8 Ottobre 2011

L’Orchestra da camera di Mantova ed Alexander Lonquich inaugurano la stagione del Comunale di Monfalcone

Venerdì 14 ottobre, alle ore 20.45, si inaugura la stagione 2011-2012 del Teatro Comunale di Monfalcone. Ad aprire il cartellone dei concerti è l’Orchestra da Camera di Mantova, fra i migliori complessi cameristici italiani, insieme ad Alexander Lonquich nella doppia veste di direttore e pianista.
A Lonquich e agli strumentisti dell’Orchestra, gruppo estremamente equilibrato e di acuta sensibilità musicale, in grado di adeguarsi perfettamente ai più diversi stili, è affidato un programma dedicato al classicismo viennese.

La serata, che vede la collaborazione del quotidiano Il Piccolo nell’ambito delle celebrazioni per i suoi 130 anni di attività, si apre nel segno di Beethoven, con l’esecuzione del Concerto n. 2 (il primo, in ordine cronologico, del compositore). È infatti con questa pagina, concepita fra il 1789 e il 1790, che debutta come compositore davanti al pubblico viennese, ottenendo nel 1795, come recita la cronaca dell’epoca, “l’unanime plauso del pubblico”. Evidenti le influenze mozartiane che si riscontrano nella solidità della struttura e nell’aspirazione alla perfezione formale, così come la leggerezza haydniana che traspare nel gioco delle parti: testimoniano la crescita di un genio che accoglie le lezioni dei maestri sublimandone gli insegnamenti, fino a trovare una propria inconfondibile strada.
È quindi la volta della Sinfonia n. 5 di Franz Schubert, vertice assoluto della sua produzione giovanile (1816), che guarda al modello mozartiano come ideale di equilibrio e semplicità. Schubert sembra volere sublimare, come un omaggio estremo, la solidità e la purezza del linguaggio classico, restituendolo con la massima maestria in tutti i suoi aspetti formali e tecnici. La scelta di ridurre l’organico, tralasciando clarinetti, trombe e timpani, deriva anche dalle circostanze reali che vedono in un gruppo di dilettanti i destinatari dell’opera: da qui il carattere naturalmente intimo della sinfonia ma pur sempre ricco delle raffinatezze coloristiche e delle licenze stilistiche che preludono al linguaggio di uno Schubert più maturo.
Il concerto si chiude nel segno di Mozart, con l’esecuzione del suo ultimo concerto, il Concerto n. 27 (1791). La precarietà dello stato economico e di salute del compositore e il progressivo cambiamento del gusto del pubblico viennese fanno da sfondo a questa composizione, che tuttavia si presenta lieve e rasserenata e che ricorda i primi concerti pianistici viennesi. In si bemolle maggiore, con l’organico privato di timpani, trombe e clarinetti, il Concerto n. 27 ha una grande forza spontanea nel richiamo ai temi popolari e lascia solo in trasparenza i presagi di una vita sul finire e di una melanconia latente.

Fondata nel 1981, l’Orchestra da Camera di Mantova ha la sua sede nel Teatro Bibiena di Mantova, gioiello di architettura e acustica. Ha collaborato con direttori e solisti di caratura internazionale (fra gli altri Gidon Kremer, Shlomo Mintz, Joshua Bell, Salvatore Accardo, Uto Ughi, Mischa Maisky, Mario Brunello, Bruno Canino e gli indimenticabili Astor Piazzola e Severino Gazzelloni) e si è esibita nelle sale da concerto di tutto il mondo.
Nell’ultimo decennio l’attività dell’Orchestra si è incentrata su alcuni importanti cicli monografici: il “Progetto Beethoven”, una lettura innovativa dell’opera sinfonica del musicista tedesco, il pluriennale progetto sui “Concerti per pianoforte di Mozart” realizzato insieme ad Alexander Lonquich, “Haydn, l’europeo che amava l’Italia”, con il quale l’Orchestra ha proposto un’ampia selezione dell’imponente produzione sinfonica, sacra e cameristica haydniana; nel 2010, bicentenario della nascita di Schumann, ha affrontato l’integrale delle Sinfonie del musicista tedesco raccogliendo l’unanime consenso di pubblico e critica.
Recentemente, nell’ambito di un progetto discografico dedicato a Mozart, ha inciso per l’etichetta Hyperion, insieme ad Angela Hewitt, i primi tre Concerti per pianoforte e orchestra.

Alexander Lonquich ha tenuto concerti in Giappone, Stati Uniti e nei principali centri musicali europei e ha suonato con direttori d’orchestra quali Claudio Abbado, Kurt Sanderling, Ton Koopman, Emmanuel Krivine, Heinz Holliger, Marc Minkowski. In ambito cameristico, ha collaborato con artisti del calibro di Joshua Bell, Heinrich Schiff, Steven Isserlis, Isabelle Faust e Frank Peter Zimmermann, ottenendo numerosi riconoscimenti dalla critica internazionale (fra questi il “Diapason d’Or”, il “Premio Abbiati” e il “Premio Edison”).
Nel ruolo di direttore-solista, collabora stabilmente, oltre che con l’Orchestra da Camera di Mantova, anche con l’Orchestra della Radio di Francoforte, la Royal Philharmonic Orchestra, la Deutsche Kammerphilarmonie, la Camerata Salzburg, la Mahler Chamber Orchestra, l’Orchestre des Champs Elysées, la Filarmonica della Scala di Milano ed altre ancora.
Ai numerosi impegni concertistici, ha affiancato negli anni un intenso lavoro in campo didattico tenendo masterclass in Europa, Stati Uniti ed Australia.

I biglietti sono in vendita presso la Biglietteria del Teatro (che fino al 13 ottobre osserva il seguente orario: da lunedì a sabato, ore 10-12 e 16.30-19.30), la Ticketpoint di Trieste, la Libreria Antonini di Gorizia, l’ERT di Udine e on line sul sito www.greenticket.it.

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