7 Giugno 2011

Un secolo fa usciva dai cantieri triestini la Viribus Unitis. Oggi la crisi di Fincantieri…

Fincantieri è in crisi ed è sul punto di lasciare a casa circa 2.500 operai, tanti quanti ne erano stati impiegati, esattamente un secolo fa, a Trieste – racconta Alessandro Marzo Magno -, per costruire la corazzata austroungarica Viribus Unitis. La nave orgoglio della flotta asburgica varata il 24 giugno 1911 e affondata dagli italiani a Pola il 1° novembre 1918. Decisamente altri tempi.

Qui il link per leggere l’articolo completo di Alessandro Marzo Magno.

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439 commenti a Un secolo fa usciva dai cantieri triestini la Viribus Unitis. Oggi la crisi di Fincantieri…

  1. sergio ha detto:

    tempi che purtroppo non torna più, e affondata quando era già in mano dei serbi alleati dell’Italia

  2. alpino ha detto:

    un secolo fa i treni i rivava in orario!
    un secolo fa nasceva la coca cola!
    un secolo fa mi no iero..ee i tempi cambia i bimbi crescono ma soprattutto non c’è più una fervente attività cantieristica militare e quindi..deciderse o protestate contro l’ultimo sottomarino costruito a Monfalcon o ve tegnì i cassaintegradi

  3. dimaco ha detto:

    alpino, sembra che un secolo fa tutto andava meglio. almeno andava meglio fino al 1918. E’ dopo che è venuto il disastro.

  4. alpino ha detto:

    ma dal 1918 al 1939 è stato il periodo migliore! scherzi altrochè! vooooom ecco che mi e Dimaco metemo la giusta benza al post

  5. Tergestin ha detto:

    @ Dimaco

    No posso far altro che quotarte, dato che lo fa anca la storia…..

  6. dimaco ha detto:

    migliore, ma non per trieste. po avrei molti dubbi in meritoalla tua affermazione alpino, anche in virtù del fatto che sappiamo tutti come è andata a finire.

  7. Dario Predonzan ha detto:

    Ma se xe venti ani che a Monfalcon no i fa più sotomarini! I fa solo navi de crociera.

  8. effebi ha detto:

    che crisi ? il governo ha detto cha va tutto ok e l’amministratore si è mangiato i tagli (con tutti i coltelli…) 🙂

    (viribus unitis !? ma se no i se podeva veder… dai !)

  9. Fiora ha detto:

    co’ ierimo putei…pan e dietrologia e la panza ne resta svoda.

  10. alpino ha detto:

    infatti gli U 212 no li ga de certo fatti a Monfalcone.
    Dario hai letto le mie parole, probabilmente non lo sai, ma Monfalcone ha una cultura preparazione e tecnica nella costruzione di sommergibili che era qualcosa di unico in Italia.
    Ora la nuova classe di sommergibili si fa in altro stabilimento in compartecipazione con la Germania e monfalcone si becca le navi da crociera con i suoi alti e bassi, perchè l’industri militare repelle

  11. Walter Chendi ha detto:

    Se i 2500 fincantierini fossero stati di questo golfo non avremmo sentito parlare di navi asburgiche.

  12. Bibliotopa ha detto:

    Insomma, sarebbe bello, eh? che ci mettessimo a costruire navi da guerra, ripetendo la corsa all’armamento navale militare di un secolo fa ??

  13. sfsn ha detto:

    1910: Trieste secondo porto del Mediterraneo
    2010: Trieste ottavo decimo porto dell’Italia.
    Grazie Italia!

  14. Fiora ha detto:

    azz, sfsn!…come darte torto? 🙁

  15. Rupel ha detto:

    mio nonno gá fatto 9 anni nella marina AU a Pola e sulla Viribus Unitis gó lke sue foto in divisa e lui iera sempre molto orgoglioso de questo e mi anche

  16. alpino ha detto:

    Si Bibliotopa sarebbe bello avere una voce forte ovvero l’industria navale militare, magari assieme alle cannoniere ansaldo, come l’Augusta è attualmente per l’elicotteristica vincendo l’appalto dell’ Air Force TWO
    Sarebbe stupendo!

  17. Fiora ha detto:

    ma corazzata Viribus Unitis iera più che corazzata Potemkin?

  18. Tergestin ha detto:

    @ Sfsn

    Ghe zonto: Trieste SETTIMO porto del mondo oltreche’ secondo del mediterraneo.

    Inoltre, nel 2011 a Trieste ghe xe una popolazion inferiore rispetto al 1911 sotto l’A/U. Se podessi andar ‘vanti per giorni, ma dovemo farghe creder ai numerosi triestini poco patochi che qua xe Italia, altrimenti i se incaza dato che no i respira se no i vedi un tricolor ogni do’ vie, anca se magari da noi la pizza prima dei ani zinquanta manco se saveva cos’che fossi tanto xe vero che la ga portada i angloamericani e el “patriota Domenico Rossetti” iera de fato un filo-Asburgico dichiarado. Giusto per molar qualche esempio, ma anca qua, femo note.

  19. alpino ha detto:

    aaaaah che ventata di aria fresca quando el Tergestin spazzatutto arriva e fa pulizia di italici pensieri!
    Non so perchè ma ti te me ricordi questo:
    http://www.youtube.com/watch?v=kguzr6O71-A

  20. Tergestin ha detto:

    Tra l’altro la roba alucinante xe che clicando sul tuo link me xe aparso QUESTO VIDEO in quei a lato:

    http://www.youtube.com/watch?v=ytUzSZVt39k&feature=related

  21. sergio ha detto:

    @ Alpino
    siamo duretti, la verità e verità e noi tutti siamo al corrente della situazione di Trieste, per non parlare dell’intera Italia, cerca di essere obiettivo

  22. alpino ha detto:

    Tergestin te meriti un applauso per la comicità 🙂 el video me fa morir

  23. Invece dei soliti pipponi fantaasburgici, sarebbe forse interessante ricordare che l’industria cantieristica croata negli ultimi dieci anni è colpita e affondata, che quella slovena non esiste, che quella tedesca è in crisi come la nostra (otto cantieri navali tedeschi hanno dichiarato fallimento fra il 2009/2010, e tutta la cantieristica tedesca nel 2010 ha ricevuto tredici ordini – dicasi T-R-E-D-I-C-I – in tutto), che quella greca è praticamente sull’orlo del burrone assieme a tutto il paese, che delle tre principali società inglesi due lavorano solo con gli ordini per le portaerei della classe “Queen Elizabeth” e che chiuderanno baracca e burattini entro cinque anni, e che invece gli ordinativi fioccano in tre paesi: Cina, Corea del Sud e Vietnam.

    I motivi sono sempre i soliti: costruire una nave in quei paesi costa dal 30 al 50% in meno, in più pare che la Corea abbia sostenuto la propria cantieristica iniettandovi 30 miliardi di Euro negli ultimi diciotto mesi.

    Ma certo: se tornano il Kaiser e FJ e se si canta di nuovo Serbidiola, allora tutto si risolve come per incanto…

    L.

  24. sergio ha detto:

    @ Luigi (veneziano)
    se ci sei anche tu nel coro perchè no, cominciamo a cantare, sicuro che la sai molto bene e speriamo che tutto si risolva per incanto, ma lascia il Kaiser fuori, parlo di Guglielmo
    caro Luigi non riesci ancora ad entrare nello spirito dei Triestini sei rimasto ancora alle guerre contro Venezia?

  25. Tergestin ha detto:

    @ Sergio

    Luigi in realta’ interverrebbe qua pure una volta ogni sei mesi, se non avesse il pretesto di tirar fuori il suo repertorio:

    1) L’Italia e’ un grande paese, guai a metterlo in discussione sotto ogni punto di vista, anche una critica moderata e’ vilipendio all’altare della Sacra Patria

    2) Slovenia cacca sempre e comunque

    3) Il resto d’Europa/Mondo non e’ mica meglio messo di noi

    4) Ricordatevi di cospargervi il capo se parlate di esuli

    5) Vedi punto 1

    6) Il sistema e’ giusto, il potere ha sempre e comunque ragione

    7) Le parole del Santo Padre/di Napolitano sono state toccanti e dovrebbero far riflettere

    8) Vedi punto 5

    9) Indipendentisti, comunisti, ambientalisti e tutti coloro che hanno idee che non seguono il conformismo estremo vanno monitorati e cannonati a vista.

    10) Per contro mai una timida parolina contraria verso chi espone teorie che si rifanno all’estremismo di destra o antislave eccetera.

    Insomma l’andazzo l’hai capito spero. Non un commento alle elezioni, mai una gag sul “quel dela quela”, niente. Solo steccate al “nemico”, un nemico che peraltro non c’e’, il tutto seguendo questa pista. Se non mi credi, te e ogni altro utente potete controllare i suoi messaggi e trovarne UNO che non segua queste direttive. Penso vincereste la lotteria.

  26. @ Tergestin

    Tu non stai bene…

    L.

  27. dimaco ha detto:

    luigi smentisci quello che scrivo io e gli altri. da quando l’italia ha occupato abusivamente parte del TLT il porto è andato a ramengo. E’ innegabile e sotto gliocchi di tutti e della storia, sopratutto sotto gli occhi dei triestini(bada bene sono di gorizia). Trieste aveva tutte le potenzialità per espandersi e diventare punto di riferimento dell’europa centrale ma semplicemente non hanno voluto ciò. Chi? gli italiani: quella classe dirigente demoscristiana a cui interessavano i voti di trieste e non i triestini. I triestini veri, sonostati fatti sloggiare, sono stati sostituiti dagli esuli che garantivano il voto nella direzione giusta. I veri triestin imemori di un passato piuttosto glorioso e ricco della città avrebbero potuto appoggiare un’altra corrente di pensiero.
    Trieste= voti per il governo e vaffanculo alla multiculturalita e alla storia della città.

  28. @ dimaco

    Facile la smentita: i tuoi amichetti non dicono che l’Italia ha mandato a remengo Trieste dal 1954, ma dal 1918.

    Prima erano rose e fiori – essi affermano – senza ricordare che le rose e i fiori ci furono per circa cento dei mille anni della città di Trieste, precedentemente un piccolo villaggio di importanza perennemente inferiore alla vicina Capodistria. Trieste fu degli Asburgo fin dal XIV secolo: come mai gli austriaci non la resero immediatamente ricca sfondata, ma aspettarono quattrocento anni?

    Di conseguenza, invece che domandarsi com’è stato possibile che Trieste vivesse novecento anni da pezzente e cent’anni della propria storia da gran signora – facendo quindi un ragionamento storiograficamente fondato – qui dentro si prende un pezzo e si sproloquia a manetta.

    Ci si dimentica quindi che Trieste ripetè – per l’Austria – la stessa identica formula adottata da Venezia per mille anni: MONOPOLIO DEI TRAFFICI nel Mare Adriatico. Fino a quando c’era la potenza navale della Serenissima, a Trieste al massimo si faceva i pescatori, poi la questione si rovesciò, e infatti fu Venezia a vivere da miseria tutto il periodo di dominio austriaco.

    Adesso la questione è ovviamente totalmente diversa: il monopolio non è più possibile, di conseguenza Trieste deve pensarsi – a mio modo di vedere – come una città indubbiamente multiculturale, ma in perenne concorrenza soprattutto con la vicina Capodistria.

    Vengo adesso alla seconda parte del tuo ragionamento: l’ennesimo luogo comune che fa ritenere che Trieste fosse bramata dalla DC per sostenersi a livello governativo.

    Ti informo quindi che il voto di Trieste ha un’incidenza in tutta Italia inferiore all’1% sul totale, di conseguenza anche ammettendo che TUTTI i triestini avessero votato PCI, alla DC la cosa non avrebbe fatto né caldo, né freddo.

    Prova ne sia che la DC dal 1945 al 1954 – quando Trieste tornò all’Italia – sopravvisse alla grande al potere, senza i voti dei democristiani triestini.

    Per ragionare della terza parte del tuo intervento, e cioè sull’altra storiella per cui i triestini sono stati presi e sostituiti dagli esuli, allora vorrei informarti che la regione che più ha conosciuto l’emigrazione dal momento in cui fu annessa all’Italia non è una regione del profondo sud, ma il mio Veneto, che ebbe sia il primato per il numero in assoluto (3,3 milioni), che in percentuale sulla popolazione media abitante in regione.

    Se dovessi quindi seguire lo stesso strampalato ragionamento che fai tu e gli altri tuoi amici di merende, dovrei concludere che l’Italia se ne fregava dei voti democristiani del Veneto (regione da sempre conservatrice più che progressista), preferendo spedirli in giro per il mondo a milioni, volendo farli sloggiare dall’Italia.

    Come vedi, il tuo ragionamento è talmente sballato da far acqua da tutte le parti.

    L.

  29. dimaco ha detto:

    sono compagni di merende luigi, compagni.
    Non ho detto che gli serviva tireste per restare algoverno, ho scritto che di trieste era solo intressata ai voti. e gli esuli erano un serbatoio d’utenza per parecchi partiti.dc inclusa.
    Poi sisa che migliaia di triestini dovettero partire causa la scarsità di lavoro e che furono sostituiti da foresti. Lo si è sempre detto su sto forum. Io concordo con gli altri quando dicono che trieste affonda dal 1918.

  30. @ dimaco

    Ribadisco: la storia per cui alla DC interessavano solo i voti dei triestini democristiani (possibilmente esuli), non regge rispetto a nessun ragionamento sensato, e nemmeno il più scalmanato degli storici triestini di etnia slovena – Sandi Volk – afferma questa boiata. Anzi: lui dice esattamente che dopo le elezioni del 1948 – e cioè (cito) “una volta scampato il pericolo comunista l’interesse del governo per i profughi calò notevolmente”. Volk stesso dimostra che il rapporto fra ANVGD e DC fu sempre piuttosto tiepido, in realtà, a differenza di quello che tu e pochi altri scalmanati ritiene.

    E poi, ci vorrebbe anche un filino di conoscenza e di onestà sulle cifre: quanti furono gli esuli giuliano/dalmati? Circa 250/275.000 (io personalmente non credo alla storia dei 350.000). Quanti si fermarono a Trieste e provincia? Secondo la stima dello stesso Sandi Volk, da 35.000 a 47.500.

    E allora anche qui la verità vera è un’altra: la grande maggioranza degli esuli NON si fermò a Trieste, ma andò in giro per il londo, in percentuale molto, ma MOLTO superiore ai triestini che emigrarono dalla città nello stesso periodo. Nello stesso periodo, circa 650.000 veneti emigrarono dalla mia regione, ed interi paesi delle zone più povere si svuotarono. Il che ovviamente è come uno schiaffo in faccia rispetto alla teoria sulla “volontà politica” di far emigrare i triestini. A meno che non si dica che c’era la “volontà politica” di far svuotare i paesi di montagna della provincia di Belluno, o le campagne della provincia di Rovigo, o lo stesso centro storico Venezia che perse oltre 50.000 abitanti fra il 1945 e il 1960.

    Sono i fatti a darti torto, mio caro.

    L.

  31. Dario Predonzan ha detto:

    @ alpino

    Veramente, se a Monfalcone non si costruiscono più sottomarini è perché gli ultimi progetti partoriti da quelle parti (una ventina d’anni fa o giù di lì) non erano – tecnologicamente – all’altezza di quanto ormai si stava facendo nei Paesi più progrediti. Di qui la decisione della Marina di comprare, e costruire su licenza, il progetto U 212 tedesco, ben più avanzato di quanto a Monfalcone (e nel resto d’Italia) si fosse in grado di progettare.
    Da ciò la conseguente decisione di specializzare Monfalcone nella costruzione di navi da crociera, abbandonando il settore militare.
    Gli alpini dovrebbero limitarsi ai monti…

  32. Tergestin ha detto:

    Luigi, tralasciando i cattivi Asburgo (temo mi arrivi addosso coi Fanti del Piave e il libro cuore e non ce la farei a quest’ora) forse qualche storiellina ti e’ sfuggita, sui brogli democristiani. Giusto qualche.

    Agli esuli il diritto di voto fu concesso dai tempi del Generale Airey, con tanto di proteste da parte della cittadinanza, che non era democristiana ne tradizionalmente di destra, checche’ se ne dica. Trieste era la citta’ piu’ laica di un impero cattolicissimo, fulcro di idee socialiste e indipendentiste (Valentino Pittoni non suona nuovo, direi) e piena di operai, fortemente sindacalizzati sin dai tempi dell’Austria.

    La DC aveva subito intuito il potenziale politico degli esuli, che si erano dimostrati da subito ben piu’ cattolici e fedeli alla patria (anche in veste anticomunista per ovvie vicende) dei Triestini. Soprattutto, venendo da un retaggio non urbano avevano meno coscienza di classe degli operai Triestini e in diverse cronache dell’epoca si parla spesso dei dissapori tra le due…..”fazioni” nelle fabbriche, coi classici luoghi comuni eccetera. Dissapori che finiranno nel ’59 quando gli esuli parteciperanno ai primi scioperi marittimi e nel ’66 alla famosa rivolta per il San Marco. Ma sara’ gia’ tardi.

    La DC tutto questo l’aveva intuito e si fece da subito garante per i diritti degli esuli. La Democrazia Cristiana di Trieste era di fatto un affare tutto interno alla comunita’ Istriana: Istriano era il sindaco Gino Palutan, cosi’ come il suo successore Gianni Bartoli, cosi’ come il Vescovo Santin che nelle Chiese invitava i fedeli “a non votare programmi odiosamente laicisti”. Istriani furono tutti i deputati della DC fino al 1976 se non erro. Tanto e’ vero che il proletariato Triestino andava verso il partito comunista di Vidali e gli indipendentisti dato che la DC sviluppo’ un sistema clientalare di assunzioni e benefici per gli esuli tramite curia e vari poteri forti della citta’, dal rettore Cammarata ai Cosulich eccetera. Claudio Tonel, giovane avvocato del PCI, apri’ l’ufficio casa per dare l’assegnazione agli alloggi popolari dei Triestini che si trovavano in forte difficolta’ poiche’ venivano di continuo scavalcati nelle graduatorie.

    E qui arriva un’altra chicca interessante. Avrai forse sentito del commissario Palamara? Fu quello che appena arrivato a Trieste come prima cosa si fece in quattro per dare agli esuli tutti i diritti. Fu pure lo stesso che nel giro di pochi mesi effettuo’ una serie di manovre atte a far sloggiare i “cerini” e i vari dipendenti del GMA, in genere Triestini indipendentisti con generose liquidazioni e quote emigrazione. Fu lo stesso che all’arrivo dell’Italia vieto’ i comizi bilingue in Piazza Grande -pardon, Unita’ d’Italia- poiche’ la Piazza era plebiscito d’Italianita’. Fu lo stesso che compi’ una mostruosita’ giuridica vietando il voto a tutti coloro che avevano avuto precedenti penali dal 1899 al 1918 (quando manco l’Italia c’era) e casualmente nel 1957 con la scusa di un errore di compilazione dei moduli, vieto’ all’Unione Triestina, nome del partito indipendentista Triestino dopo l’arrivo dell’Italia, di presentarsi alle elezioni.

    Pensa quante simpatiche casualita’.

    Poi se vuoi potrei continuare a raccontarti di quali e quanti brogli e trucchetti elettorali, parecchio smaccati, compi’ la DC, soprattutto durante le elezioni del 1952.
    Oppure di come i borghi profughi vennero appositamente costruiti in zone abitate dalle classi operaie di orientamento comunista o nei comuni a maggioranza slovena, tant’e’ vero che l’ufficio zone di confine parlava nei telegrammi esplicitamente che gli esuli andavano usati per “bonifica etnica” e simili.

    Insomma, la storia che i Triestini se ne vanno per puro caso e che gli esuli vengono piazzati in larghissima parte a Trieste per puro caso e senza nessun progettino etnico/politico non regge piu’. Come tutte le cose che si vogliono nascondere per decenni.

  33. massimo p ha detto:

    beh ma non serve andar tanto lontan, anche la portaerei garibaldi degli anni 80 iera orgoglio della flotta italiana

  34. Srečko ha detto:

    Tergestin N.26

    Sante parole! Colpito in pieno! 🙂

  35. Srečko ha detto:

    Luigi detto il Veneziano

    Come al solito hai capito toma per Roma!

    I tuoi veneti si spostarono dalla campagna e dai monti alla citta’ ( Milano, Torino…). Fu il tipico fenomeno di inurbamento degli anni 50 e 60. Trieste fu un fenomeno diverso. Trieste era una citta’ (non campagna) industrializzata, se nel conto industria prendiamo anche il porto. E fu lasciata marcire. Da chi lo lascio trovare a te su internet. Cosi’ decine di miliaia di giovani emigrarono per lo piu’ in Australia, non a Milano! E lo sai perche’? Perche’ di rimanere in Italia non gli andava!

    Tutti questi vennero sostituiti da, cito te e Sandi Volk, da 35 a 47.000 istriani.

    Tu stando a Venezia ti prendi il lusso di criticare i triestini e di cantar sermoni, ma non hai capito che su una popolazione di 350.000 persone (circa, correggimi tu col dato al terzo decimale) avere la partenza di 50.000 e l’arrivo di 40.000 altre persone, di cultura ed estrazione sociale e’ uno sconvolgimento!!!!

  36. chiara ha detto:

    ciao Srecko,
    Trieste non fu lasciata marcire…(a casaccio)
    ti ricordi dell’ammiraglio Martini -triestino?
    Lui te l’avrebbe spiegato benissimo. io no.
    …la guerra finisce…1949 italia nel patto atlantico…nel ’51 “nasce” base USA ad aviano…
    il territorio dal confine est a Pordenone circa, viene considerata zona-cuscinetto (con genti-politicamente cusinetto…esuli).
    sacrifici.
    oltre il confine il patto di varsavia.
    il carso è pieno di bunker e cunicoli…gladio…guerra fredda
    A quel tempo (adesso è diverso) qualunque stato sovrano non si sarebbe mai messo in testa, per non essere scellerato, di fare veri investimenti in un territorio così a rischio. tu l’avresti fatto? dunque vennero promosse realtà produttive statali o a partecipazione quasi come misura di ammortizzatore sociale…vedi fincantieri (si partiva da una base concreta), italsider ecc. senza crederci davvero. i verie seri investimenti portuali e cantieristici li hanno fatti altrove per, a quel tempo, un’ovvia ragione. adesso invece non ci sono motivi per lasciare il territorio in balia del nulla…

  37. @ Srecko
    Ignorantone: i 650.000 veneti emigrati dal 1945 al 1961 di cui parlo sono SOLO quelli che sono andati all’estero, ESCLUSI quelli che sono emigrati a Milano o a Torino o in altre parti d’Italia! Crolla il tuo solito castello di carte, ti rimando a settembre, ti invito a studiare meglio e basta là.

    @ Tergestin
    Basta solo una tua frase per darti torto. La frase è questa: “la storia che i Triestini se ne vanno per puro caso e che gli esuli vengono piazzati in larghissima parte a Trieste (…)”.

    La “larghissima parte” è da 35 a 47.500 su 250/275.000. Quindi la verità dei numeri dice che la “larghissima parte” NON si piazzò a Trieste.

    Togliersi il prosciutto dagli occhi non sarebbe male…

    In conclusione, sarebbe anche il caso di ricordare che Trieste fa parte di una regione a statuto autonomo, gran parte delle politiche vengono decise proprio a Trieste, gran parte dei soldi vengono spesi da una giunta regionale che ha sede a Trieste. E le risorse sono enormemente maggiori rispetto a quelle assegnate alle regioni a statuto ordinario.

    Di conseguenza, io la vedo così: le sorti di Trieste sono in mano MOLTO di più ai triestini che a qualunque altro bieco personaggio venuto da qualsiasi altra parte dell’universo, e che vuole il male di questa città.

    L.

  38. effebi ha detto:

    ma se vinzi cosolini… i licenzia i cantierini ?

  39. @ chiara

    Guarda che non è vero: ci sono delle zone del territorio nazionale dove vennero fatte delle montagne di investimenti statali: il sud Italia è ovviamente in cima a questa lista, ma anche al nord si spesero soldi pubblici. La città di Trieste – come del resto Venezia – fu destinataria di una legge speciale che per decenni sovvenzionò le attività produttive e che trasferì in città fiumane di denaro.

    Tutte le principali industrie triestine ricevettero sovvenzioni per rimanere sul mercato, e tuttora la città vive principalmente di posti pubblici (enti locali, scuole, università, ente porto) o sovvenzionati dal pubblico (centri studi eccetera eccetera). Se c’è quindi una città in Italia che ha ricevuto trasferimenti a valanga dallo stato, questa è senza alcun minimo dubbio Trieste.

    La quale Trieste avrebbe già la possibilità di ricevere – per delega, come prevede la Costituzione – l’esercizio delle funzioni oggi spettanti alla regione autonoma Friuli-Venezia Giulia. C’è qualche politico locale che sta facendo di questa cosa una battaglia di principio? Non mi pare proprio. C’è qualche politico locale che sta facendo una battaglia per farsi attribuire la sempiterna questione delle bonifiche? Calma piatta.

    Cosolini s’è lanciato anche lui sulla scia della “nuova legge speciale per Trieste”, chiedendo soldi a Roma per Servola, il porto, le bonifiche.

    Eppure ci sarebbe una cosa molto utile che si può fare a livello locale e che costa molto, ma molto poco: la costituzione della città metropolitana, già prevista dalle norme quadro e mai attuata per le solite beghette locali, per cui un sindaco di un villaggio di 3.000 abitanti si metterà sempre e comunque di traverso.

    Ad ogni modo, lo stesso Cosolini ha notato che per rilanciare la città serve un “fronte comune” al suo interno, in provincia e in regione.

    Quanto scommettiamo che i PRIMI a fargli lo sgambetto su questo fronte saranno proprio i suoi concittadini?

    L.

  40. effebi ha detto:

    ma dal 1911 al 1919… qualcuno ha notizia a quali mirabolanti imprese sto popò di (costosa) corazzata prese parte !?

    a me risulta che si nascose tra un porto e l’altro dell’adriatico…

  41. chiara ha detto:

    infatti veneziano, non ho detto che l’italia – a trieste -è stata assente dal punto di vista economico. tu puoi dare fiumane di soldi per far vivere ed è cosa diversa dal dar soldi per un vero piano d’investimento. anche nella mia vita quotidiana ci sono un sacco di soldi che uso per vivere. quando vedo un buon investimento però, li uso per quello. e magari mi ritrovo anche a vivere peggio…ma questa è un’altra storia. e comunque trieste parte con una storia difficile, che come dici tu, oggi è tempo di superare e guardar oltre

  42. MARCANTONIO ha detto:

    Effebi che hai detto? nascosta? stava cuccia cuccia in porto, poi sono arrivati quei somari dei mas e cattivoni l’hanno affondata

  43. gropajaco ha detto:

    inutile stare qua a discutere visto che la penisola apenninica, per lo meno nell’assetto attuale, ha i decenni contati(due, al massimo).

    sarebbe bene che si cominciasse a valutare quale forma di plausibili futuri poteri costituiti sulla penisola potrebbero essere maggiormente complementari a trieste.

    padania? tlt? veneto stato?

  44. chiara ha detto:

    grande gropajaco!!!
    te me ga portà in un episodio de DOCTOR WHO…che sicuramente xe stà anche nella viribus unitis…

  45. gropajaco ha detto:

    secondo me il tlt governor dovrebbe riunire la national assembly ed iniziare a tessere fitti rapporti con i futuri dirigenti della futura etruria, affinché possa ottenere un futuro status giuridico simile a koenigsberg.

    ricordatevi che l’etruria non ha un’attività portuale.

  46. dimaco ha detto:

    marcantonio, praticamente hanno afondato una nave alleata visto che era passata alla regia marina serba cheera alleeata degli italiani. hai detto bene: somari della mas.per fortuna la guerra era finita altrimenti avrebbero autoaffondato l’intera flotta italiana. e pure una medaglia gli hano dato.

  47. @ effebi

    La Viribus Unitis effettuò nel corso della Grande Guerra TRE azioni:

    1. Scorta delle navi tedesche Goeben e Breslau, in fuga dal Mediterraneo centrale verso la Turchia per evitare il blocco franco/britannico (agosto 1914)

    2. Bombardamento di Ancona e di altre località costiere delle Marche (23-24 maggio 1915).

    3. Tentativo di forzatura del blocco di Otranto, nel corso del quale fu affondata la corazzata Santo Stefano (8-10 giugno 1918).

    Bisogna ricordare che l’aviazione italiana compì all’incirca ottanta raid su Pola, di conseguenza l’equipaggio della Viribus Unitis fu perennemente in stato d’allerta.

    Una delle ancore della corazzata austriaca è attualmente in mostra di fronte al Museo Storicoa Navale di Venezia, assieme a quella della corazzata Tegetthoff.

    Eccole qua: http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/a/a5/Venezia_-_Museo_Storico_Navale.JPG

    L.

  48. Fra vent’anni la Repubblica di Ausonia si federerà con gli Stati della Chiesa, e assieme stringeranno un accordo col Venediger Bundesland per radere al suolo la Libera Città di Trieste.

    Interverrà dal cielo a difesa di Trieste la nave spaziale Enterprise, il dottor Spock sbarcherà sul molo di fronte alla Piazza Grande, che sarà ribattezzato “Molo Enterprise”.

    Dopo una decina di giorni, la Libera Città di Trieste cederà l’Enterprise all’Impero Sloveno, ma due ufficiali della Marina da Guerra Austro-Veneziana forzeranno il porto di Trieste e con una nuova arma a fionda l’affonderanno.

    Dopo cent’anni, sul blog bora.la arriverà il pronipote ignorante di dimaco a raccontarci la sua versione dei fatti.

    L.

  49. alpino ha detto:

    @32 Dario Predonzan,
    stai vaneggiando su materie di cui non sai assolutamente nulla, ciò che hai scritto ne è la riprova.
    Non controbbatto oltre perchè non ne ho alcuna voglia.
    Vieni con me in montagna che un po’ d’aria fresca ti fa bene.

  50. dimaco ha detto:

    che stranamente non coinciderà con la versione fornita dal pronipote cretino di luigi, perchè quella del pronipoote di dimaco è basata su fatti veri e non edulcorati dalla propagana italica. un’pò come per la data del 8 settembre nota per un armistizio che nemmeno armistizio era ma una resa senza condizioni. lo stesso vale per la prima guerra mondiale dove gli italiani operarono il tradimento alla triplice in cambio di terra che non era manco degli inglesi. come si chiama? ah swi xcorruzione lo sport più in voga nell’assolata penisola italica da secoli tanto da essere divetato un vero e proprio stile di vita.

  51. @ dimaco

    Ciccio, tanto per dirne una, il tuo messaggio numero 47 è fatto da quattro righe.

    E in quattro righe sei riuscito a collezionare due sfondoni:

    1. Non era la marina serba
    2. Non erano MAS

    Che razza di credibilità pretendi d’avere?

    L.

  52. MARCANTONIO ha detto:

    Dimaco se tradimento c’e’ stato quello e’ quello relativo proprio all’ 8 settembre, dove il re ha fatto quell’ignobile fuga lasciando il paese nelle peste

  53. MARCANTONIO ha detto:

    Luigi Mas l’ho detto io per far arrabbiare Dimaco,(che quando sente la parola sviene ah ah ah ) lo so che erano maiali

  54. Dario Predonzan ha detto:

    @ alpino

    Vacci tu in montagna, visto che dici di essere un alpino e lascia stare navi ed i sottomarini: non sono roba per te.

  55. capitan alcol ha detto:

    http://ec.europa.eu/enterprise/sectors/maritime/files/fn97616_ecorys_final_report_on_shipbuilding_competitiveness_en.pdf

    pagina 24: è dagli anni 80 che la Corea ha superato l’Europa nel mercato navale, a parte una breve parentesi a cavallo del 2000.
    Adesso sono arrivati i cinesi e presto ci saranno brasiliani e indiani.
    I manager della cantieristica che oggi predicano (salvo poi rimangiarselo, per fortuna) tagli di posti di lavoro avrebbero dovuto dedicarsi per tempo a trovare soluzioni al tracollo cantieristico europeo e nazionale. Ma non lo hanno fatto, preferendo vivacchiare nell’attesa che i nodi arrivassero al pettine.
    La stesa cosa è accaduta nel mercato dell’auto e adesso stiamo a parlare del mito marchionne e dei suoi sistemi da mangia sto osso o salta sto fosso. Sempre e solo sulla pelle di chi lavora.

  56. Stufo ara! ha detto:

    Confermo che per la nato Ts iera zà persa in guera freda. Nell’83 gò fato un’esercitazion al comando truppe simulando l’ataco dei russi. Bon, dopo tre giorni ts era caduta e no i mandava alcun socorso. Me rideva il cul che i simulava che se sparava coi obici dal molo VII verso il carso… e dove te interavi le code? con do rinculi te saria finido in acqua l’obice.. o ne gavessi fato scavar l’asfalto? 😛

  57. dimaco ha detto:

    luigi

    I due incursori furono tuttavia scoperti ed una volta catturati vennero a sapere che il pomeriggio precedente l’Austria-Ungheria aveva ceduto l’intera sua flotta al neocostituito Stato degli Sloveni, dei Croati e dei Serbi e che pertanto la nave, avente equipaggio slavo, si trovava in posizione di neutralità.

    questa è storia, errore mio quello della marina serba. io ammetto i miei errori.
    oltretutto l’attacco di una nave neutrale non dovrebbe comportare una medaglia ma il deferimento alla corte marziale. ma si sa che gli italiani tendono a passarcfi sopra a ste cose.

  58. @ capitan alcol

    Vivacchiare?

    Ma se Fincantieri ha avuto il suo periodo d’oro nella cantieristica civile proprio in questi ultimi vent’anni, stracciando tutti i precedenti record di bilancio!

    Ma visto che gridi allo scandalo, adesso sicuramente tu potrai rispondere alla domanda: come costruire navi in Europa avendo un prezzo del lavoro e di tutte le materie prime superiore dal 30% al 100% ed oltre rispetto a Cina & Co.?

    Manda la tua illuminata idea ai manager europei della cantieristica che tu accusi tutti quanti in blocco, e poi passa a Stoccolma a ricevere il premio Nobel per l’economia.

    L.

  59. @ dimaco

    Benissimo. Allora ti pongo un’altra domanda: quanto durò lo Stato degli Sloveni, dei Croati e dei Serbi? In particolare, i serbi come lo considerarono? E poi: tu dici che questo nuovo stato fu alleato dell’Italia. Domanda: in base a quale dichiarazione/accettazione/documento/testimonianza di chi?

    Terza questione: nel corso delle trattative per l’armistizio dell’Impero A/U con l’Italia, cosa dissero i delegati imperiali a quelli italiani, in merito alla flotta da guerra?

    Vediamo se dal letame nascono i fiori…

    L.

  60. alpino ha detto:

    @Dario..
    bla bla bla occupati di cose di “sinistra” va..

  61. Tergestin ha detto:

    @ Luigi

    No, non basta una mia singola frase estrapolata dal contesto e usata per rigirare la frittata per darmi torto. Tanto piu’ dato che credo di aver scritto in modo abbastanza esauriente e sono disposto ad aggiungere altri dati come ti ho detto. Tant’e’ vero che hai girato la questione per il largo.

    Ma veniamo alla frase incriminata: “la storia che i Triestini se ne vanno per puro caso e che gli esuli vengono piazzati in larghissima parte a Trieste (…)”.

    Difatti e’ ovvio che non sono cosi’ scemo da credere per un calcolo matematico semplicissimo, che la stragrande maggioranza degli esuli si fermo’ a Trieste. Cio’ che intendo dire e’ che vi si fermo’ un numero cospicuo, potremmo dire il maggior insediamento del mondo (e tu stesso dici che oltre Isonzo le polemiche sull’esodo sono note poco o nulla, avallando indirettamente questo dato di fatto). Decine di migliaia di esuli in un territorio come Trieste, uno dei meno indicati all’epoca per forti problemi di disoccupazione, circa il doppio della media nazionale e di spazio, dovrebbero far riflettere. Cosi’ come i comunicati delle associazioni di profughi che ogni secondo giorno dicevano agli esuli esplicitamente di restare a Trieste per fare da baluardo d’Italianita’ in un territorio che per lo stesso Parlamento di Roma era ambiguo, con almeno 2/5 dell’elettorato che votava partiti non filo-italiani (comunisti vidaliani, comunisti titini, unione slovena e indipendentisti). A Roma, citta’ dieci volte piu’ grande di Trieste e con un vasto retroterra alle spalle (che TS si sa aveva perso quasi del tutto) la comunita’ esule, sia pur presente, e’ altamente minore rispetto a quella triestina. Penso sia di un’evidenza indiscutibile.

  62. @ Tergestin

    Ammesso quindi che non è vero che gli esuli furono piazzati “in larghissima parte” a Trieste, forse sarebbe il caso di continuare a ragionare sui numeri.

    I dati di cui ho parlato sono tratti – come detto – da un libro dello sloveno/triestino Sandi Volk: uno che se potesse (metaforicamente parlando) brucerebbe gli italiani in piazza. Questo significa che la fonte è mostruosamente di parte, ma tant’è: continuiamo ad usarla.

    Il comune di Trieste aveva nel 1951 circa 272.000 abitanti: il suo massimo storico. Col resto della zona A del TLT, si arrivava all’epoca a circa 320.000 abitanti, di cui – secondo stime alleate – circa 60.000 sloveni.

    Stando a quanto afferma Volk, i profughi vennero utilizzati come “antemurale italiano” nella zona di confine orientale d’Italia. Ovviamente questo non significò – come in Jugoslavia – che vennero espulsi gli abitanti locali, ma più prosaicamente che s’insediarono a Trieste e in provincia i profughi con l’intenzione di alterare la composizione etnica a favore degli italiani nei comuni a grande maggioranza slovena. Più che a Trieste città – dove non incisero più di tanto, visto che già all’epoca dell’A/U la maggioranza assoluta degli abitanti era costituita da italiani, e dopo vent’anni di fascismo il divario era molto aumentato – la cosa interessò il comune di Duino-Aurisina, tanto che alle prime elezioni il partito filotitino e filojugoslavo prese il sindaco, mentre dopo circa vent’anni la situazione venne “normalizzata”.

    A Trieste invece la situazione era la seguente: le prime elezioni si tennero nel 1949, e cioè cinque anni prima del cosiddetto “grande esodo” della zona B del TLT, che fu quello che maggiormente interessò Trieste (sto traendo i dati da un libro di Bogdan Novak, che come si capirà dal cognome non è un italianissimo fascistone).

    I risultati furono i seguenti:

    COMUNE DI TRIESTE
    DC – 39,04%
    PC TLT (cominformisti): 21,14%
    Fronte dell’Indipendenza: 6,83%
    PS della Venezia Giulia: 6,39%
    MSI: 6,05%
    PRI: 5,41%
    Blocco italiano (qualunquisti e monarchici): 4,91%
    Blocco di Trieste: 2,89%
    Fronte popolare italo-sloveno (titini): 2,35%
    PLI: 1,84%
    Unione democratica slovena: 1,79%
    Movimento repubblicano italiano: 1,36%

    Come si può notare, ancor prima del “grande esodo” della Zona B gli indipendentisti e i filojugoslavi erano una piccola minoranza.

    Diversa la situazione nelle altre località, dove la lotta fu soprattutto fra i comunisti cominformisti, i comunisti filotitini e i democratici sloveni, secondo lo schema che segue (riporto solo i partiti maggiori):

    Muggia
    Cominformisti: 56,86%
    DC: 27,81%
    Titini: 4,39%

    Duino
    Cominformisti: 34,97%
    Democratici sloveni: 27,75%
    Titini: 14,54%

    San Dorligo
    Cominformisti: 55,56%
    Democratici sloveni: 29,25%
    Titini: 15,19%

    Sgonico
    Cominformisti: 51,12%
    Democratici sloveni: 26,96%
    Titini: 21,92%

    Monrupino
    Democratici sloveni: 43,70%
    Cominformisti: 29,84%
    Titini: 26,46%

    La stampa slovena – conclude Novak – “trasse la conclusione che in realtà le elezioni dimostravano che Trieste rappresentava un’isola italiana in una regione slovena”. Novak arriva perfino a contare quanti furono i voti “favorevoli all’Italia” a Trieste: il 63,64%, e cioè oltre 106.000, mentre contrari all’Italia (fra indipendentisti e filojugoslavi, quindi posizioni anche totalmente inconciliabili fra di loro), contarono su circa 62.000 voti.

    Il generale Airey scrisse nella sua relazione spedita al consiglio di sicurezza dell’ONU: “L’aspetto più significativo dei risultati elettorali è chiaramente costituito dalla vasta maggioranza italiana degli elettori e dalla bassa percentuale dei gruppi favorevoli alla Jugoslavia e indipendentistici”.

    Siccome questo risultato fu uno schiaffo per gli jugoslavi, essi – che nel 1950 organizzarono un’elezione/truffa nella zona B del TLT, accompagnata a violenze di ogni tipo – si scatenarono con la propaganda, per cercare di dimostrare che le elezioni erano frutto di brogli.

    A distanza di sessant’anni, qui dentro ancora qualcuno crede alla propaganda comunista e nazionalista jugoslava, non essendo evidentemente riusciti ad elaborare il lutto.

    Ma questo non è un problema mio.

    L.

  63. Dimenticavo: Novak per arrivare a dire che gli “antiitaliani” furono all’incirca il 36% a Trieste, è costretto ad arruolare fra di essi i comunisti cominformisti, cosa che ovviamente è una forzatura mostruosa.

    Notoriamente, molti comunisti cominformisti erano assolutamente filoitaliani. Ma in qualche modo anche Novak deve manipolare un po’ i suoi dati, altrimenti andrebbe a toccare con mano una realtà non proprio allegrissima…

    L.

  64. Tergestin ha detto:

    @ Luigi

    Ammesso un bel niente, sei tu che capisci e leggi cio’ che vuoi. Sandi Volk e’ di parte? E qua ti voglio, lui appunto riduce il piu’ possibile il numero degli Esuli a Trieste! E guardacaso lo usi come fonte. Le associazioni degli esuli, Menia e compagnia bella parlano sempre di 60.000 esuli e meno di vent’anni fa il “comandante” Staffieri parlava di oltre 70.000 esuli (da usare come bacino elettorale contro il bolscevico Illy).

    Sulle elezioni del 1949 potremmo dirne pure di belle, visto il modo in cui furono condotte e se rimarremo in topic ci tornero’ sopra dopo (sono al lavoro e non ho libri sottomano per poter essere piu’ preciso).

    Tuttavia benche’ nel 1949 fossimo prima del “Grande Esodo” (che coincise, ma tu pensa il caso, a sua volta con quello dei Triestini verso il nuovissimo continente e la “seconda redenzione”) di esuli non ce n’erano pochini in citta’ comunque, dato che dall’Istria partirono grosse emigrazioni gia’ nel ’46 se non prima.

    Piccola nota sui comunisti cominformisti da parte di uno che in famiglia ne ha avuti diversi, tra cui alcuni pure noti in citta’: non erano “assolutamente filoitaliani”, si sentivano italiani o sloveni ma fedeli all’ideale internazionalista, convinti sostenitori di Stalin e ferocemente anti-Titini (vedevano in Tito un nazionalista traditore del bolscevismo internazionalista) e in buona parte erano favorevoli al TLT. Ma non certo un TLT da far guidare agli angloamericani capitalisti o ai nemici/rivali di Tito: l’idea di Vidali (ben vista dall’URSS) era di trasformare il TLT in uno stato Stalinista tra la Yugo e l’Occidente, sfruttando -manco a dirlo- il Porto.
    Vidali diceva sempre di stare in guardia sia da Tito e la sua “ciurma” sia da quell’Italia “che vota in massa la Democrazia Cristiana”.
    Basta leggersi i giornali dell’epoca, i discorsi di Vidali o i rapporti degli inglesi e americani per capire tutto questo.

    Posto quindi ancora una volta che nel ’49 la curia, i poteri forti locali e il comune fecero il diavolo a quattro per far votare gli esuli (e non solo, veniva pure gente da altre parti d’Italia, quando non si facevano votare anche i disabili e i vecchi trascinati a forza da ospizi e ospedali da preti e suore, per non parlare di elettori residenti in Friuli e alcuni addirittura…..morti; tutto documentato e facilmente reperibile), i dati parlano chiaro e dicono come nell’area urbana nonostante brogli e restrizioni, i partiti non filo-italiani si beccano qualcosa come oltre il 35% dei voti.

    Nonostante Bogdan Novak ti faccia accapponare la pelle solo per il suo nome e cognome, una forzatura mostruosa non te la fa proprio e te lo dice uno che di cominformisti ne sa qualcosina per “discendenza ereditaria”.

    Muggia fu un altro caso per il quale vale la pena tirar fuori un’altra chicca: gli esuli dai monti di Muggia, quando vi fu quel lieve aggiustamento del confine erano in massima parte operai del cantiere San Marco che si spostarono sia per avversione a Tito ma anche per comodita’ (fare il confine ogni giorno era una perdita di tempo mostruosa visto lo zelo delle guardie): in larga parte, comunisti vidaliani. Del resto lo stesso Vidali era nato li’. I muggesani esuli furono evitati (ed evitarono a loro volta) come la peste dalle associazioni di profughi e di raro ottennero lo status di profugo poiche’ inutili alla “causa”. Pochissimi di loro usufruirono di alloggi e pasti. Ed erano in buona parte italiani: gli sloveni e i croati -e ce n’erano- che invece decisero di diventare “Italianissimi”, ottennero subito lo status di esuli dalle associazioni.

    Anche qui, tutte coincidenze molto interessanti, non trovi?

  65. Srečko ha detto:

    Luigi

    La serbia fu alleato dell’Italia durante la I GM. Il regno SHS fu il successore della Serbia, ergo un alleato dell’Italia….

  66. effebi ha detto:

    la santo stefano mi sembra invece fu consegnata con “leggero ritardo” e in ogni caso tutte le corazzate di questa serie furono sottoposte a diversi lavori di aggiornamento… non erano proprio dei gioielli, e l’affondamento veloce di entrambe dismostra che non erano poi così “corazzate”…

    vabbè, se uno perde una guerra una ragione poi ci sarà pure…

  67. Srečko ha detto:

    effebi

    L’AU era in guerra gia’ da un anno, quando l’Italia le volto’ le spalle e le dichiaro’ guerra, dopo essersi armata per bene!

  68. effebi ha detto:

    68… ahi ahi ahi…. quindi l’invincibile e ordinato impero si è dissolto a causa dei pulcinella italiani…. noooo ! è terribile…

    vabbè ma, non è stata l’austria ad iniziare ? ha dichiarato guerra avendo in porto quattro corazzate scassate !?
    ma è vero che al varo della santo stefano combinarono un pasticcio e morirono alcuni operai !?

  69. MARCANTONIO ha detto:

    “I resti di quello che fu il piu’ grande esercito del mondo, risalgono in disordine e senza speranza, le valli che avevano disceso con orgogliosa sicurezza. …A. Diaz”

  70. Bibliotopa ha detto:

    Approfondite meglio il “regno SHS”. L’imperatore Carlo cedette in extremis la flotta ( nel bel mentre che i suoi generali ne discutevano il destino arrendendosi a Villa Giusti) allo stato degli Sloveni, Croati Serbi (in questo ordine)che si era costituito dentro la Monarchia che stava cadendo a pezzi nell’ottobre 1918, nel tentativo di salvarla: non l’avrebbe certamente regalata alla Serbia, che era stata la sua prima nemica della guerra. I Serbi a loro volta e questo succedeva nel novembre del 1918 si riunirono con il Montenegro ( regno che sparì con l’occasione) e solo il 1 dicembre 1918 in un movimento di pan jugoslavismo si unificò con il movimento di Trumbic ( che era croato) prendendo il nome di stato dei Serbi-Croati- Sloveni ( in questo ordine) sotto re Alessandro Karageorgevic presentandosi come Stato successore .

  71. sergio ha detto:

    voglio ricordare che la viribus Unitis cambio nome in “Jugoslavia” molti giorni prima come già scritto ho un proclama originale di arruolamento da parte del SHS datato non ricordo esattamente la data ma sicuramente 20 giorni prima dell’affondamento, di tutti gli ufficiali sottuficiali e marinai che volessero restare nella marina SHS, sono certissimo che l’alto commando italiano lo sapesse, in ogni modo mando lo stesso il Paolucci e il Rossetti i quali sperimentavano per la prima volta i primi maiali, nonostante la morte del comandante e di 500 marinai (per la marina italiana 300 uomini d’equipaggio) i due presero una medaglia al valore d’oro e la nomina a senatori a vita, tutto questo mentre la marina SHS festeggiava la fine della guerra e alla sua permanenza nel SHS dove in porto non c’erano più sentinelle e possibilità di incusioni da parte di alleati

  72. @ Bibliotopa

    Brava! Finalmente qualcuno che prima di scrivere è andata a leggersi un minimo di testi.

    Bellissimo sergio, che a sostegno di ciò che dice porta un “non ricordo esattamente la data” e un “sono certissimo”.

    Srecko invece oramai è più divertente di Crozza e Vauro messi insieme…

    L.

  73. dimaco ha detto:

    a qualcuno piace vincere facile a quanto pare.

  74. Mauricets ha detto:

    in definitiva dopo la caduta dell’ultimo imperatore cattolico il caos.

  75. sergio ha detto:

    @ Luigi veneziano chissa patocco?
    Ti ho già risposto una volta non mi ricordo esattamente la data, ma siccome sono sicuro e torno a dire sicuro che il proclama di arruolamento è stato fatto molti giorni prima dell’affondamento, sono sempre certissimo che l’alto commando marina o anche il servizio segreto italiano lo sapesse, se tu che sei sempre il più illuminato di tutti sai molte cose di più ti pregherei umilmente di erudire questo ignorante che osa affermare tanto, ringraziando in anticipo porgo distinti saluti

  76. sergio ha detto:

    @ luigi il veneziano

    una cosa è non ricordare la data esattamente, mi dispisce di non ricordarmela, ma circa i giorni sono sicuro, altro e essere certi che il servizio segreto italiano lo sapeva, non era un mistero l’acquisizione della flotta austriaca al SHS data da Carlo, invece è certo che l’Italia voleva restare padrona dopo la guerra dell’Adriatico o sbaglio?

  77. alpino ha detto:

    @Redazione, come promesso ho acceso la miccia del post che ha generato un centinaio di post (commento n°4) vojo la percentuale..vero anche che in 100 post gavemo ripercorso la prima guerra mondiale sbattendocene altamente dei cantierini prossimi al licenziamento, segno ahimè che dell’articolo originale non glie ne può fregar di meno a nessuno 🙂

  78. dimaco ha detto:

    fermo li alpino. siamo appena a 79 con il mio. non vendere la pelle dell’orso prima di averlo catturato.
    “ma siam pazzi? oh ragazzi non siamo mica qui a cucire le stelle rosse sulle titovke” eheheh

  79. alpino ha detto:

    Dimaco te vol che fasso schizzar el tread a 200 post? 😉 perchè te pensi che i tegni un destrorso come mi in un’arena de rossi come bora.la? perchè i sa che come verzo bocca vengo assalito all’unisono da dosento de lori 🙂 🙂 no te ga visto di là ga basta metterghe el sal sula coda ai ricercatori e xe vegnù fora un casin…sono un sobillatore ssss sobillatore 🙂

  80. @ sergio
    Sempre più bello: “sono sicuro e torno a dire sicuro”! Ragazzo mio, ma tu non hai scritto che questo bando di arruolamento ce l’hai? E allora fai presto: prendilo, fanne una scansione e spediscimela, e poi inserisci la data qua dentro! Oppure la realtà è che non è proprio tutto vero ciò che hai raccontato?

    @ alpino
    Tornando a noi: la cosa che mi fa veramente andare in bestia non è tanto il minor costo del lavoro, ma il fatto che i nostri principali competitor nella cantieristica sono paesi dove i diritti sindacali sono a zero (Cina) o al lumicino (Corea). Stiamo parlando di un sistema che così com’è non può reggere. Per ora abbiamo fatto questo scambio: noi diamo le ricchezze a te, e tu in cambio ci dai la riduzione o la compressione dei diritti acquisiti.

    Il futuro dell’uomo non può essere il modello cinese: io ho visitato la Cina e sono rimasto letteralmente inorridito nel passare attraverso una zona industriale dove con orgoglio ci hanno raccontato che lì si produce il 70% della componentistica dei computer del mondo intero, e tu vedevi ad ogni stabilimento abbinato un condominio. Nel condominio vivevano gli operai, che facevano una vita di casa/bottega a ritmo continuo, e – sempre le guide ci raccontavano – erano felici così, visto che prima morivano di fame nei villaggi agricoli dell’interno.

    Non è possibile competere con una robaccia del genere…

    L.

  81. Fiora ha detto:

    @80 macchè. Alpino, fato ben altroché ! ara che discussion corposa e pregna de contenuti che xè vignuda…
    Anche se me go ciolto el monopolio dele monade, ( 🙂 ) no me perdo un post de questa. Tuto ciò premesso, letto e integrà con le mie modeste acquisizioni precedenti…me sento in crisi de identità.
    Insoma noi Triestini COSSA SEMO?!

  82. dalmatian ha detto:

    M.R.I. non significava Movimento Repubblicano Italiano bensì Movimento repubblicano Indipendentista.

  83. Fiora ha detto:

    @81 ah, Luigi, sai che col classico modo di sentire femminile, la prima cosa che mi è venuta da chiedere ad un amico reduce da un viaggio in Cina che grossomodo mi descriveva analoga realtà ? MA SONO FELICI I CINESI? lui mi ha risposto che non sono felici individualmente (come capita qualche volta a noi nella vita!) ma “collettivamente”, nel contribuire individualmente alla grandezza del loro paese …mah, chissà!

  84. sergio ha detto:

    luigi VE
    caro ragazzo vedo che metti in dubbio la mia parola, mi fai passare per uno che le racconta, ok tirerò fuori il documento ma fotocopie a te assolutamente no, se lo vorrai vedere e leggere constatare la sua originalità devi venire a Trieste Ok altro no, mi da un pò fastidio passare per bugiardo da una persona arrogante

  85. @ sergio
    E’ già la seconda volta che citi ‘sto documento, che fra l’altro smentirebbe TUTTO quello ch’è stato scritto sull’argomento.

    Dopo di che, la prima volta ti sei rapidamente defilato.

    Questa volta si accettano scommesse.

    @ Fiora
    A Hong Kong abbiamo avuto come guida un tizio i cui genitori erano colà scappati quando la Cina divenne comunista. Quindi un tizio non sospettabile si simpatie per il regime. Eppure ci ha raccontato la stessa identica cosa: “Voi occidentali mettete in primo piano la realizzazione personale, noi invece per prima cosa pensiamo alla collettività e solo dopo a noi”. E poi ci ha snocciolato con orgoglio i record raggiunti dalla Cina.

    L.

  86. @ Tergestin
    Io non ho detto che i cominformisti erano TUTTI filoitaliani. Ho scritto che MOLTI erano filoitaliani.

    E la cosa è assolutamente veritiera: basta leggere per esempio il libro di memorie di Paolo Sema, cominformista e capo del partito a Pirano, che esodò come praticamente tutti i comunisti locali, favorevoli all’Italia. Lui si stabilì proprio a Trieste.

    L.

  87. Fiora ha detto:

    @86 Chissà Luigi,se pure noi Triestini “felici” come Cinesi… ‘desso che ga vinto Cosolini 🙂

  88. capitan alcol ha detto:

    Anche a voler essere ottimisti non si capisce dove stia il cuore del contendere.
    E’ innegabile il decadimento della vita economica triestina in entrambi i dopoguerra.
    Facendo le dovute proporzioni (è ovvio che un secolo fa non si viveva meglio di oggi) potenzialmente Trieste è sottosviluppata e questo è coinciso con momenti storici ben precisi.
    Secondo me la città è stata vittima della storia del novecento, se ne è costruita una immagine di fortino assediato dalle orde titino slave che andava preservata chiudendola ai traffici con l’area retrostante.
    Potremmo chiederci cosa sarebbe Venezia se il suo retroterra si limitasse alla parte di terraferma dell’attuale comune e non avesse il turismo a dare aria all’economia cittadina.

  89. Servolier ha detto:

    ci indebitiamo vendendo titoli di stato ai cinesi per comprare a credito prodotti cinesi, che vengono trasportati in Europa in container cinesi su navi cinesi costruite in Cina da cantieri cinesi che prendono un sacco di soldi in interventi pubblici, le merci poi vengono smistate da operatori logistici cinesi e infine vendute in ipermercati a capitale misto cinese-europeo
    tra un po’ anche i grandi cruiser verrannno prodotti in Cina (la Corea si sta gia’ attrezzando) e la cantieristica europea morira’ del tutto

    Grazie Europa, grazie Bruxelles

  90. effebi ha detto:

    89 mi sembra che Fiume ha continuato ad avere un vasto retroterra alle spalle… e uno stato tutto a supporto…
    risultato ?

  91. effebi ha detto:

    risultato è che probabilmente motli fiumani vengono a lavorare a trieste , sul contrario non ne sarei certo

  92. chinaski ha detto:

    @ fiora e luigi

    forse la domanda bisognerebbe rivolgerla a un minatore o a un operaio, non a un imprenditore, o a un aparacnik o a un “intellettuale”.

    riporto questo aneddoto, pescato su giap. (n.b. zizek e’ uno psicanalista, e un filosofo marxista)

    “L’armonia è una cosa molto bella in musica, ma sul piano sociale è un concetto pericoloso. Quando Zizek andò a Pechino chiese a un intellettuale cinese cosa si intendesse per “società armonica”. Quello gli rispose che “società armonica” è dove ciascuno sta al proprio posto, dove c’è ordine, ognuno svolge la mansione più adatta a lui etc. Al che Zizek rispose: “Oh, adesso capisco! In Europa lo chiamiamo ‘fascismo’.””

  93. dimaco ha detto:

    be luigi lo sappiamo tutti ormai che la cina è il paese capitalista dove si sono applicate con maggior estensione le regole del capitalismo più spinto.

  94. sandi volk ha detto:

    @ Luigi
    Sono Sandi Volk. Caro Luigi, fa piacere che leggi quello che scrivo, ma evidentemente o non leggi bene, oppure riporti solo quanto ti fa comodo. Infatti, rispetto al numero dei profughi stabilitisi a Trieste scrivo letteralmente”La cifra che mi pare più probabile è così quella che oscilla tra i 56.000 e i 69.000″(Esuli a Trieste, p. 314). Quanto ai tuoi apprezzamenti e caratterizzazioni nei miei confronti, tutto lecito, ma non le falsità. In base a cosa mi attribuisci l’intenzione (metaforica, dici) di voler bruciare in piazza tutti gli italiani? Lo sai che è falso, vero, quello che scrivi di me? Quindi ti inviterei a non farlo più, puoi insultarmi quanto vuoi, ma non scrivere il falso.
    mi spiace per te, ma io nemmeno metaforicamente brucerei gli italiani in piazza. presentarmi così fa semplicemente comodo a te e agli amici tuoi. Vedi di non scrivere più falsità sul mio conto, grazie. E poi, quando citi, cita correttamente, e non come ti pare.

  95. sfsn ha detto:

    @ luigi:
    il programma del Partito Comunista del TLT (i cominformisti di Vidali), in uno dei primi punti, auspicava la nomina del governatore da parte dell’ONU, affinchè il TLT potesse diventare uno stato sovrano ed indipendente.
    Se questo fa del PCTLT un partito filoitaliano, allora Mladic è un fautore del Bosnia Erzegovina.

  96. sergio ha detto:

    @Luigi VE

    OK scommettiamo lascio a te la proposta

  97. @ sandi volk
    Chiedo scusa, ovviamente sul numero degli esuli a Trieste hai ragione tu. Il fatto è che ho confuso la tabella di pagina 249 con quella di pagina 297. E’ interessante comunque notare che in entrambi i casi si tratta di tue personali stime, e che ovviamente sono le stime maggiori che io trovo in circolazione.

    Riguardo invece al tuo sentimento nei confronti degli italiani, leggo che tu metti constantemente in relazione la Repubblica Italiana col fascismo – della quale la seconda sarebbe stata sostanzialmente la continuazione del primo, così come affermi che i rappresentanti della Repubblica Italiana vanno ad onorare i martiri delle foibe in pratica perché sia i secondi che i primi sono dei fascisti.

    E queste sono solo un minimo assaggio delle “perle” che tu riservi all’Italia.

    Di conseguenza, mantengo il mio parere già espresso, pur riconoscendo che esso è particolarmente colorito.

    @ sfsn
    Ripeto ciò che ho scritto: “molti cominformisti” erano filoitaliani, e questo è un dato di fatto incontrovertibile. Basta ricordare che da quando Ursic fece la scissione del PCTLT creando il Fronte Popolare Italo-Slavo (1948), la linea era stata indicata al nuovo segretario Vidali direttamente da Palmiro Togliatti, che rese nota la sua lettera a Thorez del 21 aprile 1946, che venne in seguito pubblicata con un titolo eloquentissimo: “Trieste è italiana e voi a Belgrado sbagliate”. Il testo della lettera lo trovi alle pagine 148 ss. del libro di Paolo Sema “Siamo rimasti soli”, dedicato alla storia del PCI nell’Istria nord-occidentale fra il 1943 e il 1946.

    Mladic lascialo pure perdere.

    L.

  98. @ sergio
    OK: facciamo uno spritz offerto a tutti gli amici di bora.la in un bar di Trieste in una delle prossime settimane.

    Se hai ragione tu, e cioè se è vero che hai questo bando di arruolamento dello Stato degli Sloveni, Croati e Serbi e questo bando di arruolamento è di almeno venti giorni giorni precedente l’affondamento della Viribus Unitis, allora pago io.

    Se non è così, allora paghi tu.

    Luigi (veneziano)

  99. alpino alias tabaccaio, alias ultracorpo, alias forza oscura... ha detto:

    talvolta bisogna onorare l’avversario e ammetterne la sua superiorità in battaglia, quando Luigi ve da stecche per i denti come in questo caso..:-)

  100. sfsn ha detto:

    el PCTLT iera talmente filoitalian, che nel 1957, quando el xe confluì nel PCI come federazion autonoma de Trieste, i ga dovù ristampar tutte le tessere perchè siccome ghe iera el tricolor de sora i comunisti triestini se rifiutava de iscriverse al partito. E sta storia delle tessere diverse rispetto al PCI xe andada avanti fin ai anni ’60 (sta roba no me la son inventada mi ma xe riportada sia nei libri de Claudio Tonel che da Stojan Spetic)

  101. Articolo de “L’Unità” del 27 ottobre 1954:

    Titolo: “Le truppe italiane sono entrate a Trieste salutate con gioia da tutta la popolazione”

    Testo: “L’Italia dunque è arrivata a Trieste. (…) La folla incontenibile dei triestini e dei forestieri giunti per la circostanza ha sommerso le cerimonie ufficiali predisposte con cura dalle autorità governative, trasformandole in un’unica manifestazione di giubilo, di cui è pressoché impossibile ricostruire diligentemente la cronaca. (…) I comunisti italiani di Muggia, come quelli dei paesi vicini, si sono recati in visita nelle caserme insieme ai cittadini evacuati dalla zona collinare ceduta a Tito, ed hanno offerto ai militari un rinfresco, intrecciando con loro fraterne conversazioni. Eccetera, eccetera, eccetera.”

    Questi erano gli antiitaliani.

    L.

  102. sfsn ha detto:

    ciò,
    ara che l’Unità iera l’organo de stampa del PCI no del PCTLT, quel del PCTLT iera “Il Lavoratore”. Vatte a leger i articoli de fine otobre ’54: i scriveva robe tipo “La realizzazione del TLT e del porto franco integrale continuano ad essere i punti fondamentali del programma dei comunisti triestini”

  103. capitan alcol ha detto:

    ahahahah Luigi stai dicendo l’esatto contrario di quello che vuoi dimostrare.
    Praticamente hai riportato che i comunisti italiani erano filo-triestini, non che i comunisti triestini erano filo-italiani.

  104. Forse non è chiaro che i comunisti del TLT erano una costola del PCI, e che Vidali prendeva ordini direttamente da Togliatti.

    L.

  105. sandi volk ha detto:

    @ Luigi
    caro mio, confermi che tu interpreti le cose come ti fannno più comodo. Sui numeri: quella cifra (circa 70.000) è quella citata anche dalle organizzazioni dei profughi, nonché quella stimata sui dati del censimento del 1961 (quest’ultima cosa la trovi alla stessa pagina del mio libro). Quindi non sono stime solo mie. E poi come mai le mie stime più basse ti vanno bene, quelle più alte (e confermate da altre fonti) no?
    Quanto al mio odio per gli italiani evidentemente non riesci a distinguere stato da popolo – se dico che la Repubblica è in buona parte la continuatrice del fascismo (non è proprio così, ma mettiamola così per brevità)e che oggi i suoi rappresentanti proclamano martiri dei fascisti conclamati, cosa centra questo con il popolo italiano? Tra l’altro condivido queste opinioni con numerosissimi italiani, quandi anche loro brucerebbero gli italiani in piazza?
    Con ciò ho finito, non intendo più replicare. Ma ti invito ancora a non schivere menzogne su di me.

  106. Mauricets ha detto:

    forse non tutti sanno che il il duce proclamo le leggi raziali a trieste. e che era socialista.

  107. Mauricets ha detto:

    forse non tutti sanno che la risiera era l’unico campo di sterminio in italia.

  108. Mauricets ha detto:

    forse non tutti sanno che trieste fu annessa al Terzo Reich sotto l’alto commissario per l’Adriatisches Kustenland, fino al 1945. con la benedizione di mussolini.

  109. Mauricets ha detto:

    luigi. per piacere non cadere in demagogia spicciola. mi deludi. scritto da un italiano liberale e democratico.

  110. chinaski ha detto:

    @mauricets

    per favore, non cominciamo a fare casino. mussolini fu espulso dal partito socialista nel 1914, e dopo la guerra mise le sue squadracce al servizio degli agrari contro i braccianti e le organizzazioni socialiste e comuniste. nel ’19-’22 in italia ci fu piu’ o meno una guerra civile, che vide contrapposti socialisti, comunisti, repubblicani, anarchici, arditi del popolo da una parte, e fascisti dall’ altra.

  111. Mauricets ha detto:

    ma le origini sono socialiste, l’organizzazione del partito e il piglio da sindacalista del duce derivano da quel schema mentale.

  112. Mauricets ha detto:

    a si fu espulso dai socialisti perche? perche irredentista e interventista.

  113. @ sandi volk

    Ok, allora diciamo che odi la Repubblica Italiana. Che poi la Repubblica Italiana abbia qualcosina a che fare con gli italiani, evidentemente ciò per te è del tutto secondario…

    A proposito, com’è che partecipi alle iniziative del Coordinamento Nazionale per la Jugoslavia, che a suo tempo diffuse le tesi difensive del criminale di guerra Slobodan Milosevic e che nel suo sito afferma che l’ex presidente serbo è stato assassinato?

    L.

  114. Mauricets ha detto:

    Milosevic era un furfante, ha fregato il suo popolo come pochi. Manipolando la realta con le tv e la stampa. chi ti ricorda ? purtroppo per lui le bombe erano reali, e se ti ricordi bene qualcuno scese in piazza a belgrado.

  115. alpino alias tabaccaio, alias ultracorpo, alias forza oscura... ha detto:

    @Dimaco
    abbiamo abbondantemente superato i 100! traguardo raggiunto forse lo doppiamo? chi lo sa..

  116. dimaco ha detto:

    speta che finiso de basarme con tito.

  117. chinaski ha detto:

    @maurice

    senti ben, di liberali sulle barricate nel ’20-’21 se ne son visti ben pochi. e sai perche’? perche’ i liberali appoggiavano mussolini contro i socialisti. infatti mussolini, nascondendosi dietro a qualche slogan e a qualche simbolo preso a prestito dal movimento operaio, ha fatto fin da subito una politica favorevole al padronato agrario e industriale. i socialisti e i comunisti volevano modificare i rapporti di proprieta’ e di produzione, gli uni attraverso riforme, gli altri attraverso la rivoluzione. mussolini e i fascismo invece li cristallizzarono once and for all nella struttura dello stato corporativo.

  118. Mauricets ha detto:

    dimentichi l’aretratezza dell’italia rispetto al resto d’europa. nella penisola il pensiero liberale era ben poca cosa se paragonato ai paesi piu svilupati. il massimo era giolitti, uno che in francia non avrebbe avuto due soldi di cacio. e tuttavia fu oppositore del governo di mussolini nel 1924.

  119. Mauricets ha detto:

    come del resto la nostra monarchia era considerata alla stregua di contadinotti.

  120. Mauricets ha detto:

    ma se poi guardi bene vedi che nei termini il duce mai ha dimenticato le origini, non disse “rivoluzione fascista”? e poi ipotizo uno Stato-società basato sulle corporazioni, similmente alla rivoluzione francese.

  121. chinaski ha detto:

    senti maurice, io non dimentico un bel niente. i liberali c’erano o no sulle barricate? non c’erano. puoi provare a girarla come vuoi, ma non riuscirai mai a dimostrare che fascismo=socialismo, perche’ non e’ storicamente vero.

  122. Mauricets ha detto:

    no si puo affermare fascismo=socialismo, ma io penso che si possa asserire che il socialismo sia degenerato nel fascismo, una mutazione del tutto simile ad oggi, dove esponenti socialisti e comunisti siedono sui banchi del centro destra. tanto che fini schifato dice: c’è bisogno di una nuova destra, liberale ed europea. ma allora quella che ora governa cosa è?

  123. Mauricets ha detto:

    dimmi dove in europa i socialisti stanno a destra. a si il milan è rosso-nero…

  124. chinaski ha detto:

    ma mussolini puo’ parlare di rivoluzione quanto vuole. cio’ non significa che abbia fatto la rivoluzione. l’ instaurazione del suo regime non ha toccato minimamente le grandi proprieta’, i grandi latifondi, i grandi monopoli. neppure il potere della chiesa e’ stato toccato, anzi. il regime fascista non e’ nato da un moto popolare: il consenso di massa e’ venuto dopo.

    ma cosa c’entra poi la rivoluzione francese? la rivoluzione francese e’ durata un decennio, ha modificato in modo radicale la struttura della societa’, e ha disseminato idee di liberta’ per due secoli. addirittura l’ insurrezione anticoloniale di haiti contro i francesi aveva come parole d’ordine quelle della rivoluzione francese, tanto per dire quanto fossero universali quegli ideali.

  125. Mauricets ha detto:

    se vuoi i nomi dei socialisti e altro (NON DESTRA)nel pdl :
    In questo governo ben 6 ministri del PdL hanno formazione laica o comunista: Elio Vito (radicale), Sacconi (socialista), Tremonti (socialista), Brunetta (socialista), Frattini (socialista) , Bondi (comunista)

    Ecco l’elenco di wiki:

    Ex-Repubblicani

    * Paolo Amato
    * Gabriele Boscetto
    * Luigi Casero
    * Simeone Di Cagno Abbrescia
    * Salvatore Fleres
    * Jas Gawronski
    * Piergiorgio Massidda
    * Giancarlo Mazzuca
    * Gilberto Pichetto Fratin
    * Mario Pescante
    * Denis Verdini

    Ex-Radicali

    * Giuseppe Calderisi
    * Daniele Capezzone
    * Benedetto Della Vedova
    * Marcello Pera
    * Gaetano Quagliariello
    * Eugenia Roccella
    * Elio Vito

    Ex-Socialdemocratici

    * Nicola Cosentino
    * Carmelo Morra
    * Paolo Russo
    * Simona Vicari
    * Carlo Vizzini

    Ex-Leghisti

    * Lucio Malan (già elettore di PLI e PRI)

    Ex-Comunisti/Pidiessini

    * Sandro Bondi

    Ex-Democrazia Proletaria ed extraparlamentari di estrema sinistra

    * Antonio Azzollini
    * Gianfranco Miccichè

  126. Mauricets ha detto:

    ma non capisci che mussolini ha usato i miti socialisti, che derivano anche dalla rivoluzione francese per abbindolare la gente? ha o non ha fatto questo?

  127. Mauricets ha detto:

    e ne ha usato anche i mezzi, la marcia su roma cosa era se non un’azione rivoluzionaria? non sono marciati sulla bastiglia i rivoluzionari? ha usato gli stessi mezzi in contesti e tempi diversi, per fini diversi e con risultati diversi, ma lo schema è uguale: manovrare le masse.

  128. Mauricets ha detto:

    perche in verita è stata la borghesia parigina a ribellarsi ai sovrani, aizando i miserabili. o pensi che i derelitti di parigi veramente interessava qualcosa oltre a un pezzo di pane e una pinta di vino?

  129. chinaski ha detto:

    ma la marcia su roma non e’ stata una rivoluzione. non hanno preso il potere, e’ stato il re a darglielo, dai, possibile che tu non veda la differenza?

    nella rivoluzione francese l’ impulso iniziale e’ venuto dalla borghesia, ma poi si sono mossi anche i proletari, in modo molto piu’ radicale. infatti poi la borghesia ha cercato in tutti i modi, riuscendoci alla fine, di normalizzare la situazione. gia’ questo dovrebbe farti capire la differenza tra i due eventi: da un lato abbiamo una situazione complessa, con varie forze che si sprigionano a catena, e fanno saltare uno ad uno i capisaldi del potere costituito. dall’ altra abbiamo un movimento che si compromette fin da subito col potere costituito, e si propone come suo cane da guardia.

  130. Mauricets ha detto:

    e vero, ma io penso che il punto di origine è lo stesso, non i risultati c’è stata una degenerazione, una metamorfosi. per molto motivi. in primis non siamo la francia, abbiamo il papa in casa. ne potremo trovare mille. e contestualmente penso che oggi noi siamo una anomalia nelle democrazie occidentali.

  131. chinaski ha detto:

    quanto ai riciclati di sinistra nei partiti di destra, scusa ma non c’entra niente. si tratta di persone che si muovono di qua e di la’ in cerca di una carega, mica hanno fondato ideologie.

    comunque hai dimenticato giuliano ferrara (ex pci), bossi e maroni (ex dp), tiziana maiolo (ex lotta continua), ecc. ecc. ecc.

    tutta gente che ha alle spalle una militanza di sinistra, ma ora esprime posizioni inequivocabilmente di destra. questo mica vuol dire che tali posizioni abbiano una qualsiasi relazione con la cultura di sinistra.

  132. chinaski ha detto:

    ma maurice, in italia, nel ’20-’21, a contrapporsi ai fascisti erano proprio i partiti che appartenevano al phylum rivoluzionario nato dalla rivoluzione francese.

  133. Mauricets ha detto:

    e invece penso di si. alfano andava ai concerti di guccini, pensarlo a cantare “la locomotiva” mi chiedo cosa gli passi ora per il cervello. guarda che questi frequentavano gia da giovani, all’universita, nelle sedi di partito ec ec i centri culturali e ideologici di sinistra.

  134. Mauricets ha detto:

    ovviamente nel 20-21 non hanno deviato tutti! ma una parte consistente si. come ora.

  135. Mauricets ha detto:

    non so quanti anni tu hai, ma io ricordo molto bene alcuni di loro. e ti posso assicurare che i loro discorsi erano propio di sinistra. anzi ti diro che si spingevano su posizioni di estrema sinistra, quasi extraparlamentare.

  136. Mauricets ha detto:

    il 137 è riferito al presente. mica sono matusalemme!

  137. chinaski ha detto:

    maurice, sei completamente fuori strada. trovami una sola cosa detta da tiziana maiolo o da angelino alfano *ora*, nel 2011, che sia riconducibile a una cultura di sinistra.

    tu confondi le storie personali di qualche dirigente con la storia di una corrente di pensiero. e’ come se uno dicesse che, visto che magdi allam si e’ convertito al cristianesimo, allora il cristianesimo e’ una costola dell’ islam.

  138. Mauricets ha detto:

    pensaci bene, pensa cosa a suo tempo Daniele Capezzone
    dichiarava su tematiche tipo gay,droga,eutanasia. posizioni ideologiche pure e certamente non coicidenti a quanto sostiene ora il pdl.

  139. Mauricets ha detto:

    a be ma se tu vuoi una nazione di saltafossi sei libero di godertela. a me non piace. e poi un uomo è la sua storia.

  140. Mauricets ha detto:

    ma veramente entrambe le religioni sono una costola dell’ebraismo. strano non trovi?

  141. chinaski ha detto:

    per dire: quando tiziana maiolo dice che e’ piu’ facile educare un cane che un rom, secondo te sta esprimendo una posizione di sinistra? quando brunetta o sacconi deridono i lavoratori in sciopero, sono di sinistra?

  142. Mauricets ha detto:

    sono uomini di sinistra che si sono bevuti il cervello. perche posizioni cosi becere nella destra liberale europea non le trovi, e non trovi nemmeno i nostri saltafossi. ovviamente parlo sempre di paesi avanzati.

  143. chinaski ha detto:

    maurice, ma di cosa stiamo parlando? ma dove avrei detto che mi piacciono i saltafossi? io sto facendo un discorso su cosa siano la destra e la sinistra, sul perche’ il fascismo non possa essere considerato una forma di socialismo, sulla differenza tra rivoluzione e restaurazione, e tu mi tiri fuori sandro bondi?

  144. Mauricets ha detto:

    a si ci metterei anche gli exsindacalisti nella lista dei saltafossi.

  145. Mauricets ha detto:

    io dico semplicemente che dalla sinistra si è staccata una costola che ha fatto e sta facendo danni. ora come allora.

  146. chinaski ha detto:

    il tuo discorso non sta in piedi. quelle persone non hanno portato niente della loro vecchia cultura di sinistra nei partiti in cui sono approdati. anzi, ne hanno abbracciato in toto le posizioni piu’ oltranziste.

  147. chinaski ha detto:

    ma evidentemente vuoi dimostrare tutti i mali dell’ universo provengono dalla sinistra, sport piuttosto diffuso di questi tempi.

  148. Mauricets ha detto:

    appunto, saltafossi. come il duce a suo tempo!

  149. chinaski ha detto:

    il bello e’ che di sinistra in giro ormai se ne vede ben poca. posizioni che trent’ anni fa venivano considerate socialdemocratiche ora sono bollate come estremistiche.

  150. Mauricets ha detto:

    piu che dalla sinistra dai socialisti. ti ricordi craxi? il pentapartito? ora siamo nella stessa situazione. spero che l’epilogo sia diverso e che questa marmaglia venga messa in condizione di non nuocere. o faremo la fine della grecia.

  151. Mauricets ha detto:

    ma non lo vedete? non lo capite verso dove sta andando il paese?

  152. chinaski ha detto:

    ecco, craxi. craxi ha fatto di peggio che saltare fossi: ha trasformato il psi in un partito di centrodestra (tralascio le vicende giudiziarie che in questo momento non c’entrano).

  153. Mauricets ha detto:

    esatto, come mussolini.

  154. Mauricets ha detto:

    e silvio sai bene che gli deve le tv (a craxi), visto che a suo tempo stravolse la legisltura italiana in materia. creando un mostro unico nei paesi occidentali.

  155. chinaski ha detto:

    ma mussolini non trasformo’ il psi in un partito di destra, dai maurice, per l’amor di dio. mussolini fondo’ un suo movimento ex novo. movimenti analoghi nascevano un po’ dappertutto in europa, in quegli anni. pensa ai freikorps che repressero l’ insurrezione spartakista del ’19. eccetera.

  156. Mauricets ha detto:

    se mi permetti: cosi come mussolini ha estromesso gli allora partiti degli operai dal parlamento, nella storia contemporanea vediamo che l’asse craxi-silvio altro non è che il medesimo tentativo. mezzi e modalita diversi, ma fini uguali. ora ci salva un barlume di costituzione e un briciolo di democrazia.

  157. chinaski ha detto:

    veramente non capisco piu’ dove cavolo vuoi andare a parare, butti tutto dentro nel mucchio, mussolini, craxi, sandro bondi, il socialismo, il fascismo, tutto una marmellata. cosi’ non si va da nessuna parte.

  158. Mauricets ha detto:

    io dico solo che la storia si ripete, che c’è un tentativo sempre presente di soggiogare i deboli. e che in italia gli attori sono sempre gli stessi.

  159. Mauricets ha detto:

    una sorta di materialismo storico.
    “La storia è il risultato dell’azione delle condizioni sociali sull’uomo e dell’azione dell’uomo sulle condizioni sociali.”

  160. maja ha detto:

    a leger mauricets, qualche volta me vien el mal de mar.

  161. Mauricets ha detto:

    quando me rilegio anche a mi!

  162. Mauricets ha detto:

    e po, qual se el record? me piaseria baterlo!

  163. maja ha detto:

    che record? del numero dei comenti o del comentator più bravo a procurator el mal de mar ai altri utenti?
    (nela seconda categoria, per mi, el vincitor assoluto xe el mio amico asem.)

  164. maja ha detto:

    (a procurar)

  165. Mauricets ha detto:

    orca! alora el xe sai bravo!

  166. Mauricets ha detto:

    bon vado a dormir go mal de testa!

  167. chinaski ha detto:

    son apena anda’ a ciorme un alka seltzer

    (maja, ti che te me capissi, spero che te aprezera’ la citazion leteraria)

  168. maja ha detto:

    e come no, hank. aprezo ecome!

    citazion musical-letteraria per ti:
    http://www.youtube.com/watch?v=7WswDkb133Y

    (no che a un buongustaio come ti possi piaserghe sta musicazza, che se capimo)

  169. effebi ha detto:

    però.. che stranezze… dopo la 115 di luigi un temporale di interventi (pure ot) ti due tre utenti…

    mah… che roba !

  170. Tergestin ha detto:

    @ Luigi

    Gia’ hai steccato non poco con il negare la verita’ sui Triestini in Australia e il preciso disegno etnico-politico di mandarceli, condiviso da molti storici, moderati e non solo. E vabbe’, capita a tutti. Poi stecchi su Volk. Ma che vieni pure a dirci cos’era il PCTLT quando ti si portano articoli, citazioni e testimonianze di chi in famiglia aveva gente votata allo Stalinismo Ortodosso…..insomma su. Non e’ il caso.

    Ricordati inoltre che l’Italianissimo Togliatti prima della rottura tra Stalin e Tito trattava con quest’ultimo per il confine orientale, con l’idea provvisoria di tenersi alla peggio Trieste e regalare Gorizia. In quegli anni l’Unita’ parlava di Trieste smentendosi un giorno si’ e l’altro pure, pensa che dettero dei Fascisti agli indipendentisti del Corriere di Trieste (che erano fortemente e dichiaratamente antifascisti) perche’ dissero che la colletta per i doni mandati dai comunisti giuliani a Stalin avrebbero potuto essere piu’ popolarmente impiegati per la costruzione di pubblici scaldatoi. Fai un po’ te.

  171. @ Tergestin
    I tuoi ricordi sono molto labili: il fatto che vi fosse la volontà *politica* di spedire i triestini in Australia è una balla supercosmica, a meno che tu non confermi che vi fosse anche la volontà *politica* di spedire all’estero nello stesso periodo circa 650.000 veneti.

    La realtà è che l’Italia appena alla fine della guerra era in considzioni pietose, e 4,4 milioni di italiani emigrarono dal paese fra il 1945 e il 1961. Apri gli occhi, vecchio mio!

    Riguardo il PCTLT, confermo quanto ho scritto. Ovviamente tu porti i ricordi del nonno, io ho portato articoli e scritti pubblicati, con tanto di riferimento. Ognuno può giudicare da sé.

    L’incontro fra Togliatti e Tito con la proposta di scambio Gorizia/Trieste – caro il mio ignorantone – è del novembre del 1946, mentre la creazione – sulla carta – del TLT è del febbraio del 1947. Ciò significa che all’epoca il ovviamente PCTLT nemmeno esisteva. Forse anche uno con gli occhi foderati di prosciutto come te può capire che parlare di ciò che il PCTLT pensava nel 1949 (data delle elezioni) è un po’ diverso rispetto a ciò che pensava nel 1946 (prima della nascita del TLT) e nel 1947 (prima della scissione dei titoisti di Ursic).

    Leggere un paio di libri non ti farebbe male.

    L.

  172. Srečko ha detto:

    Luigi detto il Veneziano

    Il lupo perde il pelo non il vizio. Il tuo metodo di offendere e squalificare chi non la pensa come te, ti ha gia’ reso invisa buona parte dei lettori di Bora.la. La tua arroganza non ha limiti!
    Tu che citi sempre fonti sicure e sicurissime, usi queste fonti come ti pare, Sandi Volk ha dimostrato il come!

  173. @ Srecko
    Essere inviso a te è un mio personale vanto.

    L.

  174. Il Territorio Libero di Trieste e il Porto Libero di Trieste esistono e sono per Legge Internazionale in pieno vigore.

    Non abbiamo bisogno dell’autonomia italiana perché siamo giá piú che autonomi, siamo UNO STATO INDIPENDENTE governato dall’Organizzazione delle Nazioni Unite.
    Non dobbiamo fare nessuna secessione perché siamo una NAZIONE integra neutrale indipendente e demilitarizzata.

    Chi vi dice che il TLT/STO o il PLT non ci sono piú, od addirittura che non sono mai esistiti, o che non si sono mai costituiti, sono solamente degli ignoranti o in malafede degli imbroglioni truffatori e manigoldi.
    Queste persone non serve convincerle perché sono o chiuse nella loro ignoranza o chiuse nella loro posizione di negare l’evidenza dei fatti delle prove e della legge.

    Comitato Odbor PLT – una volta ripristinata la LEGALITÁ tutto si chiarirá e soprattutto il Porto riprenderá a lavorare come deve lavorare il porto piú a nord del Adriatico con i fondali di 18-20 metri giusti giusti per accogliere le nuove SuezMax da 8800Teu. BORI LAVOR SVILUPO e FUTURO, eco cosa ghe sará.

  175. Paolo Geri ha detto:

    Tanto per far capire quanto fossero “filo-italiani” ed eterodiretti da Togliatti – come afferma il Ven eziano – i comunisti-triestini, ricordo che l’ Italia torna a Trieste nel 1954 e solo nel 1957 con un Congresso straordinario, preceduto dai conngressi di cellula e di sezione, cui partecipano oltre 2.000 iscritti, i comunisti triestini si “ricongiungono” al P.C.I. ma ponendo come condizione l’ adesione in forma di “Federazione AUTONOMA Triestina del P.C.I.”. E non si trattava di un “contentino” formale. Posso portare la mia testimonianza diretta essendo stato componente della Segreteria Preovinciale del P.C.I. di Trieste dal 1978 al 1988. La Federazione Autonoma Triestina del P.C.I. aveva eletti “garantiti” non solo nel Comitato Centrale ma in tutte le principali Commissioni Nazionali di lavoro del Partito. Io facevo parte della Commissione Nazionale di Amministrazione e non ero scelto come persona, ma IN QUANTO amministratore di Trieste. Analoganmente avveniva per il segretario provinciale. Racconto un’ episodio che pochi possono conoscere perchè fu “interno” al dibattito di partito. Nel 1981 un componente del Direttivo Provinciale (indovinate chi ?) avanzò la proposta di togliere la dizione “autonoma” alla Federazione del P.C.I. di Trieste. Il segretario politico di allora, Claudio Tonel, minacciò le dimissioni ove la proposta fosse stata approvata. Vidali propose il deferimento del proponente alla Commissione Federale di Controllo per le opportune misure disciplinari. Poi il tutto “rientrò” perche il Direttivo Provinciale votò (con il solo voto contrario del proponente)il mantenimento della dizione di Federazione Autonoma. E vi parlo del 1981 non del 1954.

  176. Fammi capire: tu vuoi dirmi che secondo te Vidali – grande capo del PCTLT dopo la scissione di Ursic e i suoi – non prendeva ordini da Togliatti?

    Viviamo forse su Marte?

    Vidali in un suo libro scritto ben dopo la morte di Togliatti scrisse:

    “Conobbi un Togliatti sereno, controllato, misurato nel gesto e nella parola (…), lucido nell’analisi della sempre più intricata e disperata situazione politica e militare. Risultò in quei momenti più chiaro alla mente di tutti noi ciò che doveva essere un capo e quanto eccezionale era dimostrarsi tale”.

    Fra Vidali e Togliatti non mancarono gli scontri, e la cosa è normale tenendo conto dell’enorme differenza anche caratteriale fra i due, ma alla prova dei fatti ogni volta che Togliatti comandò, Vidali eseguì senza discutere.

    E Vidali, lo ripeto ancora, ERA il PCTLT.

    Che cosa quindi aveva proposto Togliatti? Qual era la linea del PCI (e quindi quella di Vidali) in merito al TLT?

    Era una linea che Togliatti espresse più e più volte:

    1. Formazione del TLT
    2. Cacciata di tutti gli eserciti occupanti (anglosassoni e jugoslavi)
    3. Plebiscito dei cittadini del TLT: rimanere autonomi, essere annessi all’Italia o andare con la Jugoslavia

    Togliatti scrisse varie volte che in questo caso il TLT sarebbe stato il modo migliore per difendere gli interessi della Patria (esatto: lui scrisse proprio “Patria”!!!), evidentemente convinto del fatto che la grande maggioranza di italiani esistente nel TLT (non dimentichiamoci che a parte le piccole località di Duino, San Dorligo, Villa Decani e poco altro, tutti i centri erano a maggioranza italiana da sempre, e parlo di Trieste, Capodistria, Pirano, Isola, Buie, Cittanova, Muggia, Umago, Grisignana eccetera) avrebbe deciso secondo propria coscienza. Il tutto condito da decine di scritti togliattiani nei quali lui afferma esplicitamente che Trieste è città italiana. Tanto che pure nel 1946 – quando andò a parlare con Tito – Togliatti tornò tutto contento perché aveva sì dato Gorizia alla Jugoslavia, ma nella sua testa pensava di aver dato Trieste all’Italia!

    Vista a posteriori, questa linea politica di Togliatti era sì più rischiosa, ma aveva grandi possibilità di risolversi esattamente nel modo da lui previsto.

    E tanto per capirci ancor meglio, questa linea politica venne di nuovo presentata come “occasione perduta” per l’Italia in un articolo a firma “direzione del PCI” apparso sull’Unità il giorno dopo la riannessione “de facto” di Trieste all’Italia nel 1954!

    Luigi (veneziano)

  177. effebi ha detto:

    tento per mettere insieme alcuni argomenti OT (vidali e il comunismo…) con quello che è il titolo del post (navi austroungariche…)

    oggi è il 10 giugno una data che si ricollega a :

    IL MARTIRE DI PARENZO

    In una lapide del palazzo comunale di Parenzo figurava un nome
    che gli Italiani nè conoscono nè ricordano :il nome di un umile marinaio,
    ANTONIO GRABAR,abbattuto a Càttaro dal piombo austriaco perchè
    ” ribelle all’iniqua causa degli Asburgo,martire di una grande idea “.
    Vicino una data :11 febbraio 1918.

    La rada di Càttaro,chiusa tra forti irti di cannoni,è base navale di grande
    importanza per l’Impero austro-ungarico.Entro le famose “Bocche” sono
    ancorate le navi da guerra d’ogni qualità e dimensione:la quinta divsione
    navale al comando dell’ammiraglio Hansa.
    L’ammutinamento,che sembra scoppiato senza alcun ordine,era stato in
    realtà accuratamente preparato e discusso giorni prima dai capi del movi-
    mento.I rivoltosi pare si propongano con questo gesto di forza,di por subito
    fine alla guerra sul mare,fin troppo arrossato dal sangue dei marinai.
    Era il tocco di quel giorno di febbraio.
    Su quasi tutte le navi della divisione,simultaneamente,scoppiava un movi-
    mento armato diretto contro tutti gli ufficiali che comandavano quelle unità.
    In breve volger di ore essi vengono relelgati nelle loro cabine dopo esser
    stati disarmati.
    I rivoltosi,quasi senza colpo ferire,riuscivano ad assumere,così,il comando
    della Divisione navale di Càttaro,istituendo su ogni unità che aderiva alla
    ribellione un comitato di marinai con pieni poteri.
    Nel Consiglio Rivoluzionario,diretto ed organizzato,tra gli altri,anche un miste-
    rioso Alfiere Sesan nominato subito comandante della “St.Georg”,vi era un
    giovane dagli occhi azzurri,dallo sguardo dolce e dal fareassai sbrigativo che
    a bordo dell’ammiraglia tutti conoscevano e al quale tutti volevano un gran
    bene : ANTONIO GRABAR,marinaio di prima classe,educato nella fucina irre-
    dentista dell’italianissima Parenzo.
    Il GRABAR, assai noto per l’ardore che lo animava e gli accaniti sentimenti
    anti-austriaci,aveva aderito con entusiasmo alla sommossa;ed ora incitava
    i commilitoni ad unirsi al movimento e minacciava il primo ufficiale che ten-
    tava di uscire dalla cabina di farlo fuori all’istante.
    Ad un altro ufficiale,che tentava in ogni modo di placare l’onda di terrore
    parlando dalla tolda,”zio Toni” intimò il silenzio se aveva cara la pelle.
    A questo punto,il marinaio Jerko Sisgoric,armato del suo fucile,i mise ad
    invocare la pace e sparò un colpo contro il capitano Zipperer,che stramaz-
    zava al suolo.Qualcuno intanto,dopo essersi impossessato del magazzino delle
    munizioni,distribuiva alla ciurma,all’apice del parossismo,fucili e cartucce.
    La confusione era enorme,e già nell’aria nonostante le grida di esultanza e la
    fiducia dei capi nella vittoria del movimento,si sentiva odor di tragedia.
    A bordo della torpediniera “67” un gruppetto di rivoltosi,che tentava la fuga,
    sparava una fucilata contro il tenente Mahr che,con una mitragliatrice,cercava
    d’impedire il assaggio della propria nave ai rivoltosi.
    Sulla “Gàa”” la sommossa aveva preso piede altrettanto saldamente che sulla
    “St.Georg”;i marinai erano padroni delle artiglierie e con un cannoncino da 70
    sparavano in direzione della “Csepel” che tentava di prendere il largo.

    La rivoluzione dilagava,ormai non più contenuta dalle esortazioni e dalle pistole
    degli ufficiali prigionieri nelle loro cabine.
    L’accordo,nonstante la confusione e l’incertezza degli animi,pareva perfetto e tutto
    sembrava preparato assai prima e con molto rigore.
    Fu necessario infatti un massiccio intervento di forze di terra e di mare per domare
    la ribellione,costringere i rivoltosi all’ubbidienza e far consegnare all’I.R.Giudizio di
    Guerra-costituitosi per l’occasione in Corte marziale-i capi dell’ammutinamento:
    Antonio GRABAR,Jerko SISGORIC,Francesco BAIZEL,Matteo BERNICEVIC e Luigi
    SZEKACS.
    La sommossa venne così sedata il 3 febbraio alle ore 9 e trenta del mattino ed
    incominciò per ANTONIO GRABAR il calvario che l’avrebbe portato davanti al
    plotone d’esecuzione.

    La Corte marziale,riunitasi a Càttaro dal 7 al 10 di febbraio,lo condannava, con altri,
    a more mediante fucilazione riconoscendolo colpevole di essersi inteso con la maggior
    parte degli equipaggi della Quinta Divisione navale,di aver provocato una rivolta armata,
    e di aver preso parte attiva al movimento fino all’arrivo delle forze repressive.
    Gli imputati,secondo l’articolo 444 del Codice penale militare austriaco de d’ordine del
    Comando Supremo,dovevano essere fucilati,previa degradazione e perdita delle deco-
    razioni.Le ultime ore di ANTONIO GRABAR,ormai rassegnato al naufragio di tanti ideali,
    furono esemplari per calma e disprezzo dimostrati oltre che pr l’incoraggiamento che
    dette ai compagni di sventura.
    Disse loro di non rammaricarsi di iò che avevano fatto e dalla parte sostenuta nella ribel-
    lione,quanto piuttosto del fatto che la morte li avrebbe privati della gioia di assistere alla
    fine imminente dell’Austria e del suo Impero.
    All’alba i condannati,circondati da una scorta armata,vennero condotti sul luogo dell’ese-
    cuzione, e costretti a scavarsi la fossa con le proprie mani.
    ANTONIO GRABAR,sereno,fiero,orgoglioso sino alla fine,rifiutò seccamente la benda che
    qualcuno voleva fissargli agli occhi,e gridò “Viva l’Italia” prima di cadere privo di vita.
    Erano poco più delle 7 antimeridiane dell’11 febbraio 1918.

    MARIO GRABAR-

  178. gropajaco ha detto:

    antonio grabar, italiano dalla punta del ciglio alla punta del pelo del culo. probabilmente suo padre bio je slavo. lol

    (del resto e un vezzo di voi biloslavi)

  179. capitan alcol ha detto:

    il fatto che vi fosse la volontà *politica* di spedire i triestini in Australia è una balla supercosmica, a meno che tu non confermi che vi fosse anche la volontà *politica* di spedire all’estero nello stesso periodo circa 650.000 veneti

    Ea te chi ti dice che non fosse proprio così?

  180. alpino alias tabaccaio, alias ultracorpo, alias forza oscura... ha detto:

    Dimaco xe le 10.00 de matina e ti ancora no te ga finì de basarte con Tito? qua me par che se vadi oltre el semplice bacio!!
    Comunque oggi limito i commenti sennò suscito inviadia e curiosità 🙂

  181. gropajaco ha detto:

    incoraggiare l’emigrazione di un bacino elettorale (potenzialmente)inviso al potere costituito e’ logico dal punto di vista del potere costituito.

    il paragone con il veneto e’ privo di logica elementare.

  182. dimaco ha detto:

    è tipicamente italiano iodolatrare è mitizzare traditori e assassini. quantomeno è tipico di una certa politica e dei suoi elettori.

  183. @ capitan alcol
    Non commento neppure.

    @ gropajaco
    Il paragone è invece perfettamente logico: dal Friuli-Venezia Giulia (compresa Trieste)emigrarono fra il 1945 e il 1961 oltre 270.000 persone, e se allunghiamo il periodo dal 1945 al 1971 arriviamo a oltre 363.000 persone. Dalla Campania fra il 1945 e il 1961 se ne andarono in 495.000, dalla Sicilia 427.000. Dall’Italia intera se ne andarono in 4,45 milioni (i dati sono tratti da una pubblicazione del 1978 del Centro Studi sull’Emigrazione Italiana di Roma).

    Adesso qualcuno mi spieghi come mai le emigrazioni dalle altre regioni d’Italia (e dallo stesso FVG) sono cosa “normale”, mentre quelle da Trieste sono invece frutto di una bieca politica italiana.

    L.

  184. @ dimaco
    Clamoroso autogol, il tuo dell’intervento numero 186. Giacché Antonio Grabar dai croati è considerato croato (Antun Grabar), e grande eroe della “croatitudine”, assieme ad altri due impiccati di Cattaro che rispondono al nome di Jerko Sizgoric e Mate Brnicevic.

    Adesso voglio proprio vederti mentre dici che questi tre erano dei traditori, e che è tipico della Croazia mitizzare traditori ed assassini.

    Dài, che anche oggi mi diverto…

    L.

  185. gropajaco ha detto:

    il paragone sarebbe calzante se tu riuscissi a dimostrare che nel veneto sono stati istallati profughi, optanti, esuli o chichessia in numero relativamente simile al numero di profughi arrivati a ts.

  186. arlon ha detto:

    E el fatto che sia tipicamente italian, in che modo escludi che sia anche tipicamente croato?

    Noto argomentazioni – e tematiche – piutosto surreali, come spesso ne toca scoltar da ste parti 😛

  187. @ gropajaco

    Continuando il ragionamento alla tua maniera strampalata, diremo allora che Roma è stata trattata peggio di Trieste, visto che i biechi italiani hanno fatto emigrare circa 200.000 romani fra il 1945 e il 1961, facendo arrivare in città una fiumana di quasi 500.000 altri italiani, principalmente terroni, stravolgendo completamente la composizione etnica dell’Urbe.

    Roma, la città più odiata dagli italiani.

    L.

  188. gropajaco ha detto:

    è tipicamente italiano iodolatrare è mitizzare traditori e assassini.
    —————————-

    questo e’ monopolio dei serbi, gli italiani non idolatrano criminali di guerra.

    inoltre tito fu un traditore: ha tradito la of slovena, e’ indiscutibile. e fu anche un assassino: ha eliminato un’intera classe di nemici politici sloveni, anche questo e’ indiscutibile.

    eppure e’ idolatrato in slovenia.

  189. @ dimaco

    Vedi – mio caro – com’è coerente arlon? Lui dice che anche i croati sono come gli italiani: mitizzano traditori e assassini.

    Possiamo quindi concludere che tutti quelli che mitizzano un proprio connazionale che si ribellò al governo legittimo dell’epoca per motivi nazionalistico/irredentistici è un traditore, e se magari ha ammazzato qualcuno è pure un assassino?

    Dài, che ci facciamo quattro risate sui quattro fucilati di Basovizza o su Rudolf Maister!

    L.

  190. gropajaco ha detto:

    luigi, non so se ci sei o ci fai. cmq, continua pure a suonare il tuo piffero….

  191. Sempre per gropajaco.

    Bisogna anche aggiungere che l’odio dell’Italia verso Roma continua tuttora, visto che i biechi governanti italiani hanno fatto arrivare nella pseudocapitale d’Italia oltre 350.000 immigrati, fra regolari (circa 270.000) e clandestini.

    Roma: la città più odiata dagli italiani.

    L.

  192. Immigrati stranieri extracomunitari, s’intende…

    L.

  193. gropajaco ha detto:

    neanche se ci metti il plug in non funziona.lol dai ragiona su cio’ che scrivi. prenditi tempo, per non farlo perdere inutilmente agli altri.

  194. arlon ha detto:

    @Luigi: no te ga capì. Iera solo che un dei tantissimi esempi su come che te giri (e no solo ti, ma la tua xe arte) qualsiasi discorso su detagli del tutto irilevanti a la discussion. E magari OT.

    Per no parlar de autogol/detagli pelosissimi/sviamenti vari, che ormai chi che segui sto sito ga ben presenti 🙂

  195. @ groapjaco

    Ho ragionato più che a sufficienza, ed ho smontato questo ameno luogo comune che fa ritenere che a Trieste si decise per motivi politici di far emigrare qualche decina di migliaia di abitanti, per italianizzare la città.

    L’emigrazione all’epoca era cosa normalissima, e altre città e zone d’Italia subirono dei flussi emigratori/immigratori molto, ma molto più consistenti.

    Questo è un semplicissimo dato di fatto.

    L.

  196. capitan alcol ha detto:

    http://it.wikipedia.org/wiki/Domanda_retorica
    Ma forse è meglio parlare di navi.

  197. @arlon

    Mi ricordi il mio compaesano Brunetta di ieri sera: http://www.youtube.com/watch?v=jBDMhBaUutQ

    L.

  198. arlon ha detto:

    Xe tuo diritto far tute le associazioni che te vien inamente, el che no ga necesariamente nisuna atinenza coi fatti 😀

    Auf wiedersehen.

  199. Me par ovio che poso far tute le asociazioni che me vien inamente: prima go spiegà parché ti ga dito ‘na cazada, dopo ghe go anca scherzà sora.

    Dime che no te vogio ben…

    L.

  200. gropajaco ha detto:

    beh, si’, se lo dici tu sara’ un dato di fatto.

    a roma ci furono movimenti indipendentisti? roma fu il baricentro di due progetti nazionali sullo stesso territorio da tre decenni almeno?
    roma si trovava accanto al confine di un nuovo sistema politico avverso e nemico?

    mah, non ha nemmeno senso continuare….cantatela e suonatela da solo….

  201. gropajaco ha detto:

    che poi tu ti associ a brunetta mi pare azzeccato;)

  202. effebi ha detto:

    Con “ANTON” Grabar (forse per qualcuno così suonerà meglio…) furono fucilati altri 3 “TRADITORI E ASSASSINI” (forse per qualcuno così suonerà meglio…)

    http://drvenebarke.blogspot.com/2010/02/pobuna-mornara-u-boki.html
    (forse questa fonte -non fascio irredentista- a qualcuno piacerà di più…)

  203. effebi ha detto:

    autria felix

  204. alpino alias tabaccaio, alias ultracorpo, alias forza oscura... ha detto:

    lei è fazioso..fasioso eee ancora fazioso, lei non studia, studi di più

  205. effebi ha detto:

    Fran Ras, Jerko Sizgoric, Anton Grabar, Mato Brnicevic

    quattro anti-asburgici “dalla punta del ciglio alla punta del pelo del culo” (non solo per i biloslavi…)

  206. Paolo Geri ha detto:

    #180. veneziano.
    Una cosa era la “linea” di Togliatti su Trieste, una cosa quella del P.C.-T.L.T. Resta pure della tua opinione che Vidali prendesse “ordini” da Toglatti. Come ho ricordato ne prendeva tanti che aspettò tre anni (dal 1954 al 1957) per portare la Federazione Triestina nel Partito Comunista Italiano e – come ho ricordato – alle sue condizioni. E sino al 1957 (!) i comunisti triestini militavano in un partito che si chiamava ancora P.C.-T.L.T. ! La stessa “confluenza” (questo fu il termine usato nel 1957) fu assai contrastata all’ interno del Partito di allora. Non citare poi “l’ Unità”. “L’ Unità” sprimeva la linea nazionale del P.C.I.. Per sapere che cosa pensassero i comunisti triestini dell’ epoca l’ unica fonte valida sono Il Lavoratore” e il “Delo”. E comunque nemmeno su quei giornali tutto veniva scritto, anzi. Invece di basarti sempre e solo sui tuoi “sacri testi” ascolta anche le testimonianze dirette di chi – come me – con Vidali o Sema o Tonel ci parlava ogni giorno. Se non li conosci vai poi a leggere i cinque volumi degli Atti dei Seminari di Cascina 1981-1985 pubblicati dagli Editori Riuniti dove è stata scritta (con prefazioni che andavano da Natta a Minucci a Napolitano a Fassino tanto per spiegarti l’ avvallo nazionale a quanto li scritto) la storia dei comunisti triestini. Quella vera, non quella che oggi a tanti – presunti eredi – fa comodo raccontare.

  207. effebi ha detto:

    ma vidali era imbarcato su qualche kriegcorazzata ?

  208. effebi ha detto:

    Vittorio Vidali: anti-asburgico “dalla punta del ciglio alla punta del pelo del culo” (non solo per i biloslavi…)

  209. Paolo Geri ha detto:

    A proposito Ursic non fece alcuna “scissione”. Dopo il Comitato Centrale del P.C.-T.L.T. in cui, mi risulta per pochi voti (uno o due) prevalse la linea di Vidali, fu espulso dal partito coi suoi per attività frazionistica. Leggermente diverso, direi.

  210. dimaco ha detto:

    roattra, graziani, la banda collotti ecc. devo forse continare? non dimentichiamoci di borghese. tutti gigli bianchissimi. i due che affondarono la viribus unitis? non dissero il motivo per cui si trovavano li ne il posto dove avevano piazzato la mignatta provocando deliberatamente la morte dell’equipaggio di una nave neutrale. cosa non sconosciuta ai vertici militari. altro fiore all’occhiello fu il bombardamento dela croce rossa ina frica. nemmeno i nazisti ebbero il coraggio di arrivare a tanto suicampi di battaglia.

  211. gropajaco ha detto:

    Fran Ras, Jerko Sizgoric, Mato Brnicevic
    —————————-

    anche questi italiani di professione?

  212. dimaco ha detto:

    @ gropajaco

    tito non è idolatrato come persona ma è il sistema che lui rappresentava che la gente idolatra. indubbiamente ci sono persone che lo ritenevano un capace statista e ottimo governante8 ios sono tra loro) ma è l’ideale sociale che lui incarnava a fare di lui il mito non la persona in carne e ossa.

  213. effebi ha detto:

    Il 1° maggio del 1917, anno della Rivoluzione leninista, ancora studente, ottiene la tessera del Partito socialista.
    Vittorio Vidali (anti-asburgico):
    “Successivamente non risponde alla chiamata dell’imperial-regio esercito austro-ungarico: ricordiamo che Trieste divenne italiana solo alla fine della Prima Guerra mondiale: nel 1918 Vidali prenderà parte alle manifestazioni antiaustriache.”

  214. effebi ha detto:

    gropaiazo ma te ga la fissa ?

  215. gropajaco ha detto:

    dimaco, tutti idolatrano le gesta e non l’uomo. l’idolo e’ sempre e solo un simbolo.

    comunque, dovresti dirlo ai morti ammazzati quanto fosse ideale quel sociale.

  216. gropajaco ha detto:

    effebić, con che cosa?

  217. chinaski ha detto:

    direi che e’ giunto il momento di chiarire il ruolo dell’ antiasburgico kozolinj nell’ affondamento della viribus unitis. in alternativa, si potrebbe chiarire il ruolo del filoinuit kosolinuk nell’ affondamento del titanic.

  218. Tergestin ha detto:

    @ Luigi 175

    Punto per punto, analizziamo un po’.

    “I tuoi ricordi sono molto labili: il fatto che vi fosse la volontà *politica* di spedire i triestini in Australia è una balla supercosmica, a meno che tu non confermi che vi fosse anche la volontà *politica* di spedire all’estero nello stesso periodo circa 650.000 veneti.”

    Tutti sappiamo che dall’Italia in quel periodo vi erano forti emigrazioni verso l’estero, ma vi erano pure dalla Polonia se e’ per quello: non c’entra una pippa. I contesti sono diversi. L’emigrazione Triestina fu un’emigrazione urbana, da un luogo di origini borghesi dove la gente prima emigrava ed inoltre vi fu il gia’ citato “ricambio” con altre persone provenienti da luoghi di ben piu’ provata fede patriottica. Ti ho portato un mare di prove che tu non sei riuscito a smentire se non a girar intorno e a buttare nel calderone altri dati per rafforzare (invano) le tue tesi. Il ministero degli Interni spediva circolari dove si asseriva di importare a TS personale di provata fede patriottica e nel 1952 in Parlamento si diceva pubblicamente, qualora Trieste fosse passata all’Italia di non riassumere le persone impegnate contro l’annessione all’Italia. Ci sono libri, ci sono testimonianze, ci sono le comunicazioni ufficiali dell’Ufficio zone di confine e dell’Unione degli Istriani nel 1955 e altre associazioni di profughi, le leggi ad hoc del commissario Palamara e tutte ‘ste cosucce gia’ citate.

    Inoltre, questo disegno politico e’ ammesso in parte o del tutto pure da Pio Nodari (storico dell’emigrazione Triestina, molto moderato), da Furio Gon, giornalista del Piccolo, da Claudio Tonel, da Adriana Nelli e quanti altri. Servono le dichiarazioni? Se vuoi ti dico pure cosa disse nientepopodimeno e ufficialmente il presidente dell’Associazione Giuliani nel mondo (altro sovversivo) o puoi pure documentarti sui club Triestini in Australia che esponevano l’alabarda e la bandiera Australiana ma non quella Italiana e mettevano l’Inno a San Giusto e God Save the Queen ma si rifiutavano di suonare “Fratelli d’Italia”. Senza contare le testimonianze avute da me personalmente che non fanno testo (contano solo le tue sugli esuli e Tito).

    Riassumendo: quante altre prove e fonti ti servono per ammettere serenamente di aver fatto un colossale buco nell’acqua?

    “Riguardo il PCTLT, confermo quanto ho scritto. Ovviamente tu porti i ricordi del nonno, io ho portato articoli e scritti pubblicati, con tanto di riferimento. Ognuno può giudicare da sé.”

    Veramente qua diversi utenti, pure Paolo Geri (che di comunismo in salsa alabardata ne sa giusto “qualcosina” piu’ di te) ti stanno pacatamente spiegando che non e’ proprio cosi’. Ma tu vai avanti imperterrito: e’ il tuo metodo che e’ sbagliato dalla base, Luigi. Prendi i dati e li pieghi al servizio delle tue idee quando invece bisognerebbe piegare le proprie idee alla verita’.

    Riguardo ai “racconti del nonno” (elegante modo per dare del rincoglionito a me e sminuire una persona che non conosci), ricordo che tu spesso porti testimonianze e nessuno ti accusa di essere in cattiva fede. Il bello e’ che mio nonno comunista non era, era sostanzialmente un moderato di sinistra e votava Nenni. Potrei pure dirtene un paio di simpatiche sul nonno e i comunisti, giusto per farti capire che ogni tanto spari qualche coglionata senza cognizione, ma andremmo ulteriormente OT.

    “L’incontro fra Togliatti e Tito con la proposta di scambio Gorizia/Trieste – caro il mio ignorantone – è del novembre del 1946, mentre la creazione – sulla carta – del TLT è del febbraio del 1947. Ciò significa che all’epoca il ovviamente PCTLT nemmeno esisteva. Forse anche uno con gli occhi foderati di prosciutto come te può capire che parlare di ciò che il PCTLT pensava nel 1949 (data delle elezioni) è un po’ diverso rispetto a ciò che pensava nel 1946 (prima della nascita del TLT) e nel 1947 (prima della scissione dei titoisti di Ursic).
    Leggere un paio di libri non ti farebbe male.”

    Le so queste cose e confermano che il PCI tenne una linea ambigua su Trieste, anche perche’ i destini non erano ovviamente chiari. E’ anche notorio e risaputo che il PCTLT venne assorbito dal PCI, nessuno dice il contrario! Ti e’ stato solo spiegato -e non solo da me- che venire a menarla con gli operai Sangiacomini filo-italianissimi che si sbrodolano per i bersaglieri come insisti a far tu, e’ una boiata (anti-storica) pazzesca.

    Stai tranquillo che qualche libro l’ho letto Luigi. Poi se ti va di continuare ad arrampicarti sugli specchi, prego…..

  219. Paolo Geri ha detto:

    #221. chinaski
    🙂

  220. @ Geri
    Che Vidali prendesse ordini da Togliatti o – per meglio dire – che Vidali abbia aderito alla linea prescelta dal Comitato Centrale del PCI, non lo scrivo io, ma il suo biografo Mario Passi.

    Certo: tu sei quello de “le storie segrete”. Quello per cui tu sai perché c’eri. Poi vedo che sei nato nel 1951, per cui mi domando come facessi ad “esserci” negli anni del TLT.

    Nel 1957, quando il PCTLT si sciolse nel PCI, tu avevi sei anni, ma sono certo che già a quel tempo partecipavi alle riunioni del Comitato Centrale del PCI.

    Tornando a noi, io ripeto quanto ho scritto già all’inizio: molti del PCTLT NON ERANO ipso facto antiitaliani come scrive Bogdan Novak. E questo è un semplicissimo fatto, con o senza Vidali.

    Tanto che uno come Giampaolo Valdevit afferma che gli indipendentisti a Trieste nel 1952 erano il 15%.

    L.

  221. @ Tergestin
    Calma: che ci fosse un tentativo di italianizzazione della zona A del TLT, questo è noto, ma – come scrive Sandi Volk – questo tentativo era concentrato NON su Trieste, bensì su tutta la costiera, con particolare riferimento a Duino-Aurisina.

    Che invece ci fosse una deliberata politica di spinta all’EMIGRAZIONE dei triestini, questa invece è una fantasmagorica BALLA, e nessuno degli storici da te indicati ha mai scritto una cosa del genere.

    Quello che chiami mio “colossale buco nell’acqua” in realtà è la purissima e semplice verità, e la riassumo: la città di Trieste soffrì di un fenomeno emigratorio all’estero ESATTAMENTE come il resto dell’Italia. Anzi: rispetto a certe città italiane ne soffrì ancor meno!

    Rispetto ai Sangiacomini che si sbrodolano per i bersaglieri, evidentemente t’è sfuggito che io ho VIRGOLETTATO quanto riporta un quotidiano di nome “L’Unità”, esattamente il giorno dopo la riannessione “de facto” di Trieste all’Italia.

    Nessun raccontino del nonno o testimonianza di “io-c’ero-e-se-non-c’ero-comunque-so”, ma un documento coevo che più coevo non si può.

    L.

  222. sfsn ha detto:

    @ Geri:
    te citi giusto: al momento della rottura del Cominform el direttivo del partito comunista triestin se gaveva spacà 6 a 4. I 4 xe stai butai fora immediatamente dal partito. Però a loro volta i ga dito che iera lori i veri rapresentanti dei comunisti triestini e i ga espulso i altri 6… Insoma, una situazion grotesca.
    Però tuti e due i partiti nati dala scission gaveva come obiettivo la creazion del TLT, Luigi Venezian disi monade.

  223. gropajaco ha detto:

    seguendo la tua strampalata logica si potrebbe affermare che la cacciata della componente italiana dell’istria da parte del regime titoista sia una COLOSSALE BALLA, giacche’ non esistono documenti storici in merito e surprise surprise…ci sono storici che affermano sia una balla.

  224. effebi ha detto:

    foto del varo:
    https://bora.la/wp-content/uploads/2011/06/Viribus-Unitis-varo.jpg

    http

    foto in esercizio:
    ://it.wikipedia.org/wiki/File:Vu1912.JPG

    so che vidali e il tlt non centrano con la viribus unitis e me ne scuso con gli utenti impegnati ma, guardando le due foto si vede che la nave è stata varata con due ancore mentre in esercizio ne sfoggia ben quattro.

    qualcuno sa quando e perchè hanno apportato questa importante modifica ?

  225. Ad ogni modo, non erano 2.500 gli operai che lavorarono sulla “Viribus Unitis”, ma circa 2.000.

    E la crisi della cantieristica è un problema di tutta Europa.

    L.

  226. @ gropajaco
    Il tuo intervento numero 227 è simile a un capottamento durante una manovra di parcheggio.

    L.

  227. alpino alias tabaccaio, alias ultracorpo, alias forza oscura... ha detto:

    mancano anche le cannoniere se non sbaglio

  228. dimaco ha detto:

    forse perchè non è la viribus unitis effebi?

    http://www.agenziabozzo.it/navi_da_guerra/c-navi%20da%20guerra/0082C_Viribus_Unitis_1911_corazzata_KuK_in_rada_a_Pola_1914.jpg

    http://t0.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcQ5ODaumz1DkkU-lEMcUkhhsOnSTA3v57Z0UFAqwWV0pH9j8uOz

    https://bora.la/wp-content/uploads/2011/06/Viribus-Unitis-varo.jpg

    dal basso verso l’alto le fote in diverse situazione della viribus unitis. si nota che le ancore sono solo due. credo che la foto che hai messo tu sia quella della prinz eugen. sto cercand foto della viribus sul lato di dritta per vedere se per caso aveva tre ancora (due a destra e una a sinistra) ma mi pare poco probabile anche a casusa del peso.

  229. effebi ha detto:

    si bon, i canoni che mancano ci possono stare, l’armamento si aggiunge dopo sulle sedi strutturali, ma al varo gli occhi di cubia ci devono già stare e qui non ci sono

  230. dimaco ha detto:

    http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/7/78/Prinz-eug.jpg

    quest è della prinz eugen presa dal lato di dritta.

  231. gropajaco ha detto:

    luigi, non e’ colpa mia se una tua imitazione assomiglia a brunetta mentre si capotta parcheggiando;)

  232. @ effebi
    Attenzione: la Viribus Unitis aveva due ancore a dritta, e una a babordo. Quindi un totale di TRE ancore a prua, e non quattro.

    @ alpino
    Il varo a quel tempo riguardava unicamente lo scafo: tutto l’armamento sarebbe stato messo in opera nei mesi successivi.

    In particolare, la Viribus Unitis è stata impostata il 24 luglio 1910, il suo scafo è stato varato il 24 giugno 1911 e il suo servizio è iniziato il 5 dicembre 1912.

    L.

  233. @ gropajaco

    Un minimo di fantasia, cribbio: non riciclare lo “specchietto” di quando avevi quattro anni!

    L.

  234. dimaco ha detto:

    http://www.gwpda.org/naval/051bb.jpg

    questa e della viribus. la foto è parechio sgranata ma mi sembra di distinguere due alloggiamenti per le ancore. mi sembra comunque strano.

  235. gropajaco ha detto:

    mi sto solo adeguando. cribbio.

  236. effebi ha detto:

    235 !? ah …che maldobria… i me ga fregado… 2 de una parte e una dal altra…
    bon, stroligazzi….

    domenica ? si se vedemo, mi son fora za sabato
    invito anche fdc ? gavè fato pase ?

  237. dimaco ha detto:

    accidenti aveva le ancore sfalsate. due a destra e una a sinistra. credo che gli ingegneri debbanoaver fatto migliaia di calcoli per poter compensare il peso.

  238. dimaco ha detto:

    ovviamente erano striaci.

  239. dimaco ha detto:

    ora ho capito era l’ancora di riserva. dai rendering del link dato da luigi si nota che solo due sonno collegate mentre una e “messa da parte”, avrei dovuto pensarci subito. lol

  240. dimaco ha detto:

    @gropayaco, erano navi gemelle a quanto pare sia la santo stefano la tegetoff e la viribus.

  241. Tergestin ha detto:

    @ Luigi

    Ripeto: dei vari nomi citati, vuoi che ti dica cos’hanno dichiarato quelli che ho elencato sull’emigrazione Triestina?

    Ti sfugge che nel resto d’Italia la gente emigrava verso l’estero e stop. Fenomeni sociali normalissimi e presenti da sempre: in un posto o ghe xe schei e la gente ghe immigra o manca schei e la gente ghe emigra.

    Ma se vi e’ emigrazione da fuori ed immigrazione da parte della gente del posto nello stesso periodo, vuol dire che qualcosa di anomalo forse ci sara’ o no? Questo e’ il nocciolo.

    Mi piace il fatto che riporti cio’ che scrisse l’Unita’ esattamente un giorno dopo la riannessione di Trieste all’Italia, tanto che sento il dovere di ricambiare:

    “Ricordatevi! I soldati italiani che domani arriveranno a Trieste sono i figli di quell’Italiani che hanno votato al 45 per cento per il Fronte Popolare nelle elezioni del 1948!”

    Comizio di Vittorio Vidali, 25 ottobre 1954

    Segui’ un grosso applauso.

    Nessun “raccontino del nonno”. E per cortesia dacci un taglio con questa storia dato che il sottoscritto non ti ha mai rotto le palle sui “raccontini del suocero”. Ringrazio anticipatamente.

  242. capitan alcol ha detto:

    Vòl dir che lo ciameremo Authority.

  243. “Emigrazione da fuori e contemporaneamente immigrazione da gente del posto”.

    SE tu intendi “emigrazione VERSO fuori e contemporaneamente immigrazione di gente dei luoghi vicini”, allora ti ricito Roma.

    Fra il 1945 e il 1961 200.000 romani EMIGRARONO verso l’estero, mentre da luoghi vicini 500.000 italiani IMMIGRARONO a Roma.

    Roma: peggio di Trieste.

    L.

  244. @ Tergestin

    A proposito: anche Vidali con i fatti REALI non aveva proprio ‘sta gran dimestichezza: il Fronte Popolare alle elezioni del 1948 non prese il 45%, bensì alla Camera il 30,98% e al Senato il 31,08%.

    Vidali poteva più correttamente dire: “Ricordatevi! I soldati italiani che domani arriveranno a Trieste sono i figli di quell’Italiani che hanno votato al 48 per cento per la Democrazia Cristiana nelle elezioni del 1948!”

    L.

  245. Sandi Stark ha detto:

    E daghe con le monàde, imperterriti nei secoli fedeli. A proposito de Anton Grabar:

    la rivolta di Cattaro era a carattere socialista e non nazionalista. Sulle navi levarono le bandiere rosse e le bande suonavano l’Internazionale. Tutti gli italofono coinvolti erano noti socialisti, come ad esempio Scaramuzza di Grado.

    2 la tesi che il Grabar fosse stato educato alla fucina irredentista di Parenzo piuttosto che a quella socialista piranese e triestina, è tutta da dimostrare.

    3 le vittime della fucilazione non furono “costrette a scavarsi la fossa con le proprie mani”.

    4 Il Grabar non rifiutò la benda e non gridò “viva l’Italia”. Nessuna fonte italiana poteva conoscere una simile notizia perchè non vi erano italiani presenti e nessuna delle altre fonti lo riportò. Il sacerdote don Niko Lukovic che assistette le vittime nelle loro ultime ore, disse che Grabar si preoccupava per la sua famiglia e per i suoi figli piccoli, oltre che per il socialismo.

    fonti:

    Naval Mutinies twentieth Century Di Christopher M. Bell,Bruce A. Elleman

    http://books.google.it/books?id=dtU3JW7WVWwC&pg=PA264&dq=naval+mutinies&ei=1NMUTJzyDZ3iygT8n7XrCg&cd=1#v=onepage&q=grabar&f=false

    http://www.dugirat.com/index.php?option=content&task=view&id=3893

    http://crveni.tripod.com/isto/pobuna.htm

    Italia e Yugoslavia dovrebbero mettersi d’accordo per la proprietù del “martire”, la Yugo lo definiva: “Uno dei nostri valorosi marinai”, come si può notare nelle foto dedicate alle vittime, nel Museo di Kotor (Cattaro):

    http://img294.imageshack.us/img294/4672/ribelli3.jpg

    Questa lapide posta sempre a Cattaro, parla solo di socialismo:

    http://img97.imageshack.us/img97/3705/ribelli4.jpg

    Anton Grabar viene condotto in tribunale: http://img14.imageshack.us/img14/9731/53416222.jpg

    Davanti all’aula del Tribunale:

    http://img199.imageshack.us/img199/8287/83054068.jpg

    Fino ad ora, per ogni riscontro “patriottico” che ho controllato personalemente, ho trovato il falso storico o per lo meno l’esagerazione. E’ così per il volo di d’Annunzio su Cattaro, per la “Beffa di Buccari”, per il monumento dei “Lupi di Toscana”, per l’eroica morte di “Randaccio” e tanti altri.

    A proposito della guerra navale, la R.Marina perse per mano austro ungarica 20 navi per 95.425 tonnellate.

    Noi ne perdemmo 11 per mano italiana, per 31.500 tonnellate.

    Compresi gli incrociatori austiliari ed i trasporti truppe, escluso il naviglio dalla torpediniera compresa in giù.

    Anche se gli italiani si sono attribuiti l’affondamento della Viribus Unitis della Marina SHS per rimediare un pochino alle figuraccie, arriverebbero appena a 53 mila tonnellate.

    Forse Rossetti non sapeva, ma il governo italiano certamente si, perchè la notizia della cessione della Marina AU girava da due giorni sui telegrafi di tutte le capitali europee.

    93 anni de balle.

  246. dimaco ha detto:

    a un cenno del comandante sandi le mastodontiche bocche da fuoco da 380 eruttaronoro fuoco e fiamme. i proietti viaggiavano a 2 volte la velocita del suono.
    il capitano in seconda si volto ancora fcon il binocolo tra le mani e disse: capitano, luigi alpino, effebi e un non meglio identificato romano colpiti e affondati.

  247. capitan alcol ha detto:

    dimaco specifica che quel capitano non son mi 🙂

  248. capitan alcol ha detto:

    Mi gò fato l’obietòr.

  249. dimaco ha detto:

    go scritto infatti: il comandante sandi.

    obietor? imboscà!!!! 🙂

  250. capitan alcol ha detto:

    😀 No stè contàr su de mi per la prima linea.

    Insomma a sto Grabar ghe gà messo il capèl sora. Scometto che anche de Sacco e Vanzetti se no i fossi stadi anarchici i ne contava robonone.

  251. Tergestin ha detto:

    Della serie: campionati olimpici di arrampicata sugli specchi.

    “Luigi, e’ la terra a girare intorno al sole, non viceversa”
    “E questo immagino che te l’ha detto qualche scienziato sloveno che ha studiato all’universita’ di Tito?”
    “No, lo dicono anche molti altri, per questo, questo e questo motivo”
    “A parte il fatto che per secoli gli scienziati concordavano l’esatto contrario, caro il mio ignorantone, mi spieghi come mai sul sole non ci sono mari, montagne, forme di vita in generale mentre sulla terra si’?”
    “Ma che cazzo c’entra?”
    “Oh oh oh, vedo che non siamo molto informati”

  252. sergio ha detto:

    @ Luigi Ve
    Se hai ragione tu, e cioè se è vero che hai questo bando di arruolamento dello Stato degli Sloveni, Croati e Serbi e questo bando di arruolamento è di almeno venti giorni giorni precedente l’affondamento della Viribus Unitis, allora pago io.

    Per quanto riguarda la data come già scritto non sono sicuro, cioè non mi ricordo esattamente la data, che è antecedente di molti giorni dall’ affondamento della Viribus Unitis, ieri sono andato in soffitta a cercare nei cinque cartoni ma non l’ho trovato, devo andare in cantina dove ho molti di più, ci saranno un centinaio, ho molta difficoltà, c’è da perdere qualche giorno, in ogni caso parola è parola, il discorso verteva che sicuramente il Commando della marina italiana sapeva che la flotta era stata ceduta alla SHS (alleati) , e per me non è stata assolutamente un impresa eroica dato che da parecchi giorni si festeggiava la fine della guerra, e all’entrata del porto di Pola e sulle navi di sentinelle sicuramente c’erano, ma nessuno pensava che un alleato o altri venissero a sabotare o a far saltare la nave, anche loro stavano festeggiando, dovrei rileggermi il libro originale dell’epoca scritto dopo l’azione da Rossetti che possiedo, ma anche quello è imbucato da qualche parte, in ogni caso le ricerche continuano

  253. effebi ha detto:

    devo dire la verità… sono rimasto colpito…colpito e affondato dalle tante xxxxxx che ho letto…

    agh ! muojo….

  254. effebi ha detto:

    sandi eri a bordo di quelle navi ? ne parli in prima persona !? “…Noi ne perdemmo 11 per mano italiana”

    sandi show (per chi se la ricorda…)

  255. @ dimaco
    Forse non te ne sei accorto, ma io non ho MAI assegnato una nazionalità ad Antonio Grabar. Però ho notato che su di lui è stato riportato un articolo a firma di un certo Mario Grabar. Questo Mario Grabar scrive che Antonio era un fervente irredentista italiano. Ho anche trovato che questo Mario Grabar è un istriano, nato nel 1914, pluridecorato nella seconda guerra mondiale e successivamente esule.

    Adesso NON ho ancora trovato – e sto chiedendo in giro – che eventuale collegamento ci sia fra Mario e Antonio Grabar. Di certo io dico che se per caso venisse fuori che sono parenti, e magari il primo è il figlio del secondo, a questo punto FORSE potremmo aver trovato un testimone un filino più attendibile sulla storia familiare di Antonio Grabar.

    Per ora, aspettiamo.

    @ Sandi Stark
    Intanto complimenti per le foto. Bellissime. Vedo però che tu affermi che la Regia Marina avrebbe affondato solo undici navi A/U, per un tonnellaggio complessivo di 31.500 tonnellate, mentre l’A/U ha affondato navi italiane per oltre 95.000 tonnellate. Non ho voglia adesso di mettermi a sfogliare il Sokol, per cui ti do per buone queste cifre.

    Ti informo però di una cosa.

    Nel corso della seconda guerra mondiale l’Asse ebbe perdite complessivamente (combattenti/non combattenti) per circa 10 milioni di vittime, mentre gli Alleati ebbero perdite per circa 45 milioni di vittime. Se scorporiamo i combattenti dai non combattenti, le proporzioni non cambiano significativamente.

    Credo sia inutile ricordarti chi poi vinse…

    L.

  256. Dimenticavo Tergestin, ma in realtà non ho niente da dirgli. Forse a questo punto ci racconterà una bella barzelletta, e poi parlerà del tempo atmosferico. Magari ci farà vedere un bel paio di passi di tango figurato, e poi tutti a nanna!

    L.

  257. A proposito, avevo ancora una cosa da aggiungere a Sandi.

    Come forse sai, pochi giorni dopo l’affondamento della Viribus Unitis la delegazione A/U firmò l’armistizio con l’Italia.

    Nel corso delle trattative, che durarono per parecchie ore, che ti risulta abbiano detto i rappresentanti A/U agli italiani rispetto alla flotta imperial-regia?

    Per spiegarmi meglio: quando s’è parlato della flotta, essi hanno detto che in realtà non era più roba loro dicendo che l’avevano ceduta, o invece l’hanno trattata come roba loro?

    Tanto per sapere che cosa ne pensavano direttamente i tuoi ex-capi…

    L.

  258. Servolier ha detto:

    gigi, ma ti te son un prof de storia?

  259. Tergestin ha detto:

    @ Luigi

    E’ cio’ che faresti tu se servisse a rafforzare le tue propagande. Anzi, gia’ lo fai, ma non sempre il giochino ti riesce e questo post ne e’ un esempio piuttosto lampante.

    @ Servolier

    El xe un prof. de tuto quel che servi per raforzar le sue propagande e come te vedi no ‘l se poni el problema de rigirar la fritaia da bon saltimbanco per rafforzar le sue tesi co’ le scricchiola. E accadi spesso, vedi l’ultima risposta sula quale el se grampa in un modo ridicolo sull’error de percentuale de Vidali.

  260. Sandi Stark ha detto:

    Tesoruccio, iera a bordo i miei nonni e quella iera la nostra marina, e quella iera la nostra patria da 536 anni. Capisso che i immigrati dopo el 1918 esuli, meridionali, furlani o de Timbuctù no senti ‘sta appartenenza… ma xe cavoli suoi, no miei.

  261. Certo: le mie sono “propagande”, come no. E l’error de percentuale de Vidali xe ‘na robeta picia: che differenza ghe xe – ne la testa de un come Tergestin – fra el 30% e el 45%? Nada de nada, un tanto al chilo e… via col tango!

    L.

  262. Tesoruccio?

    Qua le robe se fa serie…

  263. Tergestin ha detto:

    Vidali poteva più correttamente dire: “Ricordatevi! I soldati italiani che domani arriveranno a Trieste sono i figli di quell’Italiani che hanno votato al 48 per cento per la Democrazia Cristiana nelle elezioni del 1948!”

    Presumo che Vidali intendessi questo, ma no xe esattamente fatti mii. El punto Luigi xe che te ga capi’ benissimo quale iera el succo, el perche’ della citazion e i applausi ciapadi. E la, oviamente te scantoni come te ga scantonado su tuto quel scrito prima. Mi lo so, ti te lo sa, bona parte del sito se ne ga acorto.

    E ribadisso: te fa propaganda, dato che te intervien pressoche’ solo ed esclusivamente co’ te senti certi “richiami”, come go dito l’altro giorno.

  264. capitan alcol ha detto:

    Rivolgeve a http://www.grabarconsulting.com
    Anton lavora lì e fa l’assistente. 😀

  265. @ Tergestin

    Non ho altro da aggiungere, ma sono d’accordo con te: chi ha letto si sarà fatto un’idea su chi cerca di raccontare dei fatti e chi fa propaganda.

    L.

  266. sfsn ha detto:

    esatto: luigi te contiui a far propaganda scrivendo inesattezze e citando dati de Sandi Volk addomesticandoli e taroccandoli

  267. dimaco ha detto:

    neanhe bordate da 380 mm lo fermano dal perseguire lo copo che è quello di dimostrare che gli slavi sono dei barbari e che tutto il mondo appartiene agli italiani.

    ah volevo scusarmi per quel post in cui ho definito gli italiani infoibati spazzatura biodegradabile. la prossima volta useremo i sacchetti per l’umido. contenti?

  268. Sandi Stark ha detto:

    “Come forse sai, pochi giorni dopo l’affondamento della Viribus Unitis la delegazione A/U firmò l’armistizio con l’Italia. Nel corso delle trattative, che durarono per parecchie ore, che ti risulta abbiano detto i rappresentanti A/U agli italiani rispetto alla flotta imperial-regia?

    I know my chicken e so dove te vòl rivàr. Nelle trattative de un armistizio bilaterale no se parla certo de prede belliche e de danni de guerra, sicuramente no pol farlo dei generài de un esercito che ga giurà fedeltà a un Imperatòr, quando a Vienna za comandava el novo governo del novo stato austriaco.

    De danni de guerra se parla alle trattative de pace, con tutti i alleati. E l’Italia gaveva avù le nostre corazzate, se no me sbaglio el Prinz Eugen iera affondà nel Tigullio come bersaglio.

  269. Triestin - No se pol ha detto:

    quà se va avanti cusì se pol rifar un novo libro e trattato de storia… complimenti ai ricercatori

  270. @ Sandi Stark
    Mi spiace, ma sbagli al 100% su tutta la linea. Tu affermi che in un armistizio bilaterale non si parla di prede belliche, e invece – guarda un po’ te! – il paragrafo II dell’armistizio di Villa Giusti è intitolato proprio “Clausole Navali” e recita così:

    II. CLAUSOLE NAVALI

    I. – Cessazione immediata di ogni ostilità sul mare e indicazioni precise del posto e dei movimenti di tutte le navi austro-ungariche. Sarà dato avviso ai neutri della libertà concessa alla navigazione delle marine da guerra e mercantili delle Potenze alleate e associate in tutte le acque territoriali, senza sollevare questioni di neutralità.

    II. – Consegna agli Alleati e agli Stati Uniti di 15 sottomarini austro – ungarici costruiti daI 1910 aI 1918 e di tutti i sottomarini germanici che si trovano, o che possono venirsi a trovare, nelle acque territoriali austro-ungariche. Disarmo completo e smobilitazione di tutti gli altri sottomarini austro-ungarici, che dovranno restare sotto la sorveglianza degli Alleati e degli Stati Uniti.

    III. – Consegna agli Alleati e agli Stati Uniti d’America, con il loro armamento ed equipaggiamento completo, di 3 corazzate, 3 incrociatori leggeri, 9 caccia torpediniere, 12 torpediniere, 1 nave posamine, 6 monitori del Danubio, che verranno designati dagli Alleati e dagli Stati Uniti d’America. Tutte le altre navi da guerra di superficie (comprese quelle fluviali) dovranno essere concentrate nelle basi navali austro-ungariche che saranno determinate dagli Alleati e dagli Stati Uniti, e dovranno essere smobilitate e disarmate completamente e poste sotto la sorveglianza degli Alleati e degli Stati Uniti.

    IV. – Libertà di navigazione di tutte le navi delle marine da guerra e mercantili delle Potenze alleate e associate nell’Adriatico, comprese le acque territoriali, sul Danubio e suoi affluenti in territorio austro – ungarico. Gli Alleati e le Potenze associate avranno il diritto di dragare tutti i campi di mine e distruggere le ostruzioni, il cui posto dovrà essere loro indicato. Per assicurare la libertà di navigazione sul Danubio, gli Alleati e gli Stati Uniti potranno occupare o smantellare tutte le opere fortificate o di difesa.

    V. – Continuazione del blocco delle Potenze alleate e associate nelle condizioni attuali: le navi austro-ungariche trovate in mare restano soggette a cattura, salvo le eccezioni che saranno concesse da una Commissione che sarà designata dagli Alleati e dagli Stati Uniti.

    VI. – Raggruppamento ed immobilizzazione, nelle basi austro – ungariche determinate dagli Alleati e dagli Stati Uniti, di tutte le forze aeree navali.

    VII. – Sgombero di tutta la costa italiana e di tutti i porti occupati dall’Austria – Ungheria fuori del suo territorio nazionale e abbandono di tutto il materiale della flotta, materiale navale, equipaggiamento e materiale per via navigabile di qualsiasi specie.

    VIII. – Occupazione per parte degli Alleati e degli Stati Uniti delle fortificazioni di terra e di mare e delle isole costituenti la difesa di Pola, nonchè dei cantieri e dell’arsenale.

    IX. – Restituzione di tutte le navi mercantili delle Potenze alleate ed associate trattenute dall’Austria – Ungheria.

    X. – Divieto di ogni distruzione di navi e di materiali prima dello sgombero, della consegna o restituzione.

    XI. – Restituzione, senza reciprocità, di tutti i prigionieri di guerra delle marine da guerra e mercantili delle Potenza alleate e associate in potere dell’Austria – Ungheria. I plenipotenziari sottoscritti, regolarmente autorizzati, dichiarano d’approvare le condizioni sopra indicate.

    Ti informo che esistono anche le minute delle trattative, oltre ai diari di alcuni degli ufficiali A/U che vi parteciparono. Ebbene: in NESSUNO di questi documenti NESSUNO degli austroungarici affermò o scrisse nel suo diario che la flotta apparteneva allo Stato degli Sloveni, Croati e Serbi.

    Fra l’altro, questo presunto stato non venne riconosciuto nemmeno dal Regno di Serbia (!!!), per cui immagina un po’ te che razza di bubbola era ‘sta roba qui.

    Luigi (veneziano)

  271. @ dimaco 275
    Credo che questo tuo messaggio dimostri ad libitum quanto bacato tu sia.

  272. @ Tergestin 271

    Ma insomma, questa frase che tu hai citato virgolettata l’ha detta Vidali o no? Io credo che sia una balla, perché dopo le elezioni del 1948 c’erano state anche le elezioni del 1953 e il Fronte Popolare non esisteva più, per cui perché Vidali nel 1954 avrebbe dovuto parlare di DUE elezioni prima?

    Oltre a ciò, il primo virgolettato avrebbe avuto il senso di “vogliate bene a questi militari italiani, visto che il 45% di loro e filocomunista”, mentre se tu affermi che invece il senso reale sarebbe stato l’altro, allora voleva dire proprio l’OPPOSTO: “diffidate di questi militari italiani, visto che il 48% di loro è a favore della DC”.

    Due frasi il cui contenuto è esattamente l’opposto, e tu nemmeno ti sei accorto dello stridore LOGICO, affermando che egli disse la prima cosa, ma evidentemente intendeva dire la seconda.

    E poi parli…

    L.

  273. effebi ha detto:

    ma com’era “l’atmosfera” a bordo della viribus unitis al momento dell’affondamento ?
    mi sembra di aver letto che l’equipaggio era in forte agitazione

  274. Mauricets ha detto:

    gavendo l’ultimo comento xe record?

  275. Mauricets ha detto:

    per Luigi 271 ci vorebbe il coraggio di dire che molti fascisti e molto del vaticano colluso col fascismo conflui nella DC. se estrapoli questo dal contesto della storia, non tenendo conto degli orrori commessi dal regime, e di quanto siano a ridosso del ’48 manipoli la realta delle cose.

  276. Mauricets ha detto:

    se con onesta intelettuale capiamo che si è passati da una entita statale che era sovranazionale, prospera, dove la liberta di culto era concessa, dove si stava scolarizando vasti strati della popolazione, le lingue erano riconosciute, la liberta di impresa era la norma, la stampa era libera, credo che il cadere sotto un regno arretrato, illiberale, e che tradi anche i suoi figli con il fascismo, sia molto frustrante.

  277. matteo ha detto:

    per chi parla di trieste che voleva stare sotto l’italia

    Trieste e il MSI

    On. Renzo De Vidovich … Trieste è tornata all’ Italia perchè il 5 e 6 novembre 1953 noi, gioventù nazionale di Trieste, siamo scesi nelle piazze di Trieste e abbiamo avuto sei morti e centocinquantatrè feriti perchè gli “alleati” inglesi e americani ci hanno sparato addosso senza tanti complimenti. Non c’ erano comunisti insiema a noi a combattere gli yankees, non c’ erano gli uomini di sinistra: eravamo solamente noi. Abbiamo sempre detto che con noi c’ erano Italiani di tutti i partiti, anche se poi quando uno moriva o veniva colpito in tasca trovavano la tessera della Giovane Italia, della Goliardia Nazionale e del Movimento Sociale Italiano. Ma noi continuiamo a dire che in piazza c’ erano tutti gli Italiani, anche se avevamo la sfortuna di cadere solo noi.
    http://utenti.multimania.it/irr_ita/index-2.html

    non cerano triestini a reclamare trieste al italia ma fascisti, un dato di fatto

  278. Tergestin ha detto:

    @ Luigi

    Niente de personale, ma penso che no ghe sia el bisogno de comentar ulteriormente quel che te scrivi. Dito senza intenzioni ofensive ma in sincerita’.

  279. Tergestin ha detto:

    @ Matteo

    Ne parlano anche sul sito della Betfor, ne parlavano sul Corriere di Trieste, lo sapevano i cerini, il sindaco…..insomma, il classico segreto di Pulcinella. A Trieste erano per lo piu’ fascisti o delinquenti, spessissimo di fuori, a manifestare per l’Italianita’. Non credo solo loro, certo, ma una grossa fetta di questi cercava lo scontro anche perche’ spesso erano pagati da uffici romani appositamente. Lo ammette -con orgoglio- persino una buona fetta della storiografia di destra o nazionalista.

  280. Mauricets ha detto:

    per matteo, per esperienza familiare posso dirti che ts ha pagato lo scotto di una patria tiranna e matrigna molti miei parenti hanno emigrati. i nonni italianissimi si dissero pentiti della caduta dell’impero. abbituati a ben altro evidentemente.

  281. Mauricets ha detto:

    solo una cosa srebbe da evitare, l’equazione italiani=fascisti. questo non se lo merita molta brava gente.

  282. capitan alcol ha detto:

    Ma dategli ragione no? Vive solo per quello e lasciategli qualche soddisfazione nella vita. Si vede che non ha altro…

  283. Mauricets ha detto:

    e se si è connessi con la realta italiana si percepisce quanto in tutte le regioni ci sia una visione simile, del resto basta vedere la lega. italianissima e di governo…

  284. Tergestin ha detto:

    @ Mauricets

    L’equazione italiani=fascisti mi sembra scontata da NON fare. Ci mancherebbe! Ma il discorso e’ un altro.

  285. Mauricets ha detto:

    pienamente d’accordo.

  286. Allora, cerchiamo di tornare a mettere i puntini sulle “i”.

    Bogdan Novak afferma che circa il 64% dei triestini nel 1949 votò per partiti apertamente filoitaliani.

    Io contesto il fatto che il rimanente 36% fosse fatto da ANTIitaliani, visto che le anime dei comunisti cominformisti erano di diverso tipo, comprendendo anche molti filoitaliani.

    A leggere gli ultimi commenti, pare invece che TUTTI i triestini erano ANTIitaliani, tranne i fascisti, e che in pratica anche la DC era continuatrice del fascismo.

    Come dire per esempio che la Democrazia Cristiana in Germania Ovest era un partito postnazista…

    E’ perfino divertente trovare qui in Bora.la una serie di bizzarri contributori, che inanellano una serie di perle in perenne contraddizione fra di loro.

    Ci sono quelli che affermano che gli infoibati sono come spazzatura, quelli che affermano che nell’armistizio non si parla di bottino di guerra, quelli che confondono la Serbia collo Stato degli Sloveni, Croati e Serbi, quelli che confondono i croati con gli italiani, e adesso viene pure fuori che sotto l’A/U esisteva la libertà di stampa (questo non conosce nemmeno le leggi sulla censura austroungariche!!!).

    C’è però un modo eccellente per capire se queste visioni *politiche* (giacché qui non si sta parlando di storia, ma di ideologia ammantata di storia) hanno un senso: tutti questi indipendentisti, seguaci del TLT, filotitini & Co. eccetera eccetera, formino una propria lista e si presentino alle elezioni.

    Così si vedrà – dopo aver visto che nel 1949 oltre il 65% dei triestini (sempre stando a Novak!) era apertamente filoitaliano e (stando a Valdevit) solo il 15% era indipendentista – quanti oggi continuano a rincorrere questa chimera.

    Tanto per dire: qui a Venezia gli indipendentisti veneti si presentano re-go-lar-men-te ad ogni elezione, prendendo percentuali variabili fra lo 0,5% e l’1,5%.

    Se invece si vuole parlare di storia, allora il discorso è totalmente diverso: bisognerebbe aver la capacità di tirar fuori documenti e commentarli.

    Ebbene: lungo tutti questi quasi trecento commenti, citazioni virgolettate REALI (con rimando a pubblicazione e pagina o cose simili) sono stati presentati (oltre che dal sottoscritto) da Sandi Volk e Sandi Stark. Uno è il compagno di merende della negazionista delle foibe che si chiama Claudia Cernigoi, l’altro è invece uno che vive ancora ai tempi del Povero Nostro Franz.

    Anche Tergestin ha presentato una citazione virgolettata, che poi s’è dimostrato esser tarocca. Infine, ha presentato una citazione matteo, che ha concluso il suo intervento affermando che solo i fascisti volevano che Trieste andasse all’Italia: fa il paio con l’altro che ritiene gli infoibati spazzatura.

    Questo è quanto.

    Luigi (veneziano)

  287. capitan alcol ha detto:

    Dai ma adesso non fare l’offesino.
    Hai ragione tu, lo sappiamo tutti. Cono o coppetta?

  288. maja ha detto:

    Io non so nè mi interessa con chi faccia merenda o vada a pranzo Sandi Volk, ma so che è uno storico di professione, laureato, magistralizzato e dottorato in storia contemporanea.
    Tu invece, Luigi? Si può sapere che titoli hai per distribuire epiteti offensivi a destra e a manca?

  289. Tergestin ha detto:

    @ Luigi

    Io invito tutti gli utenti a leggere cio’ che ho scritto io, postando dati e fonti e i giri di parole da telepredicatore del mid-west che puntualmente fai tu quando non hai da aggiungere nulla. Oppure pesti i piedi dicendo “non e’ vero!” o spesso, semplicemente butti giu’ altri dati in modo da rinforzare le tue tesi. Poi se Vidali fa una “bianca” come la chiamiamo qui a TS pigliatela con lui, dato che io ho riportato il suo discorso come l’ho letto.

    Mi chiedo inoltre nuovamente, dato che te l’ho gia’ chiesto e hai risposto con una specie di “sono fatti miei”: a te che te ne frega se a Trieste ci sono tutti questi personaggi ideologicamente bislacchi? Vivi nella regione piu’ secessionista della penisola e vieni a fare il piccolo patriota da libro cuore da noi dove i nazionalisti hanno comandato in tutti i posti per decenni e hanno coperto, se non spesso fatto di prima mano un cumulo di merdate da riempire un libro sino a pochissimo tempo fa?
    Ma prendi in giro o cosa?

  290. Sandi Stark ha detto:

    Me sembra logico che i generai de l’esercito KuK no cioleva in consideraziòn che l’Impero andassi in fuč.

    El capitano Ruggera de Predazzo rivava a Padova la sera del giorno 29 ottobre. No te me dirà che un capitano tratta un armistizio coi italiani, giusto?

    Alle 13 del 3 novembre, el generale von Webenau rivava a Villa Giusti, alle 15 el trattato iera za firmà.

    Te sembra una roba seria, visto che i nostri gaveva solo mandato de concordàr el cessate il fuoco prima possibile, mentre i italiani gaveva l’obbiettivo de tiràr per le longhe intanto che i conquistava territori e i fazeva più prigionieri possibile?

    Te sembra serio che i ‘taliàni firma un trattato de Armistizio che impegna anche i USA senza aver una delega?

    Te sembra serio che i pretendi 15 sommergibili austriaci, quando l’Austria ghe ne gaveva solo 13 che podeva navigàr? No te fa pensàr che delle clausole navali no i ga nianche discusso?

    I fatti disi che:

    el 31 ottobre vien firmada la cession de la flotta ai Delegati del Consiglio Nazionale dei Serbo-croati-sloveni residente in Zagabria. Presenti: Horty, Lauffer, Schmidt, Konek, Franz Morin (te podessi domandarghe a suo nipote che el xe in veneto e fassista, facile che te lo conossi). Per la controparte: Tresic Pavicic, Bukseg, Ivo Cok (questo iera de le nostre parti). Delegazione de Pola del consiglio nazionale dei Serbo-croati-sloveni: Kriz, Skalier, Vratovich, cap. Koch. Morale, la flotta vien ceduda ai Serbo-croati-sloveni con la clausola “salvo rivalsa dei diritti de proprietà da parte de terzi”.

    Quindi: dal 31 ottobre la flotta iera senza alcun’ombra de dubbio in consegna alle delegazioni SHS. Dopo, i alleati ga avù ognidùn la sua quota parte, ad esempio 3 sommergibili austriaci ghe iera andài alla Francia, tutti i altri all’Italia, che gaveva avù anche le sue corazzate, i incrociatori eccetera.

    El 31 ottobre Carlo 1° trattava in quanto ultimo “titolare” della Marina imperiale, non in quanto Capo de Stato perchè el novo Governo austriaco iera in vigòr dal 21 ottobre.

    La Viribus Unitis xe stada affondada due giorni prima che cominci Villa Giusti.

    La Regia Marina gaveva contatti strettissimi con i delegati SHS de Corfù, perchè esisteva un servizio de sommergibili che fazeva la spola tra dalmazia e Italia, per portàr la posta a Roma (fonte Sokol che cita un dispaccio del servizio informazioni).

    Nell’aprile del 1918 iera stada a Roma la riunion del comitato dei “popoli oppressi dall’AU”, presente Trumbic e altri 9 delegati.

    Sempre el 21 ottobre, el Comando Marina vigniva informà che i SHS gaveva zà conià due milioni de Sokol, organizzà la polizia nazionale, fatto la bandiera e l’inno nazionali. Strano che i ‘taliani, che iera in cussì in ottimi rapporti, no i savessi niente.

    Tra el 12 ottobre e la fine del mese, iera tutto un giro de telegrammi tra le capitali europee, con le proposte de pase de Carlo 1°, le opinioni de Wilson, le risposte dei vari governi. Strano che i ‘taliàni no savessi che l’Impero no esisteva più come entità politica, che el Comitato polacco gaveva dichiarà l’autonomia el giorno 8 ottobre, che el 12 ottobre iera fallida l’ultima mediaziòn tra Carlo 1° e i delegati de tutte le nazionalità, che al proclama federale del giorno 16 tutti i delegati delle altre nazionalità gaveva risposto picche, che nei giorni seguenti gavessi fatto tutti delle dichiarazioni equivalenti all’indipendenza, che el giorno 21 a Vienna iera un novo governo e che el giorno 29 la Dieta de Agram (Zagabria) interrompeva le relazioni con Vienna.

    Visto che iera evidente che parte de la flotta ghe fussi spettada comunque come indennizzo de guerra, l’affondamento de la Viribus Unitis pol avèr solo due motivazioni: attribuirse l’affondamento de un’altra corazzata oltre la St. Istvan (la Wien iera un guardacoste più picio de un incrociatòr, no una corazzata) per far 3 a 3, almeno sulla carta e salvàr l’onor de una guerra navale disastrosa.

    Seconda motivaziòn: romperghe le balle alla Marina SHS, che sarìa stada in competiziòn per el dominio de l’Adriatico.

  291. Sandi Stark ha detto:

    No intervegno sul resto de la polemica perchè no go voia, ma Veneziano xe uno dei soliti italiani che pretendi de insegnarne la nostra storia. Professinisti de la retorica, abilissimi de giràr le parole come ghe comoda. El disi che xe mai esistide pressioni per far emigràr i triestini dopo el 1954. Eppur gavemo tutti dei cugini in Australia ai quali se ghe pol scriver o telefonàr, e qualche vecio xe ancora vivo domandarghe come iera andade veramente le robe.

    Ma no scrivo, adesso no go voia e no certo per Veneziano, che no xe qua per imparàr e confrontarse, ma solo per trollàr e far propaganda. Tanto che me domando chi lo paga.

  292. Mauricets ha detto:

    ma lo sia bene dai luigi che il fascismo si è riciclato! sai bene che tutti i pubblici dipendenti giuravano fedelta al regime. il popolo prendeva la tessera per un pezzo di pane, i papabili per moto di piu. sai bene come spingesse la chiesa verso il voto DC. erano altri tempi le chiese erano piene di pecorelle smarrite. o vuoi sostenere che i preti di provincia consigliavano liberta di voto? invece del votate da bravi cristiani? guarda che i tempo dei fessi e finito.

  293. @ Tergestin

    Allora vediamo di fare un breve elenco delle “perle” che hai infilato qui dentro:

    1. Al commento numero 18 hai scritto che Domenico Rossetti era un filo-asburgico dichiarato. Questa è perfino divertente, giacché Domenico Rossetti era un nobile nato a Trieste alla fine del XVIII secolo, mentre l’affondatore della Viribus Unitis si chiamava Raffaele Rossetti. Questo qui era un ammiratore della monarchia asburgica? Balla stra-cosmica: Rossetti era un antimonarchico convinto, repubblicano e per il tramite del suo essere antimonarchico fu dichiaratamente antifascista. Ho letto la sua biografia, e non c’è NESSUNA FRASE a favore dell’impero.

    2. Nel messaggio successivo, egli afferma che gli esuli vennero installati “in larghissima parte” a Trieste. In realtà, i numeri dicono che circa il 20% degli esuli si fermò a Trieste (circa 60.000 su circa 275.000), mentre circa l’80% se ne andò in giro per l’Italia e in giro per il mondo.

    3. Nel messaggio successivo, egli afferma che a Trieste in quegli anni si soffriva un tasso di disoccupazione “doppio” rispetto alla media italiana. A parte il fatto che questo già di per sé starebbe a spiegare i dati relativi all’emigrazione, questo numero è sbagliato. La percentuale di popolazione attiva in Italia nel 1950 è pari al 41,2% (19,4 milioni vs. 27,7 milioni), quindi il 58,8% degli italiani non lavorava, e il tasso di disoccupazione era superiore al 20%: un numero talmente pauroso che nello stesso anno venne proposta dall’on. Tremelloni l’istituzione di una commissione d’inchiesta parlamentare sulla spinosa questione, poi varata dalla Camera dei deputati. Tanto per completare il quadro italiano, sarà da ricordare che il sud era nuovamente percorso da fenomeni di brigantaggio, e regioni del nord come il Veneto conobbero movimenti migratori verso l’estero nettamente superiori a quelli di Trieste. Quanti erano i disoccupati a Trieste in quegli anni? Lo dice Panjek nel suo studio: fra il 1947 e il 1953 una media di 18-20.000 persone nell’intera zona A, e quindi una percentuale di meno del 10% sull’intera popolazione. Nello stesso periodo (mentre a Trieste passavano all’incirca 150.000 profughi) gli aiuti economici per i triestini da parte dell’Erp furono pari (dati di Panjek) a 126 dollari per abitante, somma quasi CINQUE VOLTE superiore a quella concessa in Italia (27 dollari). Non a caso, da Trieste si emigrò in termini INFERIORI rispetto al Veneto e al Friuli Venezia Giulia nello stesso periodo.

    4. Dopo di che, Tergestin sta zitto per un bel po’, fino a quando nel suo intervento numero 174 afferma che ci fu la “volontà politica” di far emigrare in Australia (credo lui volesse dire “all’estero”) i Triestini. Afferma che parecchi storici “moderati” hanno sostenuto quest’idea. Ebbene: io ho letto parecchio sul tema, ma NON HO MAI LETTO una cosa del genere. Se Tergestin ha qualche nome e citazione virgolettata da tirar fuori, lo faccia!

    5. Nel messaggio numero 254, Tergestin riporta le parole che *sarebbero* state pronunciate da Vidali nell’immediatezza del ritorno di Trieste all’Italia: “Ricordatevi! I soldati italiani che domani arriveranno a Trieste sono i figli di quell’Italiani che hanno votato al 45 per cento per il Fronte Popolare nelle elezioni del 1948!”. Quando gli faccio notare che i numeri di Vidali erano sbagliati e che in realtà questi avrebbe potuto dire tutto all’opposto che in realtà i genitori dei militari avevano votato al 48% per la DC, nel messaggio successivo Tergestin afferma che effettivamente questo poteva esser stato il pensiero di Vidali, senza nemmeno accorgersi che il senso del discorso è totalmente diverso, come la notte dal giorno!

    Queste perle inframmezzate da discorsi del tipo “io so e tu no”, nomi di personaggi mai citati virgolettando, ed altre amenità del genere.

    @ sandi stark
    Fantasmagorica ricostruzione delle trattative per l’armistizio! ADdirittura non sai nemmeno che i delegati A/U erano in Italia con tanto di deleghe firmate e che erano in continuo contatto con i comandi di Vienna e con l’Imperatore. Pare quasi che l’armistizio fu una furbata italiana! RI-DI-CO-LO!

    L.

  294. Mauricets ha detto:

    secondo me commetti un errore, tu citi la popolazione attiva in italia, e i disoccupati a trieste. ora la forza lavoro comprende tutti gli individui in eta lavorativa, i disoccupati comprende chi iscritto al collocamento e in cerca di lavoro. come ben sai attualmente in italia abbiamo circa il 9% di disoccupati e il 38% di senza lavoro.

  295. Mauricets ha detto:

    ma sai perche si davano 126 e 27? per far rimanere a trieste i profughi e creare cosi una pressione demogrfica sul terittorio e al contempo mostrare come era oppulento l’occidente ripetto al vicino soviet. ma perche non ci arrivi?

  296. Mauricets ha detto:

    ed è pur vero che da trieste si emmigrava, mentre prima solo si immigrava, da tutto il mondo. una bella dfferenza, non trovi?

  297. Mauricets ha detto:

    e se mi permetti un altro errore lo commetti quando per l’Italia citi il 1950 e per Trieste il periodo 1947 – 1953 cioè si anni. una bella differenza. o no?

  298. @ mauricets
    Se leggi con attenzione, ho scritto che in Italia gli occupati erano il 41% della popolazione e i non occupati il 58% sul totale e il 20% considerati in sé, mentre a Trieste i disoccupati erano il 10% della popolazione. Adesso qualcuno mi spieghi com’è possibile che a Trieste i disoccupati fossero il doppio della media italiana (come dice Tergestin)!

    Riguardo poi a certe zone, ricordo una serie di campagne di stampe de “L’Unità”, nelle quali si rilevava – per esempio – che in certe città della Sardegna la disoccupazione era pari al 60%. Altro che Trieste!

    Riguardo poi al tuo intervento numero 304, bisogna distinguere alquanto. A Trieste s’immigrava dal 1800 fino al 1918, con un grosso buco nel periodo della dominazione francese durante il quale la popolazione diminuì di circa il 30%. Allo stesso modo, la popolazione del 1918 era all’incirca diminuita di un terzo rispetto a quella del 1910, a causa della massiccia emigrazione in previsione e durante la guerra. La maggior parte di questa gente non tornò nemmeno a Trieste.

    Ciò che voglio dire è che la costituzione della potenza economica della città fu dovuta – com’è noto – ad una situazione del tutto particolare: il privilegio concessole da un Impero di diventare monopolista. Questo monopolio creò una grossissima ricchezza, in un tempo sorprendentemente breve – circa cent’anni – preceduto però (e bisognerebbe ricordarselo) da quattrocento anni di governo asburgico durante i quali Trieste era una mera espressione geografica, più povera di Pirano, Parenzo, Rovigno, per non dire di Capodistria.

    Quando qui dentro ci si cincischia a ricordare la grandezza di questa città, ci si dimentica che:

    1. La situazione geopolitica è totalmente cambiata dal 1914 ad oggi.
    2. Chi è causa del suo mal, pianga sé stesso: se l’Austria non si metteva a giocare ai soldati per mangiarsi la Serbia, la storia sarebbe cambiata per tutti quanti.

    Riguardo infine al tuo intervento numero 303, se mi trovi una fonte storica che dimostra che quanto hai scritto è vero, sono tutt’orecchi!

    Luigi (veneziano)

  299. Mauricets ha detto:

    ma questo è ridicolo “fra il 1947 e il 1953 una media di 18-20.000 persone nell’intera zona A, e quindi una percentuale di meno del 10% sull’intera popolazione.” cioe tu metti dentro invalidi, banbini, anziani, alleati, donne (e sai bene come il lavoro femminile sia anche oggi scarso nei numeri) ubriaconi e chissa chi ancora. senza togliere pero tutti quei lavoratori che svolgevano prestazione d’opera occasionale per gli alleati, diciamo “lavori socialmente utili”. ma cherano a singhiozzo. e posso assicurarti che molti laureati e diplomati triestini si sono fatti venire i calli. ma poi hanno preferito emigrare piutosto che fare la vita dei barboni.

  300. @ 305
    Infatti ho fatto la media del periodo, e cioè ho scritto esattamente il dato riportato dalla fonte che ho citato nero su bianco. Cerco di non inventarmi nulla.

    L.

  301. Mauricets ha detto:

    Allora
    1 dai dati su periodi esattamente uguali
    2 dai dati su disoccupati
    3 dai dati su forza lavoro
    i punti 2 e 3 ovviamente per entrambi

    per il 303 non servono gli storici, bastava vedere la bava e l’invidia a est.

  302. Mauricets ha detto:

    la solita storia della media, io mangio un pollo tizio niente, abbiamo entrami mezzo pollo!

  303. Mauricets ha detto:

    1950 tasso di occupazione in italia 41,2%
    2010 tasso di occupazione in italia 56,9%
    in 60 anni abbiamo aumentato del 15,7%
    un pò poco.

  304. Ho riletto meglio il testo del Panjek e ho trovato i dati puntuali.

    Trieste nel 1950 aveva esattamente 19.960 disoccupati, su un totale di 297.000 abitanti (i dati sono relativi all’intera zona A del TLT), per cui adesso fatti tutte le percentuali e prova a rispondere alla domanda: è vero o no che Trieste aveva IL DOPPIO dei disoccupati rispetto alla media italiana, come ha sparato Tergestin?

    L.

  305. @ Mauricets 311

    Perfettamente d’accordo con te. Se guardi poi ai dati degli occupati rispetto al resto dei paesi europei, ti rendi conto di come le statistiche sulla disoccupazione da noi debbano esser prese con le super-pinze.

    L.

  306. Mauricets ha detto:

    312 no questo assolutamente no, non era questo il mio intento.

  307. Mauricets ha detto:

    forse il ragionamento non deve essere fatto solo sui numeri, ma sulle aspettative della gente. in maniera simile oggi ad esempio i laureati fuggono. non per il solito campanilismo, ma se concordi con me che a ts, e anche in parte del nord, la scolarita è molto elevata rispetto al resto del paese, in quel contesto non trovi facile una delusione e una voglia di andarsene?

  308. matteo ha detto:

    l’idipendentismo sa trieste era molto forte, sol tu puoi dire di no, storicamente parlando torno fuori nel 75 con il melone, non parliamo che non fu rilevante perche non è vero, anzi gli italiani spendevano soldi per far ritornare trieste al italia, questo contro la volonta popolare, un altro dato di fatto

    luigi non è vero cio che dici

    L’anno seguente si tennero le prime elezioni amministrative nella zona A. Il 12 giugno a Trieste e il 19 nei restanti comuni. Secondo il trattato di pace avrebbero potuto votare esclusivamente i residenti alla data del 10 giugno 1940 ma, per favorire i partiti filoitaliani, fu stabilito che gli aventi diritto sarebbero stati gli abitanti della zona residenti dal 1947. Così avrebbero potuto votare gli esuli fiumano-istriano-dalmati sicuramente favorevoli all’Italia.

    Su 193.6264 voti validi, i partiti che ponevano come primo punto del proprio programma il ritorno di Trieste all’Italia ricevettero il 59,95%. Il 32,35% si espresse a favore di quei partiti che volevano il Territorio Libero; mentre solamente il 4,73% si espresse a favore di partiti filotitini.
    Rispetto alle elezioni del ’49 tre furono i dati interessanti: la sostanziale tenuta dei partiti favorevoli al ritorno all’Italia (percentualmente persero solo lo 0,70%); l’aumento estremamente consistente dei voti del msi (che passò dai 10.222 voti del ’49 ai 20.570 del ’52); il raddoppio dei voti del Fronte dell’Indipendenza.

    Il Fronte dell’Indipendenza mantenne il terzo posto raddoppiando, però, il numero di preferenze dalle 11.514 del giugno 1949 alle 22.415 di queste ultime elezioni, ottenendo il 12,52% dei voti.

    L’indipendentismo triestino
    tra il 1945 e il 1954
    di Emanuele Merlino
    http://w3.uniroma1.it/dprs/sites/default/files/437.html

    dovete sapere cari triestini, che i triestini erano per l’indipendenza, gli esuli no

    questo saggio dice tutto, leggetelo

  309. Mauricets ha detto:

    esatto! si confondono gli esuli con i triestini, e si continuano a menipolare i dati. non posso dire che la disucupazione era doppia rispetta al resto d’italia, ma certamente ha colpito di piu gli autoctoni. come del resto si sa bene che gli esuli avevano precedenza nell’assegnazione degli alloggi e nel posti di lavoro pubblici. basta andare a leggersi la normativa sul lavoro e le categorie protette. al pari di tutta l’italia, solo che qui erano concentrati in un territorio angusto.

  310. Paolo Geri ha detto:

    316 matteo e 317 mauricets.

    Esatto. Conosco il saggio di Merlino. Basterebbe poi ricordarsi che la tiratura del “Giornale di Trieste (quotidiano indipendentista) superò le 20.000 copie senza contare il giornale della sera. Ma secondo l’ ineffabile veneziano il P.C.-T.L.T. era filo italiano. E così le percentuali – corrette – date da Matteo, saltano.
    Non paragonerei invece così automaticamente il fenomeno del Melone del 1978 con l’ indipendentismo. Non era questo l’ elemento distintivo del movimento che troverei piuttosto nell’ “autonomismo” come anche e soprattutto Cecovini e Giuricin affermavano. Va ricordato che ancora a metà degli anni Settanta esisteva a Trieste un erede per quanto “malandato” dell’ indipendentismo degli anni Cinquanta, guidato da Giovanni Marchesich – il Movimento Indipendentista Triestino-Territorio Libero di Trieste (M.I.T.-T,L.T) che superava regolarmente i 4.000 voti alle elezioni amministrative (un po di più alle regionali e alle politiche) ed eleggeva un consigliere provinciale ed un comunale ad ogni tornata fino a quando non confluì con il figlio di Giovanni, Giorgio Marchesich, nella Lista per Trieste.

  311. Sandi Stark ha detto:

    “@ sandi stark
    Fantasmagorica ricostruzione delle trattative per l’armistizio! ADdirittura non sai nemmeno che i delegati A/U erano in Italia con tanto di deleghe firmate e che erano in continuo contatto con i comandi di Vienna e con l’Imperatore.”

    Ve go ditto che xe un troll, no? No el pòl contestàr una data o un fatto che go scritto e allora el se rampiga pei speci.

    “Pare quasi che l’armistizio fu una furbata italiana!”

    Ecco bravo, te cominci a rivarghe. A parte el fatto che parlavimo de la Viribus Unitis che xe stada affondada prima de Villa Giusti e che quindi tutta la tua divagaziòn no c’entra un tubo. Podessimo parlàr dei 4 giorni de applicaziòn de l’armistizio che i ghe gà tirà in tel cul ai nostri per conquistàr più territori possibili tra cui la Provincia de Postumia che iera oltre la linea del Patto de Londra e la Valcananle che no c’entrava un klinz; e fàr più prigionieri possibili, che dopo i gavessi lassà morìr a decine de migliaia de Spagnola nei campi de la Lombardia. Ma andassimo OT.

  312. Sandi Stark ha detto:

    E adesso intervegno anche sul resto, visto che ghe xe autorevoli interventi. No me diverti quel periodo storico ma no sopporto i ballisti.

    Vedemo cossa ga scritto recentemente un storico come Raoul Pupo, discutibile in tante robe ma insospettabile perchè esule e patriottico.

    Pupo riconossi ad esempio che la polizia del GMA gaveva sparà anche a Servola fazendo due morti, per cavàr una bandiera italiana co’ la stella rossa. Quindi i iera perfettamente “bipartisan”, no i voleva bandiere italiane nè de destra nè de sinistra, perchè esisteva el TLT che iera uno Stato diverso da l’Italia.

    Anche el riconossimento che esisteva el TLT xe un merito storico, perchè i nostri fassistoni i continua a dìr che no el iera mai esistì per via de la mancata nomina del Governatòr.

    Altro merito storico, xe de riconosser che la maggioranza italofona de Trieste se gaveva creà grazie alle immigrazioni ed all’autoassimilaziòn. No ghe voleva tanto, bastassi consultàr le statistiche demografiche e de l’immigraziòn per rivarghe come deduziòn, visto che la matematica no xe un’opiniòn. Giusto per darve un’idea de coss’ che parlo, dalla “carniola e da Gorizia”, rivava a TS tante più donne che omini, e qua le restava. Le rivava slovene e le diventava italiane, sposandose e cambiando cognome oppur fazendose segnàr nel censimento che le doprava la lingua d’uso italiana. Tanto, no ghe ciavava niente a nissùn e xe testimonianze che i rilevatori diseva: “Decideve, anche se parlè 3 lingue mi posso segnàr solo una a testa.” E tanti segnava come che i voleva lòri, anche futtizando perchè xe ancora decine de migliaia de schede futtizade nei archivi del Comun, a disposiziòn dei interessati.

    Dopodichè ve consiglio de trovarve el libro de Amodeo Cereghini, pubblicà dal Piccolo pochi anni fa in diversi volumi. El contièn la storia del GMA dopo l’apertura dei archivi de l’Intelligence inglese.

    Dal libro emergi nettamente che l’indipendentismo stava ciapando pìe, che i triestini stava benòn perchè ad esempio, un dipendente del TLT guadagnava come un capitano de l’esercito italiàn. Come dir oggi, da 2.300 a 2.600 euro al mese. E senza tasse, perchè no esisteva l’IRPEF o altre monàde, qua se pagava solo le tasse comunali. Come dìr, el stipendio iera equivalente a quasi 3.000 euro al mese de adesso.

    I dati su la disoccupaziòn iera futtizàdi al rialzo, no go ben capì perchè ma sembra che riguardava aiuti e pacchi alimentari per le famiglie. Sembra che ghe stava bèn anche ai inglesi, indifferente perchè.

    I pupoli del 1952 iera cominciadi dopo una “grande manifestaziòn” nazionalista, che iera andada quasi deserta. Subito dopo riva i missini de PD e VR co’ le bombe a màn.

    No xe vero niente che i disordini del 1953 iera per fàr diventàr “Trieste italiana”. Tutte le parti iera d’accordo dal 1950, e no se rivava a una conclusiòn perchè Tito e i ‘taliàni iera come can e gatto ne le trattative. Su questo che xe el punto cruciale de tutto el libro, no ghe xe alcun dubbio perchè xe riportài i verbali dei incontri e delle lettere tra tutti i protagonisti.

    Altri gioiellini che se scopri dai archivi inglesi, xe che Trieste stava per rivàr all’autosufficienza economica. Ma l’Italia no voleva. La gaveva ostacolà el sviluppo economico contrastando i inglesi che voleva verzer decine de nove industrie. I ‘taliani gaveva paura che le nostre ghe fazzessi concorrenza, scritto nero su bianco.

    I preferiva contribuìr al disavanzo economico per dìr che i mantigniva la città, e i pretendeva che la voce de bilancio fussi scritta come voleva lori in modo che no ghe fussi dubbi.

    Altra perla, xe la questiòn de le navi del Lloyd. Lo zio Tom ghe gaveva dà all’Italia quasi un centinaio de navi Liberty. 10 iera per el Lloyd, ma i ‘taliàni se le gaveva tignude e mandade me sembra a Napoli. Un tanto gaveva provocà le dimissioni de tutto el CDA del Lloyd. In ogni caso, el Lloyd gaveva ripreso a lavoràr nel 1945 con 10 navi, e nel 1956 el ghe ne gaveva 31.

    El TLT iera lo Stato più efficiente nell’utilizzo dei fondi ERP (piano Marshall). Grazie a quei soldi se gaveva finanzià la ricostruziòn del porto, dei cantieri. Ma anche l’impianto de saldatura continua del cantièr San Marco, unico in tutta Europa. Oltre al rimodernamento de l’Aquila.

    Nel 1949 iera stà ottignù el record storico del traffico portuale, più che nel 1913-1914. I inglesi intervigniva diplomaticamente anche sui tedeschi che finanziava troppo i trasporti ferroviari, pur de fàr lavoràr el nostro porto.

    Inveze i ‘taliàni rompeva le balle, ad esempio con una disputa con la Cecoslovacchia (socio del TLT e uno dei maggiori clienti de porto) perchè i pretendeva che tutto el traffico italo-ceko fussi pagà in dollari. Chissà perchè.

    L’ultima relaziòn economica con el bilancio de previsiòn del GMA iera addirittura fantastica. La città (de oltre 300 mila abitanti) gavessi raggiunto el pareggio economico entro un per de anni, nonostante el boicottaggio italiàn.

    Ultima de le perle, el porto de Koper. Tito gaveva domandà de podèr dopràr due moli per i traffici marittimi de la Yugo (a quei tempi el porto de Fiume iera solo rovine). L’Italia se gaveva opposto fermamente, tanto che i gaveva pagà lori la costruziòn del novo porto de Koper, finì nel 1957 e che oggi xe el prncipale concorrente del porto de Trieste.

    Savemo cossa xe successo nel novembre del 1954, entro due anni iera emigrài metà dei miei cugini. I altri fussi emigrài un alla volta, fin l’ultimo che xe andà via dopo la chiusura del Cantier San Marco.

    Fine. Tutto scritto nero su bianco, tutto dimostrabile alla lettera.

  313. @ Paolo Geri
    Continuiamo a manipolare le parole altrui. Io ho scritto che MOLTI comunisti cominformisti erano filoitaliani, ed ho citato – fra gli altri – il defunto (poi) onorevole Sema.

    Poi ho citato il Novak, per cui gli antiitaliani erano il 36%, divisi però fra indipendentisti e filojugoslavi.

    Infine ho citato Valdevit, che afferma che gli indipendentisti erano il 15%.

    @ Sandi Stark
    Mettiamola così: non conosci nemmeno il testo dell’armistizio di Villa Giusti, e te vanza anca de parlar.

    L.

  314. A proposito, Sandi: il Tergestin dice che la disoccupazione a Trieste era mostruosa: il doppio della media italiana, io ho tirato fuori i dati comparati dai quali risulta che non è vero, e tu addirittura affermi (a capocchia) che addirittura i dati della disoccupazione a TS erano gonfiati.

    Allora ti prego di una cosa: spiega questo strano fatto a Tergestin, e cercate di mettervi d’accordo.

    Grazie.

    L.

  315. matteo ha detto:

    go impara che quando uno inizia a offender vol dir che no ga argomenti e che se rampiga sui speci

    la verita xe che nisun voleva italia a trieste, basta domandarghe a qualsiasi triestin che no iera esule

  316. Caspita: adesso scopriamo addirittura che NESSUNO voleva l’Italia a Trieste.

    Direi che il cerchio si chiude: la chiacchiera diventa verità e si fa storia, indipendentemente da qualsiasi documento, testimonianza, dato concreto, studio storico, valutazione di merito eccetera eccetera.

    Evidentemente questi qui erano tutti falsi triestini:

    http://www.youtube.com/watch?v=tlUV6O3_vH4

    L.

    PS La verità è che personaggi come matteo o Sandi Stark o Tergestin non hanno ancora elaborato il lutto del 1918 e del 1954. Sono esattamente tali e quali agli esuli che continuano a dire “ritorneremo con i carri armati”. Sveglia ragazzi, siamo nel terzo millennio!

  317. Ho trovato un documento filmato sull’UNICO triestino DOC che voleva l’Italia: http://www.youtube.com/watch?v=LfPPi8n3ihk&feature=related

    Al minuto 1:20.

    Un traditore ingannato dalla bieca propaganda italiota, evidentemente.

    L.

  318. Sandi Stark ha detto:

    @321: se parlava de la Viribus Unitis, affondada prima che cominci Villa Giusti. Tutta la tua divagaziòn sul trattato no c’entra un tubo. Se no xe ciaro troverò altre parole per spiegarte de novo.

    @322: no devo metterme d’accordo con nissun perchè no go sostegnù niente, a parte le dichiarazioni inglesi che la disoccupaziòn nel loro periodo iera sopravvalutada.

    Come opinion mia personale che scrivo solo adesso, rilevo un’incongruenza, perchè i dati ufficiali de la disoccupaziòn de fonte italiana, no vedi una crescita del fenomeno, eclatante, dopo el 1954. E questo no spiega l’esodo dei triestini, valutà in almeno 30 mila persone entro i anni ’60 dalla ricerca più seria sull’argomento.

    Ribadisso “almeno”, credo che fussi dentro solo quei passadi per l’ufficio emigraziòn e no quei che iera andài da soli in giro pel mondo e certamente quei che iera andài in Italia, senza assistenza.

    Cmq indifferente, i dati sulla disoccupaziòn no batti con el numero de emigranti. De le due: o i dati xe futizzài, oppur i iera sotto occupài; no vedo altre possibilità e podessi darse che le iera tutte e due.

    @324: ai tempi de le manifestazioni patriottiche, i inglesi respingeva ai confini anche 4 mila persone; altrettante passava. Fonte, sempre i rapporti de l’intelligence inglese.

    Conosso personalmente 3 persone, fioi de triestini residenti a Busto Arsizio, Gallarate e Roma, che i conta tutti la stessa storia: i papà doveva mantignìr la residenza a Trieste presso qualche parente, i doveva vingìr a votàr a Trieste e i doveva partecipàr a tutte le manifestazioni patriottiche. I vigniva ciamài da una telefonada, le ditte per le quali i lavorava ghe dava “permesso retribuito” e no so cossa i scriveva sulla richiesta de permesso, uno conta che suo papà nianche la compilava. I iera spesài del biglietto de treno, vitto ed alloggio. I gaevava una caratteristica in comune: iera tutti ex ufficiài non coinvolti con el fascismo. Questo prima del 1954 e anche un per de anni dopo, quando nissun li ga più ciamài alle manifestazioni. Lori per no sbagliàr, i ga continuà a tingnìr la residenza a Trieste e vignìr a votàr ancora per qualche anno, uno de questi fin al 1970.

    Ovviamente son disponibile a farte incontràr con almeno due de queste famiglie con le quali son in stretto contato per verificàr le testimonianze. E aggiungo che go sentì storie simili anche da altre fonti.

    Certamente che no go elaborà el lutto, chi se batti per la libertà e contro l’oppressiòn no pol elaboràr nissun lutto. Disemo che farne partecipàr ai due referendum che ne manca (unici in tutta la penisola), podessi iutàr ad elaboràr el lutto. Se po’ i occupanti andassi via portandose via la mafia, la corruziòn, la maleducaziòn, l’arroganza che prima no conossevimo e anche el bunga-bunga… el lutto podessi addirittura sublimarse nella gioia della nascita.

  319. Mauricets ha detto:

    ma propio nessuno no, diciamo che non tutti volevano l’italia. questo si puo accettare? sui numeri poi si puo discutere.

  320. Bibliotopa ha detto:

    Immagino che tutti quei che se vedi in foto sotto la piova el 26 ottobre 54 in piazza Grande voi gavè la prova che iera tuti fascisti, infiltrai dei fascisti, esuli, no?

  321. @ Sandi Stark
    Nell’intervento numero 276 hai scritto:

    “Nelle trattative de un armistizio bilaterale no se parla certo de prede belliche e de danni de guerra”.

    Ebbene: siccome la META’ dell’armistizio di Villa Giusti è dedicata alle prede belliche navali, ciò dimostra senza alcuna possibilità di dubbio che tu hai parlato di una cosa che non conosci.

    Riguardo ai disoccupati a Trieste, come evidentemente non sai il loro dato dal 1948 e il 1953 è stato perennemente sopra le 19.000 unità (con gli estremi a 21.064 nel 1948 e 19.102 nel 1952), per scendere a 18.867 nel 1954. Dopo tre anni di bieca occupazione italiana – e cioè nel 1957, i disoccupati erano CALATI a 17.062.

    Questi dati sono sorprendentemente CONGRUENTI con i dati MEDI dell’Italia, dove l’emigrazione è stata SUPERIORE (in diverse parti della penisola, compreso il nord) a quella di Trieste.

    Il che – anche qui – dimostra che tutte le ricostruzioni sulla “volontà politica” italian di far emigrare i triestini sono delle BALLE.

    E dimostra anche che tutte le tue ipotesi che hai formulato sono degli stroleghezzi (si usa questa parola da voi?).

    Sono d’accordo con Maurice: non tutti volevano l’Italia. Ci mancherebbe altro: alcuni volevano la Jugoslavia, altri volevano il TLT. Io ho *solo detto* che molti comunisti cominformisti preferivano l’Italia sia alla Jugoslavia che al TLT, e quindi i voti dei cominformisti alle elezioni del 1949 non sono da considerarsi “tout court” voti antiitaliani.

    @ Sandi Stark
    Tu dici che ai triestini sono stati preclusi “due referendum”, e che in questo sareste gli unici in tutta la penisola. Credo tu ti riferisca ad UN referendum (repubblica-monarchia) e a UN plebiscito (stare con l’Italia, con la Jugoslavia o col TLT). A parte che questo “secondo referendum” non è stato (purtroppo!) previsto da nessun trattato o accordo, lo sai che dissero gli jugoslavi per negare il plebiscito nel TLT? Che non volevano mettere nelle mani dei triestini italiani il destino degli slavi della zona A e della zona B del TLT!

    Oltre a ciò, ben si può presumere cosa avrebbero votato gli italiani della zona B, che erano in grandissima parte fortemente filoitaliani.

    Anche in ciò però dimostri di non conoscere molto bene la storia: i triestini non furono gli unici all’interno dei vecchi confini italiani a non votare per il referendum repubblica-monarchia: non votarono nemmeno gli altoatesini, oltre che – per ovvi motivi – i zaratini, gli istriani e i quarnerini (fiumani, chersini e lussignani).

    L.

  322. Mauricets ha detto:

    tuti no, ma neanche nisun.

  323. Volemo po anca dir che sta storia de “me nono me ga dito” o “conosso un me amigo che me ga contà” fa rider i polastri?

    L.

  324. Mauricets ha detto:

    ma, secondo me questi avvenimenti sono cosi vicini che mi sembra vengano trattati piu come politica che come storia. se pensiamo che si stanno ancora incarcerando criminali nazisti, e che la germania si ostina a non cosegnarne piu di qualcuno al’italia, penso che siamo in piena attualita.

  325. Tergestin ha detto:

    @ Luigi

    Per motivi di tempo e anche per il fatto che sul lavoro rende difficile portarsi dietro la biblioteca (tranne a te) cerchero’ volta per volta di spiegarmi.

    1) Io ho parlato appunto di Domenico Rossetti, senza equivoco, non di Raffaele.

    2) Sei di coccio o fai finta come al solito. E’ OVVIO che Trieste non sarebbe riuscita a contenere tutti gli esuli e sono d’accordo sul fatto che sono emigrati un po’ ovunque. Cio’ che sostengo e’ che la comunita’ esule e’ residente a Trieste in misura nettamente maggiore di qualsiasi altro posto. E il 20% rimane un cifrone. I motivi per cui sono qui li hanno spiegati pure le associazioni dei profughi in diversi comunicati dell’epoca.

    3) Non ho dati specifici al momento qua con me. In ogni caso il problema occupazionale serio arrivo’ con la fine del GMA o per dirla come la dicono qui a TS “quela maledeta barca atto secondo”, dato che 13.000 dipendenti Betfor e Trust rimasero culo in terra. Senza contare l’altra gran mazzata del 1966, cioe’ quando chiusero il San Marco. Cantiere che gli angloamericani sotto il TLT svilupparono di brutto, raddoppiandone il tonnellaggio se non erro in sei anni. Controllero’ meglio, se ti va.

    5. Non capisco perche’ ti inchiodi su questo punto e non capisco di quale senso del discorso parli. Questo e’ cio’ che ha detto Vidali e questo ho riportato. Sono poco bravo con i giri di parole, spiacente.

    Quanto alle amenita’…..
    Ci sono molti autorevoli personaggi che sostengono, credono o fanno capire che l’emigrazione Triestina fu anche una manovra e non solo un fenomeno sociale. Te li ho citati ma se non ci credi mi dai un po’ di tempo e ti trovo fuori cio’ che hanno detto e dove te lo puoi cercare.

    In ogni caso le testimonianze che possiamo darti io, Sandi Stark e altri, anche da persone ancor vive non vedo perche’ debbano essere irrise e sminuite: tanto piu’ da te che ti sei sbrodolato sugli esuli per mesi e hai spesso riportato testimonianze, in primis quelle di tuo suocero. E nessuno si’ e’ mai permesso di sminuire o irridere nulla dato che non tutti sono dei cafonazzi del tuo stampo.

  326. Srečko ha detto:

    Luigi detto il Veneziano

    Quando a citare il prozio e il nionno deklla suocera sei tu, essi dicono oro colato. Quando a citare il prprio nonno sono altri, sono ridicoli!

    Tipico di Luigi detto il Veneziano: due pesi, due misure; nessun rispetto dell’avversario, arroganza illimitata…

  327. Srečko ha detto:

    Sandi Stark, Tergestin, matteo, Paolo Geri

    Avete mai sentito parlare di sockpuppet?

    http://en.wikipedia.org/wiki/Sockpuppet_(Internet)

    Qui su Bora.la ne gira qualcuno…

  328. @ Tergestin

    1. Fammi capire: qui si parla della Viribus Unitis, affondata nel 1918 da un Rossetti di nome Raffaele, e tu nel tuo primo messaggio parli di un Rossetti, però di nome Domenico: un tizio – vedo – che è nato nel 1774.

    I classici cavoli e la classicissima merenda, direi…

    2. Quindi quando tu scrivi che la “larghissima parte” degli esuli si è fermata a Trieste, avresti dovuto scrivere che “la larghissima parte” emigrò in giro per il mondo, e non si fermò a Trieste! E quindi scricchiolerebbe alquanto la storiella per cui i triestini veri e puri (quali poi: quelli arrivati prima del 1918, compresi i superterroni che arrivavano dalla Puglia o quelli come Umberto Saba, di padre veneto, di cittadinanza sempre e colo italiana e mai suddito austriaco? quelli arrivati prima del 1910? Quelli arrivati prima del 1900? Quand’è che un “triestino” diventa “patoco”? Lo decide Sandi Stark? Lo decidi tu?) sono stati cacciati via da Trieste per far posto agli “italianissimi” istriani. I triestini sono andati via da Trieste esattamente come sono andati via milioni di italiani dall’Italia nello stesso identico periodo, e a Trieste sono arrivate genti da fuori così come ne sono arrivate – in numeri mostruosamente superiori – a Milano, Roma, Torino, Genova, Napoli eccetera eccetera nello stesso identico periodo. Vero è che s’è cercato di “bonificare” una parte della Venezia Giulia, ma questa NON ERA Trieste (già a grande maggioranza italofona e a buona maggioranza filoitaliana), bensì la costa che va da TS a Monfalcone, ed in particolare Duino, località che effettivamente subì un rovesciamento dei numeri etnici.

    3. I dati specifici li trovi in un libro pubblicato dall’Università di TS nel 2008, dal titolo di “Ricostruire Trieste: politiche e pratiche migratorie nel secondo dopoguerra”, di Aleksander Panjek. A completa smentita della storiella per cui vennero cacciati via i “triestini puri” per far posto a “italianissimi profughi”, ti dirò che secondo gli studi del Panjek, il 60% degli emigrati da Trieste nel secondo dopoguerra è costituito da persone NON NATE A TRIESTE, per cui – lui conclude – si tratta in gran parte di probabili “ritorni” nei luoghi di origine.

    3. I dati specifici forniti sempre dal Panjek si fermano al 1957. Da questi risulta che nel 1948 i triestini occupati nell’industria erano 35.053, divenuti nel 1953 36.136, passati poi nel quadrienno 1954/1955/1956/1957 (gli ultimi tre sotto il perfido tallone italiota) rispettivamente 35.335, 37.975, 41.002 e 42.761: un incremento fra il 1954 e il 1957 di ben settemilaquattrocentoventisei unità, superiore quindi al 20%: il tutto a fronte di una diminuzione di duemilaottocento impiegati pubblici (ma non erano gli italioti mafiosi che privilegiavano il pubblico impiego dei terroni?) nello stesso periodo, da 30.261 a 24.482.

    5. Quello che ha detto Vidali – se l’ha detto proprio così – significa: “Vogliate bene agli italiani, perché in gran parte sono comunisti”. Non so se l’hai proprio inteso, quando hai scritto ‘sta cosa.

    Per l’ennesima volta, ti invito a tirar fuori i nomi degli storici che affermano che l’emigraizone triestina fu un fenomeno VOLONTARIO e POLITICO, messo in opera dall’Italia contro i triestini.

    Nomi, titoli, date di pubblicazione e numero di pagine.

    Grazie, anche per i consueti tuoi epiteti finali: è divertente notare che quando tu e altri trovate qualcuno che vi inquadra adeguatamente, allora diventa troll o cafonazzo o altre robe del genere. Il fatto è che i raccontafrottole non mi sono mai piaciuti.

    L.

  329. Mauricets ha detto:

    ma secondo me luigi usa solo fonti, anche autorevoli, a lui congeniali. lecito da parte sua. se si allargano gli orizonti si vede pero come la brama di terre dei savoia era sconfinata. ben appoggiata da quel opportunista, mascherato da liberale, che era cavour. se non si va alle origini non si capisce niente. chiedete ai meridionali dotti, e vi daranno versioni che stridono con la storia ufficiale, o meglio quella imposta dallo stato. la verita e altra cosa.

  330. @ Srecko
    Tu intendi dire un tizio che scrive con gli IP di un altro? Questione già ampiamente affrontata: la Redazione vede gli IP e può segare gli account, com’è già capitato.

    Riprovaci, vecchio mio.

    L.

  331. Mauricets ha detto:

    è una questione di lana caprina cercare il triestino puro, perchè il triestino è misto, perchè citta di mare e perchè incontro di culture. in famiglia tra me e mia moglie abbiamo 3/4 di europa nel sangue. dai carpazzi alle coste dell’atlantico. questo è il triestino, che essendo cosi cosmopolita non sopporta i nazionalismi, perche finirebbe per odiare se stesso. poche citta hanno questo spirito, solo comunita cosmopolite. allora immagina gente abituata alla liberta trovarsi poi in un regno arretrato prima, in una dittatura poi e attualmente in una repubblica delle banane.

  332. Ho trovato una nuova interessante testimonianza di Vidali, che in un rapporto alla direzione del PCI del luglio 1948 sullo stato del PCTLT (tanto per ribadire quanto Vidali fosse autonomo dal PCI…) spiega che la scissione dei titini aveva causato in “una grossa parte della base” l’idea che fosse a questo punto legittimata una nuova linea politica che coinvolgesse la questione dell’appartenenza statale, con Trieste che quindi sarebbe dovuta tornare all’Italia. Vidali scrive che s’era fatta strada fra i comunisti la convinzione per cui “aderire al Komintern significasse aderire alla revisione del trattato di pacee alla riannessione di Trieste all’Italia”.

    A stretto giro di posta arriva la risposta della direzione del PCI, con gli ordini per Vidali: adesione totale alla linea sovietica. Il PCTLT deve “evitare di cadere nel nazionalismo e sciovinismo italiano”.

    In una nota cronaca di mano sempre di Vidali, troviamo nero su bianco l’indicazione di come comportarsi sul tema della sovranità, visto che il capo comunista sapeva perfettamente che la questione poteva alienargli ampie fette di consenso in città:

    “dobbiamo evitare di dire che siamo contrari alla sovranità italiana su Trieste. Dobbiamo parlare del rispetto dei trattati di pace solo se tirati per i capelli” (“Cronaca avvenimenti nel PC Trieste. 29 giugno-14 luglio 1948”, citato in uno studio di Patrick Karlsen sul PCI e la questione di Trieste).

    Rispetto agli indipendentisti triestini, cosa pensava Vidali?

    Ecco qui: “falso indipendentismo (…), volto ad intercettare la diffusa nostalgia popolare per il passato imperiale di Trieste e viziato (…) di municipalismo piccolo-borghese”.

    Cosa conclude Karlsen?

    “Con un quadro simile davanti, non c’era altra strada politicamente produttiva che non fosse quella di forzare le strozzature della linea sovietica, sintonizzando la politica del partito con il vasto umore cittadino di appartenenza all’Italia; la sola via, peraltro, che si ponesse in coerenza con il progetto originario di costituire a Trieste un solido e valido Partito Comunista di massa”.

    Tanto che nel comitato di saluto alla cittadinanza triestina scritto da Vidali e Togliatti per le elezioni del 1949, il primo scrisse letteralmente queste parole, che sarebbe bene venissero registrate anche qua dentro:

    “Il PCI ha sempre considerato come un obiettivo della sua politica la difesa dell’italianità di Trieste e il ritorno di Trieste entro i confini d’Italia”.

    Togliatti che fece? Edulcorò le due frasi, correggendole inserendo un generico auspicio al fatto che Trieste “sia liberamente governata dai suoi cittadini”.

    Ricevuto indietro il messaggio emendato da Togliatti, Vidali allora scrisse precipitosamente un telegramma alla direzione del PCI. Eccone il testo:

    “Non pubblichiamo messaggio – vi preghiamo di non pubblicarlo anche voi – seguono spiegazioni.”

    Queste spiegazioni non sono mai state ritrovate.

    Nel 1950 il PCTLT pensa di indire il proprio congresso, e il PCI invia un proprio osservatore – Andrea Cicalini – che da Trieste spedì alla direzione del partito una relazione nella quale si legge cosa si propone il PCTLT, per la bocca di Vidali:

    “si dovrebbe abbandonare la linea dell’applicazione del trattato di pace, seguita fino ad oggi, e prendere quella del plebiscito e dell’adesione del TLT all’Italia”

    La reazione della direzione del PCI arriva fino alla proposta di Secchia di rinviare il congresso del PCTLT per convocare Vidali a Roma per spiegazioni (sempre perché questi non prendeva ordini dal PCI). E infatti su disposizione del PCI il congresso del PCTLT venne rinviato di due mesi. Longo invia una lettera a Vidali:

    “non dovete proporre nessuna cosa che significhi mutamento della posizione fondamentale”

    Vidali abbozza e esegue l’ordine.

    Ci sarebbero altre decine di esempi pratici e documentati, ma mi fermo qui.

    Tutto quanto ho appena scritto non è altro che una clamorosa conferma di quanto ho detto e scritto qui dentro, con buona pace del Tergestin, di Geri (che non era ancora nato ma c’era) e compagnia cantante.

    Luigi (veneziano)

  333. Mauricets ha detto:

    Ecco qui: “falso indipendentismo (…), volto ad intercettare la diffusa nostalgia popolare per il passato imperiale di Trieste e viziato (…) di municipalismo piccolo-borghese”.
    esatto, vedi che i triestini rinsaviti volevano ritornare al grembo materno. ne yugo, ne italy ma Österreich! finalmente la verita. e se era necessario passare per il TLT pazienza. perche come ben sai il ritorno a casa srebbe stato osteggiato da tutti, e impedito dai trattati siglati alla fine del primo cnflitto. La gallina con do’ teste la go vista svolazar sora i colli de Trieste l’alabarda sventolar !!!

  334. Mauricets ha detto:

    questo dimostra che tutte le forze politiche italy volevano solo magnar nel nostro piato, come voleva anca el leon de san marco.

  335. @ mauricets

    Scopriamo l’acqua calda: io non ho MAI detto che a TS non esistessero gli indipendentisti. Ho scritto un’altra cosa, e cioè che non è possibile infilare tutti i cominformisti fra gli indipendentisti, giacché fra i cominformisti molti erano filoitaliani (come ho dimostrato “per tabulas”).

    2. Che Valdevit (noto grande storico triestino) ha quantificato gli indipendentisti – in quegli anni – nel 15% della popolazione.

    Aggiungo un filino provocatoriamente che io personalmente ritengo che attualmente gli indipendentisti triestini siano quattro gatti.

    Così come quattro gatti sono gli indipendentisti veneti (che sono altra cosa rispetto alla Lega Nord).

    L.

  336. Indipendentisti: quattro gatti.

    Austriacanti: altri quattro.

    Otto gatti in tutto.

    L.

  337. Mauricets ha detto:

    vero esempio di italico cattocomunismo.

  338. Mauricets ha detto:

    ma vara che te sbagli propio i numeri, e ala grande.

  339. Mauricets ha detto:

    e ricordati che quando in veneto non sapevano ne leggere ne scrivere qui si era dotti. con liberta di culto e impresa.

  340. @ mauricets 347
    E’ vecchia: quando un italiano (soprattutto ignorantone) si irrita con uno straniero, gli dice che in Italia si costruivano i colossei quando nel paese dello straniero ci si vestiva con le pelli degli animali.

    Non dirmi che anche tu giri con camicia aperta al quarto bottone, gran catena d’oro al collo e tappetino di pelo sul petto bene in vista.

    L.

  341. Mauricets ha detto:

    ma è noto a tutti l’aretratezza del regno dei savoia, allora immagina tu una citta che passa dalle stelle alle stalle, e per giunta con l’inganno dei sentimenti.

  342. Tergestin ha detto:

    Una cosa per volta, troppa carne al fuoco.
    Inizio col chiarire una cosa per il signor Luigi: gli epiteti finali (e iniziali) li affibbi spesso tu, dato che in molti qua dentro ti hanno fatto notare di avere un comportamento piuttosto discutibile verso altri utenti che puntualmente irridi, insulti e fai passare per dei cazzari.

    Mi chiedi quali nomi avallarono la teoria, alquanto diffusa in citta’ ma quasi mai affrontata sui media ufficiali di chi non era troppo convinto che i Triestini emigrarono “per caso” in quel periodo.

    Inizio con il giornalista Fulvio Gon:

    “Si parla tanto dei triestini che se ne sono andati ma non ho mai sentito accennare al perche’ se ne siano andati in Australia o altrove (…). Forse qualcuno potrebbe dire che ci si sussurra a mezza voce che i Triestini hanno dovuto andarsene perche’ sono arrivati gli esuli. E’ una stupidita’ storica? Una leggenda metropolitana? Sarebbe interessante che qualcuno ne parlasse. Del problema degli esuli si parla da sempre, dei Triestini in Australia si parla poco. E male”.

    Pio Nodari (studioso moderato sull’argomento che si dichiara scettico sulle implicazioni politiche sull’emigrazione in Australia):

    “A chi chiedeva se i triestini se ne sono andati perche’ sono arrivati gli istriani, rispondo che una delle motivazioni e’ stata anche questa concorrenza”

    Poi nientepopodimeno che il presidente dell’associazione Giuliani nel mondo:
    “Molti triestini sono partiti per l’Australia non voglio dire in polemica, ma certamente con un disagio (uso questa parola molto morbida) con Roma, con lo stato italiano, non voglio dire con l’Italia. Questo e’ un dato reale, bisogna riconoscerlo. Se non si parte da questo dato si sbaglia l’approccio con molti dei nostri concittadini che sono in Australia. Devo dire che in molti triestini in Australia permangono tuyttora perplessita’ e riserve verso lo Stato, il Parlamento, le istituzioni italiane…..pero’ con la citta’ e anche con le istituzioni della citta’ c’e’ stato un disgelo e si e’ instaurato un rapporto positivo”.

    E infine, Claudio Tonel:

    “Non si puo’ ignorare che pressioni perche’ se ne andassero piu’ triestini possibile ci sono state, per questi motivi sono venute fuori le ordinanze, i provvedimenti, gli inviti di quegli anni. Sono state pressioni forti: si voleva che una parte dei dipendenti del GMA in particolare, dei triestini in generale non orientati politicamente pro Italia, sgombrassero”.

    Arriva la madre, i figli partono. L’emigrazione in Australia di 20.000 Triestini, di Claudio Tonel

    In un altro libro di Tonel (rapporto con Trieste) si racconta appunto del famoso striscione con scritto “Arriva la madre i figli partono” apparso durante un imbarco, il quale volutamente sbeffeggiava un discorso di Bartoli sulla “madre” che ritornava a Trieste il giorno del 26 ottobre 1954.

    Nel volume di Francesco Fait “L’emigrazione giuliana in Australia 1954-1961” viene chiaramente detto che tra i Triestini vi era il “convincimento di essere stati ingannati, traditi, schiacciati da accordi conclusi altrove da chissa’ chi, con tutt’altre finalita’ che il bene della citta'”.

    In un altro libro di Tonel (il lungo distacco dal PCI) sentiamo un po’ cosa dice il deputato della DC Giuseppe Brusasca:

    “Fra le popolazioni italiane, i triestini e gli istriani sono quelli che hanno la maggior inclinazione per le lingue estere: conosco moltissimi che parlano bene due o tre lingue e questa qualita’ va apprezzata nel giusto valore. Inoltre, nei dieci anni di occupazione alleata, i triestini hanno avuto modo di apprendere l’inglese. Ebbene, questa attitudine linguistica ha un valore rilevante, perche’ dobbiamo essere consapevoli che nei paesi di espansione della tecnica, il lavoratore italiano non puo’ trovare un collocamento apprezzabile se non parla la lingua del posto. Io ritengo che si debba guardare all’avvenire con senso costruttivo e percio’ creare degli istituti professionali moderni che diano ai giovani triestini la possibilita’ di portare fuori dai confini il loro lavoro.”

    Penso che tutto questo sia piu’ che sufficente.

  343. Ne Regno dei Savoia c’era una regione – la Lombardia – che nel periodo in cui fu inglobata nell’Impero austriaco fu la prima in merito all’importo di tasse pagate ogni anno.

    Traduzione: era la regione più ricca dell’Impero.

    E mentre Trieste nel 1850 aveva 70.000 abitanti e nel 1910 229.000, Milano nel 1871 ne aveva 290.000, e nel 1911 701.000, comprendendo all’interno dei propri confini un numero di fabbriche che era circa dieci volte quello di Trieste.

    Non proprio tutti così pezzenti, quindi…

    L.

  344. gropajaco ha detto:

    ma dai, tergetsin, e’ tutto logico. perche’ ti ostini a spiegarlo a uno che nel tempo libero imita brunetta. davvero non te ne accorgi che stai solamente alimentando la whore attention?

    lascia perdere. questo s’e’ definito da solo:

    snob tricolore. e tu ancora ci stai a discutere?

  345. @ tergestin

    Riassumendo:

    1. Gori non dice che ci fu un disegno politico italiano per l’emigrazione dei triestini (un giornalista, poi, noto per non aver scritto MAI un libro di storia!)

    2. Pio Nodari non dice che ci fu un disegno politico italiano per l’emigrazione dei triestini.

    4. Il presidente dei giuliani nel mondo. Registra un disagio e un risentimento verso l’Italia. Al di là del fatto che questo signore non dimostra l’esistenza di un disegno politico volto a far emigrare gli italiani all’estero, segnalo che in data 24 novembre 2010 è uscita su un quotidiano nazionale un’intervista al dr. Giampaolo Mattiello, romano che oggi vive in Olanda, e precisamente a Rotterdam. Questo signore afferma nell’intervista che è “arrabbiato” con l’Italia, e che i suoi figli quando stava a Roma gli dicevano “Papà, ma dove ci fai vivere?”. A questo punto, io dico che esiste un disegno politico italiano per far emigrare i romani da Roma.

    3. Claudio Tonel. Intanto iniziamo a dire che Tonel non fu uno storico, ma principalmente un uomo politico. Riguardo poi al saggio dal quale è tratta la citazione del Tonel, egli parla di “ordinanze” e “inviti”, poi però noterai che non esiste UNA nota di rimando: in pratica Tonel parla di queste “ordinanze”, ma poi – incredibilmente – non ne cita NEMMENO UNA! Quindi questo non-storico professionista ha scritto una cosa, senza sostanziarla con un minimo di evidenza documentale. Che peso dargli? Io dico un po’ più di zero, ma molto poco di più. La storia dello striscione non c’entra nulla, per cui nemmeno la commento.

    4. Fait. Come si può agevolmente notare, Fait non non dice che ci fu un disegno politico italiano per l’emigrazione dei triestini.

    IN CONCLUSIONE.

    Di tutti e quattro gli autori da te citati, tre non dicono che ci fu un disegno italiano per far emigrare i triestini, e l’unica che hai trovato (Tonel) non è supportata da uno straccio di evidenza documentale.

    Ma se ci fosse veramente stata questa volontà politica – vivaddio! – anche un imbecille capirà che si dovranno trovare dei verbali di riunioni politiche fra De Gasperi e personaggi del suo entourage, delle memorie di uomini politici nazionali, degli scritti, dei testi di provvedimenti concreti… qualcosa in più che non sia questo sottile filo di fumo inconcludente.

    Invece niente: non esiste niente a livello nazionale, né a livello locale.

    Morale della favola: per quanto mi riguarda, questa cosa non solo è smentita dai numeri che qua dentro sono stati portati a ripetizione distorti, inventati, gonfiati, sballati eccetera eccetera, ma è supportata dal nulla cosmico.

    L.

  346. @ gropajaco
    Eccone un altro che agita il suo singolo neurone.

    Invano.

    L.

  347. Mauricets ha detto:

    Il Regno di Sardegna nel 1860 si prese Lombardia. quindi non capisco il tuo discorso.
    epoi ti dico che sono contento per i milanesi nostri cugini, dal carattere asburgico, e si vede.

  348. gropajaco ha detto:

    l’ho gia’ scritto io, che tutti qua agitiamo il prorprio singolo neurone invano contro un’imitazione di brunetta. ora, da bravo, di’ che hai capito, in modo che a qualcuno non venga l’idea di trovarsi tra colleghi.

  349. Mauricets ha detto:

    ma scusa come vuoi che ci siano le prove di un progetto di pulizia etnica? sarebbe come chierdere al ladro di lasciare la firma! usa la ragione. e sai bene che in fatto di furboni l’italia non ha rivali.

  350. gropajaco ha detto:

    357 mauricets

    neanche nel caso tito/istria ci sono. non esiste nemmenu un documento redatto, pubblico o segreto, nemmeno un papello, pizzino, che possa provare che gli istriani sono stati cacciati dal regime titino dall’istria. dunque al veneziano tocchera d’ora in poi considerarli optanti, alla stregua di tutti i migranti post guerra, che optavano per un futuro economico migliore. semplici migranti. come lui stesso durante tutta questa irresistibile incontinenza retorica sostiene.

  351. @ mauricets

    Non ti piace Milano?

    Allora prendiamo una città diretta concorrente di Trieste, così sfatiamo subito un altro grosso mito: quello della superpotenza mediterranea del porto ai tempi degli Asburgo.

    Quanti merci movimentava (in tonnellate) il porto di Trieste nel 1913, anno dei record?

    3.449.729 tonnellate (dato tratto da p. 181 di A.Porceddu, “Evoluzione del porto commerciale di Trieste e dei suoi rapporti con il territorio di riferimento”, Università di Trieste, 2008).

    Quanto movimentava il porto di Genova lo stesso identico anno?

    7.837.387 tonnellate.

    Genova: una città in mano dal 1815 ai ladroni pezzenti dei Savoia, che non fu mai austriaca e quindi non beneficò mai dell’illuminatissimo governo imperiale (lo stesso che portò a miseria Venezia, peraltro).

    Genova, nel 1913, movimentava più del doppio delle merci di Trieste.

    Mannaggia!

    L.

  352. @ gropajaco

    Milovan Gilas: “Ricordo che nel 1946 io ed Edvard Kardelj andammo in Istria a organizzare la propaganda anti-italiana. Si trattava di dimostrare alla commissione alleata che quelle terre erano jugoslave e non italiane: predisponemmo manifestazioni con striscioni e bandiere”.

    “Ma non era vero?” (domanda del giornalista)

    “Certo che non era vero. O meglio lo era solo in parte, perché in realtà gli italiani erano la maggioranza nei centri abitati, anche se non nei villaggi. Bisognava dunque indurli ad andare via con pressioni d’ogni genere. Così ci venne detto e così fu fatto”.
    (Intervista a Panorama, 21 luglio 1991)

    Brutta bestia, l’ignoranza.

    L.

  353. Mauricets ha detto:

    allora storia personale, mio zio è stato esule della prima generazione. sistemato a ts, lavoro rai e tante lire .nero di fede. mio papa piu giovane in istria in miseria e io appena nato. mio zio una domenica si e una anche veniva a trovarci ostentando una bella motoguzzzi, vestiti e soldi. e dice a mio padre: ma cosa fai a qui, vieni a trieste che almeno sfami decentemente la famiglia. questo rientra in cosa? a si mio padre e rosso era gia stato in un campo prfughi a cremona anni prima ma ne fuggi per non essere indrotinato politicamente. cosi non ebbe i vantaggi da profugo. storia luigi.

  354. gropajaco ha detto:

    odiio, non ci credo! tu mi riporti una testimonianza di un dissidente politico estromesso dal regime???? non reggerebbe in nessun tribunale, vecio mio!

    dove sono i documenti? non ci sono? e adesso?

    brutta bestia la foga adolescenziale.

  355. gropajaco ha detto:

    “Ricordo che nel 1946 io ed Edvard Kardelj….
    ———-

    ricordi del nonno, vecio!

  356. Mauricets ha detto:

    luigi guarda che nessuno a detto che trieste era prima, ma che adesso se non è ultima poco ci manca. e poi è palese che genova era piu grande di trieste, come l’impero era molto piu grande del regno di sardegna. ma che paragoni fai?

  357. @ gropajaco

    Sei stato colpito e affondato: abbi un po’ di ritegno mentre l’acqua ti entra in gola.

    L.

  358. gropajaco ha detto:

    vabbe luigi, questa la prendo come una bandiera bianca.

    ma ti capisco, ti sei sbrodolato in lungo ed in largo peggio di un gattino rimpinzato di kitekat ipugnando la bandiera “documenti coevi”, ed ora sei rimasto all’asciutto.

    stai piu’ attento la prossima volta, se non vuoi finire la benzina in mezzo al guado.

    patetico.

  359. Mauricets ha detto:

    Panorama = Silvio lo sai?

  360. Tergestin ha detto:

    @ Luigi

    Io vorrei sapere, trattenendomi dal ridere o perlomeno provandoci, quali sarebbero secondo te le qualifiche che ti portano ad un livello intellettuale e culturale superiore a un Claudio Tonel, di cui nessuno ha mai negato queste caratteristiche, il quale anche dal punto di vista storico non scherzava. Dimmi, quante cattedre hai per sindacare sulle fonti che non ti vanno? Tonel non cita i provvedimenti e gli incentivi all’emigrazione? Ma se te ne ho accennati io -e solo alcuni- nei post sopra, parlando del mitico commissario Palamara! Vabbe’ che se interpreti la dichiarazione di Vidali come l’hai interpretata (non ti ho risposto volutamente nell’ultimo post: penso che di materiale per battute scontate ce n’era troppo), allora puoi dir tutto quello che ti va. Noto come gli utenti pero’ si stiano facendo tutti o quasi la stessa idea, guarda un po’ il caso. Naturalmente e come sempre le tesi, opinioni e i dati altrui valgono cacca, le tue sono oro colato. Tanta coerenza merita ammirazione.

    Sul risentimento verso l’Italia, mi sono pure trattenuto dal portarti una documentazione storica (scritta da sloveni, quindi conoscendoti…..) dove si parla del casino che piantarono gli emigranti quando su una nave l’orchestra suono’ la canzone patriottarda “Le ragazze di Trieste”. O del fatto che in Australia come ho gia’ detto nei clubs nei primi anni non volevano tricolori ne inni di Mameli. Anche qua, documentati o parla con qualcuno, ammesso che tu ascolti -figuriamoci- testimonianze che non pompano le tue tesi.

    Morale di tutto questo pippone: qualsiasi evidenza ti si porti tu neghi sempre, comunque e in ogni caso. Sei schieratissimo e non te ne frega niente del resto. Che discuti a fare con la gente, allora?

  361. @ mauricets

    Interessante la storia di papà e zio: di che paese dell’Istria vieni?

    L.

  362. Mauricets ha detto:

    quindi intervista pilotata per esaperare gli animi 1991, ti ricorda qualche avvenimento?

    La Croazia e la Slovenia dichiarano la propria indipendenza dalla Jugoslavia

    ma non capisci come è strumentalizzato tutto?

  363. Mauricets ha detto:

    siciole

  364. @ gropajaco

    Ma come: chiedi un “pizzino”, ti porto la confessione autografa del braccio destro del Capo Tito, e tu t’incazzi pure?

    Lascia perdere il kitecat: tienlo in serbo per i tuoi tempi migliori, ciccio.

    L.

  365. Sicciole?

    Domenica ero a Buie, e proprio vicino alla mia destra c’era un tizio simpaticissimo di Sicciole. Davanti a me una signora di Sicciole, a suo fianco il figlio che vive con lei, e alla mia sinistra una signora di Santa Lucia.

    L.

  366. Domenica ero *a pranzo* a Buie.

  367. @ mauricets

    Gilas si faceva imbeccare le risposte? Non mi pare proprio il tipo.

    L.

  368. Mauricets ha detto:

    no, ma date quando conveniva. poteva dirlo prima.

  369. gropajaco ha detto:

    documenti coevi, caro, documenti coevi…non i ricordi dei nonni.

    comunque, dai, te la do per buona e ti faccio un’altra domanda:

    fino all’intervista tu ritenevi gli esuli optanti?

  370. Tergestin ha detto:

    @ Mauricets

    A mio avviso questa paranoica caccia alle streghe fatta su Tito ed esasperata grottescamente anche decenni dopo la sua morte e a piu’ di vent’anni dal crollo del muro ha piu’ di una ragione…..

    Una interessante potrebbe essere ad esempio che in questo caso i fascisti non hanno lo spauracchio hitleriano che usano per gli ebrei, hai presente? “Si’, Mussolini ha sbagliato a far le leggi razziali ma il vero cattivone era Hitler, i tedeschi, noi in fondo siamo brava gente…..”.

    Quando sono arrivati i tedeschi qua, gli sloveni hanno avuto paradossalmente ben piu’ liberta’ che sotto al fascismo: a loro non fregava niente di slavi e latini, si adoperavano per far fuori innanzitutto ebrei e partigiani, indifferente che fossero di una nazionalita’ o dell’altra. Collabori bene, non collabori sei morto. Insomma ci siamo capiti. Tant’e’ vero che Coceani si lamento’ con Mussolini in persona che a Trieste si sentiva parlare e cantare di nuovo in sloveno per strada.

    E visto che non si puo’ scaricare questa colpa (quella della ventennale persecuzione slovena) sui tedeschi cattivi, allora giu’ pesante con tutte le retoriche che sappiamo.

    Faccio notare inoltre, anche se lo sanno ormai tutti, che ci sono nomi di personaggi che ne hanno combinate di cotte e di crude, con tanto di “curriculum” in rete che gravitano attorno al mondo dell’esodo/foibe/italianita’ perduta. Roba che il nostro amico Veneziano finge sempre di ignorare girandosi dall’altra parte…..

  371. Mauricets ha detto:

    anche perche gli sloveni parlavano tedesco, e il “Operationszone Adriatisches Küstenland” aveva come sede principale a Klagenfurt inizialmente. quasi una rimpatriata.

  372. gropajaco ha detto:

    cosi’ tanto tempo per una rispostina semplice e breve? eppure ho posto la domanda in maniera delicata e gentile…

  373. Mauricets ha detto:

    ma dalla mio punto di vista ci sono vari tipi di esuli, quelli che se ne sono andati per effettiva paura, e quelli per motivi economici. in periodi diversi, probabilmente per diverse politiche applicate in istria. aggiungiamoci pure un richiamo dalla madre patria anche trammite parenti. magari sono poi andati in argentina, canada come alcuni dei miei cugini. io pero mi sento triestin patoco! in fodo iero sai picio co son riva.

  374. gropajaco ha detto:

    non c’e’ dubbio. io personalmente credo che ci siano stati anche provvedimenti da parte del regime titino atti ad eliminare un potenziale elemento destabilizzatore al prorio interno come poteva essere la min ita(per di piu’ borghese) sulla costa(patetica intevista di djilas a parte). poi come sempre accade , innumerevoli circostanze e ragioni hanno portato alle dimensioni dell’esodo…

    ma era solo per tastare la buona fede dell’imitazione di brunetta(che deve aver finito la benzina a 50%+1 del guado…..)

  375. Mauricets ha detto:

    molti sono anche rimasti. siceramente io non ho mai chiesto piu di tanto ai parenti. ma so che mio nonno ascoltava sempre la messa del papa da roma. fino al trattato di osimo, poi smise. altri non hanno mai voluto mettere piede in italia. aggiungo che i matrimoni erano anche misti. insomma mi sembra che e vi era una realta molto piu variegata rispetto a quella monolitica che si legge. sfumature e tensioni fra parenti, parole dette e non dette su bruttti episodi. di cui poco mi è stato raccontato. anche su colaborazionismo. quello che posso dire è che ora mi vengono restituiti dei terreni. anzi una piccola parte vista la divisione tra tutti gli eredi. solo perche parenti del ramo sloveno li hanno richiesti scoprendoli per caso, essendo il marito di una mia seconda cugina avvocato. penso che la storia di queste terre siano cosi complessa che non si possa riassumere in pochi numeri. perche dietro a essi ci sono mille storie diverse, e che il giusto o sbagliato non puo stare solo da una parte.

  376. maja ha detto:

    luigi, io sono una s’ciavetta qualunque, però il padre dei miei figli è per metà varteneiante. ora che lo sai ho la tua benedezione per dire qualunque cazzate mi venga in mente senza incorrere nella tua ira?

  377. @ gropajaco

    Ti faccio rispondere da un documento – per così dire – “ufficiale”.

    Prima però devo notare che tu hai condotto la discussione – per quanto aspra – portando documenti o testimonianze esattamente in numero pari a zero. I libri, questi sconosciuti…

    “Se nei comportamenti anti-italiani di parte degli attivisti locali, che ribaltavano sull’elemento italiano l’animosità per i trascorsi del fascismo istriano, è palese sin dall’immediato dopoguerra l’intento di liberarsi degli italiani in quanto ritenuti irriducibili alle istanze del nuovo potere, allo stato attuale delle conoscenze mancano riscontri certi alle testimonianze – anche autorevoli di parte jugoslava – sull’esistenza di un piano preordinato di espulsione da parte del governo jugoslavo, che pare essersi delineato compiutamente solo dopo la crisi nei rapporti con il Cominform del 1948; questa spinse i comunisti italiani che vivevano nella zona, e che pur avevano inizialmente collaborato, anche se con crescenti riserve, con le autorità jugoslave, a schierarsi nella loro stragrande maggioranza contro il partito di Tito. Ciò condusse le autorità popolari ad abbandonare la linea della “fratellanza italo-slava”, che consentiva al mantenimento nello Stato socialista jugoslavo di una componente italiana politicamente e socialmente epurata al fine di renderla conforme agli orientamenti ideologici ed alla politica nazionale del regime. Da parte jugoslava pertanto, si vide con crescente favore l’abbandono da parte degli italiani della loro terra d’origine, mentre il trattamento riservato al Gruppo Nazionale Italiano subì più marcatamente le oscillazioni dei negoziati sulla sorte del TLT. Alla violenza, che si manifestò nuovamente al tempo delle elezioni del 1950 e della crisi triestina del 1953, ed agli allontanamenti forzati, si intrecciarono così provvedimenti miranti a consolidare le barriere fra zona A e zona B. La composizione etnica della zona B subì inoltre rimaneggiamenti anche a causa dell’immissione di jugoslavi in città che erano state quasi esclusivamente italiane”.

    In ragione di ciò, io dico che la parola “optanti” è la classica espressione-foglia-di-fico utilizzata da un regime e dai suoi epigoni. Fa il paio – per dirne una – con “alloegni”.

    L.

  378. @ maja
    Per dire cazzate non hai bisogno del mio permesso.

    L.

  379. maja ha detto:

    però ora qualche punto in più ce l’ho, no? chiuderai un occhio, vero?

  380. gropajaco ha detto:

    allo stato attuale delle conoscenze mancano riscontri certi alle testimonianze
    —————————

    la tesi degli storici, se non supportata da documenti certi, e’ secondo il tuo modo di vedere, che traspare da tutta questa discussione, priva di credibilita’.

    ora, dopo tutto il tuo ardore nel rimarcare questo punto, ancora propini racconti del nono stavolta sapientemente trafugati da tesi storica? vai a suonare il tuo patetico piffero a tergestin, se avra’ voglia di ascoltarti. dopo questo, la tua credibilita’/buona fede per me e’ pari a zero.

  381. @ Tergestin

    Tu hai scritto:

    “Ai tedeschi non fregava niente di slavi e latini”

    Questa frase merita di stare fra le perle migliori uscite dalla tua tastiera.

    E’ stra-noto (ma non a te) che Hitler prevedesse per gli slavi un regime cosiffatto: schiavi dei popoli ariani, sarebbero stati educati al massimo a leggere qualche parola e a fare le operazioni matematiche elementari, vivendo in riserve al limitare delle città. Le città erano per le razze superiori.

    Rispetto agli sloveni, egli in visita a Maribor dopo la spartizione del paese (la parte nord della Slovenia era stata annessa al Terzo Reich) richiese che la zona venisse rigermanizzata. Il che si tradusse in una violentissima politica snazionalizzatrice: oltre 17.000 sloveni fuggirono quindi dalla Slovenia settentrionale nazificata per rifugiarsi… in quella italiana, annessa al Regno come Provincia Autonoma di Lubiana!

    Quando vorrai un po’ imparare quale fosse il “programma” per gli sloveni nella testa di Hitler e di Himmler a guerra finita (ovviamente vinta dai tedeschi), chiedi pure: ti spiegherò un filino meglio.

    L.

  382. gropajaco ha detto:

    e si’ che volevo soltanto una risposta gentile ad una domanda gentile. di essere preso in giro non mi va proprio.

  383. @ gropajaco

    La tua abissale ignoranza non t’ha nemmeno fatto riconoscere che il virgolettato è tratto dalla celeberrima relazione congiunta degli storici italo-sloveni.

    Ma sto pralando con un ragazzo di prima media?

    L.

  384. gropajaco ha detto:

    forse sei analfabeta. NON mi interessano le tesi storiche dal momento che pretendi documentazione coeva e certa a supporto delle tesi. capisci l’italiano?

  385. Mauricets ha detto:

    luigi quali sono le tue deduzioni su 385?

  386. Mauricets ha detto:

    ma gli storici croati? visto che la zona B era prevalentemente in hr? guarda che le tensioni e la poca stima tra i due influisce molto sulla visione slovena.

  387. @ gropajaco
    Effettivamente dev’essere così: prima media.

    @ mauricets
    Ho visitato l’Istria almeno una cinquantina di volte, e sono stato in varie comunità degli italiani. Conosco abbastanza bene il mondo dei rimasti e non mi permetto di giudicare le scelte dei loro genitori o nonni di sessant’anni fa. Sono perfettamente d’accordo sulle tue conclusioni: le storie personali sono estremamente complesse.

    Ho conosciuto la figlia di uno che collaborò col regime per far chiudere le scuole italiane di Albona (gli jugoslavi affermavano che non c’erano italiani “veri”, ma solo croati italianizzati, e quindi strozzarono le scuole italiane con i cosiddetti “decreti Perusko”, un documento coevo che gropajaco imparerà a conoscere fra una decina d’anni). Ho conosciuto partigiani ancor oggi straconvinti che “in foiba ghe xe andà chi che meritava”. Ho conosciuto perfino un tizio a Verteneglio che dopo avermi raccontato la storia della sua famiglia, mi ha detto che lui rimaneva della stessa idea, ed ha alzato il braccio nel saluto romano. Eccetera, eccetera, eccetera.

    Quindi – ripeto – non discuto sulle scelte personali, ma allo stesso tempo non transigo sulla ricostruzione storica. Non ritengo sopportabile che la storia di queste terre sia tuttora piegata da una parte all’altra, manipolata da mille mestatori di ogni tipo eccetera eccetera.

    Peccato che sia andata così, e peccato anche – lasciatevelo amichevolmente dire, voi triestini – che continuiate a parlare di “cosmopolitismo” ma poi alla prova dei fatti sento parlare più lingue diverse a Treviso che non a Trieste… ma questo è un altro discorso.

    L.

  388. @ mauricets

    Gli storici croati – purtroppo – non si sono ancora cimentati sul tema. Sembrerà incredibile, eppure non esiste in lingua croata una storiografia sull’esodo istriano, a parte alcuni studi di contorno. Argomento ancora tabù, evidentemente…

    @ maja 387
    Io ho mille occhi, ma ti te pol far quel che ti vol.

  389. gropajaco ha detto:

    evidentemente e’ cosi’: un analfabeta funzionale.
    a te ti ci vuole l’argoritmo, ho gia’ capito io…

    stammi bene e non esagerare col kitekat;)

  390. Mauricets ha detto:

    ok luigi, ma sai bene che la posizione italiana al termine del conflitto differi da quella tedesca: “Primo motivo: lo status internazionale dell’Italia, che si differenziò dalla Germania dopo 1’8 settembre con il riconoscimento della cobelligeranza. Tutti i partiti italiani, dalla Dc al Pci, già dal maggio 1944, chiesero che i criminali di guerra fossero giudicati e puniti in Italia. Secondo: la politica degli angloamericani nella logica nascente della Guerra fredda. La Gran Bretagna, che era intenzionata a punire gli italiani per i crimini contro i prigionieri inglesi, col governo Attlee finì per proteggere Badoglio e la sua cerchia. Washington era impegnata a procrastinare, circa le richieste greche e jugoslave, dopo l’occupazione di Tito della Venezia Giulia, e gli inglesi si avvicinarono alle posizioni Usa anche per non indebolire il governo italiano. Nel 1946, in vista del trattato di pace, si impose una politica di stallo, con accordi diplomatici riservati”

  391. Sandi Stark ha detto:

    No mister, a mi no me frega niente del referendum del 1946, quando se ga mai visto una colonia che partecipa a questioni costituzionali del Stato occupante?

    A noi ne manca el referendum del 1918. Ghe lo gavè dà a tutti, tra el 1848 el 1866. A noi no. Perchè? Perchè semo una colonia, unica spiegaziòn possibile.

    No xe cazzi, dovè darnelo, lo disi el Diritto internazionale che no xe mai stà tanto ciaro come adesso. Gavè anche una legge, che ve gaveva imposto l’ONU. Xe la 881/1977. Dovè darne quel referendum.

    Fatto questo, parleremo dei altri referendum che ne manca. A proposito, visto che anche el referendum del Veneto gaveva qualche pecca, perchè no te partecipi anche ti a quei che vòl rifàr el referendum del Veneto? No te me dirà che te piasi la mafia, la corruziòn, el voto de scambio, el bunga bunga…

  392. Tergestin ha detto:

    @ Gropajaco 388

    Me par che go za’ da’.

    @ Maja

    Mi son un bel missiot, per cui no me preoccupo e po’ bon, anca se ammetto che la considerazion de Gigi me ga creado diversi complessi de inferiorita’. Penso che lui sia dell’idea stile el recente Menia intervistado da Rumiz: “Sono cambiati i tempi e io non ho piu’ nulla contro gli sloveni. Se sono italiani, ovviamente”.

    @ Luigi

    So bene che per i tedeschi gli slavi erano inferiori (come un po’ tutti) alla razza ariana. Ti “sfugge”, come al solito, che non avevano nemmeno troppa stima degli italiani, specialmente quelli del meridione. Lo si trova pure nel Mein Kampf, per dirne una.
    Cio’ che invece e’ dimostrabile e dimostrato e’ che essi sul litorale non vedevano l’antislavismo come priorita’ assoluta, tant’e’ vero che arruolarono equamente italiani, sloveni e croati tra le loro fila. Stamparono giornali in sloveno e rimisero pure programmi radio a TS. Le lamentele di Coceani non me le invento io. E questo a una certa propaganda (la tua) sta sul gozzo.

    A Treviso si parlano piu’ lingue straniere che a Trieste? Buon per loro. Magari vai a fare un po’ di propaganda filo-italiana li’ che ce ne bisogno: tra extracomunitari da “MagdiAllamizzare”, leghisti e secessionisti veneti hai un bel lavoro davanti.

  393. maja ha detto:

    @tergestin

    (mi no son un misiot, ma no ne fazo un problema nè un vanto, proprio come ti.)
    el problema xe che qua tuti gavemo capì come che funziona el nostro gigeto. tuti, meno che lù.

  394. @ gropajaco
    “A te ti ci vuole”: mi sa che un pronome in più avrebbe donato ancor più lustro alla frase: “A tu te ti ci vuole”. Senti che bel suono pomposo?

    @ mauricets
    Certo: i criminali di guerra italiani non furono perseguiti.

    @ Sandi Stark
    E quindi il referendum/plebiscito che “solo a voi” non è stato concesso, sarebbe quello del 1918. Ti interessa sapere che anche in Trentino/Alto Adige non è stato concesso?

    E poi: lo dice il diritto internazionale! Perbacco: c’è una sorta di codice di diritto internazionale che obbliga ai plebisciti? E dove sta conservato, questo bel codice? Perché se esiste, allora facciamo anche votare ai tedeschi se andava loro bene di cedere la Prussia alla Polonia, e magari facciamo pure votare gli alsaziani, che nel 1918 vennero inglobati nella Francia, dopo 48 anni di Krante Cemmania!

    Lasciamo perdere queste idiozie, vuoi?

    @ Tergestin
    Nel “Mein Kampf” si parla degli italiani, nel senso che Hitler in detta opera affermò di non avere troppa stima degli italiani? Ricordi molto, ma molto male, vecchio mio. Nel “Mein Kampf” Hitler affermò che i tedeschi razzialmente stavano perdendo la propria purezza, mescolandosi col sangue impuro degli ebrei. Egli notava che soprattutto le grandi città tedesche rischiavano di diventare come l’Italia meridionale. Di conseguenza – ammesso che possa fregarcene qualcosa delle idee espresse da Hitler nel suo libro – Hitler non voleva il meticciato razziale, che affermava esser ampio nelle zone sud del nostro paese.

    Ben altre idee invece aveva invece sugli slavi, che ERANO – secondo lui – una delle razze subumane che rovinavano le altre. Questi potevano essere anche purissimi, anzi: più puri erano – razzialmente parlando – peggio erano.

    Ma tu hai affermato che sotto i tedeschi gli sloveni stavano meglio che sotto gli italiani. Affermazione un filino azzardata, tenuto conto di tutto quanto.

    Riguardo al fatto che i tedeschi abbiano utilizzato in maniera strumentale gli sloveni del litorale, questo è noto anche ai sassi.

    Ma – ripeto – mica perché amassero gli sloveni, ci mancherebbe altro! Una volta finita la guerra, gli avrebbero riservato lo stesso trattamento riservato agli sloveni della Carinzia e a quelli della Slovenia meridionale, già inseriti nel Terzo Reich i primi nel 1938, i secondi nel 1941.

    Non è che esistono grandi dubbi in merito.

    E la cosa – ti assicuro – non mi sta minimamente sul gozzo.

    A me stanno sul gozzo quelli che s’inventano fatti, date, numeri falsi per portare avanti le loro tesi, più o meno strampalate.

    L.

  395. @ maja 401
    Visto? Hai detto la prima cazzata, e nema problema.

  396. maja ha detto:

    che cazzata, gigi?
    quella sulla mia presunta purezza etnica?
    cacchio, dove li trovo i documenti, adesso?!
    niente, mi son fottuta con le mie stesse mani.

  397. Mauricets ha detto:

    Tutti fuori, anche i morti!», urlavano i guardiani del lager, con macabra ironia. Ma non erano SS con la svastica: si chiamavano Michele, Salvatore o Filippo, e vestivano le divise dell’ esercito italiano. Il luogo? Il campo di concentramento dell’ isola di Arbe, nell’ arcipelago del Quarnero, di fronte a quella che oggi è la costa croata. L’ epoca: i quattordici mesi di lacrime e sangue compresi tra il luglio 1942 e il settembre dell’ anno successivo. Le vittime: 1445 accertate, se si contano le lapidi nel cimitero dell’ isola, circa quattromila tenendo conto di quelli che uscirono vivi da Arbe soltanto per spegnersi lentamente a casa, o cadere nelle mani ancora più spietate degli ustascia e dei nazisti. Ma questa non è una rivelazione, e nemmeno l’ ultimo caso di revisionismo storiografico. Neppure si può parlare di un attacco allo stereotipo buonista dell’ italiano di buon cuore, capace di fare la guerra senza commettere atrocità. Si tratta invece di un articolo apparso sulla International Herald Tribune, tutto dedicato alle «amnesie» dell’ Italia, troppo desiderosa di lasciarsi alle spalle le nefandezze commesse dal suo esercito ai danni dei prigionieri sloveni e croati. Un’ inchiesta arricchita da una serie di interviste ad alcuni sopravvissuti: ci sono accuse pesanti non solo di crudeltà, ma anche di rimozione dell’ accaduto dalla memoria nazionale. L’ articolo è apparso in prima pagina, corredato dalla foto scheletrita di un prigioniero, ma la denuncia non è nuova. Giunge con almeno cinque anni di ritardo: fu nel 1998, in effetti, che il Corriere raccontò tutta la vicenda, descrivendo le celebrazioni avvenute sull’ isola alla memoria delle vittime, e riportando tra le altre la testimonianza dello storico Anton Vratusa, già primo ministro sloveno ai tempi di Tito. Netta, allora come oggi, la condanna di Vratusa: gli italiani organizzarono ad Arbe un vero campo di sterminio, come sarebbe dimostrato dalla presenza di un cimitero, previsto fin dall’ inizio, nel perimetro del campo. Una tesi cui molti storici controbattono con argomentazioni difficilmente contestabili: le morti certo ci furono, ma provocate dalla mancanza di cibo, dalle pessime condizioni igieniche, dal freddo. Insomma, quella non fu volontà omicida: si verificarono soltanto atroci circostanze, nel quadro di una guerra spietata. Tanto è vero che i prigionieri ebrei, a differenza di quelli croati e sloveni, vennero trattati umanamente, e dopo la caduta del fascismo poterono adoperarsi per aiutare i detenuti di altre nazionalità, indeboliti dalla fame. Scoop mancato, quindi, quello del giornale americano? In gran parte sì, anche se oggi lo storico sloveno Joze Pirjevec dichiara di condividere le denunce di «amnesia» italiana. «In patria non si è voluto rielaborare la storia del fascismo – afferma – e gli stessi alleati, per motivi di opportunità politica, hanno deciso di non indagare troppo. Già De Gasperi e Togliatti preferirono non calcare la mano, e come risultato i crimini di guerra italiani non vennero mai processati. Ben diversa la situazione in Germania». Un altro storico, Carlo Spartaco Capogreco, che sta per pubblicare un libro sull’ argomento da Einaudi, denuncia un aspetto della cupa tragedia di Arbe: «Nell’ arco di un mese e mezzo, fra la metà di ottobre e l’ inizio di dicembre 1942, morirono più prigionieri che in uno qualsiasi dei campi di concentramento nazisti». Arbe, dunque, fu un capitolo nero nella storia italiana. La memoria che si invoca per le vittime del nazismo e del comunismo deve valere anche per loro. Tanto più che nella sorte di un prigioniero di Arbe, fino ad oggi sconosciuta, sembrano assommarsi i due orrori. Scampato al lager italiano, finì nel gulag impiantato da Tito a due passi da lì, sull’ Isola Calva. Quella, sì, vero campo di sterminio. Ironia della sorte, a lui fu ordinato di costruire un monumento alla memoria dei morti di Arbe. E lui lo fece: un monumento a se stesso. Dario Fertilio

  398. gropajaco ha detto:

    oddio, ma proprio quando mi riprometto di smettere, l’imitazione di brunetta ne fa una delle sue. cosa ti ha insegnato mamma? rileggi cio’ che ti ha scritto tergestin e poi ripassa la tua risposta in automatico.

    non e’ che le ore piccole ti fanno andare in tilt l’automatismo?

    a proposito. a te te ne frega nulla delle teorie di adolf? no, dici? sono un pochettino nasty e credevo che il tuo arrovellamento nel dimostrare di esserne escluso possa aver fatto pensare qualche maligno che non sia cosi’. soprattutto dopo aver visto il corto circuito che ti ha provocato l’entrata di adolf nel thread. lol. pero’ ti crediamo.

    ora pero’ basta davvero:)

  399. Tergestin ha detto:

    @ Maja

    Si’, difatti per mi esser “mixado” no xe mai sta’ un motivo de vanto ne de vergogna (anche se qualche deficente che fazeva batude de cativo gusto a scola se lo trovava sempre, ma bon, forsi iera altri tempi). Xe sta un fato natural come per tanta gente de qua, tanto xe vero che me son “acorto” in eta’ adulta. Mi go fato scole italiane, i mii cugini scole slovene: e per un semplice motivo de comodita’ vista la zona abitativa.

    El guaio xe che noi se fermemo a volte a vardar apunto el cativo gusto, le idee retrograde eccetera, che xe giusto rifiutar con decision. Pero’ purtropo mentre sbarufemo no se acorzemo de una roba: che i ne la fa soto al naso per altri scopi. Drio tute ‘ste sceneggiade teatranti e ‘ste fanfare nazionalmilitaristicoirredentiste ghe xe cariere politiche, presidenze de comitati e associazioni, fondazioni che beca bori pubblici e giri de favori clientelari piu’ estesi de quanto sembra e fati da personaggi meno sempi de quanto i fa creder. Bisogna anca tenir conto de questo, che xe un fato da no sotovalutar. E da la’ se comincia a capir i vari perche’ e unir i tassei del mosaico. Ma forsi mi son un fia’ cinico, va ti a saver.

    @ Gropajaco

    Si’, el mulo xe in tilt e in ‘sto post el sta dando del suo meio. Comunque me stupisso de una roba: tanto bravo che el xe con le cifre (mi xe notorio che me le invento per far propagande filosovietiche) no ‘l se ga studia’ una roba: che a Trieste de nazionalisti irredentisti che fa propaganda el mercato xe saturo! Talmente saturo che no gavemo bisogno de importarne altri: semo al completo. Ma par che la gente se ga satura’ anca qualcossa altro e ‘desso i stia andando per le sue. Un che contava molto da ‘ste parti i me disi che el xe torna’ a Roma a zogar col Game Boy in Parlamento. Va a saver.

  400. Marcus ha detto:

    Mah, speremo che Fincantieri se ne va presto cussì tornemo a costruir de novo navi. Quanti problemi per un impresa corrotta, sembra che caschi el mondo!

  401. effebi ha detto:

    mi chiedo come certa gente se ne stia così tranquilla a discutere qui di cose del passato mentre il comune di trst-triest è appena caduto (ancora… di nuovo…) in mano alla gentaglia italica…

    Il perfido fascio-podestà italico Cosolini (che già dal cognome esprime tutta la pochezza italica) assesterà un altro colpo mortale alla nobile città austro-slovena…
    mentre voi ve ne state qui a discutere di un affondamento di 100 anni fa…

    mi meravigliate

  402. effebi ha detto:

    a quando la nascita di un partito… di un movimento di liberazione anti-italico… !?
    forse non ve ne siete accorti ma avete perso una occasione, c’erano le elezioni…
    potevate esprimere un sindaco… e cacciare l’odiato invasore…

    pollastri !

  403. effebi ha detto:

    evviva “là” e po bon xe questo el motto triestin… che la vadi ben che la vadi mal..

  404. @ maja 401
    Visto? Senza alcun problema, hai inanellato anche la seconda, di cazzata.

    @ gropajaco
    I libri: questi sconosciuti.

    @ tergestin
    Io la vedo così: Trieste s’è arricchita in fasi storiche indipendenti dalla propria volontà intrinseca:

    a. Il monopolio dei commerci marittimi imposto dal governo austriaco, il che però – se tu conosci i dati comparati dei porti – non le impediva di perdere quote di mercato in Europa, rispetto non solo a Genova, ma soprattutto nei confronti dei porti del nord. Trieste in realtà cresceva MENO della media degli altri porti.

    b. Il lungo periodo in cui fu un grande bazar a cielo aperto per la ex Jugoslavia, quando senza alcuno sforzo i commercianti triestini portavano a casa carrettate di soldi.

    Nel frattempo, le grandi famiglie storiche triestine dell’alta borghesia si sono letteralmente inchiodate. Alcune di queste hanno dilapidato dei patrimoni smisurati in un paio di generazioni.

    Mi permetto di ricordare che il primo fallimento di una società quotata in borsa in Italia è di una società triestina, la Tripcovich Spa.

    Gli ultimi vent’anni – a mio modo di vedere – sono stati in gran parte persi in grandi sedute psicanalitiche sul proprio ombelico, con alcuni megapipponi collaterali neoindipendentisti o asburgici senza alcun costrutto. Il tutto accompagnato da una sostanziale lotta fratricida fra contrapposte bande politico/affaristiche.

    Nel frattempo, la città mantiene un livello di benessere invidiabile, ma anche un basso tasso di reimpiego delle risorse finanziarie in attività di rischio.

    E’ quasi provocatorio confrontare la crisi della cantieristica europea – della quale si parla in questo articolo – con la situazione ai tempi dell’Impero, quando l’Austria/Ungheria era in piena corsa per gli armamenti, con la costruzione di un’intera classe di corazzate, di tutti i sottomarini e di vario altro naviglio minore.

    Oggi stare sul mercato della cantieristica è un gran casino. In Germania la Wadan Yard ha portato i libri in tribunale dopo aver dilapitato decine di milioni di Euro di aiuti pubblici. Il fallimento della società avrebbe portato alla chiusura degli storici stabilimenti di Rostock e Wismar, chiusura scongiurata solo grazie ad un complesso giro politico/diplomatico/industriale, l’intervento di un magnate russo che s’è comprato tutto quanto, e la rinegoziazione di 240 milioni di debiti ottenuti dai Land tedeschi (soldi pubblici, quindi!).

    Si naviga a vista, e nessuna soluzione è preclusa, comprese le soluzioni più dolorose.

    L.

  405. Srečko ha detto:

    Luigi 402

    Quoto: “Ma – ripeto – mica perché amassero gli sloveni, ci mancherebbe altro! Una volta finita la guerra, gli avrebbero riservato lo stesso trattamento riservato agli sloveni della Carinzia e a quelli della Slovenia meridionale, già inseriti nel Terzo Reich i primi nel 1938, i secondi nel 1941.”

    Slovenia meridionale? Inserita nel III Reich nel 1941? Che intendi per Slovenia meridionale?

  406. Tergestin ha detto:

    @ Effebi 410

    Mi spero mai, sinceramente, perche’ anti-italian no son, nonostante no me risparmio de far critiche a un certo sistema. No credo lo sia nissun qua dentro visto che co’ no scrivemo in dialeto, scrivemo in italian sopratuto per rispeto a quei de fora (furlani e veneziani el triestin lo capissi, ma xe giusto cussi’).
    Cosolini? Ma cossa c’entra mi no so.

    @ Luigi

    Non capisco se vuoi parlare del Porto di ieri o di oggi, in ogni caso devo darti ragione (con amarezza) su quel che dici delle grandi famiglie triestine: ormai si tratta di una borghesia che pensa piccolo, che chiacchiera parlandosi addosso su cose non necessarie e ha il solo interesse di mantenere posti di potere e foto sui giornali, siano di destra o di sinistra poco cambia nei fatti, tant’e’ vero che anche le piu’ piccole iniziative proposte a Trieste vengono spacciate per enormi rilanci per la citta’ e spesso si concludono in un nulla di fatto. Gli ultimi vent’anni e non solo sono stati costellati di enormi pippe mentali ma non ci metterei in mezzo indipendentisti e austriacanti che non hanno avuto nessunissima rappresentanza politica e culturale in alcun luogo. Ed inoltre sappiamo a chi era in mano comune e cultura negli ultimi dieci anni: non proprio a questa categoria di pensiero.

  407. @ Srecko 413
    Lapsus: intendevo “settentrionale”.

    @ Tergestin 414
    Hai ragione.

    Un giorno sono andato a mangiare in un locale di Trieste del centro. Niente di sfarzoso: uno di quei bei locali tipici dove mangi un primo e un contorno e te la cavi adeguatamente con 15/20 Euro.

    Ad un certo punto il tizio che era con me mi fa l’occhiolino indicandomi le spalle. Mi giro e vedo che proprio dietro di me c’era l’intero gotha delle Generali: presidente, amministratori delegati e un paio di numeri uno di Banca Generali e altre consociate.

    Il mio amico – un triestino – m’ha detto: “Se ghe servi un piato avelenado, ne toca serar la cità”.

    L.

  408. @ Tergestin

    Per inserire un dato concreto, dirò che Trieste è costantemente una delle prime città italiane per consistenza di depositi bancari per abitante, ma contestualmente è anche una delle poche città capoluogo italiane ad avere una consistenza media degli impieghi (prestiti di tutti i tipi, ovviamente qui ci sono anche le posizioni debitorie delle aziende) nettamente inferiore alla consistenza dei depositi.

    Tagliando un po’ i concetti con la sciabola, se ne può ricavare che i triestini tengono i soldi in banca, e investono poco. In realtà però la cosa significa anche che a Trieste ci sono poche società, giacché le società tipicamente non tengono i soldi fermi in banca, mentre hanno in piedi fidi, mutui e quant’altro.

    Pensa che a Milano – prima in tnerambe le classifiche – ci sono (anno 2008) circa 80.000 Euro pro capite di depositi, e circa 290.000 Euro di impieghi.

    L.

  409. Luigi, é piú corretto dire “Trieste é una cittá in amministrazione italiana”.

    Comitato Odbor PLT – ristabilita la LEGALITÁ tutto questo tormento finirá e i sará oltra confin.

  410. Eccolo là: è arrivato il mago Zurlì.

  411. effebi ha detto:

    Comitato Odbor PLT… era presente alle ultime elezioni ?

  412. abc ha detto:

    Leggo con curiosità il dibattito in corso che ha ormai raggiunto una ragguardevole quantità di commenti.
    Voglio solo precisare che al referendum sulla repubblica del giugno 1946 non partecipò neppure la attuale provincia di Gorizia, oltre a quelle di Trieste e Bolzano e a quelle che poi passarono dall’Italia alla Yugoslavia. Questo perché la Provincia di Gorizia ritornò all’Italia appena nel settembre 1947 a seguito del trattato di pace di Parigi del 10 febbraio di quell’anno, mentre nel periodo del referendum era amministrata dal Governo Militare Alleato.

  413. Tergestin ha detto:

    @ Effebi

    Te diro’ de piu’: un partito anti-italian faria la gioia dei vari elementi che fin a ieri sventolava tricolori fazendo dell’antislavismo razzista una ragion de vita, cavalcando i rancori e menando pel naso i esuli. Insoma, dei fassisti che a ‘ste elezioni ga ciapa’ una batosta fulminante, con Menia fora dei zoghi. Te diro’ che son contento cussi’ e me basta che certi politici e assessori staghi el meno possibile a palazzo cheba. A Trieste esisti tante anime e zercar la contrapposizion e lo scontro daria solo ragion de esister a certi fenomeni, che nel 2011 i dovessi entrar in categoria “storia passata e vista da lontano”. Le mie idee xe arcinote ma no per questo daro’ spago a chi no speta altro che ciapar bale al balzo per ricominciar con le solite rivendicazioni: adesso basta. Xe ora de verzer un altro capitolo.

    @ Luigi

    Dal mio punto di vista, Trieste ha perso troppe occasioni importanti con la storia, lasciandosi scivolare tutto addosso. E’ una citta’ che ha indubbiamente soldi in banca: ma e’ anche una delle piu’ vecchie d’Europa, con meno popolazione rispetto a un secolo fa e una disoccupazione giovanile non da poco. Difficile costruirvi un futuro, dato che le risorse sono ormai poche e sottoutilizzate. Il Porto e’ ormai un feudo di raccomandazioni e nomine politiche, la cantieristica non c’e’ piu’ ed e’ stata smantellata da oltre quarant’anni e le poche industrie rimaste sono una Wartsila in crisi e un’Acegas che lasciamo perdere. Il resto e’ pochino.
    Sono convinto che le cose possono e devono migliorare, ma bisognerebbe ripartire da zero e mettici pure gli interessi di pochi privilegiati che di un certo immobilismo ci campano alla grande. Secondo me Cosolini aveva ragione sia quando ha detto che la macchina continua a correre ma e’ in riserva, sia quando ha detto che innanzitutto va cambiata, a Trieste, la mentalita’.

  414. effebi ha detto:

    421 tergestin… però così l’odiata italia continua a occupare il suolo “indipendente”…
    non mi sembra che nel nel programma di cosolini ci sia la restitusione dell’indipendenza ai triestini originari del tlt o ai vari anti-italiani che qui pullulano… (senza speranza!?) …poveracci, altri quattro anni di giogo italico.

  415. effebi ha detto:

    si accontenteranno della reintitolazione di piazza unità ? a proposito, qualcuno in campagna elettorale ha tirato su voti con questa proposta, ora ci aspettiamo che la giunta proceda….

  416. maja ha detto:

    effebi, tranquillo. nessuno si aspetta che la mettano per davvero, quella targa.

  417. Bibliotopa ha detto:

    ma Karlsen po i lo ga eletto, che no me ricordo?

  418. maja ha detto:

    sì, con 175 preferenze.
    bravo.

  419. Marcus ha detto:

    @tutti, ma particolarmente per effebi, co gaveremo el governador (che per legge no pol esser talian, jugo e nemmeno cittadin del TLT) questo incaricherà el primo governo provvisorio del TLT e quest ultimo ciamerà i cittadini del TLT a votar l’assemblea popolare (parlamentin) del TLT. Dito questo in futuro ci saranno occasioni per esprimere democraticamente i rappresentanti politici del TLT e della città di Trieste, l’unica cosa che cambierà radicalmente sarà che questi politici dovrà mostrar no solo competenza ma anche fedeltà alla nazion del TLT, perciò i sarà controlladi che no i sia corrotti e per far questo prevedo una legge semplice che punissi el reato de corruzion = cospirazion contro l’integrità ed indipendenza dello Stato, con un minimo di 25 anni di reclusione senza attenuante (la legge taliana prevede da 1 a 5 anni con attenuanti). Capito questo per esempio el Cecovini che ga portà l’elettorato della Lista per Trieste al Italia e perciò a tradito i triestini poiché ga accettato i soldini del UZC saria morto in gallera. Insomma metter apposto le cose nel TLT xe la cosa più semplice che un se pol imaginar “basta gaver una legge efficiente ed applicarla con rigor” tra l’altro un trend che me par vuol seguir anche i taliani visto el risultato del referendum sul leggittimo impedimento.

  420. mauricets ha detto:

    416 queste statische mi danno veramente fastidio, specie quando vedo i pensionati che fanno la spesa e contano i centesimi. eppure sono vere, siamo tutti benestanti.

  421. mauricets ha detto:

    “Il monopolio dei commerci marittimi imposto dal governo austriaco, il che però – se tu conosci i dati comparati dei porti – non le impediva di perdere quote di mercato in Europa, rispetto non solo a Genova, ma soprattutto nei confronti dei porti del nord. Trieste in realtà cresceva MENO della media degli altri porti.” è come dire che una ferrari corre meno di una lamborghini. a volte fai delle considerazioni senza senso.

  422. matteo ha detto:

    Gli irredentisti a Trieste erano in tutto il 2 per cento, 5.000 su circa 250.000 abitanti. Tra questi erano appena 500 i militanti e 50 i fautori quotidiani degli atti di irredentismo.
    http://www2.arnes.si/~mkralj/istra-history/i-period.html

    ovviamente questi dati non solo validi

    cmq non capisco il problema nel affermare che trieste non xe italia e pochi la voleva, anzi xe savu che no la voleva, le foto dopo la guera no conta, o se volemo ricordar quando xe riva i tedeschi e come se comporta la zente? li ga tratai da liberatori, de questo non vol parlar nisun italianissmo

    xe tuto documenta, cmq se usa le documentazioni che piu aggrada o che porta l’acqua al suo mulin, la storia xe diversa, go capi

    basti veder el brigantaggio

  423. matteo ha detto:

    mauricets

    la questione la ha gia discussa il vivante e lui aveva ragione, questo è sotto gl’occhi di tutti in che situazione è il porto di trieste, la colpa non è come si pensa della politica locale, la cosa parte da roma, qui non si muove un muscolo senza che roma dica o faccia qualcosa

  424. mauricets ha detto:

    “Mi permetto di ricordare che il primo fallimento di una società quotata in borsa in Italia è di una società triestina, la Tripcovich Spa.” be allora la borsa di New york? la prima che ha mangiato i risparmio di mezzo mondo. ma che dici. comunque evidente segno, il nostro, di essere all’avvanguardia. abbiamo precorso i tempi in italia. come sempre.

  425. matteo ha detto:

    «Ma certo, Trieste, dopo l’89, trovandosi al confine di un mondo come quello ex comunista che si stava aprendo, ha avuto un’occasione enorme. Non l’ha sfruttata per vent’anni. Si è cullata su se stessa e su vecchi odi di cui a nessuno, già a venti chilometri da qui, in Friuli, frega più niente. Ha preferito vivere delle rendite di posizione. Non decidere e non investire pur di non turbare i suoi equilibri interni. Il Porto vecchio, per fare un solo esempio, è fermo, in abbandono, ormai da decenni.

    Ma soprattutto è chiaro, ormai, alla Ue, che questo corridoio non è strategico. Quello che conta sono gli assi Nord-Sud e non ha senso farli passare per Trieste. Vincerà la sfida chi tra Italia e Slovenia riuscirà per primo a collegarsi in modo efficace con l’Austria. E purtroppo, ho già idea di chi è in testa nella corsa… E comunque, in entrambi i casi, sia che prevalga il collegamento Capodistria-Lubiana-Austria che quello Udine-Austria lungo la Pontebbana, Trieste sarà tagliata fuori»

    «La Tav arriverà a Mestre nel 2019, ma mai a Trieste. Trieste e Lubiana non hanno bacini di passeggeri sufficienti a proseguire la tratta e il progetto lungo costa non ha senso. I supertreni uniscono grandi città, non piccoli villaggi», ha detto. Restano dunque i vecchi regionali per arrivare in laguna, coi loro tempi e i loro standard. Quanto invece all’appoggio logistico al porto, Moretti ha accusato apertamente la città giuliana e le sue lentezze: «Il nostro progetto è fermo da quattro anni perché l’Autorità portuale non l’ha mai approvato. Se i nostri progetti non sono accolti non so che farci, il problema non sempre risiede nella mancanza dei soldi…».

    Dove ci sono tanti soldi, come qua, il primo interesse non è farne di più, ma gestire e mantenere gli equilibri di potere. Qui non si produce, non si innova. Si vive di rendita».

    Trieste non è né una città italiana né una città europea. È una città triestina. L’alta borghesia di destra e di sinistra fanno di tutto perché tutto resti così com’è. Sul Carso dicono: “ciacole no fa fritole”, le chiacchiere non fanno le frittelle. Ma questa è una città di chiacchiere. Fatti nessuno. Guardate la campagna elettorale: dieci, undici candidati e non si capisce quali siano le proposte. La destra, divisa come non mai, ha perso con l’allargamento dell’Ue il suo vecchio cavallo di battaglia antislavo. Nel 2004, quando cadde il confine, fu costretta a trovare uno slogan patetico: “Sì all’apertura del confine. No all’ingiustizia”. Una frase che non vuol dire niente. La sinistra è capace soprattutto di perdere. E spreca quasi tutte le sue energie nei meccanismi di partito. Vive qui una solitudine eterna. Il sindaco di centrodestra è un piacione che parla con tutti, in piazza Unità. Loro invece sono sempre di corsa, col cellulare all’orecchio. Mi sono sempre chiesto se ci sia davvero qualcuno all’altro capo del telefono…».

    Leggi il resto: http://www.linkiesta.it/trieste-elezioni-amministrative-cosolini-antonione-camber#ixzz1PGtR2wz2

    leggete ragazzi e capite, questi ga ragion de vender

  426. matteo ha detto:

    Sostanzialmente, qui ci mangiamo ricchezza ma non la produciamo. A livello manufatturiero c’è una situazione di crisi, data dalla contingenza, con casi di cassa integrazione ordinaria e in deroga. Un migliaio, in totale. Hanno avuto problemi la ex Grandi Motori (ora della finlandese Wärtsilä), chiuderanno le Ferriere ex Lucchini (ora della russa Severstal) che tra impiegati e indotto danno lavoro a mille persone, faticano le cartiere Burgo. E le situazioni più critiche sono spesso scaricate sull’indotto. In prospettiva aumenteranno i problemi sulla scia della questione Fincantieri, che annuncia ristrutturazioni pesanti. Ma, come detto, non siamo una città manifatturiera, quindi il colpo della crisi si è sentito meno. È stato attutito soprattutto dal fatto che su 205mila abitanti, 105mila sono pensionati (la città è tra le più vecchie d’Italia, insieme a Genova) e 25 mila sono dipendenti del pubblico impiego. La botta si è sentita nel terziario. Infatti, se è vero che qui ci sono i grandi nomi del mondo finanziario (Generali, Allianz…), c’è anche un terziario meno ricco, fatto di piccole imprese a bassa capitalizzazione, dove la crisi ha provocato uno sconquasso, con circa 5mila posti di lavoro persi e con un’importante caduta di lavoro autonomo e parasubordinato. Ma il dato più significativo è il punto di caduta negli avviamenti al lavoro. Nell’ultimo anno il saldo tra chi va in pensione e chi inizia a lavorare è stato negativo, segnando un meno 3000 unità. E poi c’è la disoccupazione. Era sempre stata bassa, sotto il 4%. È salita all’8,5. Ma quella che preoccupa è la disoccupazione giovanile (tra i 15 e i 24 anni): è al 27,6%; tassi da Sud Italia (la media nazionale è al 29%). Insomma, tutti gli indicatori statistici ci dicono che l’economia triestina non è più in grado di creare prospettive e futuro».

    «Dalla politica c’è solo grande confusione. Destra e sinistra sono consumate da attriti interni. Non c’è spazio fisico per aprire nuove aziende e attirare qui investimenti perché tutta l’area industriale è stata dichiarata in passato Sito inquinato di interesse nazionale. Come risultato, abbiamo 500mila metri quadri da bonificare. Adesso si cerca di sbloccarne almeno una parte, ma per altri due anni – minimo – saremo a bagnomaria. Insomma, siamo alla paralisi totale».

    «C’è una banda pronta a tutto, pur di impedire che altri mangino la torta. Anche a lavorare con lettere anonime e la denigrazione contro chi si oppone a questo monopolio soffocante. Ora è chiaro: non è l’ideologia ma questo potere quasi scientifico di interdizione e questa bulimia di onnipotenza a lacerare il centrodestra alla vigilia delle elezioni. Un potere capace anche di trasversalità con il centrosinistra. Gli altri hanno taciuto, per un ventennio, come se il futuro della città non importasse. E noi? Abbiamo vissuto la città in bermuda e infradito, come turisti, come se non fosse nostra ma un luogo di vacanza altrui».

    Leggi il resto: http://www.linkiesta.it/trieste-elezioni-amministrative-cosolini-antonione-camber#ixzz1PGvK4yRu

    lege zente

  427. mauricets ha detto:

    se il centro destra voleva la trieste turistica! gia li era evidente questo. una casa vacanza. non c’è dubbio. solo che sono riusciti a far fallire anche questo progetto.

  428. Sandi Stark ha detto:

    Ciò, scrollo un pochi de messaggi e legio solo epiteti: “IGNORANTE, TU NON SAI…” ciolte pel cul, “colpito e affondato” eccetera.

    Adesso me la moco de novo da Bora.la e ve lasso soli con lui, bon divertimento.

  429. matteo ha detto:

    ma se sei sempre pronto a offendere

  430. Servolier ha detto:

    @435 matteo

    finalmente un chel scrivi robe normali che dovessi interesarghe ‘tuti e no le solite monade politichensi.
    Bravo e complimenti anca a Paolo Stefanini!

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