14 Settembre 2010

Intitolato a Marcello Mascherini il giardino di piazza Carlo Alberto

Nel giorno esatto del 104° anniversario della nascita dello scultore Marcello Mascherini (1906-1983), il Comune di Trieste ha voluto dedicargli il giardino di piazza Carlo Alberto che da oggi porta il suo nome. Numerose le autorità locali e i rappresentanti del mondo culturale e artistico intervenuti quest’oggi (martedì 14 settembre) alla cerimonia d’intitolazione con, tra gli altri, il sindaco Roberto Dipiazza, il vicesindaco e assessore alla Toponomastica Paris Lippi, l’assessore comunale alla Cultura Massimo Greco e per la famiglia la compagna dell’artista Giannina Pancino e i nipoti Nera Pancino e Francesco Bordin, fondatori dell’Associazione Archivio Marcello Mascherini.

“Oggi l’amministrazione comunale -ha detto nel suo intervento il sindaco Roberto Di piazza- intende onorare la memoria di un nostro concittadino che come pochi ha saputo coniugare il talento all’arte, la fantasia al successo, l’ispirazione ai sentimenti. Marcello Mascherini, infatti, è stato fuor di dubbio uno dei più importanti scultori europei del ‘900, vincitore di una biennale di Venezia nei primi anni del dopoguerra egli ha saputo rimanere attuale in uno stile che ha sempre incontrato il sofisticato gusto del mercato internazionale. Basti dire che le sue opere sono conservate ed esposte nei musei di tutto il mondo: da Anversa ad Edimburgo, da San Francisco a Tokio”. Dipiazza ha ricordato inoltre che “tre anni fa abbiamo nobilitato lo spazio espositivo dell’ex pescheria con una mostra a lui dedicata: oltre 60 opere per un arco di tempo che comprendeva 50 anni di carriera. Inutile dire che è stata uno delle rassegne più visitate di questi ultimi anni”.
“A Mascherini –ha aggiunto ancora il primo cittadino- mi lega, inoltre, il fatto di essere entrambi nati in Friuli e poi emigrati in giovane età a Trieste, seppur a 50 anni di distanza. Dico questo perché spesso chi ama di più questa città è chi viene da fuori e ha modo di apprezzarla con una visuale più profonda rispetto a chi ci è nato. E che Mascherini sia sempre stato fortemente unito spiritualmente a questa nostra terra di confine lo dimostrò anche nelle scelte di vita, che lo videro in piena carriera stabilirsi vicino a Sistiana”.
“Ma a Marcello Mascherini –ha concluso il sindaco Roberto Dipiazza- dobbiamo essere grati per le emozioni che egli ha regalato a Trieste attraverso la delicatezza delle sue opere. Penso soprattutto al cantico dei cantici che si trova al centro della piazza Oberdan. Pochi sanno che quella scultura in bronzo, raffigurante due innamorati nel loro struggente abbraccio, si riferisce ad un incontro mancato fra un giovane e la sua amata. Una storia tragica, perché nel marzo del 45 Pino, ancora studente di vent’anni, mentre aspetta Laura alla fermata del tram di piazza Oberdan viene portato via da una pattuglia tedesca e giustiziato in Risiera pochi giorni dopo. In una lettera trovata poi nella sua giacca egli si rivolgeva alla ragazza sospingendola verso una nuova vita, senza di lui, invitandola a rimanere forte, generosa ed inflessibile. Ecco perché quell’abbraccio raffigura un amore perfetto, puro ed eterno che solo un grande artista come Mascherini poteva fermare per sempre”.

Marcello Mascherini nasce a Udine il 14 settembre 1906 e trascorre la prima infanzia a Fagnigola (PN). Nel 1912 si trasferisce con la madre a Trieste, dove vivrà la maggior parte della sua vita e della sua avventura artistica, divenendo una delle personalità di spicco della scultura del Novecento, e non solo in Italia. La sua scultura, prettamente figurativa e realizzata nel bronzo, si sviluppa attraverso una rivisitazione cubista, dall’ idealismo classico degli anni trenta e quaranta, alle forme stilizzate degli anni cinquanta. D’ispirazione fortemente naturalistica, carsica, sono invece le opere degli anni sessanta, che si concludono nei primi anni settanta con realizzazioni floreali, quasi informali, che rifuggono la figura umana.

Mascherini, il cui esordio espositivo avviene a Trieste, nel 1925, è artista fecondo, presente a tutte le più importanti esposizioni nazionali ed internazionali, ove ottiene numerosi e prestigiosi premi. Tra i tanti: il premio “Medardo Rosso” (Milano 1941), il “Donatello” (Firenze 1942), il “Premio per la Scultura” alla Quadriennale d’ Arte di Roma (1943), premi per la scultura alla Biennale di Venezia nel 1950 e nel 1962, il “Premio Parigi” di Cortina d’Ampezzo (1951), il premio “Biancamano 1970” (Milano 1970). Ottiene anche prestigiosi riconoscimenti all’estero: alle esposizioni internazionali di Budapest nel 1936 e nel 1938, a Parigi nel 1937 e, nel 1953, alla Biennale di San Paolo del Brasile.

Dagli anni trenta agli anni sessanta, partecipa con le sue sculture agli arredamenti di oltre venti transatlantici costruiti nei cantieri di Trieste, Monfalcone e Genova, collaborando con architetti ed artisti di fama. Dal 1948 al 1974, a Trieste e a Roma, opera per il teatro con la realizzazione di scene, costumi e regie di spettacoli classici e d’avanguardia. Fa parte di innumerevoli giurie e commissioni, prime tra tutte quelle delle Biennali di Venezia e delle Quadriennali di Roma. Intrattiene rapporti con i maggiori artisti e poeti, rivestendo anche cariche istituzionali e impegnandosi particolarmente per lo sviluppo culturale di Trieste e della Regione Friuli Venezia Giulia. Le sue opere sono presenti nei maggiori musei italiani ed europei, negli Stati Uniti, nell’America del Sud, in Giappone e persino in Nuova Zelanda

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Un commento a Intitolato a Marcello Mascherini il giardino di piazza Carlo Alberto

  1. Paolo Geri ha detto:

    Finalmente un’ intitolazione “decente”.

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