1 Ottobre 2012

Trieste: due le manifestazioni per il Porto Vecchio

Si sono svolte sabato a Trieste> due manifestazioni, una organizzata dal sindaco Cosolini e l’altra organizzata da Trieste Libera.
La marcia verso il Porto Vecchio, sostenuta dal Sindaco Cosolini, è finita prima del previsto, fermandosi davanti a un cancello e un lucchetto. L’autorizzazione per la passeggiata simbolica, infatti, che sembrava assodata non e’ arrivata. In corteo da piazza Unita’ al Molo IV fino al blocco all’ingresso del vecchio scalo circa un migliaio di persone, fra cui parlamentari ed imprenditori. E’seguito un breve discorso del sindaco: “Ora basta con le chiacchiere e con le scuse. Quest’area va aperta a tutti, punto franco o no”.

Scrive l’Autorità portuale: “A seguito della manifestazione di questa mattina guidata dal sindaco di Trieste, Roberto Cosolini, nelle aree della Trieste Terminal Passeggeri Spa, molo IV, che ha coinvolto non più di un migliaio di persone, l’Autorità portuale di Trieste comunica che nella giornata di ieri il dott. Fabio Rizzi, responsabile per la sicurezza nello scalo, ha più volte tentato di contattare la sig.ra Miryam Taucer, capo di Gabinetto del Comune di Trieste, per trasmettere l’autorizzazione all’ingresso nelle aree del Porto vecchio e che l’autorizzazione era in essere per tutto l’arco della giornata odierna”.

La replica del sindaco è arrivata sabato, in serata. “Dalla nota dell’Autorità portuale sembra che la stessa abbia i numeri, per altro piuttosto sotto dimensionati, dei partecipanti alla passeggiata verso Porto vecchio, ma non avesse i numeri di telefono, di fax o gli indirizzi mail per comunicare un’eventuale autorizzazione, visto che nulla è pervenuto al Comune in tal senso. Lo stesso sindaco, tra l’altro componente del Comitato portuale, era reperibile come tutti i suoi collaboratori piuttosto facilmente”.
“Vero è invece – aggiunge Cosolini – che nella giornata di ieri, dopo la disponibilità datami per la parte di sua competenza dal concessionario di quella porzione di area, ci sono stati contatti tra gabinetto del sindaco e Dogana prima e Autorità portuale poi, da quest’ultima sono state rappresentate delle difficoltà relativamente all’accesso attraverso il varco dal Molo IV. I contatti comunque non hanno avuto un esito definitivo, tanto che il cancello questa mattina era chiuso. Ma poco male: potrà essere aperto la prossima volta”.

La marcia del sindaco non è stata l’unica iniziativa organizzata sabato. come detto, una manifestazione del Movimento Trieste Libera è andata in scena sempre sabato mattina al Magazzino 26 . Oltre 300 i partecipanti, in maggioranza giovani. I manifestanti si battono invece per il rilancio del lavoro marittimo, commerciale e industriale del Porto franco in base al Trattato di Pace di Parigi del 1947, che le autorità italiane hanno l’obbligo di rispettare e attuare.

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65 commenti a Trieste: due le manifestazioni per il Porto Vecchio

  1. Avatar capitano

    Solo io ci vedo la coda comica nella manifestazione del sindaco?
    C’è un passaggio aperto a pochi metri dal cancello della vergogna ma era importante fermarsi davanti al cancello chiuso per fare il comizio.
    Ma chi sono gli spin doctor del sindaco?

  2. Avatar Paolo Geri

    Ma siamo sicuri che ai triestini interessi tanto questo argomento ? Giro parecchio, sono conosciuto come rappresentante di un partito politico, ma a me la gente parla e chiede di altro: della crisi, del lavoro che manca, degli scandali in Lazio, dei ticket in farmacia, del piano del traffico ….. E nel caso – raro – in cui il discorso cada su Porto Vecchio la domanda è relativa al che cosa metterci dentro non al “se” cambiarne la destinazione.

  3. Avatar Fiora

    @2 perfettamente del tuo avviso Paolo Geri!
    Aggiungo che in giro c’è un tale scoraggiamento una tale sfiducia, che ormai la gente non si fa scrupolo a dimostrarsi disinformata sugli obiettivi dell’uno o dell’altro schieramento e di norma conclude basta che i fazzi qualcossa e no solo ciacole.

  4. E invece “la gente” farebbe bene ad informarsi su cosa prevedono i suoi diritti. Sanciti dalla legge.

    “Ora basta con le chiacchiere e con le scuse. Quest’area va aperta a tutti, punto franco o no”.
    La stessa legge che Cosolini dimostra di non (voler) conoscere.
    http://triestelibera.org/it/%E2%97%BB-trattato-di-pace-con-litalia-allegato-viii-strumento-per-il-porto-libero-di-trieste/

  5. p.s: “La gente” non è un concetto astratto: siamo noi, come individui, più o meno in grado di organizzarci per un obiettivo comune.
    Chi si aspetta qualcosa da “la gente” deve cominciare a comprendere che “la gente” è lui/lei stesso/a e chi gli sta vicino.

  6. Avatar Fiora

    @4e5″la gente” ed io in primis si sta informando tant’è vero che mi sono iscritta alla vostra newsletter.
    Che “la gente siamo noi” è anche una delle mie ovvietà favorite…resta che qualcuno ,magari eletto proprio da noi a rappresentarci è più “gente ” di noi comuni cittadini ed è da quella “gente” che ci si aspetta,( anche se ormai con poca fiducia 🙁 ) un futuro migliore.
    Ad ognuno il suo mestiere…se aspiravo ad essere essere quella”gente”,mi candidavo! 😉

  7. Avatar septimus

    Totalmente d’accordo con Paolo Geri.E’ ora di finirla con politiche miopi e con le fiabe da bambini.Il PV va riusato inserendo dentro aziende che possano assumere e generando investimenti.Io ci vedrei bene aziende del trasferimento tecnologico che collaborino con gli istituti scientifici.

  8. Avatar Sandi Stark

    @ 6 no pensar che “quella gente” capissi tanto più de ti del porto. Saria bel far una conferenza senza lassarghe el tempo de studiar, e fa interrogar Cosolini, Antonione, Menia, la Poropat eccetera, da una commission de portuali, spedizionieri, agenti marittimi e provveditori navali; magari con un studente del 5° anno del nautico come moderatòr.

  9. @Fiora: se chi ci dovrebbe rappresentare – com’è ormai evidente a chiunque – non pensa al bene comune, ma ad altro, sta alla gente organizzarsi e farglielo capire, forte e chiaro.
    E’ una banalità? Sì.
    Eppure, per esempio: chi legge questo sito, la mette in pratica regolarmente?

    (non è riferito a te, si intende in generale)

  10. Avatar Fiora

    @8 eh,eh, Sandy! 😀 co’ go visto Cosolini e Menia check to check, mi che son buonina me son dita,Aili qua a tentar de sfondar el muro de burocrazia e imobilismo, archiviai manganel e titovka e reciproci atachi, fussi che fussi due uomini di buona volontà pel ben de Triestenostra?!

  11. Avatar Tergestin

    Semplicemente se Cosolini, Menia, Rosato e Antonione i se sveia dopo venti anni e piu’ che i xe in politica e i se meti tuti assieme a brazeto vol dir che qualcossa de bipartisan ghe xe e no penso sia el bene comune.

  12. Avatar effebi

    se no i lavora insieme no va ben
    se i lavora insieme inveze… no va ben… istesso

    viva l’A !

  13. Avatar effebi

    quindi chi femo sindaco la prossima volta ? me par che se “libera” Jankovich 🙂

  14. Avatar effebi

    ah ma no xe triestin originale… ghe vol cghe sia un nato soto tlt… quindi no sarà dificile trovar….

  15. Avatar Tergestin

    Mi penso che te pol informarte e rivarghe da solo, da tante piccole robe. Per dirte una, el PD de Ancona sta domandando che i ghe meti el punto franco, i nostri -che ga spazi, fondai e magazzini a diferenza dei Anconetani- lo vol svender a 7 euro al mq a imprese pluriprocessade.

  16. Avatar aldo

    @11 Tergestin

    “qualcossa de bipartisan ghe xe e no penso sia el bene comune”

    lo stesso val anche per la Voce di Trieste, piena de “mi piace” de quei de Trieste Libera, con articoli che difendi a spada tratta la Monassi, voluda a presidente AP da Camber, o lori xe puri come gigli?

  17. Avatar aldo

    @5 Movimento Trieste Libera

    “la gente non è un concetto astratto”

    eco, bravi…alora se pol saver cossa che pensa la gente quando la meti in segreto una scheda nel’urna, no quando qualchedun va in piazza perchè, se xe per questo…

    …qua a Trieste qualchedun, anni fa, rivendicando le terre sotrate dala Jugoslavia,, gaveva in piaza anche diecimila de lori, ma dopo la “gente” in magioranza ga votà per altri e se adesso quatro (o trecento) gati va in piaza no xe lori la “gente”

  18. Avatar Poldo

    @4 Movimento Trieste Libera

    Mi go letto e riletto quel documento.

    Ma no rivo a trovar indove che xe scrito che il Porto Franco deve per forza eser quel Porto Vecio.
    E continuo a non capir il perché tuti i discorsi de autonomia e libertà i venisi compromessi se se sposta il Porto Franco da una altra parte.
    Per la piena atuazion del trattato de pace cossa centra il *dove* sta il Punto Franco. L’importante doveria eser che stia dentro il TLT. Ma che stia un metro più qua o un metro più la, cosa compromette?
    Xe come se spostar il Porto Franco volesi dir che no se pol più aver il TLT.. questa roba proprio no me torna.

  19. @aldo: troppo difficile concepir che un discorso se lo possi far in general, e no per portar acqua al proprio mulin?

    In ogni caso, per quanto riguarda la Monassi, incollo un nostro post su facebook, tanto per esser ciari:

    Noi di Trieste libera, ci dissociamo dal riconoscere meriti che vadano al di là di un appena mediocre e tardiva presa di coscienza del suo ruolo da parte della Presidente del Porto Marina Monassi, per prima cosa perchè fin poco più di un anno fa, la Signora Monassi auspicava che nel Porto Vecchio spuntassero casette e spiaggette (fatto questo che avrebbe determinato la cacciata a calci in culo di un qualsiasi presidente di un qualsiasi porto di un qualsiasi paese civile), poi perchè per il Porto Vecchio la Signora Monassi ha manifestato insignificanti segni di vita fuori tempo massimo, consentendo per troppi anni a chi ne traeva ricco giovamento di campare su rendite di posizione pagando cifre ridicole l’affitto di spazi immensi e mai prendendo in considerazione seriamente nessun piano di sviluppo integrale per il Porto Libero di Trieste (quindi ne è stata complice della rovina), ma soprattutto perchè l’attuale presidentessa è a capo di un’istituzione italiana abusiva sul Territorio di Trieste facente a sua volta capo ad un ministero italiano…vade retro.

  20. Avatar sergio zerial

    quello che non riesco a capire, perche Cosolini voleva entrare attraverso il molo quarto, il tragitto che voleva fare si trova in zona doganale, lui e il suo seguito dovevano essere accompagnati dalle guardie di finanza, alla fine del tragitto restavano bloccati dalle reti che circondano lo spazio doganale prima del magazzino 26, per portare le persone del seguito dovevano tornare indietro ed entrare come fanno tutti dalla piazza città di Santos, mi chiedo come mai nessuno dei partecipanti non abbia suggerito al sindaco compagni e camerati di scegliere la via che da parecchio tempo porta al magazzino 26 senza problemi di finanza o dogana, questi politici si vede non conoscono bene la propria città, o forse il Cosolini e soci non volevano scontrarsi con gli arrabbiati (con ragione) del TLT, che figurino di……

  21. Avatar aldo

    @ Movimento Trieste Libera

    anche mi go fato un discorso generale che val per chiunque volessi intestarse la “gente” a insaputa dela “gente” stessa

    per quanto riguarda la Monassi so che gavè le distanze come movimento e infati el mio @16 riguardava la Voce di Trieste (su facebook piena di “mi piace” de vostri aderenti) che inveze la difendi a spada trata

  22. Avatar sergio zerial

    una cosa è certa Trieste ha bisogno di lavoro per i giovani, non di marine e case per siori , di case ne abbiamo già molte e anche sfitte, il precedente piano regolatore di Illy prevedeva una città di oltre 300.000 mila abitanti, le ultime statistiche fatte pochi giorni fa, hanno detto che siamo sempre in numero minore quantunque ci siano gli immigrati

  23. “Mi go letto e riletto quel documento.
    Ma no rivo a trovar indove che xe scrito che il Porto Franco deve per forza eser quel Porto Vecio.”

    Articolo 3.1
    L’area del Porto Libero include il territorio ed istallazioni delle zone franche del porto di Trieste entro i limiti dei confini del 1939.

    Inoltre 3.4: Nel caso in cui sia necessario aumentare l’area del Porto Libero tale aumento può essere presentato su proposta del Direttore del Porto Libero da decisione del Consiglio di Governo con l’approvazione dell’ Assemblea Popolare.

    Quindi no xe previsti spostamenti o diminuzioni. In ogni caso, sicuramente no xe el commissario de governo italian (che segui i interessi del suo paese) a poderlo far.

    “Per la piena atuazion del trattato de pace cossa centra il *dove* sta il Punto Franco. L’importante doveria eser che stia dentro il TLT.”

    Certo: partindo dall’area descritta sora, fin a slargarlo quanto che se vol.
    Scurtarlo o cavarlo dall’area del 1939 (che includi anche molo V, VI e base del VII), no xe permesso.

    Più in general, xe ciaro sempre a più persone che la nostra “miniera” de lavor de qualità no pol esser che el porto, sia inteso come traffici che come Free Zone: qualsiasi azion (specialmente se illegittima) votada a danneggiarlo o mazarlo definitivamente xe inacetabile per la cità.

  24. Avatar aldo

    @20 sergio zerial

    “non volevano scontrarsi con gli arrabbiati (con ragione) del TLT, che figurino di…”

    e bravo zerial, perchè cossa gavessi fato gli “arrabbiati con ragione” de cui gavessi avù paura compagni e camerati?

    nei anni settanta gli indipendentisti iera sai forti tra le nagane imbriaghe e sbrufone de valmaura e borgo e i me ga contà che a ste nagane più de una volta i servizi d’ordine che ga dovù insegnar la bona educazion, ma vedo che la tradizion de quele nagane xe ancora viva

  25. Avatar Tergestin

    I famosissimi indipendentisti de Valmaura e Borgo San Sergio dei anni settanta. Chi pol non ricordarli?

  26. Avatar Poldo

    @23 Movimento Trieste Libera

    “CAMERA DEI DEPUTATI – Mercoledì 18 luglio 2012.
    BOLLETTINO
    DELLE GIUNTE E DELLE COMMISSIONI PARLAMENTARI
    RISOLUZIONI
    Presidenza del presidente Stefano STEFANI. — Interviene il sottosegretario di Stato agli affari esteri, Marta Dassù.
    Il sottosegretario Marta DASSÙ, nell’esprimere il consenso del Governo sul testo della risoluzione in esame, ove il dispositivo sia riformulato arrestandosi alla parola « premessa », ricorda che l’articolo 34 dell’Allegato VI al Trattato di Pace di Parigi del 1947 prevedeva la creazione, nel Territorio Libero di Trieste, di un Porto Franco smministrato in conformità alle disposizioni contenute nello strumento internazionale costituente l’Allegato VIII al Trattato.
    Con il Memorandum di Londra del 1954, lo stato Italiano è subentrato nella titolarità delle funzioni e dei compiti sul Porto Franco al Territorio libero di Trieste. Infatti, a partire da quella data, si è impegnato a mantenere ed amministrare il funzionamento del Portoin armonia con gli artt. da1 a 20 del Trattato di Pace del 1947.
    Con il Trattato di Osimo del 1975 è stata poi definitivamente sancita la spartizione dell’ex Territorio Libero di Trieste. Il Porto Franco è al di fuori della linea doganale ma entro i confini politici italiani.
    Si tratta di un’entità caratterizzata da un regime internazionale di franchigia e, tuttavia, assorbita nella sfera delle competenze generali dello Stato sovrano.
    Posto quindi che sull’Italia grava l’obbligo internazionale di continuare a mantenere le facilitazioni doganali e normative in termini di libertà e eguaglianza che sono tipiche del regime consuetudinario dei porti franchi, osserva che, allo stesso tempo, l’obbligo non implica l’immodificabilità assoluta dei punti franchi.
    La facoltà di estendere le zone franche è infatti palesemente prevista sia dall’articolo 3, comma 4 dell’Allegato VIII del Trattato di Pace, per cui: « Nel caso in cui sia necessario di allargare l’area del Porto Franco, ciò potrà farsi su proposta del Direttore del Porto franco con decisione del Consiglio del Governo e con l’approvazione dell’Assemblea popolare », sia dall’articolo 16 del Decreto n. 29 del 1955 del Commissario Generale del Governo italiano per il territorio di Trieste per cui: « L’area del « Porto Franco » potrà essere estesa, qualora ciò sia ritenuto necessario nell’interesse del traffico e dello sviluppo economico del porto ».
    Sulla base di tali considerazioni, ritiene anzitutto corretta l’interpretazione che vede attribuire la piena disponibilità di tali zone alla potestà governativa.
    Quanto all’ipotesi di spostare o accorpare le aree franche all’interno di strutture portuali o retro-portuali, fa presente che nessuna norma dell’allegato VIII del Trattato di Pace prevede espressamente tale facoltà e nessuno spunto, inoltre, offre la lettera del Memorandum di Londra del 1954.
    Ciononostante, ritiene possibile proporre una duplice interpretazione del termine « allargare »: una, più stretta e letterale, che prevede esclusivamente la possibilità di ampliare le aree già esistenti nei luoghi prestabiliti, e un’altra, più dinamica, che include la possibilità di spostare tali zone, garantendo, tuttavia, l’uso di tali strutture portuali in condizioni di parità per tutto il commercio internazionale, come è usuale negli altri porti liberi del mondo, nel rispetto dei limiti previsti e stabiliti dall’Allegato VIII del Trattato di Pace del 1947.
    Dichiara che al Governo appare preferibile la seconda interpretazione – ovvero quella che include la possibilità di spostare le zone franche garantendo l’uso di tali strutture portuali in condizioni di parità per tutto il commercio internazionale – poiché consente l’evoluzione delle strutture portuali senza pregiudicare le funzionalità del Porto, che mantiene sempre le caratteristiche di porto franco, e quindi senza contrastare con lo spirito e la finalità del Trattato di pace e dei successivi strumenti internazionali e senza esporre il nostro Paese a fondate contestazioni da parte delle altre Parti contraenti del Trattato.
    Infine, dal punto di vista del potere decisorio (normativo od amministrativo che sia) sul porto franco triestino, ricorda che il porto franco di Trieste non ha oggi uno status internazionale, essendo del tutto sottoposto alla sovranità italiana, la quale è però limitata dalla necessità, sancita dagli strumenti internazionali sopra richiamati, di garantire la libertà di utilizzo di alcune parti del porto e delle relative strutture portuali secondo la prassi dei porti franchi, così come si è espressa la giurisprudenza italiana che ha sempre riconosciuto i punti franchi triestini come ricompresi nel territorio italiano ma qualificandoli di extradoganalità. Ne consegue che la riduzione o l’eliminazione dei punti franchi potrebbe legittimamente avere luogo solo con il consenso degli altri Stati nei confronti dei quali l’obbligo è stato da ultimo assunto con il Memorandum del 1954 e con l’accordo di cooperazione economica bilaterale siglato nel 1975 con la Jugoslavia (cui è succeduta la Slovenia).
    Per contro, altre diverse disposizioni sui punti franchi tali da non alterare la funzione del porto franco di Trieste possono rientrare nelle competenze delle autorità centrali o locali italiane conformemente al diritto interno e nel rispetto di altre norme interne rilevanti, come ad esempio quelle in materia urbanistica, ovvero di protezione ambientale.”

  27. Avatar Sandi Stark

    @ Fiora, a Menia te podessi domandarghe qualcosa per questioni de difesa personale, a Cosolini qualcossa dei contratti dei artigiani. Per tutto el resto convien rivolgerse a gente del mestier.

    Questo xe el novo candidato sindaco, de poche parole ma che el sa del porto, assai più dei ultimi due che gavemo avù. La xe anche femmina, cussì semo a posto co’ le quote rosa.

    http://imgur.com/5ObTD

  28. Avatar effebi

    attualmente chi (triestin) sta lavorando in portovecio ? chi ga interessi quotidiani ? ditte, gruppi economici…
    se pol saver ?

    xe veramente una scatola svoda o qualchidun ogi ghe sta lavorando dentro ? (e in questa situazion chi ghe sta guadagnando… ?)

  29. Avatar aldo

    @25 Tergestin

    riferiso un divertente episodio sai famoso dei ani setanta che i me ga contà: fora del Petrarca, strada blocada, de una parte el Fronte guidà da Grilz, del’altra i Colettivi, in mezo la polizia che zercava de evitar el contato, e…

    …de lato un grupo de nagane indipendentiste de borgo e valmaura che chisà come iera rivade là e i spetava la rissa, ma i gaveva un problema su cui i discuteva tra de lori: de che parte meterse? ciò, iera ‘taliani de qua come de là! dopo xe finì tuto in gnente e i xe andai via sai delusi

  30. Avatar Sandi Stark

    Ma che discorsi te fa?

    Adriaterminal xe una società olandese, la ghe paga la concession all’Ente Porto, acqua luce e gas al Comun, l’elettricità penso all’ACEGAT, la paga i dipendenti, i ormeggiatori, i rimurciadori che strassina le maone a Porto Nogaro e Monfalcon, la ghe ga pagà le gru a Midolini, la ga i conti correnti in qualche banca triestina, la ghe lassa el dazio allo Stato perchè la esporta in Italia, l’assistenza sui PC ghe farà qualche ditta de informatica, el centralin telefonico xe una ditta de la region, l’impianto de allarme sarà de una ditta triestina, el contratto co’ la vigilanza anche, le pulizie ghe le fa una cooperativa de Trieste, la ghe paga l’iscrizion alle associazioni de categoria triestine, la paga i commercialisti e chi ghe fa le paghe, la gaverà comprà i mobili de qualche parte e la compra el gasolio a Trieste, come la gaverà comprà qua i carei elevatori, i scafài e tutto quel che ghe servi.

    La gaverà pagà i idraulici, pitori e elettricisti, la comprerà le lampadine de qualche parte e i farà la spesa de cancelleria de Buffetti o de Smolars e forsi i se bevi la bira de Masè. Le navi che riva per ela paga le tasse portuali e de ormeggio, se ghe manca qualcossa le ciama i provveditori marittimi, se xe bora i ciama e i paga i rimurciadori, se xe bruto i ciama el pilota e i lo paga, se per far trasporti de camion i ciama i trasportatori. E tuti questi magna el panin nei bareti intorno del porto, i dormi in albergo se ghe servi, i anderà a pranzo e zena de qualche parte e forsi anche a putane, ma i pol anche meter i soldi nelle musine delle Ciese.

    La Finanza fa star in porto decine de persone, e xe altre famiglie che ghe vivi. Le famiglie dei dipendenti fa la spesa nei supermercati, nei bareti, i paga el mutuo o l’afitto de casa. E tuti ga conti corenti in banca, dove coi soldi delle commissioni se paga le famiglie dei impiegati. E le banche compra PC, mobili, telefoni, le ga de far le pulizie eccetera e chissà quante attività me stago dimenticando.

    Per Crismani sarà circumcirca uguale, sarà idem per la Saipem. E se Crismani ga de far riparazioni la ciama i meccanici navali e la paga i squeri, se ghe servi un container i ciama el spedizionier, che paga l’agente marittimo, che paga el Molo 7°, che paga chi fa le pulizie sul container, chi ghe fa la vigilanza, chi lo ripara, chi lo pitura, chi lo movi de qua e de là, chi lo scariga e chi lo cariga. E po’ i paga i stipendi ai marineri, ai capitani, ai meccanici e ai mozzi.

    Cussì riva i soldi in città, cussì i circola. Se ciama “settore portuale”, xe 16 famiglie che ghe vivi, probabilmente 45-50 mila persone, quasi 1/4 della città.

    No esisti altra attività economica che spartissi i soldi in giro come quela portuale (i figoni la ciamassi “filiera del valore aggiunto”).

    Conticelli, segretario de l’Autorità Portuale ga stimà che 1 € speso nel porto torna 20 volte indrio.

  31. Avatar Tergestin

    El punto xe el centrodestra se ga diviso de bruto col Dipiazza furioso, pel controllo del porto: e ogi tuto quel centrodestra che ga perso teren (Dipiazza, Menia e Antonione) xe a brazeto con la sinistra per becarse el Porto a costo de meterghe ativita’ inutili e dannose. Ma nissun dei do’ gruppi par voler altro che bori e careghe. No xe un caso se MTL e Grillini che xe quei piu’ fora dele logiche de partitismo i se opponi.

  32. Avatar Kaiokasin

    30# …ma ‘ste 3 ditte no pol spostarse in Porto Novo?

  33. Avatar Poldo

    @32 Kaiokasin

    Certo che i podessi.

    Ma per farlo se dovesi permeter che cominci i lavori previsti dal Piano Regolatore.

    E i lavori no comincia perchè l’Autorità Portuale sta *bloccando* il Piano.
    Lo ga dito a ciare lettere Boniciolli l’altra settimana.

    La Monassi ga risposto parlando de altro.

    Ma oltre de ‘ste tre ditte ghe xe anche altro. Se ciama spedizionieri, e i xe come i botegeri de ponterosso quando xe crollada la cortina de fero.

  34. Avatar Poldo

    Sta gente, dopo aver passà 50 ani a non far niente se non i suoi interessi, adesso dise che i saria pronti a far attività produttive manifatturiere de trasformazion del prodotto in transito. Te ga capì?!

    I propone in sostanza de far una Zona Indistial per sottopagadi in mezo la Città. E ghe par anche una bona idea ciò.. Anche a Camber che ga da una intervista solo per dir quel; invece per dir chi che no ga mai fato niente per il Regolamento del Punto Franco, che xe indispensabile da almeno 30 anni (de cui 26 lui li ga pasadi in parlamento..), ga dito che no vol far nomi e polemiche.. vara ti..

  35. Avatar Sandi Stark

    Figoooooon…. “zona industrial per sottopagài”. Perchè i 3-4 baristi del Marina ciaperà 4.000 euro al mese, el mariner che tira su le barche ciaperà 3.000, la mula che neterà i cessi ciaperà 2.000.

  36. Avatar GIAMPAOLO LONZAR

    @ POLDO :

    Te sugerisso de far do robe :

    1) Fà el opinionista de STAR TREK e no sta parlar de porto che xe sai mejo.
    Te go za guantà che no te capissi de tecnica
    portuale.

    2) Visto che la redazion ga scrito che i xe per la salvaguardia del dialeto triestin, domandighe se forse esisti un corso!

  37. Avatar GIAMPAOLO LONZAR

    @32 KAIOKASIN : No xe facile perchè almeno due
    gà bisogno de ormegi:
    1) Crismani gà una miniflota de mezzi maritimi
    antiinquinamento,picoli rimurciadori,etc
    più ga una sede operativa per gestirli al molo “0” ,lori gà za ciapà el sfrato dal APT e ga chiesto de andar in Canal Navigabile.
    Ma xe tuto in alto mare.
    D’altra parte i gà una sede amnistrativa in cità.

    2) ADRIATERMINAL : xe la più complessa perchè circa 25 ani fà i gà imbunì el
    bacino acqueo tra el Molo 1 e el Molo 2
    per crear la piatafoma del ADRIATERMINAL
    aver i fondai de 12,77 MT montar le grù
    e aver ale spale el pizal de deposito merci e movimentazion.

    3) Forse la SAIPEM xe la più facile ma comunque credo la devi esser spostada
    in un Punto Franco perchè me par che la operi in regime de franchigia doganale.

    Cioè tuti ziga sposta,sposta ma ghe xe dele dificoltà sogetive di non facile soluzion logistica.

  38. Avatar GIAMPAOLO LONZAR

    @32 KAIOKASIN : Me son dimenticà dei spedizionieri :

    In Porto Vecio ghe xe la stazion de le barche che fa servizio in rada de equipagi e servizio merci, circa 6 tra motobarche e maone.

    Le merci vien consegnade nei magazini doganali dei spedizionieri che pò le imbarca
    su motobarche o maone con le grù mobili e le vien consegnade in rada per sicureza,
    una volta se podeva consegnar ale petroliere
    quando le jera a l’ormegio ‘desso solo co’ no le xe operative.

    Spostar anche questo servizio no xe facile!

    Tuta sta gente che ziga sposta,sposta no se gà mai preocupà prima de che tipo de logistica vien gestida in Porto Vecio.

    Forse saria più logico divider el
    porto vecio con la cità se no se pol far rivar atività de trasformazion.

  39. Avatar Sandi Stark

    Scusa Giampaolo, in Porto Vecio iera un magazzin per i sacchi de caffè che i sta fermi anni senza che nissun li movi. Quel me sembra che el xe ancora a posto, una parte del caffè no podessi tornàr là per liberar el Porto “Novo”?

    Mi personalmente conosso decine de piccole ditte che esporta quasi el 100% della produzion, chi macchinari per far contenitori alimentari, chi esporta prodotti finiti come bustine de the e altre diavolerie. Le ga tutte dei capannoni pici, ghe servi poco spazio.

    No andassi ben metter dentro sto tipo de aziendine, che lavorassi in esenzion fiscale per tutto el loro export? No te pensi che le diveneria ancora più “competitive” e che le se podessi ingrandir assumendo gente?

    E le ditte commerciali che compra prodotti informatici e tecnlogoci in Asia, che i xe poco ingombranti, no ghe stassi ben de lavorar in un Porto Franco, cioè podendo far magazzin (che el mercato domanda) senza pagar tasse sulle merci in magazzin che l’Italia ghe pretendi a tutte le ditte?

    Le ordinassi qualche container de roba, che ghe rivassi in due settimane. No saria interessante anche per i esportatori asiatici? E no podessi darse che qua nassi un terminal de prodotti asiatici per l’export in EU?

    E dime un’altra roba: co’ la capacità de trasloco del Passante Ferroviario Sotterraneo e co’ le maone che xe el trasporto più economico, no se podessi far stoccaggio de container in Porto Vecio, che in quel Novo no xe spazio?

    E metendo a posto qualche magazin o costruindoghene novi, perchè una parte delle altre rinfuse no podessi tornar in Porto “Vecio”?

    E perchè no podessi tornar Alberti che no el voleva andar via per nissun motivo, e tanti altri spedizionieri più pici che adesso i se struca in Porto Novo in posti ancora pezo de quei che i gaveva lassà?

  40. Avatar effebi

    me domando perchè, col potenziale che esisti “dell’ausonia a est” (in termini de spazi, collegamenti, etc) se resta testardamente a guardar al portovecio con quele do banchine sofigade in mezo alla città come a un totem sacro…
    credo che anche i fioi caissi che quella locazion no xe (più) adatta, i lo gaveva za capido co i ga cominciado a far el portonovo…
    mah !

  41. Avatar effebi

    le sbaglio xe sta quel de intestardirse e butar via soldi per cercar de salvar el porto vecio e e contemporaneamente sviluppar el porto novo ( che ormai xe vcio…)
    forsi xe tempo de pensar a un porto novissimo

    o volemo romanticamente ripristinar el canal del ponterosso per scarigar spezie e tessuti… ?

  42. Avatar Antonio

    @ 36
    Voi altri invece siete tutti armatori…

  43. Avatar Poldo

    “.. esporta quasi el 100% della produzion, chi macchinari per far contenitori alimentari, chi esporta prodotti finiti come bustine de the e altre diavolerie. Le ga tutte dei capannoni pici, ghe servi poco spazio.
    No andassi ben metter dentro sto tipo de aziendine, che lavorassi in esenzion fiscale per tutto el loro export?.. ”

    E quante tonnellate de materia prima de importazion le consumassi al mese?
    E comunque queste le poderia star in un punto franco dovunque, perchè proprio in Porto vecio in mezo alla città.. per dar una man al traffico?

    “E le ditte commerciali che compra prodotti informatici e tecnlogoci in Asia, che i xe poco ingombranti, no ghe stassi ben de lavorar in un Porto Franco, cioè podendo far magazzin (che el mercato domanda) senza pagar tasse sulle merci in magazzin che l’Italia ghe pretendi a tutte le ditte?
    Le ordinassi qualche container de roba, che ghe rivassi in due settimane. No saria interessante anche per i esportatori asiatici?
    E no podessi darse che qua nassi un terminal de prodotti asiatici per l’export in EU?”

    Ma cossa se pensa che sia in quei containers che pasa in Porto Novo?
    E proprio il magazzin.. che xe la prima roba che oggi se tenta de evitar, ma proprio a tuti i costi, perchè merce ferma vol dir soldi fermi (e no quei dele tasse..).
    Xe l’idea dei botegheri, perché a lori tegnir fermo no ghe costassi niente e i pensa anche de far un “servizio”..

    “..co’ la capacità de trasloco del Passante Ferroviario Sotterraneo e co’ le maone che xe el trasporto più economico, no se podessi far stoccaggio de container in Porto Vecio, che in quel Novo no xe spazio?”

    Stoccaggio? Idem come sora.. I containers deve andar via più presto posibile, altro che stoccaggio..

  44. Avatar Antonio

    Nel 2007 il numero totale di occupati dei 3 porti regionali (Trieste, Monfalcone, Porto Nogaro) era stimato a 8243 (contando anche coloro che non lavorano direttamente nelle aree portuali). Tenendo conto che Trieste, tra questi, pesa per quasi il 90% del traffico merci, si può ritenere che gli occupati triestini siano al massimo, tra diretti e indiretti, 7500; Anversa, che ha un traffico che è 4 volte quello di Trieste, arriva a 24000 dipendenti. Nel porto di Trieste, i 5 punti franchi coprono una superficie che è 3/4 della superficie totale.

  45. Avatar Sandi Stark

    Boniciolli dichiarò in una conferenza alla quale ero prsente, che i lavoratodi del Porto di Trieste tra diretti ed indiretti erano 11.000; chiese conferma al rappresentante di un sindacato portuale che confermò.

    Nel programma elettorale di Bandelli e di Antonione, compariva una stima di 16 mila persone, proveniente da uno studio della C. di Commercio.

    Forse la stima dei 16 mila comprendeva i lavoratori di settori portuali “allargati”, che lavorano indirettamente per la presenza del porto. Ma gli 11 mila, non li ha mai smentiti nessuno.

  46. Avatar Mauricets

    buttiamo giu la ferriera, bonifichiamo, finiamo il lavoro all’ex aquila.

    questa è la via per un porto e un punto franco che funzioni.

  47. Avatar Sandi Stark

    Se sono 11 mila, ci vivono sopra quasi 40 mila persone, 1/4 dei cittadini di Trieste.

    Se sono 16 mila, i cittadini sono oltre 1/4.

    E tutti quei 40-45 mila spendono i loro soldi a Trieste, dalla baby sitter all’auto, alla casa, al supermercato, la farmacia eccetera.

    Ma ne beneficiano anche i dipendenti pubblici. Se 40-50 mila persone lasciano Trieste perchè senza lavoro, non serviranno più 5.500 dipendenti nella Sanità, 3.000 dipendenti al Comune eccetera.

    Si innesca la reazione a catena che provoca la città deserta, o quasi. Senza il porto, Trieste potrebbe essere grande come Caorle, poco più di Muggia.

    Tutte le industrie storiche di TS sono legate alle merci del porto. Calano i traffici, le industrie spariscono perchè TS è troppo distante dai mercati e dai distretti economici italiani.

    TS non ha il “Settore Primario” (agricoltura, energia e pesca). Non ha più il “Settore Secondario” (industria e cantieri). Il porto appartiene al “Settore Terziario” (trasporti). Perso il terziario industriale, o B to B, rimane il terziario per le persone.

    Badanti, baby sitter, qualche venditore d’auto, qualche agenzia immobiliare, qualche artigiano, un piccolo ospedale, qualche supermercato, qualche edicola eccetera. Come un grosso paese della provincia italiana, ma di quelli senza un’Hinterland industriale.

    Nel Nord Italia non ce ne sono, anche i paesotti di montagna hanno qualche risorsa naturale che Trieste non ha. A parte il Porto.

  48. Avatar Mauricets

    47

    Sandi Stark

    ma tutto questo certamente non avverà con il porto vecchio.

  49. Avatar ufo

    Però prova pensar che bel: Trst come Caorle, niente trafico, niente smog, postegi per tuti, strade libere per poder girar in bici. Cità di Trst la ga pasado tuto el 18° secolo contando tra le 5 e le 20 mila anime: scometo che i se conosseva tuti quanti e se saludava la matina, e i stava comodi. Chi ga bisonio de gaver dozentomila fastidiosi in giro? Xe tropi per gaver un poco de plaz intorno per respirar, e comunque no basta per eser cità, nianca per far un quartier de Chongqing o de Chennai. E pò, a giudicar de zerta zente che se incontra quà torno, el 90% de lori i xe fusi scapotai…

  50. Avatar Tergestin

    Solo col settor portual se movi TS. Altrimenti viste le condizioni in cui versa xe meio raderla al suolo dato che tra pochi anni se la godara’ solo i quatro racomandai che la sta copando.

  51. Avatar GIAMPAOLO LONZAR

    39 SANDI STARK : Non so se el deposito dei sachi esisti ancora.

    In ogni caso in tuto questo “puzzle” del PORTO VECIO nissun gà domandà a APT che daghi un elenco de tuti i concessionari che esisti ancora e che scadenza gà le concessioni, e vista la tipicità del lavor che i fà,se ghe xe sta dito dove che i li vol
    trasferir.!!???

    Che me par la roba più logica per cominciar una discussion.

    Qua te rispondi 3/4 chiericheti che fa ironia e che de come che i scrivi numeri e statistiche xe el festival del “copy & paste” e che secondo mi i sa a malapena dove che xe el porto e forse no i xe nianca mai andà dentro.

    Ghe rispondo ” no semo tuti armatori ” ma “semo tanti operatori”

    SANDI , ti te domandi perchè laboratori o simili no se gà trasferì dentro le Zone Franche,; o se sa se qualchidun gà forse domandà ,sicuro xe che questa oportunità no la xe stada oferta me fato un adeguato marketing.
    Ma su questo ghe volessi un topic a parte su come xe sta e xe gestì el porto.

    Pò in tuto questo no se sa :

    1) esisti un progeto ?
    2) vien demolì tuto o ristruturado?
    3) se vien sdemanializà ,chi diventa proprietario dell’area?
    4) se i fa abitazioni e ufici, sarà in afito o vien vendui ???
    5)Cioè quala sarà la destinazion d’uso ?

    Mi de tuto questo no gò sentor.

    Area ex Scalo merci feroviario; de chi xe la competenza?
    Ex FS ? Autorità Portuale ?
    E là cossa i vol far ??? o a chi la ghe và?

    El Comun no se sa impor per far funzionar un Parco de Miramar e un Tram de Opcina e ‘desso tutintun xe tuti esperti de riconversion portuale !!!

    Che i spieghi perchè i gà investì tuti quei
    soldi nel’ADRIATERMINAL (e no jera bomboni)
    e nela galeria de circonvalazion tra PORTO NOVO e PORTO VECIO con seguente adeguamento ai novi cari feroviari e radopio per facilitar el trafico intermodale???
    Basta questa cintura per spostar “containers”.

    O xe tuto a la TOTO’ ” e io pago !!!”

  52. Avatar Poldo

    Ma… visto che qua sembra che nesun sapi niente de niente, alora ve informo de come xe composta l’Autorità Portuale.

    Organigramma
    COMITATO PORTUALE

    Presidente APT
    Vice presidente APT
    Comandante della Capitaneria di Porto di Trieste
    Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti

    Presidente della Giunta Regionale
    Presidente della Provincia
    Sindaco del Comune di Trieste
    Sindaco del Comune di Muggia

    Presidente della CCIAA
    Rappresentanza degli Armatori
    Rappresentanza degli Industriali
    Rappresentanza degli Imprenditori di cui agli artt. 16 e 18
    Rappresentanza degli Spedizionieri
    Rappresentanza degli Agenti Marittimi
    Rappresentanza delle Imprese Ferroviarie
    Rappresentanza degli Autotrasportatori

    Rappresentanza dei lavoratori delle Imprese portuali
    Rappresentanza dei dipendenti dell’Autorità Portuale

    COMPONENTI DELLA COMMISSIONE CONSULTIVA LOCALE

    Presidente del Porto di Trieste
    Imprenditori di cui agli artt. 16 e 18 Lex 84/1994
    lavoratori dell’Autorità Portuale di Trieste
    lavoratori delle imprese portuali
    gli Armatori
    gli Industriali
    gli Agenti e Raccomandatari Marittimi
    gli Autotrasportatori
    gli Spedizionieri
    gli Armatori
    gli Industriali
    gli Imprenditori di cui agli artt. 16 e 18 Lex 84/1994
    gli Spedizionieri
    gli Agenti e Raccomandatari Marittimi
    i lavoratori delle imprese
    i dipendenti Autorità Portuale di Trieste

    Per i nomi e cognomi dei componenti basta strucar qua:

    http://www.porto.trieste.it/ita/autorita_portuale/comitato_portuale
    http://www.porto.trieste.it/ita/autorita_portuale/commissione_consultiva

  53. Avatar Sandi Stark

    Una roba che no so, xe chi pagà l’ammodernamento dalla Galleria de Cintura. I ga slargà tuti i profili e messo a norma le parti elettriche, adesso pol passar el secondo tipo de sagoma ferroviaria più ingombrante che esisti, quela che permetti el passaggio dei treni coi TIR a bordo, oltre ovviamente ai container de qualsiasi tipo.

    No pol esser costà meno de cento milioni de euro, chi ga pagà?

    Chi gaveva commissionà i lavori?

    Chi li gaveva decisi?

    Regione? Ministero dei Lavori Pubblici? Trenitalia?

    Se i gaveva fato un lavoro che no servi, no i dovessi esser indagài dalla Corte dei Conti?

    A proposito de “sdemanializzar”, no me risulta che sia possibile “sdemanializzar” una roba che no xe nianche “demaniale”.

    Prima i dovessi “demanializzarla” e po’ “sdemanializzarla”. La seconda xe facile, la prima xe cazzi amari, a meno che l’Italia no convochi una riunion de l’ONU per rifar el trattato de pase.

    Spetemo impazienti.

  54. Avatar GIAMPAOLO LONZAR

    @ 52 POLDO :

    Ti che te ga el complesso de ‘sser
    sgajo ! Te me spieghi coss’ che c’entra
    questo enesimo “copy& paste” con quel che se diseva prima !

    O te fa finta de capir dialeto triestin !

    ( Tasti se fraca no se struca !!!)

  55. Avatar sfsn

    @ ufo (49):
    ara che a Trst se conossemo tuti anche se semo 200.000 inveze che 20.000. El problema xe che se stemo tuti sule bale.

  56. Avatar effebi

    porto vecio…
    se ciamerà cusì per qualcossa….

  57. Avatar Antonio

    In Italia ci sono 60 milioni di commissari tecnici della nazionale di calcio, a Trieste 200.000 direttori di porto…

  58. Avatar sfsn

    beh,
    questo la disi longa sul fato che i triestini xe più sgai: almeno mo i se perdi drio a 11 deficenti che ghe tira piade a un balon!

  59. Avatar Tergestin

    Quanto velen su TS, caro Antonio! Peraltro no te son gnanca triestin, te dovessi fregartene no?

  60. Avatar ufo

    @52 a Poldo, manca un in quel tuo schemin: un zerto senator pregiudicato che gavemo pena scoperto che el sà ancora parlar…

  61. Avatar Sandi Stark

    Ciò, come se fa a pensar al balòn parlando de porti? Solo lori xe capaci.

  62. Avatar aldo

    @54 Giampaolo Lonzar

    “tasti se fraca no se struca!!!”

    xe coreto anche “strucar” perchè, oltre a “strizzare”, significa anche “schiacciare, pressare”: “struca boton, salta macaco”

  63. Avatar sfsn

    quoto aldo:
    difati un pigiamone xe un strucapatate

  64. Avatar GIAMPAOLO LONZAR

    @62 ALDO :

    xe coreto anche “strucar” perchè, oltre a “strizzare”, significa anche “schiacciare, pressare”: “struca boton, salta macaco”

    Questa xe l’interpretazion del DORIA/ZEPER(2000);
    ma dopo ‘ver consultà la” Akademija del Kruškovac” , atestano l’uso del “fraca boton salta makako , anche perchè “strucar botoni”
    xe più usà per campanei ( tipica impertinente molestia in uso da la mularia triestina de una volta)anche perche’doprar fracar al posto de strucar xe cacofonico.
    Difatti i morosi se struca no se fraca, o el moroseto ghe disi ala mula” strucolo mio” no
    sicuro “fracolo mio”.
    Da veci dizionari triestini 1800/1900
    Kosevitz ,Rozman(Rosamani per i fassisti) e Pinguentini.
    🙂 🙂 🙂

  65. Avatar Poldo

    “Dei, don’t do the mona. Struk the boton.”

    Deve diventare “Frack the boton.”

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