19 Gennaio 2012

Alla Ferriera mancano i soldi. Mille lavoratori in strada dal primo febbraio?

La Ferriera, secondo Giulio GMDB (Flickr)

Mancherebbero 46 milioni di euro (secondo il Primorski Dnevnik) che il gruppo Lucchini deve trovare entro il primo febbraio per poter tenere aperto lo stabilimento. Altrimenti, entro quella data, gli impianti della Ferriera di Servola si fermeranno.
AdnKronos riprende le parole dell’amministratore delegato Marcello Calcagni, proferite nel corso di un incontro svoltosi in Prefettura con Rsu e rappresentanti di Cgil Cisl e Uil. Sono pertanto a rischio un migliaio di posti di lavoro, tra dipendenti diretti della Ferriera e indotto. Le organizzazioni sindacali hanno preannunciato manifestazioni di protesta.

Qua sotto il servizio di Antenna3:

24 commenti a Alla Ferriera mancano i soldi. Mille lavoratori in strada dal primo febbraio?

  1. Maxo ha detto:

    Ma come? Manifestazioni in tutta Ts per far chiudere la ferriera,scioperi della fame,e,,cee.ed ora qualcuno si scandalizza se 1000 lavoratori finiranno per strada? Mah.

  2. Euroscettico ha detto:

    …e per notizia pure la Schelecker fallisce
    http://www.spiegel.de/

  3. Trieste 19 – 01 – 2012

    Il Sito della Ferriera di Servola potrebbe avere un futuro radioso Portuale,
    ma purtroppo le problematiche relative a banchinamenti e dragaggi
    almeno per il momento non consentono di poter cogliere questa opportunità.

    Per guardare serenamente al nostro futuro e far si che la nostra Portualità possa recuperare un significativo ruolo sulle scene dei Traffici Internazionali per rilanciare economie ed occupazione nei nostri territori, bisognerebbe essenzialmente metter mano ad alcune farraginose Normative.

    Normative che nel nostro Paese regolano:

    1. La discarica di materiali inerti per poter recuperare ampi spazi al mare.

    2. Le bonifiche ed il possibile recupero dei Siti inquinati.

    3. L’esecuzione dei dragaggi dei fondali di banchine e canali.

    4. La gestione dei fanghi di dragaggio, e che sono attualmente fonte d’interminabili contenziosi e che di fatto stanno notevolmente condizionando in termini di tempi e costi la pianificazione e la cantierizzazione delle grandi opere di cui il nostro Paese avrebbe invece assoluto bisogno.

    Forse sarebbe il caso che finalmente il nostro Paese adottasse anche “le Normative Comunitarie” che favoriscono lo sviluppo e la crescita delle economie e non soltanto quelle che lo penalizzano.

    Normative Comunitarie che di fatto hanno consentito la realizzazione ed il continuo attuale sviluppo di realtà Portuali come “di Rotterdam – Amburgo – Brema – Wilhelmshaven – Portsmouth – Londra – Felixstowe – Le Havre – Algeciras – Fos” che non si possono certamente considerare sbocchi al mare naturali, poiché sono stai creati artificiosamente dall’uomo con notevoli opere “di recupero di siti – inquinati – sbancamenti – interramenti – e continui dragaggi dei fondali per renderli adeguati alle crescenti esigenze dei vettori marittimi.

    Quindi per concludere penso che il futuro dei nostri Siti inquinati e della nostra Portualità sta in buona parte nelle mani del legislatore poiché i finanziatori in presenza di regole certe anche si trovano, prova ne sia l’apprezzabile proposta d’intenti elaborata dalla cordata Unicredit/Maersk per creare nei nostri litorali un Superporto, operazione che purtroppo per le citate farraginose nostra Normative sembra sia svanita nel nulla come una bolle di sapone.

    BRUNELLO ZANITTI Giuliano

    Nb. Approfondimenti e suggerimenti in merito si possono trovare anche visitando
    Il mio Sito
    >>> sistemi-di-banchinamento.jimdo.com

  4. sergio ha detto:

    E’ giusto che la ferriera chiuda, cosi si può recuperare l’area su cui costruire fabbriche non inquinanti per dare lavoro a più di 1000 persone, ma per questo ci vogliono persone capaci, che noi purtroppo non abbiamo da molti decenni, i nostri politicanti hanno mandato in malora la nostra città, e purtroppo la stanno mandando sempre più, bisogna cambiarli !!!!

  5. lorenz ha detto:

    di nuovo?

  6. stefano ha detto:

    avendo lavorato in ferriera posso solo essere solidale con chi mette a repentaglio la propia vita per vivere.Purtroppo ci ritroveremo con un altro enorme sito inquinato che porterà l’immobilismo della zona per parecchi decenni.

  7. Dario Predonzan ha detto:

    Forse che adesso quel sito non è già inquinato (e inquinante)?

  8. Paolo Geri ha detto:

    #4. Sergio

    ” ……costruire fabbriche non inquinanti per dare lavoro a più di 1000 persone”.

    Certamente ! Si può anche credere a Babbo Natale ! Solo che non esiste.

  9. bonalama ha detto:

    Antonione l’aveva detto tanto tempo fa: sarà chiusa nel 2012, si parlava di 600 persone (anche una sola è troppo) 1000 implicano l’indotto? quanta moneta sonante verrebbe buttata nelle (ehm) modifiche? chi la gestirebbe?

  10. giorgio (no events) ha detto:

    da quanto ne so, in ferriera ci sono 500 occupati ed altrettanti nell’indotto: si paventa una tragedia per la città, ma soprattutto per un migliaio di famiglie: per questo sarò vicino ai lavoratori.
    Mi fa pensare però, che a chiudere una fabbrica inquinante o cambiare governo incapace, non sono le proteste della popolazione o il lavoro dell’opposizione, ma mancanza di denaro o spuculazioni della finanza internazionale.

  11. giorgio (no events) ha detto:

    ovviamente
    …denaro o speculazioni…

  12. stefano ha detto:

    vedete io ho rinunciato ad un contratto indeterminato ma è facile fare i moralisti ecologisti sulle spalle degli altri,ho imparato che la ferriera stava li già nel 800,che le case limitrofe sono state costruite per i lavoratori,riscattate per un pezzo di pane,riaquistate per pochi danari con la consapevolezza della zona poco invitante ma con la faccia tosta di presentarsi il giorno dopo il rogito in piazza a protestare per l’inquinamento,facile vero ma questa è la verità io ho scelto la mia salute liberamente altri sulla pelle dei lavoratori.

  13. Dario Predonzan ha detto:

    Eh già, tutta colpa di quegli sporcaccioni che hanno comprato le case dei lavoratori per un pezzo di pane e adesso osano protestare per l’inquinamento. Mica della Lucchini-Severstal e di chi l’ha preceduta e di chi l’ha coperta non facendo (o addomesticando) i controlli. L’inquinamento, si sa, è un fato ineluttabile, se si vuol lavorare nell’industria…
    Ma vergognarsi a ripetere, nel 2011, castronerie da servo del padrone delle ferriere, no eh?

  14. capitano ha detto:

    Preferite morire avvelenati o morire di fame?

  15. Mauricets ha detto:

    capitano
    di fame non muore nessuno, non scriviamo cazzate.

    avvelenati e con i tumori si.
    dei compagni di mio padre, andati in pensione con lui, sono TUTTI morti di tumore attorno a 60-65 anni. mio padre ha 70 è resiste grazie a dio.

    andati in prepensionamento a 55, con aiuti europei per la dismissione della siderurgia in italia. lo stato ci ha comunque guadagnato. perche ha incassato per ogni lavoratore 10 anni di contributi a fondo perduto dalla comunita europea.

    questa è la verita, altro che medie di vita da tartaruga!!!!!!

  16. capitano ha detto:

    Maurice mi scuso se non ho chiarito il senso provocatorio della domanda.
    Purtroppo al centro del dibattito sono state poste le due condizioni. Vengono poste ad ogni caso del genere a cominciare da quello della fabbrica delle vedove di Torviscosa (Ex SNIA).

  17. Mauricets ha detto:

    capitano
    non devi scusarti, posso essere stato io a non capire la provocazione.

    io penso che quell’ impianto doveva essere chiuso gia nel ’92.

    è una cloaca, una riserva di voti, e una macchina magna soldi.

    il debito è di milioni di euri.

    lo sappiamo bene.

    come è possibile che per legge di mercato una cosa del genere non sia in fallimento?

  18. gigi ha detto:

    Concordo pienamente con Sergio. Per esempio ampie zone industriali con forti inquinamenti in Germania, sono state convertite in zone turistiche impiegando gli stessi lavcoratori con benefici a 360°. Da noi è vero: politici e sindacalisti solo per la poltrona. Finiamola noi cittadini di calcolare gli attuali politici e sopratrutto i sincacalisti che non hanno mai lavorato.

  19. sergio ha detto:

    x Gigi, sono daccordo, abbiamo attorno alla città solo aree inquinate, e non solo nel passato, ma nel presente vedi spiagge di Muggia, vedi zona industriale vedi Barcola, terrapieno ancora da interrare, sono passati circa 40 anni tutto fermo, purtroppo siamo in Italia, in Germania hanno bonificato migliaia di terreni lasciati dal regime comunista in pochi anni, qui e torno a ripetere con i politici che abbiamo siamo rimasti con il freno tirato, e come dico sempre la colpa è del triestino melone che non sa cambiare i politici, vedendo con i propri occhi il declino della nostra città

  20. Mauricets ha detto:

    19sergio
    doveva chiudere nel 92.
    ha chiuso l’aquila?
    nessuno è msto di fame.

    a suo tempo si poteva gestire il problema sociale e ricollocare i lavoratori.

    ora è impossibile.

    solo CIG.

  21. sergio ha detto:

    @20Mauricets

    ricordati che niente è impossibile, solo evitare la morte è impossibile, tutto il resto si può basta avere persone con i co…… e in questa città con quei attributi purtroppo non vedo nessuna saluti sergio

  22. bruno ha detto:

    finalmente siamoo arrivati al dunque!…non temete (come disse qualcuno) i cinquecento lavoratori, se questo è il problema, troveranno lavoro nel disinquinare il sito, ai politologi resta il problema di studiare come attirare finanziatori avendo ben chiaro, e sottolineo ben chiaro, cosa fare in futuro per la città perchè se noi proponiamo non abbiamo nessun potere, ma voi ritenete di averlo, per cui: MOVE’ el cul!!

  23. stefano ha detto:

    caro Dario io dico la verità ho provato a lavorare nello stabilimento e me ne sono andato,l’inquinamento è ed era presente,il resto è pura speculazione e ti parla chi al posto della macchina per recarsi al lavoro usa bus e piedi

  24. Dario Predonzan ha detto:

    E con ciò? Che senso ha prendersela con chi abita nei dintorni dello stabilimento (oltre tutto l’inquinamento non tocca solo le case a suo tempo costruite per i lavoratori della Ferriera…)?
    E’ tanto difficile ammettere che la responsabiltà prima di quello che accade è di chi ha gestito la Ferriera e di chi non l’ha voluta controllare? Perché continuare ad alimentare l’assurda guerra tra poveri (i dipendenti della Ferriera contro gli abitanti di Servola e non solo)?
    Tra l’altro pure io uso bus e piedi per andare al lavoro e, anzi, l’auto non la possiedo neppure. Perché non la voglio.
    Ma questo che c’entra?

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