8 Febbraio 2011

Annullato il vertice sul superporto di Monfalcone: Unicredit verso il blocco del progetto?

Vertice annullato e futuro incerto per il progetto del superporto Unicredit di Monfalcone. Il summit che si sarebbe dovuto tenere venerdì a Trieste non si farà. All’incontro avrebbero dovuto partecipare i ministri Franco Frattini e Altero Matteoli, i colleghi sloveni, i vertici delle autorita’ portuali di Trieste e Venezia, di Unicredit e i parlamentari delle due regioni.

La decisione di Unicredit – secondo quanto riferiscono le agenzie – è stata dettata dalla necessità di ”capire meglio” le intenzioni del Governo dopo la decisione di finanziare il terminal off shore a Venezia per 1,3 miliardi di investimento complessivo.

Nel frattempo scattano le prime prese di posizione dal mondo della politica. Silvia Altran, vicesindaco di Monfalcone, nonchè candidata del Pd alle Comunali 2011: “Non si può scherzare con il futuro di un’intera città per delle beghe interne: se il Governo vuole sostenere Venezia che trovi altre risorse per farlo, senza per questo andare a penalizzare Monfalcone. E in questa nostra convinzione richiamiamo ”all’ordine” anche la giunta di centrodestra Tondo, chiedendo che si muova nella persona del Presidente per chiarire la situazione con il Governo e Unicredit. Noi come Comune faremo il nostro, la Provincia si è già espressa, ora tocca ai livelli regionali e nazionali, e in questo appello includo anche i nostri parlamentari: che dimostrino la loro convinzione nel tutelare il futuro del nostro territorio.”

Franco Bandelli, candidato sindaco di Un’altra Trieste: “Sul progetto Unicredit, oltre che l’ennesimo attacco al futuro della nostra città, si sta consumando un’ennesima figuraccia per la politica triestina, incapace con tutta evidenza di difendere gli interessi del nostro territorio, perché priva di qualsiasi autorevolezza nei confronti del governo nazionale. Penso d’altro canto che non potrebbe essere diversamente quando per mesi i nostri rappresentanti a Roma, nonché il Presidente della Regione, le uniche energie che hanno speso sul Porto, le hanno riservate esclusivamente a trovare l’accordo sul nome di Marina Monassi. Come avevamo previsto, gli interessi del nostro scalo non potevano passare da un nome, ma rimangono strettamente legati e in modo imprescindibile ad una visione di sviluppo che manca del tutto alla classe politica di governo. E mentre la politica locale continua a giocare a “monopoli”, scambiandosi poltrone e nomine, questa città sta morendo sotto l’indegna indifferenza di un’intera classe dirigente che ha la responsabilità evidente di quanto si sta perdendo”.

Giorgio Brandolin, consigliere regionale del Pd: “Sulla vicenda del superporto e della minaccia che prenda altre vie rispetto a Monfalcone c’è una cosa da dire: mai, a parte le dichiarazioni del ministro degli Esteri Frattini, c’è stata una presa di posizione dell’intero Governo, e in particolare mai dei ministri Matteoli e Tremonti che, come tutti sanno, ha i cordoni della borsa. Non tutti sanno che il progetto del superporto prevedeva un coinvolgimento dello Stato: del miliardo di euro di investimento totale, oltre 300 milioni dovevano venire stanziati proprio dallo Stato. Ecco che la mancata presa di posizione del ministro Tremonti, in particolare, è significativa”.

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11 commenti a Annullato il vertice sul superporto di Monfalcone: Unicredit verso il blocco del progetto?

  1. Antonio ha detto:

    Mio padre mi diceva sempre, ricordati che l’Italia finisce sul Piave, noi siamo solo territori occupati per loro…

  2. Ale ha detto:

    Dio ci salvi dalla politica delle poltrone!

  3. Tergestin ha detto:

    @ Antonio

    Buona parte dei miei parenti o amici concordano con quel che diceva tuo padre e negli ultimi tempi lo credono pure quelli che erano di tutt’altre idee prima.

  4. La notizia mi puzza di bufala: non mi risulta che il governo si sia espresso ufficialmente a favore del finanziamento del porto off shore di Venezia.

    L.

  5. francesco cervesi ha detto:

    Superporto? Sarebbe già sufficiente avere un porto.
    Battuta (ma nemmeno troppo) a parte, il progetto e il percorso seguito fino ad ora suggeriscono alcune riflessioni.
    Non che dalle informazioni ufficiali si riesca a capire poi molto, piuttosto la sensazione che qualcosa in fondo non torni.
    Come se al mosaico mancasse qualche tassello.
    Il progetto coinvolgerebbe direttamente lo Stato, numerosi Enti locali oltre a banche ed importanti società, comporterebbe investimenti milionari eppure sembra di assistere ad una telenovela.

  6. giorgio (no events) ha detto:

    – Per forza, come la vol che i fazi qua, che gavèmo messo una bionda come presidente del porto, che inveze a Venezia i gà una Bruneta ministro…

  7. Lauro ha detto:

    Telenovela, infatti..
    Fino ad ora le “chiacchere” si son viste solo sui giornali, ma non c’è stato nessun atto concreto da parte dei primi interessati e propositori, nè tantomeno dalle istituzioni.
    Atto concreto, non dichiarazioni sollecitate, peraltro da chi ha solo l’interesse a scriverne.

  8. arlon ha detto:

    Scometemo che el prossimo passo sarà
    “anzi no, investimo solo su monfalcon ma più in picio, e lasemo star trieste”???

    Trope volte se ga visto sto tipo de ragionamenti, da ste parti, nei ultimi “anta” anni.

  9. luigi (gorizian) ha detto:

    se xe vero…
    grazie Lega!

    Ma…
    tornàr con ‘Austria no fossi un’idea?

  10. Rupel ha detto:

    non gavé capido che i taliani ve col solo per el cul

  11. arlon ha detto:

    Ormai me par talmente palese…

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