28 Gennaio 2011

La Protezione civile del Fvg punta a rafforzare la collaborazione con la Slovenia

Costruire una forte collaborazione tra la Protezione Civile del Friuli Venezia Giulia e l’omologo organismo sloveno, per rispondere con efficacia alle emergenze che si verificano nelle zone montane di confine. E’ questo l’obiettivo individuato oggi nel corso di un incontro tra i tecnici della Protezione civile regionale e della Slovenia, alla presenza del vicepresidente della Regione Luca Ciriani e del consigliere regionale Franco Baritussio, promotore dell’iniziativa.

“Sorvolare le zone di confine anche con mezzi di emergenza – ha commentato il vicepresidente Luca Ciriani – è complesso dal punto di vista delle autorizzazioni e dei ruoli: abbiamo iniziato il dialogo che punta a raggiungere un protocollo di intesa e collaborazione anche in questo particolare settore”. Per quanto riguarda la Regione Friuli Venezia Giulia è coinvolto anche l’assessorato alla Salute, e si lavora per individuare percorsi e scelte condivise con la Slovenia.
“L’incontro di oggi è stato molto positivo – ha commentato il consigliere Baritussio – perché rappresenta il primo passo verso la soluzione di un problema annoso che interessa la zona confinaria montana. Una zona che, purtroppo, in tutti i periodi dell’anno deve fare i conti con incidenti inerenti l’attività alpinistica”. La necessità di una collaborazione nello spazio aereo transfrontaliero per le questioni di emergenza è emerso in tutta la sua urgenza dopo l’ultimo incidente avvenuto in ordine di tempo sul monte Mangart, dove una donna austriaca ha perso la vita; un episodio che ha messo in rilievo la necessità di trovare una soluzione agli impedimenti di natura internazionale per interventi di soccorso con elicottero nella fascia confinaria.
“La specificità del Friuli Venezia Giulia – ha concluso il vicepresidente Ciriani – consiste proprio nella capacità di dialogare e trovare soluzioni e forme di collaborazione con la vicina Slovenia: lo abbiamo dimostrato in più occasioni, e anche in campo sanitario. Il nostro impegno, pertanto, è massimo”.

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