2 Settembre 2010

Episodi di intolleranza verso la comunità slovena di Resia. E il Comune lancia il “censimento etnico”

Episodi di intolleranza e di ostilità nei confronti della minoranza slovena a Resia. La denuncia arriva dal presidente dell’Unione Culturale Economica Slovena, Rudi Pavsic, in una lettera inviata al presidente Renzo Tondo e al prefetto di Udine, Ivo Salemme.

Il primo episodio riguarda l’ostilità per il rilascio di una carta d’identità bilingue, poi offese e intimidazioni nei confronti dei rappresentanti del Gruppo folkloristico resiano, seguiti da un allarmante crescendo. ”Si è notata – segnala Pavsic – la totale indifferenza del sindaco che non ha fatto nulla per fermare questi atti sconsiderati nè si è adoperato a disapprovare l’accaduto ed esprimere solidarietà a coloro che sono stati coinvolti”.

Ma c’è dell’altro: “la promozione di un ‘censimento etnico’ attraverso un questionario distribuito dall’amministrazione comunale con il quale vengono richiesti a tutti i residenti adulti i loro sentimenti nei confronti dello sloveno, del patriottismo italiano, dei loro sentimenti religiosi”.

“Si tratta chiaramente di un reato politico grave, offensivo per la lingua slovena, gli sloveni e la Slovenia.Purtroppo, questa situazione non è certamente favorevole ad uno spirito di collaborazione e rispetto reciproco, né per l’integrazione europea”, sottolinea Pavsic.

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386 commenti a Episodi di intolleranza verso la comunità slovena di Resia. E il Comune lancia il “censimento etnico”

  1. Il “censimento etnico” di cui si parla è un questionario volontario ed anonimo, e serve – secondo le indicazioni del comune – per aiutare a capire quale sia la situazione attuale nel comune.

    Faccio notare che in Slovenia (così come in Croazia) il censimento etnico esiste da sempre, ed i moduli sono nominativi. In Croazia addirittura quando ci si presenta alle elezioni bisogna dichiarare a quale gruppo nazionale si appartiene.

    Riguardo all’ostilità per il rilascio della carta d’identità bilingue a Resia, questa carta è stata richiesta da un cittadino resiano recentemente immigrato da Bologna di nome Gabriele Cherubini. Detta carta è stata rilasciata con ritardo prima perché la richiesta è stata presentata senza fotografia e poi perché il comune non ha un programma informatico ad hoc, tanto che tale carta d’identità bilingue è stata poi scritta a mano, e regolarmente consegnata in data 3 agosto 2010.

    Tutto quanto s’inserisce all’interno di una datata querelle, per la quale la maggioranza dei resiani non intendono ritenersi “minoranza slovena”, nel senso che non vogliono la promozione della lingua slovena nel loro territorio, bensì la promozione del dialetto resiano. Nei resoconti dei ocnsigli comunali di Resia si trova scritto varie volte che nessuno nel comune conosce lo sloveno e che l’imposizione dello sloveno obbligatorio nelle scuole (come vorrebbero i vari Pavsic) ammazzerebbe o snaturerebbe il resiano.

    Rudi Pavsic – che non è resiano – è il presidente dell’associazione che da anni si propone di creare sul “caso Resia” la massima pubblicità. E’ stato anche su sollecitazione sua che la Slovenia ha lamentato in sede ONU la mancata applicazione a Resia della legge nazionale e regionale sulla tutela delle minoranze. Legge che vede l’attuale amministrazione comunale di Resia schierata sul fronte opposto.

    Questo per inquadrare un po’ più a tutto tondo l’articolo qui presentato.

    L.

  2. sindelar ha detto:

    Per fortuna che ci sei tu che sai tutto e ci tranquillizzi.

  3. Srečko ha detto:

    Gia’! Ecco Luigi Veneziano, il difensore d’ufficio di tutto cio’ che non e’ o non sarebbe o non dovrebbe essere sloveno.

    Dai, tiraci fuori i trattati che dimostrano che il resiano non e’ sloveno. Tu infatti sei un noto economista, storico, glottologo, linguista e…

  4. famagosta ha detto:

    “…un questionario distribuito dall’amministrazione comunale con il quale vengono richiesti a tutti i residenti adulti i loro sentimenti nei confronti dello sloveno, del patriottismo italiano, dei loro sentimenti religiosi”.

    cosa vuol dire? richiesti i loro sentimenti nei confronti dello sloveno? si potrebbe avere un esempio di domanda direttamente dal questionario?

    perche se e’ vero, e’ di una gravita’ inaudita, se vero non e’ pavsic farebbe meglio anascondersi….

  5. effebi ha detto:

    6 aprile 2010: Resia conta un abitante in più! E’ nato Nicola! Accolto con gioia dal fratellino Simone.

  6. @ sindelar e Srecko

    Vi sfido a dimostrarmi che i fatti da me raccontati non sono veri.

    Che il resiano non sia sloveno è evidente, così come – per esempio – il genovese non è italiano.

    Comunque sia, le chiacchiere stanno a zero: andate a Resia e chiedete in giro alla gente del luogo cosa ne pensa.

    Peerché voi non avete nemmeno il minimo sentore del fatto che il consiglio comunale di Resia ha votato il 13 agosto 2010 una delibera che dice esattamente così:

    “(…) il Sindaco invita a votare la proposta da lui formulata:
    – Uscita dalla legge 38/01 e normative consequenziali in quanto manca il presupposto
    fondamentale della storicità dell’insediamento della minoranza slovena sul territorio comunale;
    – Inserimento all’art. 2 della legge 482/99 anche della lingua e della cultura della popolazione che parla il “resiano”;
    – Inserimento, in conformità all’art. 3 della legge 482/99, del Comune di Resia nell’ambito
    territoriale e subcomunale in cui si applicano le disposizioni di tutela della minoranza linguistica friulana, storicamente presente nel Comune di Resia;
    – Affidamento al Sindaco dell’incarico di promuovere ogni legittima azione finalizzata alla salvaguardia dell’etnia resina presso le Autorità e gli Organismi competenti;”

    Tale deliberazione è stata votata come segue:

    Presenti: 11
    Astenuti: 2
    Votanti: 9
    Hanno votato a favore: 9
    Hanno votato contro: 0

    Di tutto ciò, ovviamente, non si trova la minima traccia nell’intervento di Pavsic.

    Voi avete il diritto di non saperlo, perché parlate solo sulla base dei vostri pregiudizi senza voglia di approfondire l’argomento, ma lui dovrebbe conoscere perfettamente questa cosa.

    O no?

    L.

  7. sindelar ha detto:

    Mah a dir la verità io non ho detto niente. Solo che grazie al tuo intervento adesso mi sento più tranquillo. Per fortuna che Luigi c’è. O no?

  8. dimaco ha detto:

    si ci tranqulizza molto, ma manca l’interetno del nostro anarcocoso che ci spieghi che tutto si risolverebbe adottando il capitlasmo sfrenato.

  9. Eros ha detto:

    Luigi, anche l’istro-veneto non è italiano

  10. Fabio ha detto:

    La gente, caro il mio Luigi, pensa quel che è stata spinta a pensare da anni di propaganda. Io vivo in un comune della provincia di Trieste a maggioranza slovena dove il partito di maggioranza fino a ieri erano i comunisti, con conseguente lucidatura bisettimanale delle stelle rosse sui vari monumenti ai partigiani posti negli anni 50-60. Ti sembra che per questo sia da prendere come oro colato che sono tutti comunisti quando il gruppo più attivo è quello parrocchiale ? Io credo che uno sia quel che si sente, ma prima bisogna informarlo imparzialmente su ciò che sono state le sue radici, e questo l’Italia non lo ha fatto MAI. Da quando sono arrivati in queste terre i “redentori” si è italianizzato tutto, persino i nomi delle persone e dei luoghi.

  11. effebi ha detto:

    – Resia viene annessa al Regno d’Italia nel 1866
    – il periodo risorgimentale si conclude con il 1° conflitto mondiale, Resia viene a trovarsi nel teatro delle operazioni belliche. Con la “disfatta di Caporetto” la maggioranza della popolazione di Resia lascia la valle e trova rifugio in diverse regioni d’Italia

  12. viceversa ha detto:

    @ sindelar: mi sembra che parli solo per far prender aria alla bocca…
    @ srecko: è necessario documentare e motivare delle accuse, se queste sono legittime; non mi pare il tuo caso…
    E comunque: sloveni-italiani italiano-sloveno ecc ecc… bla bla bla, quante parole ma… i fatti parlano da soli: pensioni regalate in tutti questi anni e praticamente carta bianca (anzi: “rossa”) e fondi per qualsiasi tipo di revanchismo e commemorazione possibile (giusta o sbagliata che sia), o no???
    Come pure episodi di intolleranza, violenza gratuita e becere iniziative antiminoranza si sono perpetrate inutilmente…
    Ma, non siete ancora stufi di questa stanca, scontata (se condotta in questi termini) e ridicola “dicotomia”???
    Ma si può/potrà una volta per tutte costruire concretamente qualcosa???
    Ah no, scusate, dimenticavo: come farebbero altrimenti lorsignori ad avere ragioni per esistere ed alimentare il loro misero ed infimo “tesoretto” pseudo-cultural-politico???
    Che tristezza!! Ed intanto le nostre terre continuano ad essere preda di sciacalli e sciacallaggi dall’esterno nonchè specchio di un inesorabile declino…
    Nulla di nuovo dal fronte “orientale”
    Saluti a tutti

  13. sindelar ha detto:

    Grazie viceversa
    Dedico questo video a te e a Sotutomi.

    http://www.youtube.com/watch?v=03GoPIyJvfo

  14. effebi ha detto:

    domando: va tutelato il resiano o introdotto lo sloveno ?

    mi sembra che nonostante tutte le critiche e la condotta “semprecomunquesbagliata” dell’italia oggi in quella valle si continui a parlare l’antico dialetto. quindi ?! va soppresso e purificato sostituendolo con la “santalinguamadre” !? e i resiani che dicono ?

  15. maja ha detto:

    @ Luigi

    1) Che il resiano è una variante del sistema linguistico sloveno proprio come il genovese è una variante del sistema linguistico italiano, lo hanno stabilito gli esperti del settore, cioè i linguisti. Cosa che tu non sei. O sbaglio?

    2)La notizia che riporti sulla richiesta di estromissione del Comune di Resia dall’ambito di applicazione della legge 38, è cosa nota a chiunque legga il Primorski dnevnik.
    Peccato però che il consiglio comunale di Resia non abbia alcun titolo per avanzare tale richiesta, giacchè l’art. 25 della stessa legge prevede che “la tabella di cui all’articolo 4 puo’ essere modificata con decreto del Presidente della Repubblica su proposta del Comitato (paritetico)”, non già dei consigli comunali interessati.
    Quindi? Che facciamo? Le amministrazioni comunali possono fregarsi delle leggi che sono chiamate ad applicare?

    3)Se oltre a leggere i siti internet di chi in Val di Resia non vuole essere considerato sloveno e si oppone all’applicazione della legge, tu leggessi anche il Primorski dnevnik e il Novi Matajur oppure parlassi con i resiani che invece hanno la bizzarra convinzione di parlare una variante dello sloveno (e ti assicuro che esistono), sapresti che il sig. Cherubini è stato scortato dai carabinieri a ritirare la carta di identità bilingue e che l’ha ottenuta solo dopo una estenuante serie di lungaggini.
    Sapresti anche che gli stessi carabinieri gli hanno consigliato di andarsene dalla Valle per un po’, tanto erano pesanti le minacce e gli insulti che ha ricevuto.
    Se poi volessi parlare anche con Luigia Negro, per esempio, scopriresti che è stata più e più volte minacciata dai suoi stessi concittadini per l’attività che svolge nell’ambito dell’associazione culturale Rozajanski dum.

    Ma tu queste cose non le sai (o fingi di non saperle) perchè questi fatti vengono riportati solo dalla stampa in lingua slovena, lingua che evidentemente non conosci, ma ciononostante pretendi di dire la tua su ogni argomento che riguardi la Slovenia e gli sloveni. E basta, dai.

  16. Roberto Zolia ha detto:

    Non c’è nessuna comunità slovena a Resia. Il loro dialetto è un proto-slavo di origine ucraina (con gli sloveni neanche si capiscono). E, come i residenti delle valli del Natisone (Benecìa), i Resiani non vogliono essere confusi con la minoranza slovena di Gorizia e Trieste, tant’è che la Slovenska Skupnost lì non prende voti.

  17. @ Fabio

    Da ciò che ne capisco, tu proponi la “rieducazione” degli abitanti della val Resia: la tua premessa è che questi hanno il cervello mangiato dalla propaganda italiana. Irrimediabilmente rovinati perché al posto dello sloveno obbligatorio a scuola vogliono il resiano.

    Io in realtà ho semplicemente aggiunto delle notizie in calce ad un intervento del presidente dell’SKGZ. Notizie che prima mancavano totalmente, e che quindi davano a tutta la questione un’interpretazione non conforme ai fatti.

    Dopo di che, io mi domando: è possibile che sia la popolazione del luogo a scegliere per sé, oppure qualcuno deve calare dall’alto e da fuori la sua soluzione?

    Io dico che è SOLO la popolazione del luogo a poter scegliere del suo futuro.

    Qualcun altro la pensa diversamente? Padronissimo, ma non si mi venga ad ammantare tutto questo discorso col concetto di “democrazia”.

    Tornando poi alla questione del “censimento etnico”, perché nessuno fa una bella battaglia CONTRO il censimento etnico in Slovenia, che c’è fin dai tempi della Jugoslavia (intendo dire: fin dal tempo del Regno dei Serbi, Croati e Sloveni) e che alcuni rappresentanti della minoranza italiana hanno chiesto già vent’anni fa di abolire?

    L’SKGZ si straccia le vesti per un questionario inviato dal sindaco agli abitanti del suo comune, ma non ho MAI letto una minimissima critica al censimento nazionale e linguistico che ogni 10 anni viene fatto in Slovenia.

    Bella coerenza del cavolo…

    L.

  18. @ maja

    1. Non ho mai affermato il contrario. Srecko mi ha sfidato a dire che il resiano è diverso dallo sloveno. Ed è proprio così: il resiano E’ diverso dallo sloveno. E tu lo confermi.

    2. Sei un azzeccagarbugli. La gente del posto non vuole l’insegnamento obbligatorio dello sloveno standard a scuola, ma quelli come te vogliono imporglielo a forza. Di fatto, in questo caso tu sei il colonialista, e la maggior parte della gente del posto è la tua vittima.

    3. Non hai smentito nessuna delle affermazioni che io ho fatto, il che dimostra vieppiù che ho scritto cose sacrosantemente vere. Aggiungo che Luigia Negro è spesso citata da altri resiani – e sottolineo: DA ALTRI RESIANI, NON DA ME – come l’unica che afferma di saper parlare lo sloveno. Il signor Cherubini invece – e confermo – è un bolognese trapiantato a Resia, che ha fatto la sua giustissima richiesta per l’ottenimento della carta d’identità bilingue. Questa carta d’identità è stata regolarmente consegnata. Su questo SINGOLO CASO l’SKGZ ha scatenato una campagna di stampa, creando in valle una questione nazionale ed internazionale e coinvolgendo pure la Repubblica di Slovenia. Tutto questo clima ha esacerbato gli animi.

    Ripeto anche a te – campione senza macchia della democrazia – la domanda: tu accetti il principio per cui siano gli stessi abitanti del luogo a poter scegliere ciò che è giusto fare?

    Rispondi a tono, per cortesia.

    L.

  19. maja ha detto:

    Ti rispondo subito: gli abitanti del luogo hanno già scelto.
    Perchè fingi di non saperlo?

    Rispondimi a tono, per cortesia (senza darmi della colonialista antidemocratica e missiamerda).

  20. sindelar ha detto:

    Si ma neanche tu sei del luogo e come fai a pontificare su quello che è giusto o meno? Sei il portavoce di quelli di Resia?
    Parlano per interposta persona?
    Fai le sedute spiritiche e ti metti in contatto con le anime dei resiani?

    Il resiano rientra nella gruppo delle lingue slave. Lo dicono un po’ tutti (io non lo so e quindi non mi esprimo).
    Allora la situazione è questa: chi parla il carnico o il friulano di Casarsa a scuola e sui cartelli bilingui per colpa di questa legge regionale del piffero deve impararsi a il friulano standard, (citofonare ARLeF, vengo volentieri con chiunque voglia a dirgliene quattro perchè anche io sono dell’idea tua).
    Chi parla il resiano deve impararsi a scuola lo sloveno (la variante standard).
    La legge fa schifo perchè come giustamente dici tu non tutela le varianti locali delle lingue minoritarie e su questo siamo d’accordo.
    Sugli episodi non parlo perchè non sono informato su cosa sia successo.

  21. Paolo Geri ha detto:

    Leggo di “un questionario distribuito dall’ amministrazione comunale con il quale vengono richiesti a tutti i residenti adulti i loro sentimenti nei confronti dello sloveno, del patriottismo italiano, dei loro sentimenti religiosi”.
    Se così fosse – e qui si è discusso solo di sloveno/resiano argomento di cui sinceramente mi dichiaro ignorante – questo questionario sarebbe di una gravità inaudita ma per le altre due domande: il “patriottismo italiano” e soprattutto i sentimenti religiosi.
    Mi auguro queste domande non ci siano altrimenti si tratterebbe di una autentica schedatura dei cittadini su base politico-religiosa credo anche perseguibile penalmente.

  22. matteo ha detto:

    solite beghe, a parte che sono per la eliminazione definitiva e di una federazione europea a tutti gli effetti, il problema ovviamente è che i politici non vogliono senno queste begehe non le avrebbero

    a si, che serve un questionario sul patriottismo italiano?

  23. matteo ha detto:

    ma infatti, qui il resiano sloveno non centra nulla, centrano quelle domande e su quelle domande non interessa lo sloveno o resiano

    che poi i resiano non siano sloveni non vedo cosa centri

  24. asem ha detto:

    Mi fanno sempre ridere tipi come Pausicca (da poco Pavsič)che da tutta la vita professano fedeltà all’ideologia comunista e contemporaneamente parlano di integrazione europea, di democrazia, di tolleranza , di uno spirito di collaborazione e rispetto reciproco…….tutti quelli che gli conoscono sanno che capiscono ad una sola parola …..soldo (leggi €€€€)

  25. matteo ha detto:

    che centra il comunismo?

  26. monster chonjacki ha detto:

    il comunismo c’entra eccome:

    “I comunisti ne hanno fatta un’altra delle loro, ora stanno cercando consensi per promuovere una iniziativa di integrazione socio-culturale, in conbutta con gli omosessuali con a capo il Parlamentare Finocchio, come satiricamente e con tagliente ironia e’ stato definito da Onorevoli Leghisti. Apprendiamo anche che i comunisti vorrebbero trasformare l’Italia in uno zoo multiculturale con le loro idee sull’immigrazione, andando avanti cosi’ le nostre mogli verranno svegliate nel sonno da un gruppetto di immigrati e stuprate fino a quando non indosseranno un velo, mentre noi maschi cristiani verremo legati e costretti a guardare il tutto finche ci sara’ cresciuta una folta barba. Ma e’ fin troppo facile pensarla cosi’ quando si e’ mantenuti dai soldi di mamma e papa proprietari, secondo una inchiesta di Libero, di campi di cotone e almeno un migliaio di schiavi in Etiopia, ma questo i comunisti non lo capiscono affatto. Tutto questo non fa altro che ricordarci la pericolosita’ di un paese in mano a i comunisti. Filosofie terzomondiste che non farebbero altro che condannare il paese a ideologie sconfitte dalla storia in tutto il mondo, ma che evidentemente i comunisti non sono ancora stanchi di sostenere. Complimenti.”

    articolo prodotto dal “Generatore di Articoli di Libero”

    http://hatingline.splinder.com/post/7835279

  27. matteo ha detto:

    invece a destra comprano un terreno del comune e lo rivendono, cambiando il prg sopra

  28. Eros ha detto:

    Luigi veneziano che dice “rispondi a tono” è come un obeso che dice agli altri “mettetevi a dieta” 🙂

  29. monster chonjacki ha detto:

    e come se non bastasse, ci si mettono anche le toghe rosse.

    “Le toghe rosse ne hanno fatta un’altra delle loro, ora denunciano disparita’ di trattamenti tra diversi strati sociali nella sanita’ e nell’istruzione, aiutati da Prodi e i suoi ‘kompagni’ anti-americani. Ma non solo, secondo indiscrezioni raccolte da Libero le toghe rosse sono contrarie ai principi della famiglia presenti nella costituzione di questo paese. Se non poniamo un freno a questa gente ci troveremo Vladimir Luxuria che sodomizza un cane dalle fattezze di Fabrizio Quattrocchi mentre canta ’10-100-1000 Nassyria’, gia’ slogan della sua campagna elettorale. Perche’ le toghe rosse non vanno a fare questo cose a Cuba, dal loro amichetto Fidel Castro? Dal 1960 Fidel si diverte a girare le tartarughe sul guscio e ad aspettare che muoiano, ecco perchè. E i loro argomenti li porterebbero all’arresto immediato, come ci ha raccontato Gianni Pinguì nel dossier esclusivo pubblicato da Libero il mese scorso. Tutto questo non fa altro che ricordarci la pericolosita’ di un paese in mano a le toghe rosse. Filosofie terzomondiste che non farebbero altro che condannare il paese a ideologie sconfitte dalla storia in tutto il mondo, ma che evidentemente le toghe rosse non sono ancora stanchi di sostenere. Complimenti.”

    articolo prodotto dal “Generatore di Articoli di Libero”

    http://hatingline.splinder.com/post/7835279

  30. @ sindelar

    Se trovi un solo mio passaggio nel quale io ordino o semplicemente consiglio che cosa sia da fare o meno in questo caso, segnalamelo. Ovviamente non lo troverai.

    Io ho semplicemente detto – e lo ripeto per la terza o quarta volta – che deve essere la gente del luogo a stabilire che cosa fare o che cosa non fare.

    Non ho visto il modello spedito dal sindaco, ma vedo che ci si scandalizza per quanto esso conterrebbe, ovverosia – per esempio – domande relative ai “sentimenti religiosi”.

    Domanda evidentemente intollerabile, in una democrazia moderna.

    Adesso voglio allora vedervi ritti come un sol uomo contro un paese che ogni dieci anni si permette di rilevare per TUTTA la propria popolazione (la popolazione di uno STATO INTERO, quindi, non di un comune di quattro gatti) l’affiliazione religiosa.

    Voglio vedere cartelli, raccolte di firme, gente in piazza, sdegno sincero eccetera eccetera.

    Questo paese è… la Slovenia!

    Lì non solo ti chiedono di che religione sei, ma di di che nazionalità ti senti, che lingua parli in casa e qual è la tua lingua materna (queste due risposte sono fra l’altro OBBLIGATORIE).

    E te lo chiedono non in un anonimo foglietto che se vuoi compili e se non vuoi lo getti nel fuoco – come fanno a Resia – ma a casa tua, indicando obbligatoriamente il tuo nome, cognome e indirizzo, chi c’è in casa, chi non c’è, da dove vieni, se ti sei spostato in Slovenia da un’altra regione e perché ti sei spostato.

    Voglio un bell’articolo su bora.la, con commenti adeguati pieni di stizza, e magari una bella presa di posizione dell’SKGZ. Di grossa riprovazione e sdegno.

    Luigi (veneziano)

  31. @ maja

    La popolazione del luogo si è già espressa sul punto, e cioè – per esempio – ha già detto la sua sull’obbligatorietà dell’insegnamento dello sloveno standard nelle scuole di ogni ordine e grado all’interno del comune?

    E quando mai sarebbe successo, questo fatto?

    Sentiamo, sentiamo…

    L.

  32. sindelar ha detto:

    Se è per quello ogni anno lo stato italiano mi chiede a quale religione devo dare parte delle mie tasse. Non so se è meglio.

  33. @ maja

    Dimenticavo: quel referendum di cui hai parlato non è ovviamente la petizione del 2007, nella quale si diceva che i cittadini di Resia non sono sloveni bensì italiani.

    Come forse sai, qualle petizione venne firmata da circa 1.100 resiani, su una popolazione complessiva (minorenni inclusi) di circa 1.300 persone.

    L.

  34. @ sindelar

    Benissimo: allora a te va bene che a Resia il sindaco possa fare domande sull’affiliazione religiosa.

    Avanti un altro!

    L.

  35. matteo ha detto:

    perche il censimento italiano cosa conteneva?

  36. @ matteo

    Il censimento italiano NON CHIEDE NULLA né riguardo l’attribuzione di nazionalità, né riguardo la madrelingua, né riguardo la lingua parlata in famiglia, né – ovviamente – riguardo l’affiliazione religiosa.

    L.

  37. sindelar ha detto:

    A me non va bene nessuna delle due, sei tu quello che pensa che non ci sia niente di male.
    A me non va bene che in Italia gli atei e/o agnostici o i mussulmani non possano donare l’8 per mille.
    Se in Slovenia fanno un censimento immagino sarà solo un censimento come ce ne sono in Italia, che poi chiedano la nazionalità lo ritengo sbagliato dato che un sloveno è per forza di nazionalità slovena per come la vedo io.
    Se posso permettermi una chiosa, quando scrivi su questioni che riguardano sloveni e croati mi ricordi quei fanatici che invocano la golden rule per i paesi islamici.

  38. omo vespa ha detto:

    venezian, ma perche ti ga de bazilar tanto su come i sloveni fa el censimento? miga i lo fa a venezia – ti no ti ga miga de risponder, sa.

  39. Fufo ha detto:

    Vi pubblico una lettera al messaggero veneto di un resiano (che sa il resiano ovviamente) il quale lamenta la PROVOCAZIONE del “QUESTIONARIO”…
    No comment…
    Qua mi sa che il prb e’ che ci sono “resiani” che non sanno il resiano che vogliono disfarsi di una lingua “scomoda”…
    Sono un cittadino nato e residente da sempre a Resia, che si occupa e si interessa, per quanto può, dei problemi del nostro piccolo comune, finito spesso sotto le luci della ribalta per questioni riguardanti la sua lingua e cultura. Scrivo per denunciare il livello, a mio avviso intollerabile, che la strumentalizzazione politica della tutela della lingua e della cultura resiana ha raggiunto ultimamente. L’ultimo grave fatto risale al 6 agosto. In tale data è infatti pervenuta a tutte le famiglie residenti a Resia, consegnata a mano dai giovani impiegati con borsa lavoro dall’amministrazione comunale, una lettera del sindaco Sergio Chinese. In essa era esposto il progetto di un sondaggio o censimento chiamato “questionario identitario”, elaborato allo scopo di «ricercare una solida unione identitaria resiana capace di dialogare con i nostri vicini» e seguito dalla richiesta di rispondere, in modo anonimo, ad alcune domande inerenti «l’uso della lingua resiana e l’eventuale uso (di) altre lingue». La lettera conteneva in allegato un formulario, elaborato evidentemente dai membri della giunta e firmato – copia per copia – dal sindaco, nel quale erano poste domande di questo tenore: «Vorresti adottare lo sloveno come “lingua-standard” che difenda le parlate della Valle?», «Pensi che il sangue e gli antenati pesino comunque sulla scelta nazionale?», «A quale Patria senti di appartenere?». Domande, come si nota, atte esplicitamente a continuare l’annosa polemica intentata da una parte della comunità contro il “mostro sloveno”, se mi è consentito definirlo in tal modo, che sarebbe alle nostre porte e si preparerebbe a invaderci e colonizzarci. Questo è infatti il clima puzzolente in cui viviamo da anni, caratterizzato da campagne elettorali condotte a suon di slogan tipo «verranno a revocarvi le pensioni»; dalla demonizzazione sistematica delle persone che cercano un più ampio orizzonte di condivisione con il popolo sloveno, storicamente sempre interessato alla storia e alla cultura resiana, e consapevole della sua importanza; per giungere infine, è di pochi giorni fa, alle stucchevoli manifestazioni poste in essere davanti alla sede municipale per impedire a un cittadino l’esercizio di un suo legittimo diritto, il ritiro della carta d’identità bilingue. Manifestazioni cui hanno partecipato in gran maggioranza persone certamente originarie di Resia, e tuttavia che risiedono fuori del nostro comune per quasi tutto l’anno e quindi possono conoscere solo in parte le gravi questioni che si pongono ai residenti. Questo, come detto, è il clima generale in cui s’inserisce quest’ultimo atto dell’amministrazione comunale, su cui vorrei svolgere alcune considerazioni. Per ciò che attiene al versante economico, mi chiedo se il signor sindaco ritiene di usare proficuamente il suo tempo e quello della sua giunta elaborando questi questionari di puro stampo ideologico, e firmando personalmente un migliaio circa di copie del questionario medesimo, invece di occuparsi di altri problemi ben più gravi che lui come me conosce; lo stesso vale per il tempo, retribuito con le tasse di tutti, dei dipendenti comunali che hanno fisicamente imbustato lettere e questionari e dei giovani assunti, lo ricordo, con borse lavoro finalizzate alla tutela del verde pubblico e della viabilità. Quanto al contenuto, ritengo che si tratti di un’operazione fondata sulla contrapposizione frontale a tutto quanto è identificato come “sloveno”, e in tal senso identificato come nemico da combattere, ricercando al contempo le presunte “quinte colonne” che a Resia agirebbero per favorire la penetrazione della cultura slovena all’interno di quella resiana. Chi conosce la situazione, sa benissimo che questa paura è totalmente infondata e irrazionale: è mai possibile che proprio oggi, dopo secoli di sviluppo autonomo, Resia e la sua cultura possano essere inglobate e “colonizzate”? Io non credo proprio. Operazioni del genere non furono tentate neanche in tempi ben più bui di questi, allorché il nostro confine segnava lo spartiacque con il mondo comunista ed effettivamente ci poteva essere qualche fondato timore di invasioni o eventi analoghi. Eppure nonostante la storia, il fatto che siamo nel 2010 e che il nostro orizzonte dovrebbe essere l’integrazione comune nell’Unione europea (di cui fanno parte tanto l’Italia e il Friuli, quanto la Repubblica di Slovenia), mi pare ci siano ancora persone che ragionano con categorie da guerra fredda. In quale altro contesto infatti si possono inserire frasi come quelle contenute nel suddetto questionario e nella lettera che lo accompagnava? In conclusione, il fine del questionario è forse quello di ottenere una sorta di plebiscito su un dato che più ovvio non si può, cioè la nazionalità italiana dei resiani e il loro sentimento di appartenenza all’Italia, fatti indubitabili e che tuttavia invece d’essere affermati in positivo, come valori da inserire nel quadro più ampio della collaborazione e del confronto fra popoli e dell’integrazione fra culture ed economie diverse, sono viceversa usati in negativo, come strumento per opporsi allo straniero e al diverso: un modo di ragionare, lo ribadisco, superato dal tempo e dalla storia. Spero vivamente che i risultati di questa specie di sondaggio siano diffusi in modo onesto e trasparente, soprattutto il dato della partecipazione percentuale sul totale dei questionari consegnati. Vedremo in tal modo se e quanta parte della popolazione resiana deciderà ancora una volta di cadere in queste trappole puramente demagogiche e anacronistiche, invece di ricercare, una buona volta, l’unità per tutelare seriamente – e non solo a parole – la particolarità di Resia e i gravi problemi che si pongono alla Valle e in generale alla montagna.

    Daniele Lettig Resia

    Tratto dal Messaggero Veneto del 27 Agosto 2010

  40. sindelar ha detto:

    Grazie Fufo finalmente siamo arrivati ad una testimonianza diretta e non a sedute spiritiche e voci che dalla laguna rimbalzano umori di spiriti valligiani.

  41. effebi ha detto:

    una testimonianza (una)

  42. effebi ha detto:

    daniele lettig – elezioni 2009: 7 voti

  43. sindelar ha detto:

    Ti posso garantire che esistono candidati che ne prendono 0.

  44. Fatemi capire: una lettera apparsa sul Messaggero Veneto è una testimonianza, mentre la petizione da me ricordata e firmata da 1.100 resiani su 1.300 che cos’è? E una risoluzione votata nove a zero in consiglio comunale cos’altro è?

    Ragazzi, volete per cortesia togliervi il prosciutto dagli occhi o devo iniziare anche a riportare anche i testi delle varie lettere dei resiani apparse sulla stampa locale?

    Possibile che non riusciate a guardare la realtà per quella che è, invece che farvi il quadretto che più s’attaglia ai vostri preconcetti?

    Ma lo sapete o no che una buona aliquota degli abitanti della val Resia si è addirittura sottoposta volontariamente all’esame del DNA, per stabilire se erano da considerarsi geneticamente di ceppo sloveno o no? Lo sapete che i risultati di tale studio sono stati pubblicati in un numero straordinario del foglio/rivista del Comune di Resia? Altro che “domande sull’affiliazione religiosa”!!!

    L.

  45. Tergestin ha detto:

    Morale della favola del Venezian: “Eh si’, pero’ i sloveni a casa sua fa de pezzo!”.
    Gran ragionamento.

  46. Tergestin ha detto:

    A mi comunque me par che in ‘sta val Resia i ga molto tempo da perder, in ogni caso.

  47. @ Tergestin

    Io non ho detto questo: ho però fatto notare che ci si straccia le vesti nei confronti di questi tipo di questionario, e il governo sloveno è addirittura intervenuto per bocca di un suo ministro su sollecitazione dell’SKGZ, quando poi a casa propria il censimento nazionale sloveno chiede cose molto più personali, alle quali in parte bisogna pure rispondere obbligatoriamente.

    Tutto ciò – poi – nonostante la minoranza italiana e quella ungherese abbiano chiesto di eliminare tale parte del censimento!

    E l’SKGZ su questa cosa non ha mai detto “a”.

    Che caso strano! Che singolare coincidenza!

    L.

  48. maja ha detto:

    @luigi 33

    io non mi riferivo affatto alla petizione. parlavo della legge.

    parlavo del fatto che la legge si applica solo ed esclusivamente nei comuni che ne hanno fatto esplicita richiesta.

    e tu questo lo dovresti sapere.

  49. istro ha detto:

    Lasciamo che i Resiani decidano da soli: loro sanno bene cos’è la loro storia e la loro cultura.
    Noi, italiani o sloveni, possiamo solo osservare a distanza, rispettando le loro decisioni. Le parole al vento contano poco. vale più la musica, che rasserena l’anima….
    http://www.youtube.com/watch?v=fCMbGJ9Nywk

  50. Tergestin ha detto:

    @ Luigi

    “Che caso strano! Che singolare coincidenza!”

    Con questo cossa te vol dimostrar? Che i sloveni fa quel che vol a casa sua e in casa dei altri anca de piu’?
    Semo sullo stile “niente diritti ai musulmani perche’ nei paesi islamici se te son cristian i te taia la testa?”

    Vardar le ipocrisie “dei altri”, specie co’ li reputemo “altri” xe sempre una bruta roba a mio aviso. Per carita’, libero de farlo.

    Mi me fa piu’ che altro amarezza che in un posto dove vivi leteralmente quatro gatti, i se daghi pel muso per robe del genere.

  51. Eros ha detto:

    Luigi veneziano si conferma sempre più anti-sloveno!

  52. Fufo ha detto:

    Cossa centra quanti voti un ga ciapa, quel che conta xe el testo del questionario (PUNTO).

  53. @ maja

    Non è vero che la legge di cui parliamo si applica nei comuni che ne abbiano fatto richiesta, ma nei comuni in cui almeno il 15% dei consiglieri comunali ne abbia fatto richiesta.

    E giustamente, visto che si parla di una minoranza.

    Qualche anno fa a Resia quattro consiglieri comunali (su tredici, compreso il sindaco) hanno chiesto l’applicazione della legge.

    Adesso si dice che l’hanno fatto perché credevano che in tale modo sarebbero arrivati dei soldi per le associazioni folkloristiche e culturali locali, senza rendersi conto di una serie di eventi collaterali, quali per esempio l’ingresso in pompa magna dell’SKGZ e dei suoi amici nelle attività di cui si parla, il che significa – come denunciano parecchi resiani – l’inserimento di realtà non resiane e pure di uno stato estero – la Slovenia – nelle cose di casa. Ricordo che stiamo parlando di una comunità di 1.300 abitanti.

    Infatti le cose si sono verificate esattamente in tale modo, con l’SKGZ che s’intromette in tutti i modi e la Repubblica di Slovenia che su Resia sta conducendo una vera e propria battaglia, coinvolgendo addirittura l’ONU.

    A partire da questo momento la comunità di Resia s’è spaccata, con una grandissima maggioranza che chiede addirittura di cambiare la legge o non avvalersi più di essa. Ci sono state manifestazioni di tutti i tipi, perfino petizioni portate al presidente della commissione europea Barroso. E alla fine l’intero consiglio comunale – 9 voti a zero, due astenuti, due assenti – ha votato la petizione con la quale chiede di tutelare il RESIANO e non più lo SLOVENO, oltre ad eliminare il comune dall’elenco previsto dalla legge.

    A fronte di questa grandissima maggioranza, c’è una minoranza fatta di alcune decine di persone.

    Il questionario in tutto ciò – per quanto possa essere odioso in certi aspetti – viene visto come il fumo negli occhi da queste poche decine di persone, perché per la prima volta farebbe rilevare in maniera “uficiale” che la quasi totalità della popolazione non si ritiene slovena, non vuole l’SKGZ e i suoi adepti, né tantomeno vuole che la Repubblica di Slovenia strumentalizzi la questione.

    La cosa incredibile è che prima di tutto ciò le elezioni a Resia erano una questione tipicamente locale e vertevano sull’amministrazione, adesso sono state vinte dal partito che ha fatto della battaglia contro l’applicazione della legge sulle minoranze il punto principale del proprio programma! Ogni numero del bollettino comunale adesso riporta notizie su questo aspetto, addirittura con titoloni a tutta prima pagina.

    Come andrà a finire? Io dico – e lo ripeto per l’ennesima volta – che gli UNICI che possono trovare una soluzione sono i resiani.

    E dico anche che più l’SKGZ, Pavsic e la Repubblica di Slovenia fanno casino su questa località di 1.300 abitanti, più la questione si radicalizzerà.

    L.

  54. @ Tergestin

    Hai capito benissimo quello che ho scritto

    Ti faccio anche notare che la Repubblica di Slovenia ha coinvolto perfino l’ONU su Resia. Il che in valle ha ancor più esacerbato gli animi, visto che questi non vogliono che la Slovenia metta il becco nelle loro robe.

    L.

  55. Tanto per capire come viene vista la cosa in Slovenia: il sindaco di Nova Gorica Mirko Brulc addirittura paventa in provincia di Udine la “sindrome resiana” (rezijanski sindrom), e cioè che altri comuni seguano la via scelta dal consiglio comunale di Resia di chiedere l’esclusione dall’elenco dei comuni tutelati in base alla legge regionale sulle minoranze. Allo stesso modo, Brulc il 30 agosto ha richiesto la convocazione urgente della commissione parlamentare competente (perché in Slovenia esiste una commissione parlamentare che si occupa di queste cose), presieduta da Miro Petek. In pari data, il ministro Boštjan Žekš ha dichiarato che gli eventi di Resia sono continuamente monitorati con attenzione.

    Immaginate solo cosa accadrebbe se il sindaco di Trieste, il parlamento italiano e il governo italiano dicessero cose simili – per esempio – su Ancarano, frazione del comune di Capodistria. Sarebbero bollati da fascio-irredentisti in tempo zero!

    L.

  56. JACK ha detto:

    Luigi,
    quando ci sarà vera reciprocità tra sloveno in Italia e italiano in Slovenia potremo discutere…
    Non capisco di chi o cosa tu abbia paura.

  57. Fufo ha detto:

    Ma dai Luigi non esagerare, la Slovenia e’ un paese piccolo, con una storia molto recente. Ci tengono a Resia in quanto paese che da le radici alla cultura slovena stessa.
    L’Italia e’ molto piu’ estesa con una cultura ben piu’ antica. Gradirebbero solo un atteggiamento un po’ piu’ amichevole.
    Ciao

  58. dimaco ha detto:

    forse il signor luigi dovrebbe impegnare le sue energia per salvare venezia dall’affondamento e smetterla di occuparsi di cose che non sono di sua pertinenza. Se a resia si spaccano le ossa sono affari loro.
    Neanche ci fosse un’armata slovena al confine pronta a invadere e colonizzare la val resia è a imporre lo sloveno come lingua principale(se non sbagli accadde il contrario tanti anni fa ). si tratta di sporca politica da ambedue le parto. La skgz lo fa principalmente per i fondi statali che riceve. quindi la discussione è sterile e non porta a nulla se non a malumori malcelati.

  59. JACK ha detto:

    Luigi,
    su Ancarano/Ankaran sei fuori tema.
    Magari fosse così in Italia…
    Tutto è bilingue, tutti lo accettano senza problemi. Mentre in Italia si nasconde, strumentalizza da sempre…

  60. matteo ha detto:

    su base a cosa hanno fatto la comisisione? un articolo in sloveno spiega che vogliono gli sloveni

    “Žalosti me, da se skupina ljudi očitno tako boji slovenstva, da je pripravljena žrtvovati tudi lastne ekonomske interese, ki so povezani s tem zakonom, da bi se imelo čim manj stikov z državo Slovenijo. Mislim, da je to narobe, še posebno v teh časih, ko se naj ne bi več ločevali na ‘mi in vi’, ampak smo oboji skupaj in je vsak lahko malo Slovenec, malo Italijan, malo Rezijan,” je za STA po telefonu dejal minister Boštjan Žekš.

    Po drugi strani pa je menil, da bi bili kaki pretirani odzivi s slovenske strani kontraproduktivni. Prva skrb bi morala biti namenjena ohranitvi rezijanske govorice. “Če bo ta jezik propadel, bo precej irelevantno razpravljati, ali je to jezik, ki je del slovenščine ali nek drug slovanski jezik,” je menil minister. “Z naše strani gledano je to seveda slovenščina. Ampak samo zaradi tega žrtvovati ta jezik, pa tudi ni pametno,” je dodal.

    “Cela ta zgodba je nek ostanek polpreteklega ali preteklega časa, ko je obstajala neka trdna meja, ko so te ljudi učili, da so na drugi strani meje v Sloveniji sovražniki in to še vedno ostaja,” je menil Žekš in dodal, da gre za ostanke fašističnega režima. Obe strani bi morali predvsem v evropskem duhu iskati poti in skupne projekte, ki bi povečali sodelovanje.

    Občinski odbor bi moral zahtevo za izbris s seznama 32 občin v FJK, v katerih velja zaščitni zakon, nasloviti na paritetni odbor za slovensko manjšino, ki ima odločilno besedo pri vključitvi oziroma tudi pri morebitni izključitvi posamezne občine s seznama zaščitnega zakona. Paritetni obor pa nato svojo odločitev posreduje predsedniku Italije.

    Žekš ni želel “svetovati” italijanskemu predsedniku Giorgiu Napolitanu – niti paritetnemu odboru, kaj naj odloči glede zahteve rezijanske občine. Je pa dejal, da bo Slovenija svoja stališča posredovala “vsem, ki v tem procesu direktno sodelujejo”. Priložnost za temeljito razpravo o manjšinski problematiki bo že na srečanju med slovenskimi in italijanskimi ministri, ki je predvideno za jesen, je napovedal Žekš. “Moram pa ponoviti, da gre pri tem za akcijo lokalnih oblasti in da država direktno na to težko vpliva,” je še dodal.

    Tudi uradni govorec na zunanjem ministrstvu Milan Balažic je napovedal, da se bo slovenska diplomacija povezala z italijanskimi kolegi in poskušala najti ustrezne rešitve. Več glede problematike pa je napovedal za prihodnjo sredo, ko namerava ministrstvo pripraviti novinarsko konferenco.

    Predvidoma prvega septembra bo o problematiki Slovencev v Italiji razpravljala tudi komisija državnega zbora za Slovence v zamejstvu in po svetu. Podpredsednik komisije, novogoriški župan Mirko Brulc je za Primorski dnevnik že menil, da bi morala Slovenija dogajanje v Reziji resno preučiti in oceniti vpliv na narodnostno mešano okolje videmske pokrajine.

    “Kar se danes dogaja v Reziji, je fašizem. To je nekaj zelo hudega, preštevanje, izločevanje. Bog ne daj, da se to prenese na kakšno drugo okolje,” je za Primorski dnevnik komentiral Brulc.

    Nad problematiko so zaskrbljeni tudi v Slovenski kulturno-gospdarski zvezi (SKGZ), eni od krovnih organizacij slovenske manjšine v Italiji, kjer ocenjujejo da gre za stopnjevanje pritiskov na manjšino. Začelo se je z afero dvojezičnih osebnih izkaznic, nadaljevalo s spornim občinskim vprašalnikom, ki po mnenju SKGZ krši individualne pravice občanov. Zatem pa je občinski odbor Rezije zahteval še izločitev iz zaščitnega zakona, kar pa je za SKGZ pravno in politično nesprejemljivo dejanje, še navaja Primorski dnevnik.
    http://www.dnevnik.si/novice/slovenija/1042381723

    – che la lingua resiana venga salvaguardata

    – che loro non sono il diavolo e che queste beghe dovrebbero cessare

    – di trovare una soluzione tra i due stati

  61. Fufo ha detto:

    @ Jack
    Che nei tre comuni costieri tutto sia bilingue e tutto da vedere, a parole si, ma nei fatti la legge viene applicata “alla leggera” ed e’ solo di facciata. Del resto e’ risaputo che c’e’ stato dopo il 45 un piano di cancellazione dell’italianita’ di queste zone (di recente messa in onda su RTVSLO “ISTRA SKOZI CAS” a cura della redazione italiana di RTVSLO). Ma di contro vediamo oggi: l’atteggiamento che io posso percepire in Italia e’ spesso di ostilita’ verso tutto quello che e’ “Jugo”, difficilmente italiani tentano di impararsi la lingua slovena, mentre facilmente in Slovenia (anche molto all’interno) trovi strutture turistiche dove il personale sa qualcosa di italiano.
    Guardate che ormai i prezzi sono la la percui sara’ sempre piu’ comune vedere sloveni che visitano o soggiornano in Italia (quelli che operano nelle zone sciistiche lo sanno bene).
    Per concludere comunque posso dirvi che anche vivendo da italiano in Slovenia, mi trovo veramente bene, i servizi funzionano, e non costano follie.

  62. matteo ha detto:

    fufo

    credo che questa contrapposizione ci sia solamente o nelle vecchie generazioni che hanno vissuto con la jugo o nella politica, del resto trovo piu italiani a lokve che a gorizia

    ho chiesto informazioni a diverse persone da sezana a gorizia, in tanti mi rispondevano, kaj govorite italijansko (cosa parlate italiano)

  63. sindelar ha detto:

    Il questionario checchè ne dica l’isolano se contiene quelle domande riportate dal Lettig è una stronzata. Non c’è molto altro da aggiungere, hai voglia a sbraitare che in Slovenia fanno peggio etc etc. Quel questionario è vergognoso e tu lo stai giustificando.

  64. Fufo ha detto:

    Aggiungo, attenzione che cazzate di sto tipo possono costare caro al comparto turistico del tarvisiano. Ricordo a tutti voi che a SellaNevea dallo scorso anno e’ operativa la FuniFor funivia 100 posti che collega Sella e Bovec. Tutto insieme, con la nuova ovovia, e’ costato 34 MILIONI DI EURI…
    Si sta cercando, con grossi investimenti da parte della regione, di dare respiro al turismo, in una zona che era praticamente defunta. E a Resia che dista uno sputo (comune limitrofo a Chiusaforte), NEL 2010 mettono in scena una commedia del genere per una CARTA D’IDENTITA”??? Ma se la facciano tutti la bilingue e se imparassero pure lo sloveno come ho fatto io, MA FAMOLA FINITA… siamo 4 gatti in EUROPA ANNO 2010.

  65. Apprezzo e condivido in parte ciò che dice dimaco:

    “Se a resia si spaccano le ossa sono affari loro”.

    “La skgz lo fa principalmente per i fondi statali che riceve”.

    Riguardo al modo in cui io impegno le mie energie, ovviamente sono fatti miei.

    @ matteo
    Come alle volte accade quando gli sloveni guardano all’Italia, Brulc ci va giù leggero: “Kar se danes dogaja v Reziji, je fašizem”.

    Resia: la capitale del nuovo fascismo italiano! E dopo aver buttato sul tavolo questo consueto carico da undici, invita a cessare le beghe e addirittura invita a trovare una soluzione “tra i due stati”. Ma sì: prima denunciamo la cosa all’ONU, e poi facciamone una questione di politica internazionale!

    @ fufo
    Resia addirittura rappresenta le radici della cultura slovena stessa? E’ per questo allora che addirittura una commissione parlamentare, un ministro del governo in carica e il sindaco di una delle città più importanti del paese prendono pubblicamente posizione sulle cose che accadono nel consiglio comunale di un paese di 1.300 abitanti.

    Ripeto: pensa se fosse successo lo stesso a parti invertite, col parlamento italiano, il sindaco di Trieste e un ministro del governo che si mettono a questionare sulla frazione di un paesino della Primorska slovena, dichiarando che lì, in questo paesino, si stanno mettendo le basi per un rinascente “slavocomunismo”… allegria!

    @ jack
    Tutto è perfetto ad Ancarano e in tutta la Slovenia? Ma tu per caso hai MAI PARLATO con qualcuno della minoranza italiana? Così, tanto per sapere… Se non l’hai mai fatto, fammi un fischio, così ti indirizzo io verso qualcuno che ti schiarisca le idee.

    L.

  66. sindelar ha detto:

    Senza contare l’altra argomentazione portata avanti da Amnesty Venexian.
    La legge regionale è fatta così.
    Il resiano viene tutelato solo come dialetto slavofono e quindi deve sottostare a tutti i vincoli del caso anche (e soprattutto) per avere i finanziamenti.
    La stessa cosa vale per altre realtà in regione.
    Va bene? Non va bene? Non lo so, è la legge regionale bellezza e non possiamo farci molto.
    Quando scenderemo in piazza per abolirla spero che ci sia anche tu.

  67. matteo ha detto:

    si, hai dimenticato giusto un paio di cose che diceva

    tipo salvaguardia del resiano

  68. Fufo ha detto:

    Sigh, rimpiango l’evento dei tre presidenti a Trieste…. restera’ nella storia.
    Da una parte e dall’altra due manipoli di estremisti, la maggioranza che si e’ rotta le palle di “s’ciavi infoibatori e taljani fasisti”, in PIAZZA.

  69. @sindelar

    Evidentemente tu non hai proprio il dono di capire ciò che io scrivo: io non sto dicendo che il questionario va bene madama la marchesa, ma che questa storia di Resia è sfuggita di controllo, che la realtà è molto, ma molto diversa rispetto al raccontino da due soldi del presidente dell’SKGZ, e che – in definitiva – la Repubblica di Slovenia a casa sua fa un censimento che presenta alcuni aspetti che le minoranze locali chiedono di eliminare assai simili a quello che viene chiesto nel questionario del comune di Resia.

    Siccome governo, parlamento e altri uomini delle istituzioni slovene hanno fatto una levata di scudi contro il consiglio comunale e il sindaco di Resia denunciandoli come “fascisti”, allora io mi chiedo perché si debbano applicare due pesi e due misure.

    Qualcuno me lo sa spiegare in modo semplice e pacato, per favore?

    Oppure dobbiamo berci la propaganda dell’SKGZ come oro colato?

    L.

  70. matteo ha detto:

    perche siamo in italia e non in slovenia, quindi non dobbiamo confrontare nulla

  71. maja ha detto:

    @ luigi

    Mi sa che ti ho beccato in fallo. La richiesta di inserimento nell’ambito di applicazione della legge deve essere avanzata dal 15% degli iscritti nelle liste elettorali oppure da 1/3 (leggasi un terzo) dei consiglieri.

    Mi chiedo se prima di chiderne l’applicazione questi sciagurati consiglieri abbiano letto la legge.
    Non occorreva neanche leggerla tutta: bastava solo il titolo per capire che si trattava di “norme per la tutela della minoranza linguistica slovena del Friuli Venezia Giulia”.

    Ripeto: minoranza linguistica SLOVENA. Non resiana, non protoslava, non russa. S-l-o-v-e-n-a.

    Ma forse Rudi Pavšič, nella sua infinita perfidia e sete di colonizzazione, ha trovato il modo per constringerli a svendere in questa maniera vergonosa le tradizioni, la cultura, la lingua e l’identità stessa dei propri elettori.

    Forse aveva qualche poderoso strumento di ricatto. Tipo qualche filmino. Va tanto di moda ultimamente e sai com’è, la vita nelle valli isolate è noiosa.
    Qualche diversivo ogni tanto ci vuole.

    mandi

  72. sindelar ha detto:

    E tu hai il dono di insistere sul tasto della reciprocità.

  73. Fufo ha detto:

    Luigi (hai lo stesso nome di mio padre…) guarda che atteggiamenti del genere (fatti di Resia), non possono che danneggiare quel poco che rimane della minoranza italiana qui a Capodistria. E’ovvio che estremisti nazionalisti in Slovenia possano strumentalizzare tali eventi, per colpire come sempre chi ancora oggi, ci tiene a professarsi italiano in Slovenia (con non poche difficolta’).
    L’Italia e gli italiani devono dimostrare solo un po’ piu’ di tolleranza per un paese piccolo che ovviamente soffre del complesso di PeterPan. Se si dimostra un po’ piu’ di amicizia e comprensione, io sono convinto al 100% che questa verra’ ripagata grandemente da tutti gli sloveni.
    Loro non aspettano altro di essere accettati alla pari, come cittadini europei.
    Del resto, pur essendo anche di origini meridionali, sicuramente preferisco vivere in Slovenia che a Napoli…. 🙂

  74. Paolo Geri ha detto:

    @30. Luigi
    “vedo che ci si scandalizza per quanto esso conterrebbe, ovverosia – per esempio – domande relative ai “sentimenti religiosi”.
    Domanda evidentemente intollerabile, in una democrazia moderna.”
    Si ! Domanda intollerabile come quella sulle opinioni politiche, sul “patriottismo”, ecc.
    Domanda che è lecita in un sondaggio di opinione svolto da un “privato”, non certo da parte di un ente pubblico.
    Sarei curioso fi sapere che cosa ne pensa il garante della privacy.

  75. effebi ha detto:

    ad ancarano c’è ancora qualche italiano !?

  76. @ Fufo

    In linea di principio, sono d’accordo con te.

    Io dico che i cosiddetti “fatti di Resia” riguardano i resiani. Gli unici altri che ci mettono il becco sono i capi dell’SKGZ e il governo e il parlamento sloveno.

    Solo un pazzo potrebbe pensare ad un “disegno superiore” messo in piedi dal bieco neoirredentismo fascista romano.

    E solo dei pazzi potrebbero vendicarsi sulla minoranza italiana della Slovenia per il fatto che i resiani non vogliono considerarsi sloveni.

    A sindelar io dico semplicemente che non chiedo per nulla la reciprocità, che non è altro che un ricatto messo giù in modo più elegante.

    Faccio semplicemente rilevare un fatto che i più qui dentro ignorano o fingono di ignorare: i censimenti sloveni chiedono di che religione sei, a che nazionalità ritieni di appartenere, che lingua parli in casa, qual è la tua lingua materna. E’ bene ricordarselo.

    La mia proposta è la seguente: andiamo in piazza a Resia contro il censimento etnico del locale sindaco, dopo di che andiamo a Nova Gorica a manifestare per lo stesso identico motivo. Chi ha il coraggio di non fare lo struzzo e viene in tutte e due i luoghi?

    Concludo riprendendo un pezzettino del discorso di Fufo: lui chiede che l’Italia e gli italiani dimostrino più tolleranza nei confronti della Slovenia. La questione è invece completamente diversa: l’Italia e gli italiani in realtà SE-NE-FREGANO (scusate il termine così tranchant, ma serve per farlo capire meglio) della Slovenia: è un paese che è quasi completamente ignoto a chi vive a ovest del Tagliamento, e completamente ignoto a chi vive a sud del Po. Tanto per dirne una: della questione della val Resia c’è stata un’interrogazione parlamentare di un deputato friulano nel 2007, dopo di che c’è stato il nulla cosmico.

    Il governo italiano non risulta abbia mai nemmeno affrontato di striscio l’argomento.

    Questo forse può essere un problema, nel senso che gli sloveni forse vorrebbero essere un filino più considerati, ma purtroppo la cruda realtà è proprio questa.

    Nell’archivio storico del Corriere della Sera, che comprende tutte le pubblicazioni della testata, la parola “Slovenia” appare 140 volte nel 2010, la maggior parte delle quali per la partecipazione della nazionale ai mondiali del Sud Africa e per il fatto che la Slovenia appare in alcune statistiche dell’UE. La parola “Croazia” appare 138 volte. La parola “Austria” 366 volte. La parola “Svizzera” 860 volte. La parola “Grecia” 1.012 volte. La parola “Francia” 2.187 volte. La parola “Germania” 2.153.

    La Slovenia è citata più o meno quanto la Tunisia (127), il Marocco (140), la Finlandia (134).

    Con la differenza che la Finlandia è a tremila chilometri da Bolzano, mentre Lubiana è a due passi dal nostro confine.

    L.

    PS La parola “Resia” appare una volta sola, nell’ambito di un servizio sul turismo in val Venosta. Interessante invece appare ai fini dei nostri discorsi un articolo sulla val Resia apparso nel 2008: http://archiviostorico.corriere.it/2008/febbraio/07/Friuli_diventera_jugoslavo__co_9_080207095.shtml

  77. JACK ha detto:

    ?????????????????????????????????

  78. JACK ha detto:

    Ok Luigi ho capito dai!
    Tutto è Italia, il centro del mondo è Italia, cultura è Italia, tutto ha origini italiane…

  79. JACK ha detto:

    Complimenti ancora per l’apertura mentale dei tuoi ragionamenti!!!

  80. @effebi

    Alla CI di Crevatini-Ancarano sono iscritti circa 135 italiani. Ovviamente i nomi, cognomi e indirizzi degli abitanti di Ancarano di madrelingua e/o nazionalità italiana sono noti alle autorità slovene, visto che tali dati sono rilevati ogni 10 anni nei censimenti ufficiali.

    Faccio anche notare di passata che a differenza di quanto si crede non tutto il territorio comunale di Capodistria (adesso Ancarano dovrebbe staccarsi, ma è un altro discorso) è bilingue: si è lavorato con le forbici all’interno del territorio comunale, in modo che solo alcune frazioni (contenenti però il centro di Capodistria) viga il bilinguismo, ma in altre (la maggioranza delle frazioni) così non è. Addirittura, nel caso dell’abitato di Valmarin s’è lavorato col metro in mano, per cui solo in una parte di questa frazione vige il bilinguismo: in un’altra parte, no.

    L.

  81. JACK ha detto:

    Quando passi per le “tue” zone (Capodistria) almeno ti accorgi del bilinguismo, caro Luigi.
    A Gorica e Trst e così ben camuffato…

  82. @ jack

    Inizio a pensare che ci siano dei problemi di comprensione. Io non ho mai pensato – né tantomeno scritto – che l’Italia è il centro del mondo. Ho semplicemente affermato che in Italia la Slovenia è quasi completamente ignota.

    Se vuoi, aggiungo “purtroppo”. E ti dico pure che in parte è dovuto alla “tipica” ignoranza italiana della geografia.

    Adesso puoi pure continuare a guardarti il tuo film…

    L.

  83. Fufo ha detto:

    Per precisione la legge sul bilinguismo integrale per la lingua italiana, viene attuata su tutti e tre i comuni litoranei (Koper,Izola,Piran), un esempio ne sono gli esercizi commerciali, che DEVONO esporre tutte le indicazioni sugli articoli,nelle 2 lingue (all’OBI e Mercator e’ applicata). Purtroppo non tutti lo fanno, e la tendenza e’ di tollerare. Ripeto che se qui vicino al confine avessimo un po’ piu’ di tolleranza verso gli sloveni in generale, la situazione per gli italiani che risiedono in Slovenia potrebbe migliorare di molto.
    Nelle scuole dei tre comuni costieri, vigeva l’OBBLIGO dell’insegnamento dell’italiano.
    Ora e’ facoltativo, a scelta della scuola.
    Da me a Skofije, c’e’.
    Ultimo non ultimo, la possibilita’ di chiedere l’estensione della legge sul bilinguismo anche per il comune di Sezana (molto gettonato dai triestini che vogliono risiedere in Slo). Ma credo che per questo, Trieste debba fare il primo passo…
    Insomma, bisogna guardar avanti, co un ocio indrio, ma no solo indrio.

  84. Fufo ha detto:

    Quela del censimento, devo domandarghe alla mujer. No me ricordo in tuti sti ani de un censimento cussi’ personale, ma podessi esser.
    Luigi te xe sta dito o te sa personalmente?

  85. @ ancora per Jack

    Per come la penso io, tutto il territorio comunale di Trieste e tutto il territorio comunale di Gorizia dovrebbero essere anche visivamente bilingui.

    Riguardo a Capodistria, mi permetto solo una battuta tanto perché sia chiaro come la penso: si potrà parlare più tranquillamente di tutto quanto, quando finalmente cambieranno il nome di “Piazza Tito” alla piazza principale. Questa per me è una porcheria intollerabile.

    L.

  86. @ Fufo

    Non solo mi è stato detto, ma ho anche i moduli di rilevamento dei censimenti sloveni, che del resto sono scaricabili da qui: http://www.stat.si/popis2002/en/questionnaire.htm

    Buona lettura.

    L.

  87. effebi ha detto:

    il bilingusmo !? in slovenia ?! a che serve se non resterà più nessuno a giovarsene ?

    Minoranza italiana in Slovenia: il calo tra il 1991 e il 2002 è stato quasi del 24 per cento (nel 2002 sono stati censiti 2.258 cittadini di nazionalità italiana, 701 in meno rispetto ad undici anni prima)

    se al prossimo censimento del 2012 (in Slovenia fanno anche i censimenti oltre ad applicare in un inutile bilinguismo di facciata) il trend verrà confermato vorrà dire che tra 20 anni non ci saranno più italiani ad inzozzare con i loro italici piedi il sacro suolo sloveno. a quel punto potranno essere tolti quei ridicoli cartelli bilingui.
    è invece certo che i resiani continueranno a parlare il resiano.
    amen

  88. @ Fufo 83

    Non su tutto il territorio dei comuni costieri vige il bilinguismo integrale.

    Per esempio, nel comune di Capodistria, NON VIGE per le frazioni di: Abitanti, Babiči, Belvedur, Bezovica, Bočaji, Bonini, Boršt, Brezovica pri Gradinu, Brežec pri Podgorju, Brič, Butari, Cepki, Čentur, Čežarji, Črni Kal, Črnotiče, Dekani, Dilici, Dol pri Hrastovljah, Dvori, Fijeroga, Gabrovica pri Črnem Kalu, Galantiči, Gažon, Glem, Gračišče, Gradin, Grinjan, Grintovec, Hrastovlje, Jelarji, Karli, Kastelec, Koromači – Boškini, Kortine, Koštabona, Kozloviči, Krkavče, Krnica, Kubed, Labor, Loka, Lopar, Lukini, Manžan, Marezige, Maršiči, Močunigi, Montinjan, Movraž, Olika, Osp, Peraji, Pisarji, Plavje, Pobegi, Podgorje, Podpeč, Poletiči, Pomjan, Popetre, Praproče, Predloka, Pregara, Puče, Rakitovec, Rižana, Rožar, Sirči, Smokvica, Socerb, Sočerga, Sokoliči, Spodnje Škofije (in parte), Srgaši, Stepani, Sv.Anton, Šeki, Šmarje, Tinjan, Topolovec, Trebeše, Triban, Trsek, Truške, Tuljaki, Vanganel, Zabavlje, Zanigrad, Zazid, Zgornje Škofije e Župančiči.

    Ripeto: in queste frazioni del comune di Capodistria il bilinguismo NON E’ IN VIGORE.

    Vogliamo un altro esempio di come è in vigore il bilinguismo?

    A dispetto dell’obbligo sancito per legge, il nuovo sito del Comune di Pirano non presenta nemmeno una parola in lingua italiana. Vedere per credere: http://www.piran.si/

    Invece riguardo all’applicazione del bilinguismo a Isola, la locale Comunità degli Italiani ha perfino una rubrica nel suo giornale, nel quale denuncia continuamente le continue violazioni della legge.

    L.

  89. dultan ha detto:

    effebi:
    i motivi del calo degli italiani in slovenia?
    non per polemica ma per curiosità

  90. @ effebi

    Negli anni ’70 l’allora presidente dell’Unione degli Italiani dell’Istria e di Fiume (UIIF) Antonio Borme si espresse chiaramente su questo punto: vista la situazione jugoslava, o si discriminava POSITIVAMENTE la minoranza italiana, oppure data la fortissima pressione assimilatrice della maggioranza (Giovanni Radossi e Furio Radin anni dopo parlarono di “maggioranza sciovinista”) l’italiano sarebbe stato usato dopo qualche lustro solo come lingua “turistica”, e gli italiani in quanto tali sarebbero spariti.

    Pochi mesi dopo aver scritto tutto ciò, Borme venne defenestrato dal Partito Comunista, con l’accusa di sciovinismo, fascismo, eccetera eccetera. Per meglio dire: prima venne espulso dal Partito Comunista, poi vennero fatte delle immonde pressioni nei confronti dell’Assemblea dell’UIIF perché fossero LORO (i connazionali) a far fuori il loro presidente. Cosa che regolarmente avvenne.

    Antonio Borme per quindici anni fu una sorta di “appestato”: evitato da tutti e messo a riposo dalla scuola dove insegnava.

    Questo avveniva nella Jugoslavia di Tito, che si presentava come il paese con le leggi più avanzate riguardo alla tutela delle minoranze.

    Bratstvo i Jedinstvo (Fratellanza e Unità).

    L.

  91. sindelar ha detto:

    Ma sei de coccio allora.
    La legge sulla tutela delle lingue minoritarie è così.
    Vogliono i resiani farsi tutelare il loro dialetto? Bene, gli arriveranno i soldi a patto che si accodino alla legge regionale.
    Se non gli va bene vadano a Trieste a chiedere di cambiarla o rinuncino ai soldi.
    Non c’è altro di cui discutere. Nova Gorica, Ancarano o Capodistria non centrano niente con questa storia e continui a tirarle fuori non si sa per quale motivo (anzi forse si).
    Ti chiedi cosa c’entrano gli sloveni?
    Il governo sloveno si preoccupa perchè qualcuno gli ha fatto notare che una minoranza di una lingua del gruppo delle lingue slave (e quindi PER LEGGE REGIONALE equiparate alla lingua slovena) è discriminata con un questionario idiota.
    Se domani un raguseo invoca il diritto a non rispondere ad un questionario idiota (non un censimento) di un sindaco croato un pelo nazionalista gli dò ragione. Punto.

  92. Fufo ha detto:

    @Luigi
    Grazie, comunque el xe anche nell’italico verbo.
    Per precision infatti, le domande sull’appartenenza etnica e sulla religion, xe scrito che la risposta xe facoltativa:

    http://www.stat.si/popis2002/si/popisni_vprasalniki/P-3_3ita.jpg

  93. Tergestin ha detto:

    @ Luigi

    De politici italiani e figure limitrofe, o meio, locali che ga dito peste e corna sui sloveni, che fa tutt’oggi dopo 21 anni dal crollo del muro, ineggiamenti al “ritorneremo a prenderci le terre perdute” e deliri sul comunismo alle porte (basta legger i commenti non cancelladi sul blog del sindaco RDP o la rubrica “segnalazioni” del quotidian locale, che ogni giorno pubblica interventi astiosi su Tito e simili) te ne trovi in abbondanza.

    A Trieste el “bilinguismo mai” xe stado la norma e ne paghemo el conto: quanti sloveni parla italian e quanti italiani parla sloven?

    Te sa benissimo che se citemo episodi, fatti e quanto altro, femo notte.

    El problema xe i nazionalismi, che da quando xe rivadi in ‘ste terre DE GENTI MISTE, ga fato solo che danni. Se ga tracciado un confin e se ga nazionalizzado tutto a seconda del lato, Italia o Yugo che fossi diventado.
    Se ga visto i vantaggi…..

  94. dultan ha detto:

    luigi:
    a Cesari da dove viene la mia famiglia non si è mai parlato in italiano
    a Carcase (Krkavče) la maggioranza era italiana
    ma se continuiamo a contar chi pisa più lontan non finiremo mai. mi piacerebbe sentire un politico con una proposta di attivare oggligatoriamente il bilinguismo almeno visivo per 15 km di linea d’aria obbligatorio tra tutti gli stati dell’UE, per un fatto di rispetto del paese vicino.
    che bel sognar

  95. dimaco ha detto:

    io invece credo che tutto sto casino politico abbia basi ben più veniali(economiche per la precisione) Da quasi 20 anni la slovenia sta marciando economicamente in maniera piuttosto piuttosto veloce. prima del 1991 tutti venivano a comprare in italia perchè il mercato Yugoslavo era sprovvisto di determinati prodotti. Gli italiani (parlo per le zone di confine in cui abito, e precisamente Gorizia), disprezzavano “quei morti de fame dei sciavi”, ma agli stessi facevano molto comodo i soldi che portavano. così era l’economia da ste parti, tutti o quasi vivevano con i soldi che arrivavano portati da oltreconfine.

    Ora il discorso è cambiato, la slovenia corre, gli sloveni nonvengono più a comprare strazze in via rastello, non vanno più da Terpin a comprare pezzi di rcambio per trattori, e non si fanno più fregare nei negozi dove gli vendevano pezzi di rcambio usati come nuovi. Non ne vedi più a vendere davani al mercato i loro prodotti (uova ecc) guardati con compatimento e con una punta di disprezzo dai goriziani.
    Ora tutto questo non c’è piùm hanno negozi fornissimi di tuttom non perdono tempo a discutere se fare una cosa, la fanno. basta andare a nova gorica e si vede i coantieri che viaggiano alla velocità della luce.
    Non è successo quello che nel 91 credevano(speravano alcuni) succedesse e cioè che la slovenia restasse un paese povero che aveva bisogno di rifornirsi in Italia di generi vari. invece non è finita così.L’economia di confine italiana è praticamente crollata e l’entrata della slovenia in unione europea ha dato un’altro colpo devastante a quel poco che succedeva
    qui. Molte ditte si sono trasferite in Slovenia perchè hanno condizioni fiscali migliori, meno burocrazia. E forse una colpa questa? Non credo. Mica una nazione deve chiedere il permesso all’italia per gestire la sua economia. Siccome non riescono a risolvere i probelmi (in italia), non riesono a risollevare l’economia di confine(ormai ex) si scarica tutto a livello di nazionalismo.: Loro non danno questi diritti, misurano con il metro questo e quest’altro ecc. Sono solo cazzate per nascondere il fallimento politico economico di una classe dirigente, che ha fallito su tutta la linea, e che usa il becero nazionalismo per giustificarlo il fallimento.

    luigi si , gli italiani si comportano come se fossero il centro del mondo intero, pr dirla come disse Shopenhauer :”gli italiani sono boriosi ,pusillanimi e arroganti.”
    Non tollerano che uno staterelo con 2 milion di abitanto poss in qualche modo distrurbare l’italico gigante.

    Mi pace Luigi, sa tatno sui diritti degli italini in slovenia, mavisto che siamo in discorso, che mi dici del trentino alto adige? Se non sbaglio li il bilinguismo è stato tolto dalla segnaletica. ma non ne hai fatto il benchè minimo acenno.

  96. maja ha detto:

    @ 91 sindelar

    Solo una precisazione.
    La legge di cui stiamo parlando, è una legge nazionale (non regionale).

    La trovi qua:
    http://www.parlamento.it/parlam/leggi/01038l.htm

  97. sindelar ha detto:

    Maja hai ragione.
    Io parlavo dell’attuazione della legge nazionale che è stata promulgata dalla giunta regionale e con quell’attuazione che si è scelto di legare i resiani alla lingua slovena.
    Personalmente sono un sostenitore della tutela delle lingue minoritarie ma sono sempre stato critico su come sia stata fatta in regione questa tutela che ha imposto,a d esempio, per i friulani una lingua (o grafia, termine usato dai fautori) standard.
    Arrivando agli estremi per i quali sui cartelli si trovano stupidaggini come Vignesie, Triest o Grau.
    Il problema è chi ha attuato quella legge di tutela (sacrosanta) che lo ha fatto in maniera discutibile.

  98. @ dimaco

    Ti fai scudo di Schopenhauer per dare sfogo a un tuo pesante pregiudizio.

    Comunque sia, il filosofo tedesco disse anche: “Le altre parti del mondo hanno le scimmie; l’Europa ha i francesi. La cosa si compensa”.

    Controlla bene, e vedrai quante ne ha sparate quel vecchio babbione.

    In definitiva, con queste frasette del cavolo, non riuscirai a dimostrare un picchio, se non a dare ampia prova di un tuo pregiudizio. Il quale pregiudizio, come tutti i pregiudizi applicati addirittura ad un intero popolo, non è altro che una boiata sesquipedale.

    L.

    PS Sul Trentino Alto Adige, dimostri vieppiù che dovresti studiare meglio. In primo luogo, non è successo in Trentino Alto Adige, ma nella sola provincia di Bolzano. In secondo luogo, stiamo parlando di un centinaio di cartelli piazzati sui sentieri di montagna per iniziativa della locale associazione sudtirolese (omologa del CAI), e non per iniziativa del governo provinciale o di un ente locale. In terzo luogo, già dovresti sapere che il commissario del governo ha già ordinato la rimozione di tali cartelli per violazione delle norme vigenti. Riprova: sarai più fortunato.

  99. @ dultan

    Interessante quello che racconti di Cesari e Carcase.

    Pensa che a Cesari nel 1880 in 82 (su 427) dichiaravano di parlare italiano; nel 1890 erano 100 (su 324); nel 1900 i 100 erano divenuti 5 (su 315), mentre nel 1910 erano spariti del tutto (su 329).

    A Carcase invece il percorso è stato esattamente l’opposto: 7 italofoni (su 621) nel 1880, 29 (su 622) nel 1890, 85 (su 607) nel 1900, 217 (su 653) nel 1910.

    Sono d’accordo non solo col bilinguismo visivo, ma anche col bilinguismo integrale nelle zone di insediamento storico delle minoranze. Cosa fra l’altro proposta un tempo dalla Dieta Democratica Istriana in tutta la contea dell’Istria croata, e poi messa nel cassetto per l’opposizione dei soliti noti (l’associazione dei partigiani croati in prima fila).

    L.

  100. Eros ha detto:

    Se Luigi fosse corretto, avrebbe scritto che dell'”ordine” del commissario del Governo il Presidente della Prov. Di Bolzano ha dichiarato che se ne frega altamente e che non imbratterà le montagne con cartelli che richiamano i toponimi INESISTENTI storicamente perché INVENTATI da Tolomei.

    E ricordatevi che in Sud-Tirolo, come sul Carso, l’Italia è OCCUPATRICE

  101. Eros ha detto:

    Luigi, come mai a Trieste/Trst il bilinguismo non è applicato e non si ode da parte tua alcuna protesta?

  102. @ dimaco

    Sono andato a controllare la tua citazione di Schopenhauer sugli italiani. Non è giusta.

    Egli scrisse nel suo “Taccuino italiano”:

    “Il tratto distintivo del carattere nazionale degli italiani è l’assoluta spudoratezza. Essa si manifesta da una parte nel ritenersi all’altezza di ogni cosa, per cui sono presuntuosi e impudenti; dall’altra nel non ritenersi buoni a nulla, per cui sono vili. Chi invece conosce il pudore si sente inetto per alcune cose e troppo orgoglioso per altre: l’italiano non è né l’una né l’altra cosa, bensì, a seconda delle circostanze, ora pauroso ora arrogante.”

    L.

  103. “Me ne frego”: ricordo un altro che lo diceva…

    L.

  104. matteo ha detto:

    non credo che 17 italiani su 653 contino nel cambiare i toponimi e i nomi dei luoghi

  105. Marcantonio ha detto:

    Eros Italia occupatrice? ah ah ah allora come romano ti dico che siete tutti occupanti, questa era tutta zona nostra da oltre demila anni.

  106. matteo ha detto:

    come triestino dico che qui è e sempre sara austria

  107. dimaco ha detto:

    luigi ho citato quella frase per dare enfasi alla frase sucessiva. Shopenauer per dirla tutta si vergognava di essere tedesco. Riguardo ai pregiudizi 40 anni di vita in italia mi hanno dimostrato solo che ho ragione. Dovresti forse apporfondir tu i pregiudizi che hanno gli italiani nei confronti degli sloveni. pregiudizi e risentimento. Risentimento per averle prese sul muso? ma non è questo il tema del post. Io ho solo desritto il mio punto di vista, che a te non stia bene, non è un problema mio. Ciò non toglie il fatto che sia così.
    Il fallimento della classe politica è evidente e non solo di quella atuale ma di quelle che si sono susseguite dal dopoguerra a oggi. Questa era una zona dove maggiormente si è sentita la demagogia e il sentimento antislavo. Cosa che non è succesa al confine con la francia. Ancora oggi qualsiasi proposta che provenga dalla slovenia e che abbia carattere distensivo viene avversata da una parte della popolazione e da una parte della classe politica. Tutto viene visto come colonizzazione slava (risultato di 50 anni di propaganda che non si ferma nemmeno oggi).

    Per una volta sono anche d’accordo con eros.

  108. dimaco ha detto:

    matteo haanche ragione da vendere. in fondo da quando l’italia è qui (dal 1918) ha fatto solo danni.

  109. Marcantonio ha detto:

    Matte l’Austria e’ arrivata millenni dopo fregando il territorio ai veneziani

  110. matteo ha detto:

    indivisibiliter ac inseparabiliter

  111. Marcantonio ha detto:

    Matte’ visto che citi er latino te daremo la cittadinanza, anche se Caracalla l’aveva gia’ fatto

  112. matteo ha detto:

    ai veneziani?

    ma se trieste era comune autonomo e per non finire sotto venezia ha chiesto esplicitamente al austria di proteggerla, mi sembra che si festeggiava anche un qualcosa tipo 500 anni di fedelta al austria

    non mi interessa la cittadinanza, bensi sarei piu felice se valesse la doppia cittadinanza per i sudditi del austria come hanno fatto in trentino

  113. @ dimaco

    Io semplicemente dico che i pregiudizi sono delle porcherie, a maggior ragione i pregiudizi relativi a popoli interi, tu invece affermi che i tuoi pregiudizi sarebbero addirittura suffragati dai fatti (!!!).

    Questo è razzismo allo stato brado: ammantalo della patina che vuoi, ma sempre razzismo rimane.

    Segnatelo: questo è raz-zi-smo.

    L.

  114. dimaco ha detto:

    utilizzo lo stesso modo che usi tu.
    Sai, qualche pregiudizio c’è l’ho, sarà che i fasciti italiani hano tentato di sterminare la mia famiglia, che prima della guerra tentarono di espropriare le nostre porprietà (cosa che nemmeno i comunisti si sono sognati di fare), forutnatamente il mio bisnonno era una persona che non si lasciava certo minacciare. Forse un’pò di pregiudizi ce li ho.

  115. Paolo Geri ha detto:

    @109 marcantonio.
    Un ripassino di storia prego. Trieste non è mai stata veneziana se non per brevissimi periodi e furono anni di guerre e di devastazioni da parte dei veneziani. Con Venezia Trieste ha combattuto cinque guerre nel 1281, nel 1368, nel 1463, nel 1508 e nel 1615. La “dedizione” all’ Austria è del 1382 e nel 1468, la città sigla con l’ Imperatore il cosiddetto “Documento di abdicazione”. A Trieste non troverai un Leone di San Marco sui muri cittadini (salvo quelli delle Assicurazioni Generali) neanche a pagarlo oro. Ne abbiamo tenuto uno solo al Castello di San Giusto tanto per ricordarci come era fatto ……. Di aquile asburgiche invece – nonostante la devastazione fatta dagli italiani nel 1918 e nel ventennio fascista successivo – ne trovi ancora.

  116. @ matteo

    In Trentino attualmente non esiste la doppia cittadinanza austro-italiana, e nemmeno in Alto Adige: faccio notare che dovrebbe essere l’Austria a concedere la propria cittadinanza, ma finora si è rimasti ad una proposta di legge portata in parlamento dall’ex partito di Haider e non ancora approvata. Fra l’altro, questa legge appare ai miei occhi notevolmente contorta, giacché concederebbe la cittadinanza austriaca solo ai trentini, ai sudtirolesi e agli ampezzani, mentre non la concederebbe ai triestini o ai goriziani o agli istriani o ai dalmati. La “fedelissima” Trieste rimarrebbe quindi con un palmo di naso: ciàpa su e porta a casa!

    Rimango delusissimo anch’io, giacché come veneti i miei avi appartennero all’Impero austriaco, e il bisnonno di mio nonno combatté pure contro gli italiani nella battaglia di Lissa. Perché io non posso tornare ad essere anche austriaco, di grazia?

    Esiste invece – per esempio – la doppia cittadinanza per i croati: i croati di Bosnia per legge possono richiedere la cittadinanza croata, e in massa l’hanno fatto già da quel dì.

    Quando l’Italia però ha promulgato la legge che concedeva la cittadinanza italiana agli italiani di Slovenia e Croazia, la Croazia ha protestato ufficialmente, anche di fronte all’UE: quello italiano era fascismo, nonché segno di politica neoirredentista.

    L.

  117. Victor Bergman ha detto:

    Marcantonio ha ragione in qualche modo.
    L’incomprensione dei diritti delle minoranze è dovuto proprio al aver dimenticato ciò che gli antichi Romani già sapevano, ad esempio Cicerone ebbe a dire:

    “omnibus municipibus duas esse censeo patrias, unam naturae, alteram civitatis”.

  118. @ dimaco

    Ragioni allo stesso identico modo di quegli esuli istriani che dicono: ho ragione di essere antislavo, perché gli “slavocomunisti” mi hanno infoibato un parente, mi hanno portato via la casa e mi hanno mandato via a calci nel sedere.

    Insomma: tu sei come un qualsiasi Lacota…

    L.

  119. matteo ha detto:

    ma se l’italia ha protestato per la doppia cittadinanza austriaca e poi gli hanno ricordato la cittadinanza dei rimasti…

  120. dimaco ha detto:

    io ho qualche pregiudizio, innegabile in quanto mi ruslta parecchio difficile sopportare quelli che fanno demagogia con paroloni tipo riprendiamocil’istria ecc. per il resto io me ne sto sulle mie. Sopratutto ho pregiudizi nei confronti di quelli che pur non abitando qui si arrogano il diritto di parlare di cose di cui non hanno competenza, snocciolando articoli in copiaincolla e presentandosi come scrigno del sapere e della ragione.

  121. effebi ha detto:

    fenomeno curioso:

    in italia (dove la tutela è “assolutamente” imperfetta, lacunosa, inapplicata..) le minoranze sopravvivono ( …e non male , si direbbe) -ma solo per loro capacità (ovvio)

    in slovenia (dove la tutela è “assolutamente” pefetta ed esemplare) le minoranze agonizzano -ma, ovviamente, solo per loro incapacità

  122. @ dimaco

    Ho capito: hai un pregiudizio nei miei confronti. Ma non preoccuparti: non ho mai morso nessuno, e non ho mai né scritto, né detto, né mai pensato “riprendiamoci l’Istria”.

    Comunque sia, siamo OT.

    L.

  123. @ effebi

    Confermo che le minoranze storiche (italiani e ungheresi) in Slovenia agonizzano, visto che anche la minoranza ungherese si sta allegramente estinguendo, essendo diminuiti del 50% negli ultimi quarant’anni.

    La minoranza italiana in Slovenia ha presentato i seguenti dati nel 2002:

    46 sono fra 0 e 4 anni
    57 fra 5 e 9
    69 fra 10 e 14

    via via in crescendo, fino alle ultime due classi d’età:

    180 da 70 a 74
    260 da 75 in su.

    Se metti i dati sul piano cartesiano e unisci i punti, otterrai una tipica curva assai nota ai demografi: etnia in via d’estinzione. E’ solo questione di tempo.

    L.

  124. Julius Franzot ha detto:

    Ho letto tutti i precedenti interventi e vorrei porre una domanda sulla questione di principio: Ha senso supportare una minoranza che parla una lingua (?) racchiusa nella sua valle a costo di un’ altra minoranza, che però parla una lingua più o meno diffusa anche altrove?
    Merita spendere soldi pubblici (perchè solo di questo si tratta) per sostenere l’apprendimento di tale lingua (?) con pochissimi parlanti?
    Il discorso qui si riferische a Resia, ma per Sauris e Timau la problematica è la stessa.

  125. niemand ha detto:

    io invece pongo un’ altra domanda: se (e sottolineo *se*) veramente a resia si passa il tempo a discutere del proprio patrimonio genetico e della fonetica della propria lingua, per quale motivo un(a) giovane resiano(a) non dovrebbe mandare tutti a fangulo e scappare, che so, a londra o a berlino, dove ci sono cose piu’ interessanti da fare?

  126. Maurizio ha detto:

    W l’aquila bicipite! vero stato liberale e multietnico.

  127. @ sindelar

    Abbiamo finito gli argomenti e ti resta solo Youtube, vero?

    L.

    PS Purtroppo per te, io per passione leggo di storia e di attualità delle minoranze, ma per lavoro mi tocca pure cercare di interpretare le curve demografiche. Guarda un po’ quanto sei sfortunato…

  128. Francesco ha detto:

    5-0 per Luigi (Veneziano). Complimenti per la preparazione, sul serio, senza ironie.

  129. Bibliotopa ha detto:

    #131 Eros non ci dice nè come si chiami, nemmeno un nome proprio, nè da dove provenga, ma da quanto scrive sembrerebbe non essere nemmeno lui nato delle nostre parti, ma da qualche altro lembo di Italia. Poi, per qualche motivo suo, si è innamorato della Slovenia.

  130. sindelar ha detto:

    Odo rumori di unghie sugli specchi provvenir dalla laguna.

    La religione è una variabile prevista dalle nazioni unite (una terribile organizzazione affilitata alla mafia slovena?).
    Non è obbligatoria così come non lo sono

    Caratteristiche etno-culturali:
    • Etnia
    • Lingua
    • Religione.

    http://www.istat.it/dati/pubbsci/documenti/Documenti/doc_2009/doc1_2009.pdf

    Il “sangue degli antenati” e la “patria di appartenenza” non li ho ancora trovati, ma magari tu ce lo spieghi con la modestia che ti è solita.
    Saluti.

  131. @ sindelar

    Ogni messaggio in più, dimostra che tu proprio non sei capace d’interpretare la lingua italiana.

    Io ho affermato che chi si straccia le vesti per domande relative all’appartenenza religiosa presenti sul questionario del comune di Resia (modulo privato, che chiunque può gettare nel cesso), allo stesso modo dovrebbe stracciarsi le vesti per le domande dello stesso genere presenti nel censimento sloveno (modulo previsto dalla legge, di ben altro impatto).

    Ti faccio anche notare che le domande sull’appartenenza etnica sono presenti nei censimenti jugoslavi fin dagli anni del Regno dei Serbi, Croati e Sloveni.

    Ti faccio anche notare altre due piccole cose che evidentemente fingi di ignorare: gli sloveni d’Italia si sono SEMPRE riufiutati di accettare il censimento etnico in Friuli-Venezia Giulia, infatti tale censimento in Friuli-Venezia Giulia non si fa e non viene nemmeno proposto.

    Invece gli italiani di Slovenia e Croazia si sono detti varie volte CONTRARI al censimento etnico nei loro paesi, infatti tale censimento in Slovenia e Croazia continua a farsi.

    So che introduco delle fastidiosissime increspature nel tuo idillico quadretto della realtà di quei paesi, che per te sono evidentemente il paradiso terrestre per tutti gli uomini di buona volontà, ove i fiumi sono di latte e miele e l’ambrosia si coglie dagli alberi, ma devi scusarmi: non riesco proprio a fare a meno di raccontare cose che non solo ho letto sui libri (questi orridi oggetti che qualcuno qui aborre), ma che ho ascoltato direttamente – e varie volte – dalla gente del luogo.

    E ripeto per l’ennesima volta il mio invito: vuoi sentire con le tue orecchie cosa pensano i resiani? Andiamo lì io e te: te lo spiegheranno loro!

    Vuoi sentire con le tue orecchie cosa pensano gli italiani di Slovenia? Ti organizzo io un bell’incontro con qualcuno di quelle parti!

    Dopo questi incontri tu che farai? Farai come il sindaco di Nova Gorica e darai dei fascisti ai resiani? E poi darai dei fascisti anche agli italiani della minoranza in Slovenia?

    Nel secondo caso non saresti il primo: è da circa sessant’anni che la stampa di quel perfettissimo paese si scatena di tanto in tanto in tali esercizi.

    Potremmo anche fare una cosa seria: organizziamo la cosa in modo da scrivere poi dei pezzi da pubblicare su bora.la, così le risultanze dei nostri giretti non restano relegate a noi due.

    Ci stai o no?

    L.

  132. Tergestin ha detto:

    @ Luigi

    Anca un muleto capiria benissimo come te la pensi e come (mal) te la scondi in modo fintamente democratico.
    Sulla tua patriottica commozion degli italiani in Istria: mi qualche spiegazion podessi dartela visto che ne conosso e ne go conossudi ‘bastanza.

    Te podessi presentar de persona alcuni miei parenti acquisidi, italiani de slovenia e croazia che te dira’ che la no se vivi mal, tanto xe che i loro fioi ga deciso de adottar quela lingua e nazionalita’.
    Tradimento! Vilipendio! D’altronde xe Slo/Cro da sessanta anni: la gente se fondi nel tessuto locale.

    Xe come andar in una Little Italy in America: l’italian lo parla (a stento) i veci. De italian rimani solo le botteghe per turisti e i cognomi dela gente. La mularia se assimila magari, dopo qualche decennio, o no?

    O come a Trieste, gente i cui nonni settanta anni fa iera sloveni, ma chi per opportunismo de carriera, chi per paura, chi per forzatura, chi per scelta, i ga deciso de diventar italiani. No te ga gnanca idea de quanti fassisti de indubbia origine slava gavemo in ‘sto manicomio de citta’.

    Quindi, per cortesia, evita de misurar terre che no te conossi con la calcolatrice o citando i siti che rispecchia le tue idee, grazie.

  133. Eros ha detto:

    Tergestin, non solo non le conosce e si atteggia a grande esperto, ma è il tipico esempio di democristiano vittima del lavaggio del cervello fatto dalla Chiesa e dalla DC per tanti decenni. Hai presente le balle del tipo “nei paesi comunisti si mangiano i pipistrelli” o “vivino in 20 in una stanza”? Luigi è questo. Ha negato perfino che la gente in Slo e Cro avesse la lavastoviglie. Stefano Lusa ne LA DISSOLUZIONE DEL POTERE racconta della KOMPAS negli anni ’80 che organizzava viaggi alle Maldive. Bene, sono convinto che Luigi non ci creda. Pensa sia un’invenzione di Stefano Lusa…

  134. Maurizio ha detto:

    ma chi, come me, ha genitori, parenti, parenti acquisiti, di varie culture, religioni, etnie, nazionalità, cosa deve pensare? fin da bambino ha sentito musiche, lingue, idee, diversissime fra loro. in fondo tutto si può ricondurre a un mero interesse economico. altro che a grandi ideali! far girare i soldi all’interno della comunità di appartenenza e sfruttare quella vicina.

  135. effebi ha detto:

    dimaco …anche a trieste ci sono molti bambini iscritti alle scuole slovene ma non sono …sloveni. (dai ! suvvia !)

    sindelar …anche come pibi non farei ridere come te (quando ti mancano argomenti li cerchi in youtube !?)

    ripropongo per chi è a corto di argomenti:

    ——————–
    fenomeno curioso:
    in italia (dove la tutela è “assolutamente” imperfetta, lacunosa, inapplicata..) le minoranze sopravvivono ( …e non male , si direbbe) -ma solo per loro capacità (ovvio)
    in slovenia (dove la tutela è “assolutamente” pefetta ed esemplare) le minoranze agonizzano -ma, ovviamente, solo per loro incapacità

  136. Maurizio ha detto:

    be ma a trieste trovare dei puri la vedo dura.

  137. Eros ha detto:

    ma come… e quelli che dicono “sono italianissimo”?

  138. Paolo Geri ha detto:

    Sono d’ accordo con parecchie cose dette da eros e tergestin.
    La cosa che non capisco è perchè discutendo di un’ iniziativa di un comune della Repubblica Italiana (per me sbagliata) si debba parlare di Slovenia e Croazia. Il giudizio su quella iniziativa prescinde da vere o presunte reciprocità. E’ come il ragionamento dei cattolici integralisti che si oppongono alle moschee in Italia perchè “li” non si può praticare la religione cattolica. Se vivo in Italia mi occuperò di come si comporta lo Stato Italiano non di come si comportano altri stati.
    Quanto poi all’ identità “vissuta” sono solo i Resiani a poter dire la loro non certo gente di fuori.
    Personalmente non tollero poi che nessuno – soprattutto se “foresto” – spieghi a me triestino (ma di quelli “veri” ….. nonno austriaco, nonna ungherese, nonno istriano croato e nonna istro-veneta di Pirano) quale debba essere la mia identità che è complessa, multilingue, multiculturale e multietnica. Un incrocio e un “misiot” che rappresentano da sempre la nostra ricchezza nonostante due “occupazioni” italiane successive, quella del 1918 e quella del 1954 e il totale snaturamento etnico-culturale che ha avuto Trieste sia dopo la prima, sia dopo la seconda guerra mondiale.

  139. Tergestin ha detto:

    Ma chi ga mai dito che la Slovenia in se’, oltre al suo modo de trattar le minoranze, no gabi le sue ovvie lacune, ma sia perfetta, esemplare, un grande giardin dell’Eden?

    Mi penso che in tanti de voi gabi ancora alcune fobie anacronistiche che al giorno de oggi xe assolutamente fora posto.

    In Slovenia le minoranze agonizza anca perche’ i fioi e nipoti de tanti oriundi italiani (parlo de questi) ga volu’ diventar sloveni. Un poco perche’ xe ovvio dopo qualche generazion, un poco perche’ ai tempi dela Yugo iera una ditatura e soto le ditature la gente zerca de “mimetizzarse” el piu’ possibile, no so se go reso.
    No che fossi obligatorio smetter de esser italiani (da noi inveze iera obligatorio esserlo, durante la nostra dittatura, ricordemolo) ma presumo fossi senz’altro conveniente.
    Basta pensar quale xe l’accusa generalista piu’ diffusa che da’ i esuli ai rimasti quando le due fazioni se da’ sportelade. Quela de collaborazionismo. Disemolo senza giri de parole.

    In Italia la ditatura, che iera piu’ razzista de quela Yugo (no digo migliore o peggiore: parlo de razzismo e stop) xe sparida tempo prima e se ga zercado de aggiustar le robe. Quando la iera dale nostre parti ga contribuido a decimar letteralmente
    la comunita’ ebraica triestina, de cui no se parla mai e italianizzar totalmente quela slovena, “con metodi persuasivi” come scritto nei volantini che i tacava gagliardamente in giro.

    Infatti anca i sloveni a Trieste, per quanto i gabi vose, i xe sempre de meno: tanti xe diventadi italiani, come go za dito.
    Ma chiunque gabi un’eta’ avanzada o gabi parla’ con qualche vecio Triestin sa benissimo che a Roian, Servola, San Giacomo e compagnia bela, sentir parlar sloven iera regolare. Adesso i sloveni xe quatro gati su pel Carso.

    La verita’ xe che in ‘ste terre ghe xe stadi continui spopolamenti de persone, cambiamenti del tessuto sociale continui e forzature linguistiche. Oltre ai enormi danni che ga portado, cossa se ga concluso? Che xe tuti scontenti e pieni de pare.
    E la muleria, ala facia de certi tromboni, se ne frega e sta con chi vol. Da noi i giovani xe meio dei veci, lo go sempre dito.

  140. Eros ha detto:

    Caro Paolo, il problema delle nostre terre è proprio questo: i foresti che pretendono di dirci cosa siamo e cosa dobbiamo volere.

  141. Maurizio ha detto:

    chi non si sente triestino (esserlo è una condizione dell’anima) non capirà mai. forse per questo siamo bistrattati da tutti. tranne che da pochi illuminati.

  142. Eros ha detto:

    EFFEBI mente sapendo di mentire. Sa benissimo che, come evidenzia Tergestin, Trieste era a maggioranza slovena e lentamente gli sloveni si sono assimilati agli italiani perché l’italiano era la lingua che “contava” e per contare dovevi parlare italiano.

  143. Eros ha detto:

    maurizio, io mi sento assolutamente triestino nel senso che tu indichi

  144. dimaco ha detto:

    avevo chiesto di rimuovere il commento 135 mio. in quanto redatto in maniera errata a causa di una mia svista nel legger il posto di luigi con il quale mi scuso.

  145. Tergestin ha detto:

    Mi no go parlado de “maggioranza slovena”, mi go parlado de terre miste e le nostre lo xe da sempre e sempre stade.
    Xe antistorico creder a chi al di la’ del confin diseva che Trieste iera una citta’ slovena, cussi’ come xe antistorico parlar de ritorno de Trieste all’Italia nel ’18 (me sfuggi quando la ghe fossi stada prima).

    Mi come in tanti de noi/voi Triestini go origini miste e son e me sento Triestin prima de tutto. No go niente contro i foresti perche’ la mia storia me insegna a strinzerghe la man a tutti. Ma la mia storia me insegna anche che tra la brava gente, alcuni de lori i xe voludi venir qua a far i professori, a dirme chi son e cossa go de sentirme, nel migliore dei casi.
    E con quei foresti, tendo ad aver rapporti el piu’ possibile distaccadi.

  146. Maurizio ha detto:

    e vero, anche io porgo per primo la mano, ma sempre più spesso si prendono anche il braccio.

  147. Paolo Geri ha detto:

    Siamo totalmente fuori tema ma la discussione è onteressante per cui mi permetto di smentire cortesemente l’ affermazione che Trieste era a maggioranza slovena.
    Nel 1910 l’ Impero Austro-Ungarico tiene un censimento a Trieste in Istria basato sulla lingua d’ uso (“Umgangsprache”). Undici anni dopo nel 1921 il Regno d’ Italia ne effettua un altro. I risultati del censimento del 1921 volto a sostenere una presunta schiacciante “italianità” di Trieste sono a tal punto “forzati” da risultare risibili, pur ammettendo infatti principi di rilevamento diversi e tenendo pur conto che nel 1921 si era già effettuata la sostituzione totale degli apparati statali, scolastici, del porto, delle ferrovie, espellendo di fatto oltre 35.000 abitanti di Trieste e dell’ Istria e sostituendoli con “regnicoli” in larga parte meridionali, i risultati del censimento segnano un cambiamento impossibile nell’ arco di soli undici anni. Per comprendere inoltre i criteri del censimento austriaco va tenuto presente che il “Litorale” era composto da tre circoscrizioni amministrative, o meglio province della corona asburgica: il Margraviato d’ Istria, la Principesca Contea di Gorizia e Gradisca e la città imperiale immediata di Trieste. Secondo il censimento austriaco del 1910, censimento contestato dopo la fine della prima guerra mondiale dagli ambienti nazionalisti triestini, su un totale di 229.510 abitanti del Comune di Trieste (comprendente anche una serie di località limitrofe al centro e dell’ altopiano) si ebbe la seguente ripartizione sulla base della lingua d’ uso:
    118.959 (51,8%) parlavano italiano
    56.916 (24,8%) parlavano sloveno
    11.856 (5,2%) parlavano tedesco
    2.403 (1,0%) parlavano serbocroato
    779 (0,3%) parlavano altre lingue
    38.597 (16,8%) erano cittadini stranieri a cui non era stato chiesta la lingua d’uso, tra i quali:
    29.639 (12,9%) erano cittadini italiani
    3.773 (1,6%) erano cittadini magiari.
    Sul totale della popolazione residente censita, ben 98.872 abitanti (43%) non erano nati nel comune di Trieste ma in altri territori posti sotto sovranità austriaca (71.940 abitanti censiti, ovvero il 31,3%) oppure all’estero (26.842 abitanti censiti, pari all’11,7%). Fra questi ultimi la massima parte era nata nel Regno d’ Italia (i cosiddetti “regnicoli”) mentre, fra i primi, le colonie più numerose provenivano dalla Contea di Gorizia e Gradisca (22.192 abitanti censiti), dall’ Istria (20.285 abitanti censiti), dalla Carniola (11.423 abitanti censiti) e dalla Dalmazia (5.110 abitanti censiti).
    Con il censimento de 1921 tutto stranamente cambia. Trascurando altri comuni minori abbiamo in percentuale questi dati: a Trieste l’ 84 % avrebbero parlato italiano (uno straordinario + 33 %), l’ 11 % avrebbe parlato sloveno (-13 %); del tutto scomparsi i parlanti tedeschi, serbo-croato e le altre lingue !
    Siamo sempre stati un stupendo “misiot” !

  148. dimaco ha detto:

    sarebbe interessante però sapere quanti parlavano due o più lingue, cosa piuttosto comune in una società multicultrale come lo è stata quella triestina e anche quella goriziana.
    Io parlo correttamente il tedesco ma non per questo sono tedesco.

  149. Eros ha detto:

    Si, Paolo, ma questo misiot è stato alterato dall’arrivo degli esuli, voluto fortemente da Degasperi per rinforzare la presunta italianità di Trieste.
    Ci si chieda per he molti di loro furono sistemati al villaggio del pescatore… Per far diventare sempre più Duino la slovena Devin…

  150. Chiariamo un paio di cose:

    1. Mai ho preteso d’essere un residente triestino o istriano o dalmato. Ho solo avuto degli avi in quelle terre. D’altro canto, come il buon Paolo dimostra implicitamente – dati alla mano – parlare di “identità triestina” significa cercare di ridurre ad unità la macedonia di frutta.

    Ripeto una cosa che ho già scritto varie volte: lo sapete chi era Umberto Saba, il cantore massimo di Trieste? Era un regnicolo, figlio di un veneto di nome Poli: uno che nel censimento del 1910 fu contato come “straniero” . Saba non fu mai suddito imperiale, tanto che la guerra se la fece da richiamato, con la divisa grigioverde del Regno d’Italia! Discorso diverso sarebbe da farsi per l’Istria, ma lasciamo perdere.

    2. Ho riportato dati concreti smentiti da nessuno, e finora sono l’unico che s’è detto disposto ad andare sia in val Resia sia in Slovenia e in Croazia a parlare con la gente del luogo, in modo da farci raccontare come vedono la cosa. Tutti quanti noi – e sottolineo: TUTTI, nessuno escluso – parliamo non essendo residenti in quelle terre. Un triestino o un carsolino può sapere della val Resia esattamente quanto un veneziano o un romano (come il romano Eros – peraltro tifoso della Lazio -, che spara sciocchezze grandi come una casa una dietro l’altra rispetto al sottoscritto: delle vere e proprie idiozie infilate con nonchalance, come perle in una collana), a patto che sia andato qualche volta lì e abbia cercato d’informarsi. Ripeto la domanda: qualcuno è disposto a venire con me a fare un reportage sulla Val Resia e a parlare con qualche rappresentante degli italiani di Slovenia? Forza ragazzi, vediamo quanti soloni che danno le pagelle al sottoscritto si prendono questa briga…

    3. Tergestin non si rende nemmeno conto dell’intrinseca ed implicita contraddizione delle sue parole: lui dice che non bisogna lamentarsi per l’assimilazione delle minoranze perché tanto questi fanno ciò che vogliono e si assimilano punto e stop. E allora perché ci si scalda tanto per la val Resia? Perché il presidente dell’SKGZ – non resiano, esattamente come me – non se ne sta buono e zitto e lascia che si arrangino?

    Ma se invece un Pavsic qualsiasi può dire la sua, allora lo può fare anche un triestino, e pure – orrore! – un veneziano come me.

    La differenza sta in ciò che si dice: uno può dire delle boiate pazzesche anche se magari vive e vegeta proprio al centro del centro della val Resia (esempio: lo sapete quanti sono i resiani che continuano a dire che il loro dialetto non ha nulla a che vedere con lo sloveno standard?).

    Luigi (veneziano)

  151. Eros ha detto:

    non sono romano e tantomeno appartengo a quella tifoseria nazi-fascista che è la laziale. Luigi veneziano, non straparlare!

    Sono disposto a venire in Val Resia e in Slovenia dalla minoranza italiana. Convocami.

  152. Dai Eros, che mi faccio quattro risate.

    Clicca sul mio nome e invia un messaggio all’indirizzo del mio sito di cartoline. Ci scambieremo il numero di cellulare per accordarci per il giorno in cui andare dall’una e dall’altra parte.

    Ovviamente ti garantisco l’anonimato, nel caso in cui tu non sia quello che penso tu sia.

    Aspetto fino a questa sera, dopo di che racconterò com’è andata.

    Ci stai, vecchio mio?

    L.

  153. Eros ha detto:

    Luigi, ho già detto altre volte che non consento a nessuno intromissioni nella mia privacy. Tu convoca un incontro pubblico, un sabato possibilmente, e io ci sarò. Mi piacciono le cose alla luce del sole. Ritrovo al Mercatone di Palmanova e partenza per la Resia. Anche al mattino presto, mi va benissimo. Poi al pomeriggio appuntamento con la minoranza italiana in Slovenia, ok?

  154. dimaco ha detto:

    avvisatemo che mi accodo pure io. non mi serve neppure fare tanta strada. esperimento piuttosto interessante.

  155. Maurizio ha detto:

    mettiamo i puntini sulle i e diciamo che la madre di Saba era ebrea, che Umberto venne allevato da una tata slovena, il padre irredentista venne espulso. certo è che mai lui fu perseguitato dall’impero, ma dal fascismo si!

  156. Eros ha detto:

    Grazie, Maurizio, per la precisazione. Luigi racconta sempre e solo mezze verità. Quelle che fanno comodo ai suoi teoremi ideologici.

    E sempre W la Austria-Ungheria! 🙂

  157. Redazione ha detto:

    Fissate pure l’appuntamento, però poi tornate in topic grazie! 😉

  158. Bravo dimaco: Eros non verrà, ma mi fa piacere condividere con te questa esperienza.

    Allora se ti va bene io adesso contatto il sindaco di Resia e un presidente di CI in Slovenia, così vediamo quando possono essere disponibili. Poi direi per Resia di sentire anche “l’altra parte”: direi che la signora Negro potrebbe andar bene: ok?

    Per cortesia, mandami un tuo recapito così possiamo interloquire via email.

    Luigi (veneziano)

  159. Eros ha detto:

    Mi dispiace, Luigi, ma invece di continuare a provocarmi, dovresti farti una ragione del fatto che invece verrò. Attendo giorno e ora per l’appuntamento.

    Perché vuoi per forza interloquire via email? Parla pubblicamente. O hai paura che io venga e faccia crollare il tuo TEOREMA?

  160. Paolo Geri ha detto:

    @149. Dimaco
    Ovviamente non ci sono dati precisi in merito alle lingue parlate contemporaneamente in quegli anni, soprattutto in famiglia. C’ era di sicuro la “lingua d’ uso” ma poi tutti parlavano probabilmente un po’ di tutto.
    Posso dare solo due testimonianze, una strettamente familiare:
    mio nonno paterno (originario di Graz) nato nel 1890 parlava correntemente tedesco, italiano, ungherese, masticava boemo e sloveno;
    mia nonna paterna (originaria di Budapest) nata nel 1895 parlava correntemente tedesco, italiano, ungherese e boemo;
    mio nonno materno (originario di un paesotto vicino a Idria nell’ interno dell’ Istria) nato nel 1888 parlava correntemente croato, sloveno e italiano, masticava tedesco;
    mia nonna materna (originaria di Pirano) nato nel 1891 parlava correntemente italiano, sloveno e croato, capiva il tedesco;
    Mia madre e mio padre (entrambi del 1921) parlavano correntemente italiano e tedesco; mia madre parlava discretamente bene inoltre sloveno e croato; io sono cresciuto trilingue da bambino poi putroppo ho perso la pratica di sloveno e croato.
    Una mia vecchia conoscente, deceduta ultra centenaria alcuni anni fa, appartenente ad una ricca famiglia triestina del tempo parlava e scriveva in italiano, tedesco, sloveno, croato, ungherese, boemo e – ovviamente – francese ed era capace di passare, ancora ottantenne, da una lingua all’ altra a seconda della persona a cui si rivolgeva.

    @151 luigi.
    L’ “identità” triestina è proprio questa che tu definisci “macedonia di frutta” ed io invece invece l’ essere degli “stupendi bastardi” e dove ognuno può liberamente scegliersi la componente in cui si riconosce maggiormente, ma non esclusivamente.

    @150. eros.
    Perfettamente d’ accordo. Nel 1954 arrivano gli esuli e i triestini (oltre 20.000) emigrano in Australia.

  161. Eros ha detto:

    Perdonami, PAOLO, ma Idrija non è in Istria….

  162. maja ha detto:

    “lo sapete quanti sono i resiani che continuano a dire che il loro dialetto non ha nulla a che vedere con lo sloveno standard?”

    Ma che domande!
    Tutti, è ovvio.

    Che il resiano sia lontanissimo dallo sloveno standard è fuori discussione, ma è altrettanto vero che entrambi appartengono allo stesso sistema linguistico. Che è quello sloveno. Su questo non ci piove.

    Ma non è questo il problema, secondo me.

    Il punto è che se da un lato c’è chi dice ai resiani “voi vivete in Italia, quindi siete italiani a tutti gli effeti, e la vostra lingua è una parlata antichissima di remote origini slave”, dall’atra c’è qualcun altro che dirrà “voi parlate un dialetto sloveno, quindi siete sloveni”.

    Alcuni resiani (la maggioranza, credo) si riconoscono nella prima affermazione, altri nella seconda.

    Pavšič sostiene soltanto che il primo gruppo, sicuramente più nutrito o perlomeno più agguerrito, si dimostra spesso intollerante con il secondo e che “la politica” non fa nulla per placare gli animi, anzi, spesso soffia sul fuoco.

  163. Eros ha detto:

    Quanto all’immigrazione triestina in Australia. E’ una pagina insabbiata dagli esuli. Per favorire l’insediamento di questi ultimi, accesi nazionalisti ed accesissimi anti-comunisti, la DC diede loro la precedenza nell’assegnazione di case popolari e posti pubblici, causando una crisi economica violentissima tra i triestini autoctoni.
    Il disegno democristiano era ben preciso: sabotare i sindacati nelle fabbriche, offrendo posti di lavoro ed alloggi gratuiti agli esuli a Torino, per infiltrare frange anti-comuniste alla Fiat; sabotare la multiculturalità di Trieste, che avrebbe significato fragilità al confine orientale. Per questo si favorirono gli esuli rispetto ai triestini.
    Non parliamo poi del disegno di indebolire la minoranza slovena a Duino e nel resto del Carso infiltrando anche qui esuli.

    Alla faccia della democrazia occidentale e del senso cristiano della vita! Degasperi era peggio di Tito!

  164. dimaco ha detto:

    io non ho problemi purchè la mia identità rimanga tra di noi. magari eros si potrebbe fare una captina alla Carraro di gorizia, così esponi a loro i vantaggi dell’anarcocapitalismo. Sono sicuro che le 100 famiglie rimaste in cassa o senza reddito ascolteranno con molta attenzione le meraviglie di tale sistema.
    luigi hai mail.

  165. sindelar ha detto:

    I resiani che tu conosci possono dire quello che vogliono sul loro dialetto e il suo legame con lo sloveno standard.
    Lo studio dei linguisti dice che appartiene alle lingue slave, quando dimostreranno il contrario ne riparleremo.

    Ma torniamo alla querelle sul questionario.

    Tu dici:
    le domande sull’appartenenza etnica sono presenti nei censimenti jugoslavi fin dagli anni del Regno dei Serbi, Croati e Sloveni.

    E allora? I censimenti odierni della Repubblica di Slovenia (non dei regni serbi e neanche dell’impero ottomano) sono contrari alle direttive ONU? No. Punto.

    gli sloveni d’Italia si sono SEMPRE riufiutati di accettare il censimento etnico in Friuli-Venezia Giulia

    E fanno bene dato che l’etnia è un parametro non obbligatorio. Comunque l’etnìa non viene richiesta a nessun cittadino italiano. Basta guardarsi il modulo dell’ultimo censimento disponile sul sito ISTAT.

    Invece gli italiani di Slovenia e Croazia si sono detti varie volte CONTRARI al censimento etnico nei loro paesi

    E infatti non sono risposte obbligatorie. Ti ha già risposto Fufo al #92.

    vuoi sentire con le tue orecchie cosa pensano i resiani?

    Domanda retorica e capziosa. Ti invito a leggere i commenti sui blog della val resia.
    Alcuni se la prendono con Pavsic perchè gli sloveni mettono il naso negli affari dei resiani dimenticando che il loro italianissimo sindaco non è da meno con il questionario.
    Ma questo non ha niente a che fare con il questionario dato che gli stessi poi si lamentano giustamente delle domande tendenziose del questionario che in una comunità di pochi abitanti identificano automaticamente il compilante.

    E poi ci sono i commenti di resiani (che non sono tuoi amici) con la mentalità un po’ più aperta e non si fanno condizionare da persone cresciute durante la guerra fredda con la paura del nemico slavo strumentalizzata ad arte da alcune forze politiche.
    E’ evidente che tu queste cose non le conosci, vivendo a 200 km di distanza che il nazionalismo filo italiano ha avuto negli anni passati facile terreno di propaganda nelle valli del natisone e del resiano.
    Le nuove generazioni stanno crescendo senza la paura del confine e per fortuna non credono a certe fandonie.

  166. Paolo Geri ha detto:

    @156. Maurizio.
    “mettiamo i puntini sulle i e diciamo che la madre di Saba era ebrea, che Umberto venne allevato da una tata slovena, il padre irredentista venne espulso. certo è che mai lui fu perseguitato dall’impero, ma dal fascismo si!”.
    Perfetto ! e aggiungiamo pure che nel secondo dopoguerra si era iscritto al Partito Comunista del Territorio Libero di Trieste. E’ sua la frase – mi pare del 1953 – “Trieste è la città più fascista d’ Italia”.

  167. Maurizio ha detto:

    per Paolo: concordo, ma spiegarlo e farlo capire e dura. pochi hanno la libertà intellettuale di capire quanto scrivi. è una condizione dell’anima, refrattaria ad ogni imposizione, prevaricazione, stoltezza.

  168. Eros ha detto:

    dimaco, io affronto chiunque a testa alta, anche i lavoratori della Carraro. Spiegherò loro che devono rimettersi in gioco e non aspettare che il lavoro gli piova dal cielo.

  169. @ maurizio

    Giustissimo ampliamento delle info.

    Saba era figlio di una Coen, ebrea di una famiglia di commercianti, e di un Poli veneto. La voce secondo la quale fu espulso da Trieste in quanto irredentista l’hai probabilmente presa da Wikipedia, ma in realtà è semplicemente falsa, così com’è falso (com’è sempre scritto in Wikipedia) che il padre fosse di nobile famiglia veneziana: non esiste una nobile famiglia “Poli” a Venezia, oltre a tutto il cognome è prevalentemente vicentino.

    Semplicemente il signor Ugo Edoardo Poli – evidentemente un farfallone – lasciò la moglie quando questa era incinta, e sparì per sempre.

    Altra cosa da sapere è che Umberto Saba – nato nel 1883 – fra il 1903 e il 1918 visse quasi sempre in Italia, tranne un periodo di tre anni fra il 1909 e il 1912. Ma la cosa probabilmente più interessante per capire il personaggio è che Umberto saba fu fortemente interventista: voleva quindi che l’Italia entrasse in guerra contro l’Impero A/U.

    Destinato a incarichi nelle retrovie, visse la cosa come un’umiliazione: lui voleva combattere al fronte.

    Raramente si ricordano di Saba i versi come i seguenti:

    “Poi che il soldato che non va alla guerra
    invecchia come donna senz’amore,
    questo vorremmo: la certezza in cuore
    di vincere, ed andar di terra in terra.”

    A quegli anni è ascrivibile addirittura un periodo in cui Saba collaborò col “Popolo d’Italia”, il quotidiano findato e diretto da Benito Mussolini.

    Anche questa è storia, cari miei.

    L.

  170. Maurizio ha detto:

    ma il fatto importante è che dopo aver abbracciato la patria da questa fu tradito, tanto da dover scappare all’estero causa leggi razziali. anche questa è storia.

  171. @ dimaco

    Clicca sul mio nome: entrerai nel mio sito di cartoline istriano/quarnerino/dalmate. Lì trovi un mio indirizzo email (clicca su “contatti”).

    Eros non verrà: stanne pur certo, anche perché da Roma è un viaggione…

    L.

  172. @ maurizio

    Verissimo: fu tradito. Io direi però che a tradirlo fu il fascismo, non tanto la patria. A meno che non si dica che Fascismo=Italia. E a quel punto diciamo che Germania=Nazismo e magari Jugoslavia=Comunismo.

    L.

  173. dimaco ha detto:

    gia fatto. controlla la mail

  174. Maurizio ha detto:

    in quel periodo certamente italia = fascismo.

  175. dimaco ha detto:

    lodevole eros vramente lodevole, ma non credo che i miei colleghi la pensino come te. magari lo stesso possiamo fare con varie aziende dell’isontino. Sono sicuro che ascolteranno il loro consiglio. sopratutto, se l’azienda è stata chiusa per delocalizzare e che in queste zone è’ molto difficile trovar un lavoro.

  176. Paolo Geri ha detto:

    @170. luigi
    1.) “si ricordano di Saba i versi come i seguenti: “Poi che il soldato che non va alla guerra invecchia come donna senz’amore,
    questo vorremmo: la certezza in cuore
    di vincere, ed andar di terra in terra.”
    Questi versi sono della raccolta “Versi militari” data alle stampe nel 1908 dopo che Saba aveva concluso il suo servizio militare a Salerno. Non c’ entrano nulla con la sua esperienza di soldato durante la prima guerra mondiale.

    2.) “a quegli anni è ascrivibile addirittura un periodo in cui Saba collaborò col “Popolo d’Italia”, il quotidiano findato e diretto da Benito Mussolini”.
    La collaborazione – assai saltuaria peraltro – con il “Popolo d’ Italia” è di almeno sei anni successiva, in quanto il giornale viene fondato da Mussolini appena nel 1914.

  177. omo vespa ha detto:

    de saba la piu bela sberla resta:

    “Dopo il nero fascista il nero prete;
    questa e l Italia, e lo sai. Perche allora-
    diceva il mio compagno- aver rimpianti?”

  178. omo vespa ha detto:

    cmq, con tuto el rispeto, e anche mi mona che me acodo – 180 comenti su resia…e la meta che parla de saba, privatizar tuto, trieste e i censimenti dei karadjorgevich…

  179. Eros ha detto:

    Luigi, quanto scommettiamo che vengo? 1.000 euro?

  180. Tergestin ha detto:

    Cito, perche’ xe de rider:

    “Tergestin non si rende nemmeno conto dell’intrinseca ed implicita contraddizione delle sue parole: lui dice che non bisogna lamentarsi per l’assimilazione delle minoranze perché tanto questi fanno ciò che vogliono e si assimilano punto e stop.”

    Citime dove go dito de preciso ‘sta roba. Go dito che l’assimilazion xe naturale anche in paesi (vedi quei anglosassoni) dove ghe xe una forte democrazia. Da noi la democrazia xe recente e gnanca tanto forte, de la o de qua, indiferente.
    Me par che sta travisando concetti oltre ad affibbiarme parole non mie.

    “E allora perché ci si scalda tanto per la val Resia? Perché il presidente dell’SKGZ – non resiano, esattamente come me – non se ne sta buono e zitto e lascia che si arrangino?”

    Cio’, ma legite.
    Mi go dito che in Val Resia xe quatro gati e che i ga evidentemente tanto tempo de perder per ‘ste sempiade. Te go solo fato notar che le tue idee le vien fora evidenti, nonostante goffi tentativi de mascherarle con dati (come se la gente fossi una formula matematica).

    Spieghime adesso quale tra i due se scalda, visto che ti pur de far veder che te ga ragion su ‘sta monada, che no penso decidera’ i destini dell’umanita’, te se ciol/sacrifichi un giorno libero, te spendi bori de benzina, te fa giri de telefonade per contattar questo e quel altro e tuto un circo che francamente no capisso che senso ga. E bona che dovevo star “buono e zitto” come ti!
    Per dimostrar cossa e a chi no so, ma no dirme che quel che se scalda son mi, eh.

  181. Paolo Geri ha detto:

    179. omo vespa.
    E pensa che Tito xe sta nomina solo due volte e mai una le foibe !

  182. Saba affermò in seguito che anche lui aveva passato un “breve periodo” di nazionalismo, rammaricandosi per questo.

    Quando parlavo della sua collaborazione col “Popolo d’Italia” di Mussolini, con l’espressione “in quel periodo” intendevo dire “nel periodo in cui era interventista”.

    Nel 1915 pubblicò un articolo di aspra critica nei confronti dei neutralisti, affermando che “si mascherano da imperialisti” perché “parlano tanto di Mediterraneo, e ne parlano tanto in opposizione, benché essi dicano in integrazione, al mare veramente nostro, al mare Adriatico”, aggiungendo che “per avere Trento e Trieste e l’Adriatico fino là dove sulle sponde la popolazione è ancora in prevalenza italiana, occorre far la Guerra, una Guerra lunga, difficile ed estremamente sanguinosa”.

    Come detto, Saba in seguito ripudiò questo suo periodo, anche se con una certa nonchalance lo inserì negli anni della sua gioventù. In realtà però Saba nel 1915 aveva già 32 anni, e quindi non era proprio un ragazzino di primo pelo…

    L.

  183. Tergestin ha detto:

    @ 164 Eros

    Abbastanza vero, i oltre 30.000 Triestini che xe emigradi in Australia, de cui molti ancora vivi e contattabili, i te lo podera’ confermar. Anca mi go parenti la zo’.
    Xe stada una mossa furba anca perche’ in tanti rioni Triestini iera chi votava PCI e partiti indipendentisti, che el sindaco e el vescovo dell’epoca (varda caso democristiani, de Rovigno e messi la’ dalla DC) no podeva veder e lo dichiarava pubblicamente.

    I Triestini xe stai spedidi via a decine de migliaia de lori da casa el piu’ possibile perche’ in quei anni per lori no iera lavor. Ma per una cifra ancor piu’ grande de esuli e un fraco de militari, carabinieri e funzionari statali dela bassa Italia si’…..evidentemente perche’ iera facilissimo intuir cossa i gavessi votado.

  184. Maurizio ha detto:

    oggi si direbbe pulizia etnica, e parecchi anni dalla fine della guerra. per giunta da una “democrazia”

  185. Eros ha detto:

    Maurizio e Tergestino, sulla questione sarebbe interessante conoscere il parere di Luigi. Ma, come sempre quando è in difficoltà, parla d’altro…

    Quella di De Gasperi fu proprio PULIZIA ETNICA!

  186. Tergestin ha detto:

    Mi no useria certi paroloni.
    La ciamassi una mossa furba o meio, una carognada. Notar come tra l’altro i giornai indipendenti dell’epoca riportava quotidianamente i brogli elettorali della DC dei primi anni cinquanta: veniva gente a votar da fora Trieste, con tanto de certificato de nascita “foresto”, suore e preti portava veci e invalidi fora dai sanatori per votar scudocrociato e altre bobade.

    Inoltre, quando i oratori dei partiti autonomisti Triestini fazeva sonar l’inno de San Giusto o parlava in Triestini, partiva fischi se non risse. Secondo voi, podeva esser Triestini che ghe fis’ciava addosso ala gente che parlava nel suo dialetto? Difatti puntualmente la polizia del GMA becava foresti con la tessera del MSI. Xe inoltre risapudo che tra i tanti che xe emigradi in Australia iera diversi “cerini”, italiani e/o sloveni de Trieste che dopo el ’54 ga avudo vita dura per via che iera completamente cambia’ el clima. Quei anni saria de studiarseli meio.

  187. La quantità di sciocchezze ch’è stata scritta negli ultimi tre messaggi è di tale portata che traborda addirittura dalle pagine del blog.

    Addirittura quel pozzo d’ignoranza di Eros accusa De Gasperi di pulizia etnica: non sa nemmeno che ai tempi del “grande esodo” dalla ex zona B del TLT De Gasperi era addirittura già morto!

    Roba da ridere…

    L.

  188. Maurizio ha detto:

    ma quando si mettono in atto azioni tali da indurre popolazioni a spostarsi, che termine si dovrebbe usare?

  189. Tergestin ha detto:

    Visto che te me tiri in ballo sappi che mi no go cita’ De Gasperi ne go parlado de pulizia etnica. Go semplicemente postado dei dati che te pol riscontrar in qualsiasi momento, quando te la finira’ de documentarte sui siti che te fa comodo. Magari fate un giro in libreria, a TS ghe ne xe tante.

    I broi elettorali (nonche’ le rapine, in primis quelle sul porto) della DC iera evidenziadi nei giorni precisi dal “Corriere di Trieste”, mai smentidi dalla propaganda clerico-nazionalista che se limitava a darghe dei filo-titini, un poco come oggi.

    Dei tanti cerini che xe dovudi filar in Australia, prontamente sostituidi da altri, ne ga accennado persin Maranzana in “Trieste emigrata”, libro molto edulcorado sull’emigrazion nostrana. No diria proprio un anti-italian, Maranzana.

    Fatto sta’ che col ritorno all’Italia i nostri ga fato fagotto. Oltre 30.000 accertadi dal governo Australian, dal 1954 al 1961.

    Adesso te pol tornar a darghe bacini alla foto de De Gasperi o vardarte qualche bela fiction con Beppe Fiorello che el fa l’italiano povero ma bello, se te fa piazer.

  190. @ maurizio

    Nemmeno Sandi Volk – che pure è Sandi Volk – ha accusato nel suo libro sugli esuli a Trieste l’Italia d’aver messo in atto azioni tali da indurre i triestini ad andarsene.

    Abbiamo già discusso mesi fa di questo argomento: c’è gente che ritiene che ai profughi istriani siano stati fatti ponti d’oro, riservati posti di lavoro scavalcando tutti quanti, regalate prebende di tutti i tipi, addirittura “abbonato” il servizio militare, eccetera eccetera.

    A suo tempo ho dimostrato che tutte queste cose sono delle pure leggende, ma evidentemente nella testa di alcuni le “verità della chiacchiera da bar” sono più vere del vero.

    Continuiamo così, facciamoci del male…

    L.

    PS Siccome però siamo abbondantemente OT, io dico che la smetto qui. Se si vuole, si faccia un altro articolo sul tema specifico. Ringrazio dimaco d’avermi scritto: ci mettiamo d’accordo per fare una scampagnata nei posti di cui abbiamo parlato, così fra un piatto e l’altro vediamo anche di imparare qualcosa…

  191. omo vespa ha detto:

    paolo, i xe sempre in tempo, daghe altri 10-15 mesagi…

  192. Maurizio ha detto:

    fato sta che mi e mia moglie gavemo piu parenti in giro pel mondo che qua.

  193. @ Tergestin

    Addendum.

    I dati che hai scritto sono falsi.

    Nel periodo 1954-1961 i triestini che emigrarono furono 18.647. Di questi, il 45% scelse l’Australia.

    L.

  194. Tergestin ha detto:

    Giusto, se gavemo sognado tuto noi de notte.
    Qualche decina de migliaia de Triestini ga deciso de andar in gita, ma siccome i xe noti imbriagoni i se ga dimentica’ de tornar casa.

  195. Tergestin ha detto:

    @ Maurizio

    No te son el solo.

    @ Luigi

    Go letto anca mi quela fonte, come go letto altri che parla de 50.000 e altri. 30.000 me par la cifra piu’ realistica tra le tante che go letto in vari testi. Anca perche’ non solo ghe xe -conosso personalmente- gente emigrada prima del ’54 (e qualchedun dopo), ma appunto vari testi indica questa cifra.
    Ma scommetto quel che te vol che per ti se parlemo de esuli el numero de 350.000, fornido dai soliti partiti e associazioni, xe piu’ che realistico.

    Semo sempre la’: perche’ per i Triestini no iera lavor e i doveva emigrar ma per statali, militari e funzionari pubblici del meridion ghe iera? E per decine de migliaia de esuli anche? De solito in un posto la gente o emigra o immigra. Da noi tute e due le robe insieme nei stessi periodi.
    Pol sembrar un poco inusuale o no?

  196. Maurizio ha detto:

    se gli istriani dicono 300.000 noi possiamo pur dire 30.000 mi pare proporzionato.

  197. @ tergestin

    I triestini sono emigrati in 19.000 circa.

    Dal 1951 al 1960 sono emigrati dall’Italia 3,1 milioni di persone.

    Solo nel 1946/1947 e solo da Vicenza, sono emigrati in Belgio 23.000 persone.

    Tutti questi qui sono stati cacciati via dagli esuli giuliano-dalmati e dalla politica del governo democristiano che voleva favorire la pulizia etnica ai danni degli italiani.

    Ovviamente.

    L.

  198. @ tergestin 196

    La storia non si fa come dal salumiere: “Me ga dito un etto, ma go messo un etto e mezo, lasso?”

    I dati da me scritti sono basati sull’analisi dei numeri dell’anagrafe del comune di Trieste, analizzati varie volte e presentati in parecchie pubblicazioni, sia da studiosi italiani (anche triestini) che da studiosi australiani.

    Non sono smentibili sulla base di semplici chiacchiere.

    L.

  199. Maurizio ha detto:

    il problema non è quanta gente è andata via, ma da quanta ne ha immediatamente rimpiazzato il vuoto! se non c’è pane per i residenti,che pur hanno una rete familiare, come può esserci per chi appena arriva?

  200. Maurizio ha detto:

    anche dal friuli si emigrava, dalle valli e dalle montagne, per miseria. non mi sembra che sciami di immigrati li abbiano occupato il territoro.

  201. @ maurizio

    Esatto: non c’era pane, per questo una gran parte degli esuli è emigrata anch’essa, e per questo sono emigrati oltre 3,1 milioni di italiani nel solo decennio 1951-1960.

    Forse non tutti sanno che quel decennio è stato il terzo peggiore in assoluto nell’intera storia d’Italia unita, dopo il 1901-1910 (quasi 6 milioni di italiani emigrati, e qui De Gasperi non c’entra nemmeno come vaga assonanza), e il decennio 1911-1920 (3,7 milioni).

    L.

  202. Tergestin ha detto:

    Ah, quindi ti in mezz’oretta te son rivado a trovar i dati dall’anagrafe del comun de Trieste con tutti i dati precisi sull’emigrazion Triestina piu’ la bibliografia completa, visto che fin poco fa no te ne savevi una cippa de niente?

    Mi no go accusado “i esuli” de cacciar nissun, visto che za’ i ga avudo ‘sta sfiga lori. Go accusado l’Italia dell’epoca de gaver fato un giogo poco trasparente nei confronti de Trieste, come al solito.

    Te me metti in bocca parole non mie per sconder el fatto che te conti quel che te fa comodo (la solita retorica patriottardo-democristiana con una spruzzatina de De Amicis) come al solito. Senza risponder alle domande che te vien poste.
    Niente de novo.

  203. @ maurizio

    “Sciami di immigrati”? Non erano necessari “sciami di immigrati” per ricoprire i buchi: sempre nel periodo 1951-1961, a fronte di 3,1 milioni di emigrati la popolazione italiana è passata da 47,5 milioni a 50,6 milioni.

    L.

  204. Maurizio ha detto:

    ma a trieste si è concentrata immigrazione, che può avvenire solo con un volere politico. da una porta usciva gente, dall’altra entrava, come una lago con immissario ed emissario.

  205. @ tergestin

    Sì sì, va be’: ti ti sa tuto e ti spari numeri a caso, mi no so niente ma varda caso go i libri soto man.

    Nello specifico sto parlando di F.Fait, “L’emigrazione giuliana in Australia (1954-1961)”, Udine, ERMI 1999.

    L.

  206. @ maurizio

    Siamo OT. Se vuoi, continuiamo privatamente.

    L.

  207. matteo ha detto:

    miga sono emigrati solo in austrialia

    sui 350000 si dimentica che sono emigrati anche slavi, non credo cmq che la cifra si avvicini, mi pare gonfiata e non poco, l’istria praticamente non dovrebbe avere anima viva

    cmq tutto quello che si puo citare ma l’unico che non si puo smentire è angelo vivante, lui la ha presa in pieno, l’italia non potra mai giovare al porto di trieste, si puo dargli torto? francamente credo proprio di no

  208. sindelar ha detto:

    E dopo i me dixi a mi de tacarme a iutub.

  209. effebi ha detto:

    ma è vero che la val di resia è il luogo più piovoso del mondo ?

  210. ma cosa davvero…? ?.. in val de Resia ga immigrado istriani ?

  211. Eros ha detto:

    Tutti questi qui sono stati cacciati via dagli esuli giuliano-dalmati e dalla politica del governo democristiano che voleva favorire la pulizia etnica ai danni degli italiani.
    Ovviamente.
    L.

    —-

    No: De Gasperi voleva dei voti sicuri anti-comunisti. Nessun intento anti-italiano, ma anti-comunista.

    Inoltre: emigravano perché non c’era lavoro. Invece per gli esuli il lavoro si trovava… come mai due pesi e due misure, Luigi?

    Attendo sempre di sapere da te luogo ed ora del ritrovo per la “gita” in Resia

  212. Tergestin ha detto:

    Non solo i esuli.
    Dal 1954 in poi, noto come “la madre ritorna i figli partono”, no se ga piu’ visto tanti Triestini a far le guardie, i militari, i funzionari pubblici…..forse perche’ in effetti xe meio (tutt’ora) che la muleria Triestina fazi domanda col capel in man per lavorar in cantier a meno soldi e piu’ rischi de salute. El bel xe che i ghe casca in tanti. Infatti per questo Trieste xe ridotta cussi’.

    Da notar come el nostro Venezian, misteriosamente interessadissimo alle nostre terre, eviti de risponder in modo diretto e se schieri sempre dala parte dominante in ogni question.

  213. Eros ha detto:

    350.000 è una cifra gonfiatissima. Saranno al massimo 200.000 così come gli infoibati non furono che poche centinaia.

    Dei 200.000 esuli, poi, solo una piccola parte furono “cacciati”. La maggior parte se ne andò perché non avrebbe mai accettato di prendere ordini dagli skai, che considerava da sempre INFERIORI. per questo, a questa gente carica di odio etnico, fossi nella Croaziq e nella Slovenia, non restituirei neanche un tagliaunghie

  214. Eros ha detto:

    maledetto T9! “skai” sta per SLAVI.

  215. Eros ha detto:

    Scrive Luigi:

    L.
    PS Siccome però siamo abbondantemente OT, io dico che la smetto qui. Se si vuole, si faccia un altro articolo sul tema specifico. Ringrazio dimaco d’avermi scritto: ci mettiamo d’accordo per fare una scampagnata nei posti di cui abbiamo parlato, così fra un piatto e l’altro vediamo anche di imparare qualcosa…

    ————–

    Attendo che tu PUBBLICAMENTE mi comunichi luogo ed ora del ritrovo. Ho forse hai paura di ammettere che ti sei sbagliato sul sottoscritto?

  216. Eros ha detto:

    189Luigi (veneziano)
    4 settembre 2010, 17:11
    La quantità di sciocchezze ch’è stata scritta negli ultimi tre messaggi è di tale portata che traborda addirittura dalle pagine del blog.
    Addirittura quel pozzo d’ignoranza di Eros accusa De Gasperi di pulizia etnica: non sa nemmeno che ai tempi del “grande esodo” dalla ex zona B del TLT De Gasperi era addirittura già morto!
    Roba da ridere…
    L.

    ——

    Luigi, l’esodo più massiccio è stato quello da Pola. Parliamo del 46-47.

    Sei in malafede come tutti i democristiani clerico-nazionalisti.

  217. Eros ha detto:

    A proposito di “siamo stati cacciati”:

    Il 26 luglio 1946 il CLN di Pola raccolse 9.496 dichiarazioni familiari scritte, per conto di complessivi 28.058 abitanti su un totale di circa 31.000, di voler abbandonare Pola qualora venisse assegnata alla Jugoslavia. Le firme del CLN di Pola furono citate da De Gasperi nel suo discorso al Palazzo di Lussemburgo a Parigi.

  218. Eros ha detto:

    Inoltre, De Gasperi è morto pochi mesi prima dell’esodo dalla zona B. Ma dal 1945 al 1954 la sua propaganda aveva lavorato alacremente: assegnando case popolari alla Falchera di Torino agli esuli e posti di lavoro alla Fiat, al mero scopo di indebolire i sindacati.

    Bella democrazia! Bel senso cristiano della vita!

    Ripeto: De Gasperi fu peggio di Tito. Fu molto più ipocrita e viscido.

  219. Capitan Alcol ha detto:

    De Gasperi centra poco.
    State ignorando completamente la variabile “piano marshall”.
    E comunque tutto questo centra poco con Resia.

  220. Capitan Alcol ha detto:

    Centrano di più le scritte ingiuriose apparse davanti ad una scuola slovena di Vermegliano (Ronchi).
    Chi vuole venire a farsi un giro da quelle parti per capire cosa ne pensano i genitori dei bambini che la frequentano?

  221. Paolo Geri ha detto:

    Totalmente fuori tema ormai ma….. (Fonte: regione autonoma Friuli-venezia Giulia – pagina emigrazione):
    “La quantificazione del movimento migratorio dall’area giuliana verso l’Australia in questo periodo rappresenta un problema piuttosto complesso. Secondo una recente stima che tiene conto di fonti diverse (anagrafe del Comune di Trieste, nominal rolls delle navi in partenza dal porto, archivio dell’Ufficio del Lavoro di Trieste) nel periodo 1954-1961 gli istriano-dalmati partiti insieme ai triestini potrebbero essere calcolati in circa 22.000 persone”.
    Notare “onsieme” e quindi 22.000 erano “solo” gli istriano-dalmati.
    A Trieste nel 1953 c’ erano 18.000 disoccupati (dato in se fisiologico), m ainoltre dipendevano lavorativamente dal Governo Militare Alleato oltre 13.000 persone cui andacano aggiunti i 6.500 dipendenti della Polizia Civile. Per tutte queste persone nel 1954 si pose il problema emigrazione.
    Su “Il Lavoratore”, giornale dei comunisti triestini, nel 1957 Vittorio vidali parlò di circa 30.000 triestini emigrati, in gran parte giovani sotto i trent’ anni, operai specializzati. La stessa cifra venne indicativamente fornita dal “Corriere di Trieste” giornale di ispirazione indipendentistica.
    Basarsi sulle sole cifre dell’ anagrafe del Comune di Trieste significa di conseguenza fornire dati approssimati per difetto.

  222. dimaco ha detto:

    non mi è chiaro paolo i 22 mila erano tra triestini e istriano-dalmati, non solo istriano-dalmati?

  223. Paolo Geri ha detto:

    @224. dimaco

    Il sito della regione parla di “istriano-dalmati”. Ora poichè un triestino decisamente non lo è, deduco che altri ancora furono i triestini ma non mi viene indicata lacuna cifra. In realtà le cifre cambiano e di parecchio a seconda delle fonti esaminate.

  224. asem ha detto:

    214 Eros, non dire fesserie, l’infoibamento era una pratica molto comune ed usatissima dai comunisti jugoslavi……la usarono ovunque, dalla serbia, in croazia e nella slovenia……ultimamente stanno scoprendo posti con migliaia è migliaia di corpi, dei quali non si sapeva nulla e non si sa chi fossero e chi gli ha uccisi …(i nazisti almeno avevano tutto scritto, mentre di questi carnefici non si sa nulla, nulla, c’è gente che prende ancora la pensione per la NOB perchè non nè possibile – e pochi osano denunciare dato la oramai innata paura nei balcani a denunciare i criminali comunisti – dimostrare che hanno massacrato anche bambini e donne …… – ricordati, se nessuno pagherà per quei crimini è proprio perchè c’è gente come te, che ideologicamente apporova quei massacri…..

  225. asem ha detto:

    214 Eros, l’anno scorso hanno “per caso” (uno sul punto di morte nel delirio ha accennato al fattaccio) trovato questo.

    http://www.youtube.com/watch?v=E-kmu3FkB3s

    oppure guarda huda jama barbara rov

  226. asem ha detto:

    è questa è di oggi…..vicino a questo paesino al massimo dovevano esserci 100 corpi, ne hanno riesumato più di 700……..notizia di oggi…700 innocenti massacrati soltanto perchè “non abbracciavano” il comunismo….700,, 700 in un minuscolo paesino….700 morti massacrati per i quali nessuno sarò candannato

    http://www.dnevnik.si/novice/slovenija/1042385404

  227. asem ha detto:

    non c’è nessuna differnza tra un convinto nazista, un convinto fascista ed un convinto comunista…..nessuna differnza

  228. Eros ha detto:

    Io parlavo delle foibe giuliane. Poche centinaia di corpi rinvenuti dai Vigili del fuoco italiani. E tanta strumentalizzazione da parte dei fascisti per farsi una verginità. E manipolazioni continue ogni 10 febbraio, in cui si parla di MIGLIAIA di infoibati italiani. Vergogna!

  229. Eros ha detto:

    Comunque hai detto una verità: massacrati perché non volevano abbracciare il comunismo. La pulizia etnica non c’entrava nulla. E allora perché il 10 febbraio STRAPARLATE di pulizia etnica?

  230. Paolo Geri ha detto:

    Altre volte eravamo più bravi…… per arrivare alle foibe ci mettevamo meno di 230 post ! Però devo ammettere che anche stavolta qualcuno ci è riuscito ….. partendo dalla Val Resia !!

  231. asem ha detto:

    paolo, lo so che sarebbe meglio non parlarci, però basterebbe un pò di giustizia e che anche le sinistre post-comuniste una volte per tutte condanassero fermamente tali eventi e che soprattutto le autorità slovene (ora in EU) e dopo quelle croate (una volta entrata la CRO) osassero anche condannare gli esecutori materiali degli eccidi (invece di sperare che tutto venga sottacciuto di nuovo) ……fin’allora purtroppo si andrà avanti così perchè le ingiustizie rimangono tali.

  232. asem ha detto:

    perchè non è possibile che MITJA giri tranquillamente per lubiana nonostante il fatto che abbia contribuito a massacrare migliaia e migliaia di persone , e che inoltre prenda ancora la pensione aumentata per i meriti avuti ……una vergogna.

  233. Eros ha detto:

    Il problema è che io non sono uno della sx post-comunista. Sono un anarchico, anche se anarco-individualista e non anarco-collettivista. E in quanto anarchico e individualista/capitalista, così come sono anti-comunista, sono parimenti anti-fascista ed anti-nazionalista. Perché il nazionalismo non è che statalismo mascherato da un pezzullo di stoffa che voi chiamate “bandiera nazionale”, uno straccio – spesso maleodorante non solo materialmente – che ha causato nei secoli MILIONI di morti.

    Vedi, Asem, la vostra visione delle foibe non ha niente a che vedere coi crimini di guerra che esse rappresentarono. Crimini che condanno SENZA SE E SENZA MA. Con le foibe voi in modo assolutamente NAZIONALISTA, NEO-IRREDENTISTA e, spesso, NEO-FASCISTA, operate in modo REVANSCISTA.

    A voi – come a gran parte degli esuli – non interessa la MEMORIA, il RICORDO, la COMMEMORAZIONE… A voi interessa andare in piazza a gridare:

    “ISTRIA, FIUME, DALMAZIA NE’ SLOVENIA NE’ CROAZIA!”

    A voi interessa STRA-PAR-LA-RE di “pulizia etnica”. Una cosa storicamente senza nessun fondamento, visto che tu stesso hai detto che le foibe ci sono state anche contro quegli sloveni, quei croati, quei serbi, ecc. ecc. che non volevano “abbracciare” il comunismo.

    A voi, in due parole, il 10 febbraio non interessa come sacrosanta giornata di RELIGIOSO o LAICO R-I-C-O-R-D-O, ma come giornata di sfogo, in cui gridare contro gli “sc’iavi” tutto il vostro odio, questo sì, ETNICO. Odio che vi tramandate di padre in figlio. Odio che fu il vero motivo che vi fece decidere di andarvene da Istria, Fiume e Dalmazia. Perché, tranne che in poche centinaia di casi, il vero motivo non furono le poche “espulsioni”, ma la vostra decisioni di andarvene per non sottostare ad uno Stato fatto da quei popoli che avete sempre considerato, considerate e probabilmente sempre considererete, I-N-F-E-R-I-O-R-I.

  234. asem ha detto:

    Eros, questo si capisce da se…..altrimenti non avresti parlato di foibe, chi dovrebbe parlare di foibe invece sta SEMPRE zitto, ricordati…..i veri resposabili sono legati al SILENZIO….

  235. effebi ha detto:

    227 asem

    interessanti e davvero numerosi gli interventi (in un solo giorno !) all’articolo che tu citi.

  236. dimaco ha detto:

    @225 asem

    spoacente di deluderti ma le foibe venivano usate prsino dai romani. A villacco c’è un piccolo museo storico che ho avuto la possibiltà di visitare e in una sezione c’è la rappresentazione di una foiba fuori villacco dove sono stati trovati resti umani di peoca romana e sembra che i romani buttassero dentri la gente viva. Se passi da quelle aprti visitalo. Molto interessante. Questo per dirti che non solo i comniti usavano quelle buche nel terreno ma moltissimi altri lo fecero prima di loro.

  237. Marcantonio ha detto:

    aHO’ MO NON TIRATE IN BALLO I ROMANI PERFAVORE.

  238. matteo ha detto:

    bisognerebbe leggere il vivante con irredentismo adriatico, lui nel suo prevedeva uno scontro molto forte tra le due etnie se una sulle altre la prevalicava

  239. asem ha detto:

    236 effebi, un commento dei molti che fanno accapponare la pelle:

    glas resnice nedelja, 05.09.2010 ob 11:25

    Prokleti klerofašisti še kar ne morejo preboleti poraza v drugi svet. vojni. Pokopal jih je njihov lastni oportunizem.
    Povojni poboji so bili legalni in imeli mandat s strani zmagovalnih sil. Direktiva vrhovnega poveljstva zavezniških sil je bila jasna: pobiti vse sodelavce okupatorja na zasedenih ozemljih in s tem izkoreniniti nacifašistično zlo.

    Kot vidim so bili partizani pri delu površni. Še danes se nam to maščuje.

    Ci sono dentro tutte le menzogne di 50 anni di pensiero unico, di oddio ideologico, e di intolleranza verso chi non apporva i metodi comunisti…..ma scritto IERI……TRISTE.

  240. asem ha detto:

    237 dimaco……????? dove ho citato i romani, dove ho scritto che i comunisti jugoslavi erano i primi…????
    Non so cosa vuoi dire……siccome lo hanno fatto altri va bene così?…non so, sinceramente.

  241. dimaco ha detto:

    asem commento 225

    214 Eros, non dire fesserie, l’infoibamento era una pratica molto comune ed usatissima dai comunisti jugoslavi…

  242. dimaco ha detto:

    ma non voglio fare polemica perchè si è passati da un disocrso all’altroche non ha ne capo ne coda. chi chiedeva come mai non è staot citato tito e non sono state citate le foibe(cosa che mi chiedevo pure io) è stato accontntato, ma non mecoliamo le due cose.

  243. Eros ha detto:

    DIMACO, io non ho detto che l’infossamento non fosse praticato. Ho detto cose diverse:

    1. Si hanno prove di NEMMENO 1000 italiani infoibati. Come si arriva ai 10-20.000 di cui si parla il 10 febbraio?

    2. Le foibe NON furono PULIZIA ETNICA, proprio per he diffuse in tutta la jugoslavia

  244. Bibliotopa ha detto:

    244 n 2
    Apih dice che non furono genocidio, furono “crimini contro l’umanità configurabili nella categoria del massacro”.

  245. matteo ha detto:

    bah asem, se leggi quello che scrivono alcuni di destra qua in italia verso gli slavi ti fa accapponare la pelle

    gl’estremismi ci sono sempre stati e sempre saranno, io non ne faccio un problema perche non mi interessa una mazza del confine e non vedo loro e noi ma vedo noi in unione europea, ovvio che per sempre viva l’A

  246. dimaco ha detto:

    eros il mio commento era un copiaincolla ed è una risposta ad asen non a te. :).Io ho solo copiaincollato il commento in cui lui rispondeva a te.

  247. matteo ha detto:

    a parte che nessuno smentisce il vivante

  248. asem ha detto:

    244
    Eros
    6 settembre 2010, 21:07

    può essere che tu abbia ragione, dato che a differnza dei serbi, croati e sloveni gli italiani poterono scappare dalla barbarie comunista jugoslava, però sinceramente non ci credo, e sai perchè…..perchè per 40 anni quasi tutti dicevano che la rivoluzione comunista era voluta da tutti, che era pacifica è che nessuno era stato ucciso…nesssuno…per decenni, chi osava contraddire pubblicamente veniva marginalizzato, accusato di essere nemico del popolo, di essere fascista……perciò dubito che i morti furono quelli che i “storici” politicizzati hanno propagandato per decenni …..io invece credo sempre più fermamente che la violenza nei confronti della popolazione italiana in istria e fiume fu violentissima perchè il Partito riusci a inculcare che ogni italiano era un fascista …..di conseguenza…..(sono uscite e stanno uscendo tante verità che nemmeno nei sogni più cupi erano pensabili)…..montagne e montagne di morti senza nome, senza giustizia, senza niente…….ed ancora con moòti politci che minimizzano che tacciono

  249. asem ha detto:

    246
    matteo
    6 settembre 2010, 21:47

    mi trovi totalmente d’accdordo, però nessuno intitolerà un via a mussolini in italia, a lubiana stanno costruendo una via principale per Josip Broz Tito…..ma insisto, è più un problema culturale che politico……- e non va bene parlare di europa unita e poi fare c’erte porcherie…..

  250. dimaco ha detto:

    forse perchè a differenza di mussolini,tito creo uno stato, mentre benito lo ridusse in macerie. Forse perchè mandò centinaia di migliaia di ragazzi italiani a crepare di freddo e fame in russia con ai piedi scarpe di cartone? magari è per questo che non gli intitolano una via. poi cosa te ne frega di cosa fanno a Lubiana?

  251. Un Resiano ha detto:

    Il resiano NON è un dialetto sloveno, è un dialetto slavo.

    Il Sig. Gabriele Cherubini NON è resiano, è bolognese. Non si capisce come possa dire di appartenere alla minoranza slovena, ma questo è un problema suo (e al limite della minoranza slovena che non si accorge dell’assurdità della cosa, a meno che non consideri Bologna come antica colonia slovena: suvvia amici sloveni, ma non avevate nessuno originario a meno di 250 Km dai confini della vostra amata patria da far passare come vostro conterraneo?).

    Non c’è NESSUNA corrispondenza genetica fra resiani e sloveni (così come fra resiani e friulani) e chi lo afferma non è un linguista sloveno, ma la scienza (vedasi ricerca del Burlo). E la mappatura genetica, senza voler offendere nessuno, è più credibile delle teorie di qualche linguista.

    Questi sono i dati di fatto, il resto conta poco.

  252. Eros ha detto:

    Lubiana provincia italiana, DIMACO, te lo sei dimenticato?

    Fu il famoso ” disegno annessionistico slavo” di cui parla Napolitano…. :-)))))

  253. dimaco ha detto:

    riguardo ali esuli stavo facendo la doccia adesso e mi è venuta in testa una domanda strana da fare:
    cacciando tutta quella gente tra cui c’erano sicuramente medici(categoria lavorativa che ovvimente alla fine di ogni guerra è praticamente inutile), muratori, operai specializzati, fabbri e chi ne ha più ne metta chi ci guadagnava di più? chi li cacciava da uno stato nuovo da ricostruire(quindo secondo me un suicida a ogni livello)? O lo stato di appartenenza dell’etnia in fuga che ha fatto parecchia pubblicità alla cosa. Solo un’idiota si alscia scappare manodopera specializzata e istruita quando ha uno stato da cosrtuire. Tito non era un’idiota. Senza contare il danno economico provocato da tale migrazione, non dimentichiamoci dei commercianti.

    La ciliegina sulla torta: la stragae di vergarolla del 14 agosto 1946 secondo alcuni polesani non fud di matrice yugoslava, benche i documenti del servizio segreto britannico spingessero in quella direzione. e a dirlo non sono dei croati ma itaiani residenti a pola. Visto he dopo quella strage vi fu unesodo di massa.

  254. matteo ha detto:

    hanno cercato di farlo ma non si sono dati per vinti

    dal palazzo IN PROVINCIA DI CATANIA Sicilia, bocciata dal prefetto via intitolata a Benito Mussolini Tremestieri Etneo, un paesino in provincia di Catania, non avrà la sua «via Mussolini». Lo ha deciso il prefetto di Catania, Alberto Di Pace, recependo il parere negativo espresso dall’ Istituto nazionale di Storia patria. L’ intitolazione della strada era stata decisa dal sindaco del piccolo Comune, Guido Costa, a capo di una giunta di centrodestra. Costa ha già annunciato che «quasi sicuramente» presenterà ricorso e che seguirà le «vie legali e istituzionali», ma non andrà allo «scontro con la Prefettura». Via Mussolini avrebbe fatto angolo con via Antonio Gramsci. La decisione del prefetto chiude una lunga querelle tra il sindaco del paese e l’ Istituto nazionale di Storia patria.
    http://archiviostorico.corriere.it/2001/dicembre/28/Sicilia_bocciata_dal_prefetto_via_co_0_01122810546.shtml

  255. effebi ha detto:

    a leggere alcuni commenti “complici” mi viene in mente una locuzione latina, forse di cicerone (!?) “asinus asinum fricat”

    buoni sfregamenti !

  256. effebi ha detto:

    prendo atto che “redazione” acconsente che dalla 150 (circa) a questa 257 si parli di tutto meno che di Resia (argomento del post).
    anzi , “redazione” acconsente che alcuni utenti imperversino con osservazioni (anche insultanti) assolutamente OT all’unico scopo di parlare (male) di esuli istriani e di (stra)parlare di vicende storiche completamente estranee all’argomento proposto (es. vergarolla)

  257. Eros ha detto:

    EFFEBI, a precisa domanda “Ma voi siste stati cacciati?” la maggior parte degli esuli risponde “No, siamo andati via per rimanere italiani e per non vivere in Jugoslavia”.

    Cosa se ne deduce?

  258. effebi ha detto:

    che sei ancora clamorosamente OT

  259. effebi ha detto:

    e ovviamente non per parlare di calcio o di gastronomia ma, guardacaso…. di esuli istriani. (è una tua passione ?)

  260. effebi ha detto:

    in ogni caso, visto che cerchi di essere sempre così preciso, ti chiederei di precisare da quale fonte , da quale sondaggio hai ricavato la statistica che proponi al 258.

  261. Paolo Geri ha detto:

    243. dimaco
    Il mio voleva essere ovviamente un commento ironico ma anche un po’ rassegnato. Sembra sempre difficile restare in tema e si “casca” sempre la (e forse qualcuno lo fa anche apposta ….). Qui parlavamo della comunità slovena della Val Resia e di un questionario quantomeno “discutibile” (poi ognuno ha le sue opinioni in merito) e guarda dove siamo finiti….

  262. capitan alcol ha detto:

    Ci mettiamo anche un po’ di astrologia, che ne dite?

  263. Eros ha detto:

    262effebi
    7 settembre 2010, 10:41
    in ogni caso, visto che cerchi di essere sempre così preciso, ti chiederei di precisare da quale fonte , da quale sondaggio hai ricavato la statistica che proponi al 258.

    —–

    esperienza personale, interviste e dossier radio/tv fatte in occasione di ogni 10 febbraio e libro di J.Pirjevec

  264. Paolo Geri ha detto:

    245. bibliotopa.

    Aggiungo alla opinione di Apih leseguenti:
    1.) Lo storico triestino Galliano Fogar ha sempre negato che le foibe del maggio 1945 facessero parte “di un piano di sterminio etnico” e lo ribadì in un articolo apparso su “Lettera ai compagni” del settembre 1996, basandosi su di una dichiarazione del leader del partito comunista sloveno degli anni di guerra e dell’ immediato dopoguerra, Edvard Kardelj, che aveva dato la direttiva di “epurare non sulla base della nazionalità ma del fascismo (ripetuta in diversi messaggi del 29 , 30 aprile e 1 maggio 1945).
    2.) Per lo storico triestino Roberto Spazzali le foibe furono “(…) il prodotto di odi diversi: etnico, nazionale e ideologico. Furono la risoluzione brutale di un tentativo rivoluzionario di annessione territoriale. Chi non ci stava, veniva eliminato”.
    Come si vede opinioni decisamente differenti.

  265. dimaco ha detto:

    226-227

    Peccato che in nessuno dei due casi si trattava di italiani. nel caso della huda jama erano collaborazionisti e domobranci sloveni, nel secondo si trattava di austriaci e di sloveni che erano sulla lista dell’ozna. Non cercare di far passare cose cohe non sono vere.

  266. effebi ha detto:

    265 – sii preciso !!!

    “a domanda precisa”…. quindi cita la fonte precisa e se invece, come tu stesso ammetti, la domanda non è così “precisa” (come pertanto nemmeno la risposta) ma solo fantasia della tua personalissima esperienza mi chiedo come vanno letti tutti gli altri tuoi “fantasiosi” (precisi !?)interventi.

    263 caro geri – finchè si tollerano interventi così “precisamente” OT il risultato sarà poi sempre questo.

  267. Redazione ha detto:

    effebi 257:
    Giusto. La discussione, al prossimo intervento OT verrà chiusa.
    Il commento offensivo su Vergarolla di Eros è stato tolto.
    Frasi razziste, offensive o volutamente provocatorie (specie se reiterate) non saranno più tollerate e gli utenti verranno bannati.

  268. Un Resiano ha detto:

    @262 Paolo Geri

    “Qui parlavamo della comunità slovena della Val Resia”

    Mi permetto di dire che è come scrivere:

    “Qui parlavamo del nulla”

    in quanto NON ESISTE una minoranza slovena della Val Resia.

    Le parole sono importanti, come direbbe Nanni Moretti.

    Cordiali Saluti

  269. flavio gropaiz gropaitz ha detto:

    In ValResia non è una minoranza slovena…….é una comunita’ slovena…Ma ValResia è in Slovenia o in Italia? E come mai hanno mandato la ad immigrare gli Istrian i? In Jugoslavia?

  270. capitan alcol ha detto:

    Comunità di parlata affine al gruppo delle lingue slave va bene?

  271. chinaski ha detto:

    dopo aver letto il 252, ho fatto un giro per i blog e ho scoperto che per alcuni resiani la purezza del loro dna e’ elemento identitario e motivo di orgoglio.

    mah.

    viva il dna delle brasiliane!

    http://www.youtube.com/watch?v=uIEuNNlpVKQ

  272. capitan alcol ha detto:

    #272: un resiano ha il sangue blu?

  273. chinaski ha detto:

    capitano, spero di no. avrebbe dei seri problemi per le trasfusioni

  274. chinaski ha detto:

    per associazione di idee mi e’ tornato in mente questo

    http://www.youtube.com/watch?v=IK1Pjgix79k&NR=1

    (richard prior, in “see no evil, hear no evil”)

  275. Un Resiano ha detto:

    270
    Non capisco cosa tu voglia intendere, potresti riformulare in italiano corretto il tuo pensiero?

    271
    Direi che è la definizione perfetta! 🙂

    272
    Parlo per me: più che motivo d’orgoglio è motivo per ribadire con argomenti scientifici INOPPUGNABILI che non siamo nemmeno cugini degli sloveni (nonostante quello che dicano alcuni “esimi” linguisti di parte), o perlomeno, se lo siamo, lo come siamo come siamo cugini dei croati, dei serbi, dei russi, degli ucraini e via discorrendo. L’origine slava non è in dubbio, ma credetemi, dire che siamo sloveni è qualcosa fuori dalla realtà. Così come provo un certo nervoso misto a disgusto nel vedere come gli sloveni stiano tentando addirittura di far passare il nostro folklore e i nostri canti come canti sloveni (basta una rapida ricerca su youtube per accorgersene).

    Quanto al DNA delle brasiliane mi trovi d’accordo, anche se non guardo il DNA di una bella ragazza, di qualunque etnia sia! 🙂

    273-274
    Niente sangue blu, quello lo lasciamo agli sloveni! 🙂

  276. Maurizio ha detto:

    pace e convivenza per tutti i popoli! e basta con strumentalizzazioni create ad arte solo per poter lucrare,io sono convinto che i soldi siano il fine ultimo.

  277. Julius Franzot ha detto:

    @ Un Resiano

    Non voglio fare il guastafeste, non ho nessun dubbio che in Val di Resia si parli una lingua diversa dallo Sloveno, ma vorrei parlare di un problema generale, almeno per quanto riguarda la nostra Regione:

    1. Ci troviamo di fronte a minoranze (slave, tedesche, “venetofone” e friulane – v. Bisiacaria e Cjargne) cghe parlano un idioma compreso solo da loro.

    2. La Regione ha – con criteri più che discutibili – riconosciuto la tutela del Friulano, Sloveno e Tedesco, senya guardare troppo per il sottile di quali idiomi si tratti. La “tutela” è sinonimo di “soldi per insegnare la lingua”.

    3. Ora ci troviamo davanti a gruppi linguistici che vorrebbero (Resia, “venetofoni”, Bisiacaria) essere “tutelati ($$), per insegnare degli idiomi di importanya strettamente locale.

    4. La capacità di apprendimento dei bambini – a cui si rivolge in fin dei conti qualsiasi iniyiativa – è naturalmente limitata. Se imparano 3 lingue (italiano, inglese ed “X”) hanno raggiunto il massimo. Quando i miei insegnanti elementari si resero conto che a casa mi insegnavano 3 lingue (tedesco, italiano e francese), dissero ai miei genitori di sospendere una delle 3, ovviamente il francese.

    5. Ora mi chiedo se abbia senso – soprattutto nell’interesse del rendimento scolastico dei bambini e delle loro prospettive future nel mondo del lavoro – assegnare una delle 3 valenze ad un idioma conosciuto solo in una valle, invece di dedicare quelle energie, nel vostro caso, ad una lingua che, pur essendo diversa, ma non diversissima, è parlata da 2 Mio di persone. Faccio da anni lo stesso discorso per il tedesco: ha senso ridurre la “tutela” de facto a Tarvisio, Sauris e Timau, quando nelle untime due si parla un idioma simile al tedesco medioevale, che, al di fuori della valle, nessuno capisce?

    Qui non si tratta di valutare i MERITI di ciascun idioma, ma semplicemente le conseguenze che potrebbe avere la soppressione della “tutela” dell’ insegnamento di una lingua internayionale a vantaggio dell’ idioma di una determinata valle.

  278. Julius Franzot ha detto:

    Scusate le “z” al posto delle “z”, ma scrivo con tastiera tedesca.

  279. flavio gropaiz gropaitz ha detto:

    276……BRAVO ! ! !

  280. flavio gropaiz gropaitz ha detto:

    276…….il 270 era soltanto una battuta, perchè precedentemente scrivevano di esuli istriani che non centra niente con la ValResia.

  281. Turan1964 ha detto:

    Per ulteriori informazioni sulla lotta democratica contro l’imposizione della Minoranza Nazionale Slovena a Resia, visitate il sito:
    http://www.valresia.splinder.com/

  282. Fufo ha detto:

    Per completezza invio il link dell’intervento pubblicato su internet da slov.it. L’ex sindaco di Resia, Luigi Paletti, racconta la sua opinione sui fatti che hanno scosso la valle.
    http://www.slov.it/?section=articles&journal=82&article=655

  283. Fufo ha detto:

    Ancora per completezza, l’altra voce di Resia/Rezije, ovvero quella che non aderisce alla linea del sindaco di destra, che ha sfruttato la leva del nazionalismo, per arrivare alla sedia (carega in dialetto TS da difendere a spada tratta).

    http://unfuturoxresia.blogspot.com/

  284. chinaski ha detto:

    io vorrei capire, al netto dei 284 post precedenti, e forse anche al netto del caso specifico della val resia, quale sara’ in futuro il ruolo che la politica italiana intende assegnare al patrimonio genetico, al sangue, e a cose di questo tipo.

  285. dimaco ha detto:

    a leggere i commenti di resiano direi che supportano l’eugenetica. Io invece propporrei di alzare un muro(alto molto alto) attorno a resia e lascairli in pace nella loro consapevolezza di essr geneticamente rpuri resiani. meglio ancora che si stacchino dall’italia e che creino uno stato a se(tipo s.marino) e la smettano di rompere le balle. io sono sloveno ma posso dire francamente di non sentire nessuna attinenza con i resiani, ne per cultura, ne per ideologia e nemmeno(fortunatamente) per genetica.

  286. Fufo ha detto:

    Dimaco come nessuna attinenza, Rezija xe uno dei primi gruppi de Carinziani slavofoni, la culla della civiltà slovena.
    Attinenza ghe xe eccome, el problema xe che desso i ga poca vose e i sta zercando de zittirli. Te vedi che scavando anche in internet go trovado robe interessanti, come che metà ga votado a DX per Chinese,che ga usado la leva dell’antislavismo per arrivar in carega.

    Come i disi nel blog de “un futuro per Resia”, no se che i ga dito: qua s’ciavi no ghe xe (staria ben tradota in furlan!!), e no volemo gnanche la pila dela lege pei s’ciavoni…
    Nooo, i bori i li ciol ahh, quei xe sempre boni, no spuza mai….
    Quel che xe triste, no so se lo go gia dito, xe che la Region investi un mucio de bori a Sella-Bovec (35mil Euri), per far sciar sloveni e italiani sul Kanin, e sti qua i se impica su ste monade inveze de sfrutar i soldi della lege, per svilupar la cultura el turismo in vale.
    Impararse el resian tuti i dovessi.

    Concludo:
    “Va ricordato inoltre che la giunta Chinese di fatto non rappresenta una larga maggioranza della popolazione, come lasciato intendere dall’attuale Sindaco. La lista civica vincente “RESIA DOMANI” si è fermata al 49%, ciò significa che i consiglieri di minoranza di UN FUTURO PER RESIA assieme al consigliere Daniele Di Lenardo della lista PER CAMBIARE RESIA rappresentano il 51% della popolazione resiana.”

  287. dimaco ha detto:

    parlavo a livello personale Fufo.

  288. capitan alcol ha detto:

    285: io anche ai piromani di testi sacri perchè temo che in qualche palazzo il gesto stupido di uno pastore (se il pastore è così figuramoci le greggi) fosse da elogiare alla pari dei maiali da portare a passeggio sui prati padani.

    Comunque grazie a Fufo, adesso attendiamo illustri smentite al grido di “Bruceremo le trecce d’aglio resiano”.

  289. Turan1964 ha detto:

    Fufo:(commento 287)le percentuali non sono quelle.Prima di scrivere informati.Rispetto per chi è veramente Sloveno. Non direi lo steso per quei quattro d Resia che lo sono solo per interesse finanziari personali.

  290. Turan1964 ha detto:

    Esatto Capitan alcol, il 40% e non il 49%. Chi fa parte della Lista “un futuro per resia” non si è mai dichiarata a favore della minoranza slovena davati al Poolo Reiano,anzi, dirò di più, nessuno di loro si è dichiarato eletto come appartenete alla Minoraza Nazionale Slovena. Da precisare che loro dicono che far parte della Minoranza può essere utile per i contributi e quindi per il fuTuro della nostra Valle. Basta andare sul sito del Comune di Resia e leggere gli atti di allora.

  291. Turan1964 ha detto:

    QUINDI:
    MINORANZA SLOVENA=FINANZIAMENTI PER LO SVILUPPO
    Dicono loro.

  292. @ Fufo e altri

    E’ vero che la lista del sindaco Chinese ha ottenuto il 49,44% dei voti, ma sono anche vere altre cose:

    1. Il terzo candidato alle elezioni – Daniele Di Lenardo – ha preso il 9,52% dei voti, e adesso è consigliere comunale. Sulla questione della tutela linguistica, è d’accordo con la giunta in carica.

    2. Nelle votazioni sull’uscita del comune di Resia dalla legge 38, nemmeno i consiglieri della principale lista della minoranza – Un futuro per Resia – hanno votato contro: due si sono astenuti e un terzo ha votato A FAVORE.

    3. Il comune di Resia era sempre stato amministrato dalla sinistra: è passato al centrodestra solo e unicamente grazie alle manovre sulla tutela della lingua slovena.

    In pratica, è quindi da rilevare che anche i consiglieri della minoranza sanno benissimo che i resiani in grandissima maggioranza non vogliono saperne degli sloveni, e quindi nemmeno loro hanno avuto il coraggio di mettersi di traverso.

    Allo stesso modo, faccio nuovamente notare che ad oggi l’unico del comune ad aver chiesto una carta d’identità bilingue è un resiano d’importazione: un bolognese che vive a Resia da qualche anno.

    Così come faccio notare che è ben ridicola la ricostruzione dei fatti fatta dall’SKGZ e dalle varie autorità slovene: qui non ci sono “cattivissimi italiani fascisti” che mettono sotto il loro tallone i poveri sloveni: sono gli stessi resiani ad essere spaccati al loro interno, ma tutti quanti sanno cosa pensa la grande maggioranza. Il perfido sindaco non è un italiota neoirredentista, ma un resiano DOC.

    Volete sapere cosa pensa questo signore resiano?

    Ascoltatelo con le vostre orecchie: http://www.youtube.com/watch?v=txpedzrfmq4

    Luigi (veneziano)

  293. effebi ha detto:

    così in effetti sostiene qualcuno

    “Quel che xe triste, no so se lo go gia dito, xe che la Region investi un mucio de bori a Sella-Bovec (35mil Euri), per far sciar sloveni e italiani sul Kanin, e sti qua i se impica su ste monade inveze de sfrutar i soldi della lege, per svilupar la cultura el turismo in vale.
    Impararse el resian tuti i dovessi.”

    cioè tutti dovrebbero imparare il resiano solo per ricevere le sovvenzioni
    (ovviamente questo non è triste… e ovviamente poi siamo sempre pronti a criticare le furberie italiche….)

    tutto ciò confermerebbe alla fine che la resia è più italiana che slovena 🙂

  294. capitan alcol ha detto:

    Il sindaco in carica nelle preferenze dirette ne ha prese di meno 48,96%
    Ora giratela come volete, nell’interpretare i numeri siamo tutti campioni perchè abbiamo imparato dai politici a pensare che si vince anche quando si perde.
    Io leggo che la maggioranza dei resiani votanti NON voleva questo sindaco.

    Poi c’è chi continua a sputtanare (bontà sua un giorno ce lo dirà per quale motivo) un signore che è colpevole di essere sloveno e che ha detto semplicemente una cosa: non si fanno certi questionari.
    Possiamo star qui a parlare altri 300 interventi di tutto quello che volete (tito e foibe comprese) ma non ho ancora letto un intervento uno che ci spiegasse cosa c’entrano il “sangue degli antenati” e “la patria” in un questionario.
    Fino ad allora attaccatevi pure a youtube.

  295. Turan1964 ha detto:

    Capitan Alcol scusa, ma di che Signore stai parlando?L’unico che ha fatto richiesta di una carta di identità bilingue a Resia, è un Signore,che comunque sia tutti rispettiamo,che non è Resiano, ne tantomeno Sloveno.E’ una persona arrivata qui a Resia da Bologna qualche anno fa, giusto per vivere con tranquillità la sua pensione. Dimmi Tu se ti sembra possibile tutto ciò?

  296. chinaski ha detto:

    che balle. il mondo non si divide necessariamente in italiani e sloveni. ci sono altre possibilita’:

    per marx si divide in borghesi e proletari;

    per toto’ si divide in uomini e caporali;

    per maria de filippi in uomini e donne;

    per sergio leone in quelli che hanno la pistola carica e quelli che scavano;

  297. santacruz ha detto:

    per Clint Eastwood in quelli con la pistola e quelli con il fucile;

    😉

  298. chinaski ha detto:

    n.300

    la scena epica in cui clint eastwood entra a resia:

    http://www.youtube.com/watch?v=IAdQXWNIFfQ

  299. dimaco ha detto:

    c’è anche il grnde, immenos kalus kinsky

  300. effebi ha detto:

    mi sembra che oggi sono stati resi noti i risultati del “sondaggio”…
    come si dividono i resiani ?

  301. Turan1964 ha detto:

    No, effebi, i risultati saranno a giorni pubblicati, ma sappi che sembrerebbe arrivato un voto schiacciante a favore della nostra semplice Resianità.(non sloveni per intenderci.Ciao

  302. marisa ha detto:

    Vedo che LUIGI il Veneziano continua la sua battaglia d’appoggio all’attuale sindaco di Resia, Sergio Chinese. Sindaco di destra ed iper-italianissimo?

    In Val di Resia vivono 1.200 persone e prima che il nazionalismo italiano , pochi anni fa, iniziasse a rendere “fedita” l’aria pura di montagna di questa valle, nelle scuole e nella vallata si insegnava il dialetto resiano di cui circa 10 anni fa è stata anche stabilita da grafia ufficiale. Grazie ai finanziamenti della legge statale 38 (tutela dello sloveno) e della legge statale 482/99, la cultura e il dialetto resiano sono entrati a scuola e sono stati tutelati e valorizzati. La scuola elementare è rimasta in Val di Resia e non è stata traferita altrove. Ma di tutto ciò l’italianissimo LUIGI (Veneziano) non fa alcun cenno!

    Che il dialetto resiano (a dire il vero sono tre e non uno solo!) sia un dialetto appartenente al sistema linguistico sloveno non ci sono dubbi da parte dei linguisti (e a livello internazionale!). Gli unici ad avere dubbi sono gli italianissimi che al solo sentire parlare di lingua slovena hanno un attacco di orticaria.

    Ad arte si confonde la cittadinanza (che è ovviamente italiana) con l’identità linguistica (che ovviamente è slovena poichè il resiano è un dialetto della lingua slovena).

    Non parliamo poi della “cazzata” di usare ad arte una indagine geneteca per affermare che i resiani non sono sloveni! Non mi pare che la Val di Resia sia circondata da una muraglia cinese. E il dialetto resiano è molto simile ai dialetti sloveni parlati in Carinzia.

    Un’ultima cosa. Mi risulta che il sindaco Sergio Chinese sia oggi molto contestato dai resiani perchè trascura i problemi di questa Valle e si spende moltissimo solo per dimostrare che “i resiani non sono sloveni”. Questa valle ha gravissimi problemi economici e di spopolamento: ma di tutto ciò pare che all’attuale sindaco non gliene importi nulla!

  303. Turan1964 ha detto:

    Marisa, ciò che scrivi è totalmente non vero (sei mal informata).

    1)Il Resiano si insegnava e si insegna a scuola ancora prima dell’aplicazione della Leggi di tutela dello Sloveno, così come si insegnava e si insegna a suonare e ballare la Zitera.

    2)Per quanto riguarda i Linguisti perchè non chiedete al Prof.Hamp? Lui, ha le mani libere, non è succube dell’Università di Lubiana. E gli altri? Provate a vedere con chi lavorano o lavoravano, e con chi collaborano o collaboravano.
    Capirete molte cose.

    3)La Legge, è si partita come riferimento di Minoranza Linguistica, ma guardacaso si è tramutata in Minoranza Nazionale Slovena. Prova ne è che ultimamente anche il Governo Sloveno, informato dall’associazione SKGZ, è intervenuto a riguardo intervenendo persino nelle sedi Europee, a difesa, secondo loro, delle popolazioni Slovene della Provincia di Udine.

    4)Le cazzate,come le chiami tu, lo sono sempre quando parlano di verità e contro la tesi Nazionalista Slovena.

    5)Il Sindaco Sergio Chinese ha vinto le elezioni democraticamente e la stramaggioranza della Popolazione è con Lui. Non sò chi ti informa, ma sappi che stai ricevendo notizie non vere.

    6) Prova a vedere che lavoro fanno a Resia coloro che lavorano per RESIANI=SLOVENI.
    Vai a controllare e capirai.

    Ciao e buona giornata.

  304. marisa ha detto:

    A completamento del mio precedente commento 304, incollo dal Blog del Comitato 482:

    https://www.blogger.com/comment.g?blogID=2257689368983008482&postID=5336806794958039647

  305. dimaco ha detto:

    @ammarisa

    citato:
    -Ad arte si confonde la cittadinanza (che è ovviamente italiana) con l’identità linguistica (che ovviamente è slovena poichè il resiano è un dialetto della lingua slovena).-

    Ti rispondo qui anche per l’atro posto, visto che mi sembra hai totalmente frainteso quello chevolevo dire nell’altra discussioe.

    Io ho scritto che uno può benissimo fare parte di una minoranza etnico linguistica, ma non per questo rinnega la sua nazionalità o il suo senso civico nei confronti dello stato in cui vive. Io quando me lo chiedono rispondo che sono sloveno, m è anche vero che sono un caso particolare (irrecuperabile a detta di tanti). Non volevo certo confondere la cittadinanza con altro. Ho solo espresso un mio pensiero in base al fatto che moltissimi si definiscono italiani nonostante sioano di lingua ed etnia slovena. Devo anche aggiungere che Tra sloveni e minoranza slovena in italia ci sono degli attriti.Ci sono sempre stati, visto che essere definito sloveno significava essere Yugoslavo e questo accomunare non piaceva a molti. Direi che molti provavano un certo senso di disagio, se non verogna. Infati a tuttora sento definire,da parte di quelli che sono parte della minoranza slovena in italia nei confronti degli sloveni stessi, con l’apellativo di “jugici”.

  306. marisa ha detto:

    TURAN 1964 , se permetti, la tua posizione non è attendibile dal momento che fai parte, o almeno così si capisce dai tuoi commenti, del gruppo del sindaco Sergio Chinese o comunque del gruppo che ne ha sposato le tesi ideologiche.

    Minoranza nazionale ; minoranza linguistica = ogni Stato sceglie la dizione che preferisce per definire le comunità etnico/linguistiche che all’interno del proprio Stato parlano una lingua diversa da quella ufficiale. In Italia si è scelto il termine “minoranza linguistica” e quindi da nessuna parte, in nessuna legge italiana c’è scritto “minoranza nazionale slovena”. In Slovenia si è invece scelto il termine “minoranza nazionale”, ove “nazionale” non è sinonimo di “statale”.
    Questione dunque solo terminologica. Ma, ripeto, “nazionale” non è sinonimo di “statale”. E la “cittadinanza” è altro rispetto alla “identità linguistica”. E’ proprio confondendo questi due termini e concetti relativi, che in val di Resia si sta creando un clima invivibile.

  307. Fufo ha detto:

    marisa lasciamo perdere, come il Berlusca, hanno SEPMRE ragione loro.
    Ieri per caso mi è capitato tra le mani un libro che racconta gli eventi della Slavia italiana (Benecia) dove dal 1945 in poi ha operato un organizzazione segreta (organizzazione “O” poi diventata Gladio) stipendiata da organi dello stato, per sradicare la lingua slovena da queste zone (si parla anche di Resia).
    Questo per capire che non solo i regimi “comunisti” ma anche la “democratica” Italia organizzò, in maniera certosina la cancellazione di tutto ciò che poteva suonare SLAVO dal proprio territorio.
    La tristezza sta nel fatto che si cerchi di dimostrare sempre le responsabilità altrui, tralasciando spesso quelle che siano le proprie (vedi il paragone che fa Gesù con il bruscolino e la trave nell’occhio).

  308. capitan alcol ha detto:

    #305
    1) Anche a me insegnavano i balli tradizionali friulani senza legge di tutela. Posso chiedere il risarcimento?
    2) Non credo a niente che non sia sottoposto a peer review.
    3) Se vogliono prendersi i lauti finanziamenti regionali per le lingue minoritarie, i resiani dovranno adeguarsi al fatto che la loro lingua rientra nel gruppo delle lingue affini allo sloveno. Già ribadito anche questo

    5) ha la maggioranza relativa delle preferenze (minori se preso come candidato, maggiori per quanto riguarda la lista). Ne abbiamo già parlato: la maggioranza assoluta dei votanti a Resia non voleva questo sindaco.
    6) Vedi commento #300

  309. dimaco ha detto:

    era una pagluzza. 😛

  310. Evidentemente, mia cara Marisa, non hai proprio il dono di comprendere adeguatamente ciò che scrivo.

    Per cui mi tocca ripetermi: qui NON CI SONO quegli “italianissimi” che tu trovi ad ogni angolo di strada. Ci sono dei RESIANI.

    I quali RESIANI fino a pochi anni fa vivevano tranquillamente, chiedendo di veder tutelata la loro specificità locale.

    Da quando invece è stato messo sopra la loro testa il cappello SLOVENO, e da quando su questa comunità di 1.200 persone si sono scatenati gli appetiti delle associazioni della minoranza slovena (ovviamente non resiane), del governo sloveno e del parlamento sloveno, ALLORA – e solo allora – s’è scatenato il can-can che sappiamo.

    Il ragionamento è quindi TUTTO ROVESCIO! Qui non c’è stato NESSUN INTERVENTO da parte di politici nazionali “itlaianissimi”. Tutto quanto s’è svolto all’interno della comunità resiana, con la controparte che si chiama – se mai – SKGZ.

    E come ho già scritto, sulla questione della lingua e dell’autoidentificazione s’è addirittura creata una vittoria elettorale, precedentemente impensabile a Resia per quel tipo di lista. Ma non solo: sulla richiesta del sindaco di uscire dalla legge 38 non c’è stato NESSUN VOTO CONTRARIO in consiglio comunale.

    E allora, ragazzi miei, chi è qui che sta giocando sulla pelle di qualcun altro, oltre che con i numeri?

    Infine, ripeto: non oso nemmeno pensare cosa sarebbe successo a parti invertite, con ministri e governo italiano che osassero chiedere conto all’ONU di ciò che avviene in uno sperduto paesello del circondario di Capodistria. Gli italiani sarebbero stati “ipso facto” accusati di fascismo!!! Infatti proprio di “fascismo” vengono accusati i resiani, da parte di alcuni “capoccia” sloveni. Questi qui sono rimasti con le stesse categorie mentali del 1945, per cui – guarda te – molti resiani (Resia = “culla della slovenità”) sono diventati dei neofascisti-irredentisti!!!

    E trovo addirittura in alcuni blog sloveni dei commenti di alcuni sloveni che dicono che tutto ciò accade per il continuo lavaggio del cervello che gli italiani (CHI?!? CHI STA FACENDO IL LAVAGGIO DEL CERVELLO A CHI?!?) farebbero nelle teste dei resiani.

    Roba da matti: in Slovenia un terzo dei parlanti italiano come madrelingua si dichiara di nazionalità slovena ai censimenti senza che nessuno dica nulla, mentre qui se c’è un resiano che si dice italiano, allora è un neofascista a cui hanno mangiato il cervello!

    Luigi (veneziano)

  311. Fufo ha detto:

    Posso se lecito, fare una domanda chiara e precisa ai difensori della “resianità”: perchè è stata offesa verbalmente la signora Pamela Pielich, responsabile del Gruppo Folkloristico resiano, proprio alla vigilia della partenza del Gruppo folkloristico per la tournée in Giappone, augurando al Gruppo stesso ed ai suoi componenti di fare un viaggio di sola andata?
    Perchè nei blog e su FB leggo solo offese a coloro si manifestano sloveni a Resia, invitandoli ad andarsene pure in “YUGO”, fora dalla “civilissima” Italia?
    Sono cose anacronistiche, che ci riportano a climi da guerra fredda, devono essere rigettate da tutti gli italiani civili.
    Invitare qualcuno che vive li da SEMPRE, nel 2010 ad andarsene solo perchè utilizza per comunicare, una forma espressiva diversa dalla propria, è BARBARIA pura.
    Non voglio quindi neppure pensare quale sia la tolleranza di questi emeriti italiani, nei confronti di eventuali immigrati stranieri (extra comunitari saria troppo).
    Invito tutti voi resiani a fare un passo indietro, valutare le persone non dalla forma espressiva che usano per comunicare, ma dal valore della persona stessa, ovvero come si faceva prima delle guerre nazionaliste, create ad hoc dai potenti per controllare le popolazioni a proprio piacimento.

  312. maja ha detto:

    @ Luigi

    Marisa ha capito benissimo.
    Semplicemente non è d’accordo con te.

  313. Fufo ha detto:

    e con questo chiudo tutti i miei commenti con persone intolleranti in quanto:
    …”non hai proprio il dono di comprendere adeguatamente ciò che scrivo”…
    rivolto ad una persona che sta cercando una posizione comune è un’INGIUSTA OFFESA PERSONALE.
    Evitare i commenti sulle persone che scrivono al blog sarebbe un atto di civiltà
    Invito Luigi ad astenersi d’esprimere inutili e offensivi commenti sulle persone. Grazie.

    Aspetto comunque risposta alla mia domanda “resiani”:

    —>perchè avete offeso la Pielich? <—

  314. famagosta ha detto:

    Credo che il clima di aggressivita’ e intolleranza creato politicamente ad arte a Resia sia facilmente immaginabile semplicemete leggendo interlocutori come Luigi(veneziano)…

  315. effebi ha detto:

    chi ha offeso la pielich ? non trovo notizie

  316. Sì sì, famagosta: gira la frittata come vuoi, ma poi domandati: CHI ha creato il clima di cui parli?

    Qualche pazzo italianissimo, venuto dalla penisola coll’elmetto da antico romano?

    Prova a domandarti: quanti sono i ministri o i parlamentari italiani (intendo dire: non nati a Resia e immediati dintorni provinciali), che sono andati a visitare Resia e a portare la loro “italica favella”, o ne hanno parlato in parlamento, ai giornali o addirittura all’ONU?

    Al parlamento di quale Repubblica invece appartengono i politici che hanno soffiato sul caso di Resia, con dichiarazioni alla stampa e ricorsi all’ONU?

    Quando ti sarai risposto, forse le cose appariranno più chiare.

    Mai disperare…

    L.

  317. massimo ha detto:

    mi intrometto sapendone poco, ma facendo un’osservazione portata dal caso trieste. di tutto si fa e si dice di etnie e paesi, di studiosi lontani. tutto, purchè non passi l’idea che una nazione vive di etnie diverse e integrate nelle loro diversità. c’è chi sostiene che ogni etnia è nazione, c’è chi sostiene che la nazione non ammette etnia. entrambi sono punti di vista totalitari.

  318. capitan alcol ha detto:

    Più commenti che abitanti.

  319. famagosta ha detto:

    “Prova a domandarti: quanti sono i ministri o i parlamentari italiani (intendo dire: non nati a Resia e immediati dintorni provinciali), che sono andati a visitare Resia e a portare la loro “italica favella”, o ne hanno parlato in parlamento, ai giornali o addirittura all’ONU?”
    ——————

    Non sono sicuro se questo testo sia un portatore di ingenuita’ sano o malato?;) dispero.

  320. Fufo ha detto:

    @317 se leggevi il link di Marisa al 306 lo sapevi, comunque per rinfrescare la memoria a tutti ve lo allego io:

    Comitât 482 ha detto…
    A riguardo poi della decisione presa dal Consiglio Comunale per far uscire Resia dalle leggi di tutela a favore della minoranza linguistica slovena e a farla rientrare in quella friulana manifesta tutto il suo sconcerto. È una decisione grave che va contro gli interessi di Resia e dei Resiani e non mancherà di produrre i suoi effetti politici devastanti.
    Non si può produrre atti del genere sulla spinta di pressioni ideologiche e di persone che, non conoscendo e vivendo a fondo la nostra realtà, giocano con la politica dello sfascio.
    Per maggiore precisione si evidenziano i punti della decisione consigliare:
    – Uscita dalla legge 38/01 e normative consequenziali in quanto manca il presupposto
    fondamentale della storicità dell’insediamento della minoranza slovena sul territorio comunale;
    – Inserimento all’art. 2 della legge 482/99 anche della lingua e della cultura della popolazione che
    parla il “resiano”;
    – Inserimento, in conformità all’art. 3 della legge 482/99, del Comune di Resia, nell’ambito
    territoriale e subcomunale in cui si applicano le disposizioni di tutela della minoranza linguistica
    friulana, storicamente presente nel Comune di Resia;
    – Affidamento al Sindaco dell’incarico di promuovere ogni legittima azione finalizzata alla
    salvaguardia dell’etnia resiana presso le Autorità e gli Organismi competenti.
    Resia è inserita nel contesto delle leggi di tutela della minoranza slovena della Regione Friuli Venezia Giulia perché il resiano, o il Po nes, così come il Po našan della Val Canale, o il Po našin delle Valli del Torre e Natisone sono tutte forme dialettali della lingua slovena. E di questo il Parlamento italiano, all’epoca, prima di legiferare sicuramente ne era ben informato.
    Definire storicamente presente la minoranza linguistica friulana nel Comune di Resia è un assurdità.
    Le leggi 482/99, 38/2001 e 26/2007 sono leggi che hanno aiutato e aiutano anche la nostra comunità. Basti citare solo alcuni dati: contributi per attività di valorizzazione del dialetto e della cultura resiani nelle scuole, per l’attività di sportello linguistico presso il museo dell’arrotino, biblioteca e archivio storico comunali a Stolvizza, attività di varie associazioni culturali locali, contributi per iniziative economiche, gestiti dalla Comunità Montana del Gemonese, Canal del Ferro e Val Canale, ed altro ancora.
    Al resiano ed alla cultura resiani così come a tutti i cittadini nulla è stato tolto, tanto meno la “storia millenaria”, anzi è proprio a queste leggi che potremmo anche in futuro conservare la nostra cultura in alternativa, non potremmo certo tutelare il resiano parlando l’italiano o imparando il friulano.
    L’estate amara di Resia è, speriamo, alle spalle e ci si augura che gli atti incivili ai cui abbiamo, purtroppo, assistito, non si ripetano più.

    Luigia Negro
    Presidente
    Circolo Culturale Resiano
    “Rozajanski Dum”

    03/09/10 09:52

  321. effebi ha detto:

    …cortesemente…
    dove sta l’offesa alla signora pielich ?

  322. Fufo ha detto:

    @322 hai ragione,ho copiato la parte sottostante, comunque ti invito a leggere il link pubblicato da Marisa.
    Riporto solo il pezzo riguardante la Pielich:

    “Solidarietà e vicinanza viene espressa anche alla responsabile del Gruppo Folkloristico resiano, Pamela Pielich, anche lei offesa e minacciata per motivi incomprensibili proprio alla vigilia della partenza del Gruppo folkloristico per la tournée in Giappone e per il fatto che al Gruppo stesso ed ai suoi componenti sia stato augurato di fare un viaggio di sola andata.
    Il Sindaco in questo frangente non si è dimostrato essere il “Sindaco di tutti” perché ha tollerato passivamente lo svolgersi di queste manifestazioni non proprio civili e non ha preso posizione, a sostegno dei cittadini ingiustamente offesi e minacciati, dissociandosi da ciò. “

  323. Paolo Geri ha detto:

    Giusto per riaccendere il fuoco (se mai serve)….
    Dal sito della Lega Nazionale:
    “L’Unione degli Istriani segnala infine come in Val Resia ed in altre zone di insediamento, la popolazione di ceppo slavo rifiuti categoricamente di essere considerata come slovena.” Il testo citato è inserito in un comunicato di Lacota che dice fra l’ altro
    “vanno chiariti i limiti della generosissima legge italiana di tutela della Minoranza slovena dalle richieste del Comitato paritetico, suffragate dall’ istigante attuale governo di Lubiana”. Prego notare i termini “generosissima” e “istigante” ….
    Qualcuno mi spiega che cosa c’ entra un’ associazione degli esuli con le vicende della val di Resia e anche con l’ applicazione di una legge che non li riguarda ? E’ evidente la strumentalizzazione politica.

  324. capitan alcol ha detto:

    I termini da notare sono altri.
    la popolazione di ceppo slavo rifiuti categoricamente di essere considerata come slovena
    Non mi pare che la polemica sfociasse nella determinazione della nazionalità degli abitanti della val Resia, ma a chi scrive piace farci credere che si tratti di qualcosa del genere.

  325. Turan1964 ha detto:

    Voglio far notare che alla manifestazione per il rilasco della carta di identità biligue, erano presenti le forze dell’Ordine sia di Moggio Udinese che di Pontebba.
    Nulla è successo.Tutto è filato liscio senza insulti o altro. Basta chiederlo a loro.

    Giusto per precisare:
    Luigia Negro è dipendente SKGZ.
    Pamela Pielich (nipote di Luigia Negro) lavora (credo ancora adesso) allo sportello Sloveno della Comunità Montana e Gemonese.

    Vi dice niente? Sospetti?
    Buona giornata a tutti.

  326. Fufo ha detto:

    @327 non è filato liscio proprio nulla, visto che siamo qui a discuterne, il sig. Cherubini, insultato dai contestatori (c’e’ pure il video).
    Sospetti, considerazioni in base all’associazione, alla lingua, appartengono ad altri tempi, quelli di Gladio o meglio ancora dell’organizzazione “O”, che come penso saprai era (oppure ancora è?) molto attiva da quelle parti… (ti invito alla lettura de “Gli anni bui della Slavia”). Una storia di cui l’italia (quella piccola) può ben vergognarsi, fatta di clientelismo e assoggettamento ad una Casta di potenti.
    Questo anche per ricordarsi che se in yugoslavia dopo la guerra, è stato attuato un piano di snazionalizzazione delle terre tradizionalmente VENETE, l’italia non è rimasta neppure lei con le mani in mano.
    Direi senza dubbio che OZNA e GLADIO non siano state due organizzazioni propriamente benefiche per le popolazioni locali.
    Vi invito a trovare punti d’incontro e non di divisione, divisioni e scontri non vi porteranno a nulla.

    Buona giornata

  327. famagosta ha detto:

    >sar mode onsar. mode off<

  328. Fufo ha detto:

    Potrebbe essere l’origine del toponimo?

    Dea dell’antica Religione Europea. Reitia non è la dea dei Veneti, non c’è nessuna esclusiva. Basti il fatto che anche il popolo dei Reti (Val d’Adige) ha una somma dea di nome Retia. La veneta Reitia è semplicemente l’espressione ed il nome locale dato alla madre degli Dei. Espressione originaria ne è la grande dea Cibele che da Oriente si è diffusa ai quattro angoli dell’Europa. A Micene erano venerati Dei anatolici – come Apollo e Dioniso- e c’era una dea di nome Eileithyeia (E-reutija in Miceneo), divinità materna. A Sud c’è la romana Rea Silvia e Cibele stessa introdotta ufficialmente nel culto di stato. Nel Nord la Religione europea ha preservato a lungo intatta la sua purezza, finchè non iniziarono le atroci persecuzioni dei re cristiani; Re Olaf fu fatto “santo” nonostante convertì con la forza i vichinghi torturando, accecando e bruciando vivo chi rimaneva fedele agli Dei.
    Freya [frā’ä] ha delle sorprendenti somiglianze con Rea: al Nord non c’erano leoni ma il gatto di Freya, in quanto felino, ne è un degno sostituto; anche la chiave è un simbolo di Freya e le sue lacrime d’ambra la connettono al culto apollineo-veneto.

  329. Turan1964 ha detto:

    Sul Messaggero Veneto di oggi pubblicata notizia sul (chiamiamolo) SONDAGGIO.Ebbene se non ricordo male, 666 adesioni, di cui 650 circa a favore di Resia Resiana, 1 Slovena e 16 astenuti. Purtroppo il sito del girnale l’articolo lo da pagamento.
    ciao

  330. iole ha detto:

    se il dato e’ di qualche interesse, segnalo che gli iscritti alle liste elettorali di resia sono 1305.

  331. Turan1964 ha detto:

    Nuovo capitolo, a Resia, della “guerra” di appartenenza identitaria. Dopo il riconoscimento di quella resiana come un’etnia con caratteristiche uniche in Europa, certificata dalle ricerche per il Parco genetico del Fvg, dopo il rilascio polemico della carta d’identità bilingue in italiano e sloveno, e dopo la richiesta del Comune di Resia di uscire dai territori compresi nella legge 38 del 2001, quella relativa alla tutele delle minoranze slovene, una nuova iniziativa “etnica” sta scuotendo la Val Resia. L’amministrazione guidata da Sergio Chinese infatti, ha distribuito un questionario identitario per verificare le volontà della popolazione locale, che ha ammesso di preferire di gran lunga l’insegnamento, l’utilizzo e la valorizzazione della lingua e della cultura resiana rispetto a quella slovena. Un segnale che il Comune ha voluto dare per dimostrare a chiare lettere non solo l’italianità della valle, ma la sua identità resiana, respingendo con forza ogni accostamento alla Repubblica slovena. Dalle risposte date dalla cittadinanza, 630 persone si sentono italiane, 1 slovena e 31 non sanno rispondere. La maggior parte di loro crede che la gente della valle si ritenga di nazionalità italiana (634 risposte) e non slovena (1 sola risposta). Sul fronte delle lingue, la più parlata in famiglia è l’italiano (542) seguita dal friulano (120), con zero risposte per lo sloveno (117 non risponde). 522 persone vorrebbero l’uso ufficiale del resiano, considerato parlata locale da 514 cittadini, e 629 non vorrebbero l’adozione dello sloveno come lingua standard (4 le persone per il sì). Queste le indicazioni fornite dai resiani che hanno risposto al questionario anonimo proposto nel mese di agosto 2010 ai maggiorenni residenti nel comune e ai resiani residenti fuori dalla valle. Gli stampati depositati nelle urne aperte per tutto il mese di agosto sono stati 666. Solamente 4 le schede nulle. «Le risposte date dai cittadini – afferma il sindaco Chinese – sollecitano l’amministrazione a promuovere iniziative a tutela della lingua resina, ma sono risultate molto utili anche nei suggerimenti forniti per lo sviluppo economico della valle. L’amministrazione farà senz’altro tesoro di quanto esplicitato dalla popolazione e da questo questionario trarrà maggior vigore per insistere nella strategia adottata per la tutela del resiano».

    Tratto dal Messaggero Veneto del 24 settembre 2010

  332. chinaski ha detto:

    dunque al questionario hanno risposto in 650.
    secondo wikipedia resia ha 1175 abitanti.
    ma sul sito della regione risulta che a resia siano iscritti alle liste elettorali in 1305. i voti validi per l’ elezione del sindaco sono stati 819.

    con questi numeri si possono fare un sacco di speculazioni.

    a me piace pensare che una parte consistente dei resiani abbia semplicemente cestinato il questionario.

    p.s. quando in politica si tira in ballo la genetica, significa che si e’ varcato un limite pericoloso. se fossi un resiano me la svignerei il prima possibile.

  333. Segnalo un altro dato forse di qualche interesse, giacché il numero degli iscritti alle liste elettorali comprende pure molti residenti che non vivono a Resia.

    Il dato è questo: alle ultime elezioni comunali il totale dei voti (compresi schede bianche e nulle) per le liste è stato di 839, per il sindaco 861. Il sindaco attuale aveva preso 401 voti, la sua lista 394. Il maggior candidato dell’opposizione aveva preso 340 voti, la sua lista 326.

    L.

  334. maja ha detto:

    Per me, il dato più interessante è questo:

    “Sul fronte delle lingue, la più parlata in famiglia è l’italiano (542) seguita dal friulano (120), con zero risposte per lo sloveno (117 non risponde).”

    Ma il resiano chi lo parla, allora?

  335. Eros ha detto:

    maja, è tutta un’invenzione per indebolire la minoranza slovena, non te ne sei ancora accorta?
    Chiediti perché i fascisti spalleggiano i resiani….

  336. Turan1964 ha detto:

    Eros, la verità ti fa male. Finitela col rivangare spettri fascisti. Sono passati 60 anni e siete ancora qui con queste cavolate. Ma la volete capire che a Noi Resiani non ce ne frega niente di essere considerati Sloveni? Abbiate la pazienza di ripettare il pensiero di chi non la pensa come Voi. Con tutto il rispetto che Noi abbiamo per la Popolazione Slovena.

  337. marisa ha detto:

    TURAN….ma perchè continuate a confondere ad arte, da mistieranti della politica, la cittadinanza con l’identità linguistica? Siete perfino arrivate a far diventare una indagine genetica…..una prova LAMPANTE che i resiani non sono sloveni. Ossia una dato genetico è stato trasformato in un dato culturale e linguistico…..

    Sarebbe da sganasciarsi dalle risate se non fosse da piangere!

  338. mato col muf ha detto:

    Scolta Turan del 64 (o te son una vecia machina VW o te son za in asedo). I tirerà fora i fassisti finché qualchedun tirerà sempre fora Tito e soci

  339. Carramba ha detto:

    Secondo me c’è una esasperazione da entrambe le parti le quali sono come due zoppi che si sostengono l’uno con l’altro e nessuno dei due può fare a meno dell’altro sennò non avrebbero più ragione di esistere.

  340. marisa ha detto:

    CARRAMBA, magari fosse come scrivi tu! E’ dal 1866, anno in cui l’attuale provincia di Udine è diventata Italia. che il peggior nazionalismo italiano sta cercando di cancellare l’identità linguistica e culturale degli abitanti della Slavia friulana (Valle del Natisone e Valle del Torre) e dei resiani. Prova ad informarti su questo tema. C’è da rabbrividire sui progetti di assimilazione portati avanti dall’Italia a danni di queste popolazioni. E non è ancora finita…

  341. Carramba ha detto:

    marisa

    Non userei questi termini così esasperati. Si potrebbero usare anche a parti invertite.

  342. marisa ha detto:

    Caramba, informati o poi ne riparliamo.

  343. Eros ha detto:

    344Carramba
    25 settembre 2010, 17:45
    marisa
    Non userei questi termini così esasperati. Si potrebbero usare anche a parti invertite.

    —–

    Ovvero?

  344. Carramba ha detto:

    Marisa sono abbastanza informato. Tv Capodistria qualche tempo fa ha realizzato un servizio proprio dal resiano con Stefano Lusa il quale andando in giro a salutar la gente con il dober dan bisogna ammettere che non ne trovò uno parlante lo sloveno odierno. Dopo si può dire che la popolazione (circa 1200 persone) discende dagli slavi, ma tutti noi chissà da chi discendiamo? Romani? Barbari? Veneti? Ma se uno mi si rivolge in latino perchè discendo dai romani o in ostrogoto perchè discendo dai barbari nell’anno di grazia 2010 lo guardo un pochino strano.

  345. Mato col muf ha detto:

    346 interventi e nianca un in resian. Me sa che nisun qua sappi de cos che l’parla.

    Mi no sò el resian, lo go sentu cantar e questo solo da cori sloveni. A sentirlo no me pareva simile al talian, ma nianca col binocolo.
    Questo però no vol dir che sia sloven. Del resto anche el croato e el sloven se somiglia, ma xe do robe diverse e anche tanto.
    Anche mi parlo triestin, che somilia al talian, ma no xe talian 🙂

  346. Carramba ha detto:

    Gli sloveni hanno visto e vedono sempre lo Stato italiano, sia esso liberale, fascista o democratico, nemico degli slavi in quanto in qualsiasi forma si presenti comunque si oppone alle rivendicazioni nazionali slovene su Gorizia, Trieste ed il basso isontino.

  347. capitan alcol ha detto:

    Io non discendo dai romani, discendo dalle scimmie.

  348. marisa ha detto:

    CARAMBA, informati e lascia perdere affermazioni che non stanno in piedi (commento 348.).

    Il Patriarcato di Aquileia e Venezia hanno sempre rispettato l’identità linguistica e culturale delle popolazioni di cui stiamo parlando. E arrivata l’Italia e ha subito messo in piedi un bel progetto avente come fine “QUESTI SLAVI BISOGNA ELIMINARLI, MA COL BENEFIZIO, COL PROGRESSO E COLLA CIVILTA’ “. Ossia “ADOPEREMO LA LINGUA E LA CULTURA DI UNA CIVILTA’ PREVALENTE QUALE E’ L’ITALIANA PER ITALIANIZZARE GLI SLAVI D’ITALIA”. Eravamo nel 1866!

    E oggi dopo un secolo e mezzo di diserbante, poichè non tutto sono riusciti a cancellare, cercando di cancellare quanto è rimasto!

  349. Eros ha detto:

    Concordo con MARISA, è l’Italia unitaria, nazionalista e conservatrice, che ha preso in odio gli “slavi”, considerandoli inferiori.

  350. Carramba ha detto:

    Marisa con i tuoi discorsi non cerchi di normalizzare la situazione. Forse cerchi vendetta? Non è il caso poichè con questi discorsi troppi problemi si dovrebbero riaprire anche a Fiume ed in Istria. Tu sei uno dei due zoppi che si sostengono a vicenda sennò non stanno in piedi.

  351. Carramba ha detto:

    Ti ricordo che l’Italia moderna ha assorbito 6 milioni di stranieri tanti quanti tutti gli abitanti di slovenia e croazia. E a Zara non si può aprire un asilo in lingua italiana. Ma va là va là va là

  352. Eros ha detto:

    CARRAMBA, visto come vengono considerati gli “slavi” in Italia è assolutamente il minimo che a ZADAR non si possa aprire un asilo italiano. Fossi io negli sloveni e nei croati, gli italiani non li farei proprio entrare. Senza i chiassosi italiani, e col turismo austro-tedesco e con quello del nord-Europa, d’estate ci sarebbe molta più pulizia e meno chiasso.

  353. Carramba ha detto:

    Vedo molto razzismo che si propaganda bellamente. Quindi anche io posso liberamente pensare di chiudere le frontiere con slo e cro e mettere i visti e sono d’accordo con te. E gli slavofili d’Italia li priverei della cittadinanza e delle proprietà come avvenne in Istria e a Fiume e Zara. Non è giusto?

  354. Eros ha detto:

    Vedo molto razzismo che si propaganda bellamente. Quindi anche io posso liberamente pensare di chiudere le frontiere con slo e cro e mettere i visti e sono d’accordo con te. E gli slavofili d’Italia li priverei della cittadinanza e delle proprietà come avvenne in Istria e a Fiume e Zara. Non è giusto?

    ———–

    Prova a fare un sondaggio e vedrai che la maggioranza degli italiani, la stragrande maggioranza, vorrebbe proprio fare quello che dici tu: non solo chiudere la frontiera con Slo e Cro, ma con TUTTA l’Europa dell’est.

  355. Eros ha detto:

    CARRAMBA, quale sarebbe il razzismo?

  356. Eros ha detto:

    Carramba
    25 settembre 2010, 21:09
    Marisa con i tuoi discorsi non cerchi di normalizzare la situazione. Forse cerchi vendetta? Non è il caso poichè con questi discorsi troppi problemi si dovrebbero riaprire anche a Fiume ed in Istria. Tu sei uno dei due zoppi che si sostengono a vicenda sennò non stanno in piedi.

    ———–

    Caro CARRAMBA, l’istituzione di quella VERGOGNOSA giornata del revanscismo e del rancore che è il 10 febbraio non solo non ha fatto nulla per “normalizzare” la situazione, ma ha fatto e fa di tutto per inasprire i rapporti e riaccendere il desiderio di vendetta. Soprattutto da parte italiana!

  357. marisa ha detto:

    Copio e incollo dal settimanale della ARCIDIOCESI di Udine – la Vita Cattolica – oggi in edicola.

    ——–

    La Vita Cattolica – sabato 25 settembre 2010 –
    Rubrica “Giornale aperto”

    Lettera a firma di Alberto Siega – Presidente “Identità e tutela Val Resia (Ud) – la lettera è seguita da un commento della Redazione della Vita Cattolica

    Titolo: Gli slavisti: resiano dialetto sloveno

    Il ritornello ormai stucchevole, che vuole il resiano, il torriano ed il natisoniano appartenenti al gruppo di dialetti sloveni, frase coniata qualche anno fa da giovani linguisti alle prime armi e che resta l’unico appiglio debolissimo per le speranze di rimanere nella legge 38 dei filo sloveni resiani, sbatte e si frantuma decisamente se confrontato con le dichiarazioni di uno dei più grandi linguisti di tutti i tempi: Beaudouin de Courtenay, il quale, dopo aver spiegato perché i resiani non sono russi, scrive: “In simile maniera possiamo dimostrare che i resiani non sono bulgari, non sono sloveni nel senso proprio di questa parola, non serbocroati nel senso stretto, ecc. e che ci rappresentano dal punto di vista glotologico una stirpe slava indipendente”. La lingua resiana veste l’onore quale prima nel mondo slavo ad essere analizzata da Beaudouin de Courtenay con il sistema scientifico moderno. Eric P. Hamp, con una dichiarazione recentissima afferma: “il resiano è una lingua slava arcaica, molto interessante per lo studio delle altre lingue slave; essa può essere vicina allo sloveno, ma mai slovena; non ci si può porre la domanda “cos’è la relazione di lingua resiana” , ma “cos’è la resiana” e la risposta può essere solo che essa è una lingua slava”.
    Nei paragoni espressi con altre lingue, egli pone la questione degli harbresh italo-albanesi, i quali sono sistematicamente italiani e sottolinea che allo stesso modo lo sono i resiani. Sostiene che la lingua resiana è diversa decisamente “dagli altri esempi di lingua slovena che sono stati dichiarati dialetti, perché c’è una diversità profonda che solo un attento ed esperto linguista può evidenziare. Sottolinea ancora che non si può comparare una lingua come il resiano da una nazione all’altra perché è una mancanza di rispetto non tenere conto della diversità del resiano.
    Oggi c’è la possibilità di giungere alla catalogazione del resiano grazie alla ormai nota particolarità conosciuta nel mondo della lingua resiana. Per il resiano non c’è ragione di cercare una grafia o una grammatica particolare, ma può bastare l’applicazione corretta della grafia italiana, perché è già completa per l’assimilazione del resiano, per il quale non è necessario adottare i segni diacritici. In linea con il pensiero di E. Hamp sulla lingua resiana è il professore Wales Browne, slavista di fama internazionale, dallo stesso Hamp considerato il più grande di tutti gli slavisti viventi.
    In riferimento al comportamento del centinaio di resiani che ha dimostrato, più che democraticamente e alla presenza delle forze dell’ordine il proprio dissenso in relazione al rilascio del rilascio della carta d’identità in italiano e in sloveno, trattandosi di materia legale, “Identità e tutela Val Resia” si riserva la facoltà di adire le vie legali. Si vuole, infine, precisare che oltre a non avere i resiani mai con la Slovenia né territorio, né storia, né tradizioni, né lingua, da ultimo la genetica ha confermato che i resiani non sono nemmeno lontani parenti degli sloveni.
    Alberto Siega -Presidente “Identità e tutela Val Resia” – Udine
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    COMMENTO DELLA REDAZIONE DEL SETTIMANALE DELLA ARCIDIOCISI DI UDINE, IN CALCE ALLA LETTERA A FIRMA DI ALBERTO SIEGA

    Macché “giovani linguisti alle prime armi”. L’Associazione italiana slavisti, che raggruppa i docenti di slavistica di tutte le università del nostro Paese, afferma testualmente: “Gli sloveni della provincia di Udine (Valli del Natisone, Val di Resia e Valle del Torre) parlano tre diversi dialetti sloveni, appartenenti come i dialetti sloveni delle province di Gorizia e Trieste, al gruppo dei dialetti sloveni comunemente definiti del Litorale” . Del resto, lo stesso de Courtenay (Baudouin, non
    “Beaudouin” come scrive Siega), nel 1927 fa sapere di aver cambiato la citata opinione sui dialetti resiani. “Il mio materiale raccolto dopo la pubblicazione dei miei opuscoli che vi si riferiscono, contiene molti indizii contrarii alla mia teoria, esposta 50 anni fa… L’argomento dovrebbe subire una vigorosa revisione”. Questo è il responso della scienza al massimo livello nella materia slavistica, il resto è speculazione politica. E affermare che l’identità etnico-linguistica è determinata dai geni si commenta da sé.
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    Il settimanale La Vita Cattolica è in vendita in tutte le edicole della provincia di Udine

  358. Carramba ha detto:

    Caro Federico la proposta l’hai fatta tu perchè se non possono entrare gli italiani di là mi sembra il minimo la reciprocità. Quanto la chiusura verso paesi come la Romania mi sembra solo buon senso che ormai in Europa non esiste più e non lamentarti se grazie a queste situazioni assurde il baricentro politico si sposterà sempre più a destra. Guarda l’Italia. Il dibattito politico è fra vari tipi di destre. Fini(ex fascista di stampo repubblichino) Berlusconi(filo gheddafiano putiniano) e Di Pietro(da mettere tutti al muro come il primo Mussolini) e Bossi(xenofobia). La sinistra esiste ancora? grazie alle idee di quelli come te fra poco non entrerà più nemmeno in parlamento.

  359. Eros ha detto:

    ma con chi ce l’hai?

  360. chinaski ha detto:

    carramba, ti sbagli di grosso. eros e’ un ammiratore di berlusconi, simpatizza per il tea party di sarah palin, e per l’ italia caldeggia una dittatura in stile cileno guidata da antonio martino. quindi la vostra polemica va inquadrata nella dialettica interna al centrodestra, o se preferisci, interna alla cultura di centrodestra.

  361. Carramba ha detto:

    marisa ma dove sono questi grandi problemi? Se uno vuol parlare il dialetto sloveno o italico o germanico in casa con gli amici con il bottegaio che problemi ci sono? Vorresti il resiano dentro ad un tribunale? Ma fai la seria. Carnevale è ancora lontano.

  362. Eros ha detto:

    chinaski
    25 settembre 2010, 21:51
    carramba, ti sbagli di grosso. eros e’ un ammiratore di berlusconi, simpatizza per il tea party di sarah palin, e per l’ italia caldeggia una dittatura in stile cileno guidata da antonio martino. quindi la vostra polemica va inquadrata nella dialettica interna al centrodestra, o se preferisci, interna alla cultura di centrodestra.

    ————-

    Esattamente, che c’entra la sinistra veramente non l’ho capito. Come non ho capito perché si rivolga a me con un nome altrui. O forse ce l’aveva con qualcun altro che ha scritto qui, ma allora dovrebbe imparare a QUOTARE i messaggi il nostro CARRAMBA.

  363. Carramba ha detto:

    Ma che state dicendo? Io non rispondo mai ad Eros che non conosco. Dialogo sempre con il mio amico fraterno Federico. Chi sia non si sa, ma l’importante che lo sappiamo io e lui. Eh eh

  364. Eros ha detto:

    CHINASKI, grazie di darmi la possibilità di dire che noi anarco-libertari, seguaci del TEA PARTY, non ce l’abbiamo con nessuna popolazione né con nessuna nazione, come invece dimostra di avercela CARRAMBA allorché si accanisce contro la Romania.

    Per noi, nelle nostre CITTA’ PRIVATE, può entrare chiunque abbia i soldi per mantenersi e per non gravare sugli altri.

    Siccome, purtroppo, le CITTA’ PRIVATE in Italia non esistono, mutatis mutandis diciamo che sono benvenuti i rumeni così come sono benvenuti TUTTI, purché si mantengano e non gravino su di noi.

    Se fosse il caso di “chiudere” le frontiere, perché troppe persone entrano e GRAVANO, allora vanno chiuse nei confronti di TUTTI, non di un popolo particolare.

    CARRAMBA, invece, dimostra di essere il tipico italiano-medio razzista nei confronti delle popolazioni dell’est. Che la massa italiana chiama “slave”. Scommetto perfino che CARRAMBA non sa che i rumeni sono LATINI come lui e non sono affatto slavi… 🙂

  365. Eros ha detto:

    366Carramba
    25 settembre 2010, 22:01
    Ma che state dicendo? Io non rispondo mai ad Eros che non conosco. Dialogo sempre con il mio amico fraterno Federico. Chi sia non si sa, ma l’importante che lo sappiamo io e lui. Eh eh

    ———-

    Ah, ok, quindi non ti rivolgevi a me. Scusa allora.

  366. Eros ha detto:

    Però, scusa se insisto, dovresti allora QUOTARE i messaggi altrui.

  367. Carramba ha detto:

    Ma è ovvio che chi viene qui grava a carico del sistema sanitario scolastico e assistenziale italiano perchè anche se uno lavoricchia mezzo nero mezzo regolare ecc ecc avrà sempre bisogno di assistenzialismo. Non è che vengono i grandi scienziati con redditi sontuosi. Quindi rumeni o non rumeni o svedesi o americani questo regime di soggiorni ed ingressi è truffaldino e pericoloso per l’ordine pubblico

  368. Eros ha detto:

    la spesa pubblica e l’ordine pubblico sono due cose diverse.
    chi viene e lavora regolarmente paga anche le tasse, quindi oltre a pagarsi dei servizi scadenti come quelli italiani, mantiene con le sue tasse anche quelle milionate di fannulloni italiani che lavorano (sic) nel settore pubblico.
    Cosa diversa sono quelli che non sono in regola.

  369. Carramba ha detto:

    Le badanti nel 90% hanno contratti che non superano 7500 euro all’anno per non incorrere nelle trattenute irpef oltre la no tax area e i datori di lavoro(benestante chi tiene la badante) versa meno contributi e la differenza la danno a nero con soddisfazione reciproca e tu con la propaganda qualunquistica di sinistra pensi che versano soldi all’erario. Informati bene che il mondo non va come ti dice il politburo.

  370. Eros ha detto:

    CARRAMBA, il primo nemico del politburo sono io, non capisco perché provochi in questo modo.
    prendi ad esempio le badanti che fanno da supplenti a ciò che lo Stato non garantisce: assistenza agli anziani. Ragion per cui i datori di lavoro che le assumono in nero fanno solo che bene.
    Prova con un altro esempio più calzante, sarai più fortunato.

  371. Carramba ha detto:

    Sei tu che dici che versano all’erario. Per me è tutta una rimessa. Chi versa? Allora le badanti no. E’ appurato. I cinesi? ah ah ah. I braccianti in calabria e sicilia? mi rotolo dal ridere. Gli spacciatori magrebini versano? I rom versano? Dimmi tu chi. I ristoratori etnici? ah ah ah. Versano solo i pochissimi dipendenti delle grandi fabbriche. Punto.

  372. Eros ha detto:

    Mi fornisci i dati di quanto affermi per favore?

  373. Carramba ha detto:

    No caro. Io ho messo i punti interrogativi. Tu che hai debordato la discussione in questo modo devi fornirli.

  374. Eros ha detto:

    Tutti i Regolari non GRAVANO. Gli irregolari gravano. Dimostra il contrario ora.

  375. niemand ha detto:

    siete ot.

    sommessamente: visto che appartenete alla stessa area politica, perche’ non vi chiarite tra di voi, e non cercate di raggiungere una sintesi?

  376. dimaco ha detto:

    Posso dire che laredazione ha un particolare metro di misurazione sulla chiusura dei thread ai commenti. questo va avanti da 378 commenti, mentre quello sul sindaco di koper è stato chiuso? e in confronto a questo era all’acqua di rose.

  377. effebi ha detto:

    chiuso quello del sindacoooo !? orpo e perchè ?

  378. effebi ha detto:

    forse per aprine uno sugli scioperi previsti per la settmana prossima degli statali, o per le nuove modifiche al sistema pensionistico…
    🙂

  379. marisa ha detto:

    Dal COMMENTO 359

    Sergio Chinese, attuale sindaco di Resia (speriamo che i resiani lo mandino a casa alle prossime elezioni!) mi risulta sia stato Presidente della associazione “Identità e tutela Val Resia” prima dell’attuale Presidente Alberto Siega (firmatario della lettera che ho incollato). Una associazione questa che è stata creata pochissimi anni fa e, a mio parere, funzionale alla elezione a sindaco di Resia di Sergio Chinese. Serve aggiungere altro?

    Grandioso il lapsus contenuto nella lettera firmata da Alberto Siega:
    “ma può bastare l’applicazione corretta della grafia italiana, perchè è già completa per l’ASSIMILAZIONE del resiano, per il quale non è necessario adottare i segni diacritici…”.

    Una lingua slava (così la considera Alberto Siega) scritta con la grafia di una lingua latina? Sia mai che nella grafia del resiano ci sia una pipetta o altro che ricordi la grafia slovena!Che sia slavo-comunista anche questa povera pipetta?

  380. marisa ha detto:

    COMMENTI 333 e 334

    Un’altra grandissima PERLA.

    Dall’articolo del MV – commento 333 – risulta che il questionario di cui questo POST, E’ STATO CONSEGNATO – in agosto – ANCHE a persone che sono residenti altrove e che a Resia trascorrono solo 15-20 giorni all’anno di vacanza ( in agosto soprattutto immagino!).

    Quanti di questi ormai “NON PIU’ VALLIGIANI” sono iscritti alla associazione di cui risulta essere stato Presidente l’attuale sindaco SERGIO CHINESE (associazione “Identità e tutela Val Resia”)?

    Se il questionario è stato consegnato anche a non residenti a Resia, non è possibile quindi conoscere quanti aventi diritto al voto a Resia, hanno poi effettivamente compilato il questionario stesso essendo questo dato FALSATO dalla presenza (tra coloro che lo hanno compilato e consegnato) dei NON residenti! Peccato che LUIGI (il veneziano) nel suo commento 335, non ne abbia tenuto conto!

  381. marisa ha detto:

    IL QUESTIONARIO ERA “A N O N I M O” !

  382. Turan1964 ha detto:

    Marisa vedo che SLOVENI(NEL PORTAFOGLIO) di Resia ti stanno a Cuore. Voglio ricordarti che nessuno di loro si è dichiarato Sloveno (in pubblico qui a Resia). Non ti sembra strano? Li conosci?
    Comunque sia ti dedico questi video orginali 100% RESIANI.

    http://www.youtube.com/watch?v=CBUG0tg8BkM

    http://www.youtube.com/watch?v=wbS3nCZINH8

    E anche questo che è un tarocco Made in Slovenia:

    http://www.vidoemo.com/yvideo.php?eslovenia-escenario-colectividades-2007-rosario=&i=czdJNzVVcWuRpRmlkQlk

    Pensa non sanno neanche ballare e la musica è mandata regIstrata,quindi senza gli strumenti.UNA VERA BUFALA oltre che un TARCCO SUPER.
    Concludendo, Resia è semplicemente RESIANA.

  383. marisa ha detto:

    TAURIAN….quando la smetterete di confondere, AD ARTE, il concetto di CITTADINANZA con quello di IDENTITA’ LINGUISTICA?

    Se hai qualcosa da dire perchè non contesti i miei commenti 382-383? Commenti scomodi, vero?

  384. chinaski ha detto:

    bon se partiamo coi video mi sa che come ballerini devono andare tutti a nascondersi, su entrambi i versanti del kanin

    http://www.youtube.com/watch?v=3uizOjscQZA

    l’chaim

I commenti sono chiusi.