5 Maggio 2011

Lucinico dalla prima menzione nel 1077 all’ultimo podestà Zottig

Si è concluso in questi giorni il lavoro di ricerca protrattosi per almeno quattro anni con la affollatissima presentazione del volume Storia di Lucinico, dedicato “A chei di Lucinis”.

Partendo dall’età romana si arriva alla prima menzione del “paese” fatta nel 1077, in un diploma di Enrico IV, quando viene donato al Patriarca di Aquileia. Un secolo e mezzo dopo passerà ai conti del Tirolo, divenendo così terra di dominio dei conti di Gorizia, e nel 1500 alla casa d’Austria, dopo la morte di Leonardo, ultimo conte di Gorizia. Lucinico fu scelta come luogo di residenza di famiglie nobili, ricordiamo soprattutto gli Attems che si divisero nei due rami Santacroce e Petzenstein e questi ultimi vi mantengono ancora la loro villa padronale, dove è custodito il prezioso archivio, fonte eccezionale di notizie per lo studio e la conoscenza del passato del territorio. Importante tanto più se si tiene conto del fatto che gli eventi della Prima guerra mondiale hanno completamente distrutto la chiesa e la canonica annientando ogni memoria scritta. La sua storia viene così estrapolata dagli Urbari delle famiglie nobili, da documenti dell’Archivio provinciale di Gorizia, dell’Archivio della Curia Arcivescovile di Udine, della Biblioteca civica di Udine e di Gorizia, dell’Archivio di Stato di Trieste e da tanti testi che nello specifico o marginalmente hanno parlato di Lucinico. Gli abitanti erano prevalentemente dediti all’agricoltura ed un’attività diversa di un certo spessore fu quella della produzione di laterizi. Appena verso la fine dell’Ottocento vi incontriamo muratori ed operai, molti immigrati per trovare impiego nel nuovo polo industriale di Podgora. Superata con grandi perdite e difficoltà la guerra del 1915-18, inizia la sofferta ricostruzione fino al suo assorbimento nel Comune di Gorizia.

Il nuovo corso fascista portò poi la soppressione del comune, era il 1927 e dall’ultimo Podestà Giorgio Zottig che usciva dal comune si sentì dire: “Nus ian puartat via il Comun…”.
Si conclude con queste parole questa storia di Lucinico, uscita grazie al contributo della Cassa Rurale ed Artigiana di Lucinico Farra e Capriva e con la collaborazione dell’Istituto di storia sociale e religiosa di Gorizia, ma l’auspicio di tutti è che il lavoro di ricerca e di studio continui per approfondire, se possibile, la conoscenza dei secoli già studiati e per avviare una raccolta di immagini, di ricordi di famiglia, di testimonianze, cioè di tutto ciò che può essere utile per costruire un archivio dati per gli anni posteriori al 1927, a formare una nuova storia ancora da scrivere.

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Un commento a Lucinico dalla prima menzione nel 1077 all’ultimo podestà Zottig

  1. Avatar Gorizian

    2015 (?)
    “Nus ian puartat via le Provincie…”

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