28 Novembre 2010

Monon Behavior, the ultimate interview. Un carnico (Francesco Brollo) infiltrato a Trieste intervista Diego Manna

Anni fa, fu l’ultimo derby che si disputò tra Triestina e Udinese, ero in corriera con altri tifosi friulani in viaggio per venire ad assistere alla partita quando, passata Opicina, ci si parò davanti l’amazing scenario di Trieste col suo golfo, magnifico! Eppure, un ultras alle mie spalle sbraitò: “Ce miarde di citaat” (che merda di città) e lo diceva dal punto di vista estetico (che odiasse il resto era scontato). La rivalità Udine/Trieste ha trovato nel calcio la sua espressione più plateale e cieca, ma anche la politica (vedi la polemica sul Tipicamente friulano) e altri campi innescano volentieri qualche scaramuccia. Difficile capire se siano semplici minzioni territoriali alla maniera dei canidi, oppure odio doc.

Tu nel “Monon”, brillante esercizio di satira tergestea scientificamente scorretta arrivata ora al terzo (e ultimo?) episodio, su questa rivalità ci marci, ma non marcisci, nel senso che ironizzi sui friulani e autoironizzi sui triestini. Al di là della satira la rivalità quanto è sentita da parte triestina?

Ti dirò, credo che la vera rivalità salti fuori solamente quando ci si concentra su temi squisitamente politici, mentre per il resto del tempo la maggior parte dei miei concittadini prende il campanilismo come qualcosa di divertente. Ai triestini piace “remenar”, prendere in giro. Quindi concordo con la teoria delle semplici minzioni territoriali. Ocio che adesso costano 500 euri di multa se vi beccano.

Tu ci sei o ci fai antifurlan?

Ecco, ringrazio per la domanda che mi dà spunto per salvarmi dalle ire furlaniche. Io non sono antifurlan, né i Monon Behavior lo sono. Semplicemente mi piace ironizzare su triestini, furlani e sulle loro differenze. Ovviamente viste dalla sponda sinistra dell’Isonzo. Insomma un po’ di sano campanilismo ironico.

La bestemmia è un aggravio verbale, una neoplasia sintattica, un singhiozzo mistico che spesso si attacca alla parlata del friulano come il mitile al palo del molo. In un capitolo ti chiedi se Dio sia lanfur o triestino, mi pare finisca in parità. Non è che magari sia bisiaco?

Eh si, ci ho pensato anch’io. Sicuramente non è istriano, perché alla fine Dio paga sempre, oggi o domani…

Come ti vengono le idee che poi sviluppi ne i capitoli? Con la rete a strascico per le strade, nelle osterie o attimi di personalissimo delirio organizzato?

Solitamente le idee mi vengono per strada, al bagno a Barcola, in osmiza, sul bus coi veci, o in qualsiasi momento del giorno (e devo segnarmele, se no se ne vanno come son venute). Il resto poi viene al momento della scrittura, durante il quale spesso le idee originali prendono una forma totalmente diversa e inaspettata. Quando mi metto a scrivere non ho idea di cosa verrà fuori. Per esempio l’articolo sugli istrianismi, i modi per risparmiare, contenuto nel Monon Behavior Ciu, era partito in realtà dall’idea di scrivere qualcosa su come evitare di costruire una centrale nucleare…cosa che poi non viene nemmeno citata.

Il friulano è visto da molti giovani del posto come una lingua buona per i contadini, appartenente a un passato agricolo che sta svanendo, sa di sfigato e ci sono diversi ragazzi che si vergognano a parlarlo, col triestino è uguale? Perché mi pare ci sia un’abitudine, se non fierezza a esprimersi in triestino.

Questa è una cosa che non sapevo e che mi spiace molto. Ero a conoscenza che il friulano non venisse parlato dai giovani, ma che addirittura fosse considerato sfigato è una cosa che mi rammarica molto, e se devo dirla tutta, se veramente la situazione è così grave, ho paura che insegnarlo nelle scuole potrebbe addirittura peggiorare questa visione. I ragazzini purtroppo generalmente non nutrono “amore” per quello che devono imparare a scuola, non lo sentono come “proprio”, cosa di cui una lingua, o dialetto che sia, ha invece bisogno.
Il triestino da noi è un’abitudine e lo usiamo ogni giorno. Certo, è sicuramente “imbastardito” e “non è più il triestino di una volta”, ma io credo che la ricchezza dei dialetti sia anche questa, la capacità di fagocitare e “dialettizzare” termini che derivano da diverse lingue, italiano compreso. E poi credo che più che solamente un dialetto, il triestino sia proprio un modo diverso di comunicare, che forse troviamo più spontaneo e adatto a esprimere quello che si definisce “el morbin triestin”.
Lavorando alla Riserva di Miramare entro in contatto ogni giorno con ragazzi di tutta la regione, dalle elementari alle superiori, e questa la ritengo una fortuna e un punto di osservazione perfetto. In 3 anni credo mi siano capitate 2-3 volte classi di friulani che si parlavano in friulano. Ricordo un gruppo di Gemona. Mentre i triestini parlano tutti in dialetto, dalle medie in su. Alle elementari invece c’è ancora l’abitudine di parlare in italiano e di usare il triestino solo per le esclamazioni più veloci e spontanee (tipo “ara!” “demo dei!” ecc.). Ma ricordo che anche nella mia generazione c’era questa caratteristica, dovuta al fatto che molti genitori parlano ai bambini in italiano. Poi crescendo, i ragazzini passano da soli al dialetto, solitamente proprio alle medie. Lo sentono a casa dai genitori quando parlano tra loro, in strada, in classe, lo sentono vivo e divertente e lo fanno proprio. Sentire i bambini parlare in dialetto mi riempie di gioia.
Mi dilungo ancora un attimo su questo argomento: credo inoltre che l’avvento di internet abbia provocato uno tsunami di triestinità, che forse trovava poco spazio nei canali mediatici “ufficiali”. Penso ai molti forum su Trieste, alla curiosità espressa su tradizioni e particolari nascosti, sulla storia della propria città e del proprio dialetto. E vedo in questo periodo un’esplosione di creatività legata a Trieste, al dialetto e alle tradizioni: penso a Riki Malva e alle sue parodie dialettali, al Guf, a Massimiliano Cernecca e Claudia Sfetez, che sfornano parodie, fumetti, doppiaggi, di tutto di più, ai Sardoni Barcolani Vivi che stanno, secondo me, costruendo dei nuovi capitoli della canzone popolare triestina, agli ULTRABULLoTS che nel loro repertorio hanno riarrangiato in chiave moderna molti classici triestini, a Raffaele Prestinenzi, che riguardo un suo progetto mi ha detto queste parole “se de noi a Trieste riva anche la canzon napoletana, perché no se pol far el stesso con la canzon triestina?”, a Marco Englaro, che ha prodotto moltissimi giochi per bambini (e per bambini cresciuti) legati al dialetto, alle Olimpiadi dele clanfe e all’associazion Spiz, all’associazion Iazadi, al Pupkin Kabaret, alle molte compagnie dialettali (mi vengono in mente sicuramente la Barcaccia e P.A.T. teatro), ad altri che sicuramente ora dimentico e ai quali chiedo scusa. Ecco, mi piacerebbe che i Tre Monon Behavior siano considerati anch’essi parte di questo “movimento”, al quale cerco tra l’altro di dare ampio spazio sul Quel dela Quela, su Bora.La. Credo che queste siano le migliori armi per salvaguardare cultura, tradizioni e dialetto.
Ultimissimo, poi mi spengo: credo che salvaguardare un dialetto o una lingua sia come salvaguardare una specie protetta. Non puoi proteggere un lemure se non ne salvaguardi l’habitat. Il triestino è vivo perché l’habitat, il substrato, è rimasto immutato (osmize, clanfe, morbin, carso, mare, barcola…). Forse il problema del friulano (faccio 1+1 con quello che mi hai detto sul fatto che sia sentito legato a un passato agricolo che sta svanendo) è che il substrato è cambiato notevolmente, e con esso la lingua. Morale: per salvaguardare il friulano servi più tratori, non il friulano nelle scuole 😉

Lo sapete che il bittone con la rosa dei venti del molo Audace parla Furlano per usucapione? ogni 21 marzo si faceva la festa degli universitari carnici e qualcuno faceva anche il bagno. Una damigiana veniva appoggiata sopra la rosa dei venti e giù glu glu. Ora è nostro, Come la mettiamo?

Bisognerebbe in realtà controllare che tutti quelli che hanno fatto il bagno lì siano poi usciti dal mare sani e salvi…senza contare che non sono per niente convinto che siano tutti entrati in acqua tuffandosi a clanfa…quindi no va ben. Comunque eroici, ho sempre pensato che i friulani e i carnici avessero paura dell’acqua…

I capitoli li scrivi in Italiano e poi li maccheronizzi in inglese o scrivi direttamente in inghilterrico?

Direttamente in “patock english”. Poi li rileggo, li correggo, valuto le regole grammaticali…poi mi chiedo “ma che scopo ha valutare la perfetta grammatica della parola ‘gnancapelcoolism’?”. Infatti è pieno di sillabazioni inglesi su parole italiane…ma viva l’A e po’ bon!

Come ti è venuta l’idea di scrivere il primo Monon e come di decidere che questo è l’ultimo?

Rispondo come le aspiranti Miss Italia: mi sono iscritto per gioco spinto dagli amici.
Tutto è nato nel settembre 2008, quando, stufo di leggere articoli scientifici paccosi, ne scrissi due con la stessa forma ma su argomenti easy, su monade: uno sulle best bicycle ways from Opcina to Miramare e uno sulle clanfe. Il pdf sulle clanfe ha fatto il giro di Trieste via mail in meno di una settimana, e da lì mi è stata suggerita l’idea di provare a scrivere un libro che raccogliesse un po’ di articoli. Allora ho mandato il pdf a tutte le case editrici di Trieste (o almeno, a quelle che son comparse cercando su google), ma la risposta è stata “volentieri” (in the triestin meaning, cioè no). Perché l’inglese a Trieste non va, o probabilmente perché era difficile dare fiducia a uno che ti manda un pdf di 3 pagine dicendo che vuole fare un libro. La fiducia incondizionata invece è arrivata da Antonietta Benedetti, titolare di Bianca&Volta Edizioni. Furlana di Udine. Quindi Monon Behavior è pubblicato da una casa editrice friulana, tipicamente friulana. Quando si dice l’ironia della sorte!
Per quanto riguarda il terzo Monon, si, è l’ultimo della saga. Volevo fare come i veri, la “trilogia”, c’è poi il rischio che i furlani mi picchino…scherzi a parte, il vero motivo è che voglio dedicarmi ad altri progetti, chiudendo la parentesi “inglese patoco” e passando forse al triestino, perché mia mamma si lamenta che non ha ancora letto niente delle mie robe e no va ben.

Quali differenze e quali analogie rispetto ai primi due numeri?

Il primo si concentrava solo sugli articoli. Nel secondo è nato il bottanic canton, con dei bellissimi pupoli disegnati da Erika Ronchin, in cui analizzavo varie piante impossibili. Nel terzo le rubriche si sono moltiplicate. Oltre ai nuovi pupoli del zooillogic canton c’è tutta una sezione di studi di fattibilità di progetti quali TAV, rigassificatore, parco del mare e ferriera. Ecco forse nel terzo sono tornato a fare una cosa che avevo fatto già nel primo e un po’ meno nel secondo, trattare temi ambientali cercando di far arrivare, tra una risata e l’altra, anche un messaggio utile. Ci sono poi dei finti curriculum vitae e molte “pillole di monade”.
Forse l’articolo di cui più vado fiero è quello sulla triestinità, genetica o culturale, per il quale ho preparato un questionario online a risposta aperta al quale hanno risposto in 350 persone in meno di un mese, tanto che ho dovuto chiudere il form prima di avere troppi dati da elaborare. Forse questa è tra l’altro una cosa che sfugge tra le ridade, ma tutti gli studi dei Monon Behavior, tutti i dati sono frutto di veri esperimenti, anche quindi “Molo Audace pissing challenges” e quello sull’etilometro portatile (quella sera mi sono molto divertito). Esclusi ovviamente gli studi troppo assurdi (poligamia maschile e femminile, quelli sono dati ovviamente inventati).
Come spessore il libro è circumcirca il triplo del primo Monon Behavior, quindi Tre Volte Monon Behavior. Il prezzo per fortuna non è ancora triplicato…

Come si riconosce un friulano?

Il Monon Behavior Research Department ha elaborato un test infallibile e low cost. Basta scrivere la parola bobici su un foglio di carta. Il friulano leggerà bòbici, mentre il triestino bobìci.

E un triestino?

E’ quello che schizza di più quando si tuffa. Mio cugino di 7 anni in Lussemburgo, al momento delle selezioni per il corso di tuffi, ha voluto fare il primo della classe dicendo “io so, io so” (in francese ovviamente) e ha fatto una clanfa. Quando è uscito ha chiesto se ha schizzato e tutti si sono messi a ridere. Siccome là in Lussemburgo evidentemente sono un poco indietro con la tecnica, lo hanno messo nel gruppo di quelli che non sanno tuffarsi. Bah!

C’è chi sostiene che noi carnici abbiamo più punti di contatto con voi triestini, che con i Furlani: voi venite a sciare da noi, a scalare le nostre montagne e il Friuli è solo una pianura da attraversare. Un vostro guru del giornalismo come Paolo Rumiz (che il Monon omaggia con un capitolo sulle rumizade) adora la Carnia perché ha tanta acqua, mentre Trieste, per il carsismo, ne ha poca, almeno visibile. Pensi che funzionerebbe un’alleanza Carnia-Trieste?

Potremmo in questo modo accerchiare i furlani, mi sembra un’ottima alleanza. Senza contare che i carnici sono super-operosi e svegli. Ottimo. Direi che l’alleanza può avere inizio. Cominciate pure a organizzare tutto il da farsi, noi triestini arriviamo tra un momentin, momentin più momentin meno!

Posso partecipare alla prossima Olimpiade delle clanfe?

Certo, sarebbe un onore! Già all’ultima edizione si è presentato un valoroso friulano, con la sciarpa dell’Udinese. Il tuffo purtroppo non era un granchè, però ha tutta la mia stima.

Un saluto ai friulani:

Mandi fruts! E ricominciate a parlare in lanfur, dei!

E uno ai triestini:

I triestini non sono arrivati a leggere fin qua, sicuro no iera frescheza! Per i pochi che ghe la ga fata: bela muli!

di Francesco Brollo

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47 commenti a Monon Behavior, the ultimate interview. Un carnico (Francesco Brollo) infiltrato a Trieste intervista Diego Manna

  1. Danilo Ulcigrai ha detto:

    per salvaguardare il friulano servi più tratori: grande Diego…

  2. Dag ha detto:

    Non so chi sia ‘sto Brollo, ma lo posso assicurare che, ultimamente, il friulano viene riscoperto e tornato a parlare proprio dai giovani. Una volta veniva proibito nelle scuole di parlarlo (si pensava che, altrimenti, uno non avrebbe mai imparato a parlare bene in italiano), ma ora, finalmente, le cose sono cambiate e bisogna tenere duro (l’insegnamento del friulano nelle scuole è opzionale, ma quasi tutti scelgono di farlo).
    Mandi a ducs, biei e bruts!

  3. Francesco Brollo ha detto:

    @dag: si, certo. Infatti dico “da molti giovani”, non tutti. Ci sono inoltre bellissimi esempi di “svecchiamento” della lingua friulana ad opera ad esempio di gruppi musicali rap (penso ai Carnicats, che suonarono anche a Trieste), ma nondimeno c’è in tanti quasi una vergogna a parlarlo. Tutto qui.

  4. Tergestin ha detto:

    Ga ragion Diego sul Triestin: xe un dialeto, ma qua lo usemo come vera e propria lingua.
    Lo parlemo praticamente tuti, de qualsiasi eta’, ceto sociale, etnia e profesion.
    Sopratuto in ogni logo, mi me ricordo che gavevo insegnanti de scola che i parlava in dialeto ben prima che se ne discuti…..!

  5. dainop ha detto:

    giudeboe

  6. marisa ha detto:

    Va beh, vi siete divertiti a scrivere boiate che ritenete divertenti. Ognuno si diverte come gli pare. Peccato che vi siano scivolate tra le righe le peggiori bestemmie neo-fasciste e i peggiori pregiudizi anti-friulani. Nulla di nuovo, sul Piccolo di Trieste per mesi sono state scritte negli editoriali di questo quotidiano. Boiata più, boiata meno, non ci cambia di certo la vita (di noi friulani…).

    mamdi!

  7. Flores ha detto:

    La “cugina” se ga sveià de cativo umor stamatina? capisso che co’ sta piova e sta zima…
    Cossa me rapresenta sta filipica in un contesto cussì gioioso e diria “ravicinado”?!
    Deludente per mi che fazevo credito ai lanfur de un umorismo più spicado dei patòchi…

  8. lee ha detto:

    grande Diego!!!!!

  9. arlon ha detto:

    I furlani no ga humour? 😀 bon che i carnici sì, par.

  10. cagoia ha detto:

    Grazie marisa.
    Se no ghe fossi quei come ti che se incazza per gnente no saria gnanche gusto.

  11. cagoia ha detto:

    Zoff, Capello… una ridada drio l’altra…

  12. Diego Manna ha detto:

    @Dag
    Spero veramente che sia così come dici! Tegnì duro! 🙂

    @marisa
    Il 100% degli amici friulani che hanno letto monon behavior l’ha apprezzato molto. E sono in tanti, e non credo che siano “traditori” del friuli. Mi spiace che tu la pensi così.

  13. DaVeTheWaVe ha detto:

    @Marisa: “le peggiori bestemmie neo-fasciste e i peggiori pregiudizi anti-friulani”
    ORCA MASTELA! anzi, finger per taliàn: MUCCA TINOZZA!
    dove xè ste bestemmie? i pregiudizi posso capir, ma le bestemmie neofasciste no le trovo…
    ma Marisa xè “Furlana Panocia”, quindi…

  14. omo vespa ha detto:

    bel. bravi.
    ma adeso che gavemo la furlana imbestialida, se trovara qualche istrian contrariado, e la sara guai per tuti! atento diego, atento, no xe de fidarse.

  15. Tergestin ha detto:

    Marisa no ga un minimo de autoironia ne de serenita’ personale e penso sia notorio dato che basta leger i sui interventi gonfi de frustrazion e astio per capirlo.
    Chissa’ perche’ no conosso nissun Furlan cussi’ messo, forsi perche’ quando i me ciol pel cul e i fa ironia sula mia citadinanza so anca sorrider, magari…..

    Bon, deghe un valium, dei.

  16. DaVeTheWaVe ha detto:

    alora dèmoghe zò! =)
    copia-incolada da internet:

    Un veceto entra de corsa in una drogheria de trieste, el ghe domanda con una certa foga al droghier:
    “Scolti lei, la ga qualcossa contro i furlani?”
    El droghier ghe pensa un attimo e dopo el ghe disi: “No mi, no go proprio niente contro i furlani!”
    El vecieto sconsolà ghe rispondi: “ma cossa, gnianca un spray?!”

  17. Eric ha detto:

    “[…] poligamia maschile e femminile, quelli sono dati ovviamente inventati”. Semo sicuri?

  18. piero visc'iada ha detto:

    no ve go pel …daur… 🙂

  19. piero visc'iada ha detto:

    pubblicità su bora.la

    tre volte monon al posto de cosolini (…gavemo de pensar qualcossa !?)

  20. Tergestin ha detto:

    Marisa: “Il Friuli e’ stufo! Il Friuli dice basta!”

    Camerier: “La scolti signora, la pol scender zo’ dala tola e ordinar el pranzo o ciamo la guardia medica?”

  21. capitan alcol ha detto:

    Il friulano è morto quando hanno deciso di metterlo nelle carte bollate.
    Amen.

  22. denis ha detto:

    a volte preferisso buttarme cussì a rider con ti piuttosto che buttarme nell’alcol

  23. Antonietta ha detto:

    Si potrebbe inviare il messaggio di Marisa a tutti i friulani impegnati anima e corpo nella salvaguardia del Friulano. Tutti comprerebbero il libro e farebbero salire le vendite alle stelle! Il problema è proprio tutto questo accanimento, qualsiasi azione di tutela del friulano viene fatta con rabbia. Da friulana, amante della mia terra, ho pubblicato il Monon Behavior, contenta e orgogliosa di farlo: un inno alla spensieratezza. Bestemmie neo-naziste… non ti sembra una contraddizione in termini?

  24. Siani ha detto:

    a metà intervista volevo molar, tropo longa… a leger el finale sembra che sarìa sta el perfeto prototipo de triestin, pecà che ghe go ripensà e son rivà in fondo…

  25. T. Patoco ha detto:

    chinaski, la canzon del link xe ssai bela, par quasi de andrè lanfur.
    però no posso resister a ironizar sul video e sui comenti che ghe xe de soto: tratori e comenti su tratori 😛
    tipicamente friulano 😀

  26. chinaski ha detto:

    a mi la canzon LA ME FA CAGAR, pero’ i tratori inveze me piasi ‘sai. fin de picio i me piaseva. i altri muleti zogava coi modelini dela ferari, e mi inveze coi tratori. e anche ‘desso, co’ passo per la furlania, me fermo sempre a vardar i tratori. 😀

  27. chinaski ha detto:

    http://www.youtube.com/watch?v=QMZI2L2b-7M#t=1m30s

    Space Tractor (Leningrad Cowboys)

    Eighteen years ago I saw this U.F.O
    And saddled up my tractor for a cosmic caravan
    I followed it through space and found this distant place
    Where everything is perfect for alien and a man

    We’re carefree and easy and light years from home
    Why don’t you lose that frown and let your hair down
    Come on let’s link together in zero gravity
    I was born in Moscow baby You could maybe be my girl
    Ride my tractor all night long And everyone will sing our song

    We put on a great show a tractor rodeo
    Everyone’s invited everyone should come
    Ten tractors in the night Ride shotgun if you like
    We’re modern day space cowboys always on the run

    We’re carefree and easy and light years from home
    Why don’t you lose that frown and let your hair down
    Come on let’s link together in zero gravity
    I was born in Moscow baby You could maybe be my girl
    Ride my tractor all night long And everyone will sing our song

  28. capitan alcol ha detto:

    chinaski hai mollato l’ippodromo per il trattorodromo? 😉

    http://www.tractorpulling.it/index.php?option=com_content&task=view&id=367&Itemid=63

  29. chinaski ha detto:

    bellissimo

  30. rajc ha detto:

    marisa ha ragione, questo sembra essere pescato direttamente dall’armamentario neofascista e riproposto in un contesto che vorrebbe essere comico:

    Il friulano è visto da molti giovani del posto come una lingua buona per i contadini, appartenente a un passato agricolo che sta svanendo, sa di sfigato e ci sono diversi ragazzi che si vergognano a parlarlo…

  31. piero vis'ciada ha detto:

    (me rendo conto de esser un diletante…)

  32. Flores ha detto:

    Ciò Diego & Francesco! tuto se poderà dir, ma no che sta intervista no gabi fato scalpor…e anche i attacchi, de incomprensibile seriosa grettezza xè pur sempre sintomatici de interesse.
    Auguro al nostro aedo domacio de replicar el successo delle precedenti fadighe.
    Quanto a mi, son zà operativa sul fronte doni natalizi, intanto cola compilescion dei destinatari veci e novi dela terza cantica.

  33. arlon ha detto:

    @Tergestin hahaha sta puntata andassi ridopiada i-me-dia-ta-men-te! 😀

  34. enrico maria milic ha detto:

    raic e marisa
    sè matti

  35. marisa ha detto:

    Enrico Maria milic, perchè non proponi anche un bel pezzo ironico sugli ebrei e su chi ha la pelle nera?

    Se poi chi ha scritto il pezzo che sicuramente voleva essere divertente e ironico, non si è neppur accorto di aver pescato nel peggior argomentario sciovinista, non mi pare un bel segnale….

  36. Flores ha detto:

    …E si che capuzi GARBI magnemo noi ‘ntela jota e ASEDO metemo noi ‘ntei sardoni in savòr…
    No imaginavo che una dieta de polenta e frico produsessi tuta ‘sta acidità…

  37. omo vespa ha detto:

    cosa? i furlani xe ebrei de pele nera? w el kosher frico!

  38. piero visc'iada ha detto:

    …40 e perchè no sui arabi…. 🙂 !? eh !? sui mussulmani in friuli venezia giulia…. ah !? dai,dai… vedemo !

    (ah …cossa che me piasi sufiar sul fogo…)

  39. piero visc'iada ha detto:

    in ogni caso, mi me par che marisa no gabi tuti i torti, dal suo punto de vista.
    sicome la lingua ghe xe come che fossi una bandiera, un segno distintivo, me par ovio che certe ciolte per el fioco no la le digerissi. me ricorda el fastidio de certiduni sul post de “druse mirko”, credo che sia un poco la stessa roba.
    per noi taliani, abituadi a no ciapar niente sul serio e a scherzar su tuto e con tuto ne fa strana una reazion simile.
    anche mi la me par ecesiva però posso capir.
    questa xe la dimostrazion del pericolo de far diventar una lingua assai più de quel che ga de esser (un modo semplice per farse capir dai altri)
    o no !? boh ! mandi e bus ai fruts !

  40. cagoia ha detto:

    Istriani semo differenti… se le contemo da soli 🙂

  41. marisa ha detto:

    Commento 44 di Piero

    Non ti pare che sia ora di finirla con lo stereotipo fascista (e anche razzista!) di “lingua friulana = lingua contadina”, elaborato con la precisa funzione di denigrarla? Tutto qua!

    Certo che si può scherzare, ci mancherebbe, ma senza utilizzare stereotipi sciovinisti e fascisti.

    Anche qua la lingua friulana è una povera lingua di contadini?

    http://www.youtube.com/watch?v=DH07ILOWIQE

    Incollo di seguito il comunicato stampa dell’ARLeF:

    COMUNICATO STAMPA dell’ARLeF
    (con preghiera di diffusione)

    OGGETTO: Il FRIULI SUL TETTO D’EUROPA.

    I R.esistence in Dub conquistano il pubblico bretone aggiudicandosi il secondo premio al Liet International 2010.
    L’Europa delle lingue minoritarie si è incontrata il 27 novembre scorso per la colorata kermesse del Liet
    International Festival, giunta ormai alla settima edizione. Come negli anni scorsi undici gruppi finalisti si sono affrontati sul palco del Espace Cosmao Dumanoir a Lorient in Bretagna.
    L’edizione appena trascorsa di questo importante Festival ha avuto (come capita ormai da diversi anni) anche un rappresentante della lingua e cultura friulane.
    Il ruolo di portabandiera del Friuli è toccato quest’anno ai R.esistence in Dub, che con un’interpretazione coinvolgente di Fieste hanno vinto il premio del pubblico, portando a casa il miglior piazzamento di sempre
    al Festival per quanto riguarda la musica nostrana.
    La performance dei R.esistence in Dub non avrebbe potuto essere più convincente. In un contesto musicale dove l’impatto scenico e la massa sonora sono capaci di condizionare non poco l’opinione del pubblico e della giuria internazionale, il gruppo ha saputo scaldare e colpire la platea con un’energia che da sempre li caratterizza. Dj Tubet inoltre ha colpito le centinaia di persone presenti con il suo famoso free style.
    Scelte vincenti che hanno convinto sia il pubblico presente in sala, sia coloro che hanno seguito la serata in
    diretta sul sito web http://www.liet.nl/en/internationaal/.
    Il premio della giuria è andato invece agli Orka, un interessante gruppo delle isole Føroyar. Carismatici e originali nell’impatto sonoro grazie a una serie di strumenti di loro produzione.
    Quest’edizione 2010 del Liet International è stata dunque una conferma anche per l’ARLeF (rappresentata a Lorient dal proprio consigliere d’amministrazione Paolo Paron) dell’importanza di continuare ad investire
    nella partnership della nostra regione in questo evento. Durante il Festival, infatti, è stato annunciato alla stampa che l’edizione 2011 della manifestazione si terrà proprio a Udine, sempre nel mese di novembre.
    Il 2011 è molto vicino e presto anche la città di Udine potrà ospitare con orgoglio un evento sul quale l’Europa intera ha ormai già puntato gli occhi.
    Ufficio stampa ARLeF
    0432 229705
    ————

  42. nevion musson ha detto:

    Per quei che no se rendi conto stemo parlando de un libro!

    Fascisti, Sciovinisti,bestemmie neo-fasciste e i peggiori pregiudizi anti-friulani: Francesco Ionazzi!
    Gaveria scomesso che Marisa prima o dopo tirava fora l’ ARLeF, quei del furlan koine’
    (quel del dipartimento de Udine nord)
    http://www.arlef.it/notizie/comunicats?set_language=it&cl=i
    Chi ga voia de informarse pol partir da sto link,
    MA NO ME PAR QUESTO EL LOGO DE TRATTAR STI ARGOMENTI (si scrivo in maiuscolo quindi stago zigando).

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