21 Marzo 2012

2012: cosa pensiamo degli sloveni in Italia?

In questi giorni è andata online una iniziativa di raccolta opinioni su cosa vuol dire essere sloveni in Italia nel 2012. La campagna di comunicazione partecipata è promossa da Skgz e ha sollevato qualche polemica su Facebook e su Slomedia, un sito di news della comunità slovena.

Skgz è una delle principali organizzazioni “ombrello” degli sloveni in Italia. La campagna durerà alcune settimane con una serie di domande poste all’opinione pubblica in sloveno e in italiano ed è stata progettata e curata dall’editore di Bora.La (Nativi) e da Noiza.  L’obiettivo della campagna è raccogliere ‘senza filtro’ il più ampio spettro di opinioni sul presente e sul futuro degli sloveni in Italia – non per costruirne una ricerca scientifica, ma per passare in rassegna tanti analisi e umori di tutti quelli che vivono in un territorio composito e complesso come il Litorale. La campagna vuole sentire gli sloveni (e così c’è un banner solo in sloveno sul sito del Primorski Dnevnik), gli italiani al 100% e quelli che, per vari motivi, si sentono misti o nè da una parte e nè dall’altra (e così ci sono due banner, uno in italiano e uno in sloveno su Bora.La).

La prima domanda posta al pubblico, che precede altre da servire nelle prossime settimane, è riassunta dai banner: “Kaj ti pomeni biti Slovenec v Italiji?” ovvero “Essere sloveni in Italia? Cosa significa per te?”.

La domanda posta in italiano su Bora.La si è meritata un editoriale di Slomedia, “Portal slovencev v Italiji”, cioè “Portale degli sloveni in Italia”. La critica che emerge è sintetizzata da un passaggio che tradotto suona in una domanda retorica e stizzita: «Perché chiedere a un vicino di casa suggerimenti e proposte sul proprio futuro […] ?».

L’irritazione è condivisa da Igor Gabrovec, consigliere regionale, primo commentatore del dibattutissimo articolo di Slomedia: «Senza parole, degno di una seria riflessione e probabilmente anche di una sincera discussione (interna)».

Su Bora.La il banner in italiano proposto al pubblico è, percentualmente, uno dei più cliccati della storia del sito (secondo in assoluto).

Su Facebook, Vile & Vampi hanno proposto una umoristica rivisitazione della campagna: la campagna di Skgz questa volta parla giapponese probabilmente per interrogare gli abitanti di Tokyo a proposito degli sloveni in Italia…

Insomma, è ancora difficile parlare di noi stessi e di chi siamo, in un’Europa aperta e nel nostro territorio di confine tra tanti diversi, in un periodo di tumultuoso cambiamento: di identità, economia e relazioni.

Per saperne di più della campagna di Skgz:

Vai alla domanda in sloveno
Vai alla domanda in italiano
Vai sulla pagina Facebook di Skgz
La polemica su Slomedia

53 commenti a 2012: cosa pensiamo degli sloveni in Italia?

  1. sfsn ha detto:

    veramente se fraco su “vai alla domanda in sloveno” e “vai alla domanda in italiano” vien comunque in italian…

  2. Piero Budinich ha detto:

    Vorrei che Skgz ci facesse sapere quando e dove saranno pubblicati i risultati dell’indagine. Sarebbe più stimolante per chi partecipa. Comunque un’indagine con una sola domanda aperta e nessuna per definire le caratteristiche dei partecipanti non ha nessun significato statistico. E’ peccato sprecare un’occasione simile.

  3. Macia ha detto:

    Ho provato a fare il questionario, in italiano. Ma la prima domanda è: “Cosa vuol dire per te essere uno sloveno in Italia? Racconta la tua esperienza”. E francamente non mi pare abbia senso, non essendo sloveno.

  4. effebi ha detto:

    “L’obiettivo della campagna è raccogliere ‘senza filtro’ il più ampio spettro di opinioni sul presente e sul futuro degli sloveni in Italia – non per costruirne una ricerca scientifica, ma per passare in rassegna tanti analisi e umori di tutti quelli che vivono in un territorio composito e complesso come il Litorale”

    la Padadia esisti percè ghe xe el grana Padano…
    el Litorale (con la L maiuscola) esisti perchè…!?

  5. effebi ha detto:

    per dirla più “forbita” visto che se tratta de un sondaggio serio voludo da una orghanizzazion seria (Skgz):

    “Gli sloveni che vivono in Italia, vivono nella provincia di Trieste, in quella di Gorizia e in altre provincie riconosciute ? …o vivono nel >Litorale< ?"

  6. effebi ha detto:

    A chi si è rivolta la Skgz ? agli abitanti delle province (TS-GO…) oppure alla “popolazione del Litorale” ?

  7. effebi ha detto:

    non trovo sul sito ufficiale della Skgz nessuna notizia su questo sondaggio

  8. ufo ha detto:

    effebi, qual sarìa la diferenza?

  9. EdTv ha detto:

    le domande saranno 4 distribuite
    lungo due mesi circa.

    l’obiettivo dell’iniziativa non è un’indagine statistica, l’obiettivo è una raccolta di testimonianze online usando la formula del questionario.

    Litorale è un termine che Milic utilizza spesso, e non a torto. Skgz non lo usa, Skgz usa “sloveni in italia”.

  10. EdTv ha detto:

    ma le minacce di Gabrovec? nessuno le nota?
    e la bontà di un’iniziativa di comunicazione come questa?
    Sempre tutto merda?

  11. sfsn ha detto:

    dopo Lojze venezian adesso gavemo Edoardo de Treviso?

  12. EdTv ha detto:

    dopo Lojze venezian adesso gavemo Edoardo de Treviso?

    Treviso litorale

  13. alpino ha detto:

    ottimo:
    Alpino da Padova
    Luigi (il veneziano)
    Edoardo da Treviso!
    manca un de vicenza ahah

  14. ufo ha detto:

    EdTv, forsi ‘minacce’ el xe un poco sagerà come termine… no xe miga che el ga dito che li speta soto casa?

  15. dimaco il discolo ha detto:

    sinceramente no la capisso gnaca mi la domanda. credo che la doveva eser più specifica e mirada

  16. enrico maria milic ha detto:

    # 2
    abbiamo corretto l’errore del link. grazie per la segnalazione.

  17. dimaco il discolo ha detto:

    son curioso de saver se il banm vien dà sula mail o sul’ IP 🙂 curiosa sta aparizion de sto novello trevigian. alpino xe de gorizia ma sta a padova.

  18. effebi ha detto:

    10 ufo grazie ma, anche se capisso poco de sloven, quel me par l’articolo del primorski sul resoconto dell’incontro budin possamai e no la presentazion del sondaggio Skgz sul sito Skgz
    o no !?

  19. effebi ha detto:

    11 edtv “Litorale è un termine che Milic utilizza spesso, e non a torto. Skgz non lo usa, Skgz usa “sloveni in italia” …e non a torto…

    in ogni caso Skgz ha ufficializzato questo “suo” sondaggio ? dove ? quando ?

  20. enrico maria milic ha detto:

    #effebi

    Skgz ha pubblicizzato questa campagna sulla sua pagina Facebook.

  21. effebi ha detto:

    …pagina facebook !!??
    ah beh..

  22. Sara Matijacic ha detto:

    1. C’era davvero bisogno di polemizzare? Ho sentito solo l’opinione dei “veci”. Vorrei capire cosa ne pensano i giovani sloveni.
    2. nella versione cartacea del Primorski di oggi c’è un articoletto dedicato al questionario. 🙂
    3. ogni volta che vedo la foto di vile e vampi rido come una scema.

    Piccola considerazione personale:
    Oggi ci sono e in futuro ci saranno molti ragazzi italiani o italo/sloveni (io ad esempio) che hanno frequentato scuole e hanno amicizie slovene. Sarebbe interessante capire qual’è il loro rapporto con la comunità slovena.

  23. Bibliotopa ha detto:

    Scusatemi, ma io sarò un tantino limitata e non ho capito bene: la domanda , che sia in italiano o in sloveno, sembra essere, per ora “Essere sloveni in Italia: cosa significa per te? Facci un esempio della tua vita. ” e quindi ha senso che a rispondere sia solo uno sloveno , italofono o slovenofono che sia. E mi sembra anche interessante.

    Vorrei dire, anche, indipendentemente, sembra, dall’essere cittadino italiano o cittadino sloveno, purchè vivente in Italia. in Italia tutta? o solo qua vicino al confine?

    Invece la domanda posta nell’articolo è ben diversa:” cosa pensiamo degli sloveni in Italia” e qua ovviamente l’opinione può esser espressa da tutti: si intende poi Cosa si pensa in Italia degli sloveni ( di quelli che vivono in Italia o di quelli in Slovenia)? o Cosa si pensa( qua e altrove) degli Sloveni cittadini o residenti in Italia? che potrebbe voler raccogliere un’informazione sulla conoscenza dapprima e sul modi di esser percepita, dalla maggioranza in Italia, della comunità slovena

  24. effebi ha detto:

    “Essere sloveni in Italia: cosa significa per te? Facci un esempio della tua vita. Come pensi debba cambiare la comunità slovena in futuro?”

    Sara, vedo difficile che quei giovani che ti te descrivi rispondi a questo questionario che -sembra- diretto solo ai sloveni che vivi in Italia (…e non nel Litorale)

  25. Tergestin ha detto:

    Quante inutili paranoie del kuraz, per quatro domande.

  26. effebi ha detto:

    quattro domande ? ma no iera una…? 🙂
    capisso sempre de meno, tergestin ti te ga risposto ? come italian ? come sloven o come… tergestin ? 🙂

  27. effebi ha detto:

    kuraz cossa vol dir ? xe in litoralniko ?

  28. Srečko ha detto:

    Di come debbano vivere gli indiani d’America, non possono decidere gli altri cittadini americani. Tutt’al piu’ possono raccontare di come vedono gli indiani.

    Sara Matijacic

    Le polemiche sono dovute, perche’ sono conseguenza del fatto che SKGZ e’ uscita con la tesi che gli Sloveni viventi in Italia non dovrebbero piu’ sentirsi sloveni, ma italiani di lingua (anche)slovena, se tiro il sunto…
    Mi sembra molto ose’, quindi il vespaio se lo sono cercati!

  29. effebi ha detto:

    dove si trova questa tesi ? su facebook ?

  30. ufo ha detto:

    @20 Sì, te ga razon ti – me son corto due secondi dopo gaver fracà invia. Remengo al mio dito tropo veloce, dovrò meterghe qualcossa che freni un poco.

  31. Vekoslav ha detto:

    Correggo il commento di Srečko:

    L’SKGZ ha affermato (traduzione letteraria):

    “Lo spirito sloveno e’ spesso cosiderato con connotati eccessivamente nazionali. La mitizzazione delle radici slovene e della slovenita’ in se inserisce spesso tra noi e uno sguardo aperto al futuro un muro.”

    Dobbiamo impegnarci nella ricerca di ulteriori valori della nostra comunita’ che ci diano la possibilita’ di essere nel centro degli avvenimenti. La convinzione etnica della slovenita’ lasci quindi parte a una convinzione di cittadinanza che e’ senz’altro piu’ opportuna per il futuro che ci aspetta.

    L’Unione Culturale Economica Slovena e’ un’organizzazione APERTA che rappresenta gli sloveni in Italia e che considera l’identita’ come un processo, nel quale trovano la propria fusione il senso d’appartennza al proprio popolo di origine e un’interazione (culturale, economica e sociale) con gli altri fattori nella Regione FVG, in Slovenia e nello spazio europeo piu’ ampio (in specie nelle aree di minoranza).

    La mission dell’SKGZ e’ quindi vissuta e considerata come un valore aggiunto alla pluralita’, lo sviluppo e del benessere non solo della comunita’ minoritaria slovena, ma di tutta la realta’ della regione autonoma Friuli Venezia Giulia.

    http://www.slomedia.it/duh-slovenstva-je-veckrat-pretirano-nacionalno-naravnan

  32. (nonno) ciano ha detto:

    @33

    interessante. mi sembra una posizione simile a quella espressa dall’UI in Croazia e Slovenia e piuttosto distante dalle posizioni SVP ad esempio…

  33. Igor Gabrovec ha detto:

    Nessuna “irritazione” da parte del sottoscritto. Continuo a sostenere che questioni come la percezione del senso di appartenenza nazionale, del concetto di “slovenità”, della sottile differenze tra promozione della multiculturalità e assimilazione, la cura delle radici culturali e nazionali come valore o come peso, la differenza tra orgoglio nazionale, patriottismo e nazionalismo, etc. sono tutti argomenti che “valgono una seria riflessione e probabilmente anche di una sincera discussione (interna)”. Credetemi che da “prodotto” di un matrimonio misto ne so qualcosa.
    Nessun attacco a nessuno. Oppure dobbiamo essere come le foche quando battono le pinne felici del bocconcino regalato?
    E comunque, per quel che mi riguarda i problemi sono ben altri, purtroppo.

  34. Katja ha detto:

    i problemi sono ben altri ma è comunque interessante la prospettiva originale ed efficace dal punto di vista della risposta comunicativa di riflesso sociologico data da e attraverso i media interattivi… però sinceramente il ”temino” non go ancora avudo voia de scriverlo oprosti…;-)

  35. Vekoslav ha detto:

    @35

    Penso sia normale considerare due status nettamente differenti: i tedeschi in alto adige sono in maggioranza, gli sloveni in italia e gli italiani in slovenia e croazia sono minoranza.

    Ho notato che molti sloveni a trieste si confrontano molto con il SVP, ma mi sembra al quanto assurdo, insomma, non me ne vogliano, ma abbastanza ridicolo.

    Per non parlare di certe persone che, ho notato, si auspicano delle linee politiche simili alle linee Basche. Una linea politica di tensioni, sangue, morti e autobombe?

  36. (nonno) ciano ha detto:

    @38 grande vekoslav, è vero. Però mi sembra che minare l’identità alla UI e SKGZ porti all’assimilazione. Meter bombe o romper le bale alla SVP no.

  37. Sandi Stark ha detto:

    Igor, se te son fio de un matrimonio misto, penso che te capirà sta domanda:

    “Perchè un bilingue perfetto dei dover sceglier se far una scola slovena o una scola italiana?”

    Per chi no sa, el “bilingue perfetto” xe una persona che ga imparà contemporaneamente due lingue dai propri genitori, e che xe in grado de pensar in entrambe le lingue.

    Oltre i bilingui, xe i trilingui e i quadrilingui. A Gorizia xe gente che in famiglia ga el furlàn, el sloven de la primorska el gorizian come lingue madri. E dopo i ga el sloven e l’italiàn letterario a scola.

    Mi gavevo conossù un picio quadrilingue de 3-4 anni, sloven, italian, tedesco e francese perchè due nonni iera de fora e ognidun ghe parlava ne la propria lingua.

    Perchè bisogna dover sceglier, e perchè i biingui opta per el sloven?

    A mi i me ga dito per evitar l’assimilazion, e posso anche esser d’accordo.

    Ma perchè no se vol far scole bilingui? Perchè no se tenta de far el multilinguismo, ossia che tutti quei che abita una zona mista conossi le lingue dei altri, e che le sia tutte equiparade e allo stesso livel, che le sia nei documenti (come iera una volta)?

    Perchè no cominciar a insegnar in qualche scola triestina, 4 o 5 lingue cominciando de l’asilo se no dal nido? El multilinguismo slarga la base dei parlanti, l’obiezion de l’assimilazion no sta più in pie.

    Perchè a Klagenfurt i xe capaci de far una scola 4 lingue (ted-slo-ing-ita), perchè a Borgnano xe una scola trilingue col metodo Steiner, perchè ghe ne xe in Lombardia, in giro pel mondo e qua no?

    Perchè tutte le opzini che xe a Trieste, te porta a schierarte de una o dell’altra parte?

    Vedi ad esempio el sondaggio de l’SKGZ, o italian o solven; se uno se senti tutti e due, el devi per forza sceglier una lingua. Ma uno, no pol sentirse carsolin, sloven de Trieste, triestin, serbo, furlan, istrian o anche marzian, se el vol? Perchè bisogna finir “de qua” o “de là”?

    Mi go le mie teorie, ma volessi veder cossa pensa un pochi de bilingui.

  38. luftanze ha detto:

    @40 Sandi, te ofro la mia esperienza personale e limitada al mio caso (no me sogno de parlar per i altri) de “prodotto” de matrimonio misto (italian/sloven) e perseverator pecaminoso in questa tendenza (mia moglie la xe meza tedesca e meza svizzero-francese) e da qualche ano vivo felicemente in Slovenia(piu’ vizin a LJ che a TS). Saro’ eternamente grato ai miei veci che i me ga fato studiar n’tele scole slovene a TS. El fato de gaver studiado in una scola con lingua d’insegnamento slovena no me ga impedido de poder atinger a tute e due le culture e lingue de origine, anzi. El punto xe che a scola no se studia SOLO la lingua, ma ANCHE la cultura, e se un picio no vien suportado dai genitori ANCHE in questo, qualche problemin o adiritura rifiuto lo podra’ gaver. far scole con misioti de lingue podesi eser una soluzion agiuntiva, ma dato che xe gia’ definido per lege che la comunita’ Slovena in Italia la ga dirito ale sue scole e ala coltivazion dela sua cultura, cavar via un simile valor agiunto me paressi una monada. Speso i genitori vol meter el picio in scola slovena con tuti i boni propositi de darghe una marcia in piu’ ma senza renderse conto che no xe solamente un corso de lingua.E in questo bisogna capir chi se preocupa dela qualita’ del insegnamento in clasi dove una percentuale alta de pici no capissi de cossa se parla per una semplice ragion de lingua. Per fortuna i pici solitamente xe sai veloci n’tel imparar (lo vedo per esperienza propria, dove a casa se parla in diverse lingue).
    Poi, per carita’ mi son del idea che un pol sceglier nela vita ( o anca no ga bisogno), ma me par de capir che tanta gente tendi a semplificar guardando ad esempio i cognomi (senza renderse conto che el cognome svela solo meta’ dell’origine direta), o la lingua che un parla. tanta gente ancora no capissi la diferenza tra cittadinanza e nazionalita’, figuremose…poi, in altri casi la discendenza vien percepida come un sacro dogma, tirando in balo radisi ed origini. Peca’ che co se chiedi de definirle, ‘ste benedete radisi nisun riva a vignir fora con una spiegazion acetabile per tuti…eeeh, viva l’A e po bon!

  39. Anonimo Multiforme ha detto:

    # 40
    sandi stark.

    tutto giusto, son d’accordo.

    ma cossa te speti, che rivi el padreterno e fazi sta scola?

    la gente devi moverse… no spetar sempre che “qualchidun” fazi.

  40. capitano ha detto:

    “Essere poveri oggi. Cosa significa per te?”

  41. Sandi Stark ha detto:

    @41 varda che un’eventuale scola bilingue, no ghe cava niente a nissn. Xe vari metodi didattici, ciolemo ad esempio quel che in USA vien doprà per le comunità anglo-ispaniche. Semplicemente, se dividi le materie in modo circa paritario, e ogni insegnante parla sempre la propria lingua su libri de testo in lingua. Tutto qua.

    In caso de scola trilingue, quadrilingue eccetera, funziona allo stesso modo.

    Le ricerche ga scoperto el numero massimo de lingue che i fioi pol imparar contemporaneamente, se tratta de 7 lingue. No perchè i fioi no possi imparar de più, ma perchè no i iera rivai a trovar un posto dove le famiglie parlassi più de 7 lingue (succedeva in Canada).

    Evidentemnte, se un fio impara una lingua non materna, no xe come uno che impara la lingua materna, o una lingua assai “vicina” a quella materna (“dialetto”-“lingua letteraria”).

    Per questo convien cominciar prima possibile, e cioè in asilo e anche al nido. E no saria sbaglià farlo anche fòra. Ad esempio i “sloveni” de Trieste cambia codice con i “ospiti” nei suoi circoli e associazioni, i passa al triestin. Inveze secondo mi i dovessi parlar in sloven e dopo tradùr, se no ghe costa tropa fadiga.

    Ma se i fazessi almeno le comunicazioni scritte bilingui, i iutassi i “altri” a imparar e conosser un poco de sloven. E no xe solo i parlanti sloven a Trieste, xe i serbi che sta fazendo una bella minoranza, e no digo de insegnar in cirilica, ma almeno in croato, e de cominciar co’ una scola.

    Saria anche el tedesco, con la minoranza 3/4 espulsa e 1/4 assimilada, e una volta tutti i triestini saveva tedesco. Questa “presenza” vien ignorada, ma sia el triestin che el carsolin specie da Divaccia a Dolina, i sembra pieni de “prestiti” tedeschi, o meio viennesi.

    Come disevo, se a Klagenfurt i xe passai dal bilinguistmo al trilinguismo e adesso i va verso el quadrilinguismo scolastico, perchè qua no? Che motivo ga i carinziani, de insegnar italian? No i ga minoranze, xe la lingua del paese confinante e ghe sembra giusto insegnarla.

    Se un giorno tutti (o tanti) quei che abita una zona mistilingue conosserà le lingue dei altri, el nazionalismo linguistico perderà importanza. Uno sarà libero de sentirse quel che el volerà per motivi affettivi, culturali, storici, politici o come che ghe par e piasi.

    Un bilingue perfetto o un trilingue no sarà costretto a sceglier una “nazionalità”, el poderà coltivar se el volerà, la propria identità multilingue, multinazionale, el poderà sceglier tra una o l’altra, el poderà far quel che ghe starà ben.

    El multilinguismo slarga la base dei parlanti, la paura de l’assimilazion no sta in pie, come obiezion.

    Se no se fa xe per altri motivi, el mio scopo xe de indagar su questi motivi.

  42. Sandi Stark ha detto:

    Anonimo, manca poco per farla, qualchidun sta za imbastindo el programma. No xe grosse difficoltà pratiche, xe fondi europei e anche programmi per el scambio de insegnanti in lingua madre. Bisogna trovar i locai, esser sicuri de averli per tot. anni e trovar un numero sufficiente de genitori.

  43. Rupel ha detto:

    mi gó lepagelle de mio papá de quando andava a scola ancora sotto l ´Austria. A quel tempo ghe jera l ´insegnamento del tedesco, sloven e italian. Pertanto penso che le persone, che se credi intelligenti, faria ben a farghe studiar ai propi fioi queste lingue tenendo conto della vicinanza della Slovenia e Austria. Mi che de lingue ghe ne parlo 7 gó solo vantaggi de ció e digo sempre benvenga il bi o il trilinguismo se se pol anche il settelinguismo

  44. Rupel ha detto:

    @ 40
    a TS no se pol far scole multilinguistiche perché ge se forze politiche che no vol. A questi signori bisogna dirche: vení só dell´albero, butté via l´elmetto perché la guerra xe finida 47 anni fá, so che xe una impresa molto ardua farghe capir stá roba anche perché i stá ancora difendendo il piave ei canta la canzone ” non passa lo straniero “

  45. Bibliotopa ha detto:

    per Rupel anche mi go le pagelle de mio papà, mio nono e mia nona a Trieste soto l’Austria: italian lingua de insegnamento, tedesco per tutti come seconda lingua e per mia nona anche un poco de francese. Sloven per nissun.Se vedi che le scole no iera precise per tuti.

  46. sfsn ha detto:

    perchè esisteva le scole con lingua de insegnamento slovena, dove che se imparava anche tedesco e un poco de francese.
    Comunque secondo mi le scole AU nel Litoral iera condizionade dal fato che ghe iera due forti nazionalismi antagonisti presenti (vedi Vivante, Iredentismo adriatico), per cui no fa testo. Adesso so che digo un’eresia che tuti me salterà dosso, però secondo mi el sistema scolastico migliore in una zona de frontiera iera quel jugo nei anni ’70, dove nele scole slovene e croate dela zona de confin e del Istria i gaveva lingua de insegnamento slovena o croata + 4 ore (me par) de italian e altre 4 de una lingua straniera

  47. boris ha detto:

    Ho la fortuna di appartenere ad una generazione che non ha dovuto lottare per la sopravvivenza della lingua madre, lo sloveno, per cui la mia visione sulla nazionalità slovena è fortemente influenzata da questo fattore.
    Per me essere sloveno in Italia significa essenzialmente un bel colpo di fortuna. La nazionalità è come la paternità…non si sceglie. Avere la fortuna di essere sloveni in Italia e quindi bilingui porta molteplici vantaggi su tutti i fronti. Potersi relazionare, anche in ambito lavorativo, con entrambe le comunità linguistiche è indubbiamente estremamente vantaggioso. E’ comunque ovvio che non mi fermo alla “convenienza” ma vado ovviamente orgoglioso della mia cultura e cerco nel mio piccolo di coltivarla.
    La presenza della cultura slovena (ma anche friulana, tedesca…) sul territorio italiano dovrebbe essere sempre considerata come puro e semplice arricchimento per TUTTI ed è quindi nostro dovere coltivare assiduamente questa nostra cultura e farla anche conoscere rispettosamente a quella maggioranza che lo desidera, per arginare quell’ignoranza in materia che solitamente fa percepire una cultura diversa come minaccia e non come arricchimento.
    La seconda parte della domanda inerente il futuro della comunità slovena la reputo alquanto retorica in quanto, a mio parere, mira ad evidenziare la volontà di porre fine alle DUE fazioni politiche slovene che da sempre esistono. Questa “separazione in casa” risulta oggigiorno obsoleta e anche se i vecchi “rancori” sono duri a morire sono convinto che le nuove generazioni, che non sono più influenzate dal passato, sapranno riunificare anche politicamente la nostra minoranza.
    A voler essere proprio sinceri fino in fondo reputo comunque questo sondaggio un puro e semplice “viral marketing” della stessa associazione per autopromuoversi… e tutte le polemiche sorte in merito non fanno altro che confermarlo…. 🙂

  48. Mihec ha detto:

    @50
    non so cosa significa “viral marketing”, ma sono pienamente d’accordo con quanto scritto da te.

  49. Robi matonela ha detto:

    Prima de tuto i sloveni dovessi meterse dacordo tra de lori e finirla de pianzer el morto. La guera xe finida 70 ani fa e qualchedun vivi ancora in quel periodo. De la parte italiana xe uguale.
    Mi digo che xe ora de finirla. Rispeto reciproco ghe vol. No conossevo sta SKGZ, ma la me sta diventando simpatica.

  50. boris ha detto:

    ecco…Robi matonela ga spiegà molto ben cosa vol dir “viral marketing”… con la frase: “No conossevo sta SKGZ, ma la me sta diventando simpatica.”
    …non conosceva qualcosa che grazie a tutto sto scalpore del sondaggio ha avuto modo di conoscere… 🙂

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