19 Gennaio 2011

“Dalla Metafisica all’Arte”: presentazione cataloghi mostre

GIORGIO DE CHIRICO. Un maestoso silenzio
FABIO MAURI. Un sognatore della ragione
GLI SPECCHI DELL’ENIGMA. Artisti intorno a De Chirico

Sabato 22 gennaio 2011 alle ore 11.00
Scuderie del Castello di Miramare di Trieste
Ingresso gratuito e al termine visita guidata alle mostre

Un incontro alle Scuderie di Miramare aperto a tutti e con ingresso libero si svolgerà sabato 22 gennaio 2011 alle ore 11.00 in occasione della presentazione dei cataloghi delle mostre “GIORGIO DE CHIRICO. Un maestoso silenzio”, “FABIO MAURI. Un sognatore della ragione” e “GLI SPECCHI DELL’ENIGMA. Artisti intorno a De Chirico”, aperte fino fino al 27 febbraio 2011.
L’appuntamento sarà l’occasione per il pubblico di ascoltare dalla viva voce dei promotori e dei curatori le intenzioni che hanno animato la nascita del progetto “Dalla Metafisica all’Arte” che racchiude le tre mostre allestite alle Scuderie e nelle sale del Castello di Miramare di Trieste. All’incontro parteciperanno anche Laura Safred, docente di Storia dell’Arte Moderna dell’Accademia di Belle Arti di Venezia, che ha conosciuto personalmente l’artista Fabio Mauri e che porterà al pubblico il suo ricordo, e Massimo Degrassi, docente di Storia dell’Arte Contemporanea dell’Università degli Studi di Trieste, che proporrà alcuni approfondimenti sull’arte dell’indiscusso maestro della Metafisica, Giorgio De Chirico. Al termine dell’incontro il pubblico potrà partecipare ad una visita guidata gratuita.

Ma perchè De Chirico e la Metafisica a Trieste? “L’idea è stata quella di proporre uno guardo nuovo su De Chirico, lungi, e dichiaratamente, dal pretendere di realizzare una sua mostra monografica – afferma Luca Caburlotto, Soprintendente per i Beni artistici del Friuli Venezia Giulia -, sollecitando attraverso la sua arte nuovi stimoli rivolti a nuove frontiere e nuovi problemi, in un continuum di rimandi che aiutano il visitatore non specialista a leggere l’esperienza dell’arte contemporanea alla luce della pittura tradizionale”.

La poetica dell’oggetto quotidiano posto in affiancamenti e contesti stranianti, che è il fondamento della metafisica dechirichiana – e non solo di quella strettamente intesa degli anni Dieci – è infatti, in una cosciente e voluta ripresa, la stessa delle installazioni e delle serie fotografiche di Fabio Mauri: con la differenza che la pittura tradizionale di De Chirico rappresenta l’oggetto, mentre l’installazione, direttamente, lo presenta. Lo straniamento di De Chirico diventa cioè in Fabio Mauri uno stordimento per la straniante realtà del male. Nelle sale del Castello sono invece esposte le opere di ventuno fra i più noti artisti contemporanei, considerati già dei “classici”, che dialogano con De Chirico, tracciando un percorso inedito che invita a scoprire l’enigma che accomuna tutti loro.

L’arte e l’opera d’arte, dunque, quale luogo d’identità, come la storia entro la quale si colloca il nostro esistere: Trieste porta ancora su di sé non pochi dei dolori e delle lacerazioni che le dittature e i nazionalismi hanno segnato sulla sua carne. È su questo che la mostra di De Chirico e Mauri vuol far riflettere, così come tutto il progetto culturale della Soprintendenza, che vuole portare un contributo, attraverso la cultura, a ricomporre quelle lacerazioni.

Info mostre: tadino arte contemporanea – tel. 02/36571438
Ufficio stampa FVG: Studio Sandrinelli – www.studiosandrinelli.com – tel. 040/362636

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