretti, oppure tornare al proprio paese. se invece decide di darsi alla delinquenza, va processato ed eventualmente condannato, e deve scontare la sua pena, come si fa in uno stato di diritto.

    ma la presunzione di colpevolezza che porta a considerare un immigrato temporaneamente senza lavoro (e quindi senza permesso di soggiorno) come potenziale delinquente, e quindi come persona pericolosa e da internare, e’ un’ aberrazione. e’ il segno del fallimento della civilta’ giuridica di cui andiamo tanto fieri.

  61. hobo ha detto:

    johnny, non sono ospiti, sono detenuti. e i cie sono gia’ galere. quindi, come ti ho detto tante volte, non capisco proprio di cosa ti lamenti. quegli immigrati stanno esattamente dove piace a te, cioe’ all’ interno di un recinto di filo spinato alto sei metri.

  62. dimaco il discolo ha detto:

    ilpunto xe che I taluni ziga cge I extracomunitari ghe porta via il lavoro. un lavoo che comunque I taliani no vol far. troveme un talian , che se alzi de matina ale tre oer far il pan,che vadi netar stale e mozer le vache, a tirar su naranzi e pomodori. no esisti. xe pesante,xe fa fadiga, meio che lo fazi altri, noi volemo una scrivania o un lavor de 8 ore o meno piosibilmente statal magari gavendo la terza media. italia po

  63. John Remada ha detto:

    Perchè a casa loro non possono inventarsi un lavoro?Ah,dimenticavo che sono tutti perseguitati politici….

  64. John Remada ha detto:

    Sbagliato Dimaco,tu parli per tue supposizioni inventate;se così non è,fornisci le prove di quello che dichiari.

  65. John Remada ha detto:

    Sbagliato hobo,io li spedirei da dove sono venuti,se hanno le lo guerre le combattano,se hanno conti in sospeso da saldare li saldino,pro o contro.Quì,se non sono richiesti,possono fare i turisti se hanno da mantenersi.

  66. dimaco il discolo ha detto:

    in trentamila per un concorso per entrare in agenzia delle entrate, ti basta per avere una misura john? dalla tua risposta ho capito di aver fatto centro. se gli italiani volessero farlo in emilia lavorerebbero loro nelle stalle e non gli indiani. a raccogliere I pomodori ci sarebbero italiani e non extracomunitari ecc

  67. hobo ha detto:

    ma sai johnny, i 4 milioni di immigrati che vivono in italia non solo mantengono se stessi, ma, se sono in regola, mantengono anche i nostri pensionati.

  68. sfsn ha detto:

    john,
    per coerenza se te rimandi indrio un mucio de gente che xe rivada qua, nei tempi passai te gavessi dovù rimandar indrio i ebrei in Germania, i italiani dai Stati Uniti, i istriani da Trieste, i tedeschi del est dala Germania ovest… e me fermo qua perchè se no l’elenco sarìa tropo longo

  69. John Remada ha detto:

    Poi allargando il discorso di poco,gli ultimi episodi criminosi,furti in ville,omicidi,traffici di droga,contrabbando di tabacchi ecc.mi sembra che gli stranieri,quelli beccati, sono in percentuale straripante;molli anche questi,così aumentiamo la percentuale…continuamo così,se vi va bene,di sicuro la tua fazione di minoranza hobo,non è immune al pericolo.

  70. John Remada ha detto:

    Quello degli ebrei in Germania era la soluzione giusta,a guerra finita,visto quello che hanno combinato là dove sono ora.

  71. dimaco il discolo ha detto:

    perché sono loro che fanno il lavoro sporco.

  72. John Remada ha detto:

    Ma in ogni caso è tempo sprecato discutere con il caos italiano,quindi è d’obbligo fare buon viso a cattivo gioco.

  73. hobo ha detto:

    #69

    quale pericolo johnny? spiega, spiega.

    quale fazione di minoranza? spiega dai.

    e che mi dici di questi episodi, tutti avvenuti nel noto quartiere radical-chic di cologna-scoglietto:

    1) oggi ho visto un muratore bosniaco che intonacava la facciata di una casa.

    2) oggi ho visto un panettiere senegalese che preparava la pasta per la pizza.

    3) oggi ho visto un bambino algerino che andava a scuola.

    tremendo cio’.

  74. John Remada ha detto:

    Hai fatto triplete! Fino a ora solo alla Grande Inter era riuscito!

  75. AndreaGo ha detto:

    Non è vero che tra gli italiani non ci sia gente disposta a farsi il culo (te ne trovo almeno 5 solo fra i miei amici, fra malgari, pizzaioli, panettieri, pasticceri…) come non è vero che gli irregolari siano tutti qui per lavorare o per delinquere, a generalizzare si sbaglia sempre. Penso che la discussione stia finendo in un vicolo cieco di polemiche sterili, come al solito…

  76. hobo ha detto:

    @andrea

    polemiche sterili? si vede che non hai seguito la discussione tra me e johnny a proposito dei bangla di monfalcone che si scaccolano i piedi seduti sulle panchine.

    a proposito, johnny, domani forse vengo a monfalcone (a scaccolarmi i piedi).

  77. Sandi Stark ha detto:

    @ 65 “Io li spedirei da dove sono venuti..”

    cominciemo a pedalàr via i immigrati dal 1918? No? E alora te se li tien come noi se semo tignudi voi.

    @ 69 la maggior parte dei reati xe commessi da ‘taliani, se te son coerente te dovessi dir de rimapatriarli tutti.

  78. AndreaGo ha detto:

    @ hobo
    penso di non essermi perso granchè…saluti

  79. isabella ha detto:

    @62 dimaco mio marì ga fatto il panettier per 17 anni e se sveiava all’1.30 😉

  80. dimaco il discolo ha detto:

    isa dighe ai giovani de ogi de far cussi

  81. John Remada ha detto:

    Come detto,il tempo è sprecato,i fatti danno sempre la ragione,in ogni caso;caro hobo,il tuo deve essere un caso raro,assai raro;quella discussione che citi,è roba di almeno un anno addietro,e certifica che sei rimasto al palo da allora…..quindi non sei mai ripartito,piuttosto lento,direi da burocrate affermato e irreversibile….se dialogo con,preciso,è per divertirmi,ogni tanto…come detto contano i fatti.

  82. John Remada ha detto:

    77@ Stark. Voi chi? Stark quante chiacchiere a vuoto….

  83. John Remada ha detto:

    Se dialogo con te….81 .

  84. hobo ha detto:

    @81

    “burocrate affermato e irreversibile”

    😀

  85. isabella ha detto:

    @80 dimaco non xè che far l’infermier sia meno pesante: orari pesanti, notti e festivi, riposi che salta, per svolger spesso, nonostante la laurea, mansioni de tipo alberghiero che non fossi più nostre.
    Eppur giovani che intraprendi questo percorso ghe ne xè ancora.

  86. capitano ha detto:

    Is that you John Wayne? Is this me?

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