14 Maggio 2012

Su Udine si abbatte l’uragano Metallica: il Black Album live

Alla fine è arrivato l’uragano ma non quello che tutti si aspettavano; il meteo, nonostante nefaste previsioni, è stato incredibilmente clemente fatta eccezione per temperature tutt’altro che primaverili. L’uragano che è arrivato sullo stadio Friuli è un’impressionante tempesta sonora che ha spettinato le chiome dei 40.000 che ieri hanno affollato lo stadio “Friuli” per assistere all’unica tappa italiana dell’attesissimo tour mondiale dei Metallica.

Chiome talvolta rade o canute perché i Metallica con questo tour hanno voluto celebrare quella che è stata la loro età dell’oro, i primi anni 90, e quel “Black album” che rappresenta la vera e propria pietra miliare della loro corposa produzione discografica. Un’età dell’oro che è richiamata anche dai visual di apertura del live: sui megaschermi posti ai lati di un palco sterminato scorrono infatti le immagini de “Il buono, il brutto e il cattivo” di Sergio Leone, accompagnate dalle note morriconiane de “L’Estasi dell’Oro”, l’intro che praticamente da sempre apre le loro esibizioni live.

Per poche band un singolo album ha rappresentato ciò che il Black album ha rappresentato per i Metallica. Se sei un appassionato di musica e non frequenti i territori del metal è assai probabile che tu abbia comunque ascoltato il Black album, un lavoro che ha contribuito da un lato a portare la fama dei quattro horseman al di fuori della nicchia del genere, e dall’altro a consacrarli come dominatori incontrastati della loro scena, un lavoro capace di codificare stilemi, suoni e liturgie di un genere. Niente di strano quindi che dopo una scelta un po’ così come quella di mettersi in studio con un illustre dinosauro come Lou Reed, la band californiana abbia voluto incentrare il proprio tour sui classiconi del passato, tanto poi è quello che la gente ti chiede quando sali su un palco.

Una cavalcata coinvolgente quella vista domenica sera a Udine, sorretta da volumi mostruosi, resi ancora più pressanti dalla copertura della tribuna che imprigionava i bassi e li amplificava; già al secondo pezzo, una tiratissima Master of Puppets, in tribuna stampa scatta il primo head banging. Ma è su The Struggle Within, primo estratto del Black Album, che i Metallica ingranano la quarta e cominciano a macinare sassi in un susseguirsi di inni che il pubblico scandisce parola per parola, accordo per accordo.

Così come in scaletta vengono riproposti tutti i pezzi del Black Album, parimenti il live ricalca l’impostazione del tour che portò per la prima volta negli stadi queste canzoni nell’estate del ’92, con la riproposizione dello snake pit, una bolgia infernale racchiusa all’interno di una passerella che si protende come un trampolino sul mare dei 40.000 del Friuli, il privilegio riservato ai fan più accaniti di vedere il live da “dentro” il palco.

Unforgiven alterna una strofa carica ed enfatica ai toni più lievi del ritrornello e segna l’inizio di uno sprint finale obbligatoriamente riservato a Enter Sandman, pirotecnica nell’unisono di chitarre ed anche nelle coreografie. C’è spazio per i doverosi bis, in uno spettacolo che si infiamma di fuochi d’artificio, esplosioni, bagliori laser a fendere il cielo e vampe infuocate che promanano dal palco, i cavalieri dell’apocalisse stringono un abbraccio col pubblico che si conclude a luci accese, per consentire a tutti di guardarsi intorno e prendere coscienza dell’oceano umano che li circonda.

(ph.: SIMONE DI LUCA/AZALEA PROMOTION.)
 
 
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4 commenti a Su Udine si abbatte l’uragano Metallica: il Black Album live

  1. Avatar capitano

    L’album del tradimento metallaro.

  2. Avatar Maximilian

    Si sono diventati più commerciali ma chi non lo ha fatto?

  3. Avatar piesse

    concerto spettacolare!

  4. Avatar Lore

    Io non c’ero ma ci sarei voluto un sacco andare. Amici me ne hanno parlato strabene… E’ vero che il Black Album è il disco del tradimento, ma i Metallica dal vivo hanno sempre qualcosa da insegnare. E poi quanto spesso si vedono a Udine concerti del genere???

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