14 Luglio 2011

Otto von Habsburg – Il suo messaggio

Vorrei soffermarmi non tanto sulla biografia, arcinota, dell´ultimo Signore di Trieste e Gorizia, ma sul suo messaggio umano e politico, che riveste tuttora una grande attualità.
Otto visse sempre all´insegna di un attaccamento ai valori di una dinastia senza scandali vistosi (Mayerling fu tenuto nascosto fino a quando fu possibile farlo), ma conscia dell´eredita´che un Impero sovranazionale nel cuore dell´Europa lasciava ai suoi cittadini, ormai dispersi sotto una miriade di bandiere.

Otto fu innanzitutto un perseguitato senza colpa, prima dai decreti austriaci antimonarchici, poi dal nazismo. Occorre dire a questo proposito che riusci´a mettere in salvo 15.000 potenziali perseguitati dalla dittatura, sia in quanto Ebrei, sia come oppositori politici. Cerco´esilio in Svizzera, Stati Uniti, Spagna e Portogallo, prima di stabilirsi definitivamente in Baviera, terra di una parte dei suoi antenati (famiglia di Sissi). Fu per lunghi anni presidente dell´Unione Paneuropea, posizione in cui si prodigo´prima per sostenere la costituzione di uno stato-cuscinetto al centro dell´Europa, poi per appoggiare le istanze volte ad un´unione più stretta di tutta l´Europa, tesa alla costituzione di un terzo polo, tra gli Stati Uniti e l´Unione Sovietica, da sempre da lui considerata, in quanto comunista e dittatoriale, il vero avversario.

Fin da quando inizio´a militare nelle file della CSU (Christlich Soziale Union) si oppose all´onnipotenza degli Stati Nazionali, favorendo l´ipotesi di un forte centro Europeo, come riferimento per un´Europa delle Regioni (sue parole nella propaganda elettorale), che tenesse conto degli interessi e delle diversità di ampie zone del nostro continente, che male si adattavano alle esigenze centraliste di Stati Nazionali, i cui confini erano spesso stati tracciati a tavolino. In questo si riconosce l´eredità absburgica di uno Stato praticamente federale, in cui tutti i Popoli avevano il diritto di esprimersi anche nella propria lingua e di professare la propria religione.

La religione cattolica fu sempre uno dei punti di forza di Otto. La considerava (in quanto cristiana) come il collante dell´Europa, che non doveva divenire serva di potentati economici o politici di discutibile legittimità.

Quando Otto fu eletto deputato al Parlamento Europeo fu sempre a favore di tutti i processi di unificazione europea e si oppose a tutti i nazionalismi, come sempre avevano fatto i suoi antenati. Era inoltre un pacifista, che credeva nella risoluzione pacifica delle controversie e nella comunicazione informale tra cittadini. Di questo testimonia anche la sua attivissima appartenenza al Rotary Club, che lo spinse come oratore e partecipante a tavole rotonde in moltissimi Paesi e citta´, tra cui anche Trieste.

La vita e l´impegno di Otto ci insegna che la morale e la Fede, assieme al rispetto delle leggi, della storia e della tradizione, possono aiutare un processo pacifico di comprensione tra i Popoli ed evitare che siano soggiogati da interessi economici e nazionalistici, destinati a sfociare in guerre, militari od economiche.

Vorrei inoltre sottolineare che Otto, soprattutto nell´ultima parte della Sua vita terrena, non fu un monarchico, non solidarizzò, ne´lui ne´la sua famiglia, con case regnanti di dubbi costumi solo per rispetto a vincoli di sangue e di interessi, ma si mise a disposizione di un´Europa di stampo repubblicano e democratico.

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