6 Settembre 2011

Adotta un ulivo del Litorale – Sostieni l’agricoltura locale!

È possibile, da oggi, aderire alla nuova iniziativa di Čibo.Sì “ADOTTA UN ULIVO DEL LITORALE, sostieni l’agricoltura locale!”. In collaborazione con l’olivicoltore e vignaiolo del Breg Rado Kocjančič, Čibo.Sì offre una serie di incontri di formazione sull’olio del nostro territorio e, dentro lo stesso pacchetto, litri di olio dalla varietà Bianchera da ritirare presso la Fattoria Kocjančič.

Cosa sono gli ulivi Bianchera?
La Bianchera è una varietà di olivo autoctona: la sua origine è assolutamente locale, coltivata nella provincia di Trieste e in Istria da sempre, si sta velocemente diffondendo in tutta la nostra regione e anche nel resto d’Italia grazie alle sue grandi qualità organolettiche e chimico fisiche, insomma se fatto bene ne viene fuori un olio eccellente.
Sottoscrivendo un’adozione di Čibo.Sì, tra le altre cose, si ha diritto all’olio prodotto da questo frutto autoctono; un olio extravergine di oliva di altissima qualità, buonissimo in piatto, ed anche molto importante per la salute, grazie al suo alto tasso di polifenoli, antiossidanti naturali.

Di chi sono gli ulivi adottati? La Fattoria di Rado Kocjančič
Con questa adozione sosteniamo un giovane olivicoltore, Rado Kocjančič , nato nel 1976 a Dolina, che opera in modo naturale e al contempo tradizionale: grazie all’agricoltura a lotta integrata negli ultimi anni i nostri alberi in adozione non sono stati trattati in nessun modo; perciò niente chimica.
Col nostro acquisto comunitario garantiamo al contadino un capitale da investire, aiutandolo a essere indipendente dal sistema economico tradizionale.

 

Chi adotta gli ulivi del Litorale con Čibo.Sì ha diritto a…
– Sabato 15 ottobre 2011: una lezione introduttiva sull’ulivo, la raccolta delle olive e la produzione dell’olio, con assaggi e degustazioni guidate di olio extravergine di oliva, che si terrà presso la cooperativa agricola Dolga Krona. Questo è l’evento introduttivo dell’iniziativa, ed è aperto a tutti, previa prenotazione via mail (scrivi a cibo@bora.la); i posti sono limitati a 150.
– Sabato 22 ottobre: visita agli uliveti dell’azienda agricola Kocjancic, con contestuale spiegazione tecnica sull’olivo, la sua vita e la sua coltivazione. A seguire ci sarà la visita esclusiva al vecchio frantoio di San Dorligo – Dolina, dove sarà illustrato come si faceva l’olio una volta (questo evento riservato ai sottoscrittori dell’adozione).
– A partire da sabato 5 novembre Raccolta sul campo delle olive del proprio albero (evento riservato).
– Aggiornamenti periodici via email circa il ciclo vegetativo dell’albero e delle operazioni a cui viene sottoposto. Foto digitali della pianta nelle varie stagioni e in occasione di eventi eccezionali, quali nevicate.
– Invio mensile di ricette adatte all’olio Bianchera.
Da venerdì 9 dicembre, a seconda dell’opzione sottoscritta si avranno diritto a ritirare in fattoria 5 o 10 litri di olio extravergine bianchera (la quantità varia col tipo di adozione, vedi sotto).

Dove sono gli uliveti e i vostri alberi?
Gli ulivi in adozione si trovano a fianco del maneggio di Dolga Krona, nel comune di San Dorligo della Valle – Dolina.

I costi e l’iscrizione “a gruppi”
– L’adozione ‘base’ di un ulivo del Litorale costa 110 euro, e garantisce l’accesso a tutte le iniziative più 5 litri di olio extravergine di oliva; con 200 € si ha l’adozione ‘extra’, in cui oltre all’accesso a tutti gli eventi si hanno garantiti 10 litri di olio.
L’adozione può essere fatta come gruppo di persone: questo vuol dire che, mentre ci sarà un capogruppo che si iscriverà all’adozione e verserà formalmente la quota necessaria, a tutti gli eventi formativi potranno partecipare i membri del suo gruppo… (e questo vuol dire che, in sostanza, la quota d’iscrizione potrà essere divisa tra i vari membri di ogni gruppo)
– L’adozione può anche essere un regalo: l’olio si ritirerà in fattoria giusto prima di Natale…!

Se vivi lontano da Trieste…
…e vuoi partecipare e assaggiare il nostro olio, scrivici, ci metteremo d’accordo per la consegna (Italia e Europa).

Scadenza per iscriversi!
Si può aderire all’iniziativa fino a sabato 15 ottobre 2011.

Approfondimenti
Scarica il pdf con tutto il Piano dei contenuti dell’iniziativa ‘Adotta un ulivo del Litorale’
– Su Čibo.Sì: vedi il perCorso di Agricoltura Ecologica sul Carso partito a marzo

Contatti
Se vuoi ulteriori informazioni scrivi al responsabile dell’iniziativa, Giacomo Cecotti (+39.320.1442811), e lascia i tuoi recapiti all’indirizzo cibo@bora.la .
Oppure puoi aderire subito tramite Paypal:

ADOZIONI

bora.la/cibo | Promuovi anche tu la tua pagina

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43 commenti a Adotta un ulivo del Litorale – Sostieni l’agricoltura locale!

  1. Paolo Stanese ha detto:

    Bene! Mi sembra un percorso interessante e completo, bella iniziativa.

  2. Katja ha detto:

    forte!!!

  3. Scusatemi, ma la roba mi fa un po’ ridere.

    Io in Toscana ho visitato un agriturismo assieme ad un piccolo gruppo di perosne. Mi hanno fatto vedere come facevano l’olio, ho degustato i vari tipi di olio assieme ad altri loro prodotti, NON ho raccolto le olive ed ho acquistato 20 litri d’olio a 160 Euro: 8 Euro al litro.

    Qua ti fanno fare le prime due cose, ti fanno raccogliere le olive (così il contadino si risparmia fatica e costo) e paghi 200 Euro per 10 litri: 20 Euro al litro!

    Ragazzi!

    L.

  4. luigi, che fattoria? mi puoi dare il nome preciso? mi interessa, grazie.

  5. giacomo cecotti ha detto:

    Certamente non vorremo suscitare l’ilarità di nessuno, perchè questa è un’iniziativa seria, studiata e progettata nei minimi dettagli.

    L’iniziativa garantisce l’olio, l’accesso a svariati eventi – 15 ottobre lezione teorica introduttiva con degustazione comparativa, 22 ottobre visita agli uliveti e al vecchio frantoio di Dolina, 5 novembre – e ancora foto, mail, ricette su come usare propriamente un vero olio sano e inoltre buono non solo per il palato e l’organismo ma anche per l’economia locale.

    Ancora sul costo dell’adozione: l’olivicoltore e noi come Čibo.Sì dovremmo preparare le persone alla raccolta e coordinare i gruppi, cosa che prevede un certo lavoro, sul campo, ma anche di organizzazione.

    Quanto al prezzo: una bianchera della Val Rosandra è difficile trovarla a meno di 20 euro al litro, se certificata Dop non si trova a meno di 24 euro. Inoltre ci sono alcuni produttori che su prodotti particolari (denocciolato) arrivano ben oltre i 50 euro al litro;

    tralasciando queste punte estreme, il costo dell’olio da noi è questo e li vale tutti: è olio vero, ripeto, rispetto ad altri prodotti, buono per l’organismo e per l’economia locale. Possiamo fare tutti le degustazioni comparative, e la prima sera le faremo, magari confrontandoci con un olio da grande distribuzione di fascia alta, magari toscano.

    E poi c’è il discorso dell’economia di scala…

  6. @ enrico

    Io sono un (modesto) estimatore di oli, e adesso ti do le info che mi chiedevi.

    Olio toscano: “Fattoria Casamora”, in provincia di Arezzo. Acquisto effettuato a Pasqua del 2008.

    Nel 2009 (gennaio) ho acquistato 20 litri di olio biologico da un rivenditore pugliese (purtroppo non mi ricordo il nome, ma era in provincia di Lecce). Se non ricordo male, ho pagato circa 200 Euro.

    Nel 2010 (gennaio) ho acquistato 20 litri di olio biologico dop (con certificato) dall’azienda “Masseria nel Sole” (in provincia di Foggia) al prezzo di 180 Euro.

    Quest’anno (gennaio) ho acquistato invece 20 litri d’olio biologico spremuto a freddo (con certificato) dall’azienda agricola “Tripaldi” di Vibo Valentia, al prezzo di 150 Euro.

    Anche per gli anni precedenti al 2008 ho acquistato un quantitativo d’olio “importante” più o meno a inizio anno.

    I miei gusti vanno verso l’olio corposo pugliese con deciso gusto di frutta, mandorle, legno e bassa acidità. In genere, vedo che mi piacciono di più gli oli del sud. Ma questa è una mia particolare visione: mi rendo conto che gli oli toscani sono eccezionali. Gli oli greci e spagnoli sono stati una scoperta relativamente recente, ma qui in Italia è praticamente impossibile trovarli: vista la nostra iperproduzione, solo un pazzo importerebbe olio inbottigliato da altri paesi. Devo dire che non ho mai provato gli oli del Carso, e questa indubbiamente è una mia mancanza. Gli oli veneti, compresi quelli celebrati del Lago di Garda, mi pare manchino di nerbo.

    In Istria ho visto l’olio venduto a 20/25 Euro al litro, ed ho visitato le nuove plantumazioni pagate dalla Regione Istria. Ho detto al tizio che lo vendeva che se pensano – come pensano – di entrare nel commercio mondiale con un prodotto del genere, o lo fanno super-extra buono, oppure se lo scordano. L’ho assaggiato, e non mi pareva gran che. Ho assaggiato anche il “famoso” (un tempo) olio di Cherso, la cui commercializzazione per follia è stata praticamente abbandonata per cinquant’anni, essendo parzialmente ripresa negli ultimi tempi. Buono, ma ai miei occhi è evidente che ancora non sanno bene che pesci pigliare. Oltre a ciò, anche questo è venduto a prezzi altissimi: 10/15/20 e anche 25 Euro al litro.

    Un mese fa sono stato in Grecia. A Corfù ho assaggiato – e acquistato – l’olio “Liastro” della ditta “Eleni Koriakaniti – Mouzakiti”. Sfuso stava al prezzo di 12 Euro al litro. In latte da 5 litri te lo vendevano a 50 Euro. Io ne ho presi 2 litri a 24 Euro. L’ho trovato eccellente.

    E questo è tutto.

    Luigi

  7. ciao luigi,
    interessante.

    ho dato un’occhiata alla prima fattoria che ci segnali, casamora di arezzo.

    in genere la tua non mi pare una scelta particolarmente “popolare”, almeno a vedere dal tipo di ospitalità offerta su:

    http://www.casamora.it/ita/ville_in_toscana.html

    ma a parte questo, che è fuorviante, ho cercato i costi dell’olio di quella stessa fattoria.
    non riesco a trovare altro, di dati pubblici, che una pagina in cui l’olio Extravergine Supremum – Frantoio di casamora costa 28 euro al litro.

    quindi, se è vero che l’iniziativa di čibo.sì con kocjančič offre anche formazione ma se, ancora, è vero che vogliamo prima di tutto comparare i costi dell’olio avremo:
    – olio extravergine di kocjančič a 20 euro – olio dalla varietà bianchera, autoctona, locale e di estrema qualità a livello italiano
    – contro i 28 euro della tua fattoria aretina, che mi pare ricalchi in termini almeno di marketing i soliti clichet della toscana.

    fonte:
    http://www.enotime.it/zoom/default_body.aspx?id=3951

    per ora è tutto, col poco tempo che ho per informarmi su quanto ci racconti.

    ciao,
    enrico

  8. cagoia ha detto:

    ma chi se pol permeter de spender 20 o 28 € per un litro de oio?

  9. ciao cagoia,

    a me il costo dell’olio vero sembra alto (a differenza di robe tipo monini, ecc.) ma su questo risponderà giacomo.

    ci tengo a sottolineare che, come čibo.sì assieme a kocjančič, offriamo anche un percorso di formazione sull’olio e gli ulivi. credo che il servizio che offriamo quei soldi li valga tutti.

    poi,
    spero che la nostra iniziativa di questa volta sia la prima di tante altre e serva anche ad abbassare il prezzo dell’olio locale ovvero, sempre di più, a permetterci di avere un territorio attorno a noi che produca cibo sano ed accessibile a tutti.

    enrico

  10. ufo ha detto:

    Durante l’ora di lezione provate a chiedere a Rado delle famose orchidee della Dolga krona… 🙂

  11. chinaski ha detto:

    prove’ a fermarlo in un canton e a domandarghe de sconton: “te ga skuta?”

  12. dimaco il discolo ha detto:

    chinasky spiacente niente skuta de trenta per adeso. go vu venerdi un’incidente in moto. pegola.

  13. capitan alcol ha detto:

    Ma skuta xe più de scuete?

  14. dimaco il discolo ha detto:

    concordo con emm. piuttosto caro.

  15. chinaski ha detto:

    ocio capitan, che riva marisa a chieder i cartei bilingui skuta-scuete

  16. dimaco il discolo ha detto:

    per quei soldi adotto una cubana io. 🙂

  17. @ Enrico
    Come forse avrai letto, la fattoria Casamora è in realtà un antico feudo di oltre 1000 ettari, in provincia di Arezzo. Oltre all’ospitalità indicata nel sito e gestita direttamente dai padroni (se non ricordo male: una società di Roma), questi qui hanno affittato un intero colle a terzi. In questo colle stanno delle vecchie case coloniche, un tempo abitate dai lavoranti, immerse nel bosco e semplicemente splendide. Ora non ricordo esattamente i prezzi, ma io con gli agriturismi seguo una regoletta: mai spendere più di 35 Euro a testa per la mezza pensione. Non credo si tratti di una spesa chissà quanto “elitaria”.

    Il giorno in cui dovevamo partire, hanno invitato noi e gli altri ospiti di queste case coloniche a visitare la villona padronale, dove abbiamo visto il locale frantoio. Quelli della fattoria Casamora, infatti, hanno un loro proprio frantoio: non conferiscono la produzione a terzi, come spesso capita.

    Lì ci hanno spiegato come si lavora l’olio (non abbiamo assistito alla spremitura), abbiamo fatto qualche assaggio, e infine ci hanno proposto i loro prodotti. Tu potevi acquistare vari tipi di olio, a seconda della qualità e anche della quantità e del packaging.

    In pratica, io ho scelto di acquistare quattro latte d’acciaio da 5 litri l’una di un certo tipo d’olio, che nel rapporto qualità/prezzo per litro di prodotto erano la roba meno cara in assoluto. Di più: le latte erano vuote: hanno aperto direttamente degli enormi orci di terracotta, e con un ramaiolo hanno pescato la quantità necessaria per riempirmi le latte. E così, io ho pagato 160 Euro per 20 litri d’olio.

    Una volta, durante questi miei acquisti, ho parlato con un tizio che ha degli ulivi in Campania. Praticamente m’ha detto che tutti i piccoli produttori sopravvivono solo se lavorano strettamente in proprio (non prendendo nemmeno i lavoranti per la spiccatura) e se riescono a vendere direttamente al consumatore, ad un prezzo medio/alto.

    Questo perché la concorrenza dei paesi del sud Mediterraneo, della Spagna e della Grecia è molto alta, con prezzi stracciati, e quindi se conferisci il tuo olio alle grosse case produttrici devi allineare il tuo prezzo alla fascia bassa o bassissima.

    Ora, io non so quanto siano disposti a pagare l’olio i tuoi lettori. Io consumo dai 20 ai 25 litri di olio all’anno. Se lo acquistassi a 20 Euro al litro (quanto una bottiglia di vino più che buona), pagherei in un anno dai 400 ai 500 Euro. Una somma – a mio modo di vedere – esagerata, soprattutto se poi posso pagare un olio di buona o ottima qualità la metà, o addirittura memo.

    E non sto parlando degli oli da supermarket , che non costano più di 5 Euro al litro!

    Il Monini costa oggi (in offerta alla Cadoro, non distante da casa mia) 2,39 per 75cl.

    7 litri di Olio Carli (l’intera gamma della loro produzione), nel loro sito vengono 61 Euro.

    Posso poi dirti che una volta alla Prix (hard discount!) ho acquistato per rosolare un arrosto 750cl di un olio extravergine pugliese (mi pare si chiamasse “Terra di Bitonto”, o qualcosa del genere) a meno di 5 Euro. Sono rimasto stupito da quanto era buono!

    Poi – si sa – ognuno spende i soldi come crede, per cui: auguri per questa nuova iniziativa!

    Luigi

  18. dimaco il discolo ha detto:

    io lo aquisto da un produttore del molise. zona vasto. questo oltretutto ha aperto a trieste una rivendita in campo belvedere 2/d. io sono sempre rimasto soddisfatto. prezzo per litro 7€ se non ricordo male.

  19. giacomo cecotti ha detto:

    @7

    preciso di essere un assagiatore di oli di oliva, e ne sono veramente molto appassionato.
    Ne assaggio molti, provenienti da molte parti d’Italia e del mondo.

    Trovo che gli oli con migliore rapporto qualità prezzo, senza generalizzare, che io ho assaggiato, siano stati dei sardi, che mi pare costassero 16 euro al litro. Della varietà Bosana. La bosana è una cultivar diffusa per lo più in Sardegna e questo ne fa un prodotto unico; ora, anche la bianchera si coltiva anche in altre parti, ma qui dà il meglio. E ci tengo a sottolineare che l’olio varia molto fra le cultivar. Sono prodotti differenti.

    Da quanto ho studiato, il sentore di legno nell’olio è un difetto riconosciuto, che se percepito (da un panel di assaggiatori), non permette all’olio di essere classificato come extravergine. Inoltre, la bassa acidità è una caratteristica non percettibile ai nostri sensi, per cui bisogna fidarsi di quanto scritto sull’etichette (solo alcune della grande distribuzione lo riportano)

  20. Giacomo Cecotti ha detto:

    @9

    so che spaventa il prezzo, ma credo che in un’economia familiare l’olio alla fine, benchè sia un elemento fondamentale della nostra cucina, non incida più di tanto.

    Pubblicherò prima possibile un articolo in cui spiego il costo produttivo dell’olio della Val Rosandra, con numeri precisi e dettagliati.

    Anticipo che abbiamo anche calcolato che la spesa giornaliera per una famiglia di 4 persone che consuma questo tipo di olio si aggira attorno all’euro al giorno. Questa cifra mi pare sensata e pure bassa.

    Entrando nel personale, ho una famiglia di 3 persone e siamo in una fascia di reddito medio bassa, ma questa cifra la spendiamo volentieri. Nel nostro caso, anzi, spendiamo di più perchè anche friggiamo con l’extravergine.

  21. Katja ha detto:

    da quando nasco noi usiamo olio abruzzese ora è sotto i 10 al litro a me piace ci sono abituata è piu dolce di quello del Litorale:-) cmq approvo questa bella iniziativa. adoro l’Olivo! anche con la skuta sta ben;-)

  22. čriček ha detto:

    Lugi compra una kia e poi al vicino, che si e’ presa una mercedes, dice che ha speso, il vicino, male i suoi soldi..

  23. Srečko ha detto:

    Quale olio piace e’ una questione di gusti.
    Comunque ha ragione Giacomo, quando dice che il retrogusto di legno e’ segno di olio scadente.
    Il prezzo dipende dalla domanda. Gli olii della zona dell’Adriatico del nord, dal Collio all’Istria settentrionale, sono molto richiesti, la produzione e’ scarsa, quindi il prezzo e’ alto.

    In Spagna in questi giorni il contadino ti offre olio in taniche al prezzo di 3 euro. La raccolta e’ vicina e i recipienti pieni…

  24. @ cecotti
    Grazie per gli interventi. Tengo a precisare che – come ho scritto – io mi ritengo solo un modesto estimatore di oli. Non ho mai seguito corsi, non ne conosco il linguaggio specifico.

    Le parole per descrivere i gusti dell’olio me le sono inventate io, di conseguenza non ho l’idea che la parola “legno” sia corretta. Visto quanto scritto, credo proprio di no.

    Sui prezzi, sono contento di sapere che alcuni spendono 20 Euro e più per litro d’olio. Evidentemente questa è una loro priorità. Ci sono anche quelli che bevono bottiglie da 150 Euro al litro.

    Mi permetto di ribadire che il prezzo mi pare un po’ caro.

    Però, come dice Srecko, è una questione di mercato.

    L.

  25. Intendevo dire: bottiglie *di vino* a 150 Euro al litro.

    L.

  26. @ cricek

    Adesso vedo il tuo intervento. Non è proprio così. Se tu vai nel secondo sito segnalato da emm, noterai che quasi tutti i vini pugliesi analizzati dai due esperti (entrambi assaggiatori certificati, giornalisti gastronomici ed autori di pubblicazioni sugli oli d’oliva) costano meno di questo del Carso. Siccome la Puglia è la prima regione produttrice d’olio d’Italia (e credo del mondo), credo che il paragone possa essere: un vicino acquista una Mercedes, io gli faccio notare che in altri concessionari la Mercedes aveva un prezzo minore.

    Non c’era però il corso dal contadino: nel secondo caso non si fanno le attività descritte.

    Però quando da ragazzo andavo a raccogliere mele in Trentino o l’uva in Friuli, mi pagavano.

    L.

  27. dimaco il discolo ha detto:

    @26

    anche da 900 eur e neanche lo pagano. 🙂

  28. maja ha detto:

    luigi

    un appunto da pedante: la zona di dolina non fa parte del carso. dal punto di vista geologico e geografico, il breg appartiene alla tua amata istria.

  29. ciano ha detto:

    @29

    vero! Co’ jera el derby Kras – Breg jera sempre pupoli ma sai bel! Gremo fantje!

  30. Katja ha detto:

    Mai dirghe ai Brezani che xe Carsolini come go spesso sentido a Ts;-)

  31. quel de Percedol ha detto:

    Anche io sono appassionato di vini e di oli (oltre che di tutto il mondo commestibile).
    stimo chi ha delle iniziative, al di là di come poi vengano messe in pratica e del prezzo che hanno(sarà la risposta del”mercato” a dare il giudizio).luigi non puoi paragonare i prezzi degli olii meridionali (che spesso campano con agea/europa ecc ecc), con i quelli di coltivazioni “eroiche” come quelle del carso; e questo ancor prima di affrontare il discorso qualitativo.

  32. Katja ha detto:

    tutto il mondo commestibile? anche plancton?;-)
    io compro se mi piace non perche sono tenuta a sostenere l’agricoltura locale quel. inoltre credo che l’unione europea faccia già da qualche decennio uso delle mie tasse per sostenere iniziative agricole in zone deboli o sbaglio?

  33. Jasna ha detto:

    @33 Katja, sono d’accordo con te, comunque i fondi europei per l’agricoltura vanno in maggioranza a chi non ne ha bisogno dal momento che i sussidi sono calcolati sugli ettari o la produzione storica e non vengono pagati a chi coltiva ma a chi possiede il terreno (e a volte non coincidono, infatti la Regina Elisabetta riceve un sacco di sussidi, povera contadinella).
    Quindi spesso chi più ha più riceve. Poi non so quanto questa fattoria sia enorme e quanto bisogno abbia dell’aiuto dei lettori di Bora.la. L’iniziativa comunque mi sembra molto interessante!

  34. dultan ha detto:

    solite robe per gente de pila che non sa dove butarla

  35. @ dultan
    grazie per il contributo illuminante.

  36. giacomo cecotti ha detto:

    Aggiungo ancora. Nei vari commenti abbiamo focalizzato molto l’attenzione sul prezzo dell’olio, ma ci tengo a ribadire che qui si parla di “Adotta un ulivo, sostieni l’agricoltura locale!”, che è un’iniziativa articolata: dentro il nostro servizio non vendiamo solo olio, ma anche offriamo approfondimento culturale, formazione, socialità, salute ed economia alternativa.

    La nostra iniziativa come Čibo.Sì, semmai, andrebbe paragonata ad altre inizative simili in Italia. Ce ne sono diverse, ma peremttemi, quelle si solo vendite di olio; tu mi dai i soldi, io ti do l’olio. Adozioni a distanza. Noi vogliamo fare di più, noi ti diamo l’olio, ti spieghiamo come lo fanno, perchè viene così, ti facciamo incontrare chi lo fa, te lo facciamo vedere, assaggiare e confrontare. Il sogno sarebbe di dare gli strumenti a tutti per capire quello che hanno davanti; ci guadagniamo tutti, la salute, il gusto e anche l’olivicoltura.

    Se andate a vedere le altre iniziative non hanno nulla di tutto questo, tranne un attestato fittizio di adozione, che noi non diamo. E poi vedetevi i prezzi delle altre adozioni. Ce ne sono alcuni che danno l’olio a 10 € litro (Puglia), per arrivare a chi in Abruzzo con 60 € ti dà mezzo litro, un patè e una confezione di olive in salamoia, e tutto senza le spese di consegna.

    Infine, noi nel chiamare l’iniziativa “Adotta un ulivo, sostieni l’agricoltura locale!” siamo stati limpidi e sinceri. Ripeto, ci crediamo.

  37. quel del 'Ndokazostàn ha detto:

    katerjna: ??? non mi pare di aver commentato i motivi dei tuoi acquisti!! anche l’intervento sui contributi non lo go capì!!eheheheh!! misunderstanding???
    da buon straniero non ho capito un pezzo della discussione:please, what’s SKUTA?
    no il plancton non lo mangio perchè mi si infila tra i denti!!son arrivato ai g___i in umido con la polenta(adesso faccio la fine di quel rimbambito toscano cacciato dalla rai per aver detto che i gatti sono squisiti!!)…ma ora, anche se non pentito, mi dissocio!!

  38. massimiliano zacchigna ha detto:

    il prezzo dell’iniziativa mi sembra decisamente alto.
    per 10 litri d’olio a prevalenza bianchera di un altro noto produttore triestino in bottiglioni da 5 litri vai a spendere poco meno di 100 euro (e non devi andare a prendere le olive).
    un corso sulla potatura dell’ulivo di 3 giorni con Stefano Cerni mi è costato 130 euro comprensivi di libro, dispense, con lezioni di morfologia e fisiologia dell’olivo, studio delle varie forme di allevamento, lezioni in campo sia su impianti giovani che in produzione, prove pratiche in campo valutate, ecc.
    quindi i rimanti 100 euro della quota mi sembrano tanti per un mini corso di degustazione e una visita in azienda.
    il mio campo non è l’olio, è il miele. ma se mi chiedono di fare da relatore ad un corso di degustazione del miele vado gratis. e chi viene a visitare il mio apiario sicuramente non paga, anzi si becca un assaggio di mieli anche se non vuole.

  39. giacomo cecotti ha detto:

    @39
    Domani uscirà un pezzo sul costo al produttore dell’olio d’oliva prodotto nelle nostre terre. L’articolo, per non essere di parte, ha coinvolto più di un produttore, a cui abbiamo chiesto i costi di tutto, ma veramente tutto, andando a ritroso negli anni. I risultati li vedremo assieme, e vorrei proprio capire come un noto produttore della nostra zona riesca a vendere il bianchera a meno di 10 euro il litro.
    Ci tengo a ribadire che nessuno è obbligato a raccogliere le olive (“deve”), e sottolineo il fatto che alcune cose come la visita al vecchio frantoio di Dolina è in esclusiva e che,per quanto un produttore sia disponibile, non ti farà mai fare una degustazione comparativa, cosa che, da assaggiatore, è veramente molto utile.
    Ancora, Stefano Cerni so chi è, e collabora con l’Olea, associazione di cui sono socio e le cui bellissime iniziative mi hanno formato, ma c’è una differenza: qualche fondo ce l’hanno, cosa che noi non possiamo assolutamente vantare.

  40. Stelio Smotlak ha detto:

    Non mi sembra si tratti semplicemente di un’idea per vendere meglio e di più un olio.

    Da quello che si può capire l’iniziativa vuole far conoscere dal vivo un prodotto della campagna, nonché il lavoro del contadino. Tematiche spesso misconosciute, oppure, di contro idealizzate.
    Un’occasione, per chi volesse, di apprendere e verificare direttamente.

    Si può certamente discutere sul prezzo. Ma, forse, conviene rimettere la valutazione alla scelta del singolo, e quindi alle diverse attitudini di spesa circa l’alimentazione.

    Comunque sia, ogni iniziativa di animazione economica e culturale credo vada accolta con favore.

    Per cui, TANTISSIMI AUGURI

  41. kat ha detto:

    scusa il ritardo QUEL ecco la spiegazione della SKUTA che si fa anche in slovenia:

    http://www.tzkolan-mandre.com/it/croazia/isola-di-pag/gastronomia-caglio-skuta-di-pag-s5-g4.htm

  42. Felicita Stella ha detto:

    Sicuramente ognuno compera quello che più gli aggrada e in libero mercato paga il prezzo che preferisce. Ma date un occhiata a questo sito per rendervi conto qual’è la quotazione di mercato dell’olio d’oliva sia italiano che estero.
    http://www.frantoionline.it/news-mercati/andamento-mercato-prezzi-medi-olio-di-oliva.html

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