10 Novembre 2010

Interreg: morte lenta di un programma di cooperazione transfrontaliera (da 116 milioni di euro…)

Si susseguono le notizie di vertici in sede ministeriale rimandati, comitati di sorveglianza ai quali non partecipano alcune regioni, documenti ultimativi della Commissione Europea ed è davvero difficile destreggiarsi nella lettura delle informazioni celate tra le righe ma ancor di più è difficile dire con precisione cosa stia succedendo al Programma di Cooperazione Territoriale Italia-Slovenia 2007-2013.

Esordisco subito con la mia conclusione: il Programma è defunto e già da qualche tempo, nonostante vari tentativi di rianimazione.

Per chi non è pratico di programmi comunitari spiego di cosa stiamo parlando. Ogni sette anni, l’Unione Europea mette a disposizione degli Stati membri ingenti cifre per la cosiddetta Politica di Coesione o Politica Regionale mirata a ridurre le disparità di sviluppo tra le diverse regioni d’Europa. I regolamenti comunitari stabiliscono alcuni obiettivi generali che devono essere poi declinati in vari obiettivi nazionali. Gli stati presentano quindi alla Commissione Europea vari Programmi Operativi finalizzati a specifici obiettivi nazionali e/o regionali coerenti con la politica comunitaria. Il Programma di Cooperazione Territoriale Italia-Slovenia 2007-2013 (prosecuzione dei passati programmi INTERREG) rappresenta il programma elaborato per migliorare la coesione tra Italia e Slovenia nel periodo tra il 2007 e il 2013. In sette anni è prevista una spesa di oltre 116 milioni di Euro (15-17 milioni ogni anno) finanziata dal FESR (Fondo Europeo di Sviluppo Regionale) e dal Fondo di Rotazione nazionale. In base a criteri stabiliti a livello comunitario, partecipano in Slovenia le regioni della Gorenjska, Goriška, Obalno-kraška e, in deroga territoriale, Osrednjeslovenska e Notranjsko-kraška, e in Italia le Province di Udine, Gorizia, Trieste, Venezia, Padova, Rovigo, Ferrara e Ravenna e, in deroga, Pordenone e Treviso. Se siete curiosi il sito web del programma è www.ita-slo.eu.

La situazione di stallo nella quale ci si trova oggi potrebbe essere riassunta nel modo seguente: le regioni Veneto ed Emilia-Romagna non pedalano più, anzi frenano i lavori del comitato di sorveglianza (l’organo al quale è affidato – su tutti – il compito di approvare i bandi e le successive graduatorie dei progetti finanziati). Lo scorso dicembre, Veneto ed Emilia Romagna hanno “dato buca” ovvero non si sono presentati (vedi notizia sul sito del programma). Anche il successivo incontro dopo sei mesi (!) non ha dato risultati (vedi notizia). La velina pubblicata sul sito web però ci spiega parzialmente cosa stia succedendo: “Le posizioni divergenti emerse (…) non hanno consentito il raggiungimento del consenso necessario all’approvazione del Bando pubblico per la presentazione di progetti standard – risorse dedicate alle aree di confine terrestre n. 03/2010 né di ultimare l’esame dei progetti standard presentati a valere sul Bando pubblico n. 02/2009”.

Per quale motivo non è stato approvato un bando e altrettanto non è proseguita la valutazione di progetti già presentati su un bando pubblicato ormai il 1 luglio 2009?

Le ultime battute della vicenda danno ancora più chiaramente il quadro delle difficoltà: tra settembre e novembre, Friuli Venezia Giulia e Slovenia siglano, sotto gli auspici della Commissione Europea, un accordo per introdurre la regola della maggioranza in seno al Comitato di sorveglianza (vedi notizia). La notizia non dice che è previsto un ultimatum (26 ottobre), scaduto il quale la Commissione Europea ritiene evidentemente di poter sospendere il programma. A questo punto si muovono protagonisti di prima grandezza: sollecitato dai delusi interviene il Governo. Lo scorso 14 ottobre si incontrano a Roma, davanti al Ministro degli Affari Regionali, i governatori Tondo, Zaia e Errani, i quali (vedi il comunicato stampa) “promettono di fare i bravi”, ovvero rimandano ad un incontro tecnico “la definizione della posizione unitaria della parte italiana nel rapporto con la Slovenia in ambito Interreg”. Lo scorso 22 ottobre infine, i giornali hanno pubblicato la notizia che l’incontro tecnico concordato davanti al Ministro Fitto è stato rimandato.

Ad ogni modo, finalmente si capisce di cosa stiamo parlando: il Friuli Venezia Giulia ha deciso di muoversi autonomamente rispetto ad una posizione italiana per privilegiare una relazione diretta con la Slovenia che evidentemente penalizza Veneto ed Emilia-Romagna.

Questo giro di valzer è avvenuto in un momento ben identificabile ovvero in occasione dell’approvazione delle graduatorie dei progetti finanziati a valere sul primo bando emanato, evidentemente non soddisfacenti per Veneto ed Emilia Romagna. Non è dato sapere per quale motivo le due regioni non hanno ritenuto di approvare quelle graduatorie, quando furono presentate a Dicembre 2009. Lo hanno fatto solo successivamente a seguito della riammissione di alcuni progetti (vedi notizia). E da quel momento non collaborano più allo svolgimento del programma.

È certo però che quelle graduatorie definitive non sono allegate alla Delibera di Giunta che prende atto delle decisioni del comitato di Sorveglianza (disponibili solo sul sito web), è certo che sono pendenti almeno un paio di ricorsi al TAR contro queste graduatorie, che dirigenti regionali coinvolti nel Programma sono sotto inchiesta e che è stata lanciata una procedura per affidare all’esterno la valutazione di qualità dei progetti (vedi notizia), inclusi quelli già presentati per il bando del 1 luglio 2009.

I giudici stabiliranno cosa sia successo e lasciamo da parte questo punto, resta che il Programma è in serie difficoltà e la responsabilità di tale situazione è politica e non di gestione, come sosteneva il presidente Tondo giorni fa, spiegando che i guai nascono nel periodo in cui sia in Friuli Venezia Giulia sia in Veneto è cambiato il governo regionale. La regione Friuli Venezia Giulia ha il compito di gestire il programma, ovvero di utilizzare i fondi disponibili per conseguire, nel modo qualitativamente migliore, gli obiettivi previsti fino al 2013. Invece la politica regionale, probabilmente con l’obiettivo di mantenere sul territorio regionale la maggior quota possibile di fondi, ha realizzato un “cambio di alleanze” a scapito della posizione italiana (che Fitto spera di ricostruire) per stabilire un asse privilegiato con la Slovenia. In breve: lo sviluppo per la regione passa per Koper o per Ferrara e Rovigo?

Ecco allora la mia conclusione. I programmi comunitari non servono per bismarckiane alleanze o controalleanze. Non si tratta di fare “alta” politica o peggio “politica estera”, ma “bassa” amministrazione: correttezza di procedure, capacità di gestire procedimenti amministrativi e progetti complessi da parte di organismi non politici a partire da norme di livello comunitario che sono obbligatorie in tutti gli stati. Tutto ciò è stato colpevolmente zittito da una politica in vena di protagonismo. Il programma è quindi già morto, perché è oramai diventato una partita politica.

Lo sviluppo della regione passa per il rispetto dei regolamenti comunitari e della norme di buona gestione, in altre parole per Koper, per Ferrara, per Rovigo, per qualunque strada sia richiesto percorrere per spendere 116 milioni di Euro in sette anni.

Se i piccoli Bismarck della Regione Friuli Venezia Giulia la smettessero, potrebbero anche farcela…

Cortez

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19 commenti a Interreg: morte lenta di un programma di cooperazione transfrontaliera (da 116 milioni di euro…)

  1. me par bastanza mal…
    116 milioni di euro in fumo!!!!!!

  2. Se non sbaglio, non sono 116 quelli che vanno in fumo: sono circa 50. Gli altri erano già stati spesi.

    Fra i progetti già messi in opera, uno ha riguardato anche il luogo dove abito io: Lido di Venezia. Un paio d’anni fa ho notato a poche centinaia di metri da casa mia un nuovo cartello turistico, di quelli belli di moderno disegno, bella grafica, foto e descrizione in varie lingue, relativo al forte veneziano nelle cui vicinanze porto a giocare mia figlia. Mi avvicino e vedo infatti una succinta descrizione del sistema di fortificazioni delle bocche di porto veneziane, in italiano, inglese e sloveno, nell’ambito di un progetto di studio e valorizzazione dei forti veneto/friulan-giuliano/sloveni della costa.

    Credo di poter affermare che questo sia stato il primo cartellone mai piantato a Venezia anche in lingua slovena.

    Uso il verbo al passivo (“sia stato”) giacché tale cartello è stato malamente piantato in un terreno sabbioso con un leggero strato di terra, non è sopravvissuto al piovoso inverno successivo e quindi è miseramente caduto a terra, si è irrimediabilmente rovinato e infine è sparito.

    Ecco un piccolissimo esempio di dove sono finiti quei milioni di Euro.

    L.

  3. effebi ha detto:

    marisa direbbe che con quei soldi si potevano restaurare tante scuole …italiane ovviamente (aggiungerei 🙂 )

  4. effebi ha detto:

    ma gli interrgeg sono quei progetti che l’italia metteva i soldi e gli altri li spendevano !?

  5. Julius Franzot ha detto:

    Cosa volete pretendere da politici che ricevono soldi sottobanco da Roma, Klagenfurt (+ Monaco) e Lubiana/Zagabria? O si tagliano le comunicazioni tra i siti locali e le centrali del riciclaggio, o ci dimentichiamo tutto ed aspettiamo che sorga un´opportunita´reale transfrontaliera.
    Prima che avessero ubriacato Haider la prospettiva era concreta, ma dava fastidio a certe famiglie, magari con una “C” come inizio del nome, nemmeno tanto taljano.
    Galan e´uscito di scena, ma, anche se mi sembrava una persona molto onesta, non era libero. Illy ha perso le elezioni ed ora continua a vendere caffe´, SLO e HR non sono mai state entusiaste del progetto.
    Quindi siamo in 4 gatti a volere che si rispettino gli accordi legalmente presi riguardo all´Euroregione.
    Dato che non ci troviamo in uno Stato di Diritto, faremmo meglio a dimenticare le vie percorse ed a cercarne di nuove, quando la situazione internazionale lo permettera´. Ora non e´il momento.

  6. Bibliotopa ha detto:

    Sono i fondi con cui hanno allargato i sentieri sul Carso triestino e sloveno e riempiti di cartelloni esplicativi bilingui o plurilingui e tabelle indicative? con cui hanno costruito la torre per il museo della civiltà slovena o come sarà nel Carso sopra il Vipacco? che mi chiedevo giusto da dove hanno preso tanti soldi.

  7. Ciano ha detto:

    1) Il titolo e’ un po’ scorretto. Si parla di Interreg IV ITA – SLO (non INTERREG in generale) ed e’ solo uno delle decine di Programmi che invece funzionano e producono risultati
    2) Chi lavora nell’ambiente sa che la colpa e’ tutta dell’amministrazione che ha imposto ai vertici della direzione preposta ad ospitare l’autorita’ di gestione personaggi mossi da logiche politiche (spesso localistiche) e zero competenza tecnica. Questo non e’ solo un problema di ITA-SLO
    3) La cosa ancora + triste e’ che il FVG era considerato fino a quattro – cinque anni fa fra le regioni TOP nella gestione dei progetti e programmi INTERREG. Ora e’ un po’ una regione zimbello
    4) Non trovo del tutto corretto dire che con la cooperazione territoriale non si fa “alta” politica. Credo che sia piu’ esatto dire che “alta” politica non la si fa SOLO con la CTE; ma se si ha davvero una “visione di area” allora anche la CTE diventa un importante tassello strategico. Estremamente importante

  8. @ effebi 4
    Sì.

    @ bibliotopa 6
    Credo proprio che la risposta anche in questo caso sia sì.

    C’è un progetto che un filino conosco, e che concretamente consiste in una serie di gite delle scolaresche interconfinarie per andare a visitare qualche fattoria, che dopo preparerà una grande mangiata di prodotti locali.

    Al costo di circa 82.000 Euro pubblici.

    L.

  9. Giovanni ha detto:

    a Luigi veneziano :
    Ogni sette anni, l’Unione Europea mette a disposizione degli Stati membri ingenti cifre per la cosiddetta Politica di Coesione o Politica Regionale mirata a ridurre le disparità di sviluppo tra le diverse regioni d’Europa.In sette anni è prevista una spesa di oltre 116 milioni di Euro (15-17 milioni ogni anno) finanziata dal FESR (Fondo Europeo di Sviluppo Regionale) e dal Fondo di Rotazione nazionale.

    Ho capito che ti piace criticare e fare il “grillo” però con questi fondi a gorizia hanno costruito palestre, ristrutturato stabili della azienda sanitaria e molte cose utili come per esempio i progetti tra italiani e sloveni sia didattici sia di scambi giovanili, integrazione ecc.. forse tu conosci bene le cose ma dire che sopno soldi degli italiani sperperati e regelati agli sloveni.. e un pò diciamo di parte e non corretto, ovunque si sperpera, se la gente denunciasse questi sperperi nel giro di pochi anni nn ci sarebbero più.. quindi..

  10. unknow1971 ha detto:

    mmm… ma qui interviene gente che ne sa davvero… sia sul vecchio che sul nuovo…
    @ciano
    condivido quello che scrivi eccetto sull’alta politica…
    il punto è che per produrre risultati la politica non deve intromettersi in attività di gestione o peggio mettersi a giocare con le graduatorie…

    unknow (senza n)

  11. Ciano ha detto:

    @unknow1971
    forse e’ solo un problema di definizione. La politica seria non ha bisogno di giocare con le graduatorie semplicemente perche’ si circonda di tecnici capaci che sanno costruire proposte in linea con i criteri di selezione e non invece con quattro cialtroni raccomandati che poi tentano di forzare le procedure con figure barbine. Comunque per ritrovare il buonumore basta dare uno sguardo verso sud… sull’Adriatico…

    @giovanni
    condivido. E mi spiace leggere luigi che stimo per approccio “scientifico” e solidita’ di argomentazioni scivolare poi banalmente su quegli stessi luoghi comuni che rifugge. INTERREG e la cooperazione territoriale hanno fatto molto anche e soprattutto da queste parti. Non riconoscerlo mi sembra miope. Che poi emergano malversazioni bene, che siano denunciate e i responsabili paghino. Ma non ha senso criticare in maniera generica lo strumento finanziario.

  12. @ giovanni

    Sono andato a verificare nel volume dedicato ai piani di intervento finanziati da Interreg IIIA.

    Non ho trovato palestre a Gorizia, ma forse mi potrai illuminare meglio tu.

    In compenso, vedo che 3,2 milioni sono andati al Laboratorio di biologia marina di Trieste (in partnership con Venezia e Pirano), che ha prodotto uno “Studio sullo stato trofico e delle anomalie del sistema Alto Adriatico”.

    1 milione è andato a vari enti che hanno studiato un sistema integrato di monitoraggio delle acque dell’Isonzo.

    340.000 Euro sono andati ad un istituto di Lubiana, che ha studiato la “Produttività primaria e la produzione secondaria delle strutture artificiali vicine al Dosso di Santa Croce” (in pratica, hanno studiato le acque di questa zona, nonché la presenza – cito testualmente – “di specie di interesse commerciale, mitili, cozze e canestrelli”).

    870.000 Euro sono andati a vari enti publbici per il progetto “Conosci il Carso” (le cose segnalate da Bibliotopa). Hanno costruito sei nuovi sentieri, nuove cartografie tematiche, hanno fatto esercitazioni comuni antincendio eccetera.

    Con 3,5 milioni hanno ristrutturato le ex scuole elementari di Cimolais, per crearci dentro il nuovo Centro di Informazioni per le Dolomiti Friulane. Questo progetto ha poi ricevuto altri 389.000 Euro per altri interventi minori.

    345.000 Euro sono stati spesi per studiare le possibili interrelazioni economiche dei comuni di Gorizia e Nova Gorica. Singolarmente, i soldi sono andati all’Università di Trieste, che li ha gestiti in partnership col comune di Nova Gorica, senza però il comune di Gorizia…

    1,45 milioni sono stati spesi per la riqualificazione degli autoporti di Sant’andrea e di Vertoiba. Tu che vivi da quelle parti mi potrai dire com’è andata a finire.

    134.600 Euro li hanno portati a casa due enti pubblici di Chioggia e la Comunità degli Italiani di Isola, per un progetto dal titolo “Voci, suoni e civiltà della marineria adriatica”.

    83.333 Euro sono andati in un progetto del quale avrei dovuto accorgermi: organizzazione di eventi culturali, rievocazioni in costume eccetera, tutto ospitato nei forti delle mie parti e denominato “Vivilforte”. Mi sarà sfuggito.

    82.000 Euro sono andati a sostenere il Carnevale di Ceggia (VE).

    C’è poi – e concludo – un progetto che mi è piaciuto tantissimo: il titolo è: “Cinto Caomaggiore e Slovenia: incontro tra Comunità attraverso la rievocazione storica del viaggio anabattista”. Ha ricevuto 60.000 Euro, gestiti dal Comune di Cinto Caomaggiore (VE) assieme al Museo di Nova Gorica.

    L.

  13. Ciano ha detto:

    @12

    E quindi? Ristrutturare scuole, autoporti, promuovere cultura, monitorare le acque dell’Isonzo sono soldi sprecati? Oppure sono troppi? Cosa si doveva fare?
    Illuminaci

  14. Per illuminarti basta una torcia elettrica.

    Ciò che invece dico io è quanto segue: soldi presi dalle tasse dei privati, sono stati reinseriti nel circuito praticamente solo a favore di enti o associazioni pubbliche, suddivisi secondo un rigido criterio localistico: TOT deve andare agli enti/associazioni italiane, TOT agli enti/associazioni slovene; di cui TOT a quelle friulane, TOT a quelle giuliane, TOT a quelle venete; di cui TOT a quelle del pordenonese, TOT a quelle del goriziano, TOT a quelle dell’udinese…

    “Ma quelle del pordenonese (sparo a caso) non hanno presentato progetti!”… “Non mi interessa: TOT deve andare agli enti/associazioni pordenonesi”.

    Una parte di questo denaro è stato manifestamente gettato al vento. Per esempio: è veramente arduo affermare che i soldi per il carnevale di Ceggia (in provincia di Venezia) servano a favorire i rapporti interconfinari!

    Un’altra parte è servita alle popolazioni confinarei per una serie di attività, che praticamente erano così architettate:

    1. Coinvolgere gruppi di giovani al di qua e al di là dei confini.
    2. L’argomento è a piacere: dalla raccolta dei funghi all’osservazione delle acque, dalla produzione del latte al design, dal calcio agli scacchi.
    3. Far fare dei lavori separatamente, poi ci si trova un paio di volte (una di qua, una di là), e si finisce con una sorta di “grande kermesse”.

    Fon-da-men-ta-le è presentare la cosa in modo sciccosissimo. Per cui – per esempio – quelli che hanno studiato la flora e la fauna attorno ai massi di cemento sommersi vicino al Dosso di Santa Croce, hanno raccontato che avrebbero fatto quanto segue (riporto solo l’incipit):

    “Lo studio, che prosegue la ricerca avviata nell’ambito del Programma INTERREG IIA/Phare-CBC Italia-Slovenia, riguarda la caratterizzazione del sito del Dosso di Santa Croce mediante la registrazione con sonde multiparametriche e l’analisi chimica dei principali parametri e fattori che condizionano la componente biotica, quali
    la temperatura, la salinità, l’ossigeno disciolto e la trasparenza. Comprende, inoltre, l’analisi della biodiversità
    (numero di specie e relative abbondanze) e la verifica della maturità delle strutture immerse sulla base degli effetti tigmotropici esercitati dalla barriera nei confronti dei pesci. Si procede con la valutazione delle biomasse di specie di interesse commerciale (mitili, ostriche e canestrelli) per
    stimare il loro potenziale sfruttamento economico e verificare l’effetto di captazione e ripopolamento passivo
    svolto dalle Strutture Subacquee MultiLivello (S.S.ML.); si analizzano, inoltre, le dinamiche di colonizzazione in
    riferimento ai diversi tipi di substrato e gli effetti della sperimentazione di tecniche innovative per il restauro dell’ambiente e dell’ecosistema marino”.

    Eccetera eccetera.

    Adesso mi permetto di fare una domanda: un privato di Gorizia vuole espandersi in Slovenia, e quindi vuole creare una succursale a Nova Gorica (o viceversa). Offrirà lavoro fisso a tre persone, nella succursale. Gli interessano dei corsi di formazione e di conoscenza della lingua che si usa dall’altra parte del confine.

    Può partecipare all’Interreg?

    Nemmeno per sogno.

    Se però sei l’Istituto Regionale Sloveno per la Formazione Professionale di Trieste, ti fai sponsorizzare dalle associazioni della minoranza (SKGZ, SGZ, SSO etc.) e crei un corso per “Ecomanager” (esperto delle problematiche ambientali transfrontaliere) ti arrivano 59.997,36 Euro (chissà perché non hanno fatto conto tondo 60.000…).

    Questo corso di formazione per “Ecomanager” è durato da settembre 2004 a marzo 2006, quindi adesso – io credo – le imprese transfrontaliere si saranno buttate a pesce per assumere i neodiplomati “ecomanager” usciti fuori dal corso.

    Una curiosità finale: voi che abitate da quelle parti, per cortesia sapete rispondere alla mia domanda: cos’è successo all’autoporto di Sant’Andrea? Come sono stati spesi quegli 1,45 milioni di Euro? Sono serviti a qualcosa?

    L.

  15. per conoscenza diretta e indiretta (amici, ecc.) effettivamente spesso e volentieri i criteri di assegnazione dei fondi interreg sono quelli descritti da luigi.

    è un peccato perchè , come spiega sempre luigi per quanto riguarda problemi urgentissimi di integrazione confinaria (conoscenza delle lingue in ambito imprenditoriale, cooperazione tra imprese, integrazione realmente utile dei servizi pubblici) interreg serve veramente a poco.

    chiarimento: ho gestito un progetto interreg ( http://www.euregiomagazine.eu ).

  16. alpino ha detto:

    io facendo formazione accreditata regione veneto lavoro con le 236, fse, fser..strano ma vero data 2/11/2010 è uscita la nuova direttiva prs dgr 2606..insomma sembra che qualcosa dei fondi da voi citati sia stata messa a disposizione.
    Ora non entro nel merito dell’INTERREG che giudico un calderone inutile brucia soldi (a prezzi folli tra l’altro) ma entro nel merito ahimè dell’inerzia Veneta non solo nel merito di quanto pubblicato in articolo ma anche in merito alla formazione continua perno della formazione regionale veneta e non solo, il sito ed i suoi aggiornamenti sono di una desolazione unica, fino ai primi mesi dell’anno scorso si lavorava moltissimo si facevano una moltitudine di corsi in tutta la regione, di qualità eccelsa ora è tutto fermo, rotolano le balle di fieno, io non sono un tecnico però ad essere obbiettivi lo stop di tutte le attività formative e non a finanziamento Europeo FSE e fratelli è arrivato con l’arrivo di Zaia..ora io sono suo simpatizzante lo ammetto però ahimè ho anche il timore che la lega non sia proprio il partito più sensibile e vicino al mondo dello studio e della cultura..poi ognuno trae le sue conclusioni ma stranamente tutti noi operatori di settore ci siamo accorti di uno stato di inerzia regionale che fra un po’ compierà un anno…è un caso che la stessa cosa si verifichi anche con i progetti interreg? il tutto da quando c’è Zaia?

  17. Ciano ha detto:

    @14 luigi

    1) Posto che alcune delle critiche che fai sono condivisibili, a me sembra che il problema sia nella gestione dell’INTERREG ITA-SLO e non dello strumento INTERREG tout court. Posso ad esempio raccontarti di progetti INTERREG CBC fra Germania e Olanda che hanno migliorato la vita di molte persone e che funzionano.

    2)sul discorso del privato che impianta l’azienda in slovenia: non lo fa con INTERREG ITA-SLO perche’ INTERREG non serve a quello. Lo dovrebbe fare con il FSE in Slovenia.

  18. @ ciano

    1. Hai ragione, ma io non ho fatto altro che una sorta di “verifica a valle”: come sono poi stati spesi i soldi?

    2. Il FSE? A suo tempo avevo provato con i miei ex soci a sviluppare un’iniziativa in Slovenia (una rete commerciale) sfruttando i fondi FSA, ma la risposta è stata NIET. Da ciò che ne so, fra tutti i progetti interfrontalieri ita/slo presentati per l’utilizzo dei fondi FSE ne è stato finanziato UNO, e solo perché alle spalle c’era la regione FVG.

    L.

  19. ART ha detto:

    In altre zone dell’UE con situazioni uguali si arriva già da tempo anche a costruire edifici a cavallo della linea di confine fra le città gemelle.

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